sabato 26 novembre 2016

“ E QUI COMANDO IO… QUESTA E’ CASA MIA...”

La Grottaglie politica e istituzionale degli ultimi cinque mesi si rappresenta in pratica identica a quella che abbiamo deciso di metterci alle spalle.
La speranza, seminata nelle fasi che hanno preceduto il “cambiamento” e l’insediamento della nuova classe dirigente, appare fortemente offuscata, se non completamente disattesa.
Chi ha pratica della Pubblica Amministrazione sa benissimo che, per effetto di legge, l’opposizione, oramai, non conta quasi nulla.
La nuova classe dirigente, allora, non può imputare tutte le responsabilità del presente ad altri (il loro passato e il loro oggi considerato inadeguato, non all'altezza), una tale facile scappatoia può funzionare fino ad un certo punto e certamente per un tempo assai limitato.
In secondo luogo il cambiamento, quando lo si vuole veramente, non lo si declama ad ogni piè sospinto; lo si fa e basta.
In terzo luogo, i nuovi Organi di Governo della Città sono sentiti e vissuti da tanti, anche in questo conformemente a chi li ha preceduti, come i nuovi padroni di casa e non, come invece dovrebbe essere, come un’istanza arrivata per fecondare un nuovo modo di amministrare.
Le vecchie classi dirigenti hanno avuto, ed ancora hanno, gravissime responsabilità  nella determinazione del grado di abbrutimento culturale, sociale, politico, istituzionale, fisico della nostra Città.
Il presente, invece, testimonia l'incapacità, speriamo momentanea, della nuova classe dirigente di fecondare visioni, prassi e atti amministrativi preordinati a realizzare i radicali cambiamenti che occorrono nella macchina amministrativa del Comune e in ogni ambito della Città.
Quanto si va palesando negli atteggiamenti dei nostri rappresentanti, di Governo e di Opposizione, nell’Assise comunale si rappresenta come il segno tangibile, più che di una rivolta generazionale, di un persistente infantilismo politico o, addirittura, di un vero e proprio delirio di onnipotenza; assai simile a quelli catastrofici che la storia del secolo scorso ci ha rappresentato – ad abundantiam - e che il sesto di secolo che si è apprestato continua a farci vedere.
Se a breve non riusciremo a comprendere che occorre un nuovo ordine capace di ridefinire e reindirizzare la mutagenesi antropologica – di cui questo quadro politico sembra pregno - introdotta da modelli che ognuno di noi ha incorporato nel trentennio passato, attraverso un sistema iocentricoco che si palesa in ogni dove (social, Comunità - dalle più piccole a quelle più grandi, ecc.), e che questo nuovo ordine dovrà essere impostato con la determinata consapevolezza di assumere ogni diversità come ricchezza, allora siamo davvero all’inizio della fine: non ci potranno essere promesse di cambiamento che tengano, non potrà che vincere la falce della “disperanza”; dell’assenza di futuro per tutti.
Tutto ciò presuppone, prima della Legge, l’incondizionato riconoscimento e il totale rispetto dell’altra e dell’altro, secondo la Legge, invece, il rispetto delle regole condivise legittimamente approvate e vigenti (a nessun Organo burocratico e di Governo del Comune di Grottaglie rende onore il video dell’ultimo Consiglio comunale in merito all’art. 30, comma 10, del Regolamento, neanche alle due Consigliere di maggioranza che hanno annunciato l’astensione. A tale riguardo, mi auguro che alcuni piccoli o grandi stalinisti presenti in famiglia non le additino per questa, seppur timida, presa di posizione).
Poi verrebbe una riflessione sulla  Politica, ma questa è un’altra storia...Vostro