lunedì 20 luglio 2015

UNIONE POPOLARE

Rieccoci.
Con l’approssimarsi della data prevista per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio Comunale, fioriscono, o rifioriscono, nuovi o vecchi soggetti politici; più o meno organizzati.
Siamo, oramai, abituati a queste “primavere”, come siamo – tutti e tutte –, sempre di più altrettanto rassegnati a vederle sfiorire in un brevissimo lasso di tempo; dopo la proclamazione degli eletti in Consiglio Comunale e la nomina degli Assessori da parte del Sindaco eletto. Orfani di classi dirigenti, di governo e di opposizione, con sincera “vocazione” verso il bene comune.
Viviamo nel cuore del Mezzogiorno d’Italia, parte del Paese dove, più che altrove, “…il diritto si ottiene mediando: io ti do il voto in cambio ricevo un diritto”. Qui, come in tutto il Sud, da destra a sinistra, vince sempre – ovunque si collochi -  il politico che promette diritti o, addirittura, i diritti li vende; mischiando, in dispregio delle norme morali, gli interessi professionali con quelli del “familismo amorale” e clientelare.
In questo territorio dannato, dove ogni cosa è merce: la dignità, la salute, nostra madre terra e via svendendo,  la selezione del personale politico avviene secondo un meccanismo che potremmo mutuare da una legge dell’economia – la legge di Gresham –, “ la (moneta) politica cattiva scaccia la buona”.
 Nell’arena politica grottagliese – come altrove - “…vincono, oltre che per l’assoluta incapacità (o volontà)  delle organizzazioni sociali e, soprattutto, politiche, di selezionare classi dirigenti moralmente e tecnicamente adeguate, e ciò anche per nostra precisa  responsabilità di elettori ed elettrici disinteressati o troppo interessati, persone modeste, senza visione”. Governanti cui più che governare piace comandare, a prescindere degli esiti - spesso disastrosi - che le loro azioni producono e strutturano nei contesti delle matrici culturali, economiche, politiche, ambientali, organizzative, ecc. .
L’ipocrisia, l’approssimazione, l’incompetenza, uniti alla prepotenza e all’arroganza della classe politica di governo, stanno via via uccidendo il sogno, la speranza di una “politica nuova, pulita e trasparente”.
Qui, come altrove, c’è bisogno di creare  e far crescere  una vera “primavera”, alimentata, anche sulla base dell’esperienza emersa da non tanto lontane azioni popolari, corretta da elementi degenerativi legati a vantate primogeniture e/o accentuate ambizioni personali, radicata in nuove  forme di relazione e partecipazione che consentano l’emersione, il rafforzamento e l’unione dei movimenti e di cittadini in un Soggetto politico capace  di rendere effettiva  la speranza  di cambiamento, da qualche tempo auspicata da minoritari “romantici sognatori".
Penso sia giunta l’ora per Grottaglie di preparare una nuova fase, nella mia esperienza politica posso ragionevolmente affermare, ex post, che di questi momenti ne ho vissuti due: il primo,  nella prima metà degli anni settanta Sindaco Angelo fago), il secondo, con il primo mandato di Giuseppe Vinci (1993-1997), tutti nel secolo scorso; ora è non più procrastinabile fare tre.
Per realizzare un tale ambizioso obiettivo, si propone di dare vita a un soggetto plurale, autenticamente democratico, che, sulla base di un programma fondamentale, conquisti il Comune per portare una nuova classe dirigente alla guida della Città.   
Quello che occorre, qui e ora, è realizzare un “movimento di liberazione” che, sulla base di un’effettiva pratica democratica, sia in grado di far crescere nuove e autentiche forme di relazione e partecipazione, capaci di dare speranza al cambiamento e, per questa via, dare a questo territorio una classe dirigente competente ed eticamente inattaccabile.
Per realizzare un tale obiettivo a Grottaglie, data la situazione attuale, occorrerebbe vedere d'accordo i Movimenti Civici, “Rinascita Civica” e “Sud in Movimento”, assieme  al “Movimento Cinque Stelle”, Sinistra Ecologia e Libertà e tutte le ragazze e i ragazzi e le donne e gli uomini di “buona volontà”, che intendano rendersi protagonisti di un tale progetto.
Sono persuaso che il Soggetto da costruire, che mi piacerebbe momentaneamente indicare con la proposizione concettuale di “Unione Popolare”, potrebbe conquistare il Governo della Città.
Se realizzata, la situazione prospettata, oltre a dare a Grottaglie una concreta speranza di buona amministrazione per cinque anni, costringerebbe i partiti tradizionali, e le diverse “botteghe clientelari”, ora del tutto presi dalla “bulimia del potere”, a fare i conti in “casa propria” e comprendere che quelle case, per assolvere  al dettato Costituzionale, non possono e non devono essere di pochi o di uno solo, ma devono essere di tutte e tutti.
Solo con partiti effettivamente rifondati, ognuna e ognuno di noi – qui come altrove-, potrebbe decidere, in futuro, di farvi ritorno. Di loro, del loro corretto funzionamento, oramai, circa la metà del Popolo italiano sente la mancanza.  


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