sabato 2 aprile 2011

OPEN SOURCE: Opportunità per la Pubblica Amministrazione, opportunità per Grottaglie

OPEN SOURCE – SOFTWARE LIBERO opportunità per la Pubblica Amministrazione opportunità per GROTTAGLIE


Cos'è il software libero


Il software libero è software pubblicato con una licenza che permette a chiunque di utilizzarlo e che ne incoraggia lo studio, le modifiche e la redistribuzione; per le sue caratteristiche, si contrappone al software proprietario ed è differente dalla concezione open source, incentrandosi sulla libertà dell'utente e non solo sull'apertura del codice sorgente, che è comunque un pre-requisito del software libero.[1]”


Perchè?


Avere la possibilità di utilizzare liberamente software senza dover sottostare ai costi, a volte decisamente esosi, delle licenze d'uso a cui le software house ci hanno abituati negli ultimi anni; Software libero vuol dire software a costo zero, ma non software di qualità zero. L'esempio più noto è dato da Firefox, browser open source diventato famoso negli ultimi anni, oppure OpenOffice, suite da ufficio diretta concorrente di Microsoft Office. E allora perchè non dotare la nostra Pubblica Amministrazione di software che hanno difatto costo zero?

Il bene pubblico è bene nostro, le licenze d'uso vengono acquistate con i nostri soldi, soldi che vanno sempre alle stesse software house, tra l'altro nemmeno italiane...


Oltretutto, oggi è possibile riutilizzare vecchi pc in disuso, con sistemi operativi quali GNU/Linux e dare loro ancora spazio nella quotidiana vita d'ufficio.

Per di più dimenticando la parola Virus! Già perchè nel mondo Open Source, non esistono Virus e comunque le vulnerabilità vengono corrette in genere nell'arco delle 48 ore.


Questo è possibile grazie ai milioni di programmatori, studenti, ricercatori, enti che lavorano producono e fanno crescere i software Open Source.


E se domani fossimo in grado di sviluppare e portare avanti in piena autonomia, il software necessario alla gestione della nostra Pubblica Amministrazione? Magari finanziando progetti di ricerca, stipendiando giovani diplomati/neo laureati, facendo passare il codice tra le mani di nostri concittadini che potrebbero esprimere qui, e non altrove, le loro capacità?


E se invece di investire denaro pubblico nell'acquisto di nuovi computer, finanziassimo tecnici preparati alla rimessa in uso di vecchi computer perfettamente riutilizzabili?


Questa non è utopia, accade già in altri comuni d'italia Bolzano, Argenta, Ancona, Modena stanno già risparmiando, basta fare una ricerca su Google per rendersene conto. p.s. Credete che il software libero non valga questa scommessa? Anche Facebook è sviluppato utilizzando strumenti Open Source, eppure è un buon prodotto...


GROTTAGLIE MERITA QUESTA OPPORTUNITÀ

...LU PAISU SI STE MOVE...


Andrea Cometa – Perito Informatico (candidato Consigliere Comunale lista Sud in Movimento)


[1] Rif. Wikipedia

1 commento:

Anonimo ha detto...

Antiquati e infantili
Nel succedersi delle generazioni può avvenire che si abbia una generazione anziana dalle idee antiquate e una generazione giovane dalle idee infantili, che cioè manchi l'anello storico intermedio: la generazione che abbia potuto educare i giovani. Non c'è bisogno di scomodare Ovidio, secondo il quale «è giusto essere ammaestrati anche da un avversario» (ab hoste doceri), per accogliere questa saggia riflessione di una figura lontana dalla fede cristiana, ma rigorosa e morale come Antonio Gramsci (1891-1937). La sua era una rilevazione nei confronti della società del suo tempo che gli sembrava priva di un anello generazionale, quello intermedio. È, però, qualcosa che riscontriamo anche ai nostri giorni. La generazione che precede il Sessantotto - se vogliamo adottare questo spartiacque simbolico - si è spesso rivelata antiquata, legata a modelli che ora non sono più incisivi o che comunque sono ritenuti sorpassati. La fascia dei giovani rivela, invece, una superficialità, un'inconsistenza, un'immaturità sconcertanti. Ciò che è mancata è stata appunto la generazione intermedia dei padri, capace di trasmettere un messaggio nuovo ma ben radicato e motivato. Questo vuoto, che si sente a livello culturale, sociale, politico e anche religioso, ha prodotto una gioventù priva di ideali autentici e incapace di scoprire grandi orizzonti. È, quindi, necessario svegliare i giovani dall'infantilismo e dall'ottusità, non con prediche e ammonimenti enfatici che vengono subito disattesi o irrisi, ma con un ritorno all'educazione seria e fondata, a valori veri e netti, alla coscienza, alla riflessione e alla responsabilità.