sabato 9 aprile 2011

C.S: Assemblea di quartiere zona 167/bis - ore 19

Ad una settimana dalle partecipatissime assemblee con gli abitanti della Città Vecchia il Sud in Movimento ed il suo candidato sindaco Ciro D'Alò chiamano a scendere in strada gli abitanti della 167/bis.


Domenica 10 aprile 2011 alle ore 19,00 in via Ciro Fanigliulo tutti gli abitanti del quartiere 167/bis potranno partecipare all'assemblea nella quale il Sud in Movimento raccoglierà tutti i disagi, i consigli e le proposte che permetteranno di analizzare e progettare un miglioramento della vivibilità del quartiere.


Dopo le entusiasmanti e frequentatissime assemblee di quartiere nel Centro Storico la scorsa domenica, il Sud in Movimento e il suo candidato sindaco Ciro D'Alò sono impazienti di poter ascoltare le voci degli abitanti della periferia grottagliese.


Convinti che incontrare ed ascoltare la gente nei quartieri in cui vive sia, oltre che necessario per attuare una democrazia partecipata, una necessità ed un dovere di chi amministra.


Il candidato sindaco Ciro D'Alò e l'associazione Sud in Movimento hanno potuto riscontrare, nelle scorse assemblee, l'entusiasmo e la propositività dei cittadini nel contribuire al miglioramento del loro quartiere, dichiarando la propria disponibilità a modificare il loro stile di vita in favore di un maggiora benessere collettivo.


Chi si propone di amministrare ha l'assoluto dovere di porsi faccia a faccia con i cittadini ed attivare un confronto biunivoco e paritario, cercando di ricostruire quella fiducia che negli ultimi anni, purtroppo, è stata più volte tradita da un modo di amministrare superbo e sordo.

3 commenti:

alessandra minetti ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=MA-EUE-M0Cs

alessandra minetti ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=mDWlXGZ9DS8

Anonimo ha detto...

Antiquati e infantili
Nel succedersi delle generazioni può avvenire che si abbia una generazione anziana dalle idee antiquate e una generazione giovane dalle idee infantili, che cioè manchi l'anello storico intermedio: la generazione che abbia potuto educare i giovani. Non c'è bisogno di scomodare Ovidio, secondo il quale «è giusto essere ammaestrati anche da un avversario» (ab hoste doceri), per accogliere questa saggia riflessione di una figura lontana dalla fede cristiana, ma rigorosa e morale come Antonio Gramsci (1891-1937). La sua era una rilevazione nei confronti della società del suo tempo che gli sembrava priva di un anello generazionale, quello intermedio. È, però, qualcosa che riscontriamo anche ai nostri giorni. La generazione che precede il Sessantotto - se vogliamo adottare questo spartiacque simbolico - si è spesso rivelata antiquata, legata a modelli che ora non sono più incisivi o che comunque sono ritenuti sorpassati. La fascia dei giovani rivela, invece, una superficialità, un'inconsistenza, un'immaturità sconcertanti. Ciò che è mancata è stata appunto la generazione intermedia dei padri, capace di trasmettere un messaggio nuovo ma ben radicato e motivato. Questo vuoto, che si sente a livello culturale, sociale, politico e anche religioso, ha prodotto una gioventù priva di ideali autentici e incapace di scoprire grandi orizzonti. È, quindi, necessario svegliare i giovani dall'infantilismo e dall'ottusità, non con prediche e ammonimenti enfatici che vengono subito disattesi o irrisi, ma con un ritorno all'educazione seria e fondata, a valori veri e netti, alla coscienza, alla riflessione e alla responsabilità.