sabato 19 febbraio 2011

I SEMI DELLA SPERANZA …

Insano è frodare, ma anche lasciarsi frodare; parassitare ma anche lasciarsi parassitare, divenendo complici. L’adeguarsi all’ordine del dominio implica sia la responsabilità del dominatore che quella di chi si lascia dominare.
Una cosa è tendere a sostituirsi al vecchio potere e altro è creare un nuovo potere in ciascuno…”
Danilo Dolci

In tanti siamo convinti che non si possano lasciare isterilire i semi del cambiamento: quei semi che ognuna e ognuno di noi, oltre il quanto e il quale, talvolta assieme a decine di altre persone, altre volte ancora con centinaia o migliaia di cittadini, ha seminato e continua a seminare; con fatica e sofferenza, ma anche con passione, speranza e fede.
Il tempo presente, anche qui a Grottaglie, può essere il “ luogo “ nel quale i semi cosparsi negli anni scorsi dai diversi movimenti possono essere fatti germogliare, coltivati ed elevati a piante. Piante che, se curate, potranno prosperare, produrre buoni frutti e, soprattutto, sostituire le “male piante” che si sono impossessate delle Istituzioni e delle organizzazioni politiche; oltre che della gran parte di quelle sociali.
Ognuna e ognuno di noi, nella fase attuale, può farsi promotrice e promotore del cambiamento.
Un tale obiettivo chiede singolarmente alle donne e agli uomini di buona volontà che intendono spendersi in questo processo, di aprirsi effettivamente al mutamento, di dirigere oltre l’io e abbracciare con decisa determinazione il noi, fermo restando il diritto – dovere si sostenere fino in fondo le proprie ragioni mettendo in secondo piano le diffidenze reciproche – fino ad oggi mai sopite – le pretese di primogenitura che ( pur discendendo dall’impegno profuso, dalle lotte sostenute, dalle persecuzioni patite per le indomite posizioni assunte) costituiscono un oggettivo insormontabile impedimento alla necessità di comunicare e assumere le decisioni alla pari, con sincerità ed umiltà, con tutti gli altri.
Se lasceremo passare questa primavera senza aver agito per produrre il cambiamento molecolare che occorre a Grottaglie, come all’Italia intera, vorrà dire che non è ancora giunto a maturazione il tempo della Rinascita, della Rigenerazione, del Rinnovamento; che non abbiamo ancora intrapreso il sentiero, certo tortuoso e non privo di pericoli, che conduce all’agire teorico e pratico attraverso un’autentica, unanime, condivisa pratica democratica.
Qualunque sia il tempo del prossimo appuntamento, arrivederci…

mercoledì 16 febbraio 2011

CS RINASCITA CIVICA

Rinascita Civica – Grottaglie

comunicato del 16 febbraio 2011

Con i Grottagliesi così la Rinascita Civica è possibile

grazie al il rifiuto del titolare

definitivamente rimossa l’antenna Telecom sul Panificio Marconi

Dopo una trattativa durata oltre tre anni, e dopo aver puntualmente rimesso alla Telecom gli assegni cospicui che mensilmente continuavano ad arrivargli anche dopo la legittima rescissione del contratto, il titolare del Panifico Marconi, Pasquale Santoro, ha obbligato la Telecom a smantellare completamente l’antenna installata.

L’avv. Antonio Lupo ha assistito il sig. Santoro nella non facile né breve vicenda, dalla rescissione del contratto con la Telecom fino al definitivo smantellamento dell’impianto di telefonia mobile installato sul lastrico dell’edificio di via Marconi, nell’omonima via e sopra al panificio.

Infatti, dopo l’avvio di costruzione dell’antenna, nell’ottobre del 2007, in seguito all’intervento del Comitato contro l’Elettrosmog che era stato allertato da cittadini che abitavano in via Marconi, il sig. Santoro si rendeva conto dei rischi per la salute che una simile installazione avrebbe comportato e dei quali prima nessuno lo aveva avvertito, e decideva di rescindere il contratto stipulato con la Telecom già nel 2006.

Rescissione che è stata possibile per le vistose inadempienze sia della Telecom, sia del Comune di Grottaglie.

Ma un solo encomiabile atto di civismo non basta per sventare del tutto i rischi derivanti dall’inquinamento causato da elettrosmog per le numerose antenne esistenti e per le altre eventuali che potrebbero essere installate, dal momento che fino ad oggi e nonostante le ripetute richieste, l’Amministrazione Comunale non ha approntato alcun piano per le antenne di telefonia mobile.

Etta Ragusa

Rinascita Civica – Grottaglie

venerdì 11 febbraio 2011

Gir in esclusiva, il ritrovamento di una chiesa rupestre del 1200 a Grot...

Rifiuti Taroccati da Napoli. La magistratura e la Politica muovono i primi timidi passi.


Rifiuti taroccati da Napoli, ora è rivolta
Sul caso interviene il governatore Vendola

Stasera assemblea pubblica. Conte:« I controlli non sono sembrati ferrei, quei rifiuti non ci hanno mai convinto»

TARANTO - Sul caso è intervenuto anche il governatore Nichi Vendola: «E’ bene che si vigili sui conferimenti». «Ma noi avevamo lanciato l’allarme già tempo fa. Non ci hanno mai convinto quei rifiuti in arrivo dalla Campania alla discarica Italcave e i controlli non sono sembrati sempre ferrei. Ora apprendiamo che si aprirà forse un’inchiesta. Meglio tardi che mai». E’ la reazione di Vincenzo Conte, attivo animatore del comitato di Statte contro i rifiuti, alla notizia che spazzatura con codici Cer non corrispondenti alla tipologia di immondizia concordata tra Puglia e Campania sia stata scaricata nell’impianto tarantino. Italcave è una delle tre discariche di cui il consorzio Cite, vincitore dell’appalto bandito dalla Regione Campania, si serve per stoccare 45mila tonnellate di rifiuti da togliere agli esausti impianti del napoletano.

L’accordo è stato sospeso a causa delle proteste degli ambientalisti e dei cittadini e dopo il rinvio al mittente di alcuni carichi che destavano sospetti. Ora si scopre che, forse, sono stati applicati codici Cer fittizi pur di scaricare a Taranto tipologie di rifiuti diverse da quelle previste dal protocollo d’intesa tra le due Regioni. «Domani sera (oggi, ndc) abbiamo un’assemblea - continua Conte - per discutere di questo fatto nuovo, della necessità di riaprire le pratiche delle autorizzazioni ambientali concesse alle discariche e della così detta localizzazione, cioè del permesso dato a Italcave nel 1997 di poter impiantare proprio lì, alle porte di Taranto e a 890 metri dalla case di Statte una discarica. Poi, venerdì, faremo una conferenza stampa. Il problema dei rifiuti è molto importante e lotteremo sino a quando sarà necessario insieme con i cittadini, i comitati e gli ambientalisti. La nostra vigilanza non si fermerà».

Statte, insieme con Lizzano, è l’epicentro della protesta. I convogli da Napoli si sono fermati in attesa di una revisione dell’intesa che, sin dal primo momento, ha vissuto momenti difficili. Il periodo di tre mesi stabilito per alleggerire di 45 mila tonnellate gli impianti Stir della Campania sembra superato dagli eventi. Fino a oggi solo poco più di mille tonnellate sono state trasferite da Napoli a Taranto. E, Malgrado tutti i controlli, sembra che rifiuti che non dovevano arrivare nella discarica tarantina siano arrivati comunque.

Cesare Bechis da Corriere.it
10 febbraio 2011

martedì 8 febbraio 2011

NON SUICIDIAMO LA SPERANZA

“IL DIRITTO DI SOGNARE UN’ITALIA PULITA”

“...Sembriamo condannati a dividerci su ogni cosa. Ci si può essere antipatici, ma in questo momento non c’è spazio per sottolineare le differenze, per misurare chi è più critico e chi è più puro, chi ha la corona del miglior antagonista o dell’Italia migliore. Questo è il momento non dico dell’unità, ma almeno delle affinità. La purezza non serve più. Ricordo quel che diceva Don Milani: “A cosa sarà servito avere le mani pulite se le abbiamo tenute in tasca?”. Sporcarsi le mani non ha nelle parole del parroco della scuola di Barbiana nessun significato di corruzione, è ovvio: vuol dire la necessità di fare, anche sbagliando, di realizzare cose che possano essere difficili, ma utili. Unirsi nelle diversità è cosa complicata ma ormai imperativa. Certi che da questa unità verrà del bene per tutti....”

Brano estrapolato dall’articolo pubblicato da “La Repubblica” il 05-02-2011, contenente ampi tratti dell’intervento che Roberto SAVIANO ha pronunciato il pomeriggio della stesso giorno al Palasharp di Milano durante la manifestazione organizzata dall’Associazione “ Libertà e Giustizia”.

sabato 5 febbraio 2011

Da Ravenna a Genova: le scorie nucleari del Belpaese


DI GIANNI LANNES DA WWW.COSTRUENDO.LINDRO.IT


Ravenna-Genova – Italia, eldorado dei rifiuti nucleari, sbarcati per 30 anni da mezzo mondo: Usa, Francia, Germania, Turchia, Israele, Corea del Sud, Brasile, Arabia Saudita compresa.

Porto di Ravenna: «Le misure di irraggiamento fornivano valori superiori alla fluttuazione media del fondo ambientale locale di radiazioni. In particolare i controlli eseguiti evidenziavano che il superamento dei valori si verificava in un punto localizzato sul fianco destro rispetto all’apertura del container. Si chiede a codesto ente che voglia autorizzare la “Marcovici Agencies ltd” a provvedere nel minor tempo possibile, ed a proprie spese, alla individuazione del materiale radioattivo e allo smaltimento/bonifica dello stesso in maniera tale da consentire la commercializzazione della parte sicura ed evitare così un grave pregiudizio per la stessa; in subordine, qualora si ritenesse che il materiale in ogni caso non debba sostare presso il porto di Ravenna, si chiede che la “Marcovici Agencies ltd” sia autorizzata a trasportare il materiale in altro paese diverso da Israele». Questo documento porta la data del 12 novembre 2009 ed è stato inviato alla dottoressa Patrizia Lucialli, responsabile dell’Arpa ravennate. L’iniziativa è dello Studio Legale Pecorella Fares Associazione Professionale di Milano. Il titolare dello Studio è il professore avvocato Gaetano Pecorella, difensore di Silvio Berlusconi, e attuale Presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Attività Illecite Connesse al Ciclo dei Rifiuti, detta altrimenti “ecomafie”.
Un banale conflitto di interessi economici?
Dalle misurazioni della sezione provinciale di Ravenna dell’Arpa (servizio sistemi ambientali), è emersa una notevole radioattività di importazione. Comunque, a chi importa se un’autorità certifica che è tutto a posto e incassa la parcella in barba alla salute della collettività? Comunque, “in ossequio alla normativa nazionale e comunitaria abbiamo imposto il rimpatrio” taglia corto Roberto Rufini, Direttore marittimo dell’Emilia Romagna.
Gaetano Pecorella, è noto per aver partorito una legge poi dichiarata incostituzionale, che prevedeva l’inappellabilità da parte del Pubblico Ministero delle sentenze di proscioglimento. Ma Pecorella è altrettanto famoso per gli insulti scagliati contro don Giuseppe Diana, il sacerdote trucidato dalla camorra.
In soldoni, Pecorella è il garante ambientale e sanitario dei cittadini. Tuttavia, il suo studio legale difende coloro che importano in Italia i rifiuti pesantemente contaminati da radioattività, come nel caso del container ‘MSCU 252503/6‘, proveniente da Israele e sbarcato dalla nave San Francisco. Uno dei container sprigionava fumo consistente. La pericolosità del carico è stata accertata dai Vigili del Fuocoche, con misurazioni ad hoc, hanno accertato la radioattività. Le misurazioni sono state poi ripetute dall’ARPA di Ravenna. Lo studio legale Pecorella, a dispetto delle verifiche scientifiche, ha assunto la difesa degli inquinatori, minimizzando: «E’ bene evidenziare che si tratta di valori assolutamente poco significativi».

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Le acque marine dello Stivale sono ormai una discarica chimica e nucleare a cielo aperto. Un’approfondita indagine giornalistica e subacquea -durata due anni- ha individuato un migliaio di container affondati prevalentemente nello Jonio, Basso Adriatico e Tirreno. Recentemente il sostituto procuratore Massimo Mannucci, della Procura della Repubblica di Livorno, ha richiesto al Ministero di Grazia e Giustizia un finanziamento per recuperare a 120 metri di profondità un container inabissato nei pressi dell’Isola d’Elba. Risultato? Il Governo ha negato lo stanziamento finanziario.

Insomma, prove alla mano: frontiere colabrodo, radioattività fuorilegge e Stato latitante.

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Seduta 414 della Camera dei Deputati: 10 gennaio 2011. I radicali -coordinati dall’Onorevole Elisabetta Zamparutti nel gruppo PD- sollevano il caso in Parlamento. «Dal 14 luglio 2010 un container, proveniente dal porto saudita di Gedda, e che emette radioattività molto superiore al limite di sicurezza risulta depositato al porto di Genova al terminal 6 di Prà Voltri, area da considerarsi off-limits; il container, che costituisce un carico illegale, è circondato da una serie di barriere per abbattere il livello di radioattività circostante in attesa del definitivo smaltimento, che dovrebbe avvenire entro febbraio; la sostanza che emette radioattività è il cobalto 60».

L’interrogazione numero 410279 è stata indirizzata ai Ministri dell’Interno, della Salute e dell’Ambiente. I deputati chiedono al Governo Berlusconi «che tipo di monitoraggio sia stato effettuato a tutela della salute della popolazione; per quale motivo non sia stata data tempestiva comunicazione ai lavoratori e ai cittadini interessati del rischio; quali forme di smaltimento del container siano all’esame; se sia al vaglio del Governo un sistema nazionale di sicurezza contro il rischio radioattività».
In attesa di risposte che non arrivano il 20 gennaio anche l’OnorevoleGiovanni Paladini, dell’IDV, con l’interrogazione numero 410477) incalza i Ministri competenti: «il detto container sequestrato su una nave della società mercantile Msc, perché contenente materiale radioattivo ed inquinante era proveniente da Jeddah (Emirati Arabi) ed era destinato ad un’azienda dell’alessandrino; dopo controlli effettuati dai vigili del fuoco sembra che le radiazioni si sprigionino da cobalto 60; se non ritengano di intervenire celermente e incisivamente per rilevare eventuali avvenute dispersioni nell’ambiente di particelle radioattive, affinché vengano rimossi gli ostacoli che impediscono un rapido espletamento di tutte le operazioni previste per la definitiva soluzione della vicenda».

Si attendono risposte, e i destini dei containers.


Quali controlli per i rifiuti speciali “con codici a specchio”? Vigiliamo lo chiede a Vendola e a Florido

I rifiuti speciali “con codici a specchio”, cioè recanti la specificazione “diversi da”, sono rifiuti la cui pericolosità è presunta, salvo che il conferimento del rifiuto sia accompagnato da tutte le necessarie, adeguate, approfondite e complete analisi che escludano la presenza nel rifiuto di sostanze pericolose che superino i limiti di concentrazione stabiliti dalla legge (v. allegato D, punti 5 e 6 del d. l.vo n. 152/2006, nonché decisione CE n. 532 del 3 maggio 2000 n. 532 e successive modificazioni e integrazioni). Di questo tipo di rifiuti speciali, della tipologia “…diversi da…” e cioè con “voci a specchio”, dall’anno 2002 all’anno 2009, ne sono state smaltite ingenti quantità nella discarica gestita da Ecolevante spa, come risulta dai MUD (modello unico di dichiarazione ambientale) rilasciati dalla Camera di Commercio di Taranto al comitato “Vigiliamo per la discarica”.

Un esempio riferito solamente al 2009 e solamente alla discarica gestita da Ecolevante spa.
Se di rifiuti speciali con il codice 191212 (… diversi da quelli di cui alla voce 191211), lo stesso codice di una parte dei rifiuti campani destinati alle discariche del tarantino, sono stati smaltiti oltre 84.912 tonnellate, di rifiuti contrassegnati con i codici 070512 e 191302 (... diversi da quelli di cui alla voce 070511; … diversi da quelli di cui alla voce 191301) ne sono state smaltite rispettivamente ben 517.770 e 558.330 tonnellate!
Ebbene, il comitato Vigiliamo per la discarica ha preso atto che presso l’ARPA/TA non c’è alcuna documentazione relativa alle analisi che devono aver accompagnato il conferimento di tutti i rifiuti con “voce a specchio” cioè “…diversi da…” conferiti nella discarica Ecolevante s.p.a. secondo i rispettivi MUD.
E perciò ha chiesto al presidente della Regione N. Vendola e al presidente della Provincia G. Florido di conoscere quali disposizioni sono state date dalla Regione Puglia e dalla Provincia di Taranto, affinché gli organi preposti, in special modo l’ARPA/TA e la Polizia provinciale di Taranto, effettuino puntuali controlli circa la documentazione relativa alle analisi e alle certificazioni che devono aver accompagnato il conferimento di tutti i rifiuti con “voce a specchio” “… diversi da …” conferiti nella discarica Ecolevante s.p.a.
Inoltre, nel caso non si sia in possesso delle certificazioni e delle analisi relative ai rifiuti con “voce a specchio” “… diversi da …” conferiti nella discarica “Ecolevante”, Vigiliamo ha chiesto che la Regione Puglia e la Provincia di Taranto si attivino doverosamente per ottenere dai gestori tutta tale documentazione, al fine di controllare che lo smaltimento di tali rifiuti sia correttamente effettuato.
Se quella gestita da Ecolevante spa, come la Italcave e la Vergine, tutte discariche per rifiuti speciali presenti nella provincia di Taranto già definita “ad alto rischio ambientale” dall’Organizzazione mondiale della sanità, sono per legge “discariche controllate”, è compito e dovere di Regione e Provincia dimostrare che i controlli, tutti i controlli previsti dalla legge, vengono puntualmente effettuati.

Vigiliamo per la Discarica

martedì 1 febbraio 2011

Comunicato stampa del Sud in Movimento: Tesseramento 2011 e Inaugurazione del primo vicolo "adottato"



Sabato 5 Febbraio 2011, alle ore 17:30, presso il castello Episcopio, verrà presentata la festa del Sud in Movimento, associazione politico-culturale ormai da anni presente sul territorio che, grazie al lavoro e alla passione dei sui iscritti verso la propria terra, ha raggiunto una propria dimensione. Si ripercorreranno le attività svolte nel 2010, guardando ai nuovi stimolanti obiettivi da raggiungere nel corso del nuovo anno.

Durante la serata il sud in movimento offrirà la possibilità a tutti i suoi iscritti e ai tanti simpatizzanti di rinnovare o sottoscrivere gratuitamente l’iscrizione al movimento per il corrente anno.

In occasione dell’incontro,alle ore 19:00, verrà riproposto il progetto “adottiamo i vicoli”, con l’ inaugurazione del primo vicolo in via Corsica, nei pressi della chiesa madonna del Carmine, iniziativa promossa dal movimento Pro Centro Storico e dal Sud in Movimento stesso.

“Adottiamo i vicoli” nasce dall’ esigenza della cittadinanza di rendere vivibile il centro storico, elevarlo a fiore all’occhiello di una città che, al contrario di tanti altri comuni circostanti, ha lasciato per troppo tempo al degrado civile e sociale ciò che di più bello ha, il vero cuore del paese.

Si rende pertanto necessaria una campagna di sensibilizzazione che metta in luce i problemi che purtroppo attanagliano il nostro centro storico come traffico, igiene e sicurezza, per poter restituirgli la dignità e lo splendore che merita. Con questa finalità le due associazioni su citate, si sono proposte di adottare alcuni vicoli della città per preservarli e curarli, ridando luce a quei luoghi di rilevante bellezza architettonica e per tutelare non solo tutte quelle persone che vi abitano, ma anche quei cittadini che sono particolarmente sensibili alle proprie radici e alla cultura della propria terra.

Vi aspettiamo numerosi,il numero della cittadinanza attiva fa la forza del movimento stesso.

Allarme permanente

Notizia Shock in occasione della presentazione dei candidati alle Elezioni Primarie nel Comune di Grottaglie del Polo alternativo di Sinistra, da parte del Segretario Cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà Franco Galiandro.
Ecolevante S.p.A. in data 03/12/2010 avrebbe presentato agli Enti preposti autorizzazione per la realizzazione di una piattaforma per rifiuti speciali PERICOLOSI nel sito di La Torre Caprarica.

Dal Blog Tutto il resto è noia:

Rifiuti Connection

L'inchiesta Vanguard della emittente televisiva Current sulla situazione dello smaltimento di rifiuti tossici in Basilicata.