lunedì 31 gennaio 2011

PER UN PRESIDIO CIVICO DEMOCRATICO

Gustavo Zagrebelsky, già emerito presidente della Corte Costituzionale, va da tempo affermando che i soggetti “… che hanno a cuore il confronto politico pacifico, come necessità primordiale della Democrazia, devono far sentire la propria voce per opporsi a questa deriva in fondo alla quale c’è uno scenario catastrofico”.
Una tale impellenza, considerato anche l’autismo delle organizzazioni politiche e delle istituzioni presenti nel nostro Paese, impongono a noi tutti di prendere la parola, come sempre pacificamente e nel rispetto di legittime pratiche democratiche: non nel o con il centrosinistra o il centrodestra, ma al di sopra e oltre ad ognuno di loro; non per uccidere la democrazia e la rappresentanza, ma per rifondarle – quello che occorre fare, per dirlo con la lettera R) è: rimuovere, ricostruire, riannodare, rigenerare, riscrivere, ricambiare, ricominciare, ringiovanire, ragionare…, e via rinnovando - armonizzandole con i principi, i diritti e le pratiche contemplate nella nostra Carta Costituzionale.
Il nostro Paese, nella nettezza e nella limpidezza delle linee tratteggiate dalla Carta Costituzionale è certamente democratico. Tuttavia, molti dei meccanismi che dovrebbero rendere effettivo il potere di cittadini eguali, da circa un trentennio a questa parte sono stati volutamente disattivati o inceppati dalle classi dirigenti di ogni ispirazione: Berlusconi è solo l’ultimo degli oligarchi, il più sfacciato e temerario, che ha impedito e sta impedendo la effettiva crescita democratica del nostro paese, servendosene.
Nella generalità dei casi, a Sud come a Nord, nelle grandi metropoli come nei piccoli municipi, le organizzazioni di potere del centro sinistra come quelli del centro destra agiscono spietatamente per “sopprimere” politicamente e civilmente le voci di coloro, singoli o Associazioni, che si oppongono ai loro disegni, e ciò al fine dell’esclusivo esercizio del potere per il potere.
Il comandamento che guida l’agire dei moderni caudilli concreta una volontà totalitaria di dominio che riporta alla mente l’opera riassuntiva di tutta una vita di Danilo Dolci: COMUNICARE, LEGGE DELLA VITA:
“Non dobbiamo temere la diagnosi.
Una malattia ci intossica e impedisce: la vita del mondo è affetta dal virus del dominio, pericolosamente soffre di rapporti sbagliati.
Non un nuovo Golia occorre denunciare, né estranei nemici ma, nei più diversi ambiti, ripensare e rifondare il modo e la qualità dei nostri rapporti, di ogni genere di rapporto.
Talmente abituati siamo a questa malattia, che ci è arduo concepire la salute. Sappiamo quale mondo vogliamo”
La proposizione che segue si aggiunse nell’ultima stesura (1997):
“Ma un virus di tipo AIDS infetta la politica in Italia e nel mondo: ci occorre che i fronti della gente creativa si connettano a smascherare ed inibire il virus sogghignante”.
Quante volte negli anni passati abbiamo visto in faccia questo virus sogghignante - talvolta si è insinuato anche in mezzo a noi - unito alla menzogna, all’arroganza, alla prepotenza, all’assoluto disprezzo di minime ed effettive pratiche di esercizio della democrazia da parte di chi afferma, dentro e fuori dalle istituzioni, di rappresentarci, “…sopportando anche grandi sacrifici personali e famigliari”.
Il Sindaco di Grottaglie, Raffaele Bagnardi, l’intera Giunta Comunale e i Consiglieri comunali - di maggioranza e di opposizione - e le forze politiche organizzate costituenti il panorama della classe dirigente grottagliese, negli anni passati hanno costituito un importante impedimento alla possibilità di dare nella realtà nostra avvio ad un effettivo percorso di rinnovamento politico, economico, sociale, culturale e morale nel governo della cosa pubblica e al di fuori di essa.
Le organizzazioni politiche e sindacali di questo territorio hanno dimostrato, con soluzione di continuità, tutta la loro incapacità e rinnovarsi attraverso percorsi democratici; sia nel loro interno che nel rapporto con i cittadini.
Le classi al potere - di maggioranza e di opposizione - hanno nel corso di due decenni conformato un sistema chiuso e, nella migliore delle ipotesi, disattento nella rappresentanza e nell’effettivo riconoscimento diritti politici, sociali ed economici dei lavoratori e dei cittadini; in modo particolare dei più deboli e dei meno abbienti.
Nell’esercizio delle pratiche di governo gli amministratori, cosiddetti progressisti, mentre in teoria non hanno mancato di predicare l’affermazione dei principi della democrazia, della trasparenza, della condivisione, dall’altro hanno sistematicamente utilizzato – supportati da un apparato burocratico di formazione post fascista - percorsi decisionali antidemocratici; sovente spossessando i cittadini dei loro diritti di essere informati e di decidere sulle questioni che li riguardano (ambiente, centro storico, assetto del territorio e via espropriando).
Le classi dirigenti del centro sinistra e del centrodestra, sono talmente integrate nel sistema di potere che si è cementato nel nostro paese dopo lo spegnersi delle speranze di cambiamento rappresentate dall’ultimo ciclo di lotte popolari (1972-1973) , non sono più capaci di indurre comportamenti rispettosi delle norme vigenti e moralmente irreprensibili nella Pubblica Amministrazione.
Il Consiglio Comunale del nostro Comune è apparso, in particolare sulle questioni urbanistiche, accondiscendente, mansueto, nei confronti dei gruppi di potere che si sono strutturati nel tempo o prigioniero di corporazioni professionali che si sono sostituite, talvolta, alle maggioranze politiche ( i geometri, gli architetti, gli ingegneri).
Il Sindaco e gli altri amministratori del Partito Democratico hanno non solo continuato a praticare, ma oltremodo alimentato, tanto vecchie quanto ben collaudate pratiche clientelari, dentro e fuori la casa comunale, presentandosi attraverso i caratteri distintivi dell’auto referenzialità e della conservazione.
Le donne e gli uomini, le Associazioni, che animano il percorso fondativo della COSTITUENTE CIVICA a Grottaglie, hanno il dovere di continuare a condividere la decisione di battersi per porre fine a questo stato di cose e di avviare un percorso che sostanzi la presenza di liste civiche nella competizione politico – amministrativa prevista per la prossima primavera per il rinnovo del Consiglio Comunale e del Sindaco del nostro Comune
Il senso della scelta nasce da tre fondamentali moventi:
il primo: di “misurare” il consenso e dare rappresentanza nelle Istituzioni ai movimenti di lotta che dal 2004 si battono in difesa del nostro ambiente – inteso come natura, eoconomia, storia, cultura- e contro le discariche di rifiuti speciali che ospitano gli scarti dei cicli di produzione della padania e dintorni, contro le menzogne e i muri di gomma eretti dai diversi livelli amministrativi per impedire, in opposizione alle leggi, ai cittadini dei territori interessati di essere informati, partecipare e decidere su questioni che impegnano non solo le generazioni del presente, ma anche quelle future;
il secondo: di rifondare la rappresentanza.
E’ oramai sotto gli occhi di tutti, la politica si è completamente avvitata su se stessa: è capace solo di occuparsi di se stessa, nella “migliore” delle ipotesi, nella peggiore di rappresentare interessi privati e, in moti casi, addirittura criminali.
La Costituente civica,allora, si incardina sulla necessità di dare voce, attraverso un percorso democratico partecipato e paritario nel quale le donne e gli uomini di Grottaglie, e speriamo in futuro i cittadini di ogni dove, decidono di prendere parte in prima persona alla battaglia politica per rifondarla, rinnovarla, rigenerala,ecc.
Un tale processo rappresenta- a nostro avviso - la condizione senza le quale in questa parte, come nelle altre, del Mezzogiorno non potrà avere avvio il processo di rinnovamento capillare dello Stato, delle istituzioni, dell’economia e della stessa società.
Il terzo: di sognare, progettare e trasporre – a partire dalle vocazioni del nostro territorio- la Città Futura, la Grottaglie che vogliamo (ambiente,agricoltura, artigianato,ecc.).
Per fare ciò ognuna e ognuno di noi dovrà interiorizzare la convinzione della oramai improrogabile necessità di prendere la parola …

venerdì 28 gennaio 2011

Il Percolato campano in mare

DA corriere.it


ACCUSE DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE, TRUFFA E REATI AMBIENTALI: IN MANETTE ALTRI 12

Protezione civile: arrestata Marta
Di Gennaro, ex vice di Bertolaso

Fermato anche il prefetto Corrado Catenacci, ex commissario ai rifiuti della Regione Campania

MILANO - Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione civile, e il prefetto Corrado Catenacci, ex commissario ai rifiuti della Regione Campania, sono stati arrestati nell'ambito di un'operazione per reati ambientali eseguita in varie zone d'Italia dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) e dalla Guardia di finanza di Napoli, coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli. Ai due è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Nella stessa operazione sono state arrestate altre dodici persone e vi sono 38 indagati, tra questi vi sono anche l' ex presidente della Campania, Antonio Bassolino, l'ex assessore regionale Luigi Nocera e l'ex capo della segreteria politica di Bassolino, Gianfranco Nappi. Le accuse sono di associazione per delinquere, truffa e reati ambientali. Sequestri di documentazione sono stati messi in atto in diverse sedi istituzionali, come la Prefettura di Napoli, la Regione Campania ma anche la Protezione civile di Roma e in sedi di aziende di rilievo nazionale.

PERCOLATO IN MARE - Secondol la procura di Napoli ci sarebbe stato un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha portato a immettere per anni sul tratto di costa tra Napoli e Caserta percolato non trattato, liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani. Il percolato era portato nei depuratori senza alcun trattamento e da lì finiva in mare. Per Marta Del Gennaro si tratta del secondo provvedimento cautelare, perché già coinvolta in un'inchiesta sempre in materia di rifiuti; anche Catenacci è stato già indagato nell'ambito del suo ruolo di commissario e attualmente è a capo della Sapna, società provinciale per il reciclo dei rifiuti.



giovedì 27 gennaio 2011

Le razioni dopo l'annullamento del TAR Lecce sulla riapertura della Discarica Vergine

da www.vigiliamoperladiscarica.it

da Puglia Press

Ordinanza del Tar inaudita altera parte, possibile impugnare L'ing. Todaro: "800 denunce di cittadini dicono ben altro… "
Discarica Vergine 2: La reazione dei cittadini e dell'assessore Nicastro

Taranto
La regola generale nel nostro diritto garantisce sempre il contradditorio; salvo i casi in cui eventuali ritardi nelle procedure possono determinare danni gravi irreparabili. Nel caso della ordinanza del TAR di Lecce che riapre la discarica Vergine siamo in presenza di un pronunciamento "inaudita altera parte"; dunque è stato ravvisato il rischio di gravi danni per il gestore della Vergine. Come afferma l'assessore Nicastro, che è anche un magistrato, le sentenze, o nel caso le ordinanze, vanno comunque rispettate. Ciò detto però l'assessore espri me, pur con toni moderati e correttezza isttiuzionale,tutte le sue perplessità: "La Regione rispetta, da sempre, tutte le sentenze pronunciate dai giudici della Repubblica.Rispetterà anche questa decisione - che sentenza non è ma semplice ordinanza emessain assenza di contraddittorio con i legali della Regione Puglia. Si tratta di una procedura assolutamente corretta e consentita dalle norme che regolano il procedimento dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale.Tuttavia, quando il giudizio cautelare è suscettibile di riverberare conseguenze pregiudizievoli per il diritto alla salute dei cittadini, come nel caso di specie, l'impossibilità per l'autorità che ha adottato il provvedimento impugnato di argomentare in contraçldittorio dinanzi ai giudici,crea una "consentita" ma "inevitabile" frattura rispetto a quella tra le parti che potrà argomentare in piena solitudine. La diffida ed ilprovvedimento di sospensione dell'esercizio dell'attività della discarièa "Vergine" in agro di Lizzano, sono frutto di violazioni accertate da organismi tecnici di elevatissimo profilo professionale:dirigenti del Dipartimento provinciale dell'ARPA Puglia di Taranto ed ufficiali di polizia giudiziaria del Corpo di Polizia provinciale di Taranto. Ci aspettiamo,quindi, di leggere, nell'brdinanza resa in data odierna dal TAR - Puglia Sezione di Lecce motivazioni assai diffuse ed articolate, trattandosi di una decisione che ha superato i verbali di sopralluogo e contestazione redatti dagli organi tecnici pubblici prima citati. li provvedimento è suscettibile di essere impugnato; tutte le valutazioni, a tal riguardo,sono al vaglio degli organi tecnici, apparendo comunque prioritaria 1'attenta lettura della corposa motivazione dell'ordinanza. Resta inteso che la Regione Puglia continuerà a tutelare il diritto alla salute dei cittadini con tutti i mezzi consentiti." Non si lascia attendere nemmeno la reazione dei cittadini; registriamo la reazione a caldo dell'Ing. Giuseppe Todaro per l'associazione Ambiente Fragagnano: "L'ordinanza del Tar non ci sorprende; statisticamente e storicamente tutti i pronunciamenti che hanno interessato la gestione della discarica Vergine hanno dato ragione ai proprietari della società Vergine. La stessa discarica Mennole, distante 500 metri dalla Vergine, stessa gestione, ha operato per 10 anni solo e sempre sulla base di interventi del Tar. Per la nostra associazione la discarica Vergine opera in presenza di continue violazioni delle prescrizioni dell'AlA (Autorizzazione Integrata Ambientale); leggiamo che nei mesi di novembre e dicembre 2010 le emissioni non sarebbero state percepite dai cittadini; ben 800 denunce presentate alla regione Puglia e aUa Procura dicono assolutamente il contrario; è il caso di segnalare, tra l'altro, che lo stesso sindaco Stefàno ha richiesto alla regione puglia la riapertura deUa procedure per 1'A.IA." F.R. Ruggieri

Di contro l'avvocato della Vergine SpA Luigi Quinto che esprime soddisfazione.
Gli organi di controllo hanno tutti preso un, abbaglio?
Discarica Vergine: per il TAR di Lecce è tutto in regola Tutto in regola, la discarica Vergine riapra. Questo il succo del pronunciamento del Tar di Lecce, che si è espresso in merito ad un ricorso dei legali del gestore contro la decisione della regione Puglia, e segnatamente del!' assessore Nicastro che aveva imposto un fermo di dieci giorni per consentire lavori di messa in sicurezza.Secondo quanto riferisce invece la nota del legale il Tar avrebbe accertato (sulla carta ovviamente)l'assenza di qualunque tipo di rischio per la salute dei cittadini. E' inutile dire che il tribunale Amministrativo Regionale interviene sempre su specifici ricorsi che attengono a fattispecie ben circoscritte, e, il più delle volte si tratta di decisioni di valutazione del diritto e delle proced Discarica Vergine: .per il TAR di Lecce è tutto in regola ure.Questo il testo della nota delI'avvocato:"I! Tar di Lecce riapre la discarica gestita dalla ditta Vergine. Con decreto del Presidente dott.Antonio Cavallàri è stata infatti disposta la sospensione della nota della Regione Puglia con la quale lo scorso 20 gennaio era stata intimata alla ditta Vergine la chiusura dell'impianto. Il Presidente del Tar, accogliendo un ricorso d'urgenza presentato per conto della ditta Vergine dagli Avv.ti Luigi Quinto e Pietro Quinto,ha ritenuto insussistenti le denunciate violazioni da parte del gestore delle prescrizioni autorizzative ed, in particolare, ha ritenuto insussistenti rischi per la salute dei cittadini e per l'ambiente. Nel provvedimento che dispone la riapertura del!' impianto si da atto che:"I rifiuti abbancati sono stati coperti e così pure i rifiuti interessati dalla costruzione del dreno... considerato che i lavori relativi aUa costruzione del dreno sono avvenuti a distanza di sicurezza dall' argine impermeabilizzato, cioè a circa undici metri dallo stesso". Soddisfazione è stata espressa daU'avv. Luigi Quinfo, legale della ditta Vergine, che ha sottolineato come il provvedimento del Giudice Amministrativo renda giustizia del comportamento del gestore, da sempre improntato aJ rispetto delle norme di legge e delle massime di esperienza del!' attività e finalizzato a limitare le emissioni del!' impianto,che comunque per definizione non possono essere del tutto annullate,attraverso le più sofisticate ed innovative tecnologie disponibili.D'altronde, conclude l'Avv. Quinto, i più aggiornati dati del]' ARPA Puglia forniscono evidenza del fatto che durante i mesi di novembre e dicembre le emissioni provenienti dall' impianto non sono state in assoluto neppure percepibili dal più vicino' Comune di Lizzano.

lunedì 24 gennaio 2011

"il Teatro Vale per 2!" di Valerio Manisi

Il Teatro "Vale" per 2!
“Viaggio” nel teatro di ieri, oggi e… domani!

Ehè si… Valerio Manisi non ha resistito ed è tornato a scrivere per il Teatro!
Questa volta al suo fianco sul palcoscenico c’è Valerio!... Cioè, c’è Valerio Manisi! Ma, oltre a Valerio, c’è anche Valerio!… Di Tella però!
...Ma spieghiamoci meglio!
Valerio Manisi e Valerio Di Tella (il primo pugliese ed il secondo campano… terroni tutti e due quindi!) si sono conosciuti su internet. Tempo a dietro ci si conosceva per i viali, per le vie, per le piazze, per le parrocchie, nella case del popolo o tra amici comuni… ora ci si conosce on-line!
La comune passione per il Grande Teatro di Eduardo De Filippo li conduce ad incontrarsi su un sito internet totalmente dedicato al grande maestro. Per ironia della sorte, il sito, è appunto creato e gestito da Valerio Di Tella, giovane attore napoletano. Il nome dei 2 basta a sollecitare la curiosità di Valerio Manisi che, in un nebbioso pomeriggio milanese, decide di contattarlo prima per e-mail, poi telefonicamente. Le passioni e le casualità sono cosi simili (il nome, il Teatro, l’affetto per la propria terra, per il proprio dialetto, per le tradizioni, per Eduardo De Filippo, l’entusiasmo e la paura del sangue!) che Valerio Manisi decide di scrivere uno spettacolo interamente dedicato al Teatro, al valore del Teatro che, come minimo, “Vale per 2”!
La città di Roma, città dove attualmente i due vivono, sarà l’ennesima casualità che farà innescare l’inizio dei lavori e la nascita dello spettacolo.
Scaturisce così “Il Teatro Vale per 2!”, uno spettacolo che vuole essere un omaggio al Teatro tutto e a tutti quei giovani autori, attori e registi che, con l’arte davvero nel cuore, si avvicinano, o vorrebbero avvicinarsi, al mondo dello spettacolo… al mondo del Teatro!
Torna quindi anche in scena la “Compagnia del Teatri Jonico Salentino” che si è affermata già nel territorio, con grande riscontro di critica e partecipazione, nella stagione teatrale 2008/09 con la commedia in tre atti “Ccè nì sé tu?” di Valerio Manisi.
“Il Teatro Vale per 2!” vuole essere in fine un “viaggio”. I due infatti s’incontrano nella metropolitana di Roma, si riconoscono e si presentano finalmente di persona. Quando poi arriva il momento di salutarsi, Manisi e Di Tella si ripromettono di trovare tempo per rivedersi e discutere di Teatro… Ma quando?... D’improvviso il treno metropolitano si ferma nel bel mezzo della linea per l’allagamento di una fermata… tempo trovato!

- Il Teatro "Vale" per 2! -
uno spettacolo scritto e diretto da Valerio Manisi

con la collaborazione degli attori e dello staff della Compagnia del Teatro Jonico Salentino
musiche di Valerio Manisi e Domenico Carlucci
eseguite da
Domenico Carlucci alla chitarra
Stefano Scatigna ai tamburelli e alle percussioni
Valerio Manisi all'organetto
tecnico del suono Domenico Cardone
luci Valerio Galeone e Abramo Giuseppe Totoro
riprese video Giovanni Siliberto
fotografia Gessica Caramia


Regia di Valerio Manisi

26 marzo 2011 Prima Teatrale
Teatro Monticello di Grottaglie (Ta)
27 e 28 marzo 2011 Repliche
ingresso ore 20:00 - sipario ora 20:30
(solo per domenica 27 l'ingresso sarà alla ore 20:30 e sipario alle 21:00)

Presto saranno disponibili gli inviti

per info
www.teatrosalentino.it
www.valeriomanisi.it
tel. 392/74.25.653
facebook

mercoledì 19 gennaio 2011

La calata dal Nord

Sembra stia per andare in porto fra lo scetticismo dei Lumbard cremonesi l'acquisto di un pacchetto di maggioranza di Ecolevante Spa da parte di Linea Group Holding, holding nata dalla fusione fra le municipalizzate di Cremona, Pavia, Lodi, Rovato e Crema. Linea Group Holding, cita il sito aziendale, e' la risposta delle aziende municipalizzate di Cremona (AEM) Pavia (ASM), Lodi (ASTEM), Rovato (Cogeme) e Crema (SCS/SCRP) alle sfide del mercato dei servizi pubblici locali.
Il Gruppo LGH, attraverso le sue società, opera in tutti i settori dei servizi pubblici locali: vendita e distribuzione di gas, produzione e distribuzione di energia elettrica, teleriscaldamento, ciclo idrico integrato, ambiente (rifiuti) ed altri servizi quali informatica e telecomunicazioni.
Sembra si stia concretizzando quindi il passaggio di quote dalla famiglia Settanni, all Linea Holding, società privata controllata da soggetti pubblici quali appunto i Comuni di Cremona, Pavia, Lodi, Rovato e Crema.


A Cremona, si è aperto il dibattito che registra anche opinioni contrarie all'acquisto
da Cremona On Line del 18/01/2011

Lgh investe in Puglia, disco verde di Perri

CREMONA - Può una holding dalle saldi radici padane avventurarsi in investimenti lontano da casa? Globalizzazione o autarchia? Per il sindaco non solo può, ma deve. Invece per la Lega è giusto restare all’interno dei propri confini e fare il bene dei propri territori. Perri, rispondendo ieri in consiglio comunale al capogruppo lumbard Italico Maffini, ha dato il via libera al progetto di Linea Group Holding di acquisire una quota di controllo della società proprietaria di una grande discarica in Puglia. Un’operazione da 50 milioni. Solitamente è la minoranza a presentare interrogazioni o mozioni, lo strumento per pressare, e magari cogliere in fallo, chi sta dall’altra parte della barricata. Stavolta, invece, dietro l’iniziativa c’è una forza della maggioranza. Dopo il faticoso chiarimento raggiunto nel vertice, una settimana fa, del centrodestra, il Pdl sperava che la Lega desse un segno di disponibilità rinviando la discussione sull’interrogazione al primo punto dell’ordine del giorno del consiglio comunale. Meglio disinnescare, archiviato il caso dirigenti e pronti a riesplodere i contrasti sul gruppo misto, altre mine vaganti. Ma l’invito non è stato accolto. E così ieri Maffini ha chiesto al sindaco se non convenga a un’azienda pubblica come Lgh muoversi in Lombardia e non in Puglia. Forte dello scambio di idee avuto, sabato, con i presidenti di Lgh Andrea Pasquali e di Aem Franco Albertoni, Perri si è preparato all’appuntamento con due pagine scritte in un corpo extralarge, sottolineate e corrette. Il sindaco è partito dall’anno scorso, quando «è stata perfezionata in consiglio comunale un’importante operazione di consolidamento patrimoniale di Lgh: ora Cremona ne detiene, attraverso Aem, il 33% del capitale sociale. Le aspettative riposte nell’attività in Lgh sono molto importanti, oserei dire fondamentali per il nostro Comune, sia in termini di qualità ed economicità di servizi erogati, sia in termini di conservazione e sviluppo del patrimonio di reti e impianti fondamentali per la vita della comunità cremonese». Lungo questa strada, «il traguardo assegnato a Lgh - ha continuato Perri - è fare tutto il possibile per mantenere un equilibrio tra qualità e prezzo dei servizi. A tal fine, necessariamente, si devono trovare risorse nuove per poter investire. Gli obiettivi locali possono essere virtuosamente affiancati da iniziative extraterritoriali rispetto ai soggetti che costituiscono Lgh».
Per il sindaco la possibilità di acquisire «una quota di controllo della società Ecolevante, proprietaria di una vasta area in Puglia, nel comune di Grottaglie (Taranto), sulla quale esiste un impianto di smaltimento di rifiuti non pericolosi in attività dal 1999, è una importante operazione che Lgh sta valutando per ricercare quegli effetti di ricerca di risorse generate da attività che rientrano nel suo core businnes, seppure gestite fuori da territori tradizionali».
Il progetto di acquisire la discarica al Sud «è considerato da Lgh positivo dal punto di vista economico e della redditività, pur con tutte le precauzioni del caso e considerando la naturale alea contrattuale relatriva a unattività di impresa». Quella sul tavolo è una possibilità di rafforzamento «che si presenta coerente con l’attività caratteristica del gruppo che gestisce già da diversi anni una discarica per rifiuti urbani in Sicilia. Oltre agli impianti in Lombardia che fanno di Lgh la terza utility a livello nazionale nel settore ambientale». Perri sembra avere pochi dubbi sulla ‘via’ pugliese anche perché «l’attività di valutazione e verifica, che Lgh sta conducendo con il supporto di qualificati consulenti legali e ambientali, mi è stata rappresentata come la più approfondita possibile».(18 gennaio 2011)

giovedì 13 gennaio 2011

CS del Consigliere Michele Mirelli sul prossimo Consiglio Comunale del 14.


Al Presidente del Consiglio comunale ed al Sindaco di Grottaglie "Amicus ollaris" (amico della pentola, riferiva Petronio in Satyricon). Orbene, il 14 gennaio 2011 verranno in discussione in Consiglio comunale n.5 piani di lottizzazione, nonostante gli stessi possono essere in latente contrasto con il nuovo Piano Regolatore Generale. Un PRG nuovo di zecca, appena approvato il 28.12.2010, ma non ancora pubblicato sul Bollettino della Regione Puglia, da qui la necessità di fare in fretta ed evitare che gli stessi piani di lottizzazione siano forse pubblicamente in contrasto con il nuovo P.R.G.
Si potrebbe ipotizzare (spero che ciò non avvenga), una corsa all'ultimo saccheggio del territorio da parte di coloro che grazie alla designatura a Consigliere Comunale, in forza dell'attività professionale o in forza di acquisti speculativi dei terreni delle periferie, il 14 corrente mese vorrebbero realizzare ai danni di tutta la comunità di Grottaglie, l'ultima loro speculazione, nonché l'ultimo conclamato scempio di cementificazione del territorio, mi auguro, per il bene della mia Città, che ciò non sia vero, infatti non considero, come al contrario di altri, il territorio urbano, come una enorme torta da spartire!
Firmatari della richiesta di convocazione del Consiglio Comunale e quindi di tali ordini del giorno, da porre in discussione, anche una pletora di tecnici già Consiglieri Comunali, da Voi Elettori votati in tale delicatissimo compito!
In sintesi si potrebbe eludere anche la Legge, che prevede di rispettare le superfici minime per la edilizia pubblica del PRG, non presentando tali piani di lottizzazione alcuna soluzione di continuità con l'aggregato urbano, così che verrebbe meno ogni disegno organico del territorio e del suo assetto urbanistico, privilegiando le macchie di leopardo, con frammentazione delle aree da destinare ad urbanizzazione. In sintesi si getterebbero nel cestino sia il piano Cervellati (400 milioni di lire) e si manderebbe a farsi benedire la riperimetrazione del Piano Urbanistico Territoriale Tematico , circa 250.000,00 euro di pessima spesa (che ha anche levato i vincoli dai terreni delle discariche) violando innanzitutto il diritto alla casa, in un settore così delicato, con evidenti sperequazioni ed ingiustizie, tenuto conto che il mancato reperimento delle aree ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) produce consistenti vantaggi patrimoniali solo per i proprietari dei terreni, visto che l'edilizia privata può essere venduta a prezzi maggiori di un edilizia convenzionata.
Il presente mio intervento è da considerarsi solo come atto di giustizia nei confronti dell'intera cittadinanza ed in particolare nei confronti di quei soggetti che non potranno mai accedere ad una casa in proprietà da acquistare sul libero mercato Qualcuno ha persino l'ardine di paventare a carico dei Consiglieri Comunali dissidenti, una azione di responsabilità risarcitoria per la non approvazione di detti piani di lottizzazione, avendo il Presidente del Consiglio, per la prima volta, dalla sua designazione, portato in Commissione un ricorso presentato da alcuni richiedenti di detti piani di lottizzazione, che minacciano processualmente la nomina di un Commissario ad acta.
In sintesi, se non approvate voi Consiglieri Comunali, i piani di lottizzazione, li approveremo noi con un funzionario nominato dal TAR di LECCE!!!Ciò è assolutamente inveritiero, infatti la LEGGE n.10/1977 all'art.2 prevede la osservanza nei Piani Pluriennali di Attuazione tra le aree destinate alla edilizia residenziale pubblica e le aree destinate all'edilizia privata dei rapporti di proporzionalità, che servono ad omogeneizzare i processi di urbanizzazione, che a Grottaglie si sono accresciuti proprio grazie a questa amministrazione in favore solo delle realizzazioni private ed a totale discapito di quelle pubbliche ed in linea con tale orientamento, queste lottizzazioni, così come le precedenti non rispettano tali rapporti o proporzioni di investimento.
Inoltre la quantità di Edilizia Residenziale Pubblica prevista nelle zone omogenee C ( di espansione, così dette delle periferie) deve essere sempre distribuita con criteri di omogeneità nell'ambito di ciascun nucleo.
La legge precisa persino che le aree da destinare ad edilizia residenziale pubblica, per un decennio non può essere inferiore al 40-70% di quella necessaria a soddisfare il fabbisogno complessivo di edilizia abitativa nel periodo considerato.
Orbene in un trentennio questo rapporto nel comune di Grottaglie non è stato mai rispettato, anzi si è persino monetizzato ogni metro di volumetria realizzata in edilizia privata nella misura di Euro 2,07 che doveva essere impiegato per il reperimento di aree da destinare ad ERP, cosa che non è stata mai fatta e francamente, lo scrivente non conosce neppure la destinazione data a tali proventi, comunque incassati dal Comune e di cui si chiede dettagliate spiegazioni di spesa (euro per euro), così come si chiede la loro specificazione nei capitoli di bilancio.
Inoltre si interroga l'assessore al ramo in riferimento alla necessità, così come da Lui avanzata, di procedere al PUG (piano Urbanistico Generale)? Sorge spontanea una domanda, ma se vi è il PRG, per quale accidente di motivo si deve utilizzare un altro strumento?
In verità il PRG, appena approvato, non serve ad un accidente, perché è ormai vetusto e non si rapporta alle esigenze demografiche di una città di cui era prevista la crescita a 50.000 abitanti, mentre al contrario è rimasta come rachitica, non avendo avuto nessun sinergico sviluppo economico.
Si chiede inoltre allo stesso assessore di non peccare di autoreferenzialità del tutto immaginarie, nel momento in cui afferma che si è ottenuta una "EDILIZIA PARTECIPATA" , infatti se nelle scuole avessero saputo quanto qui riferito, gli avrebbero persino interdetto l'accesso.
Infine lo stesso assessore si vanta di avere realizzato delle case popolari dimenticando che solo 8 su 62 verranno messe a disposizione dei meno abbienti e certamente non serviranno a calmierare i prezzi dei canoni locativi.
In attesa di una risposta in Consiglio Comunale anche e possibilmente in data 14 gennaio 2011, si auspica la presenza anche della cittadinanza, che non potrà rimanere inerte ancora una volta dinnanzi a simili comportamenti amministrativi certamente disdicevoli.
A Cura del Consigliere Comunale del PDL avv. Michele Mirelli

SUD IN MOVIMENTO COMUNICATO STAMPA: PIANI DI LOTTIZZAZIONE, UNO STUPRO ALLA CITTA' DI GROTTAGLIE


Ancora una volta i nostri amministratori incorrono in una palese contraddizione: da un lato propongono ricorso al Consiglio di Stato per difendere il Piano Regolatore Generale del 2003, decaduto in seguito alla sentenza del T.A.R. n. 2632 /2008 e riapprovato negli stessi termini dalla Regione il 28 dicembre u.s., e dall’altro indicono per il 14 gennaio 2011 un Consiglio Comunale il cui ordine del giorno prevede l’approvazione di 5 Piani di Lottizzazione incompatibili con tale P.R.G.

Per chi non fosse informato della vicenda, ricordiamo brevemente che con Delibera di G.R. n.1629 del 4.11.2003 la Regione Puglia approvava in via definitiva il P.R.G. del Comune di Grottaglie. In seguito a tanto, e quale conseguenza diretta di un ricorso promosso da alcuni cittadini interessati, il T.A.R. Puglia sez.III di Bari, con sentenza 2632 del giugno 2008, disponeva l’annullamento del suddetto strumento urbanistico.

L’ annullamento del Piano Regolatore vigente dal 2003 “riesumava “il vecchio P.R.G. del 1978.

La citata riesumazione apriva la strada alla formalizzazione presentazione, da parte dei privati interessati, di innumerevoli Piani di Lottizzazione, prima incompatibili in base alle previsioni del Piano Regolatore Generale annullato dal TAR.

Nei giorni scorsi la Regione Puglia ha riconfermato negli stessi identici termini, anche se il provvedimento approvato non è stato ancora pubblicalo sul Bollettino Ufficiale Regionale, il P.R.G. del 2003 annullato dal T.A.R nel 2008.

Ora, sulla scorta di quanto premesso, l’associazione “ Sud in Movimento” e il movimento “Pro centro storico”, perennemente indignati per la continua ed incessante attività di stupro e mortificazione del nostro territorio perpetrata dall’Amministrazione Comunale di Grottaglie, invitano i Consiglieri Comunali a sospendere ogni determinazione riguardo all’adozione e alla definitiva approvazione dei suddetti Piani di Lottizzazione .

mercoledì 12 gennaio 2011

La diossina arriva in fondo al mare di Taranto

Invito dei giornalisti alla Conferenza Stampa

Diossina, nuove analisi a Taranto su alimenti di largo consumo

Giovedì 13 gennaio 2011, alle ore 11.45, il Fondo Antidiossina Taranto Onlus e l'Associazione PeaceLink presenteranno i primi dati

Conferenza Stampa

Una molecola di diossina

Oggetto: Risultati analisi commissionate dal FONDO ANTIDIOSSINA TARANTO ONLUS su organismi animali.

Giovedì 13 gennaio 2011, alle ore 11.45, il Fondo Antidiossina Taranto Onlus e l'Associazione Peacelink terranno una prima e brevissima conferenza stampa presso l'Istituto Scolastico Professionale "F.S. Cabrini", sito in Via Dante 119 a Taranto.

Verrà introdotto un argomento che verrà meglio approfondito a distanza di alcuni giorni ed in un successivo appuntamento.

Data l'assoluta delicatezza ed importanza di questo incontro con voi giornalisti,
relativo ad alcuni risultati delle analisi sulle diossine e pcb (dioxine like) effettuate su organismi di largo consumo nella nostra provincia, Vi preghiamo di non mancare e di essere puntuali.

Oltre al sottoscritto, parteciperà il Presidente dell'Assocciazione PeaceLink, prof. Alessandro Marescotti.

Taranto, 12 gennaio 2010

Prof. Fabio Matacchiera
(Fondo Antidiossina Taranto Onlus)


Il servizio andata in onda sul TG3 Nazionale di Oggi che anticipa la conferenza stampa di domani

martedì 11 gennaio 2011

Il resoconto video dell' acceso consiglio provinciale di ieri



Mercoledì 12 Gennaio 2011 Conferenza Stampa delle Associazioni Ambientaliste Joniche presso la Sala Consiliare del Comune di Lizzano

Mercoledì 12 Gennaio 2011, presso la sala consiliare del Comune di Lizzano, alla Via Mazzini, per le ore 10.30, il dr. Patrizio Mazza - consigliere regionale della Puglia per l’Italia dei Valori – unitamente alle Associazioni “Attiva Lizzano” e “Grottaglie in rete”, da anni sensibili alle tematiche sanitarie ed ambientali del territorio, terrà la conferenza stampa urgente di evidenza sanitaria ed ambientale riguardante i territori denominati: “Porvica” “Mosca” e “Morroni” della provincia di Taranto tutti adiacenti il canale “Cupi”, presente nella località di Lizzano ed isola tarantina “Morroni”, nel quale scorrono acque provenienti dal depuratore, che riguarda i comuni di Lizzano, Fragagnano e San Marzano di San Giuseppe.


La questione, appunto di allarmante gravità, sarà argomentata dal consigliere Mazza mediante l’attestazione di sollecitazione epistolare inviata alle istituzioni competenti e rimasta priva di risposta, se non quella della ASL Dipartimento di Prevenzione unità operativa di Manduria, e mediante documentazione fotografica dello stato attuale dei luoghi, delle acque del canale Cupi, nonché del perdurare della precaria situazione in cui si trovano le campagne coltivate attigue al canale, ad oggi invase da liquami fangosi e maleodoranti, e dello sbocco a mare a cielo aperto delle stesse acque che dovrebbero risultare depurate e per le quali proprio l’estate scorsa l’ARPA Puglia per un certo periodo aveva decretato il divieto di balneazione.


Le circostante che si descriveranno sono sollecitate da un anno ormai alle istituzioni appunto dalle associazioni “Attiva Lizzano” e “Grottaglie in rete” e dalle pressanti e legittime denunce degli agricoltori i cui terreni risultano gravemente danneggiati.





Sarà presente alla conferenza stampa anche il presidente del sindacato balneare della provincia di Taranto Sig. Enzo Leo.





SI INVITANO GLI ORGANI D’INFORMAZIONE I CITTADINI E TUTTE LE ASSOCIAZIONI CHE S’IMPEGNANO IN QUESTIONI SANITARIE ED AMBIENTALI SUL TERRITORIO JONICO

CS Vigiliamo per la discarica - Allarmi indefiniti e dubbia autoassoluzione nel comunicato del Coordinamento Provinciale di SEL

Vigiliamo per la discarica

comunicato 11 gennaio 2011

Allarmi indefiniti e dubbia autoassoluzione

nel comunicato del Coordinamento Provinciale di SEL

Tutti i quotidiani locali di domenica e lunedì scorsi hanno dato notizia o pubblicato più o meno integralmente il comunicato del Coordinamento provinciale di Sinistra Ecologia Libertà riguardo l’arrivo dei rifiuti della Campania nelle discariche Italcave, Ecolevante e Vergine.

Due affermazioni di questo documento necessitano di una urgente puntualizzazione e di un serio e doveroso commento. Il comunicato di SEL fa riferimento, a più riprese, a richieste di ampliamenti da parte delle discariche joniche, fino ad affermare che “le stesse tre discariche hanno avanzato richieste complessive di ampliamento per un totale di 8 milioni di metri cubi (!)”. E più avanti, in modo perentorio, si afferma che “le discariche Vergine, Ecolevante e Italcave, furono autorizzate all’esercizio da amministrazioni di centro destra!”.

Riguardo alla richiesta di questi eventuali ulteriori ampliamenti, è necessari che SEL faccia riferimento anche ai documenti che attestino tali richieste da parte dei gestori delle tre discariche, e che indichi chiaramente quali azioni ha intrapreso perché ad esse sia opposto un motivato rifiuto. Infatti tali richieste non sono segrete, ma vengono regolarmente pubblicate sul Bollettino ufficiale della regione Puglia.

A Vigiliamo consta invece, e ne ha dato notizia in numerosi comunicati, che tra il 2008 e il 2009 la regione Puglia governata da Vendola, che è anche il fondatore di SEL, ha autorizzato nonostante l’opposizione di cittadini e comitati, oltre 8 milioni di metri cubi di ampliamenti delle discariche Italcave, Ecolevante e Vergine!

Per l’esattezza, la regione Puglia presieduta da Vendola (SEL) ha rilasciato autorizzazioni di ampliamento a Ecolevante (cd terzo lotto) per 2.200.000 metri cubi; a Vergine per 2.280.000; a Italcave per 3.612.298.

Ma la presidenza Vendola (SEL) non si è fermata qui. Infatti all’autorizzazione per ampliamenti, che in tutti e tre i casi superavano di molto la volumetria delle discariche esistenti, si è aggiunta la concessione di deroghe ai parametri di accettabilità dei rifiuti.

E forse sarebbe stata rilasciata anche l’autorizzazione di un’altra discarica per rifiuti speciali a Palo del Colle -che con la discarica per rifiuti speciali di Canosa avrebbe portato a ben 5 il numero delle discariche di questo tipo in Puglia- se i comitati locali non fossero riusciti ad intervenire quando il progetto era ancora in fase di presentazione.

Ora, alla luce di questi fatti, che non sono semplici opinioni e che possono essere ampliamenti provati con documenti ufficiali come ad es. i Burp reperibili in rete, affermare in tono scandalistico che le discariche Vergine, Ecolevante e Italcave, furono autorizzate all’esercizio da amministrazioni di centro destra!” è quanto meno mistificante, e tradisce la volontà di cercare di ridurre a rissa tra tifoserie partitiche, i problemi politico amministrativi concreti che attanagliano le nostre comunità mal amministrate.

Infatti, i primi lotti di Italcave, Ecolevante e Vergine sono stati approvati dal governo regionale a presidenza Fitto e dal governo provinciale presieduto da Rana, all’insaputa delle popolazioni che invece per legge devono essere tempestivamente informate, ma gli oltre 8 milioni di mc degli ampliamenti successivi sono stati tutti autorizzati, e spesso in modo illegittimo, dal governo regionale Vendola (SEL) e dal governo provinciale Florido (Centro Sinistra), nonostante i motivati pareri contrari di cittadini e comitati!!!

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IL COMUNICATO STAMPA DI SEL TARANTO

Rifiuti campani: comunicato stampa SEL

Sinistra Ecologia e Libertà di Taranto ha sostenuto fin dal primo momento la scelta di solidarietà fatta dal Presidente della nostra Regione quando ha accettato (come peraltro hanno fatto i suoi colleghi di TUTTE le altre regioni, tranne Piemonte e Veneto) che anche la Puglia si facesse carico di una parte dei rifiuti campani.

Si è trattato di una scelta di civiltà che – ad eccezione delle due regioni citate, non a caso guidateda esponenti della Lega Nord – è significativa di una sostanziale unità del Paese.

Una scelta fatta non a cuor leggero, ma meditata e accompagnata da tutta una serie di misure che mirano alla salvaguardia della salute dei cittadini che abitano nelle zone interessate all’accoglimento dei rifiuti provenienti dalla Campania.

Tali misure sono presenti nel protocollo d’intesa sottoscritto da Campania e Puglia lo scorso 3 dicembre e sono state confermate e rese più severe nella riunione che si è tenuta, presso la Provincia di Taranto, il 4 gennaio tra gli stessi soggetti (presenti i sindaci dei comuni interessati).

Rispetto al primo protocollo d’intesa, infatti, oltre a confermare le rigorose misure di controllo da saranno effettuati dalla Provincia di Taranto e, nelle more che essa si doti degli strumenti necessari, affidati a specialisti dell’Esercito.

La riunione del 4 gennaio, inoltre, è stata importante perché ha fugato, ancora una volta, i timori che ci potessero essere ampliamenti nella quantità dei rifiuti campani da conferire nelle discariche del tarantino.

Questo, unito al fatto che i rifiuti campani sono SOSTITUTIVI (in termini volumetrici) e non aggiuntivi dei quantitativi normalmente conferiti alle tre discariche interessate (Vergine, Ecolevante e Italcave), rende improponibili e inaccettabili eventuali richieste di ampliamenti che queste potrebbero avanzare.

Appaiono quindi immotivate e fuori luogo le accuse rivolte da alcuni esponenti del centro destra nei confronti del Presidente Vendola, sia perché si punta il dito contra di lui quando le maggiori responsabilità ricadono sul Governo che ha millantato soluzioni miracolistiche mai realizzate, sia perché si tace la circostanza che è stato lo stesso Governo ad assegnare alle tre discariche PRIVATE in parola l’appalto per lo smaltimento e che, sempre le discariche Vergine, Ecolevante e Italcave, furono autorizzate all’esercizio da amministrazioni di centro destra!

Sinistra Ecologia e Libertà di Taranto, tuttavia, non intende limitarsi a sottolineare la correttezza dell’operato della Regione e la strumentalità delle accuse di alcuni. Riteniamo, infatti, che possano essere fatti ulteriori passi in avanti e che tanto possa avvenire in occasione della riunione del Consiglio Provinciale convocata sul tema rifiuti campani per il prossimo 10 gennaio.

A tal proposito e premesso che le stesse tre discariche hanno avanzato richieste complessive di ampliamento per un totale di 8 milioni di metri cubi (!), che la discarica Vergine ha impugnato l’autorizzazione regionale concessa con 42 prescrizioni (a tutela della salute dei cittadini) argomentando che l’Ente abilitato a tale concessione fosse ormai la Provincia e non più la Regione, ci aspettiamo che lo stesso Consiglio Provinciale si pronunci positivamente nel merito dei seguenti argomenti:

• Imporre il massimo rigore nei controlli sui rifiuti campani al momento del loro arrivo in discarica

• Adeguare i controlli “a valle” anche per i rifiuti provenienti da altre regioni

• Ripetere le procedure per la concessione dell’AIA a Vergine, Ecolevante e Italcave, considerato che è cambiato il soggetto deputato a rilasciarla, anche alla luce delle 42 prescrizioni a suo tempo previste dalla Regione per la discarica Vergine

• Imporre l’adozione di tutte le misure impiantistico – tecnologiche utili a ridurre le esalazioni maleodoranti.

• Sulla base di una pianificazione provinciale impedire ulteriori ampliamenti alle tre discariche in questione chiedendo alla Regione di farsi carico in futuro dei rifiuti speciali non pericolosi.

Il Coordinamento Provinciale di Sinistra Ecologia Libertà

Il testo del verbale del 4 gennaio

Alle ore 13 circa del 4 gennaio 2011 presso la Presidenza della Provincia di Taranto si apre il tavolo tecnico paritetico convocato dalla Regione Puglia avente ad oggetto l’emergenza rifiuti nella Regione Campania. Sono presenti i rappresentanti degli Enti, dei gestori delle discariche e del Consorzio CITE come da foglio firme allegato al presente verbale.

Introduce l’assessore regionale Nicastro che cede la parola all’onorevole Pierfelice Zazzera. L’onorevole Zazzera chiede, all’esito dell’incontro delle ore 10 con la cittadinanza, di aprire la partecipazione alla riunione odierna ad una rappresentanza dei cittadini intervenuti. L’assessore Nicastro sottolinea la natura espressamente tecnica della riunione odierna e ravvisa possibili aspetti relativi sicurezza nazionale connessa all’emergenza rifiuti, per la qual cosa partecipano alla odierna riunione Ufficiali Superiori dell’Esercito Italiano, e, per tali motivi, esprime la propria non condivisione rispetto alla richiesta rappresentata e, comunque, si impegna a ricevere all’esito della presente riunione la delegazione di cittadini. L’onorevole Zazzera si allontana. L’assessore Nicastro riferisce degli esiti dell’incontro tenutosi questa mattina con i cittadini dei Comuni interessati che chiedono maggiore rigore nelle operazioni di controllo e cede la parola all’ing. Antonicelli che elenca le seguenti questioni prioritarie da discutere nel corso dell’incontro:

- conformità alla più recente normativa nazionale ed europea delle certificazioni analitiche;

- problematiche legate all’applicazione dell’ecotassa (per la discussione delle quali è presente anche il dirigente del servizio finanze della regione Puglia);

- ridistribuzione complessiva dei conferimenti sui siti di smaltimento, tanto al fine di distribuire uniformemente il carico ambientale sul territorio;

potenziamento delle attività di controllo con particolare riferimento alla eventuale presenza di rifiuti radioattivi.

Intervengono tutti i presenti e, dopo ampia ed articolata discussione si stabilisce quanto di seguito riportato.

Il tavolo concorda sulla necessità che siano svolti controlli sulla radioattività dei rifiuti.

I controlli sulla radioattività saranno effettuati anche in occasione dei conferimenti presso le discariche della Puglia dal personale di controllo della Provincia, che si impegna ad acquistare un rilevatore nel più breve tempo possibile. Nelle more dell’acquisto da parte della Provincia, i controlli sulla radioattività saranno effettuati dal personale del NOE con la propria strumentazione. Inoltre, i controlli saranno effettuati attraverso squadre di controllo miste composte da personale della Polizia Provinciale e dell’Arpa Puglia. Per garantire la contemporanea presenza dei diversi enti deputati al controllo, stante la presenza di personale del NOE per i controlli sulla radioattività, i siti interessati ai conferimenti, fermi restando i quantitativi massimi stabiliti dal Protocollo, saranno due al giorno; il terzo ruoterà secondo una programmazione stabilita dall’Unità Operativa del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La programmazione dei conferimenti dovrà essere comunicata dall’Unità Operativa con cadenza settimanale. La Regione Puglia garantirà l’aggiornamento delle informazioni sul proprio portale istituzionale.

L’assessore regionale passa la parola al dott. Aulenta che riferisce che non può essere prevista una quota di ecotassa superiore al valore di 9,5 Euro previsto dalla norma regionale pertanto la differenza pari a 10,50 Euro (tra i 20 Euro previsti dal protocollo e i 9,5 Euro sanciti dalla norma regionale) dovrebbe essere spostata come quota di ristoro ambientale in aggiunta alla somma già stabilita dall’art. 8 del Protocollo. Pertanto le discariche sarebbero tenute al versamento di 9,5 euro/tonnellata e la quota differenziale di 10,5 Euro/tonnellata dovrebbe essere versata da parte della Regione Campania. La conseguente distribuzione delle quote tra Enti Locali sarà oggetto di tavolo di concertazione tra Regione Puglia, Provincia di Taranto e Comuni ferme restando le esigenze manifestate dalla Provincia di Taranto.

Il dott. Santacroce riferisce che la Giunta regionale della Campania ha provveduto alla ratifica del protocollo. Il Dott. Santacroce riferisce che presumibilmene la regione Campania non ha la possibilità di impegnarsi a far fronte alla ulteriore spesa connessa con l’aliquota differenziale citata dal Dott. Aulenta, tuttavia, su suggerimento dello stesso, il Dott. Santacroce, sottolineando la sua qualità di coordinatore dell’area tecnica gestione rifiuti non competente in merito agli aspetti economico-finanziari, provvederà ad interessare l’assessore regionale della Campania e i colleghi dell’area Bilancio della Regione Campania affinchè si verifichi la fattibilità amministrativa per il trasferimento dell’aliquota differenziale di 10,5 Euro/tonnellata in aggiunta alla quota di ristoro ambientale già stanziata.

Si stabilisce che mensilmente i gestori delle discariche comunichino formalmente alla Regione Puglia Servizio Finanze i quantittivi di rifiuti campani oggetto di conferimento.

Il tavolo prende atto che l’Arpa Campania ha effettuato la caratterizzazione di base e la misura dell’indice respirometrico dinamico a ha conseguentemente trasmesso le certificazioni relative a tre lotti (6000 tonnellate) dell’impianto STIR di S. Maria Capua Vetere. Il rappresentante dell’Arpa Campania riferisce che sono in corso le analisi su ulteriori tre lotti di cui due presso lo STIR di Battipaglia e uno presso lo STIR di S. Maria Capua Vetere.

Il rappresentante dell’Arpa Puglia riferisce che le caratterizzazioni dei rifiuti ed i relativi esiti, effettuati dall’Arpa Campania, sono conformi alla più recente normativa nazionale ed europea ed i rifiuti sono idonei al conferimento presso le discariche pugliesi. In particolare l’Arpa Campania ha preso in considerazione tutti gli adeguamenti al progresso tecnico della direttiva sulla classificazione delle sostanze e dei preparati nonché il regolamento europeo clp. Inoltre Arpa Campania, nell’effettuazione delle analisi ha tenuto conto delle più recenti circolari dell’Istituto Superiore di Sanità. Il generale Monaco e il rappresentante dell’Arpa Campania confermano, inoltre, che i lotti una volta individuati, contrassegnati e segregati vengono costantemente sorvegliati.

Sulla base di quanto riportato, il tavolo esprime il proprio nulla osta al conferimento dei rifiuti appartenenti ai tre lotti già caratterizzati dell’impianto STIR di Santa Maria Capua Vetere,.

Il tavolo concorda che la verifica di conformità da parte dei gestori delle discariche venga svolta con le stesse modalità adottate dall’Arpa Campania per la caratterizzazione di base, tanto a partire dai prossimi campionamenti che l’Arpa Campania effettuerà. A tal fine l’Arpa Campania si impegna a comunicare il calendario dei campionamenti alla Regione Puglia che si farà carico di trasmettere la comunicazione ai gestori delle discariche, tanto al fine di consentire che le attività di campionamento vengano effettuate dall’Arpa Campania e dai gestori in concomitanza. Con riferimento ai lotti già campionati dall’Arpa Campania la verifica di conformità sarà effettuata da parte dei gestori sul primo carico appartenente a ciascun lotto.

Alle ore 16.50 si allontanano i rappresentanti dei Comuni di Lizzano e Monteparano e, pertanto, il tavolo tecnico viene aggiornato a data da destinarsi.


lunedì 10 gennaio 2011

cs attiva lizzano

AttivaLizzano presente al consiglio provinciale di lunedì 10 gennaio

È stato convocato il consiglio provinciale per il giorno 10 gennaio alle ore 16. All’ordine del giorno la questione discariche in provincia. L’associazione AttivaLizzano ritiene opportuno essere presente al consiglio e invita vivamente tutta la cittadinanza di Lizzano e comuni limitrofi a partecipare. Attualmente l’impianto opera grazie all’autorizzazione provvisoria concessa dalla Provincia. Le lamentele dei cittadini continuano ad essere inascoltate dagli enti mentre il nostro paese ancora subisce i cattivi odori provenienti dalla vicina discarica Vergine, infatti nelle ultime sere “la puzza” è stata davvero insopportabile.

L’appuntamento è lunedì alle 15 in piazza IV Novembre (dinanzi il castello) a Lizzano da dove partiremo per la Provincia (via Anfiteatro, Taranto).

Inoltre l’associazione invita martedì alle 17 tutta la cittadinanza all’assemblea pubblica davanti il Municipio di Lizzano. È importante essere presenti.

La Presidente

Veronica Leggieri

Ufficio Stampa

Annamaria Calasso

Contatti:

Associazione di Cittadini AttivaLizzano

Via Canova 9, Lizzano

email:attivalizzano@gmail.com
http://cittadinanzaattivalizzano.blogspot.com/

CS VIGILIAMO PER LA DISCARICA

Vigiliamo per la discarica

Comunicato 8 gennaio 2011

Se ammettere la costituzione di parte civile

di comitati e associazioni ambientaliste è un optional

Due processi. Entrambi dinanzi allo stesso Tribunale di Taranto.

I processi sono: quello contro il presidente e un funzionario dello stabilimento dell’ILVA s.p.a., conclusosi con sentenza n. 408 del 20.4.2007; e quello contro il legale rappresentante della Ecolevante s.p.a. e l’ex dirigente del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto, tuttora in corso.

Nel processo “contro l’Ilva”, le eccezioni di inammissibilità delle costituzioni di parte civile della sezione tarantina della UIL e di Legambiente, sollevate dalle difese degli imputati, sono respinte dal Tribunale. Tali eccezioni delle difese degli imputati sono fondate, tra l’altro, anche sulle nuove disposizioni del decreto legislativo n. 152/2006 (il cosiddetto “codice dell’ambiente”), che attribuiscono al Ministero dell’ambiente la titolarità esclusiva dell’azione per il risarcimento dei danni ambientali.

Ma il Tribunale di Taranto, nel respingere le eccezioni di inammissibilità delle costituzioni di parte civile della UIL/TA e di Legambiente/Puglia, ha cura di motivare che, ai sensi dell’art. 303 lett. f) del codice dell’ambiente, la parte sesta del presente decreto [cioè quella che attribuisce solo al Ministero per l’ambiente il diritto di agire in giudizio ndr] non si applica al danno causato da un’emissione, un evento o un incidente verificatisi prima della data [29 aprile 2006 ndr] di entrata in vigore della parte sesta del presente decreto”.

Nel processo “contro l’Ecolevante”, invece, il Tribunale di Taranto dichiara inammissibili le numerosissime costituzioni di parte civile intervenute. E ciò viene motivato dando per scontato che la titolarità dell’azione per il risarcimento dei danni ambientali spetta al Ministero dell’ambiente, ma senza che il Tribunale abbia cura di valutare se il caso alla sua attenzione non sia invece compreso tra quegli “eventi o incidenti verificatisi prima dell’entrata in vigore della parte sesta del presente decreto, in relazione ai quali, come sopra detto, non valgono le nuove norme che attribuiscono al Ministero dell’ambiente la titolarità esclusiva per l’azione di risarcimento dei danni ambientali.

Ma che i danni ambientali di cui al processo “contro Ecolevante” siano stati “causati” da “eventi” verificatisi prima del 29 aprile 2006, data di entrata in vigore della parte sesta del cosiddetto “codice dell’ambiente”, non può esserci alcun dubbio. Infatti, l’”evento” fondamentale contestato nei capi di imputazione di questo processo, causativo del danno ambientale, è proprio la determinazione n. 173 del 5 novembre 2005 (!) del dirigente pro tempore del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto, con cui si approva il progetto e si autorizza all’esercizio la discarica Ecolevante (cosiddetto terzo lotto), i cui lavori, peraltro, cominciarono pochi giorni dopo.

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venerdì 7 gennaio 2011

CS Cittadini di Taranto e Provincia in mobilitazione






COMUNICATO STAMPA

Cittadini di Taranto e Provincia in mobilitazione

4 gennaio 2011

La mobilitazione di lunedi 3 gennaio 2011 davanti ai cancelli della discarica Italcave di Statte ha rappresentato un importante momento di partecipazione attiva da parte di numerosi cittadini.

Il blocco per cinque ore consecutive dei Tir provenienti dalla Campania è stato un atto concreto per dire NO alla gestione dei rifiuti mediante discariche, per denunciare controlli approssimativi sulla qualità dei rifiuti che giungono nelle discariche esistenti sul nostro territorio, per contrastare il loro ampliamento e per l’effettuazione di idonei carotaggi all’interno delle discariche.

Il presidio, oltre ad aver consegnato una prima importante vittoria ai manifestanti, è stato anche l’occasione per avanzare una immediata richiesta: il trasferimento del ‘tavolo tecnico’ sull’operazione ‘solidarietà Campania’ dalla sede di Bari alla sede di Taranto con discussione della stessa in presenza di una delegazione di cittadini. La richiesta è stata avanzata in Regione per intermediazione di un parlamentare presente al presidio che, dopo accordi verbali intercorsi con assessori, alla presenza di cittadini e giornalisti, ha confermato l’accoglimento della richiesta.

Oggi, 4 gennaio 2011, questa richiesta è stata disattesa. Nostro malgrado siamo costretti a confermare la nostra diffidenza nei confronti delle Istituzioni poiché la presenza di una delegazione di cittadini in sede di discussione non è stata ammessa.

Di fronte ad una pretestuosa giustificazione che chiama in causa le ‘ragioni di Stato’ non possiamo che mostrare sconcerto poiché, mentre democraticamente i cittadini sono stati disponibili al dialogo e largamente propositivi, come dimostrato nel corso della conferenza pubblica che ha preceduto il ‘tavolo tecnico’, in maniera non altrettanto democratica sono stati invece esclusi da un tavolo di confronto ufficiale. Pertanto, rigettiamo l’invito di una nostra partecipazione solo a conclusione della discussione svoltasi a ‘porte chiuse’ ritenendolo non pertinente, irrispettoso e strumentale al fine di avallare posizioni già concordate in nostra assenza.

Ancora una volta i rappresentanti istituzionali hanno perso un’occasione: acquisire credibilità e fiducia di fronte alla cittadinanza. Avremmo voluto sbagliarci ma grazie alla nostra determinazione è emerso un grave dato di fatto: non esiste alcuna volontà di includere ufficialmente i cittadini nei processi decisionali che riguardano la sicurezza pubblica.

Ne prendiamo atto ed aggiungiamo che non ci fermeremo.

Consapevoli che si tratta di una lunga battaglia, invitiamo, ogni cittadino a contribuire alla tutela dei nostri diritti, della nostra salute e del nostro territorio partecipando alla prossima Assemblea che si terrà in via Arco Paisiello G18, domenica 9 gennaio alle ore 17.00, in città vecchia a Taranto.

Cittadini di Taranto e Provincia in mobilitazione