giovedì 10 novembre 2011

"Terroni" Lo Spettacolo - cambio programma

BIGLIETTI DISPONIBILI
presso "Hi-Fi Music" in via Matteotti n°16 - Grottaglie (Ta)
oppure info al n°392/74.25.653

mercoledì 5 ottobre 2011

C.S. del Sud in Movimento: Piattaforma di rifiuti pericolosi: Alabrese e Lupo non sono trasparenti.

Nulla di nuovo all’orizzonte, la nuova maggioranza capeggiata da Alabrese è in perfetta continuità con quella del predecessore, infatti il “nuovo sindaco” anziché informare il consiglio comunale, i cittadini e le associazioni del nuovo progetto presentato della Ecolevante s.p.a., ha preferito impegnarsi ad imbottire i panini della Festa Democratica, tutto ciò mentre la Ecolevante s.p.a. presentava alla Regione ed alla Provincia un progetto per “il trattamento chimico dei rifiuti pericolosi e non”, impianto da realizzare tra Grottaglie e San Marzano, il tutto nel completo silenzio del “nuovo assessore all’ambiente” che se ne è guardato bene dal rendere pubblica la notizia che vi è già stata una conferenza dei servizi per il rilascio delle necessarie autorizzazioni,

Niente trasparenza dunque, men che meno partecipazione ai processi decisionali, la vicenda anzi, purtroppo per loro, è saltata fuori solo grazie all’interrogazione del consigliere comunale di Sud in Movimento Ciro D’ALO’, il quale dopo un dibattito interno al movimento, ha presentato un documento contenente 9 domande, alle quali il sindaco e l’assessore, hanno risposto genericamente e con evidente difficoltà, essendo stati costretti a spiegare i retroscena.
Che la vicenda abbia creato difficoltà lo si capisce dal fatto che nonostante vi fosse la richiesta di risposta scritta, hanno preferito, sostenuti dal presidente del consiglio, rispondere in modo orale, così da non sottoscrivere nulla che in futuro gli si potesse ritorcere contro.

Il sindaco si è preoccupato di rispondere sulla questione politica, affermando, come aveva già fatto per il terzo lotto di discarica, che lui è contrario alla piattaforma, peccato che il terzo lotto si è fatto e la piattaforma, probabilmente grazie a loro, si farà. Il sindaco non ha accennato minimamente alla possibilità di adottare un provvedimento amministrativo per fermare questo nuovo ecomostro, anzi, ha solo promesso un consiglio comunale monotematico, al quale, nonostante la richiesta del consigliere D’ALO’, ha dichiarato di non voler invitare i Presidenti di Provincia e Regione .

L'Assessore all'Ambiente Lupo, invece, durante il Consiglio Comunale del 27 settembre scorso, ha risposto alle domande formulate nell'interrogazione, ma si è limitato a farlo relativamente ai dati contenuti nel progetto consegnato dalla Ecolevante s.p.a., astenendosi dal dare un giudizio tecnico e politico, chiarendo così le ragioni della sua nomina.

Con questa interrogazione consiliare dunque, inizia lo scontro politico con il neo Assessore all'Ambiente, il quale, salvo non dimostri un vero cambio di rotta in materia ambientale, non avrà vita facile . Per ora questa vicenda resta tutta da risolvere.

giovedì 4 agosto 2011

La Notte dei Briganti 2011 - integrazione tra i popoli - Sud in Movimento da i numeri!

15 associazioni, 30 artisti, 25 artigiani, 4 gruppi musicali, giochi ed animazione per i più piccoli bevande e panini del brigante.

Questi alcuni numeri che descrivono in grandi linee la sesta edizione de “La Notte dei Briganti “ organizzata dall’Associazione Politico Culturale Sud in Movimento domenica 7 agosto 2011 presso le Cave di Fantiano a Grottaglie.

Ulteriori dettagli sull’evento verranno forniti durante la conferenza stampa, convocata per venerdì 5 agosto alle ore 10:30 in via Spirito Santo n°56 alle spalle della chiesa di san Francesco de Geronimo situata nel centro storico di Grottaglie.

Il luogo scelto per la conferenza stampa è la sede dell’associazione Babele che, dopo anni di duro lavoro, grazie all’indifferenza della politica che ha delegato alla burocrazia la cura del progetto “Passi di Donna”, è stata costretta a chiudere la struttura in favore della seconda accoglienza.

“L’integrazione tra i Popoli” questo l’argomento della sesta edizione del Art Festival delle Province Meridionali, sul quale, il Sud in Movimento chiama a confrontarsi tutte le associazioni ed ogni libero cittadino che ha cuore e vuole dare un contributo al dibattito.

Le ultimissime vicende di attualità, che vedono i lavoratori immigrati scioperare a Bari come a Nardò per le pessime condizioni lavorative e sociali, sottolineano purtroppo la continua negazione dei diritti umani, tra cui il mancato riconoscimento dello status di rifugiati e lo sfruttamento della manodopera bracciantile.

Il fulcro dell’evento sarà dunque l’assemblea pubblica delle associazioni, che inizierà alle ore 18:00 e come ogni anno si propone di tracciare le linee comuni, per le azioni politiche e culturali da realizzare nei territori per una integrazione effettiva delle persona. Di particolare pregio anche quest’anno la partecipazione di numerosi artisti che si impegneranno con opere ed installazioni a tema.

La Notte dei Briganti è un evento organizzato dai numerosi tesserati del Sud in Movimento con il contributo finanziario di piccole e medie imprese locali che da anni credono nei progetti dell’associazione, che continua a mantenere la propria indipendenza ed autonomia organizzativa.

Anche quest’anno grande è lo sforzo messo in campo per offrire un evento culturale ricco di contenuti che viene realizzato a costo zero per la cittadinanza.

L’associazione invita tutti ad una massiccia partecipazione, ricordando che l’ingresso è gratuito.

La Notte dei Briganti 2011 “L’interazione tra i Popoli” domenica 7 agosto ore 18,00 Cave di Fantiano, Grottaglie (Ta).

sabato 23 luglio 2011

C.S. Il Sud in Movimento diffida il Comune di Grottaglie

Il comune di Grottaglie ha inserito all’interno del cartellone estivo “Grottaglie d’estate 2011” la manifestazione “La Notte dei Briganti 2011”, senza aver nulla concordato con l’associazione organizzatrice Sud in Movimento che, per altro, non ha mai richiesto alcun patrocinio all’Amministrazione Comunale.
l’Associazione sin dalla prima edizione, ha sempre organizzato “La Notte dei Briganti” in completa autonomia finanziaria rispetto ai fondi pubblici.

Il merito della riuscita della manifestazione è da attribuirsi esclusivamente al lavoro dei componenti del Sud in Movimento e al contributo di piccole e medie attività commerciali che, supportano, finanziando in parte, le spese organizzative e promozionali. È doverosa questa presa di posizione anche per il rispetto che si deve alle aziende che da ormai sei anni credono e supportano fattivamente i progetti dell’associazione politico culturale.

Inoltre il Sud in Movimento rifiuta da sempre ogni tipo di finanziamento da parte del Comune di Grottaglie in quanto, è bene ricordarlo, il bilancio comunale si fonda in maniera sostanziale sulle royalties elargite dalla discarica di rifiuti speciali della società Ecolevante s.p.a..
La storia dell’associazione è segnata in maniera indelebile dalla lotta contro la discarica di La Torre- Caprarica.
L’opposizione alla discarica e i principi fondanti del Sud in Movimento impongono un attenta analisi e valutazione degli atteggiamenti politici dell’Amministrazione che in questo caso appaiono privi dei più elementari e civili principi di moralità politica.

L’inserimento, senza previo avviso, de “La Notte dei Briganti” all’interno del cartellone estivo, tra l’altro omettendo il nome dell’associazione organizzatrice Sud in Movimento, dimostra un errore di metodo da parte dell’Amministrazione Comunale nel confrontarsi con le realtà associative del territorio.

Il Sud in Movimento non ci stà a veder depredato il lavoro di decine di volontari che con spirito di sacrificio ogni anno organizzano un evento che non è solo intrattenimento musicale così come gli eventi direttamente organizzati dall’Amministrazione.
“La Notte dei Briganti” infatti è soprattutto un momento di confronto e di riflessione, frutto dell’interazione tra le innumerevoli associazioni che animano il tessuto sociale della nostra terra con l’obbiettivo di sensibilizzare i cittadini su tematiche di fondamentale rilevanza sociale.

È per tali motivi che il Sud in Movimento diffida i pubblici amministratori di Grottaglie nel continuare a divulgare l’opuscolo informativo nel quale è inserito l’evento in questione.

giovedì 14 luglio 2011

mercoledì 6 luglio 2011

Comunicato di Vigiliamo per la discarica 6 luglio 2011

Comunicato di Vigiliamo per la discarica

6 luglio 2011

Prendiamo atto, con soddisfazione, che sul piano tecnico c’è finalmente nella Giunta almeno una rappresentanza adeguata nell’assessorato all’ambiente.

E, proprio perché ci sembra che il neoassessore all’ambiente sia ben orientato nel tentativo di dare risposte adeguate alle istanze di chi si occupa da anni delle questioni ambientali che riguardano il nostro territorio, vogliamo ulteriormente rafforzare questo suo orientamento.

Perciò sollecitiamo l’Assessore all’ambiente a chiedere ad Ecolevante non solo la copia di tutte le analisi e delle certificazioni attestanti l’assenza di sostanze pericolose nei rifiuti urbani classificati 19.12.12, ma anche la copia delle analisi e delle certificazioni di tutti i rifiuti col codice “a specchio” ricevuti in discarica.

E’ infatti sicuramente noto al neoassessore all’ambiente che, per escludere la pericolosità dei rifiuti urbani prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti e quindi per escludere la loro classificazione col codice 19.12.11 (e cioè: altri rifiuti, compresi materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose), è necessario che il conferimento in discarica per rifiuti non pericolosi sia accompagnato da tutte le analisi e certificazioni che escludano la presenza di sostanze pericolose in quantità tali da consentirne la classificazione col diverso codice 19.12.12.

Inoltre, proprio per la disponibilità mostrata del neoassessore all’ambiente, lo invitiamo a chiedere alla Ecolevante di far avere al Comune di Grottaglie, anche la copia delle analisi e delle certificazioni di tutti quei rifiuti col codice “a specchio” che, come sicuramente noto all’assessore all’ambiente, possono essere smaltiti in discariche per rifiuti non pericolosi solo se il loro conferimento sia accompagnato dalle analisi e certificazioni necessarie ad escludere la presenza di sostanze pericolose in quantità tali da determinarne la loro classificazione come rifiuti non pericolosi e non come rifiuti pericolosi.

*** *** ***

(*) quanto richiesto ai presidenti Vendola e Florido si può leggere qui

http://www.vigiliamoperladiscarica.it/VIGILIAMo_plus/articolo.php?subaction=showfull&id=1296845154&archive=&start_from=&ucat=5

domenica 19 giugno 2011

CS RINASCITA CIVICA E CITTA’ ATTIVA

RINASCITA CIVICA E CITTA’ ATTIVA

comunicato stampa 18 giugno 2011

A nome degli elettori che hanno riposto la loro fiducia in Rinascita civica e Città attiva, si comunica quanto segue.

La nomina della nuova Giunta comunale, da parte del Sindaco Alabrese, pone molti più problemi di quelli che dovrebbe risolvere.

Si prende atto che i due geometri componenti la nuova Giunta, Alfonso Annicchiarico e Maurizio Stefani (anche se quest’ultimo non si sa bene cosa intenda fare), hanno rinunciato a svolgere, come la legge prevede, la loro attività professionale nel territorio del Comune di Grottaglie, sia personalmente, che per interposto professionista.

Tuttavia, le due nomine agli assessorati Ambiente e Cultura-Pubblica istruzione suscitano interrogativi serissimi.

L’assessore all’Ambiente, ing. Giammarco Lupo, risulta dipendente della Serveco, società che per conto del Comune di Grottaglie gestisce la raccolta differenziata e l’Isola Ecologica. La prof.ssa Maria Pia Ettorre, assessore a Cultura e Pubblica istruzione, insegna presso il locale Liceo “G. Moscati”.

Essi, pertanto, si troveranno inevitabilmente in situazioni gravissime di conflitto di interesse. Infatti, le situazioni di conflitto di interesse che impongono, nei collegi amministrativi come la Giunta comunale, l'obbligo di astenersi (non solo dalla votazione ma anche e persino dalla discussione) sono tantissime e possono essere anche solo e semplicemente potenziali.

E’ quindi evidente che questi due nuovi assessori rimarranno sostanzialmente paralizzati nelle loro iniziative in un'ampia e varia gamma di attività che coinvolgeranno o che potrebbero anche solo potenzialmente coinvolgere la Serveco o il locale liceo “Moscati”.

Il movimento Rinascitacivica-CittAttiva, con senso di responsabilità verso i propri elettori e verso tutti i cittadini grottagliesi, porrà particolare attenzione alle attività della Giunta e, in particolare, di questi due assessori, a tutela del prestigio e dell’imparzialità delle istituzioni.

sabato 11 giugno 2011

CS Rinascita Civica - CittAttiva

Rinascitacivica-CittAttiva

comunicato 11 giugno 2011

Il movimento Rinascitacivica-CittAttiva esprime la più viva soddisfazione riguardo la sentenza del TAR in merito al pieno ripristino, 24 ore su 24, del reparto Chirurgia dell’Ospedale S. Marco di Grottaglie.

Afferma con forza che sono stati determinanti l’impegno dell’ass.onlus “Medici per S.Ciro” e la sua reiterata richiesta all’Amministrazione di impugnare presso il TAR la deliberazione del Direttore sanitario con la quale era stata ridotta l’attività del reparto Chirurgia.

Ed esorta la nuova Amministrazione a non abbassare la guardia nei confronti delle numerose problematiche che tuttora sussistono riguardo all’Ospedale S. Marco di Grottaglie.

Il movimento assicura inoltre che la presenza di Rinascitacivica e CittAttiva in Consiglio comunale continuerà a farsi portavoce di ogni istanza che miri alla salvaguardia della salute e dell’ambiente e a richiamare l’attenzione al bene comune di Grottaglie e dei sui cittadini in ogni sua forma, così come è avvenuto in passato con le numerose iniziative intraprese dalle associazioni e dai numerosi cittadini che fanno parte del movimento.

E sollecita infine la nuova Amministrazione guidata dall’avv.Ciro Alabrese a non trascurare le istanze che provengono dalla società civile grottagliese e a procedere con responsabile sollecitudine alla proclamazione dei alla presentazione della Giunta, ormai non più rinviabile.

Etta Ragusa

martedì 7 giugno 2011

mercoledì 25 maggio 2011

La vera questione di fondo

RINASCITA CIVICA-CITTATTIVA

comunicato 25 maggio 2011

Il movimento RinascitaCivica-CittAttiva risponde al comunicato “La questione di fondo …” firmato da Rocco Scorrano del Coordinamento PD di Grottaglie e diffuso il 24 u.s.

Nel documento, tra l’altro, si afferma: “… le Liste Civiche capeggiate da Ciro D’Alò e da Etta Ragusa- ed espressione di Movimenti assai radicati sul territorio - hanno conseguito un risultato molto importante. Un risultato che deriva da un forte impegno civile e politico che adesso, però, dovrà trasformarsi in idee e proposte in Consiglio comunale. Ma la domanda che si pone per tutti è: che fare da domani in poi? … Servirebbe una larga convergenza politica e programmatica in Consiglio comunale a partire da pochi e semplici obiettivi comuni …”.

Innanzitutto va detto che le liste Rinascita civica e Città attiva, che si sono presentate in questa competizione elettorale, sono espressione di un movimento civico in evidente espansione che ha constatato nei fatti, e da anni, come la politica di Centrosinistra che dal 1993 governa la città, si è dimostrata sempre più sorda ad ogni richiesta e ad ogni proposta.

Che il programma presentato da queste liste, e ampiamente condiviso dalla cittadinanza, ha fatto registrare il 12,16% dopo una campagna elettorale iniziata praticamente il 6 marzo con la presentazione di Etta Ragusa alla carica di Sindaco e, contemporaneamente, delle linee programmatiche della coalizione.

Che i due consiglieri eletti, e il movimento di cui sono espressione, sanno benissimo cosa fare in Consiglio comunale, ogni giorno e per tutto il tempo della legislatura, qualunque sia la coalizione che vincerà al ballottaggio: mostrarsi responsabili del mandato affidato loro dagli elettori, e confrontarsi con tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione.

E il confronto sarà attuato non per realizzare una larga, quanto astratta, “convergenza politica e programmatica”, ma per verificare nei fatti, cioè negli atti amministrativi, se l’Amministrazione che uscirà vincente dal ballottaggio vorrà e saprà governare per il reale bene della città, oppure si chiuderà, come è stato fatto finora, nell’esercizio di un potere arrogante e autoreferenziale.

Infatti, anche a livello nazionale, la Politica potrà “ritornare a essere pulita” e “una democrazia più diretta” potrà essere realizzata, se si comincerà dalle singole Amministrazioni comunali.

Il referendum del 12 giugno prossimo vedrà il movimento Rinascitacivica-CittAttiva impegnato a spiegare ai cittadini il perché di 4 importanti “sì”: 2 sì per l’acqua pubblica, 1 sì per fermare il nucleare, 1 sì contro il legittimo impedimento.

E l’impegno proseguirà perché il Movimento continuerà a confrontarsi sui temi importanti per la crescita di Grottaglie, sia con le forze politiche presenti in Consiglio comunale, sia con gli elettori delle liste Rinascita civica e Città attiva, sia con tutta la cittadinanza grottagliese.

martedì 24 maggio 2011

cs vigiliamo per la discarica: vendola c'è?

MAPPE EPIDEMIOLOGICHE - RISPONDERA' VENDOLA ALLE DONNE DI TARANTO?

Apprendiamo con soddisfazione che il Presidente della regione, Vendola, ha ricevuto, dalle mani del consigliere regionale Cervellera, le 7343 firme che l’Associazione “Donne per Taranto” ha raccolto a sostegno della richiesta d’avvio di una indagine epidemiologica finalizzata a verificare, su basi scientifiche, il nesso causale tra inquinamento ambientale e insorgenza di malattie croniche degenerative e non solo oncologiche, nella città di Taranto. L’impegno delle “Donne per Taranto” merita un plauso, cui fa seguito l’augurio che la loro iniziativa sortisca al più presto l’effetto desiderato, cioè che il Presidente Vendola ponga mano immediatamente, e sulla base dei poteri di cui già dispone, all’avvio della suddetta indagine. Ricordiamo che, le Associazioni degli Ammalati della provincia di Taranto già dal 2009 hanno riportato analoga richiesta all'attenzione di autorità sanitarie preposte segnalando tale richiesta alla Commissione Parlamentare d'inchiesta giunta a Taranto. Da alcuni mesi si è affiancato il Partito dei Verdi, che ne ha fatto oggetto di tre conferenze stampa e di alcune lettere aperte, indirizzate al Governatore dal Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. Ci auguriamo quindi che questa ennesima iniziativa sia più fortunata delle precedenti e si passi finalmente dalle promesse ai fatti. Affermiamo questo alla luce di quanto accaduto in Consiglio Regionale giovedì 20 u.s.: un argomento urgente quale il “Reperimento di risorse umane e fondi per accelerare i lavori in corso del Registro tumori di Taranto” è stato messo all’ordine del giorno al 15° posto ed, ovviamente, non è stato trattato per mancanza di tempo. Noi Verdi chiediamo che questioni così importanti, come l’aggiornamento del Registro Tumori e l’indagine epidemiologica, siano oggetto di un Consiglio regionale monotematico, affinché vengano trattate con tutta l’attenzione e gli approfondimenti che meritano. Trattandosi della salute e della vita di tante persone, ogni superficialità va bandita ed ogni impegno sollecitamente mantenuto; così ad esempio i fondi promessi dal Presidente Florido già da alcuni mesi siano resi immediatamente disponibili: a questi problemi va data la massima priorità.

CS RINASCITA CIVICA CITTATTIVA - AGGIORNAMENTO

Giovedì 26 alle 20 presso la bottega Papocchia in via Caravaggio, Etta Ragusa, i candidati e il movimento Rinascita Civica e CittAttiva invitano i grottagliesi a un incontro pubblico per ringraziare della fiducia e organizzare insieme le prossime iniziative.

sabato 21 maggio 2011

CS RINASCITA CIVICA CITTATTIVA





Etta Ragusa e i candidati delle liste Rinascita Civica e CittAttiva ringraziano gli elettori per la fiducia. Le due liste civiche hanno ottenuto un considerevole successo quantificato nel 12,16% delle preferenze.

Il movimento di responsabilità che si è formato sulla base di un programma ampiamente condiviso, e che va crescendo, assicura che l’impegno profuso durante la campagna elettorale continuerà per attuare, con la più ampia democrazia partecipata, gli obiettivi prefissati.

Le liste civiche che hanno sostenuto la candidatura di Etta Ragusa non attueranno apparentamenti perché mancano le condizioni politiche, e perché non ha prodotto risultati nemmeno il tentativo di formare un tavolo di confronto tra le liste civiche che hanno sostenuto le candidature di Michele Santoro, Ciro D’Alò, Etta Ragusa e SEL. Questa decisione è stata presa venerdì 19 maggio durante la riunione del movimento RinascitaCivica-CittAttiva che ha visto la partecipazione di circa 150 persone, tra cui molti giovani.

sabato 7 maggio 2011

lunedì 2 maggio 2011

La deriva del partitismo grottagliese ed il nemico nascosto.

7 liste (avete capito bene, sette!) in soccorso del candidato Sindaco, espressione del Partito di Maggioranza uscente, quattro liste che sostengono il candidato "antagonista" di Sinistra, tre liste a supporto del candidato "ufficiale" del PDL, 2 Liste a supporto del candidato "per lungo tempo ufficioso" del PDL adesso nella nuova veste civica di centrodestra, 2 Liste a sostegno di ciascun movimento Civico, autentica novità del panorama politico grottagliese, 1 Lista a sostegno di una Lista Civica di Centrodestra ed 1 Lista a supporto del giovane candidato sindaco del neonato partito di centrodestra, questa è la sintesi della deriva del sistema partitico e clientelare Grottagliese. La risposta del sistema dei partiti al forte disagio e malcontento della cittadinanza, che ha trovato libero sfogo sopratutto attraverso la discesa in campo di 2 movimenti civici apartitici + 1 più vicino al centrodestra è stata un'indiscriminato proliferare di liste e listini a supporto di traballanti candidati sindaci. Qualcuno ha trovato il puntello nelle primarie, ma evidentemente non pago del risultato raggiunto ha aggiunto, perchè nò, un'altra lista civica, giusto per stare più sicuri, qualcun'altro, sottrattosi alle primarie ha ritenuto opportuno "blindare" la propria candidatura con un'autentico esercito di liste e listini, forse per scongiurare il rischio concretissimo di non vincere direttamente al primo turno, la parte opposta, frantumata come na crasta di terracotta è ricorsa a liste last minute. Divide et impera era il motto di un celebre imperatore Romano e fedeli al verbo, i generali ed i sudditi del sistema partitocratico hanno ubbidito. I cittadini "comuni", questa volta per nulla intenzionati a farsi prevalere, hanno risposto a tono, 2 +2+1. Risultato, fortemente voluto e ricercato, un'autentica bolgia candidatizia, foriera di spaccature familiari e di grande confusione. Ed è proprio quest'ultimo aspetto che il sistema partitico con affanno e per ora efficacemente ha cercato. Creare confusione e mescolare le acque per continuare a coltivare i propri orticelli. Il ragionamento è semplice ed ahimè portatore anche di una certa logica, seppure distruttiva e deleteria per un sistema democratico. Per togliere voci al dissenso ed alla protesta cerco di moltiplicare le mie voci, le mie fonti, le mie parentele. Obiettivo: cancellare il voto d'opinione ed affermare quello familistico. Ogni nucleo familiare, nel senso largo del termine annovera uno se non più candidati. Così l'attenzione volge maggiormente al componente della famiglia candidato piuttosto che al mio voto di indignazione e protesta. Come si può dire di no ad un nipote, ad un cognato e ad un fratello, anche se schierato in una parte che non è quella che ci sta bene. La speranza del partito è quella che prevalga questa logica, che si voti, turandosi il naso, il componente della famiglia, così rosico di quà e rosico di là sarò sempre qua! Ma attenzione amici, il nemico è sempre dietro l'angolo e risponde al nome di VOTO DISGIUNTO. Con buona pace del candidato consigliere che dovrà farsi un mazzo così per portare a casa trenta/quaranta voti a loro inutili, i burattinai del partitismo rischiano di generare un vero e proprio effetto boomerang derivante dalla creatura che con tanto amore e pervicacia hanno creato. Perchè? In primis chi ha fatto il pieno dei consensi da sempre non è detto che lo farà anche domani. E' vero le clientele contano e ci sono sempre, ma anche per loro vale l'effetto famiglia. Potranno dire, ho messo in cantiere una riduzione del consenso ma sarò sempre più forte del povero cristo signor nessuno candidato consigliere. Anche questo è vero ma dove non possono arrivare è al fatidico VOTO DISGIUNTO. Se il comune cittadino mortale si turerà il naso e voterà la miriade di parenti candidato, potrà non fare e probabilmente non farà la stessa cosa con il candidato Sindaco. Ed è li, con sommo dispiacere dei signori del "partito" che si canalizzerà il voto di cambiamento che non possono arginare. I mal di pancia per la candidatura imposta di Tizio genereranno inevitabilmente consensi al fratello di sangue "altro", laddove la parentela regge al consenso per il consigliere sfugge al candidato sindaco, ed allora spazio al barlume della ragione, all'opinione e perchè no anche al dissenso. Basta poco perchè l'impalcatura faticosamente ad astutamente costruita cada, e ci si rimanga sotto con tutte le macerie, anche perchè, diciamocelo onestamente, alla fine, nonostante tutto, l'auspicio è che il buon senso e la ragione prevalgono, con buona pace dei signori dei partiti.


In otto per la poltrona di sindaco, quasi 500 per il Consiglio. All'ombra di Alenia, Ecolevante e dell'aeroporto “fantasma”

di Massimo D'Onofrio

GROTTAGLIE – Il gallo grottagliese non è solo il marchio della ceramica: è una categoria dello spirito. Perché il grottagliese si piace, è orgoglioso e un po’ artista ma soprattutto pensa di poter fare tutto da solo. Come il gallo: basta cantare e fa giorno. Poi arrivano le elezioni e la musica cambia. Nel senso che sotto il velo del personalismo e della frammentazione, caratteristiche che saltano all’occhio quando in campo ci sono otto “galli”, pardon candidati sindaci, e quasi 500 candidati consiglieri, si scopre che la realtà è molto più complessa.

La Bologna del centrosinistra ionico
Grottaglie è la terra dove al potere, più che la fantasia, c’è il paradosso. Il centrosinistra ionico ne ha fatto la sua Bologna in sedicesimo: a cavallo di Tangentopoli e della fine della balena bianca qui ha governato sempre e solo il Pds-Ds-Pd. E oggi, dopo due sindaci e quattro mandati di fila (’93-2011, tra Vinci e Bagnardi), l’allegra macchina da guerra si ritrova spaccata e preda di litigi. Alabrese (Pd) contro Lacorte (Sel): volano gli stracci, anzi le garze, visto il confronto senza esclusione di colpi sul tema, doloroso, dei tagli regionali all’Ospedale San Marco. «La nostra forza – racconta un politico incontrato per caso nel quartiere delle ceramiche – è la debolezza degli avversari. A destra ci sono quattro candidati che non fanno un’alternativa credibile». Sul panorama politico-sociale, la chiave di lettura è “di pancia”: «Il grottagliese medio ha il conto in banca pieno: e se uno sta bene…». Non fa rivoluzioni, come un tempo si faceva nella terra di papa Giru, il prete brigante. E allora si vince? «Al primo turno, Lacorte non va lontano. E poi Ciro Alabrese non è come il signor B (il nomignolo del sindaco, ndr), è uno che viene dal popolo».
La macchina del consenso
Già il popolo. Quando la politica “chiama” c’è sempre. Sarà per questo che Grottaglie schiera in lista 487 aspiranti consiglieri: un quarto di quelli di Milano, metropoli 100 volte più grande. Todos caballeros. Tutti in corsa: uno ogni 60 abitanti, uno ogni 45 se si fa riferimento ai votanti. Ogni condominio, in pratica, ha un candidato al Consiglio comunale. E chi sta in Comune fa la parte del leone: più gente gira intorno, più consenso s’incassa. Un esempio: le circa 150 associazioni iscritte nell’albo comunale e in varia maniera foraggiate (contributi, sostegni e servizi) ma delle cui attività non si hanno tracce indimenticabili. La Pro Loco, per dirne una, chi l’ha mai sentita? Si sa solo che è presieduta da un ex assessore della prima giunta Bagnardi.
Alenia: che succede?
Eppure Grottaglie è una città dalle enormi potenzialità. Solo che poi spunta il compromesso, oppure la ricaduta sul territorio è minima o, peggio, si parte sparati con grandi progetti e la montagna partorisce topolini. Qui c’è Alenia, l’azienda con 795 dipendenti (di cui 645 della provincia di Taranto, in maggioranza grottagliesi) che costruisce le fusoliere in fibra di carbonio del Boeing 787, l’avveniristico progetto aeronautico che a fine anno comincerà a far viaggiare il mondo. In città se ne sono accorti quando all’ingresso della stabilimento è comparsa una sfilza lunga così di “affittasi”. Il mercato immobiliare si è messo in moto per un po’, per via dei 150-160 trasfertisti per lo più campani, ma ora che l’onda è passata i cartelli sono “evaporati”.
«Lo stabilimento ha portato lavoro – racconta Giuseppe Bonfrate, sindacalista Cisl e grottagliese doc – ma non s’è sviluppato l’indotto locale. A distanza di 5 anni accadono cose incomprensibili: per montare degli infissi, ad esempio, arriva un’azienda da Napoli». Il problema, però, è più profondo: «Lo stabilimento non è ancora produttivo, ha i bilanci in passivo e la direzione aziendale tende a scaricare le colpe sui lavoratori sostenendo che costano tre volte rispetto alla media: è un gioco al massacro che contestiamo. Qui ci lavora gente giovane, diplomata e laureata, di alto profilo professionale. Noi siamo disponibili a sederci attorno a un tavolo per parlare di efficienza e produttività ma l’azienda deve ammettere che ci sono stati degli errori di progettazione, per cui siamo ancora in fase di collaudo e della commessa iniziale di 900 aerei non è stata fatta nemmeno la prima consegna, che avverrà in autunno».
I ritardi e gli errori stanno zavorrando Alenia: quest’anno dovevano essere realizzate 54 fusoliere, forse si arriverà a 30. Non solo: l’investimento di circa 50 milioni per aumentare la produzione è fermo e il gruppo dirigente di Finmeccanica è cambiato. «Temiamo – confida Bonfrate – che cambino anche i programmi. Per questo vogliamo che Alenia confermi il progetto industriale: bisogna evitare il pericolo che l’azienda scelga tra un impianto del Nord e uno del Sud, perché è sicuro che chiudono il nostro, com’è già successo a Brindisi».

L’aeroporto “fantasma”

E che dire del primo aeroporto di Puglia, datato 1906, che oggi è diventato l’ultimo? All’Arlotta atterra un Boeing 747 Lcf ogni due settimane: un enorme jumbo che carica le fusoliere che poi verranno assemblate nella casa madre, negli Usa, e tanti saluti. I cargo “normali” sono comunque una rarità e di aerei passeggeri nemmeno l’ombra. Così l’avere una tra le piste più lunghe d’Italia (3200 metri, torre di controllo e vigili del fuoco annessi) è diventato un lusso al servizio di Alenia: un’esclusiva che costa ai tecnici di Enav ed Enac giorni e giorni di noia. Con un effetto secondario: chi ha realizzato la pista, il Gruppo Intini di Noci, è oggi tra i maggiori costruttori di appartamenti in città (e fra poco anche di alberghi). A 1500-2000 euro al metro quadro, però, la casa non è più un sogno ma un incubo, nonostante i Prg a ripetizione approvati dal Comune.
Un paradosso, anche questo. E per la gente comune c’è una sola via: le sopraelevazioni. I figli costruiscono sopra le case dei genitori: non più la famiglia allargata ma a strati. In compenso l’Amministrazione ha avuto buone idee come l’housing sociale: case a prezzi abbordabili per categorie svantaggiate. E “cosa buona” è stato il costruire una piscina comunale, un po’ meno i litigi col gestore: oggi la piscina è chiusa e i grottagliesi “nuotano” altrove. E i parcheggi? In centro erano piombate le strisce blu ma sono durate poco: la sosta è tornata gratuita ed è rimasto solo il tocco di colore. La città non gradiva, il Comune si è adeguato.
Il centro senza servizi
Il “viaggio” è ancora lungo. Percorrendo la strada dell’aeroporto si può incontrare una vera e propria cattedrale nel deserto: il centro servizi che di agricolo ha solo le distese di margherite che lo circondano. Tre milioni di euro per uno scatolone di cemento adagiato nel nulla. La zona industriale poco lontano? Bella, piena di aziende: l’economia qui tira. Superato il sovrappasso della Statale 7 c’è l’area Pip 2, molto meno “frequentata”, forse perché costruita sull’argilla e un po’ troppo costosa per le aziende (circa 30 euro al metro quadro), tanto da generare un flusso in direzione della più economica Montemesola. A due passi c’è la stazione ferroviaria: automatizzata e semi-vuota. I clienti più affezionati sono alcuni rom che ne hanno fatto il loro dormitorio. Praticamente incollata c’è pure l’isola ecologica, per la quale ci si era inventata una specie di carta a punti che, oggi, pare introvabile come un Gronchi rosa e la differenziata va appena oltre il 17%.
La discarica che scotta

E’ un aspetto della più grande questione ambientale, che offre il destro alle riflessioni critiche di Antonio Lupo, avvocato in prima fila nel comitato Vigiliamo per la discarica: «Il problema della discarica per rifiuti speciali sta all’origine. Gli amministratori, nel ’94 e poi col terzo lotto approvato nel 2004, non hanno spiegato che non era destinata ai rifiuti solidi urbani, bensì ai rifiuti industriali speciali, quindi non serviva a nulla, perlomeno alla comunità». Il risultato è un affare privato con «pesanti interessi economici» assecondato da pubblici amministratori «al di fuori della normativa e dell’interesse della collettività»; a conti fatti la discarica dell’Ecolevante ha tolto «alla città un bel po’ di qualità della vita, con cattivi odori e senza controlli costanti, specialmente sui rifiuti con codice a specchio, per i quali la pericolosità va esclusa con analisi specifiche» e non ha lasciato nulla in cambio.
O meglio sta lasciando sotto terra 3,7 milioni di metri cubi di rifiuti speciali e almeno 10 milioni di royalty al Comune: «Ma che fine hanno fatto – si chiede Lupo – quei soldi? Sono state realizzate una serie di piazze che lasciano perplessi e opere insignificanti. Mi pare un enorme spreco di danaro pubblico che poteva essere usato meglio, magari come compensazione ambientale per far risparmiare i cittadini su Tarsu e Ici che, al contrario, sono aumentate: così la comunità è stata doppiamente beffata».
E allora come spiegare che alle elezioni vincono sempre gli stessi? «Per un verso c’è un controllo capillare e quasi militare del consenso – argomenta Lupo -, per un altro la mancanza di una politica alternativa capace di raccogliere il gradimento dei cittadini. Questo si impernia su convinzioni radicate: i cittadini scambiano ciò che è un loro diritto per un favore, cioè clientelismo: e qui ce n’è abbastanza». Con un dubbio: «Con tutto questo denaro in giro è lecito pensare che l’Amministrazione ne venga condizionata: è inevitabile. Il problema discarica è innanzitutto etico: non si può scambiare un parere favorevole col pagamento di royalty non previsto dalla legge». E una constatazione che va oltre la stessa discarica: «Il tessuto sociale di Grottaglie è lacerato: tutti questi candidati sindaco sono l’indice della mancanza di rappresentanza di chi oggi governa. Il Palazzo sta arroccato, non dialoga con la comunità e nemmeno l’ascolta: peggio, c’è una contrapposizione frontale tra cittadini e amministratori».
La politica e le spaccature
E’ “la fine dell’armonia”: di qui nasce la polverizzazione del quadro politico. Centrosinistra diviso, nella versione di governo (Alabrese) e di lotta (Lacorte); centrodestra in pezzi, con Santoro, Gianfreda e Delli Ponti espressione dell’esplosione del personalismo nel Pdl, cui si aggiunge la diaspora di Fli che candida De Filippis; e sono separate anche le stesse liste civiche basate sul modello anglosassone del “one issue party” (un obiettivo forte: il no alla discarica, in questo caso), più “intellettuale” quella di Ragusa, più barricadiera quella di D’Alò. Ma i movimenti, per Lupo, sono comunque la «risposta all’inadeguatezza della politica, che può scompaginare il quadro locale». Un altolà, spiega l’avvocato, «a chi governa da 18 anni sfruttando una rendita di posizione» e a chi, da destra, «vorrebbe prenderne il posto con una proposta debole». Il che vuol dire che in un eventuale ballottaggio «i movimenti non si schiereranno, perché significherebbe perdere il patrimonio di credibilità acquisito».
Tutti contro tutti, per forza di cose: Grottaglie oggi è anche questo, uno scontro all’Ok Corral.

mercoledì 27 aprile 2011

Chi consuma lavora e non sporca il 1° Maggio

da Corriere.it

MITI A SINISTRA


Per la discendenza marxista il cittadino-produttore viene sempre prima del cittadino-consumatore

di ANTONIO POLITO

Il «vade retro shopping» pronunciato da Susanna Camusso contro i negozi aperti il Primo Maggio non è solo il segno che la Cgil è diventata un po' più bigotta da quando se n'è andato Epifani. È anche la rivelazione di uno dei problemi culturali più seri della sinistra, non solo italiana. Per la discendenza marxista, infatti, il cittadino-produttore viene sempre prima del cittadino-consumatore. Si potrebbe anzi dire che l'essere sociale è pienamente e degnamente tale solo quando produce, cioè lavora; mentre è gretta espressione individualista e borghese quando si gode i frutti del suo lavoro, cioè consuma. Di conseguenza, è immorale e perfino sacrilego sporcare la Festa del lavoro con lo shopping: «I valori non si monetizzano», ha solennemente dichiarato sul Corriere la leader del sindacato rosso.

Il problema è che oggi, nelle società post industriali, è proprio il cittadino-consumatore il vero dominus dell'economia, del costume, delle mode e anche della politica. È lui che, comprando e investendo nei momenti di fiducia e ottimismo, genera la crescita. È lui che, facendolo troppo e a debito, può far esplodere crisi come quella finanziaria americana. È lui a decidere che, d'improvviso, le infradito diventino la scarpa più cool d'estate o che d'inverno sia di rigore il total black. Ed è anche lui che, scegliendo l'offerta politica più seducente, assegna la vittoria alle elezioni. Se il consumatore non compra auto Fiat, addio ai lavoratori Fiat. Se ha salari troppo bassi per consumare molto, fa poco Pil. Se vota a destra, povera sinistra. E così via.

Il fatto che la stragrande maggioranza dei consumatori siano anche lavoratori dovrebbe spingere la sinistra a non guardare con fastidio le folle che riempiono gli outlet delle nostre città al sabato, alla domenica e potendo anche il Primo Maggio. Ma un antico pregiudizio sessantottino è rimasto impresso nelle carni di dirigenti dell'età della Camusso: il consumismo è lo sterco del demonio capitalistico. E pur avendo ormai accettato tutto, ma proprio tutto, del capitalismo, questo suo rito dispendiosamente gioioso è ancora visto come un peccato di orgoglio, dal quale almeno nei giorni della festa bisognerebbe astenersi. Ergo: piloti, ferrovieri, autisti, metallurgici, poliziotti, militari, pizzaioli, baristi, tabaccai possono lavorare anche il Primo Maggio; le commesse no.

E invece è proprio indagando sul consumatore e le sue idiosincrasie che la sinistra potrebbe comprendere qualcosa della propria crisi e dei successi del suo antagonista. Perché se si considera Berlusconi come un fenomeno politico (e non lo si esorcizza pretendendo che sia solo un fenomeno mediatico o affaristico), è difficile non vedere che il suo messaggio è totalmente orientato al cittadino-consumatore. Non solo per il marketing, cioè per il modo di vendere il prodotto, di cui Berlusconi è per mestiere maestro; ma anche per il prodotto in sé che offre, e che consiste in una promessa di prosperità, di potere di acquisto, e dunque di libertà. Sì, libertà. Perché la libertà di scelta del consumatore, la consumer choice, è oggi una delle aspirazioni più radicate nelle masse popolari e uno dei feticci più intoccabili delle società democratiche. Per gran parte dei suoi elettori più affezionati e anziani, Berlusconi resta l'uomo che regalò loro la tv-supermarket, dove si poteva scegliere a qualsiasi ora e su qualsiasi canale il programma preferito, per giunta gratis. Fu il fallimento del referendum indetto dalla sinistra contro il consumismo televisivo che segnò davvero la nascita del berlusconismo.

Dunque tra lavoro e libertà, i due termini che si stanno contendendo di recente l'iscrizione nell'articolo uno della Costituzione, c'è il consumo. E - ha ragione Matteo Renzi - la polemica della Cgil contro i negozi aperti il Primo Maggio fa compiere una regressione di anni alla sinistra italiana, che con Bersani al governo era arrivata finalmente a schierarsi, attraverso le liberalizzazioni, dalla parte del consumatore (invece che con il lavoratore tassista o farmacista). D'altra parte in Italia questa è epoca di regressioni, e non solo a sinistra. In ogni caso, nel mio quartiere di Roma i negozi resteranno aperti il Primo Maggio. Sono quasi tutti gestiti da cinesi che vendono souvenir romani made in China e che della Camusso non hanno neanche sentito parlare.

sabato 23 aprile 2011

Peppone e Don Camillo Parte 2

dal surreale volgiamo all'iperreale, dimensione ai più sconosciuta.
Continua infatti ( e siamo solo alla seconda puntata) il dibattito intestino alla coalizione di centrosinistra Grottagliese.
Mentre si governa a braccetto non senza difficoltà ed incidenti alla Regione Puglia ed alla Provincia di Taranto le due anime della colazione di centro sinistra a Grottaglie non riescono proprio ad andare d'accordo.
Nel frattempo l'uomo della strada si domanda e dice: ma dov'è la proposta politica per Grottaglie? Dove sono le proposte per i cittadini? Dov'è il bene comune?
Si può ridurre il tutto ad una lotta intestina fra blocchi contrapposti di potere?
Al popolo la sentenza

Dopo l’ennesimo atto d’incontinenza mediatica ad opera dal segretario del Partito Democratico di Grottaglie, mi preme rispondere con sobrietà ma con decisione alla gratuità delle accuse mosse.
In primo luogo, il segretario del PD insiste su un presunto clima ossessivo creato dal candidato sindaco della nostra coalizione nei confronti suoi e del suo partito. Non vorrei però, che ad essere ossessionato si rivelasse essere proprio lui, vista la foga espressa nel comunicato di cui sopra. Non si comprende, infatti, a quale comizio il segretario si riferisca, e se, qualora presente, egli abbia ascoltato attentamente i concetti espressi dai candidati saliti sul palco. Capisco altresì che l’imborghesimento dell’attuale Partito Democratico abbia ridisegnato i contorni di quegli stomaci che un tempo erano abituati ad affrontare ben altri e più virulenti agoni, e che quindi sentir parlare su un palco di un rapido e pronto riscatto a tutti i costi delle dignità di ognuno possa creare inaspettati imbarazzi. Comprendo inoltre l ’attuale difficoltà in cui versa un partito che, alla guida della nostra città da diciotto anni, si ritrova a dover gestire un calo consistente del gradimento presso il proprio elettorato. Quindi, quando si parla di ossessione, sarebbe meglio farsi prima un ‘Serio’ esame di coscienza. Ma, poiché siamo a Pasqua, ritengo si possa perdonare intanto questa “sbandata” del segretario locale del PD giustificata, si fa per dire, dalla candidatura elettorale che gli impone di recitare da un copione scritto (magari da altri).
Continuando a leggere, poi, il comunicato, noto che non si parla solo di ossessione, ma anche di solitari deliri partoriti da quella mente “eversiva” di Enzo Lacorte. Quest’ultimo sarebbe stato reo di proposte allucinanti e poco praticabili. Si legge altresì che il Partito Democratico grottagliese ha sempre posto “al centro del dibattito lo sviluppo del territorio (sic!), l’occupazione (!!!), e le politiche sociali e giovanili (!!!)” ….io aggiungerei la tutela dell’ambiente , del verde pubblico e magari anche l’accoglienza degli immigrati. Insomma, Grottaglie, in questi anni si è trasformata in un paradiso terrestre senza che ce ne accorgessimo. A parte la solita aria fritta nascosta dietro frasi “monster” figlie del più becero politichese, eccolo il vero delirio: quello di una presunta onnipotenza arrogante e boriosa, ostentata dal segretario PD in una sorta di meritocrazia,espressa però al contrario.
Vorrei, poi, sapere quali sarebbero stati gli eventuali “attacchi tendenziosi” lanciati da Enzo Lacorte.
Se denunciare tutta una serie di disagi patiti da una cittadinanza ormai stanca della politica (di cui espressione massima è stato proprio il Partito Democratico) viene inteso alla stregua di un atto tendenzioso, allora mi domando su cosa dovrebbe basarsi il confronto sociale e politico.
Il segretario del PD colto evidentemente in un momento di scarsa lucidità, per effetti dei primi colpi di sole, chiude infine il suo comunicato con la querelle sull’ospedale San Marco difendendosi dalle accuse di strumentalizzazioni in occasione della manifestazione del 9 Aprile u.s. Mi risulta che siano stati gli stessi medici dell’associazione ‘Medici per S.Ciro’ a denunciare un’azione di raggiro delle loro buone intenzioni. Mi riferisco al comunicato della stessa associazione nel quale si possono rintracciare passaggi in cui si rivolgono apertamente accuse di: sospetta interruzione della manifestazione; impossibilità di esporre le loro proposte ai manifestanti; mancanza di onestà verso i cittadini; politica che prende il sopravvento; passerelle elettorali, ecc.... Un conturbante esempio di stravolgimento dei fatti, esercitato sempre dal segretario del Pd locale, in cui finisce col credere alle sue stesse bugie spacciandole per realtà.
Il segretario del PD nel comunicato afferma “la politica è una cosa seria”. Ecco, allora, lasci stare gli attacchi deliberati che non fanno altro che avvelenare un clima già teso.

mercoledì 20 aprile 2011

CS RINASCITA CIVICA E CITTATTIVA






Avendo pubblicamente e per primi auspicato che l’Amministrazione comunale impugnasse dinanzi al TAR il piano di riordino ospedaliero e gli atti applicativi che hanno così fortemente ridimensionato l’ospedale San Marco, non possiamo che essere soddisfatti per la decisione del Comune di Grottaglie di dare mandato a un legale e proporre il ricorso al TAR.
Siamo anche convinti che il ricorso, se proposto, come anche da noi sottolineato e auspicato, sulla falsariga di quelli già inoltrati con successo dai Comuni di Nardò e Gagliano del Capo, non potrà che avere anch’esso un esito positivo.
Sulla questione ospedale, pertanto, smettiamola di fare passerelle elettorali con azioni inutili come ad esempio l’incomprensibile coinvolgimento di associazioni come l’ANCI o la convocazione della conferenza dei Sindaci, e miriamo a dare le risposte amministrative davvero appropriate alle esigenze dei cittadini., ivi comprese quelle azioni amministrative che danno impulso ad iniziative giudiziarie come il ricorso al TAR da noi indicato. Allo stato, infatti, quella del ricorso al TAR rimane l’unica concretissima azione che può e deve fare un’amministrazione comunale che sia davvero responsabile e competente, e che voglia davvero rappresentare una collettività così pesantemente colpita dal drastico ridimensionamento del nostro ospedale; ridimensionamento voluto e attuato, come è bene che nessuno mai dimentichi, da un governo regionale che è espressione innanzitutto dei seguenti partiti politici: SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) e PD (Partito Democratico).

martedì 19 aprile 2011

Peppone e Don Camillo?

Nuovo episodio della surreale battaglia intestina al Centrosinistra Grottagliese.



Il Segretario Massimo Serio: "Lacorte sembra ossessionato dal PD"
Il Partito Democratico di Grottaglie risponde alle ormai consuete polemiche innescate in maniera gratuita e immotivata nel comizio di domenica scorsa da Enzo Lacorte, con una nota a firma del segretario cittadino, Massimo Serio.
“Da mesi – rimarca Serio – assistiamo ad una inspiegabile ossessione da parte di Enzo Lacorte, che sembra riconoscere nel Pd l’unico avversario politico delle tornate elettorali. Le sue preoccupazioni non si incentrano né su problemi reali – anche perché emerge che non li conosce - né tanto meno su considerazioni politiche. I cittadini hanno ben chiaro che le sue dichiarazioni, sempre più vicine a solitari deliri, assumono giorno dopo giorno i tratti di una paradossale competizione interna al centrosinistra. Il Partito Democratico vuole con responsabilità tirarsi fuori da questa logica strumentale e inutilmente provocatoria, mettendo al centro del dibattito lo sviluppo del territorio, l’occupazione, le politiche sociali e giovanili.
Quando Lacorte parla di presunti interessi particolari dei nostri amministratori, vorrei informarlo che dal 1993 al 2011 le attuali forze politiche - con uomini e progetti differenti – hanno raccolto il consenso dei grottagliesi per amministrare la nostra città e che le loro scelte vanno in primo luogo rispettate e non umiliate con i toni del profeta che, tornato in patria, ritiene di poter risolvere in un sol giorno tutte le problematiche che affliggono il Mezzogiorno d’Italia.
Ma in un contesto seppur così problematico e storicamente sfavorevole, mi preme informare Lacorte che nel frattempo era lontano dalla nostra città e quindi non può saperlo, che a differenza di comuni limitrofi, dal 1993 ad oggi gli amministratori da lui tanto vituperati non sono mai stati toccati nemmeno dal lontano sospetto di illeciti o scorrettezze personali di qualunque sorta.
Risulta quindi difficile comprendere le motivazioni di tanta acredine, tanto più che il Partito Democratico ha chiaro il concetto che la politica è una cosa seria, fatta di proposte, competenza ed esperienza e che l’avversario politico in campo, esso va ricercato nelle macerie del centrodestra cittadino.
Un ultimo aspetto che mi sta a cuore è quello che riguarda l’Ospedale San Marco, che malgrado ciò che sostiene Sel, subisce per volontà di Vendola e di Fiore un pesante ridimensionamento.
Se è stato salvato il “codice” di ospedale è solo grazie alle battaglie dell’amministrazione comunale e del Partito Democratico di Grottaglie, che l’estate scorsa sono stati gli unici a scendere in campo mentre si razionalizzava la rete ospedaliera della sanità pugliese per il rientro finanziario del deficit della sanità per effetto di non aver rispettato, da parte della Regione, il patto di stabilità negli anni precedenti. Anziché dividerci, ora sarebbe plausibile concentrare tutti i nostri sforzi per prevenire l’eventualità di nuovi e pesanti tagli a Taranto – così come già preannunciato dall’assessore Fiore – che potrebbero esserci con la nuova verifica dei conti di giugno dei Ministeri del Tesoro e della Sanità.
Rispetto alla straordinaria manifestazione popolare a difesa del San Marco di sabato 19 scorso, continuare ad affermare che fosse strumentalizzata e teleguidata, significa far torto ancora una volta agli organizzatori e a tutti quei cittadini che sono liberamente scesi in piazza per difendere il nostro diritto alla salute.
Quanto al fatto che qualcuno possa sentirsi già vincitore - conclude il segretario del Pd - è evidente che si tratta di strumentali ricostruzioni. Saranno i cittadini, il 15 e 16 maggio, a scegliere il prossimo sindaco della nostra città. Noi siamo solo consapevoli di una cosa, che i grottagliesi sapranno con intelligenza valutare la "adeguatezza" delle candidature in campo e per questo siamo certi che, così come in passato, sapranno esprimere la scelta migliore per il prossimo mandato amministrativo."