mercoledì 22 dicembre 2010

Altamarea denuncia l'insopportabile pressione sul territorio tarantino

ALTAMAREA contro l'inquinamento

"Coordinamento di Cittadini ed Associazioni di Taranto"

per l’occasione domiciliato presso:

AIL – Sezione di Taranto

Via De Cesare n.3, 74123 Taranto

Tel. 099 4533289 – Fax 099 4528821

e-mail: ail.taranto@ail.it

Lettera aperta a

Berlusconi, Maroni, Prestigiacomo, Alessandri, D’Alì, Vendola, Assennato, Comandante NOE, Florido e ai sindaci di Taranto e provincia

INSOPPORTABILE PRESSIONE SUL TERRITORIO TARANTINO

Da un mese circa nella provincia di Taranto si è in presenza di un ulteriore dramma, quello dei rifiuti, che si aggiunge alle ataviche disgrazie irrisolte: inquinamento, aumento di morti e malati di tumore, crisi economica, disoccupati e cassa integrazione ben superiori alle medie nazionali.

L’atmosfera che si respira in questi giorni non è quella gioiosa del Natale, ci si rifugia nella speranza di un futuro migliore, resiste ancora la volontà di non arrendersi e di creare, invece, le condizioni per un cambiamento. Questo è il senso del comunicato sulla vicenda dei rifiuti, preparato dall’associazione “Vigiliamo per la discarica”, che fa parte di “AltaMarea contro l’inquinamento – Coordinamento di cittadini ed associazioni di Taranto”.

E’ un documento lucido, consapevole e propositivo su una questione estremamente complessa e universale qual'è quella dei rifiuti, che punta alla cosa più semplice da formulare ma difficilissima da realizzare: pressare le Istituzioni responsabili e vigilare perchè le leggi siano correttamente interpretate e fatte rispettare.

AltaMarea fa proprio quel documento e lo sottopone, di seguito, all’attenzione del Presidente del Consiglio, dei Ministri dell’interno e dell’ambiente, dei Presidenti delle Commissioni dell’ambiente di Camera e Senato, del Presidente della Regione Puglia, del Direttore Generale di ARPA Puglia, del Comandante del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, del Presidente e dei Sindaci della Provincia di Taranto.

AltaMarea, già protagonista della “Marcia dei ventimila” di novembre 2008 e 2009 per l’abbattimento degli inquinanti, ritiene che sia il momento di promuovere una nuova mobilitazione di massa che, memore anche delle ingiustizie e sopraffazioni della attuale “questione emergenza campana”, ottenga, nell’assise più alta possibile, l’approvazione di una norma speciale che, viste le precedenti omissioni e negligenze soprattutto delle Istituzioni, renda effettiva la tutela della provincia di Taranto, già definita “Area a rischio di crisi ambientale, inserita nel SIN – Sito di Interesse Nazionale”.

Nella provincia di Taranto, per legge, va bloccato ogni possibile progetto di ampliamento di discariche e di impianti vari di smaltimento rifiuti e ogni insediamento industriale che comporti il benché minimo aumento di inquinamento; senza ulteriori indugi vanno negate le Autorizzazioni Integrate Ambientali e bloccate, di conseguenza, le attività produttive di stabilimenti i cui Gestori continuano a dimostrarsi refrattari ad ogni richiesta di riduzione dell’inquinamento; vanno reperite, infine, presso gli inquinatori presenti e passati le risorse necessarie per bonificare e recuperare le aree inquinate.

Siamo certi che le cittadinanze presenteranno i conti agli interessati.

I coordinatori del Consiglio di AltaMarea

Taranto 21 dicembre 2010

martedì 21 dicembre 2010

Perché quello dei rifiuti è e resta un problema politico

Vigiliamo per la discarica

Comunicato stampa del 17 dicembre 2010

Perché quello dei rifiuti è e resta un problema politico

Bene hanno fatto e stanno facendo alcuni Sindaci, invece di continuare a ripetere un ostinato e sterile “no”, a insistere sulla necessità che i rifiuti provenienti dalla Campania siano opportunamente controllati.

Bene ha fatto la Provincia e disporre i controlli della sua polizia, insieme a quelli di Arpa e Noe.

Positiva l’istituzione del tavolo tecnico Puglia-Campania che, superando la discutibile giustificazione “umanitaria”, ha fissato il protocollo che regolamenta qualità, tempi, quantità e tipologia dei rifiuti destinati allo smaltimento in Puglia, e ha previsto precise norme che i mezzi di trasporto devono rispettare.

Questo non era mai successo per le precedenti emergenze, non solo della Campania, alle quali ha fatto fronte la provincia jonica. Eppure il protocollo fissato dal tavolo tecnico non impone condizioni straordinarie, semplicemente obbliga al rispetto delle norme che dovrebbero regolare sempre il trasporto e lo stoccaggio dei rifiuti speciali nelle apposite discariche.

Comuni, Provincia e Regione hanno dato precise direttive, che sono state puntualmente eseguite. E i controlli sono stati effettuati. Tuttavia un giorno solo è durato l’arrivo dei rifiuti campani. Su sette camion diretti alla discarica Italcave, sei sono stati rimandati indietro perché non conformi al protocollo fissato.

Ma nella stessa discarica Italcave, come nella discarica Vergine e nella discarica Ecolevante, il flusso di rifiuti speciali provenienti da ogni dove non si è fermato. E’ continuato e continua senza soste. Dal 1999. E registra, secondo i Mud (modelli unico di dichiarazione ambientale), ingresso e stoccaggio prevalentemente di rifiuti caratterizzati dagli stessi codici Cer 191212, 190501, 190503, che caratterizzano i rifiuti provenienti dalla Campania.

Quali controlli sono stati effettuati e con quale esito, solo per fare un esempio, sulle 84.912,280 (ottantaquattromilanovecentododici,280) tonnellate di rifiuti caratterizzati con il codice 191212 stoccate nel solo anno 2009 nella discarica Ecolevante? Questa quantità corrisponde a più del doppio dei rifiuti della Campania che il protocollo prevede debbano essere stoccati nelle tre discariche del tarantino.

Quanti camion abbiamo visto passare approssimativamente coperti, o scoperti del tutto. E attraversare talvolta anche le nostre periferie o i nostri centri abitati? Quanti camion abbiamo visto che perdevano liquido scuro e maleodorante?

Come cittadini abbiamo la responsabilità e il dovere morale di chiedere e di ottenere che i nostri amministratori e tutti i politici, facciano eseguire su tutti i rifiuti speciali che arrivano nelle discariche del tarantino gli stessi controlli che sono stati eseguiti il 14 dicembre u.s. sui camion della Campania diretti alla discarica Italcave.

Perché quello dei rifiuti è e resta un problema politico! A livello nazionale, regionale, provinciale e comunale.

Non si può continuare a disattendere il principio di prossimità e appropriatezza, sancito dall’Unione Europea, che stabilisce che i rifiuti speciali siano stoccati nelle discariche più vicine ai luoghi in cui questi rifiuti vengono prodotti!

Non può l’Italia continuare ad essere sanzionata dalla Corte di Giustizia Europea e a pagare forti somme perché in merito ai rifiuti continua a disattendere direttive che ogni altro paese europeo applica da anni! Non si può continuare a considerare il rifiuto speciale, cioè industriale, una merce e consentire che senza regole camion carichi di rifiuti di questo tipo vadano su e giù per l’Italia come se si trattasse di scarpe, vino o di altra merce qualunque!

A livello di Comune, Provincia e Regione, non si può e non si deve continuare a far passare progetti, a dare parere favorevoli e autorizzare cave, discariche e ampliamenti dalle enormi se non mostruose dimensioni, ignorando vincoli anche pesanti quali quelli paesaggistici e idrogeologici, o addirittura modificando il PUTT. Non si può continuare a concedere deroghe sulle categorie di rifiuti speciali da stoccare nelle relative discariche, come è successo per le deroghe concesse quest’anno alle discariche Ecolevante, Italcave e Vergine.

Non può continuare lo scempio della provincia di Taranto, già ad elevato rischio ambientale, che vede moltiplicarsi i milioni di cubatura di discariche per rifiuti industriali, di cui non ha bisogno perché l’Ilva ha le proprie discariche, mentre è agli ultimi posti per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani che, data la mostruosa cubatura disponibile, vanno a finire in discarica secondo la logica perversa del “tanto peggio tanto meglio”, mentre viene ignorata del tutto la pratica del recupero, riuso e riciclo.

E’ a livello politico e amministrativo che deve essere risolto il problema dei rifiuti, se non vogliamo che la Puglia, e la provincia di Taranto in particolare, diventino la pattumiera d’Italia. Se non vogliamo che l’Italia diventi la pattumiera del mondo! La risoluzione del problema è, e continuerà ad essere, politica!

*** *** ***

Riferimenti

3687492108

vigiliamoperladiscarica@email.it www.vigiliamoperladiscarica.it

mercoledì 15 dicembre 2010

Fondati sospetti

Rifiuti non conformi agli accordi, i primi 7 camion tornano indietro. L’Arpa Puglia smentisce quella campana

Camion non ermetici, mancanza del SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti urbani campani) e soprattutto presunta non corrispondenza della qualità della spazzatura giunta a Statte per essere sversata nella discarica Italcave.
Per questi motivi l’immondizia proveniente da Napoli non ha superato il controllo dell’Arpa Puglia (Agenzia di protezione ambientale). Un camion era entrato nella cava poco distante dal comune di Statte, ma dopo qualche minuto è tornato indietro e ha ripreso la strada della Campania assieme agli altri sei. Quindi l’Arpa Puglia ha bocciato l’Arpa Campania. Il primo blocco di rifiuti provenienti dall’emergenza napoletana e per “solidarietà nazionale” destinati ad essere sversati a Taranto, sono stati respinti. Non dai cittadini in mobilitazione da giorni, ma dai tecnici. Anche ieri, il primo carico delle 45 mila tonnellate di immondizia, si era fatto attendere invano. I motivi erano legati proprio alle procedure di controllo alla “fonte” da parte dei tecnici dell’Arpa Campania. Controlli dettati dal protocollo d’intesa tra Regione Puglia, Campania e Governo. E’ evidente che il carico dei sette camion non corrispondeva a tale protocollo e che l’Arpa Campania ha “errato” i suoi rilievi. Tutto ciò conferma i timori dei tarantini che hanno manifestato il loro dissenso per questo ennesimo scempio del territorio. Taranto primeggia nel Mondo per malattie oncolgiche dovute allo sfruttamento industriale del territorio. Il rischio è che dalla Campania giungano rifiuti “rifiutati” altrove, come in Germania.
Vincenzo Conte, consigliere comunale dei Verdi di Statte, parla della presenza, nei cassoni dei camion giunti a Taranto, di rifiuti solidi urbani non trattati, maleodoranti e scolanti del tossico e velenoso percolato. Quindi non i previsti rifiuti speciali non pericolosi per cui è autorizzata la discarica Italcave. E’ da ricordare che la solidarietà Tarantina nei confronti delle popolazioni del napoletano, non riguarda le 1000 tonnellate presenti sulle strade del capoluogo campano ma la spazzatura accumulata da anni e frutto delle diverse emergenze mai risolte dal Governo Italiano. Rifiuti accantonati ma mai smaltiti. Altrimenti non si spiegherebbe la sporporzione 1 a 45, tra le mille tonnellate da raccogliere per le strade di Napoli e le 45 mila destinate ai terreni di Taranto e provincia. Quarantacinque volte tanto, frutto della stratificazione della “Gomorra” descritta dallo scrittore Roberto Saviano.
Adesso è difficile prevedere quando e come potrà essere risolta la situazione creatasi. Sempre Conte, propone al sindaco di Statte, Angelo Miccoli, di creare una commissione paritetica con tecnici e cittadini che controlli e vigili sull’arrivo dell’immondizia dell’emergenza campana.
Quando dovrà farlo, a questo punto è un’incognita, come quando e se arriveranno le tonnellate di spazzatura.
La storia potrebbe ripetersi per le altre due discariche tarantine.

Rifiuti, bloccato sversamento Tir giunti da Campania
I mezzi erano privi di coperture rigide, previste per ambiente
14 dicembre, 19:38
(ANSA) - TARANTO, 14 DIC - Non sono stati autorizzati allo sversamento in discarica i camion di rifiuti provenienti dagli impianti Stir della Regione Campania che oggi avrebbero dovuto cominciare i conferimenti nella discarica Italcave di Taranto. I camion infatti, secondo l'assessorato regionale pugliese all'Ambiente, non sono stati ritenuti conformi al protocollo d'intesa siglato la scorsa settimana, perche' privi di coperture rigide, previste per garantire la migliore protezione dell'ambiente. (ANSA).

domenica 12 dicembre 2010

Cominciamo bene...

Lettera aperta di Annalisa Annicchiarico: ex dipendente piscina comunale di Grottaglie

Giovedi 09/12/10 alle 18.00 ho assistito per la prima volta ad un consiglio comunale il quale avrebbe dovuto affrontare la problematica della piscina comunale. Dico avrebbe perché in pratica non si è giunti a nessuna soluzione. Oggi elaborando la questione sono molto perplessa, e permettetemelo, soprattuttoDISGUSTATA di quanto ieri sera sono stata costretta a vedere e ad ascoltare. Spero di poter insegnare a mia figlia, che oggi ha solo 3 anni, dei principi e dei valori che non hanno niente a che fare con quelli che sono emersi ieri e ,soprattutto, una moralità ed un rispetto per gli altri che dovrà sempre essere presente con chiunque e ovunque. In un consiglio comunale che dovrebbe affrontare temi seri che riguardano la cittadinanza è completamente assente il PRIMO CITTADINO, inoltre, mentre nel pubblico in sala c'è preoccupazione, angoscia per il futuro, e per alcuni occhi pieni di lacrime, gli amministratori cosa fanno? Durante il dibattimento escono e rientrano quando vogliono; alcuni se la ridono ed altri parlano al cellulare; si offendono e si accusano a vicenda facendosi anche campagna elettorale. Tutto questo senza aver nessun rispetto per chi è la ed attende risposte risolutive. Oggi però, più di ieri, di una cosa sono convinta che mentre gli operatori della piscina comunale verranno ricordati sempre come persone umane, competenti e che hanno sempre svolto il loro lavoro nel migliore dei modi, per gli amministratori e per il sindaco non sarà così. Queste persone(nessuna esclusa) anche quando non avranno più carica politica, continueranno ad essere i diretti responsabili della chiusura dell'impianto, e ricordati per le loro malefatte. Sicuramente anche loro avranno dei figli ma non so come spiegheranno le loro azioni, come cercheranno di giustificarsi e,se la sera prima di addormentarsi riflettano su quello che si sarebbe potuto fare per evitare tutto questo. Io oggi posso dire che sono un ex dipendente della ditta DELL'ERBA ANTONIO, quindi da settembre disoccupata ma, a differenza vostra, sono una persona onesta che crede in quello che fa e nei suoi ideali politici senza nessun compromesso ed io a mia figlia racconterò questo.

sabato 11 dicembre 2010

La voce della verità

di Francesca Cavallo

Ho appena letto la lettera che hai postato sul tuo blog, e mi sono un po’ innervosita. Caro Nichi, da un po’ di tempo a questa parte ho l’impressione che la retorica abbia preso il sopravvento sulla concretezza delle risposte e sulla conoscenza dei problemi della nostra terra. Quella terra che con tanta passione ti ha sostenuto, contro ogni previsione, in tutti questi anni. Questo non è giusto. Non ce lo meritiamo.

Le uniche risposte che dai in questa lettera sono retoriche. In cima a tutte c’è questa:

Avrei potuto far prevalere la logica del cinismo e innalzare le barricate contro i rifiuti campani solo per averne un vantaggio sui miei avversari politici. Ma, di fronte alle notizie di bambini ricoverati per problemi sanitari connessi alla presenza dei rifiuti per strada a Napoli, non c’è alcuna logica possibile se non quella di correre in soccorso dei nostri connazionali per garantire loro ogni utile supporto.

Questa mi ha fatto davvero arrabbiare. Nichi, non hai detto una parola fino a questo momento, sugli interi paesi che vivono senza poter respirare, ti ripeto SENZA POTER RESPIRARE a causa dei miasmi provenienti dalle discariche per rifiuti speciali. E ora tenti con tanta leggerezza di fare questo giochino? Liquidi in 4 righe il disagio di una popolazione che non merita di essere considerata cinica e menefreghista solo perché sta cercando di difendere con i denti il diritto a non dover abbandonare la propria terra. Questo è scorretto, Nichi.

È più che comprensibile che la gente sia preoccupata di vedere ulteriormente aggravata la situazione. I rifiuti che arrivano qui ogni giorno arrivano comunque da tutta Italia. Noi siamo consapevoli di essere comunque trattati come la cloaca di questo Paese. Credo anche che tu lo sappia molto bene. Il motivo per cui abbiamo iniziato a combattere (e non solo per non ricevere rifiuti da altre città, ma anche per promuovere una cultura responsabile che eviti le emergenze) è perché non se ne può più. È perché non respiriamo, ci ammaliamo, muoriamo e nessuno, neanche tu, sembra importarsene un granchè. Allora, che la tua unica dichiarazione in merito alla situazione delle discariche per rifiuti speciali in Provincia di Taranto arrivi solo nel momento in cui devi difendere la tua scelta di fare il cavaliere e accettare i rifiuti di Napoli, è offensivo per noi.

Siamo noi che chiediamo a te responsabilità, Nichi. Su tutta questa storia, finora, ne abbiamo vista davvero poca.

L'Ilva di Taranto a Report!!

da www.comitatopertaranto.blogspot.com


Domenica sera 12 dicembre prossimo, si parlerà dell'Ilva di Taranto su Report, in onda su Raitre dalle ore 21.30!
Non perdetevelo!!!

COMUNICATO STAMPA di PeaceLink
Formaggio alla diossina, fumi al benzo(a)pirene, terra e acqua contaminate dai veleni industriali.


Domenica prossima la telecamera di Report - nota trasmissione televisiva di Raitre - metterà a fuoco le distorsioni dell'economia, concludendo l'inchiesta su Taranto, città scelta - non a caso - come simbolo di uno sviluppo perverso.
Milena Gabanelli e Michele Buono concludono il ciclo del 2010 con questa ultima inchiesta "bollente" che potremo vedere domenica 12 dicembre alle 21.30 su Raitre.
Si parlerà del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indicatore paradossale, che cresce - anziché diminuire - quando ad esempio la gente si ammala di cancro e muore di inquinamento. Report ha scelto di parlare di Taranto perché in questa città gli individui sono stati immolati sull'altare di un'economia perversa.
PeaceLink - assieme al Fondo Antidiossina Taranto - ha collaborato a questa puntata mostrando il tristemente famoso "formaggio alla diossina", simbolo di una città industriale che ha convissuto per decenni con un terribile cancerogeno senza mai esserne stata informata. E tutto ciò perché? Per non disturbare l'economia e i profitti.
La puntata farà sicuramente discutere. I veleni di Taranto ci costringeranno a guardare verso un altro modello di futuro "sostenibile" che tuteli le persone, i loro diritti e la loro dignità.
La recente classifica del Sole 24 ore (dedicata alla qualità della vita nelle province italiane) ha riservato a Taranto il centesimo posto, in coda alla graduatoria (http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2010/home.shtml). E' quindi lo stesso giornale di Confindustria che decreta il fallimento del "modello Taranto", basato su un'industria inquinante che - unico caso in Italia - è responsabile per il 93% delle emissioni di polveri nocive locali. Che senso ha proseguire verso un tipo di sviluppo fallimentare che ci fa scendere sempre più in basso?
E' la conferma dell'ipotesi di Report: questo sviluppo ha fatto crescere il PIL e precipitare la qualità della vita. Sapremo prendere coscienza di un'industrializzazione selvaggia che ha massimizzato i profitti scaricando sull'intera società i suoi costi sanitari, ambientali e umani? Sapremo invertire la rotta e andare verso una nuova economia sostenibile?
E' quello che auspichiamo e che la politica deve cominciare a discutere.
Alessandro Marescotti

PER LA NOSTRA TERRA


Comunicato stampa PER LA NOSTRA TERRA

Contro i veleni delle discariche!

Insieme per salvare il territorio!

Il 12 dicembre alle ore 16, in piazza IV novembre a Lizzano, ci sarà il primo grande raduno cittadino per la tutela della nostra terra ormai inquinata dallo sfruttamento che subisce da oltre 30 anni a causa della presenza di discariche e inceneritori. La manifestazione è organizzata da 16 associazioni joniche a cui si stanno aggiungendo in questi giorni altri comitati ambientalisti della provincia di Taranto. Il raduno sarà preceduto da un’assemblea regionale che si terrà alle 15 nel Tensostatico in piazza Unicef a Lizzano, a cui parteciperanno tutti i gruppi.

Il corteo percorrerà le seguenti strade: piazza IV novembre, corso Vittorio Emanuele, via Garibaldi, via Mascagni, via XXIV maggio, viale Gramsci, via Piave, piazzale convento San Pasquale. Durante e al termine del corteo sono previsti interventi delle associazioni e dei cittadini.

Siamo contro…
  • l’attuale gestione italiana dei rifiuti che prevede, per la chiusura del suo ciclo, l’utilizzo delle discariche e degli inceneritori.
  • tutti i rifiuti, non solo quelli campani,
  • l’attuale politica di continue emergenze per cuipagano sempre e solo i cittadini,
  • l’attuale governo Berlusconi che chiese le dimissioni del governo Prodi nel 2008 per l’incapacità a risolvere l’emergenza campana. Oggi, per analogia e coerenza, dovrebbe dimettersi così come tutti i parlamentari pugliesi che non propongono azioni concrete per la tutela dei territori e della popolazioni che soffrono la vicinanza delle discariche,
  • i governi locali, che dimostrandosi solidali ad una politica nazionale errata, ne stanno diventando complici,
  • tutti i governi, le istituzioni e gli enti pubblici che non adottano misure di massima tutela della salute.

Perché a Lizzano?
  • Perché a meno di 2 km da Lizzano, Fragagnano, Monteparano, Roccaforzata, Faggiano, opera una delle più grandi discariche di rifiuti speciali di tutta Europa,
  • Perché nella Provincia di Taranto esistono oltre 50 discariche, di cui la Vergine, la Italcave e la Ecolevante sono tra le più grandi e pericolose di Europa, oltre all’inceneritore tra Taranto e Massafra
  • Perché, grazie a continui ricorsi, la discarica opera con deroghe ed autorizzazioni provvisorie, non ottemperando alle necessari impianti tecnici (adeguata impermeabilizzazione nei confronti della falda acquifera e captazione del nocivo e fastidioso gas che si libera in aria)
  • Perché adiacente alla attuale discarica Vergine è presente un altro sito nel quale, per quasi 40 anni, è stato scaricato di tutto senza alcun controllo, e nessun Ente Pubblico al momento dichiara la salubrità della stessa,
  • Perché prima dell’apertura della discarica Vergine come rifiuti speciali (2003), secondo alcune testimonianze, molti camion provenienti dalle regioni del nord tra cui la Toscana, già conferivano rifiuti industriali in maniera incontrollata,
  • Perché a Lizzano vi sono casi di malattie legate all’inquinamento come asma, neoplasie, tiroidismo, leucemia ecc… I più colpiti sono i bambini e gli anziani
  • Perché Lizzano, terra dell’uva e del vino, degli ulivi, dell’agricoltura per la “dieta mediterranea”, del turismo… si ritrova con un territorio maleodorante e minacciato dalla vicina discarica,
  • Perché Taranto e la sua Provincia pagano già con la salute le conseguenze dell’inquinamento delle grandi industrie (raffineria, siderurgico, cementificio)
  • Perché nel Salento sono già presenti attività altamente inquinanti (come la centrale a Carbone di Brindisi)

Chiediamo:
  • La chiusura delle discariche e degli inceneritori,
  • Di effettuare controlli sulla salute delle popolazioni limitrofe, sulle falde, sulle acque superficiali, carotaggi sulle discariche aperte e anche su quelle chiuse.
  • La bonifica delle vecchie discariche incontrollate e la messa in sicurezza di quelle esaurite e chiuse,
  • L’introduzione di un nuovo modello di gestione dei rifiuti che si orienti verso la strategia dei RIFIUTI ZERO
        • L’avvio di impianti di riciclaggio.
        • Lo stimolo alla promozione di tecnologie alternative all'inceneritore, quindi impianti di recupero e riuso di materiali primi secondi (rifiuti differenziati) inoltrando un percorso che porterà ad alimentare un nuovo modo di “guardare” ai rifiuti.

Con l’auspicio di porre fine alle emergenze… le nostre!

AttivaLizzano, Taranto libera, Associazione Malati Cronici, Comitati di Quartiere Taranto, Meet Up I Grilli delle 100 Masserie, Amici di Beppe Grillo Taranto, I Grilli di Taranto in Movimento, Taranto Ciclabile, Co.ri.Ta., Comitato per l’Ambiente Fragagnano, CarosiNodiscariche, Anta Onlus Sava, Sud in Movimento, Donne per Taranto, BLUT 1993

venerdì 10 dicembre 2010

CS Vigiliamo per la Discarica - Per i rifiuti campani, e non solo Vendola e Sindaci: occhio ai codici!

Per i rifiuti campani, e non solo
Vendola e Sindaci: occhio ai codici!

Il comitato Vigiliamo per la discarica pretende adeguate verifiche e controlli sui rifiuti provenienti dalla Campania (e non solo) che sono smaltiti nelle discariche joniche.

Per i rifiuti campani, si tratterebbe di quelli classificati con i codici Cer (Catalogo europeo rifiuti) 190501 (parte di rifiuti urbani e simili non compostata), 190503 (compost fuori specifica) e 191212 (altri rifiuti, compresi materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui al codice 19.12.11*, contenenti sostanze pericolose).

In relazione a questi rifiuti, le cronache giudiziarie provenienti dalla Campania suggeriscono di prestare la massima attenzione. Ad esempio il codice 191212 è stato spesso utilizzato per classificare rifiuti che avrebbero dovuto essere classificati come pericolosi, sulla base della elevata concentrazione di sostanze pericolose in essi contenute.

Perciò è indispensabile che il conferimento dei rifiuti sia accompagnato da analisi e certificazioni effettuate da laboratori onesti e competenti, e che sia adeguatamente verificata, anche prima del conferimento in discarica, la conformità dei rifiuti alle classificazioni effettuate dal produttore e/o trasportatore.

E’ pertanto assolutamente necessario accendere un grandissimo faro sui laboratori di analisi che rilasciano le certificazioni e le attestazioni che escludono la pericolosità di questi rifiuti. Ed è altrettanto necessario e urgente accendere un faro ancora più grande sui controlli che dovranno essere effettuati, all’arrivo, dall’ARPA Puglia e da tutte le altre autorità che si è ritenuto di investire e chiamare in causa su questa nuova attività impattante così pesantemente ancora una volta sulla Provincia di Taranto.

Ma questa attenzione pretendiamo che sia estesa a tutti i rifiuti che vengono conferiti nelle discariche joniche e specialmente per quei rifiuti con “voci a specchio”, come quelli classificati col codice 191212, e cioè per quei rifiuti, pericolosi per definizione, che solo per effetto delle analisi e delle certificazioni rilasciate dai laboratori, possono essere classificati come non pericolosi sulla base di una limitata concentrazione di sostanze pericolose.

Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica sul grave impatto determinato dalla presenza di queste tipologie di discariche, sciaguratamente volute dai nostri irresponsabili amministratori! Lanciamo un allarme che riguarda non solo le 50.000 tonnellate di rifiuti campani, ma tutti gli altri rifiuti speciali che sono stati e saranno smaltiti nelle discariche joniche!

Nella sola discarica Ecolevante è stata conferita, fino al 2008, come risulta dai MUD (Modello Unico di dichiarazione ambientale) depositati presso la Camera di commercio, l’impressionante quantità di ben 439.006,800 (quattrocentotrentanovemilasei,ottocento) tonnellate di rifiuti col codice 19.12.12.

Su questi rifiuti con “voci a specchio” ci sono stati i controlli? E, in caso di risposta affermativa, come e con quali frequenze sono stati effettuati? Invitiamo le Autorità preposte a pubblicare questi controlli!

Al di là, pertanto, del clamore mediatico suscitato dal sia pur pesante impatto determinato dalle 50.000 tonnellate di rifiuti campani, ribadiamo che è altrettanto indispensabile e urgente effettuare controlli anche per i rifiuti non campani, i quali, come riportano continuamente le cronache giudiziarie nazionali (e mai quelle provinciali), non sono meno degni di controlli approfonditi e seri.

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CS dell'associazione FA.DI.A. famiglie disabili attive

Siamo genitori di bambini e ragazzi “speciali”, che in silenzio, con fede e coraggio, cerchiamo di creare attorno ai nostri figli delle situazioni ottimali, con interventi adeguati che consentano loro di migliorare le abilità psico-fisiche e vivere serenamente la propria “diversità”.

Da sempre, fra mille ostacoli, andiamo alla ricerca di ciò che è meglio per i nostri ragazzi e quando finalmente troviamo le persone giuste, ecco che puntualmente le istituzioni smontano e frantumano i piccoli castelli che faticosamente tentiamo di costruire e ricostruire.

Ora siamo stanchi!

Il Comune con i suoi rappresentanti politici, non possono a proprio piacimento operare negando strutture e relativi servizi come se stessero mettendo ordine in uno scaffale; i nostri figli non sono oggetti, hanno un cuore, un’anima e una sensibilità sicuramente più spiccata della loro.

A conferma di questo strano modus operandi, certamente non vicino all’umano, rappresentiamo quanto si sta verificando a danno dei nostri figli.

Ebbene, dopo 10 / 15 anni di terapie in acqua, effettuate alla piscina Comunale di Grottaglie, con personale altamente qualificato (professionalmente e umanamente), dopo anni di sacrifici ,dopo anni di risultati positivi sia fisici che psichici e relativa ricaduta di fiducia e autostima sull’intero nucleo familiare…con un semplice quanto inumano provvedimento,

ora ci è negato questo sacrosanto diritto!

Gli “Amministratori” si sono dichiarati non disponibili a contribuire insieme al gestore dell’impianto alla messa a norma dello stesso. Quindi, a dispetto dei meravigliosi risultati ottenuti, di quelli che sicuramente avremmo potuto ancora ottenere, ci vediamo ora costretti a spostare (proprio come pacchi postali) i nostri figli da una struttura affidabile ad un’altra di cui non conosciamo nulla.

E il fattore umano che fine ha fatto? Non viene detto ad ogni piè sospinto che protagonista è l’uomo tanto più se bisognoso d’aiuto come i portatori di handicap?

E allora?

Sebbene “COSTORO” alla presenza genitori abbia assicurato la continuità del servizio, questo non è stato.

Per questione di soldi?

Si parla tanto di continuità terapeutica, dell’importanza di non interrompere gli interventi socio-riabilitativi qualora dovessero funzionare, si dimostri ora che quanto si afferma corrisponde a verità e non sia invece solo una parola-chiave che fa la sua bella parte nella sceneggiatura di un Congresso, un Seminario, un’intervista televisiva o altro.

Chiediamo che ai nostri figli non sia interrotto questo percorso riabilitativo in acqua, onde evitare delle situazioni di regresso che sommati alla nostra rrrabbia, manderebbero in fumo anni di impegni e successi.

Spesso (per fortuna non sempre), la parola “Handicap” è azionata da meccanismi di business, d’immagine, interessi personali e altro; di questo, siamo consapevoli, non condividiamo, tuttavia possiamo anche accettarlo, però…

che non si giochi troppo sulla nostra pelle e quella dei nostri figli che sono la ricchezza della società e per questo meritevoli di attenzioni e soprattutto di rispetto.

Associazione FA.DI.A

(famiglie disabili attive)

Il documento redatto dal Comitato per la Piscina di Grottaglie

DOCUMENTO DEL COMITATO PER LA PISCINA

Prima di esporre il contenuto del presente documento mi pare opportuno rappresentare che parlo in nome e per conto del Comitato Pro piscina, il quale si è costituito per cercare di rappresentare i soggetti che dalla chiusura della struttura sono rimasti danneggiati.

In particolare :

· Gli operatori( attualmente senza lavoro)

· I diversamente abili ( rimasti senza attività motoria)

· Gli agonisti

· I genitori dei disabili

· I genitori degli agonisti

· Gli utenti

· L’associazione FADIA

Ciò detto, ringraziamo l’Amministrazione per questo Consiglio Comunale, che speriamo porti a qualche soluzione, anche se ci preme far rilevare che, ci pare difficile che si trovi una soluzione senza la presenza del Gestore, che per quello che ci consta non è stato invitato.

Da qualche tempo ormai, noi del comitato, ci stiamo incontrando per cercare di capire quale sia la fonte del problema e le possibili soluzioni.

Ad oggi, secondo la nostra analisi, abbiamo compreso che ci sono delle gravi irregolarità che sintetizziamo in pochi punti, ossia:

a) Scarsa attenzione da parte dell’Amministrazione verso i problemi che hanno riguardato la piscina ed investito i fruitori e gli operatori della stessa, nonostante numerosi componenti di questo Consiglio Comunale siano assidui fruitori dei servizi offerti dall’impianto;

b) Errata impostazione della gara d’appalto da parte degli uffici dell’Amministrazione :

1. Per essere arrivati impreparati alla scadenza della gestione, come si evidenzia dai due anni di proroga concessi al Gestore;

2. Per avere riproposto un progetto vecchio di 11 anni, inadeguato alle attuali esigenze;

3. Per non avere previsto e considerato la necessità di rimettere a norma tutto l’impianto, circostanza più volte evidenziata all’Amministrazione nel corso degli anni, da parte del Gestore.

Il tutto evidenziato dalla mancata partecipazione alla gara di altri concorrenti, tranne l’attuale

gestore.

c) Mancanza di informazione nei confronti della cittadinanza, in particolare dei diversamente abili e degli operatori, di quanto stava accadendo;

d) Scarsa disponibilità a trovare una soluzione rispetto alle problematiche, infatti a distanza di un anno dalla presa d’atto dei predetti problemi, nonostante vari passaggi presso l’impianto da parte dei vari Amministratori, che paventavano una immediata risoluzione e l’impegno a stanziare i fondi necessari per la messa a norma dell’impianto, purtroppo allo stato constatiamo che non esiste nessun impegno economico in tal senso;

e) Messa in campo, da parte dell’Amministrazione, di proposte verbali ed unilaterali, che non sono mai state oggetto di intesa con il Gestore e comunque mai formalizzate in atti;

Partendo da tale consapevolezza,

Considerato

che in 16 anni di esemplare gestione dell’impianto, sono stati offerti dei servizi di eccellenza nei confronti :

  • degli Enti pubblici, quali Comuni limitrofi e ASL ( Taranto, Brindisi);
  • di scuole pubbliche e private;
  • di utenza di varie fasce di età ed in particolare nei confronti dei diversamente abili e della squadra agonistica (esempio di eccellenza in tutto il territorio regionale);

grazie anche alla professionalità, competenza ed impegno degli operatori, non si comprende come mai si sia arrivati a questo punto di criticità correndo il serio rischio di compromettere tutto.

Ciò considerato e premesso

Vi diciamo

che oggi siamo qui per cercare di comprendere in che modo sarà possibile risolvere questo annoso problema che travolge tutta la cittadinanza ed

Il Comitato Chiede

all’Amministrazione Comunale un atto concreto, che venga ufficializzato nell’approvazione di un ordine del giorno che risponda anche ai seguenti interrogativi:

  1. A prescindere dal gestore, come intendete garantire l’occupazione degli operatori e il reddito delle loro famiglie che in questi tempi di crisi si ritrovano in mezzo ad una strada?
  2. Entro quanto tempo riaprirete la piscina ?
  3. Quanti soldi avete a disposizione per la messa a norma dell’impianto e da quando potranno essere spesi?
  4. Che misure intendete mettere in campo per agevolare i diversamente abili, le varie categorie di utenti ( bambini, anziani, giovani, adulti), per il disagio che gli state creando ?
  5. Se non riuscite a rispondere a tutto questo Vi chiediamo, in generale, come pensate di risolvere il problema ?

Con ciò non ci esimiamo dal fare delle proposte infatti,

fermo restando

che:

· per poter riaprire l’impianto è necessaria la messa a norma dello stesso, con una spesa di € 980.000/00(novecentoottantamila€) come già evidenziato nel progetto preliminare redatto dal tecnico del Gestore, dietro Vs. richiesta e depositato in data 14.05.2010;

· il progetto di gara come già innanzi evidenziato risulta essere inadeguato allo stato attuale, prevedendo a carico del Gestore la spesa di € 450.000/00 per la costruzione della vasca terapeutica, della quale si può differire la realizzazione;

Proponiamo

che l’Amministrazione Comunale, mediante l’approvazione di un ordine del giorno, inviti il gestore ad utilizzare quelle somme al fine di contribuire alla messa a norma dell’impianto e che la stessa si faccia carico della restante parte, con ciò permettendo la riapertura in breve tempo della piscina.

Grottaglie il 09.12.2010

Il Comitato per la piscina

martedì 7 dicembre 2010

Comunicato stampa: Invito a partecipare al consiglio comunale sul tema della Piscina di Grottaglie

Giovedì 9 dicembre, dalle ore 17:00, presso il Comune di Grottaglie si terrà il Consiglio Comunale durante il quale si discuteranno le “ Problematiche relative alla piscina Comunale”.


Tale consiglio lo hanno ottenuto i cittadini ed il comitato per la piscina, i quali da tempo si stanno occupando del problema, che non riguarda solo i fruitori della struttura, ma anche e soprattutto quelle venti famiglie, che da qualche mese, sono senza reddito a causa della perdita del lavoro.

Come se non bastasse, a farne le spese, sono anche i diversamente abili che non possono più effettuare attività motoria e che sono costretti a spostarsi presso altri centri con tutte le difficoltà del caso.

L’associazione ha depositato presso la casa Comunale la richiesta per poter esporre le proprie ragioni e cercare di ottenere delle risposte concrete da parte dell’Amministrazione.

Il “comitato per la piscina” invita la cittadinanza ad interessarsi al problema ed a partecipare al Consiglio Comunale.

lunedì 6 dicembre 2010

Molise: 10 arresti per traffico di rifiuti tossici, indagato Governatore

LARINO (CAMPOBASSO) - Una vasta operazione contro il traffico di rifiuti tossici ha portato oggi i Carabinieri del Nucleo Operativo Ambientale e notificare 10 ordinanze di custodia cautelare, di cui 4 a persone già in carcere, e 18 avvisi di indagine, uno dei quali per il governatore della Regione Molise, Michele Iorio.
Il personaggio principale dell'operazione è Antonio Del Torto, proprietario della società Inside Srl e presidente del Cosib, il consorzio incaricato di trattare i rifiuti tossici o speciali in regione. Secondo quanto appurato dagli inquirenti, Del Torto si era fatto nominare da Iorio commissario del Consib, in modo da scavalcare i poteri interni di controllo. Dopo di che aveva cominciato a smaltire i fanghi, derivanti dal trattamento chimico fisico dei rifiuti tossici o speciali, come se si trattasse di fanghi di acque reflue urbane, grazie a false attestazioni da parte di laboratori chimici o di esperti chimici. In questa maniera aveva disperso questi fanghi prima su circa 200 ettari di terreno gestito da aziende agricole nel basso Molise (tra cui anche terreni soggetti a rischio allagamento in caso di esondazione del Biferno, cosa che poteva disperderli a macchia d'olio). Successivamente aveva ottenuto l'autorizzazione allo sversamento in mare, cosa che veniva effettuata però sversando questi fanghi pericolosi in canali in cui c'era vita animale e vegetale, con gravi danni quindi all'ecosistema. Inoltre, la "praticità" con cui riusciva a scaricare questi fanghi, gli aveva permesso di richiedere ed ottenere l'autorizzazione ad aumentare la quantità di rifiuti trattati e quindi il suo guadagno.

Per un pugno di dollari..

Rifiuti: Napoli; Vendola, un mln risarcimento a enti Taranto
Meta' fondi a Provincia e meta' ai sette Comuni

(ANSA) - BARI, 6 DIC - "Abbiamo assicurato alle comunità che si fanno carico di questo problema una compensazione di tipo economico" che "non è stata la richiesta dei sindaci ma è stata la nostra scelta, perché è giusto che si possa parzialmente compensare il disagio". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola su i rifiuti campani che arriveranno da domani in Puglia in sette comuni della provincia di Taranto. "I sindaci sono stati molto maturi, molto civili e non hanno battuto cassa. Però bisogna anche compensare dal punto di vista economico il sacrificio di queste popolazioni".






Lo scempio continua a La Torre Caprarica


Comune e Regione approvano i progetti della Castelli srl

Vigiliamo per la discarica

comunicato stampa del 4 dicembre 2010

Grottaglie

Lo scempio continua a La Torre Caprarica

Comune e Regione approvano i progetti della Castelli srl

Il Consiglio comunale di ieri 3 dicembre, Giunta presieduta dal sindaco Bagnardi, ha rilasciato alla ditta Castelli srl parere favorevole per la realizzazione di un impianto per la produzione di calcestruzzi. Due masi fa, il 5 ottobre u.s., la Regione ha rilasciato parere favorevole di compatibilità ambientale, sempre alla Castelli srl e sempre nella stessa zona, per un progetto di ampliamento per una cava di calcare.

Gli impianti autorizzati sorgono entrambi in località La Torre Caprarica e riguardano il foglio di mappa 77. Quello in cui si trovano il I e II lotto della discarica gestita da Ecolevante spa, in fase avanzata di copertura e post gestione.

Proprio lo stesso foglio nella cui area si trovava il Presidio No Discariche, costituito da una roulotte e qualche gazebo e che, ai proprietari del suolo in cui esso sorgeva, causò un’ordinanza di “demolizione di opere abusive” da parte del comune di Grottaglie, la n.12 dell’8 gennaio 2008.

Con le seguenti motivazioni: perché il Presidio ricadeva “in area sottoposta a vincolo idrogeologico e forestale; perché “secondo le previsioni del PUTT/P ricade in area qualificata paesaggisticamente come Ambito territoriale esteso di tipo D e, specificatamente,in zona sottoposta a vincoli idrogeologici.

Con quale criterio allora il Consiglio comunale ha approvato l’impianto di calcestruzzi della Castelli srl? E, ancora prima, con quale criterio fu espresso nel 1998 e nel 2000, dalla Giunta presieduta dal sindaco Vinci, parere favorevole per la realizzazione del I e del II lotto della discarica gestita da Ecolevante spa?

Un mese fa la Regione non è stata da meno, per il rilascio della compatibilità ambientale (VIA) per il progetto della Castelli srl per l’ “ampliamento per una cava di calcare” che “alla fine della coltivazione risulterà approfondita in media di circa 30 metri”, e per la quale il progetto prevedeva l’uso di esplosivo.

Lo dimostra, ad un’analisi che sia appena non superficiale, l’iter che ha portato al rilascio della VIA, con determina n.450 del 5 ottobre 2010 facilmente reperibile sul sito della Regione Puglia.

Dopo un primo parere favorevole del 2005 (i 2 lotti della discarica Ecolevante erano ancora in esercizio), il Comitato regionale preposto al rilascio della VIA, alla rinnovata presentazione del progetto nel 2008, in un primo tempo esprime parere non favorevole perché “non si tratta di ampliamento in quanto l’area da ampliare è ad oggi utilizzata non più ad attività estrattiva, bensì a discarica [I e II lotto ndr]; e perché, tra l’altro, “l’area è soggetta a vincolo idrogeologico, interessata da macchia e biotipi, soggetta ad usi civici … , classificata dal PUTT/P come A.T.E. <<D>> ”. Poi invita la ditta a rinnovare l’istanza “essendo mutate le condizioni iniziali dei luoghi… e risultando tali modificazioni sostanziali tanto da indurre impatti che necessitano di nuovo Studio di Impatto Ambientale”.

La ditta Castelli sempre eccepisce e presenta nuova documentazione, che include persino una relazione del SEI “sulla compatibilità di uso di esplosivo” (in zona limitrofa al I e II lotto !!!).

E una “istanza di concessione in sanatoria per pozzo artesiano” a garanzia della protezione dei biotipi (!), oltre a un “verbale di impatto attività sulla macchia”.

Alla fine, e son passati 5 anni dalla prima istanza e 2 dalla seconda, il Comitato regionale di VIA “preso atto delle controdeduzioni e della documentazione allegata pervenuta” esprime il 5 ottobre scorso “parere favorevole di compatibilità ambientale alle seguenti condizioni: che per l’estrazione non venga fatto uso di esplosivi; che venga acquisito lo studio richiesto dalla Provincia di Taranto, redatto da tecnico abilitato, contenente la dimostrazione che l’attività non conduce alcun effetto sulla stabilità del limitrofo impianto di smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi [discarica Ecolevante ndr].

Totale silenzio sia sui vincoli che sul fatto che non si tratta di ampliamento. Mentre le condizioni sono state imposte dalla Provincia di Taranto che, su richiesta della Regione, ha espresso il suo parere favorevole condizionandolo al non uso di esplosivi e alla presentazione dello studio di cui sopra.

Cosa sarebbe successo se la Provincia non avesse risposto alla richiesta di parere del Comitato di VIA, così come ha fatto il Comune di Grottaglie di cui, si legge nella determina, “non risulta pervenuto il parere”?

E ora, chi sorveglierà affinché le condizioni imposte dalla Regione alla Castelli srl siano rispettate? E che valore ha un simile parere favorevole così pesantemente condizionato?

Ma gli interrogativi potrebbero continuare. Ne basta un altro solo: che fine farà l’enorme cava, che alla fine risulterà “approfondita in media di circa 30 metri”, se “la stessa società Castelli aveva in esercizio la cava di calcare da frantumazione in corrispondenza dei terreni …. del Foglio parcellare 77…, oggi adibiti a discarica di rifiuti speciali non pericolosi attualmente gestita dalla società Ecolevante ed attualmente in fase avanzata di copertura e di post gestione”, come recita la stessa determina a pag. 5 ?!?!?!?!?!?

O andremo sempre avanti così, con cave, discariche, impianti di calcestruzzi e quindi cave ecc…, per poi sentire i Sindaci che per questioni umanitarie gridano il loro rifiuto se il presidente della regione sempre “per questioni umanitarie” offre la Puglia per l’emergenza rifiuti in Campania?

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