martedì 30 novembre 2010

La monnezza per le palanche - CS Vigiliamo sull'immorale baratto messo in atto dalla giunta Vendola

COMUNICATO STAMPA

di Vigiliamo per la discarica 29.11.2010

Da Grottaglie, il comitato Vigiliamo per la discarica ribadisce la necessità che il presidente Vendola disponga controlli per accertare se i rifiuti provenienti dalla Campania siano veramente inertizzati, corrispondano alle caratteristiche che per legge devono avere i rifiuti definiti “speciali - non pericolosi”, e non siano radioattivi.

Questo appello è stato rivolto già il 18 ottobre u.s. al presidente Vendola. Ora Vigiliamo lo ripete. E torna a chiedere che lo facciano proprio non solo i Sindaci delle città vicine alle discariche Italcave, Ecolevante e Vergine alle quali oltre un mese fa questo appello è stato fatto pervenire sia per posta elettronica che per raccomandata a.r., ma anche i Prefetti di Bari e Taranto e il Sindaco di Canosa, nel cui territorio è attiva la quarta discarica pugliese che ospiterà i rifiuti campani.

Non bastano le rassicurazioni dell’assessore regionale Nicastro sui rifiuti provenienti dallo stabilimento della Sfir, né le rassicurazioni del consorzio Cite che si è assicurato l’appalto per trasportare i rifiuti nelle discariche del tarantino. Non basta che i Sindaci urlino il loro malcontento e ripetano generici “no”, come hanno fatto quasi tutti.

Bisogna esigere che il presidente Vendola, secondo i compiti della carica che ricopre, disponga affinché le sezioni provinciali delle Asl e dell’Arpa di Taranto e Bari effettuino adeguati e severi controlli sia sulla effettiva stabilizzazione, non nocività e mancanza di odori, che sulla non radioattività dei rifiuti che arriveranno, o stanno già arrivando?, in Puglia.

Infatti non sono di poco conto le circostanze: che la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia perché per la regione Campania non ha adottato “tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente …”; che sono stati scoperti tassi di radioattività superiori al consentito nella spazzatura già stabilizzata inviata da Napoli e destinata all’inceneritore di Amburgo e alla discarica di Chiaiano.

E’ già una grave questione morale, oltre che ambientale e sanitaria, che la Campania sia in una continua emergenza che periodicamente si acuisce. E’già una grave questione morale, oltre che ambientale e sanitaria, che in Puglia ci siano così tante discariche per rifiuti industriali, autorizzate spesso in modo illegittimo in zone sottoposte a pesanti vincoli e in aree già a grave rischio ambientale.

E’ già una gravissima questione morale che “decisivo per il raggiungimento dell’intesa [tra il Governo e la Regione Puglia per il piano di rientro ndr]sarebbe stata anche l’emergenza rifiuti in Campania: di fronte al sì della Puglia nell’accogliere la monnezza, era difficile per il governo tenere in piedi ancora a lungo il braccio di ferro sulla sanità” , come scrive B.Martellotta sulla Gazzetta di domenica 29 c.m.

Ma sarebbe veramente una gravissima questione morale all’ennesima potenza che il presidente della regione Vendola non provvedesse a disporre gli adeguati controlli, come la sua carica gli impone di fare!

venerdì 26 novembre 2010

Vendola "offre" la Puglia per i rifiuti campani


CS VIGILIAMO PER LA DISCARICA


E' la notizia che si legge oggi 25 novembre sull' "autorevole" Repubblica, a pag. 19.

Dunque aveva ragione Vigiliamo quando nel suo comunicato del 18 ottobre u.s. aveva dato l'allarme in base alla notizia che l'appalto era stato vinto dal consorzio Cite per portare i rifiuti nelle discariche Italcave, Ecolevante e Vergine.

Ha fatto bene Vigiliamo a chiedere a Vendola, da un mese, di dare disposizioni a Asl e Arpa affinché almeno controllino che quanto arriva (o sta già arrivando?) dalla Campania sia veramente stabilizzato (c’è una sentenza in merito della Corte di Giustizia Europea), non nuoccia all'ambiente, e non puzzi come si è affrettato ad assicurare il Cite.

E neppure sia radioattivo come si è verificato per i rifiuti inviati ad Amburgo e a Chiaiano.

Ha fatto bene Vigiliamo a chiedere a tutti i Sindaci dei paesi vicini alle discariche per rifiuti speciali dell’area jonica di far propria la richiesta di Vigiliamo.

La realtà però ha superato la fantasia perché, stando a quanto riferisce l’ “autorevole" Repubblica, Vendola ha “offerto” la Puglia per la mai cessata emergenza della Campania.

Vigiliamo si è sbagliata per difetto.

Quindi non solo ripeterà la sua richiesta a Vendola, ma solleciterà anche i Sindaci delle città vicine alle altre discariche per rifiuti speciali di tutta la Puglia di far propria la sua richiesta affinché Vendola disponga, così come gli compete per la carica che ricopre, che Asl e Arpa controllino la qualità dei rifiuti provenienti dalla Campania.

Sarà il presidente della regione Puglia altrettanto sollecito nel recepire questa richiesta come lo è stato nell’ “offrire” la Puglia per l’eterna emergenza della Campania?

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Comunicato di Vigiliamo

http://www.vigiliamoperladiscarica.it/VIGILIAMo_plus/articolo.php?subaction=showfull&id=1287467610&archive=&start_from=&ucat=5&

rassicurazioni Consorzio CITE

http://www.agoravox.it/IMG/pdf/TERZIGNO22.pdf

Corte di Giustizia Europea su rifiuti della Campania

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=102031

sui rifiuti radioattivi a Amburgo

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200806articoli/33491girata.asp

sui rifiuti radioattivi a Chiaiano

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/02/19/news/rifiuti_radioattivi_a_chiaiano_indaga_la_procura-2622979/

mercoledì 17 novembre 2010

Liberta di Referendum a Grottaglie?

CS RINASCITA CIVICA

A Grottaglie il paradosso del “Referendum autoritario”

Rinascita Civica non lo accetta

Rinascita Civica, mediante il Comitato referendario da essa promosso, con motivi aggiunti al ricorso già proposto, si rivolge ancora una volta al Tribunale amministrativo per chiedere l’annullamento del regolamento che disciplina a Grottaglie l’istituto del referendum comunale, approvato a luglio. Un regolamento che è l’ultima espressione di una inaccettabile cultura politica antidemocratica e autoritaria che è al governo della nostra città.

Il regolamento attuativo approvato dal Consiglio comunale contiene norme tanto restrittive che calpestano i più elementari diritti di partecipazione democratica e restringono in modo inaccettabile le possibilità, per i cittadini e i comitati, di ricorrere all’istituto del referendum consultivo comunale.

E’ infatti stabilito che può essere ammesso 1 solo referendum per anno solare e che possono essere proposti al massimo 3 quesiti, tutti riguardanti argomenti diversi.

E’ inoltre stabilito che il Comitato promotore non può proporre più di un quesito referendario e che in caso di presentazione di più proposte, devono essere dichiarate ammissibili solamente quelle sostenute dai Comitati “con più larga base associativa o, in subordine, quelle presentate in data anteriore”.

Tutto questo porta la città di Grottaglie a “dotarsi” di norme palesemente antidemocratiche e autoritarie e, paradossalmente, proprio per regolamentare l’istituto del referendum comunale che dovrebbe costituire l’apice dell’esercizio della democrazia.

E, per giunta, tale regolamento è anche in evidente violazione sia dell’art.3 della Costituzione che garantisce il principio della partecipazione democratica, sia del decreto legislativo 2067/2000 che affida ai Comuni il compito di promuovere organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale, con l’unica restrizione che i referendum, così come le consultazioni, riguardino materia di esclusiva competenza locale e non siano effettuati in coincidenza di elezioni.

Tutto questo dopo dieci anni dall’approvazione dello Statuto comunale, a un anno dalla raccolta di oltre 600 firme promossa dal Comitato referendario, che ha anche ma inutilmente proposto correzioni alla bozza elaborata dalla Commissione comunale, e dopo un ricorso al Tar per silenzio-inadempimento.

Purtroppo si deve constatare che, con l’approvazione di un siffatto regolamento attuativo dell’istituto referendario, il Consiglio comunale, non soltanto la maggioranza, ha compiuto, di fatto, un’operazione solo di facciata democratica, ma nella sostanza chiaramente antidemocratica e, anzi, autoritaria in quanto ha usato del suo potere non per agevolare ma per conculcare l’esercizio della democrazia sia ai Cittadini che ai Comitati.

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martedì 16 novembre 2010

Quello che non si dice

La vittoria di Pisapia e la sinistra che a Milano non sa ancora guardare al futuro

di Andrea Romano da Il Sole 24 Ore.it

È troppo facile leggere il risultato delle primarie di Milano come il segno di una crisi terminale del Partito democratico così come lo abbiamo conosciuto nell'ultimo biennio. È facile ma inevitabile. Perché la vittoria di Giuliano Pisapia tra i militanti del centro-sinistra milanese segnala l'inconsistenza della strategia dei piccoli passi che avrebbe dovuto portare il segretario Bersani a ereditare - pacificamente - le spoglie di Berlusconi, consolidando, pian piano, quello che s'immaginava come un "proprio" territorio esclusivo, e alleandosi con un centro-centro considerato immobile. Nel frattempo quel territorio è diventato oggetto di un saccheggio sempre più esteso da parte del governatore Nichi Vendola, che lavora a fornire al massimalismo italiano, orfano ormai di leadership, una nuova grammatica, ma contenuti già noti e non attuali. Tanto è però bastato a riaprire la competizione a sinistra, con un Pd messo nell'angolo a Milano come in Puglia. E Vendola può limitarsi a benedire candidati anche molto lontani da sé, come nel caso di Pisapia.

Pisapia è un professionista, avvocato garantista, pacifico nei modi ed educato in famiglia alla tradizione civile del radicalismo meneghino. Curriculum nobile ma che rischia di rivelarsi innocuo nei confronti del sindaco Moratti: che non avrà molto da temere da chi promette la "filiera corta" nei mercati alimentari, accanto al "Museo del rock", coreografici strumenti di "finanza civica" uniti al "No" a ogni privatizzazione.

Eppure, muovendo da temi e slogan tanto lontani dalle preoccupazioni della maggioranza moderata dei milanesi, Pisapia potrebbe tentare l'impresa di mobilitare gli scontenti del centro-destra oltre ai delusi dal Pd, equivalente milanese di quell'area sempre più numerosa di italiani che si avviano a scegliere di non votare.

La fisionomia dei nuovi "astenuti consapevoli" è quella raccontata più volte sulle pagine del Sole 24 Ore da Roberto D'Alimonte: cittadini tutt'altro che qualunquisti, attenti ai temi della discussione pubblica e orientati alla partecipazione civile. Ma proprio per questo delusi da quello che il convento ha passato negli ultimi anni e intenzionati a farsi valere ricorrendo allo strumento del non voto, in numero tale da farne ormai il principale partito italiano.

È realistico immaginare che, nel caso milanese, quest'area possa essere convinta a tornare alle urne dall'ex Rifondazione Pisapia? In teoria perché no, se si guarda al suo profilo civile e alla sua lontananza quasi antropologica dalle file degli "impresentabili" di Sinistra e Libertá che tornano a fare capolino dietro l'affabulazione di Vendola.

In realtà la candidatura di Pisapia, con i contenuti che ad oggi l'hanno caratterizzata, può ambire a riportare al voto esclusivamente gli astenuti di sinistra. Coloro che attendevano qualcuno che sapesse almeno leggere e scrivere, rispetto all'insipienza di una leadership massimalista che nel 2008 è riuscita nell'impresa di essere espulsa dal Parlamento.

Ma non sarà Pisapia, così come non sarà Vendola, a dare una risposta convincente ai nuovi "astenuti consapevoli" che arrivano al non voto proveniendo sia dal centro-sinistra che dal centro-destra. Perché il vendolismo, anche nella sua accezione milanese, rimane parte di un gioco a somma zero che si svolge interamente all'interno del centro-sinistra e che solo la disponibilità del Pd a farsi oggetto passivo delle scorribande altrui rende per la prima volta competitivo.

Fuori da quell'area, dove il solito 30-35% dell'elettorato viene conteso da Pd, Di Pietro e Vendola, il partito del non voto rimane senza padrini. Mentre il fragile bipolarismo italiano si avvia a una nuova e incomprensibile contesa elettorale, dalla quale è ragionevole attendersi un'ulteriore crescita di renitenti alla leva delle urne e un'altra ferita alla nostra democrazia.


lunedì 15 novembre 2010

Comunicato stampa del Sud in Movimento: Il Comune di Grottaglie è dotato dell'URP?

URP dove sei?
Come abbiamo già avuto occasione di dire nel comunicato del 10 ottobre 2010: un cittadino Grottagliese a chi può chiedere quando apriranno l’isola ecologica? Perché è stata chiusa la piscina comunale? A cosa serve quella struttura che stanno realizzando di fronte alla cantina della Pruvas?

L’URP risponderebbe a tutte queste domande.

La Legge n. 150 del 2000 istituisce l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), una struttura obbligatoria la cui funzione è duplice: la trasparenza amministrativa e qualità dei servizi ed al tempo stesso uno strumento di comunicazione istituzionale e di contatto con i cittadini.

L’associazione politico-culturale Sud in Movimento chiede al Comune di Grottaglie se sia dotato di un Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) , e lo fa tramite una richiesta ufficiale indirizzata al Sindaco protocollata in data 08/11/2010.

Si chiede di sapere se questo Comune ha istituito tale Ufficio e, in caso di risposta affermativa, quale sia l’ubicazione, la data in cui tale Ufficio è divenuto operativo, chi sia il referente a cui è possibile rivolgersi e le modalità predisposte per contattarlo.

Inoltre, nel caso la risposta fosse negativa, si chiede di conoscere le motivazioni per cui tale Ufficio, pur essendo obbligatorio, non sia stato istituito dal Comune di Grottaglie.
Attendiamo una risposta!

mercoledì 10 novembre 2010

CS VIGILIAMO PER LA DISCARICA

Finalmente la Provincia segue l’esempio dei cittadini responsabili.

E il Comune di Grottaglie che fa?

Un anno ha impiegato gli organi della Provincia di Taranto a costituirsi parte civile nel processo contro Ecolevante, dopo la delibera del Consiglio provinciale del nov. 2009 che, comunque, giungeva a oltre un anno dall’inizio del processo.

Ma la costituzione, tardiva, degli organi della Provincia, è stata ora possibile solo perché la Provincia di Taranto era già rappresentata e tutelata, non dalla Giunta e dal suo Presidente ma da alcuni cittadini elettori.

Questi cittadini, infatti, si erano già costituiti, proprio per la Provincia di Taranto, parte civile nel processo. E ciò era avvenuto attraverso lo strumento dell’azione popolare, che consente ai cittadini elettori di sostituirsi all’inerzia degli organi provinciali ordinari, per tutelare e difendere gli interessi della Provincia.

Questa volta è stata quindi la Provincia a seguire l’esempio dei cittadini elettori già presenti nel processo in sostituzione dell’istituzione.

La Provincia ha raccolto perciò i frutti di un’azione proposta dai cittadini a tutela degli interessi collettivi dell’ente provinciale. Infatti, se i cittadini elettori non si fossero tempestivamente costituiti parte civile nel processo Ecolevante, la Provincia non avrebbe mai potuto costituirsi.

Pertanto la Provincia di Taranto e i suoi organi rappresentativi, a partire dalla Giunta provinciale e dal suo Presidente, se vogliono ancora ritenersi ed essere considerati degni di rappresentare ed esercitare le loro rispettive funzioni, dovrebbero aver almeno il buon gusto, se non li soccorre un elementare senso etico e civile, di ringraziare pubblicamente quei cittadini responsabili che si sono ad essi sostituiti.

E’ proprio il caso, quindi, che si guardi al processo Ecolevante come al risultato di un’azione di alto valore civile e politico.

Un’azione attraverso la quale i cittadini elettori, con due distinte azioni popolari, per tutelare non solo gli interessi dell’ente Provincia di Taranto ma anche quelli dell’ente Comune di Grottaglie, hanno dato un esempio davvero straordinario di responsabilità civile.

E hanno messo a nudo le resistenze di alcune amministrazioni. Resistenze che tuttora continuano, dal momento che gli organi rappresentativi ordinari del Comune di Grottaglie, cioè Sindaco e Giunta comunale, continuano a rimanere ancora, vergognosamente, inerti.

Riferimenti tel. 3687492108 per

Comitato Vigiliamo per la discarica e Rinascita Civica - Grottaglie

giovedì 4 novembre 2010

Sul decreto salva Ilva

mercoledì 3 novembre 2010

Comunicato stampa del Sud in Movimento: Gestione dei rifiuti da Terzigno a Grottaglie

Per l'associazione Sud In Movimento di Grottaglie l'esplosiva situazione presente a Terzigno e in altri comuni della Campania, non può che far scaturire alcune considerazioni in merito all'annoso problema dello smaltimento dei rifiuti.
Come prima cosa va espressa tutta la solidarietà possibile a quei cittadini che pacificamente si battono per la difesa di diritti costituzionalmente garantiti come la salute e l'ambiente e, per tutta risposta, ricevono un trattamento da parte dello stato degno di paesi meno civili del nostro.
Quella campana è una lotta simile a quella avuta pochi anni orsono anche nella provincia di Taranto con la costituzione del Presidio dei cittadini di Grottaglie e San Marzano che si è battuto contro l'apertura delle discariche Ecolevante e di Vergine di Fragagnano.

Ma è arrivato il momento di indicare le responsabilità politiche e, come è innegabile che in Campania sia stata la politica a generare questo collasso ambientale e sociale, anche nella provincia jonica la strada intrapresa dalle amministrazioni in breve tempo porterà a situazioni simili.

Il nodo cruciale è senza dubbio la mancata attuazione di una seria e articolata raccolta differenziata e, sia l' eco-balle campane che le discariche tarantine, non sono che il paradigma di una politica che troppo spesso ha perseguito strade che non avevano come meta la salute pubblica. E proprio il PD si è affrettato a dichiarare che nelle discariche del tarantino non c'è posto per i rifiuti campani,posto che ovviamente si trova molto facilmente se una nuova discarica si deve aprire.

A Grottaglie, per esempio, duole osservare che l'amministrazione locale ha senza indugio dato, per quanto attiene alla propria competenza, il benestare per ben tre lotti alla discarica Ecolevante, mentre, dopo un brevissimo periodo di sperimentazione, ha interrotto la raccolta differenziata "porta a porta". La domanda è semplice, perchè?
E fu proprio l'assessore all'ambiente Ciro Alabrese, in un incontro organizzato dal Sud In Movimento il 9 maggio 2009, a rassicurare la cittadinanza sull'impegno dell'Amministrazione in una svolta delle politiche ambientali, promessa smentita dall'immobilismo dimostrato.
Esattamente come la mancata costituzione di parte civile dell'Amministrazione Comunale nel processo contro la società Ecolevante per fatti inerenti all'acquisizione di specifici permessi, più volte chiesta dal Sud In Movimento e da altre associazioni locali, dimostra una palese asservimento dell'amministrazione tutta e in particolar modo del partito di maggioranza, ai voleri del padrone della "monnezza".

Per evitare che anche il nostro territorio possa in breve tempo diventare teatro di tensioni sociali, dovute alla mala gestione politico amministrativa, c'è bisogno di un cambio di rotta e di cultura che, l'odierna classe dirigente, legata ancora a visioni clientelari e padronali della politica,non è in grado di offrire.