giovedì 28 ottobre 2010

NO AI RIFIUTI CAMPANI IN TERRA JONICA


COMUNICATO STAMPA 27 ottobre 2010 - Associazioni e Comitati della Provincia di Taranto


NO AI RIFIUTI CAMPANI IN TERRA JONICA

Venerdì 29 ottobre alle ore 9,30, presso la sede di AttivaLizzano, in via Canova 9 a Lizzano, si terrà la conferenza stampa organizzata dalle associazioni e comitati ambientalisti della provincia jonica per dire NO al conferimento nelle discariche per rifiuti speciali Vergine S.p.a., Ecolevante e Italcave di circa 62.000 tonnellate di rifiuti provenienti dalla Regione Campania.

Secondo la Sentenza C-297/08 della Corte di Giustizia Europea, la Repubblica Italiana, non avendo adottato, per la regione Campania, tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente, è venuta meno agli obblighi della direttiva 2006/12 del Parlamento europeo.

La presenza di rifiuti radioattivi in Campania non è nuova, nel febbraio 2010 sono stati scoperti carichi di rifiuti urbani destinati alla discarica di Chiaiano (NA).

Riteniamo che il nostro territorio sia già pesantemente compromesso e che la sua messa in sicurezza sia prioritaria e necessaria rispetto anche all’analisi della qualità dei rifiuti provenienti da altre Regioni. Chiediamo ai sindaci e al Presidente della Regione di impedire l’entrata dei rifiuti campani nel territorio tarantino.

Ulteriori dettagli verranno resi noti durante la conferenza stampa.

Contatti:

Associazione di Cittadini AttivaLizzano

Via Canova 9,(adicente Largo Bino), Lizzano(Ta)

email:attivalizzano@gmail.com
http://cittadinanzaattivalizzano.blogspot.com/ tel. 3474916705

domenica 24 ottobre 2010

Bisogna farsene una ragione...


Dopo mesi trascorsi in udienze preliminari finalmente il 22 Ottobre scorso il procedimento penale a carico del legale rappresentante della Ecolevante Spa e dell'allora Dirigente del Servizio Ecologia e Ambiente della Provincia di Taranto è entrato nel vivo. Almeno così sarebbe dovuto essere, visto che gli Avvocati della Difesa continuano a sostenere, nonostante un giudizio del gip a loro sfavorevole l'inamissibilità dei comitati e dell'azione popolare in questo procedimento. Una decisione quella della ammissione dei comitati e dell'azione popolare dei cittadini che deve essere ritenuta di fondamentale importanza dalla difesa delle parti dato che non hanno ritenuto di dover entrare nel merito delle accuse rivolte.
Aggiornamento al prossimo 17 Dicembre 2010 ore 12

CS VIGILIAMO PER LE DISCARICA

Processo Ecolevante

Dopo le udienze preliminari, prima udienza di merito 22 ottobre 2010

Cinque avvocati per i comitati, il comune di S. Marzano, l’ “azione popolare” dei cittadini-elettori costituitisi in sostituzione della Provincia di Ta e del comune di Grottaglie.

Due avvocati in difesa di Ecolevante e del dirigente del servizio ecologia e ambiente della Provincia in carica all’epoca dei fatti contestati .

Quattro ore di attesa e due ore e mezza di discussione.

I due avvocati difensori di Ecolevante e del funzionario della Provincia hanno continuato a sostenere l’inammissibilità dei comitati, dell’azione popolare e del comune di S. Marzano, per altro già ammessi al processo dal Giudice delle udienze preliminari il 7 aprile 2009.

Mentre e i cinque avvocati della costituzione di parte civile dei comitati non solo hanno difeso la validità dell’azione popolare e l’ammissibilità dei comitati e del comune di S. Marzano, ma hanno anche fatto presente come, continuare a insistere sulla inammissibilità della costituzione delle parti anzidette, sia fuorviante rispetto agli stessi capi di accusa.

I quali consistono in: abuso in atti di ufficio per il funzionario provinciale, e costruzione di discarica abusiva per Ecolevante, dal momento che i lavori di allestimento del cosiddetto terzo lotto erano continuati nonostante si fosse in attesa della sentenza del Tar di Lecce che poi effettivamente dispose il sequestro a seguito dell’azione penale avviata nel 2006 dal comitato Vigiliamo per la discarica, e alla quale si sarebbero aggiunti, nel 2007, i comitati Sud in movimento, Anpana e Lida, la Pro loco Marciana e il comune di S. Marzano. Nuova udienza: 17 dicembre 2010 ore 12.

sabato 23 ottobre 2010

Le verità scomode

Ovvero perche in Italia la nostra classe politica non dice e sopratutto non fa quello che bisognerebbe fare...

CURA INGLESE, MIOPIA ITALIANA

LE VERITÀ SCOMODE

L' annuncio dato dal premier inglese David Cameron ha turbato il Regno Unito. Mezzo milione di dipendenti pubblici in meno, in un Paese che ha privatizzato tutto il possibile, rappresentano una misura senza precedenti. Specie se abbinata a un taglio di 20 miliardi di euro dei trasferimenti per il welfare. Che cosa accadrebbe in Italia davanti a un annuncio simile? Se non con le stesse proporzioni, anche altri leader europei stanno indicando ai propri elettorati la fine della spesa facile e di uno stato sociale generoso. Quale che sia il loro profilo politico, quanti e quali siano gli errori che hanno commesso in passato, questi leader mettono a repentaglio popolarità e forse carriera politica. Nicolas Sarkozy e Angela Merkel pensano che un' epoca stia volgendo al termine e cercano nuove strade. Potranno anche sbagliare nelle misure che propongono e nelle tattiche che adottano, ma per una volta la politica europea si mostra responsabile, non si nasconde, non partecipa al gioco dei sondaggi e dei talk show. Più di Sarkozy è significativo che la Merkel vada nella direzione di correggere le politiche della spesa. Dimostra che sono in ballo orientamenti di lungo termine e non scelte a breve. Perché sul piano della contingenza la Germania sembra uscire dalla crisi addirittura come Paese vincitore. Cresce a un ritmo superiore al 3%, i disoccupati sono scesi sotto la cifra simbolo di tre milioni e, come recitava una recente copertina di Der Spiegel, i tedeschi sono gli unici in grado di sfidare la Cina. Cameron e colleghi hanno scelto la responsabilità e intendono spiegare ai propri cittadini che se si vuol conservare quel modello che ha fatto dolce l' Europa bisogna lavorare sui correttivi. Profondi, ma pur sempre correttivi. Nessuno sta indicando una fuoriuscita dalla storia del Continente e dalle sue virtù. Stanno dicendo che per riprendere la strada della crescita occorre una sosta ai box. Dolorosa, per carità, ma pur sempre finalizzata a una ripartenza. Se dall' Europa volgiamo lo sguardo alla politica italiana dobbiamo registrare, ahinoi, una sfasatura. Il discorso pubblico non è focalizzato sugli stessi temi. L' Italia sta uscendo lentamente, assai lentamente dalla crisi, ed è forte la convinzione di ricadere vittime di quella maledizione che nessun governo di destra o di sinistra è riuscito a esorcizzare: la crescita zero virgola. È vero che reggiamo grazie alla forza di tradizioni come la famiglia e i territori che fungono da grandi ammortizzatori sociali, ma fino a quando? La sussidiarietà quotidiana evita il tracollo del welfare statale, non è però un progetto a lungo termine. Può essere un formidabile compagno di viaggio di una buona politica, non il sostituto. Intanto non si hanno più notizie certe della riforma della pubblica amministrazione che, secondo il ministro Renato Brunetta, avrebbe garantito la riorganizzazione della macchina statale. Intanto le cronache dei Consigli dei ministri raccontano di recital dei responsabili di questo o quel dicastero che chiedono solo di poter spendere. Intanto nelle proposte dell' opposizione rimane forte la tentazione di eludere i vincoli di bilancio. Fatta la somma, non si può non avvertire la mancanza di una o più coscienze critiche, di autorità morali che, senza invadere il sacrosanto terreno dei partiti e della raccolta del consenso popolare, dicano al Paese alcune verità. Quelle scomode. Solo dopo un bagno di realtà si può pensare al secondo tempo, si può progettare la fine della maledizione italiana.

Dario Di Vico da Corriere.it


giovedì 21 ottobre 2010

C.S.: Agricoltura. Un'altra fregatura? Volantinaggio domenica 24

L’associazione politico – culturale “Sud in movimento”, dopo aver chiesto un consiglio comunale monotematico riguardante la costruzione e la gestione del Centro Servizi per l’Agricoltura a codesta amministrazione comunale, a seguito di una petizione tenutasi durante la manifestazione “La Notte dei Briganti” l’ 8 agosto 2010, e dopo non aver ricevuto alcuna risposta nel merito, ha indetto, per la giornata del 24 ottobre, un volantinaggio in piazza Principe di Piemonte, a partire dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 21, per illustrare alla cittadinanza le problematiche e gli interrogativi che gravitano attorno alla struttura in questione.
Il Sud in Movimento si è già occupato dell’argomento, organizzando un incontro il 09/05/2010.

Durante tale avvenimento, a cui hanno preso parte numerosi agricoltori ed operatori del settore, non vi è stata partecipazione da parte di nessun rappresentante dell’ amministrazione comunale, pur avendo ricevuto un invito a partecipare, per illustrare ai presenti la struttura dell’opificio ed il suo funzionamento.

Fatto anomalo è che, nonostante il silenzio dell’amministrazione comunale, anche l’opposizione e le varie associazioni di categoria non si sono espressi su questi temi importanti; appare dunque evidente le varie forze in gioco, istituzionali, politiche e di rappresentanza sono deficienti nel rappresentare un settore importante per l’economia cittadina.

Come è noto, il settore agricolo, ed in particolar modo il comparto dell’uva da tavola, rappresentano il traino dell’economia grottagliese, con oltre 3000 aziende ed un fatturato di diversi milioni di euro. Tuttavia, tale settore, da qualche anno a questa parte sta attraversando un periodo critico, a causa della congiuntura economica sfavorevole, del ridotto potere di spesa da parte della popolazione ed una difficoltà cronica da parte degli addetti al settore di veicolare e promuovere i nostri prodotti agricoli, in primis l’uva da tavola, sui mercati di riferimento.

Il Centro Servizi per l’Agricoltura potrebbe rappresentare dunque un utile strumento per far fronte a tali problematiche, ma la sua gestione richiede esperienza, oculatezza ed un coinvolgimento di tutti i protagonisti della filiera.

La richiesta per il consiglio comunale monotematico sul Centro Servizi, con in allegato le firme raccolte durante la petizione è stato inoltrato il 30 settembre 2010. Inoltre in questa data è stata effettuata una seconda richiesta, riguardante un incontro pubblico con il c.d.a. del GAL “Colline Ioniche”, al fine di discutere le problematiche riguardante la gestione e la trasparenza dei fondi pubblici assegnati al medesimo.

Durante il volantinaggio sarà allestito un gazebo per illustrare agli interessati alcuni dati della struttura.
Appuntamento dunque domenica 24 ottobre in piazza Principe di Piemonte dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 21.

martedì 19 ottobre 2010

CS Vigiliamo per la discarica sulla nuova emergenza dei rifiuti campani destinati alle discariche nel tarantino

COMUNICATO STAMPA

di Vigiliamo per la discarica

Ancora rifiuti campani nelle discariche del tarantino

Ma a chi interessa veramente? Siamo sicuri di ciò che ci manderanno?

Come nel 2006, 2007, 2008. La Campania è ancora commissariata, l’emergenza-rifiuti campana si ripresenta puntuale, e la monnezza è inviata nelle discariche per rifiuti speciali del tarantino: Ecolevante a Grottaglie, Vergine a Lizzano, Italcave a Statte. E’ deciso, la gara d’appalto per il trasporto dei rifiuti è stata fatta.

Sembra che dal 2006 non sia cambiato niente ma, se si osserva bene, si notano alcune varianti, oltre a due costanti che ci dovrebbero far indignare e preoccupare se solo riuscissimo a scuoterci dall’immobilismo di morte che già sta togliendo vita e futuro ai nostri figli.

Le costanti sono: la non volontà politica di risolvere il problema dei rifiuti solidi urbani a monte, con la pratica del recupero, riuso e riciclo; e l’ostinazione del Governo a inviare i rifiuti campani nelle discariche del tarantino. Discariche per rifiuti speciali che già sono usate per le emergenze pugliesi (Ato Lecce2 e ora anche Bari) e che già lavorano per conto loro a ritmi tanto veloci da aver richiesto, e facilmente ottenuto, ampliamenti per 9 milioni di metri cubi nel solo 2009.

E le varianti, di questo film già visto, non sono meno gravi. Una è costituita dal recente allarme-rifiuti anche in Puglia, già scattato nel sud barese e nello stesso capoluogo, e dal contemporaneo rifiuto del Comune di Conversano, confortato dalla recente sentenza del Tar di Bari, di accettare l’ennesimo ampliamento della discarica presente nel suo territorio (Lombardi Ecologia) per far fronte all’emergenza barese.

L’altra variante è costituita da alcune circostanze che, al di là delle apparenti e immediate rassicurazioni, dovrebbero inquietare i nostri sonni e soprattutto quelli di chi ci amministra.

Il consorzio partenopeo Cite (Consorzio interprovinciale trasporti ecoambientali), che si è aggiudicato il bando da 8 milioni di euro promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Protezione Civile per lo smaltimento nelle discariche del tarantino dei rifiuti dell’emergenza campana del 2008, rassicura che si tratta di terriccio stabilizzato per due anni, praticamente inodore, non pericoloso e che non ha grande impatto ambientale.

Ma il 4 marzo scorso la sentenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo, chiudendo la procedura aperta nel luglio 2008, ha condannato l’Italia perché La Repubblica italiana, non avendo adottato, per la regione Campania, tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare,non avendo creato una rete adeguata ed integrata di impianti di smaltimento, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 4 e 5 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 5 aprile 2006, 2006/12/CE, relativa ai rifiuti”. Allora: come, dove e quando sarebbero stati trattati questi rifiuti campani, risalenti appunto alle emergenze del 2007 e 2008?

Ancora. A giugno 2008 e a febbraio 2010 sono stati scoperti rifiuti radioattivi nei carichi di rifiuti urbani da incenerire o da stoccare in discarica. I fatti, riportati dal giornale spagnolo El Pais e da La Repubblica-Napoli, sono accaduti rispettivamente ad Amburgo, in Germania, e a Chiaiano, nel parco metropolitano delle colline di Napoli, sede di una discarica per rifiuti urbani denominata “Cupa dei cani” inaugurata l’anno scorso.

La Germania ha scoperto tassi di radioattività superiori al consentito nella spazzatura già stabilizzata inviata da Napoli e destinata all’inceneritore di Amburgo. Si tratta di residui di iodio 131, utilizzato in alcune terapie per il cancro di ossa e tiroide. E il Ministro dell’Ambiente tedesco ha preteso che le autorità italiane garantiscano per iscritto che faranno controlli sulla radioattività prima della spedizione. E Bertolaso, commissario straordinario per Napoli, ha garantito che una squadra speciale di vigili del fuoco controllerà i rifiuti alla fonte.

A Chiaiano, per tre volte nell’arco di sei mesi, da agosto 2009 a febbraio 2010, sono stati fermati compattatori con carico radioattivo in procinto di entrare nella discarica o addirittura all’interno di essa. Si tratta sempre di rifiuti ospedalieri irradiati di iodio 131 mischiati ai rifiuti urbani. A rivelare la presenza di rifiuti radioattivi sono stati un verbale di polizia, un sopralluogo dell'Nbcr (Nucleo speciale dei vigili del fuoco Nucleare, biologico, chimico, radioattivo) che ha confermato i livelli di radioattività, e una bolla di accompagnamento.

E’ evidente, ad Amburgo, la serietà e la costanza dei controlli oltre alla immediatezza e severità dell’intervento presso le autorità italiane; a Chiaiano, oltre alla costante sorveglianza del comitato locale, è stata determinante l’attività di un procuratore aggiunto, Aldo De Chiara, che coordina la sezione "Ambiente e territorio" della Procura della Repubblica, e che segue personalmente il "Caso Iodio 131". E da noi?

Vendola, presidente della regione Puglia, a una rapida e mi auguro (per lui) incompleta disamina dei giornali locali, ha rilasciato qualche dichiarazione solo nel 2006, mentre nel 2007 e 2008 hanno parlato in sua vece l’ex assessore all’ambiente Lo Sappio e l’ex vicepresidente Frisullo. In occasione dell’attuale emergenza campana, al suo silenzio ha fatto eco la dichiarazione del nuovo assessore all’ambiente Nicastro, che candidamente ha dichiarato di essere “ in questo momento impreparato” e di non aver avuto interlocuzioni sull’argomento con il governatore”.

Dalla Provincia di Taranto nessun segno di attenzione al problema. E di procuratori aggiunti, che coordinino sezioni specifiche per l’ambiente e il territorio, nemmeno a parlarne.

E i Sindaci e gli Amministratori locali? Dalla mia forse incompleta documentazione, ci sono state prese di posizione a Statte e a Grottaglie, non ancora a S.Marzano, Monteiasi e Carosino. Mentre la sinergia recentemente mostrata dai sindaci di Monteparano, Fragagnano, Lizzano e Faggiano per far fronte comune al disagio causato dalla presenza della discarica Vergine, lascia ben sperare in una loro presa di posizione anche per l’arrivo dei rifiuti campani.

Ma non basta un generico rifiuto, seguito poi da passività e rassegnazione, come già avvenuto per le precedenti emergenze campane. Occorre che le Amministrazioni facciano propria la lezione di Amburgo e di Chiaiano, chiedano certificazioni alla fonte circa la stabilizzazione e la non pericolosità/non radioattività, ed esigano e magari attuino in proprio controlli all’arrivo dei rifiuti campani. Ai sindaci è affidata la tutela della salute dei propri concittadini!

Intanto, per quanto riguarda i comitati, Vigiliamo per la discarica concorderà a breve un incontro con tutti i comitati attivi nel territorio per approfondire l’argomento e decidere insieme il da farsi.

Etta Ragusa

Coordinatrice di Vigiliamo per la discarica

Grottaglie, 19.10.2010

venerdì 15 ottobre 2010

Continua lo scempio!

Cambiano gli assessori, cambiano i governi Regionali ma le soluzioni e le risposte degli amministratori locali sono sempre le stesse, all'insegna del trasecolare e della più evidente impreparazione.

Scoppia nuovamente l' emergenza rifiuti in Campania, le aziende pugliesi hanno tutto il tempo di partecipare al bando emanato dalla Protezione Civile per lo smaltimento delle cd ecoballe campane, la gara viene effettuata, le due aziende pugliesi se le aggiudicano, e sapete qual'è la risposta del nostro Assessore Regionale all'ambiente: " Non so nulla".
Il dirigente della Regione, il noto Antonicelli, trasecola anche lui ( a proposito ma come mai è ancora li al suo posto? E' vero o non è vero che il Governatore Vendola avrebbe rinunciato a queste consulenze d'oro per trovare le risorse finanziare per pagare il consiglio regionale allargato) ...." non ho ricevuto alcuna comunicazione formale...."come se questo bastasse a fare stare tranquilli i cittadini della Provincia di Taranto ormai condannati a vivere nel territorio destinato ad essere la pattumiera d'Italia, schiacciati da problematiche ambientali che la nostra valente classe politica quotidianamente ignora, accetta ed asseconda.
Poveri noi.



I rifiuti campani in discariche pugliesi
L'assessore Nicastro «Non so nulla»

Oltre 61mila tonnellate di rifiuti speciali in arrivo
a Taranto e Grottaglie e la Regione non è informata

BARI — Ben 61mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi provenienti dalla Campania potrebbero arrivare in tre discariche pugliesi. E la Regione Puglia non sa nulla. Ad aggiudicarsi il bando da 8 milioni di euro, promosso dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Protezione civile per lo smaltimento dei rifiuti dell’emergenza campana del 2008, è stato il consorzio partenopeo Cite (Consorzio interprovinciale trasporti ecoambientali). La società avrebbe successivamente individuato le discariche dove saranno smaltiti i rifiuti. Due si trovano nel territorio di Taranto, l’Italcave e la Vergine, e una in quello di Grottaglie, la Ecolevante.

I RIFIUTI. Si tratta di materiali, risalenti agli anni 2007 e 2008, derivati dal trattamento meccanico dei ciclo dei rifiuti. «È terriccio stabilizzato per due anni — rassicura il consorzio Cite — ed è praticamente inodore e non pericoloso. Non ha grande impatto ambientale». Per il trasporto dei rifiuti, che equivalgono a circa 50mila metri cubi di materiale, serviranno 200 automezzi e più di un mese di lavoro a pieno regime. Ma prima del trasporto occorrerà l’intesa tra Puglia e Campania. Secondo le leggi in materia, infatti, occorre il via libera della regione che «accoglierà» le ecoballe.

IL «NO» DEL VENETO. Si tratta degli stessi rifiuti che qualche giorno fa erano stati al centro di una polemica tra Campania e Veneto, che non voleva la «monezza» napoletana. Lo scorso 23 agosto era stato indetto il bando, con il quale la struttura operativa di supporto alla Regione Campania aveva chiesto alle altre Regioni la disponibilità a siglare un’intesa per il trasporto e lo smaltimento di 61mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi prodotti e stoccati negli impianti Stir, gli ex Cdr campani. Infatti, l’assessore veneto all’Ambiente, Maurizio Conte, militante della Lega sin dal ’93, aveva attaccato: «Ribadiamo il nostro no ai rifiuti campani. Nessuna solidarietà, se la sbrighino loro».

LA RISPOSTA CAMPANA. Benché sia stata la Regione Puglia ad aggiudicarsi la gara, l’assessore veneto della giunta Zaia aveva quindi ritenuto opportuno sollevare una pretestuosa polemica sull’accoglimento dei rifiuti campani, provocando la durissima reprimenda del suo omologo campano, Giovanni Romano. «Prima di parlare — aveva replicato quest’ultimo — in Veneto farebbero meglio a leggersi bene le carte, invece di fare i maestrini. La Regione Veneto sta montando una polemica basata sul nulla: nessuna ditta di quel territorio si è aggiudicata la gara, nessuno ha chiesto la loro disponibilità a ricevere i nostri rifiuti solidi urbani. Del resto ci risulta che il Veneto non sia neppure autosufficiente, tant’è che manda i suoi rifiuti in Germania».

LA MERAVIGLIA DI NICASTRO. Nessun commento alla notizia dell’arrivo in Puglia dei rifiuti arriva dalla Regione. Quasi un giallo. L’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro non sa nulla del possibile arrivo dei rifiuti campani e prende tempo. «In questo momento — dice Nicastro — sono impreparato e non ho avuto interlocuzioni sull’argomento con il governatore. Di certo prima di far arrivare questi rifiuti servirà un pacco di garanzie». Anche Antonio Antonicelli, dirigente regionale del Servizio gestione rifiuti e bonifiche della Regione Puglia, afferma di non aver ancora ricevuto nessuna comunicazione formale da parte della Protezione civile e della Regione Campania. «Il bando della protezione civile — spiega il dirigente — ha espressamente bisogno di un’intesa con il territorio. Dal punto di vista tecnico codici autorizzato dovessero essere a posto non ci dovrebbero essere difficoltà ad accettare i rifiuti. Ma essendoci risvolti di carattere politico la palla passa all’assessore».

A.Alfonso Centrone da Corriere.it

14 ottobre 2010

actionaid san marzano - GMA 16 Ottobre




Giornata Mondiale dell’Alimentazione

Egregio,

operare contro la fame diventa realtà quando stato, organizzazioni della società civile e settore privato lavorano in associazione a tutti i livelli per sconfiggere la fame, la povertà estrema e la malnutrizione.

Nel 2009 è stata raggiunta la soglia critica di un miliardo di persone che soffrono la fame in tutto il mondo, in parte a causa dell’aumento dei prezzi alimentari e della crisi finanziaria: “un traguardo tragico per i nostri giorni”

In questa Giornata mondiale dell’alimentazione 2010, in un momento in cui non ci sono mai state così tante persone che soffrono la fame al mondo, riflettiamo sul futuro. Con la forza di volontà, il coraggio e la determinazione – e con molti attori che collaboreranno e si aiuteranno a vicenda – è possibile produrre più cibo, in modo più sostenibile, e farlo arrivare nelle bocche di coloro che ne hanno più bisogno.

Nell’Anno Europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, dal 20 al 22 settembre scorso si è tenuto a New York un Summit delle Nazioni Unite dedicato agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, per eliminare la povertà estrema e la fame nel mondo. I leader mondiali si sono riuniti per valutare l’avanzamento degli 8 Obiettivi a cinque anni dalla scadenza per il loro raggiungimento, fissata per il 2015. Sul primo Obiettivo del Millennio, che mira a dimezzare il numero di affamati nel mondo, vi è stato un peggioramento anziché un progresso e a causa della recente crisi finanziaria e alimentare il numero di persone malnutrite è salito a livelli record, oltre il miliardo.

Per ActionAid*, il primo Obiettivo potrà essere raggiunto entro il 2015 solo se al vertice ONU di settembre verranno definite azioni concrete e scadenze precise nei prossimi cinque anni. In particolare nei Paesi in via di sviluppo sono necessari interventi di supporto al settore agricolo, soprattutto a favore dei piccoli agricoltori e delle donne contadine, e programmi di protezione sociale a sostegno dei più poveri.

I Paesi industrializzati devono stanziare risorse adeguate per assicurare il buon esito dei piani nazionali, attraverso un finanziamento non inferiore a 40 miliardi di dollari annuali. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea inoltre dovrebbero eliminare gli investimenti in produzione di biocarburanti nei Paesi poveri, perché la produzione dei cosiddetti “carburanti verdi” sottrae terre ai contadini del Sud del mondo utilizzate per la produzione di cibo.

A tal proposito, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione del prossimo 16 Ottobre, stiamo organizzando un evento di beneficenza per la raccolta di fondi da destinare al “Progetto Milana” uno dei progetti della campagna di ActionAid “Operazione Fame”.

Milana è una ONG partner di ActionAid attiva nel contesto urbano di Bangalore e nei distretti di Shimoga e Davangere. Dal 2001, l’associazione si occupa di aiutare le persone in condizioni di vulnerabilità, in particolare donne e bambini, spesso allontanati dalla famiglia alla scoperta della loro sieropositività. Accoglienza, invio a centri medici specializzati, educazione a una vita più sana e a una nutrizione equilibrata, avvio di piccole attività di microcredito, nessun aspetto della vita quotidiana viene trascurato per sostenere le famiglie nella lotta per la sopravvivenza e per una vita più degna.

Attività da realizzare.

A 700 bambini orfani o vulnerabili a causa dell’HIV e alle loro comunità verrà garantito l’immediato accesso a servizi di base come l’integrazione alimentare, trattamenti anti-retrovirali, l’educazione e saranno offerti dei servizi di counselling per i bambini e genitori con l’obiettivo di renderli consapevoli dei propri diritti. Infine, continueranno le azioni di pressione sulle istituzioni locali, affinché a livello politico vengano prese decisioni corrette nella direzione di un totale riconoscimento dei diritti dei bambini vulnerabili e delle persone affette da HIV/AIDS.

Pertanto, come Gruppo Locale per ActionAid di San Marzano di San Giuseppe (TA) nella persona del referente Sig. Rochira Cosimo, saremmo lieti di averla con noi nella realizzazione di questo evento di sensibilizzazione e aiuto per la lotta alla povertà e all’ingiustizia sociale.
Colgo l’occasione per porgere a nome di tutto il Gruppo i più cordiali saluti.

San Marzano di San Giuseppe, 13 Ottobre 2010

Gruppo Locale per ActionAid di San Marzano di San Giuseppe (TA)
Il Referente Rochira Cosimo

lunedì 11 ottobre 2010

Comunicato stampa del Sud in Movimento: dove è l'URP di Grottaglie?

Un cittadino Grottagliese a chi può chiedere quando apriranno l’isola ecologica? Perché è stata chiusa la piscina comunale? A cosa serve quella struttura che stanno realizzando di fronte alla cantina della Pruvas?

L’URP risponderebbe a tutte queste domande.

La Legge n. 150 del 2000 istituisce l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), una struttura obbligatoria la cui funzione è duplice: la trasparenza amministrativa e qualità dei servizi ed al tempo stesso uno strumento di comunicazione istituzionale e di contatto con i cittadini.

Eppure il Comune di Grottaglie non ha un ufficio URP, nonostante sia obbligatorio dotarsi di tale ufficio. Ci si chiede, dunque, come il Comune voglia garantire l’accesso alle istituzioni, la partecipazione all’azione amministrativa, l’esercizio del diritto alle informazioni, se il cittadino non sa a chi rivolgere le semplici domande riguardanti i servizi erogati dal Comune o non sa a chi segnalare i problemi.

Se visitiamo il sito ufficiale degli Urp e chiediamo l’elenco degli Urp della Regione Puglia, possiamo notare che molti enti pubblici hanno questi uffici. Sul sito viene indicato il referente, il suo numero di telefono, il suo indirizzo e-mail. Anche i paesi più piccoli del nostro, si citano per esempio, il Comune di Grumo Appula in provincia di Bari, Castrignano del Capo in provincia di Lecce, Castelluccio Valmaggiore (meno di 1500 abitanti) in provincia di Foggia, Carovigno in provincia di Brindisi, hanno un URP. E Grottaglie?

Non ha un referente e il numero di telefono indicato è quello del centralino, come mai tutto ciò? A chi possiamo chiederlo? All’URP, logicamente. Va bene ma se non esiste? Pazienza, rimarrà un’altra domanda senza risposta come tante formulate dai cittadini Grottagliesi.