giovedì 1 luglio 2010

Approda al Consiglio Comunale di oggi l'assurda vicenda dell'assegnazione del bar adiacente la casa comunale nella cd. Piazza dello Spreco.

dal blog di Via Crispi


Approda in discussione al Consiglio comunale di oggi, con un’interrogazione presentata dal consigliere Michele Santoro, quello che potremmo oramai definire il caso «Ciro Liuzzi». I lettori di Via Crispi conoscono già questa triste vicenda di mala politica, nell’ottobre del 2008 pubblicammo uno speciale interamente dedicato alla questione (per leggere clicca qui). Probabilmente l’interrogazione all’ordine del giorno di oggi, rappresenta uno dei casi più gravi di cattiva gestione amministrativa, politica, economica e sociale della storia di questa città. Un caso di assoluta vergogna per questa amministrazione.

Un cittadino grottagliese, emigrato per venti anni in Germania, prima di far ritorno con la sua famiglia nella città natale. Una scelta sofferta quella di Ciro, perché in Germania era riuscito a costruirsi una posizione di tutto rispetto, tanto da guadagnarsi attestazioni di merito e benemerenze, persino dall’Onu, per il suo impegno sociale e per la promozione della sua terra italiana all’estero. Oltre che un ricco curriculum professionale di rara competenza maturata nel settore ricettivo, turistico e alberghiero.

Vessazioni, umiliazioni, abuso ed eccesso di potere è ciò che ha dovuto passare il sig. Ciro Liuzzi e la sua famiglia sin dal ritorno nel suo Paese. Si potrebbe scrivere un’enciclopedia. Inizialmente i problemi sorsero con l’iscrizione alla Camera di Commercio della sua attività. Considerato uno straniero nella sua patria. Un anno e mezzo durò la sua agonia fino a quando il Ministero delle Attività Produttive, su pressioni del Consolato generale italiano di Lipsia, intervenne presso la Camera di Commercio per far iscrivere d’ufficio il Sig. Liuzzi, perché tutti i diritti maturati in Germania valgono anche in Italia, anche a Taranto, anche a Grottaglie. Eppure gli emigranti di rientro nella propria nazione e nella propria regione dovrebbero godere di tutta una serie di privilegi e di diritti supplementari per una migliore integrazione, così come apposite leggi prevedono. Una su tutte la legge regionale 23/2000.

L’interrogazione presentata dal consigliere Michele Santoro è incentrata soprattutto sull’assurda vicenda inerente la gestione del chiosco-bar esistente nella piazza adaocente il Palazzo Comunale (già Piazza dello Spreco). Con delibera di Giunta del 2 aprile 2007 n. 126 il Comune di Grottaglie approvò il bando di gara per l’assegnazione di posti disponibili su aree pubbliche tra cui l’assegnazione della gestione del bar realizzato nell’ambito del parco adiacente la casa comunale. Al sig. Ciro Liuzzi in quella sede, non vennero riconosciuti tutti i diritti e i punteggi maturati in Germania, eppure in quel momento il Ministero aveva già chiarito la sua posizione. Come non vennero riconosciuti neppure i diritti maturati in Italia, a Grottaglie, prima della sua emigrazione. Quella piazza, evidentemente, era già promessa a qualcuno. A qualcuno più vicino all’amministrazione. Ci fu un secondo bando e Ciro Liuzzi lo vinse, pur senza vedersi riconosciuti i suoi legittimi requisiti, perché presentò un’offerta migliorativa delle condizioni del bando. In pratica al primo bando, se fossero stati riconosciuti i suoi diritti, il sig. Liuzzi avrebbe avuto la gestione del chiosco bar gratuitamente, mentre con il secondo bando pagherà un affitto oltre che rispettare una serie di altri adempimenti. La delibera del 31 ottobre 2007 n. 510 aggiudicò il concorso al sig. Ciro Liuzzi.

Una serie interminabile di lungaggini burocratiche non hanno mai consentito al Sig. Liuzzi di avviare la gestione del Chiosco-bar così come da delibera di assegnazione, tanto che l’intera vicenda finì sulla stampa locale ovvero sullo speciale di Via Crispi n. 60 dell’ottobre 2008. Per ripicca, con delibera del 30 ottobre 2008 n. 636, immediatamente esecutiva, la Giunta del Comune di Grottaglie deliberò di revocare l’affidamento della gestione del chiosco-bar sito nel parco comunale adiacente la sede municipale precedentemente aggiudicato con la delibera n. 510 del 31 ottobre 2007. Per ripicca, certo. Lo scrissero persino nella delibera, con la pubblicazione del giornale locale veniva meno il rapporto di fiducia.

Il Sig. Liuzzi impugnò per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, la delibera di revoca n. 636 del 30 ottobre 2008 con ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia sezione staccata di Lecce (Sezione Terza) iscritto al numero di registro generale n. 51 del 2009. Con ordinanza del 6 febbraio 2009 n. 138 il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia sezione staccata di Lecce (Sezione Terza) ha accolto la domanda cautelare di sospensione. E con sentenza n. 1085 del 2010 il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia sezione staccata di Lecce (Sezione Terza) ha accolto il ricorso del sig. Liuzzi ed ha annullato l’atto impugnato.

Già dopo la sospensiva, con nota del 07.05.2009 prot. n. 11225, l’Ufficio appalti e contratti invitava alla “presa in consegna” il sig. Ciro Liuzzi che procedeva alla formale presa in consegna della struttura, velocemente ristrutturata, il 20.05.2009. Tuttavia, mancava l’allaccio idrico ed il Sig. Liuzzi non poteva avviare l’attività.
Solo nel febbraio 2010, dopo ben nove mesi dopo, la Responsabile del servizio dell’Ufficio commercio con nota del 04.02.2010 prot. n. 2478 comunicava al Sig. Liuzzi l’avvenuto allacciamento alla rete idrica e concedeva un termine di sei mesi con scadenza il 24 luglio 2010 entro il quale aprire l’esercizio pubblico, pena la decadenza del diritto di avviare l’attività commerciale.

Il sig. Ciro Liuzzi in data 22 marzo 2010 comunicava che “Avvenuto l’allacciamento dell’impianto idrico a servizio dei locali in oggetto da parte dell’AQP, come da comunicazione 4 febbraio 2010 dell’Ufficio Commercio in indirizzo, senza tuttavia che ad oggi in effetti l’acqua giunga ai detti locali, e proseguendo nell’allestimento dell’attività, al fine del rilascio della necessaria autorizzazione sanitaria l’ASL di riferimento ha richiesto di produrre certificazione di agibilità dell’immobile per l’uso specifico, nonché una planimetria dei locali concessionati conforme allo stato dei luoghi”

La Responsabile del servizio dell’Ufficio commercio con nota del 30.03.2010 prot. n. 8695, in merito al certificato di agibilità dell’immobile, comunicava al Sig. Ciro Liuzzi che “per quanto concerne, invece, l’agibilità del locale, il dott.Giuseppe Cancelliere, Responsabile dell’Ufficio Affari Generali provvederà a curare la procedura per l’ottenimento di detta certificazione. Oviamente il tutto si risolverà in tempi brevissimi per cui la S.V. sarà nelle condizioni di rispettare le scadenze e di poter, quindi, aprire il bar entro il 24 luglio 2010”;

Ma la realizzazione di lavori pubblici e la pubblicazione di bandi pubblici non dovrebbero presupporre il rispetto di tutta una serie di regolamenti e leggi, nonché il possesso di autorizzazioni e licenze specifiche? Come mai, allora, manca il certificato di agibilità dell’immobile?

Il Sig. Ciro Liuzzi, disoccupato dal 2007, attende da oramai tre anni che questa amministrazione lo metta in condizione di aprire la sua attività commerciale nel rispetto dei suoi legittimi diritti, più volte disattesi da una ingiustificata e pretestuosa lungaggine burocratica che si protrae tuttora. In tempi di crisi e di precarietà del lavoro non può un’amministrazione pubblica arrogarsi il diritto di decidere sulla vita lavorativa di un cittadino, vincitore di un bando pubblico nel 2007 e costretto, da allora, a vivere in uno stato di difficoltà economica solo perché la macchina burocratica e politica si è inceppata, restando sorda alle continue istanze di un cittadino che cerca disperatamente di aprire la sua attività commerciale, anche in virtù della sentenza a lui favorevole del Tribunale Amministrativo Regionale.

Il Consigliere Michele Santoro, al Consiglio comunale previsto per questo pomeriggio interrogherà il Sindaco e gli Assessori competenti in materia…

…per sapere se al momento della pubblicazione del bando di gara approvato con delibera di Giunta del 2 aprile 2007 n. 126 per l’assegnazione di posti disponibili su aree pubbliche tra cui l’assegnazione della gestione del bar realizzato nell’ambito del parco adiacente la casa comunale, l’immobile rispettava le disposizioni previste dalla normativa vigente in materia per l’uso specifico;

…per sapere se nel realizzare il Parco comunale adiacente la sede municipale sono state rispettate le disposizioni previste dalla normativa vigente in materia ed in particolare se l’opera realizzata è conforme al progetto definitivo approvato e se l’immobile oggetto di assegnazione è dotato di “Certificato di Agibilità dell’immobile per l’uso specifico”;

…sui motivi per i quali ad oggi al sig. Ciro Liuzzi non sono stati consegnati il “Certificato di Agibilità dell’immobile per l’uso specifico” e la “Planimetria dei locali concessionati” conforme allo stato dei luoghi;

…per sapere come è stato possibile rilasciare al sig. Ciro Liuzzi la documentazione di conformità degli impianti idrici ed elettrici nel 2007 quando la connessione idrica è avvenuta solo il 19.01.2010, come si evince dalla comunicazione inoltrata al sig. Liuzzi in data 04.02.2010 dall’Ufficio commercio, mentre la connessione elettrica su contatore autonomo deve, in realtà, ancora avvenire;

…per conoscere i tempi esatti entro i quali il sig. Ciro Liuzzi sarà finalmente messo in condizione di aprire la sua attività commerciale.

A tre anni dal bando, ad un anno dalla consegna delle chiavi al Sig. Liuzzi, a due mesi dalla sentenza del Tar il sig. Liuzzi non può ancora aprire la sua attività, con immensi danni economici per mancato reddito. E a stagione estiva già iniziata. Quando dovrebbe lavorare il Sig. Liuzzi se non in piena estate? L’Ufficio commercio insiste nel rispettare i termini di apertura fissati per il 24 luglio, ma lo stesso ufficio non concede l’autorizzazione all’apertura come più volte richiesto dal Sig. Liuzzi, con apposite istanze protocollate sia presso gli uffici comunali, sia presso l’Asl di competenza.

TUTTI I CITTADINI CHE DICONO DI AVERE A CUORE LE SORTI DI QUESTO PAESE, AL DI LA’ DELLE APPARTENZE POLITICHE, DOVREBBERO PARTECIPARE AL CONSIGLIO COMUNALE DI OGGI PER ESPRIMERE, CON LA SOLA PRESENZA, LA PROPRIA INDIGNAZIONE VERSO UN’AMMINISTRAZIONE COSI’ ARROGANTE, CAPACE SOLO DI ROVINARE LA VITA DEI SUOI CONCITTADINI. AL CONSIGLIO COMUNALE DI OGGI NON MANCHERANNO I COLPI DI SCENA, VERRANNO PRESENTATI NUOVI DOCUMENTI CHE DIMOSTRERANNO PER L’ENNESIMA VOLTA L’INGENTE SPRECO DI DENARO PUBBLICO DI QUESTA AMMINISTRAZIONE.

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