lunedì 3 maggio 2010

Radical chic e Radicali da sempre








Mentre il nostro riconfermato Governatore comincia a fare le prime prove tecniche di leadership, festeggiando il Primo Maggio non in fabbrica o con i lavoratori ma ammaliando una platea radical chic piena zeppa di finanzieri milanesi in quel di Cisternino...

Vendola nella masseria del banchiere. Primi esami da leader

Il governatore Serata nella casapugliese di Guido Roberto Vitale.

Tra i 100 ospiti, Fabiano Fabiani, Mario D'Urso e Franco Debenedetti Vendola nella masseria del banchiere. Primi esami da leader ROMA La luce delle candele, i fiori, i solidi ulivi. E li fresco dal mare, distante qualche decina di chilometri. Una cena in piedi, quasi cento persone, specialità pugliesi, fave, friselle, orecchiette, fegatini, ma anche tartare di pesce e gamberi... Qpasi cento persone, con incarichi e professioni importanti, rabitudine a frequentare e a valutare le novità. E un ospite d'onore, non dichiarato, ma evidente:

Nicola Vendola, detto Nichi, da un mese rieletto governatore in Puglia.

Nichimagari nonsaràilfuturo leader del centrosinistra, forse al massimo potrà aspirare a essere leader quaggi , come gli disse D'Alema. E cattolico e gay, ostenta rorecchino, usa una lingua immaginifica e accorata, con punte di comunismo: elementi che fanno credere (a gran parte dei dirigenti del centrosinistia) che non possa raccogliere consensi da Agrigenta a Cant . Per ...

Per una serata come quella che si è svolta a Cisternino (Brindisi), il i maggio, è una sorta di «ingresso in società» per Nichi, utile a far conoscere l'uomo. Non risponde a certi canoni, eppure ha letto, trasmette passione, pare diverso dai politici di mestiere. 11 padrone di casa e ideatore della cena è Guido Roberto Vitale, autorevole ban.chiere milanese, che ha curato li collocamento in Borsa di oltre venti società, è stato presidente di Lazard Italia, amministratore delegato di Euromobiliarè, consigliere del Fondo Ambiente Italiano, pre:

sidente di Rcs MediaGroup. E anche azionista della casa editrice Chiarelettere, che pubblica i libri di Marco Travaglio e altre inchieste sull'Italia di Berlusconi e del Vaticano. Vitale ha invitato quasi cento amici a Cisternino, sabato sera, per inaugurare la splendida masseria che ha acquistato e fatto ristrutturare. Mondo dell'economia milanese, professionisti, pizzico di mondanità. C'era Franco De- benedetti, già senatore Ds, saggista e membro di n merosi consigli di amministrazione. Cera Fabiano Fabiani (In, Società Autostrade, Cinecittà, Acea). C'era Orlando Barucci, figlio dell'a ministro Nero e partner di Vitale nella sua banca d'affari. C'era Mario D'Orso, sottosegretario nel governo Dini, amico degli Agnelli, di casa negli Stati Uniti. E poi anche sindaci e illustri pugliesi, e Ricky Tognazzi e Simona Izzo. Fra la casa e il parco sempre qualcuno stava attorno a Nichi Vendola. Che si trovava lì anche per mostrarsi a chi conta al nord, per farsi fare un esame di ammissionè da leader nazionale, ma resisteva a parlare di politica non strettamente pugliese. «Mi occuperà della mia regione per altri cinque anni», ha spiegato. E anche: «Prima di parlare di nuove leadership, c'è da risolvere il problema dell'identità del Partito democratico». a ribadito per quanto dichiarato in una recente intervista: «IL federalismo preparato dal governo fa solo male al sud, è basato su dati truccati». Ragionava, Nichi, sotto gli ulivi secolari, con pacatezza, con quell'aria di crederci sul serio, che finora, almeno in Puglia, lo ha sospinto al successo. Nichi, in realtà, amministra la regione, gusta la vittoria su D'Alema,, che proprio non lo voleva, e prepara li domani, quale che sarà: moltiplicazione delle «Fabbriche di Nichix., che sono palestre per giovani attratti dalla politica, studio delle alleanze, con pezzi dell'ldv o del Pd.

In questa scia, rientrano serate come quella di Cisternino. Alla fine, lasciando la masseria, compassati ospiti commentavano con le signore:

Andrea Garibaldi da Corriere.it

..un grande "vecchio" della politica Italiana festeggiava il suo Ottantesimo compleanno in compagnia dei detenuti del carcere di Bolzano, senza tante liturgie ma, come sempre dalla parte dell'impegno civile.

Vecchio solo per l'anagrafe ma come sempre orientato al futuro,Marco Pannella costituisce un esempio insieme a pochi altri (Enrico Berlinguer, Ugo La Malfa, Aldo Moro) di coraggio politico e di impegno politico. E' impossibile ricordare le innumerevoli battaglie che Marco Pannella e "quello sparuto manipolo" dei Radicali Italiani hanno combattuto in più di cinquant'anni di attività politica, sempre dalla parte più scomoda, dalla parte degli ultimi. Tanti Auguri Marco, ti auguriamo altri cento di questi giorni, impegnato, come sempre, con le tue battaglie, con il tuo impegno esemplare.


di Pier Paolo Segneri*
Il 2 maggio compie 80 anni. Anzi, finisce l’ottantesimo anno di età ed entra a 81. Marco Pannella, classe 1930, sembra sfuggire gli anni che ha guardando avanti invece che indietro. È una predisposizione mentale, è il suo modo di vedere le cose, è sempre stato così. Almeno a sfogliare la sua biografia. Del resto, con la vita che ha fatto: le sue lotte politiche, il suo “fare amore”, il suo “essere speranza”, gli scioperi della fame e della sete, le azioni non-violente che ha sulle spalle, tutte quelle sigarette che gli ingialliscono le dita e i toscanelli che fa rotolare tra il pollice e l’indice mentre parla o mentre ti ascolta, con tutto quello che ha passato e con le cicatrici che ha sotto la sua pellaccia dura, qualcuno si chiede se - per caso - “l’uomo che cammina sui pezzi di vetro” abbia siglato un patto con il diavolo.

No. Semplicemente c’è chi si toglie gli anni per sembrare più giovane e chi, come Marco, li supera e travalica con un balzo ogni traguardo. E lo fa per “dimenticare subito - scriverebbe Pier Paolo Pasolini - i grandi successi”. Infatti, ci vuole sempre qualcuno che lo aiuti a ricordare, altrimenti i ricordi di Pannella tendono a cancellarsi.

Anche perché sono ignoti come lo sono tanti Radicali. Piuttosto, Marco preferisce conservare la memoria. Di più: ha fatto della memoria un suo tratto distintivo e, anche per tale ragione, lo dipingono spesso come un uomo del passato, che viene dal passato e rivolto al passato. Errore. È esattamente il contrario: Pannella viene dal futuro e vive il suo affondare nella memoria soltanto come presupposto per capire il presente e per meglio guardare al domani.

La memoria di questa “bestia abruzzese” - la definizione è sua - è tutta protesa in avanti, verso quel che sarà. Infatti, il suo sguardo ha una visione ampia, d’insieme, fino al dettaglio e non si ferma certo ai ricordi. Pannella non ha mai nostalgia del passato. Vive, casomai, con la nostalgia del futuro. Un futuro che gli rode dentro. Forse anche per quello che ha visto. Soprattutto ora che ha 80 anni.

Molti affermano che Pannella abbia un caratteraccio e, in effetti, bisogna ammetterlo, è proprio così! Ma soltanto perché è un uomo di carattere. Infatti, non è scorbutico, non è ombroso e, come ha ben detto il senatore a vita Giulio Andreotti, «Marco, anche quando graffia, non lascia rancori». È che vuole sempre averla vinta lui. È testardo come pochi. Eppure, non gli interessa vincere, vuole solamente convincerti. È una cosa ben diversa. Anche se ha commesso i suoi sbagli scivolando e cadendo cento o mille volte, si è sempre rialzato. Tra lo stupore di tanti.

Oggi, apparirà pure come uno degli ultimi dinosauri non ancora estinti della politica italiana, ma lui ama stare con gli ultimi. E sa benissimo che non si estinguerà perché tutta la sua vita è memoria del futuro. Perché sa che il passato dipende dall’avvenire e che ogni uomo può, fino all’ultimo giorno della sua vita, ricominciare tutta la vita. Altrimenti non sarebbe neppure vita. Altrimenti non sarebbe neppure vivo. Altrimenti non avrebbe sconfitto il tempo. Infatti, non è per gioco che ripete spesso: la durata è la forma delle cose. Anzi, siccome la politica è anche un’arte e l’arte è la forma che gli uomini danno alla loro sfida con il vento dell’esistenza e la caducità della vita, allora le sue lotte sono forse il modo con cui Pannella “ammazza il tempo” che gli è concesso.


7 commenti:

Anonimo ha detto...

«Certo, Vendola non si può negare ha un certo carisma».

Che già ci costa caro e ci costerà ancora più caro. Qualcuno ha presente il deficit di bilancio della regione Puglia?

Anonimo ha detto...

Premetto: non sopporto i politici. Non mi piace neanche Vendola.
Ma una domanda è d'obbligo: secondo voi era meglio Palese? O Fitto?

Anonimo ha detto...

Sarebbe stato meglio un Vendola che parlasse del deficit di bilancio e del modo di colmarlo, invece di recitare poesie.

Anonimo ha detto...

le poesie incantano. Il deficit preoccupa. ma la mia domanda non si riferisce solo al caso evidenziato. In generale, dico: meglio palese?

Anonimo ha detto...

nessuna risposta

Fasolada ha detto...

La risposta é palese

Fasolada ha detto...

PRRRRR....Scusate mi é scappata.