sabato 29 maggio 2010

Un santo di Nome Giovanni


Sabato 29 Maggio Parrocchia Madonna delle Grazie subito dopo la celebrazione della Santa Messa delle Ore 19.00

UN SANTO DI NOME GIOVANNI
di Fabio Zavattaro

Fabio Zavattaro, vaticanista tra i più accreditati, ha seguito per più di vent’anni Karol Wojtyla in Italia e nei suoi viaggi all’estero. In questo libro, il giornalista offre il più fedele e intenso racconto in presa diretta del percorso pontificale di Giovanni Paolo II, di cui regala un ritratto inedito e ricco di sfumature.

In viaggio con Karol Wojtyla
il papa che ha cambiato la storia.

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La sera del 2 aprile 2005, tra la folla radunatasi a San Pietro per dare l’ultimo saluto a Giovanni Paolo II, c’era anche Fabio Zavattaro, inviato del Tg1 e vaticanista tra i più accreditati. Il giornalista ha seguito Karol Wojtyla in Italia e all’estero lungo tutto l’arco del suo pontificato. Questo è il fedele e intenso resoconto del percorso accanto al papa, il racconto in presa diretta di un viaggio lungo ventisette anni.

Non è un compito facile raccontare un pontificato, soprattutto se lungo e intenso come quello di Giovanni Paolo II. Ci vogliono date, temi, istantanee, e testimonianze in prima persona di chi ha preso parte ai moltissimieventi memorabili di un mandato durato quasi ventisette anni.

L’attentato che ha cambiato la percezione del papato, mostrando che anche un vicario di Cristo è vulnerabile. E poi il commovente gesto della mano di Wojtyla sul braccio del suo attentatore, una conferma visiva e tangibile alle parole di perdono pronunciate subito dopo il ricovero al Gemelli.

L’incontro del 2002 ad Assisi con i leader delle altre confessioni religiose, chiamati a pregare per la pace, allo scopo di scongiurare un conflitto di civiltà.

La vicinanza ai giovani: è per loro che Giovanni Paolo ii inventa le giornate mondiali, come quella di Czestochowa del 1991, quando per la prima volta anche i ragazzi dell’Est Europa possono incontrare i loro coetanei dell’Ovest.

E soprattutto l’Europa non più divisa. Con un papa che prepara la Chiesa alle novità e ai cambiamenti: a Berlino passa sotto la Porta di Brandeburgo da ovest a est, in senso inverso rispetto alle molte fughe verso la libertà dei cittadini dell’ex Repubblica Democratica Tedesca.

Infine, il grido di Karol Wojtyla nella Valle dei Templi di Agrigento: la sua audacia inaugura una nuova stagione di impegno contro la mafia e di risveglio delle coscienze.

Fino all’ultima tappa di quel lungo viaggio, che si conclude alle 21.37 del 2 aprile 2005, tra preghiere, canti, candele accese e bigliettini dei fedeli lasciati ai piedi dell’obelisco di San Pietro. Quella sera, nell’immensa piazza gremita di gente, c’è anche Fabio Zavattaro, vaticanista tra i più accreditati, che per più di vent’anni ha seguito Karol Wojtyla in Italia e nei suoi viaggi all’estero. In questo libro, il giornalista offre il più fedele e intenso racconto in presa diretta del percorso pontificale di Giovanni Paolo II, di cui regala un ritratto inedito e ricco di sfumature.


Fabio Zavattaro


Inviato speciale del Tg1, ha iniziato la sua attività di giornalista professionista nel 1981, dopo aver frequentato l'Istituto post universitario di scienza e tecnica dell'opinione pubblica (ISOP), presso la Libera Università Internazionale "Pro Deo", oggi LUISS, in Roma.

Al quotidiano Avvenire - dal 1979 al 1991 - si è dapprima occupato di cronaca e politica estera e poi, dal 1983, di informazione vaticana. Nel 1988 è stato nominato vice capo redattore della redazione romana del giornale.

Nel 1991 è entrato in Rai, prima al Giornale radio - Gr2 - e successivamente, dal 1995, al Tg1, occupandosi sempre di informazione vaticana. Come inviato ha seguito, dal 1983, i viaggi del Papa, in Italia e all'estero.

È autore di diversi video realizzati per la Rai in occasione di avvenimenti vaticani. Nel 2002 ha realizzato lo speciale "Teresa di Calcutta", in vista della cerimonia di beatificazione di madre Teresa di Calcutta che ha ottenuto la Menzione d'onore al XIX Festival Internazionale Cattolico del Film "Niepokalanow", di Varsavia; ed ha vinto la IX edizione del Premio televisivo Santa Chiara d'Assisi.

Nel 2003 ha realizzato lo speciale "25 anni con Papa Wojtyla", in occasione del Giubileo Pontificale di Giovanni Paolo II.

È inoltre autore e regista del video Benedetto XVI, realizzato in 5 lingue e scelto come uno dei video ufficiali della Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia.

Con l'Editrice Ancora ha pubblicato "I santi e Karol" che ripercorre la vita di Giovanni Paolo II attraverso i santi e beati proclamati nei quasi 27 anni di Pontificato.

Nel 2009 ha vinto il premio “Penna d’oro” per il giornalismo.

venerdì 28 maggio 2010

Comunicato stampa del Sud in Movimento

Domenica 30 maggio alle ore 19 presso il Castello Episcopio di Grottaglie si terrà un dibattito che rientra in un cartellone di incontri, organizzato dall’associazione “Sud in Movimento”, denominato “itinerari informativi”.

Il tema della serata sarà “Discarica : Arriva il 4° lotto?” e per l’occasione sono stati invitati, formalmente, a partecipare il responsabile della discarica Sig. Giuseppe Settanni e l’Amministrazione Comunale. Gli invitati risponderanno ad una serie di domande che l’associazione nella lettera di invito ha già anticipato, domande che mirano a fare chiarezza sui rapporti che sono intercorsi e intercorrono tra la“Discarica” e la Politica locale.

Lo scopo dell’incontro è quello di aprire un dibattito democratico e comprendere se effettivamente la Ecolevante, alla luce dei nuovi scavi che sta realizzando affianco al III° lotto, è intenzionata a realizzare una nuova discarica per rifiuti speciali, ma soprattutto comprendere se l’amministrazione comunale di Grottaglie è intenzionata a concedere nuove autorizzazioni.

Durante la serata verranno illustrate immagini e proiettati video, chiaramente come sempre accade agli incontri del Sud in Movimento, sarà possibile intervenire e rivolgere domande agli inviati.

Verrà anche allestito in banchetto ove sarà possibile firmare per il referendum sull’acqua pubblica.

Si spera ovviamente che il Sindaco, la Giunta e il signor Settanni, ritualmente e tempestivamente inviati, non disertino l’appuntamento.

lunedì 24 maggio 2010

Lettera d'invito Al Comune di Grottaglie per il dibattito

Spett.le Sindaco di Grottaglie
Assessore all’Ambiente
Assessore ai Servizi sociali
Assessore all’Urbanistica
Assessore ai Lavori Pubblici
Assessore alla Cultura
Assessore al Bilancio
Assessore alle Attività produttive
Assessore agli Affari Generali
Assessore al Turismo
Assessore ai servizi informatici

Oggetto: invito dibattito pubblico

Per la data del 30.05.2010 presso il Castello Episcopio di Grottaglie, l’associazione “Sud in Movimento” ha organizzato un incontro dibattito il cui tema sarà “Discarica: arriva il 4°lotto?”.

L’evento rientra nel calendario di eventi denominato “ Percorsi informativi”, lo scopo è quello di dibattere ed affrontare con la comunità le problematiche del territorio, coinvolgendo direttamente i cittadini, rendendoli protagonisti, ciò al fine di scardinare quel meccanismo che li rende sudditi.

Con la presente, Vi invitiamo formalmente a partecipare al suddetto incontro, preavvisandoVi che Vi rivolgeremo delle domande precise relativamente alle vicende politico-amministrative che hanno riguardato la nascita e la gestione delle due discariche già in essere e sull’eventuale rilascio di nuove autorizzazioni per la realizzazione del 4° lotto o di ulteriori ampliamenti.

Ci pare opportuno precisare che la posizione politica assunta dall’amministrazione comunale, relativamente alla vicenda discarica Ecolevante, è oggetto di forte ed irreversibile disapprovazione da parte Ns., tuttavia riteniamo opportuno aprire un dibattito cittadino su quanto accaduto e sulle determinazioni che l’amministrazione intenderà adottare in ordine alle future richieste da parte della Ecolevante S.p.a o altra azienda interessata a tale attività.

È nostra intenzione chiederVi:

1. Dei chiarimenti sulle modalità con le quali l’amministrazione calcola l’ammontare delle royalty che la Ecolevante è obbligata a versare ?

2. Quali sono gli elementi di verifica utilizzati per accertare il corretto ammontare delle royalty ed anche quali sono gli strumenti utilizzati per recuperare le somme non versate o le differenze non versate?

3. Come mai nessuna azione di verifica è stata sinora posta in essere e nessuna azione giudiziale è stata intrapresa per recuperare le somme sinora non versate?

4. La disponibilità a domandare all’ARPA Puglia di effettuare dei carotaggi nei primi due lotti di discarica ed anche nel cosiddetto 3° lotto, l’analisi del percolato, l’analisi dell’acqua di falda a monte e a valle delle discariche, l’analisi dell’acqua corrente all’interno della condotta cantagallo ubicata sotto il III° lotto di discarica;

5. Se è Vs. intenzione autorizzare una nuova discarica o un ulteriore ampliamento, in caso di risposta negativa, la possibilità di far approvare dal Consiglio Comunale un atto di indirizzo con il quale si dichiari la indisponibilità del territorio ad ospitare altre discariche.

6. Le motivazioni per le quali l’amministrazione non si è costituita parte civile nel processo penale contro la Ecolevante ed il dirigente della provincia di Taranto, ed essendocene i termini se ritiene di farlo.

La presenza all’evento presuppone la Vs. disponibilità a rispondere alle suddette domande ed a quelle ulteriori che i cittadini intenderanno porre, in caso di assenza o diniego dell’invito, saremo liberi di interpretare le risposte alle suddette domande.

Riteniamo dunque opportuna la Vs. partecipazione al fine di aprire un dibattito democratico con la cittadinanza, precisando che non intendiamo retrocedere rispetto alle nostre posizioni che sono e resteranno in conflitto con l’esistenza della discarica sul Ns. territorio.

Ci pare opportuno informarVi che abbiamo provveduto ad invitare il signor Giuseppe Settanni al quale mediante l’invito abbiamo anticipato le domande che gli saranno rivolte.

Infine, rendiamo noto che la presente missiva sarà oggetto di divulgazione così come le successive comunicazioni che dovessero intercorrere.
In attesa di riscontro, distinti saluti

Grottaglie, li 11.05.2010

ass. Sud in Movimento

venerdì 21 maggio 2010

Invito a Settanni Responsabile della Ecolevante per il dibattito del 30 Maggio

Oggetto: invito al dibattito del 30.05.2010


Per la data del 30.05.2010 presso il Castello Episcopio di Grottaglie, l’associazione “Sud in Movimento” ha organizzato un incontro dibattito il cui tema sarà “Discarica: arriva il 4°lotto?”.
L’evento rientra nel calendario di eventi denominato “ Percorsi informativi”, lo scopo è quello di dibattere ed affrontare con la comunità le problematiche del territorio, coinvolgendo direttamente i cittadini, rendendoli protagonisti, ciò al fine di scardinare quel meccanismo che li rende sudditi.

Con la presente, la invitiamo formalmente a partecipare al suddetto incontro, preavvisandola che le rivolgeremo delle domande precise relativamente alle vicende politiche-imprenditoriali che hanno riguardato la nascita e la gestione delle due discariche già in essere e sugli investimenti futuri che la società Ecolevante intenderà effettuare sul territorio di Grottaglie e San Marzano di S. Giuseppe.

E' bene tuttavia precisare che la scrivente associazione è costituita parte civile nel processo penale pendente a carico dell’amministratore della società Ecolevante e del dirigente della Provincia di Taranto, ha partecipato attivamente alla realizzazione del “Presidio Permanente no discariche”, continua e continuerà a portare avanti la lotta per la chiusura della sua discarica e ad impedire ogni ulteriore allargamento.

Le ragioni del presente invito, dunque, risiedono nel fatto che gli amministratori locali, attuali e passati, non godono della fiducia nostra e di tutte quelle persone che sono contrarie all’esistenza della sua discarica, in quanto sia dalla maggioranza che dall’opposizione, non vi è una reale e leale presa di posizione, ma un infantile gioco delle parti, fatto di rimpalli di responsabilità, di discolpe, fino a giungere alla ridicola posizione di chi le ha concesso le autorizzazioni e continua a dichiararsi avverso alla discarica.

Riteniamo dunque opportuna la sua partecipazione al fine di rompere questi squallidi giochi di potere ed aprire un dibattito democratico con la cittadinanza e continuare Noi ad opporci con l’aspettativa di far chiudere le discariche, lei a dimostrare di volere svolgere la sua attività senza nulla da nascondere, comunicandole al contempo che non vi saranno ulteriori occasioni di incontro.

Infine ci preme sottolineare, anche se non ve ne è bisogno, che gli interessi da noi rappresentati sono e resteranno in conflitto con i suoi e che nessun punto d’incontro è sotteso al presente invito, se non quello di un leale e trasparente confronto, che non ci vedrà retrocedere di un passo rispetto alle nostre posizioni.

Qualora ritenga di accettare l’invito la preghiamo di comunicarlo con tempestivo anticipo, in caso di suo silenzio o diniego, ci riterremo liberi di interpretare le risposte alle domande che di seguito le anticipiamo, alle quali si aggiungeranno, ovviamente, quelle dei cittadini che parteciperanno.

La sua partecipazione all’evento sarà da intendersi quale disponibilità a rispondere a tutte le domande sotto elencate:


1. Se è vero che intende aprire una nuova discarica o ampliare quella esistente, in caso di risposta affermativa quando pensa di realizzare le suddette opere?

2. Per quale ragione intende coltivare la cava ubicata nei pressi del cosiddetto III° lotto?

3. Chi sono i politici locali e non solo e se non vuole fare i nomi ci dica almeno i partiti che le hanno offerto un sponda politica per l’apertura del I, II,III ed eventuale IV lotto?

4. Secondo quali logiche geo-politche ha deciso di impiantare la discarica a Grottaglie?

5. Quali sono i partiti o i politici, di Grottaglie e San Marzano, a cui ha lecitamente finanziato la campagna elettorale?

6. Per quale ragione non autorizzate l’ARPA ad effettuare dei carotaggi nelle due discariche compresa quella in esercizio?

7. Quale è il meccanismo secondo cui vengono calcolate le royaltis date al Comune di Grottaglie e quale metodo viene utilizzato per la verifica?

8. Come giustifica la presenza della sua discarica a meno di 800 metri dalla Cooperativa Amici e quindi come si sente sapendo che quelle persone convivono con la sua discarica e le puzze che da essa fuoriescono?

9. Come giustifica il fatto i cittadini di Grottaglie e San Marzano devono accettare la sua discarica e convivere con i problemi che da essa derivano?

10. Come intende risolvere i problemi che la sua discarica, in vario modo arreca ai cittadini, aziende, di Grottaglie e San Marzano?


Al dibattito sarà invitata l’amministrazione di Grottaglie, alla quale, qualora deciderà di partecipare, saranno rivolte delle domande.

La informiamo che della presente missiva e di ogni altra eventuale comunicazione, tra lei e Noi, verrà data la massima diffusione.
Grottaglie, li 10.05.2010


Ass. Sud in Movimento

Nasce il Comitato referendario Grottagliese in favore dell'Acqua Pubblica

Associazioni e Partiti in difesa dell'Acqua Pubblica,
presentano le date della raccolta firme a Grottaglie.



Sabato 15 maggio 2010 si sono riunite alcune associazioni ed alcuni partiti per costituire il Comitato Referendario Grottagliese in difesa dell'Acqua Pubblica.
Le associazioni ed i partiti aderenti, dopo aver iniziato, autonomamente, già dal 25 aprile 2010 la raccolta delle firme per promuovere tre quesiti referendari, comunicano l'assoluta disponibilità ad allargare quanto più tale coordinamento.

Le associazioni grottagliesi impegnate da mesi in incontri regionali organizzati, dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, hanno potuto dare il proprio contributo fattivo alla costruzione e realizzazione del comitato referendario della provincia di Taranto, oltre che strutturare la pianificazione strategica nazionale.
Perchè firmare!!!

“I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo nel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato, che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.
Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.

Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione”(Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua) .
L'acqua è un bene comune ed un diritto inalienabile di ogni essere umano ed non, in quanto, elemento fondamentale ed insostituibile per vita di ogni essere vivente.
Pertanto, il Comitato referendario di Grottaglie chiama ogni singolo cittadino, associazione o entità politica a schierarsi in difesa dell'Acqua Pubblica, firmando e facendo firmare la richiesta del referendum.

Il Comitato referendario di Grottaglie ha previsto una serie di date nelle quali saranno raccolte le firme:

Domenica 23 maggio ore 16,00 presso vicinanze Chiesa Madonna del Rosario
Domenica 30 maggio ore 19,00 presso Castello Episcopio
Domenica 6 giugno ore 11,00 presso Piazza Principe di Piemonte
Domenica 13 giugno ore 19,00 presso Castello Episcopio


Le associazioni, le parrocchie, i partiti o i cittadini, che vorrebbero contribuire al coordinamento, o vorrebbero segnalare delle date di eventi all'interno dei quali effettuare la raccolta firme, possono comunicarlo al seguente indirizzo:
sudinmovimento@alice.com
Tell.3405791026

lunedì 17 maggio 2010

L'impresa del futuro


Nella città di Taranto, scesa in piazza contro la Diossina e il siderurgico ILVA, responsabile di morte e tumori, si tiene il primo convegno in Italia sulla "responsabilità civile e sociale dell'impresa", per iniziativa degli studenti di Progetto Universitario di Taranto, presso la facoltà di Giurisprudenza. Si affronterà il tema dell'ambiente socialmente economicamente ed ecologicamente insostenibile, con la conseguente responsabilità morale e giuridica delle imprese del territorio.
Il primo incontro martedi 18 maggio ore 15, presso la facoltà di Giurisprudenza di Taranto via Acton n. 77, con l'introduzione del Prof. A.Uricchio, preside della facoltà e della Prof.ssa D. Caterino docente di diritto commerciale, le relazione del Dott. Silvio CECI economista dell'innovazione e sostenibilità e del Dott. Nicola Fiore esperto in materia di diritto ambientale.


domenica 16 maggio 2010

Altamarea diffida il Presidente della Regione Puglia sulle emissioni oltre il limite di legge di BenzoApirene nel quartiere Tamburi

100511 Altamarea Diffida La Regione Puglia Su b(a)p

COMUNICATO STAMPA DI ALTAMAREA
Altamarea al Presidente Vendola: sul Benzo(a)Pirene non facciamo sconti a nessuno.
“Obiettivo di qualità” e “valore obiettivo” non sono la stessa cosa per il benzo(a)pirene a Taranto.

ALTAMAREA ha diffidato formalmente il Presidente Vendola:
a) ad adottare il “piano di azione” a fronte del rischio di superamento nel 2010 dell’ “obiettivo di qualità” fissato per il B(a)P di 1 ng/mc, che avrebbe dovuto essere raggiunto a Taranto sin dal 1.1.1999, “piano di azione” che, come indicato nell’art. 7 del D. L.vo n. 351/1999, preveda, nell’immediato, ogni misura tecnicamente idonea a limitare fortemente le emissioni di benzo(a)pirene da parte della cokeria dell’ILVA, impianto cui va sicuramente addebitata la maggior parte delle emissioni di benzo(a)pirene, o che preveda, nel caso in cui non si individuino misure tecnicamente idonee ed efficaci, la sospensione dell’attività della cokeria dell’ILVA;
b) a disporre l’installazione, sotto la supervisione di ARPA Puglia, intorno alla cokeria dell’ILVA e intorno agli altri impianti situati nell’area industriale di Taranto, di un sistema ad alta risoluzione temporale di rilevazione istantanea e continuativa delle emissioni di IPA, di cui il benzo(a)pirene è il componente più pericoloso, con controllo giornaliero dei dati da parte di ARPA Puglia;
c) ad adottare un “piano di risanamento della qualità dell’aria” a fronte del superamento nel 2008 e nel 2009 dell’”obiettivo di qualità” fissato per il B(a)P di 1 ng/mc, che avrebbe dovuto essere raggiunto a Taranto sin dal 1.1.1999, “piano di risanamento” che preveda, anche ai sensi dell’art. 271, 4° comma del D. L.vo 152/2006, per gli impianti siti nella zona industriale di Taranto, valori limite e prescrizioni, inerenti anche le condizioni di esercizio degli impianti, più severi di quelli fissati dall’Allegato I alla parte quinta dello stesso D. L.vo 152/2006, sì da riportare le emissioni di benzo(a)pirenene (e non solo) nel rispetto dell’ “obiettivo di qualità” di 1 ng/mc, considerando, ovviamente, tutti gli impianti al massimo della loro capacità produttiva;
d) a provvedere affinchè siano resi pubblici tempestivamente, in ottemperanza all’art. 11 del D. L.vo 351/1999, il “piano di azione”, l’ordinanza sulla installazione dei sistemi ad alta risoluzione temporale di rilevazione istantanea e continuativa delle emissioni di IPA e il “piano di risanamento della qualità dell’aria”;
e) ad attivare un sistema di informazione del pubblico sulla qualità dell’aria ambiente, ai sensi dell’art. 11 del D. L.vo n. 351/99, che contempli anche gli IPA e il benzo(a)pirene.

Nelle 8 pagine della diffida (che si allegano per completezza di informazione), ALTAMAREA, indicando i vari passaggi della tormentata ed aggrovigliata normativa sul benzo(a)pirene, dimostra inequivocabilmente che: a) a Taranto il valore medio annuale di 1 ng/mc di benzo(a)pirene doveva essere rispettato a partire dall'1.1.1999, in quanto “obiettivo di qualità” da considerare come “norma di qualità ambientale”; b) l’autorità competente prescrive misure supplementari particolari più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili (MTD, altrimenti dette BAT) al fine di ottenere comunque il rispetto di una “norma di qualità ambientale” in un’area disastrata qual è quella di Taranto. Tutto ciò, quindi, indipendentemente dai costi, anche “sproporzionati”, che ne potessero derivare.
Contrariamente a quanto hanno recentemente affermato alcuni assessori regionali, la normativa in vigore, in caso di superamento o di rischio di superamento del livello di benzo(a)pirene di 1 ng/mc, per le aree urbane con il DM 25 novembre 1994 stabilisce di adottare immediatamente, a cura della Regione, i necessari “piani d'azione” e i “piani di risanamento”, mentre con il D. L.vo 152/2007 consente che il contenimento del benzo(a)pirene entro il limite di 1 ng/mc avvenga entro il 31.12.2012 per le aree extraurbane, considerate, dunque, in modo assolutamente differente dalle aree urbane.
ALTAMAREA, che ha avuto un atteggiamento di critica costruttiva nei confronti delle Istituzioni, e segnatamente del Presidente della Regione Puglia e del Sindaco di Taranto, suggerendo ed elencando provvedimenti a tutela dell’ambiente e della salute, anche in questa circostanza prosegue nella linea adottata per "forzare" le Istituzioni a intervenire sulle aziende affinchè rispettino contenuti, strumenti e tempi ben definiti dalle leggi. La Regione e la stessa ARPA Puglia non rilevano che, in relazione al benzo(a)pirene, c’è una differenza sostanziale, e nient'affatto formale e/o meramente apparente, tra “obiettivo di qualità” – “norma di qualità ambientale” - e “valore obiettivo”. E’ evidente e chiaro, inoltre, che il rispetto dell' “obiettivo di qualità” per il benzo(a)pirene nell'area urbana di Taranto di 1 ng/mc a partire dall'1.1.1999 deve essere considerato come una “norma di qualità ambientale” che impone l'adozione di “misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili”, anche negli stessi procedimenti AIA.
ALTAMAREA sa bene che la situazione di Taranto è estremamente complessa e gravida di conseguenze molto pesanti, ma il sicuro, accertato mancato raggiungimento dell’ “obiettivo di qualità” stabilito per il benzo(a)pirene non può essere sottaciuto o considerato irrilevante o ininfluente sulla salute dei cittadini. La pericolosità e le fonti del B(a)P sono state individuate e sottolineate da scienziati e studiosi e, tra essi, con particolare calore unito a rigore scientifico dalla Prof.ssa Maria Tutino e dal Prof. Gianluigi de Gennaro, del Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari, nella relazione “Monitoraggio degli Idrocarburi Policiclici Aromatici nell’area di Taranto” presentata nella “Giornata di studio sulle tecniche di monitoraggio dei microinquinanti – Taranto 16.6.2009” organizzata da ARPA Puglia.
Il costante “sforamento” dell’ “obiettivo di qualità” di 1 ng/mc per il benzo(a)pirene, è ormai un fatto notorio, ampiamente provato e persino “certificato” dalle rilevazioni dell’ARPA per l’area urbana del quartiere Tamburi situata a ridosso della zona industriale.
Dalle rilevazioni effettuate emerge che è del tutto ininfluente intervenire sul traffico veicolare (come se potesse davvero seriamente sostenersi che la disastrosa situazione ambientale di Taranto dipendesse dal traffico veicolare!).
Dovendo intervenire sulla principale fonte di queste emissioni cancerogene e mutagene, non c’è alcun dubbio che si deve intervenire innanzitutto proprio sulla cokeria dell’ILVA, la principale fonte delle emissioni di questo micidiale inquinante.
Essendo pertanto assolutamente indispensabile rispettare l’ “obiettivo di qualità” stabilito per il benzo(a)pirene, non c’è alcun dubbio che devono essere immediatamente adottati tutti i provvedimenti necessari a contenere siffatte illecite emissioni di benzo(a)pirene nell’area urbana di Taranto.
La sentenza della Corte di Giustizia CE n. 237 del 25.7.2008 riconosce a ciascun cittadino dell’UE il diritto soggettivo a ottenere un piano d’azione diretto a contenere le emissioni inquinanti entro i valori normati. ALTAMAREA “Coordinamento di associazioni e cittadini di Taranto” è perfettamente legittimata a chiedere ed ottenere che la Regione Puglia, in qualità di unico soggetto competente a promuovere ed approvare il piano d’azione ed il piano di risanamento della qualità dell’aria, individui ed applichi tutti i provvedimenti necessari per ridurre il benzo(a)pirene, agendo su tutte le emissioni degli impianti delle industrie inquinanti, in primis sulla cokeria dell’Ilva.
In sintesi, l’obbligo di assicurare a Taranto il rispetto dell’ “obiettivo di qualità” stabilito per il benzo(a)pirene può e deve arrivare, se necessario, anche alla riduzione e/o alla sospensione dell’attività produttiva, come previsto dal comma 5 dell’art. 3 del D. L.vo 152/2007. In base a tale comma, i provvedimenti da adottare sono, in prima battuta, quelli del “piano di azione a fronte del rischio di superamento nel 2010” ai sensi dell’art. 7 del D. L.vo n. 351/1999 e, nel contempo, quelli del “piano di risanamento a fronte del superamento nel 2008 e nel 2009” ai sensi del D.M. 1.10.2002, n. 261.
Infine, si fa rilevare che il perseguimento di un qualsiasi “obiettivo di qualità”, inteso come valore medio annuale di riferimento da raggiungere e rispettare a partire da una determinata data (per il benzo(a)pirene è 1 ng/mc a partire dall’1.1.1999), può essere evidentemente raggiunto solo attraverso la fissazione di valori limite e prescrizioni, relative alla costruzione e gestione di impianti industriali, a volte necessariamente più severi di quelli ordinariamente stabiliti, specie in realtà, come quella della zona industriale di Taranto, con una notevole quantità e qualità di industrie inquinanti situate a ridosso di un’area urbana.
ALTAMAREA è consapevole del fatto che, per il raggiungimento dei sacrosanti e irrinunciabili obiettivi di salvaguardare l'ambiente ed il lavoro, è pregiudizievole assumere posizioni che escludano a priori che ci siano provvedimenti tecnici o gestionali che riducano in maniera efficace l'emissione di B(a)P. In Germania la Thyssen, proprio per il benzo(a)pirene, ha chiuso vecchie cokerie e ne ha costruito altre che rispettano i limiti di legge europei. La stessa cosa potrà avvenire a Taranto se il Gestore dell’impianto e le Istituzioni nel loro complesso capiranno sul serio il dramma di Taranto e se confermeranno il valore strategico nazionale del Centro siderurgico di Taranto. A nessuno può essere consentito di dimenticare che lo Stato fu allora e resta oggi il responsabile originario dello scempio dell'ex Italsider poi diventata Ilva di Taranto, ma il Gruppo Riva, che ha acquistato dallo Stato, ad occhi aperti e per “quattro soldi”, il Centro siderurgico di Taranto, non può tirarsi ora indietro rispetto agli investimenti necessari per risanare seriamente la cokeria di Taranto, cosa che la Regione Puglia dovrà richiedere ed ottenere.


sabato 15 maggio 2010

Convocato L'ufficio del Piano per il progetto "Adottiamo i vicoli"

Lo scorso 18 aprile, le associazioni, Movimento Pro Centro Storico e Sud in Movimento, hanno presentato, presso il Castello Episcopio di Grottaglie, il progetto “ Adottiamo i vicoli”.

Lo scopo di tale progetto è essenzialmente quello di ridare dignità alle strade, ai vicoli, alle cosiddette “’n chioscje”, a quella peculiarità urbanistica, ossia tipica dei paesi del mediterraneo. Al tempo stesso, vuole essere la provocazione, lo stimolo, per un nuovo percorso di convivenza civile, dove l’uso dello spazio pubblico deve essere un piacere condiviso.

Attraverso un percorso di sensibilizzazione degli abitanti del Centro Storico, l’idea è quella di apporre, su esplicita richiesta degli stessi abitanti, delle fioriere in ceramica, per interdire la sosta e il transito delle autovetture, nei vicoli e nelle strade del centro storico, così da poterli recuperare alle persone.
Il progetto è stato accolto con entusiasmo da numerosi abitanti del centro storico. Tuttavia, per poterlo mettere in atto più agevolmente, è opportuno individuare una procedura unica, per autorizzare gli interventi che comporterebbero l’occupazione del suolo pubblico.

A tal fine le anzidette associazioni hanno chiesto al presidente dell’Ufficio del Piano di provvedere alla convocazione dell’ufficio stesso, ritenendolo l’organo competente per deliberare in materia, poiché si tratta di interventi che rientrano tra quelli elencati all’art. 3, co.1, del Reg. disciplinare dell’Ufficio.

A seguito di tale richiesta, la convocazione dell’Ufficio del Piano Particolareggiato per il Centro Storico è stata fissata per il giorno 18 maggio 2010, alle ore 17,30, presso l’aula consiliare del Comune di Grottaglie.


Comunicato stampa del Sud in Movimento

La trama nascosta della corruzione

MALCOSTUME DELLA POLITICA E DELLA SOCIETA’

Anche se non bisogna mai dimenticare che un conto sono i sospetti, un’altra cosa la verità, tuttavia le notizie di casi di corruzione politica stanno diventando così numerose da imporre una riflessione di ordine generale. Che però mi sembra giusto far precedere da una considerazione accessoria. E cioè che a ben vedere non si tratta mai soltanto di corruzione politica. Ogni episodio di corruzione politica propriamente detto, infatti, a quel che riferiscono le cronache, è sempre accompagnato da una rete di comportamenti a vario titolo oggettivamente complici: mogli che accettano tenori di vita implausibili, figli ultramaggiorenni che godono senza battere ciglio di favori come cosa dovuta, evasione fiscale generalizzata, amici che si fanno fare lavori e lavoretti da amici degli amici, ecc. ecc.

Insomma, tutta una trama di relazioni fondata su una personalizzazione radicale della vita sociale e insieme una vasta, capillare indifferenza alla correttezza e alla legalità. Ciò che ripropone la domanda invano sempre esorcizzata: ma che razza di società è la società italiana? Un’altra domanda ci riporta alla corruzione politica. La domanda è questa: perché da noi più che altrove la corruzione politica non sembra trovare l’ostacolo di alcuna efficace forza dissuasiva? Perché la paura di essere scoperti e quindi puniti, che dovrebbe naturalmente servire ad arginare la tentazione di cedere al richiamo del denaro facile, in Italia invece non sembra svolgere la sua funzione in misura apprezzabile? Le risposte possibili mi sembrano due, e rimandano ognuna a una profonda anomalia della nostra vita pubblica. La prima riguarda la giustizia.

Il nostro sistema penale- giudiziario, infatti, è ben capace di aprire indagini, ordinare intercettazioni, far scontare arresti preventivi immotivati, divulgare segreti istruttori più o meno compromettenti, e anche alla fine arrivare a rinvii a giudizio. Ma è singolarmente incapace di comminare sentenze esemplari e di farle scontare. I trent’anni di Madoff o gli ergastoli per i responsabili della Enron da noi sono impensabili. Le carceri italiane sono piene quasi soltanto di poveri diavoli, perché se si è un borghese facoltoso, come sono in genere coloro che incappano in un reato di corruzione (e cioè con un buon avvocato e buone relazioni), è rarissimo vedersi condannati in via definitiva a pene che non siano simboliche o quasi. La seconda spiegazione sta nella sciagurata legge elettorale che oggi vige nel nostro Paese. Bisogna ricordare infatti che ciò che giustamente più temono i politici non è il giudizio dei magistrati. È quello degli elettori.

È il non venire rieletti, e così dunque vedere cancellata la propria carriera. Ma con il «porcellum» attuale ciò è in pratica assolutamente improbabile. Il giudizio degli elettori sulla persona da eleggere, sulle sue qualità o magagne, infatti, si dà solo dove esista un qualche rapporto personale tra gli uni e l’altro: come per l’appunto avviene per laddove vige una legge elettorale maggioritaria basata su collegi uninominali (come nella Gran Bretagna). Non può darsi da noi, invece, dove, come si sa, non si votano «persone» ma «liste»: immodificabili e preconfezionate dai vertici dei partiti. In Italia, insomma, se per qualunque motivo il politico corrotto è gradito ai suoi capi può dormire sonni tranquilli: niente galera e la carriera sicura come prima.

Ernesto Galli Della Loggia da Corriere.it


venerdì 14 maggio 2010

Per i 150 anni dell' Unità d' Italia

riceviamo e volentieri pubblichiamo

Domenica 16 maggio, il Soroptimist International club di Grottaglie apre le celebrazioni del 150 anniversario dell'Unità d'Italia, con un convegno, organizzato dalla socia prof Teresa Bray, dedicato a questa importante ricorrenza. Nell'auditorium dell'Istituto Statale d'Arte, in via Jacopo della Quercia, a Grottaglie, alle ore 18.30, si avvicenderanno i relatori avv. Nicola Traversa che parlerà de "Il Risorgimento e le guerre di Indipendenza" seguirà poi la relazione dell'avv. Alberto Scardino che disquisirà su "Il ruolo della Monarchia nel Risorgimento".
I lavori coordinati dalla giornalista Lilli Ch. D'Amicis saranno introdotti dal saluto della presidente del Soroptimist Milarose Neulander, a cui seguiranno gli inni Nazionale (Fratelli d'Italia) e quello Europeo (Nona Sinfonia di L.V. Beethoven), interpretati dal coro dell'Università dell'Età Libera di Grottaglie diretto dal m° Giuseppe Parabita. L'attore Alfredo Traversa interpreterà poesie del Risorgimento. E in chiusura di serata non poteva mancare il Nabucco diGiuseppe Verdi (Va Pensiero), vero inno risorgimentale e il dolce motivo "Fratello Sole e Sorella Luna"del m° Ortolani su testo di San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia, entrambi i pezzi musicali saranno eseguiti sempre dal coro UdEL.

Correva l'anno 1861, 17 marzo per l'esattezza, in cui il Parlamento in Camere riunite così proclamava in quel di Torino:

"Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbiano sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861".


Sono le parole che si possono leggere nel documento della legge n. 4671 del Regno di Sardegna e valgono come proclamazione ufficiale del Regno d’Italia, che fa seguito alla seduta del 14 marzo 1861 del Parlamento, nella quale fu votato il relativo disegno di legge. E il 21 aprile 1861 quella legge diventa la n. 1 del Regno d’Italia.

In circa due anni, dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861, nacque, da un’Italia divisa in sette Stati, il nuovo regno: un percorso che parte dalla vittoria militare degli eserciti franco-piemontesi nel 1859 e dal contemporaneo progressivo sfaldarsi dei vari Stati italiani che avevano legato la loro sorte alla presenza dell’Austria nella penisola e si conclude con la proclamazione di Vittorio Emanuele II re d’Italia.



giovedì 13 maggio 2010

La macchia si allarga

Ristrutturazioni, la lista di Anemone:
370 interventi anche per politici e prelati

Il costruttore della «cricca» eseguì tre lavori nelle abitazioni di Bertolaso

PERUGIA - Le società di Diego Anemone avrebbero effettuato tre ristrutturazioni nelle case del capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Due volte sarebbero stati invece svolti lavori nell'appartamento privato dell'ex ministro Claudio Scajola, quella dimora con vista Colosseo per la quale l'architetto Angelo Zampolini aveva versato 900.000 euro. Alla mamma del funzionario Mauro Della Giovampaola sarebbe stata mandata una squadra in una casa di Ostia, mentre il commissario per i mondiali di nuoto Claudio Rinaldi avrebbe avuto gli operai per ben tre volte.

Tra le «voci» anche Claps
La lista degli appalti e delle commesse ottenute dal costruttore — accusato di aver corrotto politici e funzionari per aggiudicarsi i lavori pubblici, in particolare quelli inseriti nei Grandi Eventi — svela la sua rete di relazioni. Il documento, allegato agli atti dell'inchiesta, è stato sequestrato nel suo computer al momento dell'arresto. Contiene l'elenco dei 370 incarichi svolti tra il 2003 e il 2008, poco prima che l'indagine della magistratura rivelasse l'esistenza di una «cricca» in grado di pilotare le assegnazioni. L'analisi del documento è stata affidata agli investigatori della Guardia di Finanza che stanno controllando tutte le voci per verificare la regolarità delle procedure e soprattutto accertare se alle persone citate nella lista è stata emessa regolare fattura. Ma anche scoprire che cosa ci sia dietro alcune diciture che appaiono al momento incomprensibili. Per fare un esempio è citato due volte "Claps Potenza" che subito rimanda al caso della ragazza ritrovata morta nel soppalco, ma non si capisce in realtà a che cosa si riferisca.

Lo «scambio» sugli appalti
La scorsa settimana, durante la conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi, Bertolaso — che è indagato per corruzione — aveva svelato l'esistenza di un contratto di consulenza ottenuto da sua moglie per il rifacimento dei giardini del circolo Salaria Sport Village di Anemone e confermato come lo stesso costruttore si fosse occupato di alcuni lavori di falegnameria nel suo appartamento. Probabilmente sapeva che gli investigatori lo avevano già scoperto e ha detto di voler chiarire i termini della questione. Non ha però parlato di altri due incarichi che Anemone avrebbe svolto privatamente per suo conto. E su questo si concentra adesso l'attenzione dei pubblici ministeri Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi. I magistrati sospettano infatti che questi «favori» elargiti dall'imprenditore siano la contropartita per gli incarichi ottenuti per il G8 de La Maddalena, i Mondiali di Nuoto e le celebrazioni dell'Unità d'Italia. Stesso discorso riguarda le case e le successive ristrutturazioni effettuate per Scajola e Pittorru. Entrambi hanno comprato appartamenti (uno l'ex ministro, due il generale) con soldi che sarebbero stati messi a disposizione dal costruttore e adesso si scopre che il «pacchetto» prevedeva anche interventi strutturali nelle dimore. Un beneficio del quale avrebbero goduto anche alcuni funzionari delle Infrastrutture. Nella lista c'è un riferimento alla figlia di Maria Pia Forleo, la responsabile dell'ufficio contratti, interrogata a Firenze nelle scorse settimane proprio sui regali che avrebbe ottenuto anche da altri imprenditori. Anche Della Giovampaola e Rinaldi — anche loro sotto inchiesta — dovranno esibire le eventuali fatture di pagamento per smentire l'ipotesi dell'accusa che i lavori privati siano stati in realtà una ricompensa per l'atteggiamento favorevole dei confronti del Gruppo Anemone.

Politici e prelati
Nell'elenco sequestrato ci sono le palazzine delle Fiamme Gialle e la sede della Protezione civile di via Vitorchiano a Roma, ma anche la camera da letto e la cucina di Palazzo Chigi. Ci sono il carcere minorile di Casal del Marmo e la sede del ministero del Tesoro, la sede dell'avvocatura e quella di Forza Italia, il palazzo dei congressi dell'Eur e una dicitura ancora misteriosa: «Appartamento via Arno del papa». Ci sono gli uffici del ministero per le Politiche Agricole e quelli dei servizi segreti in piazza Zama. E poi ci sono i lavori effettuati al Viminale grazie alla concessione del Nos, il nulla osta di sicurezza. Incarichi che Anemone sarebbe riuscito a ottenere grazie ad Angelo Balducci, potente Provveditore ai lavori pubblici che lo avrebbe favorito anche nell'ambito dei Grandi Eventi grazie alla possibilità di procedere a trattativa privata e fornendogli di fatto — nell'arco di tutti questi anni — l'esclusiva sulle opere che venivano autorizzate dai suoi uffici. Monsignor Francesco Camaldo, dal quale l'autista tunisino Ben Laid Hidri Fathi ha raccontato di aver accompagnato spesso Anemone, è citato in relazione all'Università Cattolica San Giovanni. E poi ci sono i lavori effettuati per l'attuale vicepresidente del Csm Nicola Mancino quando era ministro dell'Interno. Per alcune persone — per esempio Vietti, Lisi, Lupi — sono inseriti soltanto i cognomi e bisognerà verificare di chi si tratti realmente. Altri, come i vertici della polizia Antonio Manganelli e il suo predecessore Gianni De Gennaro sono inseriti nella lista ma nel primo caso si tratta di lavori non effettuati e nel secondo di interventi pagati e regolarmente fatturati.

Gli amici famosi
Negli atti depositati nelle scorse settimane ci le intercettazioni telefoniche di Anemone e di Balducci con numerose persone e nel corso di alcune conversazioni si parla anche di favori dati e ricevuti. Frequenti sono i contatti con Giancarlo Leone, potente funzionario Rai, che veniva contattato per far lavorare nelle fiction Lorenzo Balducci, figlio attore dell'alto funzionario. Il suo nome è contenuto nella lista delle «commesse», così come quello del regista Pupi Avati o del produttore cinematografico Andrea Occhipinti. È stato proprio Hidri Fathi a raccontare come Balducci facesse regali costosi ai registi pur di agevolare la carriera del ragazzo. Decine e decine di nomi apparentemente non forniscono alcun elemento di interesse per l'inchiesta, ma si dovrà verificare la posizione di tutti coloro che hanno rivestito incarichi pubblici per verificare se i rapporti con il costruttore celino in realtà interessi che riguardano gli affari. Per questo sarà probabilmente interpellato l'ex direttore generale di Alitalia Zanichelli e verranno verificate le posizioni di alcuni ufficiali della Guardia di Finanza e alcuni agenti della polizia inseriti nell'elenco, per verificare che tipo di legame avessero con Anemone e se abbiano mai subito pressioni o richieste di favori.

Fiorenza Sarzanini da Corriere.it


mercoledì 12 maggio 2010

C.S. - Riscontro positivo al dibattito sul Centro Servizi per l'Agricoltura

Grande successo di pubblico ha riscosso il dibattito “Centro Servizi per l’Agricoltura, quali opportunità per il nostro territorio”, organizzato dall’associazione Sud in Movimento nell’ambito del calendario degli eventi per la stagione 2009/2010.

L’incontro, tenutosi al Castello Episcopio di Grottaglie domenica 9 maggio, ha voluto focalizzare l’attenzione riguardo al Centro Servizi per l’Agricoltura, struttura in fase di realizzazione che si presenta come uno strumento per la commercializzazione di prodotti ortofrutticoli, in particolar modo uva da tavola, principale fonte di reddito per l’economia cittadina. Tale progetto rappresenterebbe dunque un volano per la crescita economica del nostro territorio, già fortemente frenata dalla crisi della annata agraria scorsa.

A seguito di una presentazione del tema della serata e di una breve ma efficace descrizione dell’opificio, sono stati posti all’attenzione del pubblico e dei relatori delle criticità, come ad esempio la cronica mancanza di spirito associazionistico, tipica dell’agricoltore grottagliese, che di fatto ha impedito la creazione di forme di riconoscimento e tutela dell’ uva da tavola locale.
Altra nota di debolezza è stata un’estrema specializzazione colturale e polverizzazione aziendale, che ha sempre svantaggiato la riduzione del rischio di impresa e dei costi.

Infine sono emersi alcuni punti problematici tipici della struttura, a tutt’ora irrisolti, come ad esempio l’affidamento della stessa, la sua reale capacità operativa e ricettiva di fronte al breve lasso di tempo della lavorazione e confezionamento ed ai quantitativi dell’uva da tavola.

Purtroppo l’assenza delle istituzioni no ha permesso di aprire un confronto con il pubblico presente.

La serata si è quindi conclusa con il comunicato da parte dei relatori agli agricoltori per un proficuo ritorno al lavoro, con la speranza che quest’altra offerta sul nostro territorio venga appieno sfruttata.
Comunicato stampa del Sud in Movimento

mercoledì 5 maggio 2010

Con disprezzo e con amore


CON DISPREZZO E CON AMORE - Appunti su una città in cerca di riscatto
Documentario di Vittorio Vespucci e Monica Nitti (Italia 2010)

In proiezione il 6 maggio alle 20.30 presso l'Auditorium della Concattedrale
... con annessa raccolta firme pro referendum

Con disprezzo e con amore è una breve analisi sulla situazione sociale, ambientale e culturale di Taranto.

L'amore di chi opera per il bene della città si contrappone al disprezzo di chi ha contribuito al suo degrado speculando sulla Gente di Taranto, che vorrebbe vivere in una città "normale"

Attraverso la voce di coloro che, anche da posizioni radicalmente opposte, hanno a cuore le sorti di Taranto, si ottiene uno spaccato delle diverse componenti di una città problematica ma allo stesso tempo interiormente viva. La parte sana della città non si limita alla protesta, ma è protesa alla ricerca di un riscatto.

Nel documentario, attraverso una serie di interviste a personaggi che operano in vario modo all'interno della città, si parla dello sviluppo economico degli Anni '70, dell'attuale degrado urbano e sociale, della criminalità e del disagio dei minori.
Si raccolgono le proposte di chi, operando quotidianamente nei quartieri, si preoccupa di avvicinare le istituzioni alle reali esigenze dei cittadini. Si spiega l'importanza della raccolta differenziata dei rifiuti e di come questa sarà gestita, con la collaborazione dei cittadini.
Si biasimano lavoro nero e ricatto occupazionale, auspicando uno sviluppo del territorio che possa favorire la creazione di opportunità di lavoro.
Si guarda all'interno di un centro sociale per comprendere ideali e aspirazioni dei ragazzi che lo gestiscono.
Ci si interroga suli reali benefici di una presenza militare massiccia sul territorio e si riflette sull'esigenza di restituire gran parte degli ampi spazi sottratti alla città.
Si parla dei problemi della mitilicoltura , un tempo fiore all'occhiello dell'economia di Taranto ed oggi in serio pericolo.
Si fa il punto sullo sviluppo dell'Università e si analizzano le sue peculiarità e i suoi limiti, anche in funzione del contesto in cui opera.
Vengono illustrati compiti e funzioni della Protezione Civile del Comune di Taranto.


Non mancano i riferimenti allambiente malato, quello che è considerato il male dei mali di Taranto.

Il documentario è stato ideato e prodotto da Vittorio Vespucci (regista) e da Monica Nitti (direttore di produzione).

Le musiche sono di Sandro Viscomi e la voce narrante è dellattore Francesco Cassano.

Vittorio Vespucci è nato a Taranto nel 1963. Vive a Treviso dal 1995 (www.vittoriovespucci.it).
E' videomaker indipendente e si interessa prevalentemente di tematiche a carattere ambientale e sociale.
E' stato videoblogger di Nessuno TV ("Blog TV" e "Le mie elezioni", docufilm collettivo di Stefano Mordini). E' autore del videoclip "La città malata". E' ideatore, coautore e regista del docufilm collettivo "Polveri alle stelle".
E' progettista di pagine web e si dedica allo studio delle tecnologie e dei comportamenti legati all'utilizzo della rete, operando in ambito di studio e di no-profit.

Monica Nitti è nata a Taranto nel 1969, dove ha sempre vissuto (www.monicanitti.it).
E' perito chimico e presta la sua opera come volontaria nella Protezione Civile del Comune di Taranto.
E' ideatrice e coautrice del documentario collettivo "Polveri alle stelle".
Ha partecipato al progetto TarantoMia dell'associazione ambientalista TarantoViva realizzando il filmato di presentazione del progetto (Filmato TarantoMia) e in qualità di relatrice nella scuole.
E' amministratrice del portale Taranto in cartolina (www.tarantoincartolina.com).

martedì 4 maggio 2010

Itinerari a sud


Dopo il successo dei primi tre incontri con la cittadinanza, l’associazione politico-culturale sud in movimento, va avanti con il suo calendario di eventi affrontando, questa volta, il tema dell’agricoltura.
Verrà infatti presentato il progetto del “Centro servizi per l’agricoltura”, struttura in corso di costruzione che sorge a Grottaglie all’incrocio fra la strada per Monteiasi e la strada per S. Giorgio J.

Per l’occasione l’associazione Sud in Movimento ha invitato al tavolo dei relatori l’Assessore comunale all’agricoltura, Avv. Ciro Alabrese e il progettista del Centro servizi per l’agricoltura, l’Ing. Massimo Nisi.

Lo scopo di questo appuntamento è senza dubbio quello di informare gli agricoltori grottagliesi di questa nuova struttura, che dovrebbe essere atta a migliorare l’attuale situazione critica che ultimamente riveste il settore viticolo e non solo.
L’incontro ha, infatti, come obiettivo quello di mettere a confronto tutti i produttori e di stimolare un dibattito dal quale scaturisca la consapevolezza che un cambiamento è possibile.

L’intera Commissione Agricoltura interna all’associazione crede che questa sia una delle ultime possibilità per poter smuovere qualcosa in questo comparto.

Pertanto si comunica che il suddetto incontro è stato fissato per DOMENICA 9 MAGGIO ALLE ORE 19.00 PRESSO IL CASTELLO EPISCOPIO DI GROTTAGLIE.

lunedì 3 maggio 2010

Radical chic e Radicali da sempre








Mentre il nostro riconfermato Governatore comincia a fare le prime prove tecniche di leadership, festeggiando il Primo Maggio non in fabbrica o con i lavoratori ma ammaliando una platea radical chic piena zeppa di finanzieri milanesi in quel di Cisternino...

Vendola nella masseria del banchiere. Primi esami da leader

Il governatore Serata nella casapugliese di Guido Roberto Vitale.

Tra i 100 ospiti, Fabiano Fabiani, Mario D'Urso e Franco Debenedetti Vendola nella masseria del banchiere. Primi esami da leader ROMA La luce delle candele, i fiori, i solidi ulivi. E li fresco dal mare, distante qualche decina di chilometri. Una cena in piedi, quasi cento persone, specialità pugliesi, fave, friselle, orecchiette, fegatini, ma anche tartare di pesce e gamberi... Qpasi cento persone, con incarichi e professioni importanti, rabitudine a frequentare e a valutare le novità. E un ospite d'onore, non dichiarato, ma evidente:

Nicola Vendola, detto Nichi, da un mese rieletto governatore in Puglia.

Nichimagari nonsaràilfuturo leader del centrosinistra, forse al massimo potrà aspirare a essere leader quaggi , come gli disse D'Alema. E cattolico e gay, ostenta rorecchino, usa una lingua immaginifica e accorata, con punte di comunismo: elementi che fanno credere (a gran parte dei dirigenti del centrosinistia) che non possa raccogliere consensi da Agrigenta a Cant . Per ...

Per una serata come quella che si è svolta a Cisternino (Brindisi), il i maggio, è una sorta di «ingresso in società» per Nichi, utile a far conoscere l'uomo. Non risponde a certi canoni, eppure ha letto, trasmette passione, pare diverso dai politici di mestiere. 11 padrone di casa e ideatore della cena è Guido Roberto Vitale, autorevole ban.chiere milanese, che ha curato li collocamento in Borsa di oltre venti società, è stato presidente di Lazard Italia, amministratore delegato di Euromobiliarè, consigliere del Fondo Ambiente Italiano, pre:

sidente di Rcs MediaGroup. E anche azionista della casa editrice Chiarelettere, che pubblica i libri di Marco Travaglio e altre inchieste sull'Italia di Berlusconi e del Vaticano. Vitale ha invitato quasi cento amici a Cisternino, sabato sera, per inaugurare la splendida masseria che ha acquistato e fatto ristrutturare. Mondo dell'economia milanese, professionisti, pizzico di mondanità. C'era Franco De- benedetti, già senatore Ds, saggista e membro di n merosi consigli di amministrazione. Cera Fabiano Fabiani (In, Società Autostrade, Cinecittà, Acea). C'era Orlando Barucci, figlio dell'a ministro Nero e partner di Vitale nella sua banca d'affari. C'era Mario D'Orso, sottosegretario nel governo Dini, amico degli Agnelli, di casa negli Stati Uniti. E poi anche sindaci e illustri pugliesi, e Ricky Tognazzi e Simona Izzo. Fra la casa e il parco sempre qualcuno stava attorno a Nichi Vendola. Che si trovava lì anche per mostrarsi a chi conta al nord, per farsi fare un esame di ammissionè da leader nazionale, ma resisteva a parlare di politica non strettamente pugliese. «Mi occuperà della mia regione per altri cinque anni», ha spiegato. E anche: «Prima di parlare di nuove leadership, c'è da risolvere il problema dell'identità del Partito democratico». a ribadito per quanto dichiarato in una recente intervista: «IL federalismo preparato dal governo fa solo male al sud, è basato su dati truccati». Ragionava, Nichi, sotto gli ulivi secolari, con pacatezza, con quell'aria di crederci sul serio, che finora, almeno in Puglia, lo ha sospinto al successo. Nichi, in realtà, amministra la regione, gusta la vittoria su D'Alema,, che proprio non lo voleva, e prepara li domani, quale che sarà: moltiplicazione delle «Fabbriche di Nichix., che sono palestre per giovani attratti dalla politica, studio delle alleanze, con pezzi dell'ldv o del Pd.

In questa scia, rientrano serate come quella di Cisternino. Alla fine, lasciando la masseria, compassati ospiti commentavano con le signore:

Andrea Garibaldi da Corriere.it

..un grande "vecchio" della politica Italiana festeggiava il suo Ottantesimo compleanno in compagnia dei detenuti del carcere di Bolzano, senza tante liturgie ma, come sempre dalla parte dell'impegno civile.

Vecchio solo per l'anagrafe ma come sempre orientato al futuro,Marco Pannella costituisce un esempio insieme a pochi altri (Enrico Berlinguer, Ugo La Malfa, Aldo Moro) di coraggio politico e di impegno politico. E' impossibile ricordare le innumerevoli battaglie che Marco Pannella e "quello sparuto manipolo" dei Radicali Italiani hanno combattuto in più di cinquant'anni di attività politica, sempre dalla parte più scomoda, dalla parte degli ultimi. Tanti Auguri Marco, ti auguriamo altri cento di questi giorni, impegnato, come sempre, con le tue battaglie, con il tuo impegno esemplare.


di Pier Paolo Segneri*
Il 2 maggio compie 80 anni. Anzi, finisce l’ottantesimo anno di età ed entra a 81. Marco Pannella, classe 1930, sembra sfuggire gli anni che ha guardando avanti invece che indietro. È una predisposizione mentale, è il suo modo di vedere le cose, è sempre stato così. Almeno a sfogliare la sua biografia. Del resto, con la vita che ha fatto: le sue lotte politiche, il suo “fare amore”, il suo “essere speranza”, gli scioperi della fame e della sete, le azioni non-violente che ha sulle spalle, tutte quelle sigarette che gli ingialliscono le dita e i toscanelli che fa rotolare tra il pollice e l’indice mentre parla o mentre ti ascolta, con tutto quello che ha passato e con le cicatrici che ha sotto la sua pellaccia dura, qualcuno si chiede se - per caso - “l’uomo che cammina sui pezzi di vetro” abbia siglato un patto con il diavolo.

No. Semplicemente c’è chi si toglie gli anni per sembrare più giovane e chi, come Marco, li supera e travalica con un balzo ogni traguardo. E lo fa per “dimenticare subito - scriverebbe Pier Paolo Pasolini - i grandi successi”. Infatti, ci vuole sempre qualcuno che lo aiuti a ricordare, altrimenti i ricordi di Pannella tendono a cancellarsi.

Anche perché sono ignoti come lo sono tanti Radicali. Piuttosto, Marco preferisce conservare la memoria. Di più: ha fatto della memoria un suo tratto distintivo e, anche per tale ragione, lo dipingono spesso come un uomo del passato, che viene dal passato e rivolto al passato. Errore. È esattamente il contrario: Pannella viene dal futuro e vive il suo affondare nella memoria soltanto come presupposto per capire il presente e per meglio guardare al domani.

La memoria di questa “bestia abruzzese” - la definizione è sua - è tutta protesa in avanti, verso quel che sarà. Infatti, il suo sguardo ha una visione ampia, d’insieme, fino al dettaglio e non si ferma certo ai ricordi. Pannella non ha mai nostalgia del passato. Vive, casomai, con la nostalgia del futuro. Un futuro che gli rode dentro. Forse anche per quello che ha visto. Soprattutto ora che ha 80 anni.

Molti affermano che Pannella abbia un caratteraccio e, in effetti, bisogna ammetterlo, è proprio così! Ma soltanto perché è un uomo di carattere. Infatti, non è scorbutico, non è ombroso e, come ha ben detto il senatore a vita Giulio Andreotti, «Marco, anche quando graffia, non lascia rancori». È che vuole sempre averla vinta lui. È testardo come pochi. Eppure, non gli interessa vincere, vuole solamente convincerti. È una cosa ben diversa. Anche se ha commesso i suoi sbagli scivolando e cadendo cento o mille volte, si è sempre rialzato. Tra lo stupore di tanti.

Oggi, apparirà pure come uno degli ultimi dinosauri non ancora estinti della politica italiana, ma lui ama stare con gli ultimi. E sa benissimo che non si estinguerà perché tutta la sua vita è memoria del futuro. Perché sa che il passato dipende dall’avvenire e che ogni uomo può, fino all’ultimo giorno della sua vita, ricominciare tutta la vita. Altrimenti non sarebbe neppure vita. Altrimenti non sarebbe neppure vivo. Altrimenti non avrebbe sconfitto il tempo. Infatti, non è per gioco che ripete spesso: la durata è la forma delle cose. Anzi, siccome la politica è anche un’arte e l’arte è la forma che gli uomini danno alla loro sfida con il vento dell’esistenza e la caducità della vita, allora le sue lotte sono forse il modo con cui Pannella “ammazza il tempo” che gli è concesso.