venerdì 2 aprile 2010

Opinioni a fasi alterne

Per Blasi, Mazzarano non deve dimettersi

Per il segretario pugliese del Partito Democratico, Sergio Blasi, il neo-consigliere regionale, Michele Mazzarano, non è tenuto a dimettersi sulla base delle notizie pubblicate in merito al suo coinvolgimento in una indagine su presunte tangenti che sarebbero state versate dall’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. E’ quanto si evince da un comunicato in cui Blasi, pur non esprimendo palesemente la sua opinione, fa riferimento al codice etico del Pd, nel quale è precisato che c’é l’obbligo di dimissioni in caso di misure cautelari, rinvio a giudizio o condanne.

da www.antennasud.com

peccato che il segretario del PD solo qualche ora prima dichiarava....

BARI— «Di fronte a questi fatti l’unico modo per rispondere è quello di uniformarsi ad atteggiamenti seri e coerenti». Che tradotto in soldoni è come chiedere a Michele Mazzarano di dimettersi da consigliere regionale. Sergio Blasi, leader del Pd pugliese e neo eletto in consiglio regionale, non ha dubbi e si allinea con il pensiero di Nichi Vendola. «Aveva detto che lasciava. Adesso sarebbe opportuno che tenesse fede all’impegno assunto» è stato infatti il consiglio del riconfermato governatore della Puglia. La vicenda dell’elezione in consiglio regionale di Michele Mazzarano nella lista del Pd a Taranto toglie insomma il sonno a Vendola e rappresenta una enorme spina conficcata nel fianco del Pd. L’ultimo segretario dei Ds di Puglia e già vice di Michele Emiliano ai tempi della segreteria di questi, dopo aver appreso dai giornali di essere indagato nell’ambito dell’inchiesta che poggia sulle rivelazioni di Gianpaolo Tarantini, sabato 20 marzo aveva annunciato le dimissioni dalle cariche di partito e lo stop alla campagna elettorale. A scrutinio chiuso, però, anche per sua sorpresa è risultato comunque eletto. «C’è stata una reazione democratica rispetto alle accuse che mi sono piovute addosso e che continuo a respingere: andrò in consiglio» ha affermato ieri Mazzarano.

Il segretario regionale, legatissimo al politico tarantino, sembra però deciso a sbarrargli il passo.
«Gli parlerò, troveremo un modo perché mantenga fede all’impegno assunto di non proseguire».

È questa l’ultima parola del partito? Mazzarano resterà fuori dal consiglio regionale?
«Devo necessariamente fare una premessa. Noi stiamo parlando di accuse non provate e scaturite dalle dichiarazioni di un imputato, noto sodale del presidente del Consiglio. Mazzarano è persona per la quale nutro grande affetto e stima e sono convinto che saprà dimostrare la sua estraneità».

Ma lei gli chiederà, così come ha fatto Vendola, di rinunciare alla carica?
«Non posso che esercitare nei suoi confronti un richiamo alla coerenza nei comportamenti. Ripeto: parlerò con lui perché dia seguito all’impegno di tirarsi fuori».

La questione morale è stato un passaggio importante nella sua campagna per la segreteria regionale.
«Ho fatto spesso riferimento al radicalismo etico: i valori, i principi e i progetti devono essere fortemente in coerenza con gli stili di vita. Ma questo, voglio essere chiaro, deve valere per tutti e sempre. Il nostro codice etico diventa credibile se nutrito dai fatti».

Vicenda Mazzarano a parte, a urne chiuse e con la vittoria di Vendola in archivio, che giudizio dà della performance del Pd?
«Parto dal dato generale. Il risultato della Puglia dimostra la validità di un’esperienza di governo che racconta di un Sud diverso rispetto a quello stereotipato delle emergenze. Il Pd ha tenuto, in relazione alle elezioni europee è solo un punto sotto. Non si è trattato della Waterloo registrata altrove nonostante la lunga fase congressuale, la costruzione del partito, le vicende giudiziarie, quella della scelta del candidato governatore. Rispetto a queste attenuanti reputo il risultato del Pd accettabile».

Lei farà parte della nuova legislatura. Da «semplice» consigliere o nella squadra di Vendola? Ovvero: si dimetterà da segretario?
«Non so da dove venga fuori la storia dell’assessorato. E poi i nostri segretari vengono eletti attraverso le primarie. Io penso che la presenza del segretario del partito nella camera legislativa regionale sia un fatto politicamente importante».

Qual è il suo giudizio sul dibattito apertosi sulla leadership di Vendola anche a livello nazionale?
«Noi dobbiamo guardarci bene dalla personalizzazione della politica. Sarebbe un guaio per la politica se si pensasse di fare ameno dei partiti e pericoloso cadere nella tentazione del leaderismo. Io penso che con Nichi dobbiamo invece essere in grado di ripartire da questa regione per ricostruire un vocabolario di parole antiche ma non vecchie: uguaglianza e solidarietà fra le prime».

Piero Rossano da Corriere.it


a questo punto rimane da chiedersi cosa sia accaduto in queste ore all'interno del PD pugliese...sarà arrivata qualche telefonata da Roma?




1 commento:

Anonimo ha detto...

Cazzo quando vi dicevo
PANI e PILU PI TUTTI

picche non mi avete creduto

mi domando !!!!!

Berlusconi,Frisullo, Mazzarrano,
il Mele ecc.ecc.
tutti deboli per il Pilo.
assolvetelli tutti
che pena questo PD PUGLIESE
cosi salvano il culo al Presidente
visto che tentano di salvare il Mazzarrano.
ma M. è sicuro di non avere fatto
nulla?
picche ritirava la candidatura
trovata pubblicitaria?
O
u core offuscatu.
domande che sapremo in seguito alle
politik-nuvelas
Buona PASQUA