martedì 6 aprile 2010

La saga di Mazzarano

Continuano le polemiche intestine al PD Pugliese a seguito della elezione di Michele Mazzarano al Consiglio Regionale Pugliese.

Il «caso Mazzarano»
scatena la bufera
tra i Pd pugliesi

di BEPI MARTELLOTTA da LAGAZZETTADELMEZZOGIORNO.IT

BARI - Si scatena la bagarre tra i Democratici attorno al caso di Michele Mazzarano, l’ex vicesegretario Pd coinvolto nelle intercettazioni della sanitopoli pugliese ed eletto in consiglio regionale nonostante si fosse ritirato dalla campagna elettorale. Prima l’annuncio del diretto interessato (che dopo l’elezione ci avrebbe ripensato sul ritiro dalla scena), poi l’uscita del segretario Pd Sergio Blasi, che dopo aver sollecitato Mazzarano a fare un passo indietro ieri ha rimarcato che non è tenuto a ritirarsi dal nuovo incarico, hanno fatto saltare sulla sedia la deputata Cinzia Capano: «Mazzarano è coinvolto nella vergognosa vicenda dell’intreccio tra escort, corruzione ed appalti nella sanità pugliese e a dette accuse ha replicato proclamando la sua innocenza ed assumendo l’impegno di ritirarsi dalla campagna elettorale. Mazzarano - dice - ha già tradito quell'impegno, mantenendo aperti i suoi comitati elettorali, organizzando comizi e tenendo comportamenti incompatibili con l'annunciata volontà di ritiro. L’annunzio di non voler mantenere fede all’impegno assunto disvela che si era trattato solo di un escamotage per spostare sulla volontà popolare il suo intento di tradire la parola data. Chiedo al segretario Blasi di non cambiare idea e di chiedere a Mazzarano il rispetto della parola data e di dimettersi immediatamente».

Blasi non se la tiene e va giù pesante, attaccando lo «sproloquio pubblico» interno al Pd: «Basta con i “fighetti” del partito pronti, comodamente seduti in salotto, a spendere giudizi e pronti solo a chiedere. Ma quando incominceranno a “dare” - tuona Blasi - dall’alto della loro nomina in Parlamento? Posso chiedere alla compagna democratica on. Capano quante volte è stata davanti ai cancelli dell’ex Agile o di altri stabilimenti in crisi? Il partito, nella chiarezza dei suoi organismi dirigenti - sottolinea - saprà chiedere ciò che deve chiedere a tutti! ». La replica non si fa attendere: «la volgarità della risposta di Blasi si commenta da sé. Posso solo ribadire la mia vergogna per il fatto che il segretario del mio partito - attacca la Capano - protegga chi tradisce la parola data ed insulti chi da tale amoralità si dissocia. Quanto al mio lavoro di parlamentare basta consultare il sito della Camera per trovarlo documentato ed in ogni caso non sapevo che recarsi davanti ai cancelli dell'ex Agile esonerasse i politici da rigore morale ed etica pubblica».

Alzano la voce anche quelli della mozione Marino: «la base del Pd della Puglia, quella che ha votato alle primarie dello scorso ottobre, si aspetta che Michele Mazzarano non entri in consiglio regionale, coerentemente con quanto lo stesso Mazzarano ha dichiarato. Considerata la grande attenzione riservata alla “questione morale” da parte di tutti coloro che durante il congresso si sono contesi la carica di segretario regionale - rimarca Enrico Fusco - è quanto mai necessario mettere in pratica le belle parole congressuali. Il cambio di rotta di Mazzarano sarebbe, non solo ingiustificabile presso l’opinione pubblica, ma inaccettabile sotto il profilo della serietà e della correttezza politica».

Quanto al richiamo di Blasi sul codice etico del partito (che prevede il ritiro solo in caso di misure cautelari, rinvio a giudizio o condanna), «ogni richiamo in tal senso, d'ora innanzi suonerebbe beffardo». La deputata Paola Concia, della stessa area, va oltre, richiamandosi ai «rumors» circa la possibilità che Blasi entri nella giunta Vendola. E chiede che la discussione su un nuovo segretario regionale («sarebbero in atto grandi manovre») avvenga negli organismi preposti «in tempi brevissimi, anticipando quelli necessari al presidente Vendola per compilare la lista dei nuovi componenti della Giunta». Non ci sta, invece, il segretario provinciale del Pd foggiano Paolo Campo: visti i risultati del Pd sono «quanto meno fuori luogo i commenti che invocano una resa dei conti interna».

Ma a farsi vivi sono anche altri partiti: dopo il richiamo del segretario Idv Pierfelice Zazzera, che ha chiesto il rispetto dell’appello lanciato da Vendola affinché Mazzarano rinunci, Onofrio Introna (Sinistra Ecologia e Libertà) ci va più cauto: «il giudizio degli elettori ha un significato, sul piano politico vuol dire che hanno creduto in lui e nella sua estraneità ai fatti contestati. Le valutazioni -spiega - dovrà farle col suo partito. Non c’è un criterio oggettivo: c’è chi senza ricevere avvisi di garanzia si dimette e chi pur condannato resta nelle istituzioni. Sono garantista, penso che la politica non debba entrare nella privacy».

Intanto l'Onorevole Capano ribatte con un comunicato stampa al segretario Regionale Blasi

LA CAPANO A BLASI, DARAI CONTO DELLE TUE AFFERMAZIONI

«Capisco che Blasi si innervosisca quando si nomina la parola coerenza, ma questo non l’autorizza a delegittimare l’attività parlamentare di un deputato della sua Regione e di ciò dovrà darne conto e non solo politicamente». Lo afferma l’on.Cinzia Capano, del Pd, in polemica con il segretario pugliese del suo partito, Sergio Blasi, che ieri l'aveva duramente nella polemica sull'opportunità che il neo-consigliere regionale Michele Mazzarano, coinvolto nelle inchieste baresi sulla sanità, si dimetta dalla carica. Blasi – dice Capano – «afferma il falso quando mi accusa di non aver rilasciato alcuna dichiarazione allorchè il governo tentava di affossare l’art.18 dello Statuto dei lavoratori. Mentre lui si è accorto solo ora dell’art.18 e della volontà di governo di affossarlo, il gruppo parlamentare del partito democratico ha condotto alla Camera una battaglia durissima durata dal 10 al 28 ottobre 2008 ottenendo che non si applicassero le norme sull'arbitrato all’art.18, poi invece introdotte al Senato. in quella battaglia parlamentare io sono intervenuta ben 5 volte nella discussione in aula illustrando molte delle questioni giuridiche poi poste dal Capo dello Stato. Questa inaccettabile falsità, che può essere verificata consultando il sito della camera sul provvedimento 1441 quater, tende a delegittimare la mia attività parlamentare e quindi è gravissimo che a compierla sia il segretario del mio partito».
«Quanto al fatto che non sia stata davanti ai cancelli delle aziende in crisi – conclude Capano – è inoltre gravissimo che il segretario Blasi non mi abbia mai invitata a tali iniziative, ove le avesse mai tenute con altri parlamentari pugliesi».

L´affaire Mazzarano spacca il Pd
Capano: fuori. Blasi: no ai fighetti

La parlamentare attacca il segretario regionale sulle mancate dimissioni del consigliere
sott´inchiesta dalla procura di Bari per un presunto giro di mazzette ricevute da Tarantini


di MAURO FAVALE DA repubblica bari
Si chiama "guerra ai fighetti nel Pd" ma in Puglia è l´altro nome dell´affaire Mazzarano. Perché se pure il segretario Sergio Blasi usa lo stesso termine sdoganato in Toscana due giorni fa dal neo presidente regionale Enrico Rossi, in Puglia a lacerare il partito è sempre il caso del consigliere appena eletto con 6.340 preferenze e indagato dalla Procura di Bari perché tirato in ballo da Gianpaolo Tarantini come destinatario di una tangente da 10.000 euro. Una polemica che va avanti da due settimane, ravvivata dall´elezione di Mazzarano che, negli ultimi giorni di campagna elettorale, aveva annunciato il suo ritiro dalla competizione. Poi i suffragi in suo favore e la decisione di «non tradire la volontà degli elettori».
Ieri un nuovo capitolo: un botta e risposta durissimo tra la parlamentare democratica Cinzia Capano e Blasi. La Capano ha accusato Mazzarano di aver «tradito la parola data». «Mazzarano - ha detto la Capano - dimostra di attribuire alla volontà popolare lo stesso potere salvifico che gli attribuisce Berlusconi». Alla luce di questa situazione, Blasi dovrebbe «chiedere a Mazzarano il rispetto della parola data» e invitarlo «a dimettersi immediatamente. Chiedo al Pd - conclude la parlamentare - di essere al fianco di Vendola senza se e senza ma nella costruzione di un´etica pubblica che dovrà essere la cifra del governo regionale».
Chiamato in causa, Blasi risponde. Era stata la sua nota di due giorni (in cui faceva riferimento al codice etico del Pd che prevede dimissioni solo in caso di misure cautelari, rinvio a giudizio o condanne) a scatenare la Capano. Ieri il segretario democratico ha sbottato: «Basta con i "fighetti" del partito pronti, comodamente seduti in salotto, a spendere giudizi e a chiedere. Quando cominceranno a "dare" dall´alto della loro nomina in Parlamento?». E rincara la dose: «Mentre il governo affondava l´articolo 18 non ho sentito alcuna presa di posizione dell´onorevole Capano. Quante volte lei è stata davanti ai cancelli dell´ex Agile o di altri stabilimenti in crisi? Il Partito, nella chiarezza dei suoi organismi dirigenti saprà chiedere ciò che deve a tutti. Il Pd che verrà - ha concluso Blasi - o smette di essere il luogo del protagonismo dei singoli e dello sproloquio pubblico o non verrà».
La replica della Capano non si fa attendere: «La volgarità della risposta di Blasi si commenta da sé. Io ribadisco la mia vergogna per il fatto che il segretario del mio partito protegga chi tradisce la parola data ed insulti chi da tale amoralità si dissocia. Quanto al mio lavoro di parlamentare basta consultare il sito della Camera per trovarlo documentato ed in ogni caso non sapevo che recarsi davanti ai cancelli dell´ex Agile esonerasse i politici da rigore morale ed etica pubblica». Alla luce delle polemiche in corso e del risultato delle elezioni (21%, il più basso dal 2005) non sarà una passeggiata la prossima assemblea regionale del Pd, convocata per mercoledì 7 ufficialmente per un´analisi sul voto.


1 commento:

Anonimo ha detto...

La sede locale SEL con chi sta? E' garantista con Onofrio Introna oppure vuole le dimissioni di Mazzarano?