giovedì 1 aprile 2010

Cominciamo bene....

Comincia nel peggiore dei modi la nuova legislatura del Consiglio Regionale Pugliese.

Il primo caso "imbarazzante" è tutto interno al PD e coinvolge la persona di Michele Mazzarano, il quale prima annuncia, senza poter sostanzialmente farlo, la decisione di non candidarsi alla tornata elettorale, poi dopo, forte dei più di seimila consensi ottenuti, cambia idea e decide di andare avanti alla faccia della coerenza e della questione morale, nonostante nulla sia cambiato sulla sua delicata posizione giudiziaria. Per la serie moralista a parole, ma non nei fatti.
A tal proposito si agita aria di resa dei conti nel PD Provinciale, sopratutto ad opera di Paolo Costantino, primo dei non eletti ed in quanto tale danneggiato dall'imbarazzante dietrofront di Mazzarano. L'impressione è che quella del consigliere Mazzarano sia stata tutta una farsa poichè qualcuno deve aver detto ai suoi uomini di "procedere ugualmente"..: sfacciato

da Corriere.it
Aveva deciso di ritirare la candidatura quando il suo nome, una settimana fa, era finito nel registro degli indagati per l’inchiesta sulle tangenti nella sanità pugliese. Ma durante l’ultimo comizio, un minuto appena nella piazza di Massafra, la folla gli aveva detto che lo avrebbe votato lo stesso. Così è stato, anche perché i tempi tecnici per fare marcia indietro non c’erano più. Michele Mazzarano, l’ex numero due del Pd in Puglia, entra in consiglio regionale con 6.340 preferenze.

da La Gazzetta del Mezzogiorno
E' stato eletto malgrado la sua rinuncia alla candidatura, Michele Mazzarano, esponente del Pd pugliese il cui nome è stato indicato nei giorni scorsi dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini quale beneficiario di tangenti insieme con l’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo. Dopo la pubblicazione delle notizie sul suo coinvolgimento, Mazzarano aveva annunciato il ritiro dalla candidatura (che nei fatti non è formalmente possibile in quanto dopo il deposito non si possono modificare le liste) e si era anche dimesso dall’incarico di segretario organizzativo regionale del Pd.

Mazzarano, eletto nella circoscrizione di Taranto e ripescato grazie al premio di maggioranza ottenuto dal centrosinistra con la vittoria di Vendola, ha preso 6.340 voti. Dopo la sua rinuncia alla candidatura i suoi sostenitori avevano organizzato una manifestazione di solidarietà al posto di un comizio annullato.

Il secondo ed ancora più imbarazzante caso riguarda il numero dei Consiglieri Regionali Pugliesi. La legge elettorale votata dalla maggioranza di centrodestra, ammette un numero di consiglieri, compreso il cd premio di maggioranza di settantotto unità, peccato che lo statuto ne preveda al massimo settanta.
Logica vorrebbe che la casta facesse un passo indietro e di fronte a questa palese contraddizione si dimagrisse il neo eletto consiglio regionale di nr. otto consiglieri. Ma sappiamo che le logiche spartitorie e di potere sono dure a morire per cui il governatore Vendola tira fuori il coniglio dal cappello:passino i settantotto ma con lo stipendio di settanta. Corte di Appello di Bari, pensaci tu!: imbarazzante

da La Gazzetta del Mezzogiorno

BARI - La nuova legislatura regionale inizia con una grana. È un vero e proprio pasticcio legato ad una legge, la numero 2 del 2005, approvata l’ultimo giorno utile prima dello scioglimento dell’ultimo consiglio dell’era Fitto. Il nodo è il numero di consiglieri (70) di cui, secondo lo Statuto regionale deve essere composta l’assemblea elettiva della Puglia.

La legge numero 2, nel fissare il meccanismo di voto chiarisce anche che per la governabilità è necessario garantire il mantenimento, tra maggioranza e opposizione, del rapporto 60-40 (60% dei seggi alla maggioranza, 40 all’opposizione).

L’individuazione degli eletti si ottiene dividendo i voti di ciascuna lista per un coefficiente. Tante volte il coefficiente è contenuto nella somma dei voti di ciascuna lista, altrettanti risultano gli eletti. Il fatto è che, così procedendo, il rapporto maggioranza-opposizione (60-40) non quadra. Dovrebbe essere 42 a 28, invece risulta 39 a 31. E allora spunta un ulteriore premio alla governabilità: +8 seggi alla maggioranza, così il rapporto è salvo anche se il Consiglio diventa di 78 in barba allo Statuto. E ai costi della politica.

In serata viene diramato un comunicato del presidente Vendola: «La crescita del numero dei consiglieri conferma che la legge elettorale confezionata dal centrodestra pugliese a suo tempo ha prodotto un pasticcio. Sulla base dell’attuale norma non è tecnicamente possibile identificare criteri che possano eliminare tale assurdità. È inaccettabile. Per questo proporrò nella prima seduta utile un atto col quale si prescrive che il monte stipendi complessivo del Consiglio Regionale non verrà aumentato, ma ridistribuito equamente tra tutti i consiglieri. Non ho alcun dubbio che la legge verrà approvata all’unanimità».

di GIUSEPPE ARMENISE

E poi i nostri politici si stupiscono e si interrogano sul successo elettorale dei grillini..la risposta la possono trovare sicuramente in entrambe gli episodi appena descritti.

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