lunedì 1 marzo 2010

Servitore dello stato.....

da Repubblica.it


Ex psi, autista Atac ora presidente di municipio: chi è Milioni, l'esponente pdl arrivato in ritardo

Tra le ipotesi: si sarebbe allontanato per cancellare il nome di un candidato e sostituirlo

Lazio, l'autore del pasticcio ha fatto il bis
per vendetta nel 2006 sparì con le firme

di LAURA MARI E GIOVANNA VITALI
ROMA - Lo descrivono tutti come un tipo sui generis, spesso sgarbato e piuttosto arrogante. Uno che, pur di non tornare a fare l'autista dell'Atac, il suo vero lavoro, era pronto "a vendersi l'anima al diavolo". È questo l'identikit di Alfredo Milioni, il cinquantenne presidente del XIX municipio di Roma che, da socialista, ha scalato tutti i gradini della politica ricoprendo l'incarico di responsabile elettorale prima in Forza Italia e ora nel Pdl. È lui il delegato che sabato mattina ha ritardato la consegna della lista, provocandone l'esclusione.

Non è la prima volta che Milioni - ormai soprannominato "il recidivo" - finisce al centro di un giallo legato alla sparizione di documentazione elettorale. Raccontano che già nel 2006, alla vigilia del deposito delle firme per le comunali, Milioni sparì per una notte intera con tutto il faldone relativo. Una ritorsione: lui voleva essere candidato alla presidenza del suo municipio, ma l'allora Forza Italia gli preferì Ettore Rubino, un ex democristiano legato al senatore Cesare Cursi. Appresa la notizia, ci rimase malissimo, e pensò di vendicarsi. Staccò il telefono di casa e il cellulare, nessuno sapeva che fine avesse fatto. I militanti azzurri furono costretti a restare in giro fino all'alba per raccogliere nuove firme. Poi, non si sa bene se per un sussulto di coscienza o per gli anatemi dei suoi compagni, il mattino dopo ricomparve e tutto tornò a posto.
Come non è accaduto l'altro ieri. Quando - si sussurra nei corridoi del Pdl - lui si era allontanato dall'ufficio elettorale non già "per mangiare qualcosa" portando via con sé l'accettazione delle candidature "per non farmela frega'", bensì perché voleva cassare in extremis uno dei candidati, Samuele Piccolo, per inserire last minute un nome più gradito.


"Non mi stupirebbe affatto", commenta il consigliere municipale del Pd Fabio Lazzara. Nel 2004, da assessore al Bilancio, fece inserire all'insaputa di tutti un allegato alla delibera con cui il consiglio del municipio XIX aveva bocciato, tra l'altro, l'edificazione del parco vincolato di Casal del Marmo: con quel documento surrettizio si sosteneva il contrario, dando via libera alla costruzione di 350mila metri cubi di villette. L'allora presidente, Marco Visconti, dovette mandare un'errata corrige al Campidoglio: "È stato un errore degli uffici".

È fatto così Milioni. Distaccato per anni nell'ufficio del deputato ed ex assessore forzista della giunta Storace Giorgio Simeoni (raggiunto nel 2006 da una richiesta di arresto per gli scandali nella sanità laziale), ha sempre goduto di coperture eccellenti. Di cui si vanta spesso. Rafforzando il suo senso di impunità. Da presidente del municipio si è lasciato spesso andare in escandescenze e insulti. Memorabile la scenata del settembre 2008 in consiglio: "Siete degli stronzi, andatevene aff...", urlò contro il Pd abbandonando l'aula. Per sfidarlo, volle passare dietro i banchi dell'opposizione, anziché della maggioranza. Il consigliere Lazzara però non si mosse. E lui tentò di montargli sopra.

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