domenica 21 marzo 2010

Inchiesta tangenti in Puglia Mazzarano lascia il Pd

Inchiesta tangenti in Puglia
Mazzarano lascia il Pd

Si è dimesso da segretario organizzativo regionale e ha ritirato la candidatura al consiglio regionale

BARI - Michele Mazzarano, l'esponente del Pd il cui nome sarebbe stato indicato dall'imprenditore Gianpaolo Tarantini quale beneficiario di tangenti insieme all'ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo, ha deciso di dimettersi da segretario organizzativo regionale del Pd e di ritirare la candidatura al consiglio regionale. Lo annuncia in una nota lo stesso Mazzarano.

SCONCERTO - Mazzarano dichiara di aver appreso «con sconcerto dalla stampa» di quanto avrebbe detto Tarantini ai magistrati. «Nego nel modo più fermo e risoluto - dichiara - di essere stato mai destinatario di tangenti da parte di chicchessia, e in particolare dal Tarantini, e sono convinto che la magistratura vaglierà con le dovute cautele le suddette eventuali dichiarazioni». «Sono impegnato in una difficile campagna elettorale - prosegue Mazzarano - al servizio dello schieramento politico e del partito espressione degli ideali in cui mi sono riconosciuto per tutta la vita. Nel lamentare la gravissima e irresponsabile fuga di notizie in merito a un'accusa non riscontrata dalla stessa magistratura, non posso tuttavia non vedere come la situazione che si è determinata rischi di penalizzare l'intero schieramento politico che sostiene il presidente Vendola, e segnatamente il Pd».

SALVAGUARDARE PARTITO E CENTROSINISTRA -Mazzarano aggiunge di aver deciso «con grande sofferenza» di lasciare incarichi di partito e candidatura, e chiede soprattutto a chi ha sostenuto la sua candidatura di «capire e condividere le motivazioni politiche» della sua scelta. «Con questa decisione - conclude - non intendo tanto salvaguardare la mia persona, estranea a qualsivoglia sistema tangentizio, quanto contribuire a mantenere indenne da ogni sospetto e da ogni accusa il mio partito e l'intero centrosinistra».
(Fonte Ansa)


20 marzo 2010 da Corriere.it

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