mercoledì 17 marzo 2010

IL BIANCO, IL ROSSO E TUTTI GLI ALTRI

Il Consiglio Comunale di Grottaglie si accinge a discutere, e decidere, sull’intitolazione dell’attuale Piazza Principe di Piemonte al Senatore Gaspare Pignatelli.
Non ho avuto l’opportunità di conoscere il Sen. Gaspare Pignatelli, come non ho mai avuto modo di conoscere un’altra illustre personalità grottagliese, Salvatore Perduno, alla quale personalmente mi sento legato da un profondo rapporto di “vicinanza” sociale e politica, e non metto in discussione che egli abbia immensamente amato Grottaglie.
A Grottaglie Gaspare Pignatelli e Salvatore Perduno hanno vissuto, politicamente, lo stesso tempo.
Entrambi sono stati nella nostra realtà capi – tanto autorevoli, quanto indiscussi ed entrambi, da quanto si è potuto rilevare da autorevoli fonti di storia orale, pure in vita, precocemente dimenticati - di due differenti e opposte organizzazioni politiche: il primo, il Partito della Democrazia Cristiana; il secondo, il Partito Comunista Italiano.
Uomini certamente straordinari che, pur vestendo i panni degli acerrimi avversari, hanno servito e dato tanto, anche con l’esempio di una via austera, a Grottaglie e ai grottagliesi ( da loro molti dei nostri contemporanei politici, che sovente si rappresentano come “rappresentanti di commercio”, se ne avessero davvero voglia, umanamente, avrebbero molto da imparare).
Non conosco il lavoro ricognitivo fatto per procedere nella scelta della nuova titolazione della piazza delle piazze di Grottaglie, una cosa è certa, il giudizio positivo maturato dal Consiglio Comunale può nascere, in via ipotetica, da valutazioni di matrice reazionaria oppure sulla base di un tanto astratto atto di disgiunzione tra la persona, Gaspare Pignatelli, e la storia degli anni che di più la rappresentano, il periodo che ricomprende gli anni ’50 del secolo scorso: un pezzo di storia oscura e tragica per le classi meno abbienti, per le organizzazioni sociali e politiche della sinistra e per la democrazia del nostro Paese. Di quegli anni, anche come sottosegretario del governo Scelba (10 febbraio1954 – 2 luglio 1955), il Sen. Gaspare Pignatelli è stato certamente protagonista di primo piano.
In quegli anni la rinascita democratica, entrata nel nostro Paese dalla porta della Resistenza, la Repubblica, la Costituzione, usciva dalla finestra con le repressioni del servo (il governo) sul padrone (il popolo): ”L’on. Scelba ebbe a dichiarare” Quando divenni ministro dell’Interno, mi resi subito conto che per fare la dittatura in Italia non occorrono leggi speciali: basta interpretare in un dato modo le leggi vigenti” ( le leggi vigenti erano quelle fasciste).
Sarebbe sufficiente leggere su quegli anni alcune pagine scritte, tra tanti altri, da Vittorio Foa, Lelio Basso, Pietro Calamandrei, Lorenzo Milani, Tommaso Fiore, Danilo Dolci, per comprendere perché è sbagliato titolare la piazza più importante della nostra città ad un uomo che incarnava il potere in quegli anni nel governo del Paese, in generale, e a Grottaglie, in particolare.
Sarebbe opportuno che il contemporaneo “Principe” grottagliese attivasse la memoria sul clima di quegli anni: La strage di Portella della Ginestra, quella di Melissa, le repressioni contro i braccianti in Puglia e gli operai in Lombardia e Piemonte.
I tanti “figli” e “nipoti” della sinistra grottagliese, ignoranti o smemorati, si informino – chiedano ai loro parenti, ai loro conoscenti - sulla realtà di quel tempo, anche a Grottaglie.
Noi pensiamo che la piazza più bella di Grottaglie debba poter essere di tutti, e per essere di tutti deve potere ricondurre ad un soggetto, un atto, un fatto in cui si possono riconoscere il bianco, il rosso e tutti gli altri.
Per questa semplice regione non ci sogneremmo mai di proporre di titolare la Piazza a Salvatore Perduno.
Speriamo che lor signor riflettano e creino, una volta tanto, le condizioni affinché tutti i grottagliesi possano sentire proprio quel luogo d’incontro.
Un saluto, Fortebraccio.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

COORDINAMENTO CITTADINO GROTTAGLIE

Accogliamo con stupore la notizia che il consiglio comunale di Grottaglie intende discutere tra i vari punti all’ordine del giorno di un improbabile, anzi sarebbe più adeguato dire inopportuno, cambio di nome dell’attuale centralissima Piazza Principe di Piemonte re-intitolandola al senatore democristiano Gaspare Pignatelli.

Ci permettiamo di osservare, alla luce della frivolezza del punto di discussione, innanzitutto che il periodo di crisi economica e sociale in atto avrebbe dovuto consigliare ben altre priorità verso le quali indirizzare l’attenzione dell’assise comunale grottagliese. Entrando nel merito del citato punto, seppur controvoglia, riteniamo che la secolare Piazza Principe di Piemonte rappresenti un punto di riferimento cittadino, nel nome e di fatto, che non merita gli strali dei suoi detrattori,
intenti evidentemente nel compiere un’opera di pura piaggeria politica, tanto più che
il senatore Gaspare Pignatelli è già stato da tempo omaggiato di una via tra le
più importanti della città che conduce all’ospedale cittadino ‘San Marco’.

La seduzione della proposta avanzata sull’onda di un populismo emozionale, del resto siamo in campagna elettorale, potrà anche attecchire in alcuni strati della popolazione rimasti orfani di certe narrazioni storiche quindi oltremodo sensibili di fronte ad iniziative tendenti a rinverdire i fasti di un narratore di partigianeria politica, tuttavia non possiamo esimerci dal sottolineare che questo consiglio comunale tutto, distratto dal revisionismo toponomastico, non ha avvertito la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito ad un gravissimo episodio di cronaca nera verificatosi a Grottaglie già da alcune settimane venendo colpevolmente meno ai propri doveri di censore dei comportamenti violenti e di educatori civici.

Il silenzio assordante di fronte all’aggressione subita da un giovane grottagliese, ridotto in fin di vita, assume l’amarissimo sapore del disinteresse verso la propria cittadinanza tracciando un solco profondo tra il mancato senso di responsabilità dei rappresentanti istituzionali e la malriposta fiducia dei nostri concittadini nei loro confronti.



Grottaglie, 16/03/2010

Sinistra Ecologia Libertà
Coordinamento cittadino Grottaglie

Anonimo ha detto...

D'accordo sulla questione piazza. Tra l'altro, la proposta era quella di intitolarla ad Allende, no? Comunque, sempre meglio che mantenere ricordi toponomastici degli avi del cantante. Ma effettivamente, al di là di meriti o demeriti di un politico d'altri tempi, a Grottaglie c'è la Pignatelli mania. Ogni cosa la si vuole intitolare a lui. Forse qualcuno da' anche al suo gatto il nome del senatore. Perciò, d'accordo a metà. La metà no riguarda l'accusa alla fine. Puzza di sciacallaggio. E continuerà a puzzare se a nessuno è venuta ancora l'idea di andare in piazza e parlare a viso aperto delle responsabilità. Del chi ha la colpa se in due mesi e mezzo ci sono state 6 rapine, vari furti, diversi pestaggi, qualche tentato omicidio, e indietro di qualche mese, mettiamoci anche le auto incendiate, la ripresa (anche se lenta) del raket delle estorsioni e le truffe finanziarie. Affrontare questa cosa lanciando allarmi sicurezza sarebbe da stupidi. Grottaglie era e resta tranquilla. Ma sempre più cose sfuggono a chi di dovere. E la colpa della pioggia non è sempre del governo ladro