mercoledì 24 marzo 2010

Eva Cantarella presenta " Dammi Mille Baci"




Chi è Eva Cantarella

Figlia del grande grecista e bizantinista siciliano Raffaele Cantarella, compie i suoi studi presso il Liceo Classico Cesare Beccaria di Milano. Nel 1960 si laurea all'Università di Milano e completa la sua formazione presso prestigiose Università straniere (Berkeley, Heidelberg). Allieva del romanista e civilista Giovanni Pugliese, ha svolto attività accademica e di ricerca presso le Università di Camerino, Parma e Pavia oltreché all'Università del Texas a Austin e di quella di New York, della quale è stata visiting professor.

Ha pubblicato numerosi saggi sul diritto e su aspetti sociali del mondo greco e romano. Attualmente è professore ordinario di istituzioni di diritto romano e di diritto greco antico all'Università statale di Milano. Fa parte del comitato scientifico di Biennale Democrazia.

Dammi mille baci


Dopo la ricognizione sull'eros greco, Eva Cantarella, parla dell'amore al tempo dei romani. Per un romano la virilità era la massima virtù; e i romani venivano educati ad assoggettare e a essere dominatori, nella politica come nell'amore e nel sesso. E infatti da una violenza, quella di Marte ai danni di Rea Silvia, nasce Romolo,il fondatore della città. L'altra faccia della sessualità romana è etica del vanto, il gloriarsi della propria virilità anche negli aspetti più concreti e materiali. Ecco allora i "Carmina Priapea", gioiosa celebrazione di Priapo.il dio del fallo, coi suoi spropositati attributi;ecco graffiti e iscrizioni di palestre, taverne, muri la cui gioiosa crudezza sconfina spesso nell'oscenità, ecco leggende popolate da membri maschili che spuntano dal focolare per fecondare innocenti fanciulle. Ed ecco dotti ma spassosi intermezzi, dove la Cantarella guida il lettore attraverso le pratiche osculatorie (i tre modi di nominare il bacio, osculum, savium e basium), le tariffe, le specializzazioni e l'abbigliamento delle prostitute, i riti matrimoniali e di fecondità. E le donne? Ci sono quelle che si adeguano (Porzia, che si suicida inghiottendo carboni ardenti), le donne modello di virtù (Lucrezia) e le ribelli (Sulpicia),contro cui si accaniscono le leggi moralizzatrici. E poi i "veri" uomini, Augusto e Cesare, i poeti Grazio e Marziale, e ovviamente, Catullo, che chiede con pari trasporto i baci della bella Lesbia e del tenero Giuvenzio.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

Il silenzio preelettorale di questo blog è solo casuale?

Anonimo ha detto...

sono in spar condicio