mercoledì 31 marzo 2010

Intersezioni Sonore: concerti di questa settimana 2/3aprile

- Venerdì 02 Aprile – CAMILLORE’

(Folk Rock) in concerto

www.myspace.com/camillore

"A volte, anche un cretino ha un'idea" recitava Antonio de Curtis nel film "Che fine ha fatto Totò baby?" nel lontano 1964.

Forse una premonizione, forse solo un caso, forse un vaso.

Fatto sta che 40 anni dopo, a Bari, sotto i portici del Quartierino, dei cretini hanno avuto un' idea.

L'idea è quella di tradurre in musica e parole la pazzia ke hanno dentro da sempre, e che da sempre alimentano con le più svariate influenze.

Da Totò a Fellini, da Eduardo a Lino Banfi, da Dante al giardiniere tuttofare Rocchetta, variegate le fonti di ispirazione.

Creatività, coraggio, ironia e tanta, ma proprio tanta, costante voglia di fare.

Nasce così il Regno di Sghisghigno.

Terra di follie, brindisi, mascalzoni, inchini, emblemi, feste, folletti, ubriaconi, chitarre animate, balli, magie, kazoo, lupi, favole, morali.

Terra governata da Re Camillo, condannato ad eterni insegnamenti indispensabili per far regnare l'armonia a Sghisghigno.

Terra abitata dagli Sghisghignanti, popolo eletto, festoso, folle, libero.

Popolo in costante crescita, perché a Sghisghigno non si perde mai tempo...




- Sabato 03 Aprile – GOOD OLE BOYS

(Rockabilly / Surf) in concerto

www.myspace.com/goodoleboysbari

I GoodOleBoys nascono dall'esigenza di riportare alla luce sonorità e atmosfere tipiche del rock'n'roll anni '50.

Tanti i classici eseguiti...da "Pretty Woman" a "Great Balls of Fire", da "Surfin'Safari"dei Beach Boys a "Satisfaction" dei Rolling Stones...ma non solo.

I GoodOleBoys rivisitano pezzi più moderni cercando di dar loro una nuova veste "vintage"...

Elvis Presley, Otis Redding, Bob Dylan, John Lennon, Joe Cocker, Marvin Gaye e tanti altri.

Assistendo ad un loro concerto si ha la sensazione di ascoltare un vecchio vinile...perfetto per ballare...piacevole da ascoltare...

Intrattenimento allo stato puro. Good Ole Music for Good Ole People!!!

Massima attenzione

da Taranto Oggi segnalato sul Blog Tutto il resto è Noia

martedì 30 marzo 2010

Intersezioni Sonore dal 26 marzo al 29 maggio


Intersezioni Sonore è la rassegna musicale curata ed organizzata dall’Associazione Intersezioni.
La rassegna nasce dall’idea di dare spazio anche nella provincia di Taranto a gruppi musicali (emergenti e non) che si sono contraddistinti nello scenario musicale locale e nazionale.

Gruppi che hanno già vinto numerosi premi importanti, che hanno alle spalle numerose esibizioni, collaborazioni importanti, l'apertura di concerti di grossi artisti a livello nazionale ed internazionale, nonché la partecipazione a trasmissioni televisive nazionali, come i NOBRAINO a “Parla con Me” di Serena Dandini.

Progetti musicali che ogni appassionato della “Buona Musica” dovrebbe conoscere perché non sempre le cose migliori passano per i grossi canali mediatici.

Intersezioni sonore darà spazio anche ad alcuni gruppi e cantautori che hanno fatto la storia della nostra musica: tributi a Dire Straits, Depeche Mode, Lucio Battisti, etc. fatti con grande cura da musicisti professionisti.

Tutte le serate saranno accompagnate da estemporanee d’arte, mostre di pittura, poesie e tanto altro…Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

Tutta la rassegna si articola in 17 date, a partire dal 26 marzo fino al 29 maggio, ogni venerdì e sabato (o quasi) c/o il Locale “I Tre Santi” a Grottaglie (Via XXV Luglio, 128).
Inizio spettacoli ore 23.00

Ingresso con tessera associativa, prima consumazione obbligatoria.
Soltanto in alcune serate è previsto un contributo.

IL PROGRAMMA:

- Venerdì 26 Marzo – U’ PAPUN
(Rock / Folk Rock) in concerto
www.myspace.com/upapun

- Sabato 27 Marzo – LOCAL STRAITS
(Tributo ai Dire Straits) in concerto

- Venerdì 02 Aprile – CAMILLORE’
(Folk Rock) in concerto
www.myspace.com/camillore

- Sabato 03 Aprile – GOOD OLE BOYS
(Rockabilly / Surf) in concerto
www.myspace.com/goodoleboysbari

- Venerdì 09 Aprile – LA COLLINA DEI CILIEGI
(Tributo a Battisti) in concerto

- Sabato 10 Aprile – SASKA - CHEWA
(Ska / Rock) in concerto
www.myspace.com/saskachewa

- Venerdì 16 Aprile – DEPECHE MODE Tribute Party Of The Universe
www.myspace.com/blueroomdm

- Venerdì 23 Aprile – LEGITTIMO BRIGANTAGGIO
(Folk / Rock) in concerto
www.legittimobrigantaggio.it/

- Sabato 24 Aprile – ICE WALL
(New Wave anni 70 – 80) in concerto

- Venerdì 07 Maggio – DAVIDE BERARDI “Etnocanzoni”
(Folk – Rock) in concerto
www.myspace.com/davideberardi

- Sabato 08 Maggio – I PAIPERS
(Beat Italiano) in concerto
www.myspace.com/ipaipers

- Venerdì 14 Maggio - I RATTI DELLA SABINA
(Rock - Folk Rock ) in concerto
www.rattidellasabina.it/

- Venerdì 21 Maggio direttamente da “Parla con Me”
I NOBRAINO
(Indie / Rock) in concerto
http://www.nobraino.eu/

- Sabato 22 Maggio – ZIBBA & ALMALIBRE
(Rock Italiano / Folk) in concerto
http://www.zibba.it/

- Venerdì 28 Maggio – REIN
(Folk rock /Punk / Indie) in concerto
http://www.myspace.com/rein1999

- Sabato 29 Maggio – ONE WAY TICKET
(Rock) in concerto
http://www.owt-band.com/

INFO: Associazione Intersezioni
intersezioni08@gmail.com - http://www.assintersezioni.blogspot.com/
328.4273428 - 340.4736791

Le dimissioni di Fitto

«Sconfitto» in Puglia, Fitto si dimette

Il ministro per gli Affari regionali lascia l'incarico dopo il ko subito dall candidato del Pdl Rocco Palese

ROMA - Il ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto, secondo quanto si è appreso, ha presentato le dimissioni dall'incarico. Le dimissioni presentate dal ministro Fitto arrivano il giorno dopo le elezioni regionali, che hanno visto in Puglia l'affermazione del centrosinistra con Nichi Vendola e la sconfitta del candidato del centrodestra Rocco Palese, portato avanti e sostenuto proprio dal ministro. Fitto si è ampiamente speso nel corso della campagna elettorale a favore di Palese, è stato per molti versi l'artefice della sua candidatura. Parallelamente Adriana Poli Bortone, potenziale candidata del centrodestra, aveva deciso di correre autonomamente con l'appoggio dell'Udc.

L'AFFONDO DI VENDOLA - «Fitto - aveva detto Vendoladopo la sua vittoria in Puglia - è stato per me un alleato troppo prezioso. La sua idea della lotta politica è primitiva e insultante». E ancora: «La prima causa della crisi del centrodestra in Puglia si chiama Raffaele Fitto. Per quello io ho fondato questa associazione: "Nessuno tocchi Raffaele"».

«DIMISSIONI DOVEROSE» - Durissima nei confronti di Fitto anche Adriana Poli Bortone, candidata di Io Sud e dell'Udc: «Se volessimo essere buoni potremmo commentare le dimissioni del ministro Fitto dicendo che è il gesto di chi vuole assumersi le proprie responsabilità; se invece volessimo dare un più freddo giudizio politico dovremmo dire che questa sembra la abile mossa di chi prova ad anticipare una richiesta che gli sarebbe comunque arrivata di qui a poche ore». «Dimettersi - ha aggiunto la Poli Bortone - era il minimo che potesse fare di fronte alla terza sconfitta consecutiva: ha perso le regionali del 2005, ha perso le amministrative dello scorso anno, quando il centrodestra si è visto battere nei Comuni di Bari, Foggia e Taranto e nelle Province di Brindisi e Taranto, e ha perso oggi volendo imporre a tutti i costi il proprio pupillo sacrificando la causa di una alleanza politica con Udc e Io Sud, l'unica in grado di battere Vendola».

LA DIFESA DI GASPARRI - A favore di Fitto si è invece espresso Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl: «Credo che meriti la stima e il sostegno di tutti. Ha fatto un gesto di responsabilità, penso che faccia bene il ministro» e quindi il suo «è un gesto che ritengo debba essere respinto». Inoltre, ha aggiunto Gasparri, «il risultato complessivo» delle regionali «mi sembra ottimo anche al Sud».

da Corriere.it

lunedì 29 marzo 2010

Il Silenzio Perfetto di Ilaria Mazzeo

Questa sera alle ore 18:30 , presso la sala ricevimenti del ristorante “Paradiso”, in Via La Sorte 195, sarà presentato il romanzo “Il silenzio perfetto” di Ilaria Mazzeo.

Insieme all’autrice, interverranno la presidente del Soroptimist Club di Grottaglie Milarosa Neulander, la presidente dell’Università dell’Età Libera di Grottaglie, prof.ssa Annamaria Lenti Motolese e la prof.ssa Pasqualina Ancona.


“Da un certo punto della vita in poi avevo avuta ben chiara in mente la strada da seguire in tutte le situazioni, anche perché ero stata molto attenta a pianificare qualsiasi cosa. Gli imprevisti li avevo ignorati, accantonati o addirittura distrutti, procedendo come un carro armato verso… verso cosa?
Sulla sua strada Ginevra incontra infine imprevisti troppo grandi da aggirare: la scomparsa del fratello e un nuovo amore, un dolore troppo forte e una passione così intensa che sembra impossibile da credere reale. Divisa tra la tentazione di lasciarsi andare e la volontà di reagire, deve trovare comunque la forza di affrontarli e di riprendere a vivere.”


Si tratta di una storia che racconta il dolore con leggerezza e coraggio, avvolgendolo con le parole fino a relegarlo entro un silenzio perfetto.
L’autrice è Ilaria Mazzeo è nata a Pistoia nel 1980. Laurea in Economia per le Arti, la Cultura e la Comunicazione a Milano e dal 2004 vive e lavora a Roma. Due suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie 25 Racconti Emersi e Spettri del visibile del collettivo Scrittori Sommersi. Il silenzio perfetto è il suo primo romanzo.

venerdì 26 marzo 2010

Botta e risposta

La replica del Dott. Vinci all'articolo di Gianpaolo Cassese

dal blog di via crispi

La replica di Vinci non ci è pervenuta, pertanto, la preleviamo da GIR, ringraziando lo staff per la collaborazione:

«Grazie per l’opportunità che mi offrite di replicare al dott. Cassese con alcuni dati di fatto, mentre colgo l’occasione per invitarlo sin d’ora, come nostro gradito ospite, al convegno che prima dell’estate organizzeremo con “Grottaglie Città Futura” sulla gestione dei rifiuti nella nostra realtà. Sarà necessario questo convegno perché, se ci pensate, non è sin qui mai accaduto che tecnici e politici di diverso orientamento si siano confrontati pubblicamente sul tema dei rifiuti, nonostante l’intensità raggiunta dal dibattito in tante occasioni. Colmeremo noi questa strana lacuna, per fare chiarezza e riconoscere le reali posizioni di ognuno. Ma veniamo alla nota di Cassese, che mette in poche righe tanti elementi diversi per rinnovare la sua invettiva. Come si sa è più facile colpire che spiegare, ma ci provo, provando a distinguere alcuni elementi di giudizio.

1) Cassese lancia la vergogna su Vendola in quanto autorizzatore di discariche. Dalla sua replica su GIR si capisce che nel mirino ci sono le discariche per rifiuti speciali entrate in funzione negli ultimi anni (Ecolevante, Vergine, Caramia, se ho inteso bene). Con quelle discariche Vendola non c’entra nulla, poiché il suo governo è intervenuto quando i procedimenti per l’autorizzazione (svolti con Rana in Provincia, Fitto in Regione e Bagnardi al nostro Comune, per quanto riguarda Ecolevante) erano di fatto irreversibili. La Provincia di cui sono stato assessore dal 2004, e la Regione di Vendola dal 2005, hanno cercato più volte di frenare quei procedimenti, spesso proprio sulla base delle osservazioni fatte dai diversi comitati e andando in giudizio, ma sempre soccombendo. La Regione di Vendola ha persino approvato una legge con la quale ha cercato di fermare il traffico di rifiuti dalle altre Regioni, ricevendo una bocciatura finale dalla Corte Costituzionale. Di cosa dovrebbe vergognarsi Vendola?

2) Dal 2007 con una apposita legge delega, il governo Vendola ha trasferito tutta la materia alle Province, per responsabilizzare sino in fondo il territorio sulle proprie scelte. La Regione Puglia ha inoltre incentivato in ogni modo la raccolta differenziata, che è passata durante il governo Vendola dal 9% del 2005 al 14,6% del 2009: è necessario insistere su questo piano, sino a quando non avremo riciclato tutto il riciclabile. Di cosa dovrebbe vergognarsi Vendola?

3) Lo smaltimento dei rifiuti resta in ogni caso qualcosa di estremamente delicato, un terreno sul quale muoversi con la massima cautela, partendo da un lato dalla consapevolezza che il problema esiste e che va affrontato alla radice (la produzione dei rifiuti), nel processo (il riciclaggio) e nella parte non riciclabile da smaltire in discarica (o in altri modi), con quel che ne consegue in termini di rischio e di di disagio. Per questo la cosa giusta è quella di essere attenti e prudenti, e di distribuire il carico dello smaltimento, per la parte inevitabile, in luoghi diversi. Grottaglie aveva fatto la sua parte nel 1998, quando non c’erano altre discariche per rifiuti speciali non pericolosi e non tossico-nocivi. E’ stato un errore, favorito dall’attuale Amministrazione Comunale di Grottaglie, raddoppiare con il cosiddetto “terzo lotto”, e personalmente l’ho ribadito convintamente e pubblicamente sin dal primo momento. E’ stato un grave errore. Ma, come si vede, è vergognosamente falso sostenere che Vendola e Vinci hanno voluto che Grottaglie e la Provincia di Taranto diventassero terra dei rifiuti.

4) La discarica approvata dal Consiglio Comunale durante la mia Amministrazione è stata insediata in una cava esistente allora in esaurimento, priva di ogni valore storico o paesaggistico, con tutte le cautele tecniche possibili e immaginabili, e con un dibattito ripetuto nel pubblico e nel Consiglio Comunale. Sono state esaminati da tutti gli organi competenti tutti i passaggi, e sono stati tirati in ballo ripetutamente controlli di ogni possibile organo controllante, come era ed è giusto e doveroso. Il controllo di legalità operato dalla magistratura è un bene in qualsiasi momento intervenga. Ci vuole solo tempo e pazienza, ma la verità viene (quasi) sempre a galla.

5) Dire che io avrei voluto favorire il business dei rifiuti, anziché tutelare la storia e l’ambiente è talmente incoerente con i fatti obiettivi (e con la mia storia, ma questo conta poco) da essere vergognosamente falso. In conclusione: può essere stato giusto o sbagliato fare quella scelta che all’epoca facemmo, e si può sempre tornare a discuterne la validità e le responsabilità. Ma questo nulla c’entra con l’imperiale sommaria invettiva del fiero Cassese, che farebbe meglio a guardare più da vicino, con l’umiltà di chi vuol capire, la realtà. Non bisogna differenziare solo i rifiuti. Occorre anche differenziare le situazioni, cioè discernerle, analizzarle, contestualizzarle e poi anche, se necessario, accusare».


La controreplica di Gianpaolo Cassese

dal blog di Via Crispi

Dott. Vinci, lei si ostina a mistificare la realtà, pratica che devo dire non le riesce più tanto bene. Dov’era la sua “Città Futura” in questi anni di vertenze ambientali? Decine, centinaia gli incontri in tutta la provincia. Le posso assicurare che sulle tematiche ambientali molti sono i cittadini grottagliesi e jonici in grado di tener testa al più preparato dei tecnici comunali, provinciali o regionali. Per non parlare delle puntuali osservazioni sulla gestione dei rifiuti a suo tempo consegnate agli organi competenti da quei cittadini che lei spesso offende, non solo in privato. Dov’era la sua “Città Futura” all’arrivo di Padre Alex Zanotelli o Paul Connett? Devo spiegarle chi sono costoro?

Ma veniamo ai suoi “punti”.
1) Ma come si fa a parlare ancora di Fitto e Rana quando le tre discariche di Fragagnano, Statte e Grottaglie sono state di fatto autorizzate negli ultimi due anni? Le discariche nel nostro territorio sono un’operazione politica del centro sinistra, non a caso al Comune, Provincia e Regione c’è il centro-sinistra. Quella di Grottaglie, autorizzata dal Comune di Grottaglie in poco più di una settimana, prima di avere il parere favorevole della Provincia. Parere poi finito sotto la lente della Magistratura con processo ancora in corso per autorizzazioni illegittime e inquinamento ambientale. Per non parlare di tutte le altre omissioni che oramai conoscono tutti, tra cui la presenza della condotta idrica, le masserie, le cavità carsiche, il Santuario rupestre, la casa famiglia per orfani-disabili, omissioni che non avrebbero mai potuto consentire all’Assessorato Ecologia del governo Vendola (Vendola!!!!) di rilasciare l’A.I.A. propedeutica per l’apertura. Come neppure risulta che la Provincia di Florido, con Giuseppe Vinci assessore, abbia mai esercitato una “revoca in autotutela” delle autorizzazioni rilasciate e finite indagate, “revoca” in più occasioni sbandierata, ma mai operata. Come pure non risulta che Comune, Provincia (di Vinci) e Regione (di Vendola) si siano mai costituite parti civili nei processi tuttora pendenti.

2) Anche le pietre sanno che la differenziata si fa porta a porta e non trascurando l’organico che da solo rappresenta il 60% dei rifiuti. La differenziata di Vendola, di Florido, di Bagnardi, dell’ATO di Alabrese, invece, è pura pratica green-washing, cioè la pratica di usare tematiche di sostenibilità ambientale a fini di propaganda, lasciando tutto così com’è. La differenziata al 14%? Non serve a nulla!
Porta a porta spinto, con controlli puntuali… e la differenziata schizza al 90%! Come in moltissimi comuni, non solo del Nord.

3) Anziché essere così “lungimirante” nell’accogliere i rifiuti speciali da ogni dove nella «sua» controllata discarica (poi finita sotto sequestro per due mesi), non poteva essere lungimirante nella valorizzazione delle peculiarità di questa terra, tra cui le produzioni agricole e la ceramica? Non si è mai chiesto se i rifiuti speciali (INDUSTRIALI) siano compatibili con un territorio a vocazione AGRICOLA? Lo sa quantificare il danno che ha creato a molte aziende agricole del territorio che creano il 60% dell’economia locale?

4) E basta con la barzelletta che lei è contrario al Terzo Lotto perché è stato proprio lei a dare il là alla diffusione delle discariche per rifiuti INDUSTRIALI nella nostra terra. Lei parla di una «cava esistente ed in esaurimento». Funziona così, la Castelli srl fa le cave e l’Ecolevante spa le riempie. Per la cronaca, accanto ai «suoi» primi due lotti in questo momento vi è una cava di estrazione che se non ricordo male è di 5 mln di metri cubi. Scommettiamo che prima o poi sarà considerata da qualcuno una «cava esistente ed in esaurimento»? Per quanto riguarda la Magistratura è vero che ci vuole tempo. Da due anni ancora non si trova un Magistrato che processi il “terzo lotto”. Nell’attesa della prescrizione… viene riempito.

5) La realtà io la guardo ed è assai desolante. Taranto la provincia dei rifiuti e dell’inquinamento. Poco di più. Rifiuti provenienti da tutta Italia, in barba a quella legge di cui si pregia di parlare. Una legge dei cittadini e non di Vendola che neanche si presentò alla sua approvazione. Traffico di rifiuti in contrasto con le direttive comunitarie che sanciscono il principio di prossimità. L’Italia per questi traffici estesi su tutto lo stivale con capolinea anche Grottaglie, viene giornalmente sanzionata dalla Comunità Europea. Vogliamo parlare anche della legge anti-diossina? Visto che è così informato, mi dica perché non vengono eseguiti monitoraggi in continuo? La verità è una e una sola. All’ILVA non è cambiato assolutamente nulla. Inquinava e continua ad inquinare. Uccideva e continuerà ad uccidere.

Per concludere, in attesa del suo incontro in cui cercherò di non mancare, le confido il mio più grande dei desideri: mi piacerebbe entrare con altri cittadini della provincia jonica e con un gruppo di esperti da noi incaricati, insieme alle autorità competenti, nelle discariche di questa provincia ed in particolare nel I, II e III lotto di Grottaglie per effettuare dei carotaggi a campione lì dove dai noi indicato. Solo questo mi consentirebbe di ritornare a riposare tranquillo la notte! Scacciando gli incubi di vivere in una terra martoriata che anche lei ha contribuito a danneggiare.

Cordiali saluti
Gianpaolo Cassese

La democrazia stracciata


da RAIPERUNANOTTE

Cos’altro ancora sarà stoccato da Ecolevante spa?

cs Comitato Vigiliamo per la discarica

Ai cittadini di Grottaglie e dei paesi confinanti con la discarica per rifiuti industriali gestita da Ecolevante spa, così come a tutti quei politici e amministratori che, con la frase ad effetto “si tratta di quattro cartoni e di qualche copertone d’auto”, minimizzano la pericolosità di quanto stoccato in questa discarica, il comitato Vigiliamo per la discarica rende noto quanto segue.

Solo per un caso fortuito è stata sventata la possibilità che nel cosiddetto terzo lotto della discarica gestita da Ecolevante spa possano essere smaltiti rifiuti speciali provenienti dalla Centrale Federico II di Cerano (BR), gestita dall’Enel. Si tratta della centrale termoelettrica a carbone più grande d’Europa e una delle più grandi del mondo, recentemente anche al centro di inchieste per grave inquinamento e traffico illecito di rifiuti.

Il Tribunale Amministrativo di Lecce, con l’ordinanza n.197 emessa il 24 marzo 2010, ha respinto l’istanza presentata da Ecolevante spa contro la risoluzione del contratto di appalto stipulato tra l’Enel e una associazione temporanea di imprese (ATI) di cui faceva parte la Ecolevante spa quale terminale dello smaltimento dei medesimi rifiuti speciali.

E tale contratto di appalto è stato risolto dall’Enel in quanto "a seguito dell'acquisizione dei certificati del Casellario Giudiziale …” a carico di alcuni soggetti che facevano capo alle imprese che componevano l’ATI, “sono risultate … condanne per reati gravi la cui sussistenza è stata completamente omessa nell'autodichiarazione presentata in sede di gara”.

Questa circostanza si verifica a due mesi di distanza dal parere sfavorevole per incompatibilità ambientale emesso dall’ufficio regionale VIA nei confronti del progetto di cava di 8 milioni mezzo di metri cubi che Ecolevante vorrebbe realizzare in contrada “Amici”, nella stessa zona del cosiddetto terzo lotto.

Ed è una circostanza oltremodo indicativa circa le mire imprenditoriali che la Ecolevante spa vuole realizzare nel nostro territorio, con conseguenze sull’ambiente e sulla salute che sono al momento inimmaginabili.

Perciò sono da ritenere senz’altro pericolose e irresponsabili le affermazioni, anche recenti, di tanti politici e amministratori che continuano a parlare della discarica per rifiuti industriali di Grottaglie come di una “risorsa”, invece che di un problema da tenere costantemente sotto severo controllo.

Una lettura attenta della citata ordinanza del TAR di Lecce, così come dei recenti scandali che hanno coinvolto la centrale di Cerano, può risultare veramente illuminante.

Inutile dire che il comitato Vigiliamo per la discarica, coerentemente con l’azione di sensibilizzazione che svolge ormai da oltre sei anni, non è solo contrario a che i rifiuti della Centrale di Cerano siano stoccati a Grottaglie, ma è del fermo parere che questo tipo di centrali debbano essere quanto prima chiuse e sostituite con centrali ad energie rinnovabili.

Infine, il comitato Vigiliamo per la discarica rende anche noto che intende effettuare approfondimenti molto puntuali su ciò che è stato effettivamente smaltito presso la discarica gestita da Ecolevante spa nel corso di tutti questi anni e, in particolare, sui rifiuti con “voce a specchio”.

Si tratta di quelle particolari tipologie di rifiuti, il cui conferimento in discarica, solo se accompagnato da analisi puntuali sulla quantità di sostanze pericolose in essi contenute, può essere consentito in discariche come quelle gestite da Ecolevante spa. Viceversa, se il conferimento non è stato accompagnato da queste analisi puntuali, si presume che i rifiuti con “voce a specchio” siano da ritenersi pericolosi.

Pertanto, il comitato presenterà a giorni una domanda all’ARPA con la quale chiederà di prendere visione di tutte le analisi che devono accompagnare il conferimento di rifiuti con “voce a specchio” nella discarica gestita da Ecolevante al fine di escluderne la pericolosità.

mercoledì 24 marzo 2010

Eva Cantarella presenta " Dammi Mille Baci"




Chi è Eva Cantarella

Figlia del grande grecista e bizantinista siciliano Raffaele Cantarella, compie i suoi studi presso il Liceo Classico Cesare Beccaria di Milano. Nel 1960 si laurea all'Università di Milano e completa la sua formazione presso prestigiose Università straniere (Berkeley, Heidelberg). Allieva del romanista e civilista Giovanni Pugliese, ha svolto attività accademica e di ricerca presso le Università di Camerino, Parma e Pavia oltreché all'Università del Texas a Austin e di quella di New York, della quale è stata visiting professor.

Ha pubblicato numerosi saggi sul diritto e su aspetti sociali del mondo greco e romano. Attualmente è professore ordinario di istituzioni di diritto romano e di diritto greco antico all'Università statale di Milano. Fa parte del comitato scientifico di Biennale Democrazia.

Dammi mille baci


Dopo la ricognizione sull'eros greco, Eva Cantarella, parla dell'amore al tempo dei romani. Per un romano la virilità era la massima virtù; e i romani venivano educati ad assoggettare e a essere dominatori, nella politica come nell'amore e nel sesso. E infatti da una violenza, quella di Marte ai danni di Rea Silvia, nasce Romolo,il fondatore della città. L'altra faccia della sessualità romana è etica del vanto, il gloriarsi della propria virilità anche negli aspetti più concreti e materiali. Ecco allora i "Carmina Priapea", gioiosa celebrazione di Priapo.il dio del fallo, coi suoi spropositati attributi;ecco graffiti e iscrizioni di palestre, taverne, muri la cui gioiosa crudezza sconfina spesso nell'oscenità, ecco leggende popolate da membri maschili che spuntano dal focolare per fecondare innocenti fanciulle. Ed ecco dotti ma spassosi intermezzi, dove la Cantarella guida il lettore attraverso le pratiche osculatorie (i tre modi di nominare il bacio, osculum, savium e basium), le tariffe, le specializzazioni e l'abbigliamento delle prostitute, i riti matrimoniali e di fecondità. E le donne? Ci sono quelle che si adeguano (Porzia, che si suicida inghiottendo carboni ardenti), le donne modello di virtù (Lucrezia) e le ribelli (Sulpicia),contro cui si accaniscono le leggi moralizzatrici. E poi i "veri" uomini, Augusto e Cesare, i poeti Grazio e Marziale, e ovviamente, Catullo, che chiede con pari trasporto i baci della bella Lesbia e del tenero Giuvenzio.


Giuseppe Vinci, l’«uomo nero»

di Gianpaolo Cassese

«Alcuni hanno provato a farmi diventare, a forza, l’uomo nero, di cui spaventarsi e da tenere a bada. L’uomo nero della discarica, come se la scelta di aprire una discarica nel territorio, nella legalità e con tutte le precauzioni tecniche possibili e con un processo partecipato lungo e complesso, come noi nel 1998 abbiamo fatto fosse in sé un crimine contro il territorio stesso. Come se non esistesse nell’attualità il problema dello smaltimento dei rifiuti, sin quando ne produrremo e non saremo capaci di far diversamente con la differenziata e il riciclaggio. […] A coloro che dicono che Vinci è quello della discarica chiedete dove mettono i rifiuti che loro stessi producono. Qualcuno lo spieghi al fiero Cassese, che su Livù distribuisce onori e vergogne come un imperatore, e lancia nella vergogna Vendola perchè autorizza discariche dove sono indispensabili». Ciò si legge in un’e mail fatta circolare dall’entourage di Giuseppe Vinci, ex sindaco, ex assessore provinciale e attuale candidato al Consiglio Regionale.

Mi ero ripromesso di non parlare di discariche, ma tirato in ballo come «imperatore» da Vinci o da chi gli è vicino, non posso che rimarcare ancora una volta la vergogna a Vendola con il quale sono state aperte a pochi passi da noi, tre nuove discariche per rifiuti speciali (tra cui il “terzo lotto” della Ecolevante) per una capienza di otto milioni di metri cubi. Otto milioni di metri cubi che per Vinci sarebbero “indispensabili”. Ma per chi? Di sicuro lo sono per quegli imprenditori che grazie ai rifiuti generano guadagni per milioni di euro sulla nostra pelle (e salute!). Come sono “indispensabili” per gli amministratori locali che possono godere, grazie alle discariche, di royalties e di finanziamenti vari, utili al consolidamento del loro potere. Di certo non lo sono per questo territorio, visto che di rifiuti speciali ne produciamo davvero pochi. Ad eccezione dell’Ilva che dispone comunque di sue, gigantesche discariche.

Dott. Vinci, se il problema dei rifiuti esiste è solo per responsabilità di chi, come lei, ha preferito le discariche alle buone pratiche del riciclo e della differenziata. Di chi, come lei, ha preferito alimentare il generoso business dei rifiuti anziché tutelare l’ambiente, la salute e la storia. Si, la storia, visto che, come saprà, la “sua” discarica ha persino cancellato un tratto dell’antica Via Appia. Per non parlare dei vincoli ignorati nel rilascio di tutti i pareri, finiti sotto la lente della Magistratura.

Sa cosa fanno, invece, in quegli Stati civili dove ci sono amministratori lungimiranti e preparati? Fanno la differenziata. Quella vera. Non quella a parole. Non quella con Lino Banfi sulle gigantografie stradali. Dalla differenziata si ottiene fino al 60% di residuo organico che fermenta poi in appositi digestori producendo energia elettrica e riscaldamento per intere città! Città ben più grandi di Grottaglie. E con plastica, alluminio e vetro alimentano aziende del riciclo, creando nuovi posti di lavoro. Qui da noi il più delle volte finiscono in discarica con tutto il resto.

In fin dei conti, se un’amministrazione non consente una differenziata porta a porta, con i dovuti controlli, come può pretendere che i cittadini la facciano? Se il legislatore non impone nuove regole per la riduzione degli imballaggi come può pretendere che i rifiuti diminuiscano? La realtà è che i rifiuti rappresentano un affare troppo appetibile, per rinunciarvi. Più facile parlare di “sindrome Nimby” per giustificare le discariche. Anche in una provincia, come quella di Taranto, in cui viene smaltita una quantità di rifiuti speciali, 14 volte superiore a quella dell'intera regione Lombardia. Per Vinci è «indispensabile»!

martedì 23 marzo 2010

23 Marzo Altri due importanti appuntamenti


Segnaliamo altri due importanti appuntamenti per questa sera.


Nel primo la Parrocchia della Madonna delle Grazie propone un incontro con il testimone di Giustizia Pino Masciari alle ore 19.30 presso i locali della Parrocchia in Piazza Vittorio Veneto.

Chi è Pino Masciari?

Giuseppe Masciari è un imprenditore edile calabrese, nato a Catanzaro nel 1959, sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, insieme a sua moglie (medico odontoiatra) e ai loro due bambini.

Pino ha denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica.
La criminalità organizzata ha distrutto le sue imprese di costruzioni edili, bloccandone le attività sia nelle opere pubbliche che nel settore privato, rallentando le pratiche nella pubblica amministrazione dove essa è infiltrata, intralciando i rapporti con le banche con cui operava. Tutto ciò dal giorno in cui ha detto basta alle pressioni mafiose dei politici ed al racket della ‘ndrangheta.

Il sei per cento ai politici e il tre per cento ai mafiosi, ma anche angherie, assunzioni pilotate, forniture di materiali e di manodopera imposta da qualche capo-cosca o da qualche amministratore, nonché costruzioni di fabbricati e di uffici senza percepire alcun compenso, regali di appartamenti, e acquisto di autovetture: questo fu il prezzo che si rifiutò di pagare.

Fu allontanato dalla sua terra per l’imminente pericolo di vita a cui si è trovato esposto lui e la sua famiglia.

Cronostoria

Da quando operava nella sua attività con le sue aziende, Pino Masciari non si arrese mai ai soprusi della ‘ndrangheta, si ribella, riferisce all’Autorità Giudiziaria e denuncia, fino al punto di decidere la chiusura delle sue imprese licenziando nel settembre 1994 gli ultimi 58 operai rimasti.

Ingresso nel Programma Speciale di Protezione

Il 18 Ottobre 1997 Pino, Marisa e i due figli appena nati entrano nel programma speciale di protezione e scompaiono dalla notte al giorno: niente più famiglia, lavoro, affetti, niente più Calabria. Pino testimonia nei principali processi contro la ‘ndrangheta e il sistema di collusione, quale parte offesa e costituito parte civile. Diventa “il principale testimone di giustizia italiano”, così lo definisce il procuratore generale Pier Luigi Vigna. Inizia il CALVARIO: accompagnamenti con veicoli non blindati, con la targa della località protetta, fatto sedere in mezzo ai numerosi imputati denunciati, intimidito, lasciato senza scorta in diverse occasioni relative ai processi in Calabria, registrato negli alberghi con suo vero nome e cognome, senza documenti di copertura. Troppi episodi svelano le falle del sistema di protezione che dovrebbe garantire sicurezza per lui e la famiglia.

Lo Stato istituisce la figura del testimone di giustizia

2001. Con la legge 45/2001 si istituisce la figura del testimone di giustizia, cittadino esemplare che sente il senso civico di testimoniare quale servizio allo Stato e alla Società.Il 28 Luglio 2004, la Commissione Centrale del Ministero degli Interni gli notifica “che sussistono gravi ed attuali profili di rischio, che non consentono di poter autorizzare il ritorno del Masciari e del suo nucleo familiare nella località di origine; Ritenuto che il rientro non autorizzato nella località di origine potrebbe configurare violazione suscettibile di revoca del programma speciale di protezione”.

Revoca del programma speciale di protezione

Il 27 Ottobre 2004, tre mesi dopo, la stessa Commissione Centrale del Ministero degli Interni gli notifica il temine del programma speciale di protezione. Tra le motivazioni si indica che i processi erano terminati. Cosa non vera: i processi erano in corso e la D.D.A. di Catanzaro emetteva in data , 6 febbraio 2006 successiva alla delibera, attestato che i processi era in corso di trattazione.

Ricorso contro la revoca

19 Gennaio 2005, Pino fa ricorso al TAR del Lazio contro la revoca, azione che gli permette di rimaneresotto programma di protezione in attesa di sentenza.

Il programma cessa in ogni caso

1 Febbraio 2005, senza tenere conto del ricorso già in atto, la Commissione Centrale del Ministero dell’Interno delibera ancora una volta di “ invitare il testimone di giustizia Masciari Giuseppe ad esprimere la formale accettazione della precedente delibera ricordando che alla mancata accettazione da parte del Masciari, seguirà comunque la cessazione del programma speciale di protezione”.

Non può testimoniare ai processi

Il 19 Maggio 2006, il legale di Masciari invia una nota alle Autorità competenti per segnalare che i Tribunali erano stati notiziati della fuoriuscita del Masciari dal programma di protezione per cui lo stesso non risultava essere più soggetto a scorta per accompagnamento nelle sedi di Giustizia. Pino Masciari si è recato ugualmente nei processi con senso di DOVERE, accompagnato dalla società civile.

Sentenza del TAR: diritto alla sicurezza

Gennaio 2009, dopo 50 mesi a fronte dei 6 mesi stabiliti dalla legge 45/2001 art.10 comma 2 sexies-, il TAR del Lazio pronuncia la sentenza riguardo il ricorso e stabilisce l’inalienabilità del diritto alla sicurezza, l’impossibilità di sistemi di protezione o programmi a scadenza temporale predeterminata e ordina al Ministero di attuare le delibere su sicurezza, reinserimento sociale, lavorativo, risarcimento dei danni. Pino Masciari per tramite del suo legale fa richiesta formale dell’ottemperanza della sentenza.

Sciopero della fame e della sete

Aprile 2009 Non avendo ricevuto nessuna risposta dalla Commissione Centrale del Ministero dell’Interno, Pino annuncia la volontà di cominciare il 7 aprile lo sciopero della fame e della sete, fintanto che non vedrà rispettati i diritti della sua famiglia ancor prima che i propri. Lo sciopero della fame è l’ultima risorsa, noi la supportiamo vista l’urgente necessità di tornare a vivere. Grazie a pino Masciari abbiamo imparato ad amare lo STATO. Dodici anni di sofferenza e esilio sono un prezzo altissimo che i Masciari hanno pagato con dignità, senza mai rinnegare la scelta fatta. E’ ora che questo STATO riconosca loro quanto dovuto. Noi, Società Civile, non possiamo accettare questa scelta senza lottare fino all’ultimo istante al fine di evitare l’ ennesimo estremo sacrificio della famiglia Masciari. Basta una firma, e la volontà di apporla. Per i cittadini, lo STATO e la Costituzione. Per la Famiglia Masciari.

dal blog degli amici di Pino Masciari

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Nel secondo LIVU', mensile Grottagliese, propone un nuovo incontro con i candidati grottagliesi al Consiglio Regionale presso l' Auditorium dell' Istituto d' Arte di Grottaglie ore 19.00




I DIECI COMANDAMENTI PER LE ELEZIONI REGIONALI






ALTAMAREA COORDINAMENTO DI CITTADINI ED ASSOCIAZIONI DI TARANTO

I DIECI COMANDAMENTI PER LE ELEZIONI REGIONALI

A tutti i candidati Altamarea chiede di impegnarsi su questi "dieci
comandamenti".

PRIMO: RENDERE BALNEABILE IL LUNGOMARE DI TARANTO. Va reso balneabile il Lungomare di Taranto. Attualmente non viene neppure analizzato in quanto è dichiarato "non balneabile" a priori. Occorre, tramite il piano regionale delle coste, includere il Lungomare di Taranto nei tratti di mare di cui verificare la balneabilità. Il Lungomare va recuperato, riqualificato. e difeso da ogni fonte di inquinamento. I
tarantini devono poter tornare a farvi il bagno in sucurezza entro due anni. Allegato a questo messaggio c'è una foto eloquente della attuale trasparenza dell'acqua del Lungomare di Taranto. Occorre inoltre il rifacimento della condotta sottomarina per tutelare il mare di Lido Bruno.

SECONDO: CONTROLLARE LA DIOSSINA TUTTO L'ANNO. E' indispensabile dare piena applicazione alla legge regionale sulla diossina con il controllo 24 ore su 24 ore, 365 giorni all'anno mediante il “campionamento in continuo” (come prevede l'articolo 3 della legge regionale).

TERZO: RISARCIRE GLI ALLEVATORI. E' necessario sostenere gli allevatori rovinati dalla diossina con appositi provvedimenti del governo centrale, concertati con la Regione, così come è stato fatto per le emergenze zootecniche in Campania.

QUARTO: BONIFICARE E TUTELARE IL TERRITORIO – Occorre analizzare e bonificare il territorio contaminato per ridare la possibilità di pascolare e coltivare in modo sano senza l'incubo della diossina e di altri inquinanti. Questa è la premessa per la rinascita delle attività legate al territorio e alla sue risorse. Occorre tutelare il territorio e valorizzarlo, difendendo il Parco delle gravine, estendendo l'agricoltura biologica e il turismo sostenibili, promuovendo il riassetto idrogeologico, bloccando l'ampliamento delle discariche speciali.

QUINTO: MEGLIO ATTIVI CHE RADIOATTIVI! – Nessun ritorno alle centrali nucleari. Già abbiamo la diossina, ci manca solo la radioattività. Chi sostiene le centrali deve prima dire dove metterà le scorie nucleari. Va vietato il transito di sottomarini nucleari nei nostri mari: la popolazione non è neppure informata dei piani di emergenza, come prevede invece la legge. Lo immaginate un sottomarino nucleare che
esplodesse a Taranto?

SESTO: NON FORNICARE CON GLI INQUINATORI. Le istituzioni e i partiti non devono accettare sponsorizzazioni o sovvenzioni da chi inquina.

SETTIMO: NON INQUINARE I CITTADINI. Occorre una netta riduzione degli inquinanti e un piano di controllo di tutte le emissioni industriali. Le Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) devono prevedere telecamere e centraline perimetrali di intercettazione delle emissioni diffuse e fuggitive, obbligo delle migliori tecnologie, limiti agli incrementi di produzione e la copertura dei parchi minerali dell’Ilva. Ogni mese i cittadini devono poter vedere su Internet di quanto è diminuito l'inquinamento. Se l'inquinamento dell'Ilva non diminuisce occorre valutare l'eliminazione dell'area a caldo, come è stato fatto a Genova. Non vanno costruiti nuovi inceneritori (producono "nanoparticelle"). Va vietata la pratica dell'incenerimento delle stoppie nei campi perché produce diossina. Infine niente sondaggi e perforazioni petrolifere nel Golfo di Taranto.

OTTAVO: FARE LA MAPPA DELLE MALATTIE – E' importante istituire un Centro Ambiente e Salute vicino l’area industriale per controlli ambientali, avviare lo screening dei cittadini e rendere realmente operativo il registro tumori. Ma va fatta una mappa georeferenziata (e collegata all'esposizione lavorativa) anche delle malattie meno gravi (allergie, broncopatie croniche ostruttive, ecc.) che costituiscono il sintomo diffuso di una "sindrome da inquinamento". Va garantita la sicurezza e la salubrità nei luoghi di lavoro, assicurando la sorveglianza sanitaria pubblica dei lavoratori lungo tutta la vita. Va bloccata in particolare ogni immissione di sostanze cancerogene nei luoghi di lavoro, come prevede la legge.

NONO: NON SURRISCALDARE IL PIANETA. Non deve essere aumentata la potenza della centrale elettrica Enipower, altrimenti si aumentano le emissioni di anidride carbonica e quindi l'effetto serra. E anche le altre emissioni di anidride carbonica (Ilva e centrali energetiche) devono essere ridotte utilizzando le migliori tecnologie disponibili.

DECIMO: NON FAR ESPLODERE LA CITTA'. Occorre applicare sul territorio la “legge Seveso” (sui rischi di incidente rilevante) dando informazione alla popolazione sui piani di emergenza, consultandola e coinvolgendola nella gestione dei grandi rischi.

Quanti e quali dei candidati al Consiglio Regionale della Provincia di Taranto saranno in grado di dichiarare di tener fede alle sopraddette richieste di Altamarea e poi a materialmente applicarle non è dato sapere.
Agli elettori l'ardua sentenza..e mi raccomando occhio ai tarocchi!

lunedì 22 marzo 2010

ANNULLATO INCONTRO CON CARLO VULPIO

L'incontro per la presentazione del libro "La città delle nuvole" di Carlo Vulpio previsto per il 23 marzo è stato rinviato a data da destinarsi a causa di motivi di salute dello stesso autore Carlo Vulpio. Ringraziamo tutti coloro che hanno dato voce all'evento.

domenica 21 marzo 2010

RAI PER UNA NOTTE PER LA LIBERA INFORMAZIONE






L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera.
Per questo la Fnsi - Federazione Nazionale della Stampa Italiana - ha deciso di organizzare “Rai per una notte”, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.

Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.

La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai - metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.

Presto sarà online l’elenco completo degli ospiti che interverranno a Raiperunanotte

Per informazioni raiperunanotte.it


Il coraggio di una voce libera

Gli sdoppiati di Bernardo Iovene

Dal 1953 una legge prevede che tutti i sindaci di comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti, se eletti in Parlamento, devono essere giudicati incompatibili per una delle due cariche.

Nel 2002 però, la giunta delle elezioni dichiarò compatibile il sindaco di Palermo, stabilendo un precedente che di fatto è diventato giurisprudenza, e così nella sedicesima legislatura tra Camera e Senato, ci sono 16 parlamentari che sono anche sindaci e presidenti di provincia.

Ma si possono svolgere più attività istituzionali contemporaneamente? Siamo stati nelle città e province dove sindaci e presidenti hanno il doppio incarico per capire come riescono a conciliare i tempi delle cariche amministrative e legislative.



REPORT ROMPE IL SILENZIO ELETTORALE

E la Gabanelli sfida i limiti alla tv

Stasera puntata sui doppi (e tripli) incarichi dei politici

ROMA— Si può fare (bene) il deputato e il sindaco di una grande città? Il senatore e il presidente di Provincia? Milena Gabanelli rompe il silenzio elettorale e, con una nuova puntata di Report, denuncia lo scandalo de «Gli sdoppiati». I politici, maestri, si fa per dire, nell’arte di accumulare incarichi. L’inchiesta, che riguarda sedici esponenti del centrodestra, è destinata a fare notizia, per il contenuto e perché va in onda dopo le polemiche sui talk show «imbavagliati» e le intercettazioni Rai—Agcom. Sa bene, la Gabanelli, di poter provocare una nuova ondata di polemiche. Ma non intende fermarsi: «Io vado avanti, non abbiamo cambiato nulla della nostra scaletta. Sono tredici anni che vado in onda in campagna elettorale osservando la legge». E la par condicio? «La rispetto — assicura —. Nessuno dei parlamentari che abbiamo intervistato è candidato e l’argomento non è materia di campagna elettorale». È consapevole di lavorare «sul filo del rasoio», ma non se ne cura: «Io rispetto la par condicio, la legge è più forte di una norm a con profili di incostituzionalità». La «norma» è il regolamento con cui, venti giorni fa, il Cda della Rai ha imposto lo stop fino al voto ai talk che vanno in diretta. E l’unico programma di approfondimento giornalistico rimasto aperto è Report. Stasera dunque, alle 21.35 su RaiTre, si parlerà di parlamentari part—time e sindaci—pendolari, accumulatori di poltrone abilissimi nello sdoppiarsi.

Riccardo De Corato è deputato e vicesindaco di Milano con tripla e sostanziosa delega, alla sicurezza, al traffico e all’inquinamento. Ogni settimana, per 48 ore, scende a Roma e indossa i panni di onorevole del Pdl. La legge glielo consente. Lo vieterebbe invece a sindaci e presidenti di provincia, ma l’impossibile diventa possibile quando «si interpreta» la legge. Ecco allora che il leghista Ettore Pirovano può dirsi con una risata «pendolare trasfertista», giacché è deputato e presidente della provincia di Bergamo. Maria Teresa Armosino, presidente della Provincia di Asti e deputato del Pdl, è a Roma dal martedì al giovedì e chissà dove trova il tempo di esercitare come avvocato. Vita di «sacrificio» anche per Edmondo Cirielli, presidente della provincia di Salerno nonché deputato e presidente della commissione Difesa: «Me lo ha chiesto il partito». Un altro che fa miracoli è il presidente leghista della provincia di Brescia, Daniele Molgora, assessore e sottosegretario all’Economia. E ancora il sindaco di Afragola, i presidenti della provincia di Foggia, Biella e Frosinone, i sindaci di Mazara del Vallo, Verbania e Viterbo...

A Roma Mauro Cutrufo, Pdl, si fa in tre: è senatore, vicesindaco e assessore al Turismo. E Alfredo Antoniozzi si divide tra l’assessorato alla Casa nella giunta Alemanno e il Parlamento europeo. Troppo? Non per lui. «Bruxelles è un impegno veramente relativo — lo giustifica la sua portavoce — veramente irrisorio».

Monica Guerzoni da Corriere.it