venerdì 12 febbraio 2010

Non può pagare il mutuo, rapina la banca

IL DRAMMA DI UN CASSINTEGRATO ILVA. INCASTRATO DALLA VIDEOSORVEGLIANZA

Temeva di perdere le casa, armato di taglierino ruba 15mila euro in un istituto di Grottaglie. In manette

TARANTO — Da cassintegrato Ilva a provetto rapinatore di banca. Così si è trasformato un trentunenne incensurato di Carosino (il suo nome compare nel calderone dei primi 1500 metalmeccanici messi a riposo dal siderurgico a settembre 2009), per pagare le rate del mutuo che aveva contratto per acquistare la casa. Il colpo gli era anche riuscito lo scorso 28 gennaio quando portò a casa dodicimila euro che l’impiegato della banca Monte dei Paschi di Grottaglie gli aveva consegnato sotto la minaccia di un taglierino. L’inesperienza del ladro che si è fatto riprendere dalla telecamera a circuito chiuso e dai particolari raccolti senza tanta difficoltà dal personale della banca, lo hanno infine tradito. Così l’altro ieri i carabinieri dell a compagnia di Martina Franca l o hanno prelevato da casa e trasferito nel carcere di Taranto dove si trova ora in stato di fermo di polizia con l’accusa di rapina amano armata.

Oggi il pubblico ministero Maurizio Carbone dovrebbe tramutare o revocare la misura restrittiva. «Ha perso la testa, aveva già mandato indietro due rate del mutuo e alla scadenza della terza non ci ha visto più ed ha dato di matto», racconta l’avvocato, Biagio Leuzzi che lo difende. «Non voleva far sapere alla moglie quanto fosse nei guai ed aveva paura che gli togliessero la casa», lo giustifica ancora il legale. In effetti tutto il paese, Carosino, non voleva credere che il rispettabile elettricista potesse arrivare a tanto. «E’ stata solo la disperazione perché lui è un uomo a modo», è il giudizio di chi lo conosce. Trentuno anni, sposato con una coetanea del luogo, genitori entrambi di due bambini ancora piccoli, l’operaio Ilva da due anni aveva contratto un mutuo-casa di 120 mila euro. La rata di 700 euro mensili assorbiva quasi tutto lo stipendio che arrotondava con delle prestazioni in proprio che eseguiva da amici e parenti. La moglie fa la casalinga e con una situazione così si può stare allegri. Ma si andava avanti. Da settembre scorso, poi, la ruota ha cominciato a girare alla rovescia ed è così incappato nell’ingranaggio della crisi dell’acciaio fatta pagare alle maestranze.

Il vitalizio dell’ammortizzatore sociale era appena sufficiente per il mangiare e per le spese della casa; impossibile pagare anche il mutuo che ha accumulato ritardi. Dopo la seconda mensilità non pagata, era arrivata la lettera di sollecito dalla banca ed è stato allora che ha pensato di risolvere il problema in quella maniera. Si è recato nella vicina Grottaglie e, nel primo pomeriggio, è entrato nella banca della centralissima Via Matteotti dove ha chiesto al cassiere di consegnargli il contante che aveva nel cassetto. Come arma aveva un taglierino e per nascondersi il volto ha usato un berretto con visiera e occhiali da sole. Per i carabinieri è stato facile rintracciarlo avendolo visto nelle immagini del circuito chiuso e raccogliendo i ricordi dell’impiegato. In casa aveva ancora il giubbino che aveva indossato durante la rapina. E’ stato lui stesso a confessare ai militari la follia che aveva compiuto.

Nazareno Dinoi da Corriere.it
12 febbraio 2010

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