mercoledì 3 febbraio 2010

Non è tutto oro quel che luccica!

Vorrei che questo contributo tratto da Terra Nostra di Gianni Lannes e puntualmente ripreso dal Blog del Comitato per Taranto sia considerato dai sostenitori Vendoliani come un contributo critico alle cose da cambiare del prossimo governo regionale, da chiunque sia rappresentato.
Oltre ai cavalli di battaglia dell'energia alternativa, del fotovoltaico, dei bollenti spiriti e via dicendo vi sono anche gli errori e i macigni che l'attuale giunta a guida Vendola ha maturato nel corso di questi cinque anni.
Volete un breve resoconto?
1) Autorizzazioni senza limiti di discariche per rifiuti speciali sopratutto in Provincia di Taranto alla faccia della raccolta differenziata e della chiusura del ciclo rifiuti
2) I numerosi scandali sulla Sanità e sui suoi meccanismi di spesa
3) Le autorizzazioni (sotto riportate) agli ispezionamenti per la ricerca di idrocarburi i cui effetti nefasti efficacemente sintetizza Gianni Lannes nel video allegato relativo allo spiaggiamento dei capodogli nel Gargano
4) Le delibere prese in fretta e furia di internalizzazzione del personale dei servizi della sanità pugliese. Una delibera cheha tutto il sapore della prebenda pre elettorale più che della reale efficacia soprattutto delle casse della Regione Puglia.
Il confronto, libero, dialettico e democratico vuol dire anche questo.
Ripartire e discutere dei propri errori.
Anche perchè vorrei ribadire che a parole siamo più o meno bravi tutti, ma ciò che contano sono i fatti!!
Buona Lettura
NDP


Vendola: lo smemorato di Terlizzi

Gigi Zazzera (Terranostra)

So che sto per dare grosse delusioni ai supporters di Vendola e, di riflesso, fiato alle trombe degli elettori di destra, ma qui è in gioco il futuro della mia città e, sinceramente, non me ne frega niente delle battaglie per la conquista delle regionali pugliesi. Spero anche che (per un pò) non mi si accuserà di puntare il dito solo contro Ponzio Pilato Romani, visto che sto per parlarvi di Vendola, lo smemorato di Terlizzi. Tutti ci siamo sentiti rassicurati dalla presenza di Vendola al corteo No-Petrolio e dalle parole da lui pronunciate il giorno prima: “Qualunque ritorno a una idea antica di crescita economica fondata sullo stupro ambientale da noi sarà rigettata con fermezza e determinazione… Il nostro petrolio sono i giovani, sono i ricercatori, sono i talenti.” Belle parole, perché i FATTI o le OMISSIONI sono di tutt’altro segno da parte di TUTTI, destra e sinistra, Romani e Leoci, Prestigiacomo e Vendola. Vendola, dicevo… Mi è costata fatica (e tempo) spulciarmi qualche annata del Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, anche perchè la lettura (in puro burocratese) di leggi e decreti non è particolarmente piacevole: ho altri gusti letterari e lo slalom fra note ed allegati, relazioni e proposte, alla mia età mi sfianca. Ma ne è valsa la pena. Il giorno che Vendola deve aver cancellato dalla sua memoria (ma noi stiamo qui a rinfrescargliela) è quello del 12 febbraio 2008, quando la GIUNTA Regionale Pugliese si riunisce e delibera (nella stessa seduta) ben 6 provvedimenti a favore dello “stupro ambientale” per usare le parole del Nichi. Le delibere (ripeto, tutte del 12 febbraio 2008) sono le seguenti:

* n.131 Istanza permesso di ricerca idrocarburi “Fiume Bradano”
* n.132 Piano Regionale Attività Estrattiva – Proroga termini prosecuzione attività estrattiva.
* n.133 Concessione di coltivazione idrocarburi “Torrente Celone” Istanza variazione integrativa programma lavori.
* n.134 Istanza permesso di ricerca idrocarburi “Monte Carbone”
* n.135 Istanza permesso di ricerca idrocarburi “Manduria”
* n.136 Istanza permesso di ricerca idrocarburi “Massafra”

In TUTTI i sei casi la “Giunta delibera di esprimere il proprio ASSENSO” su relazione dell’Assessore all’Ecologia, Prof. Michele LOSAPPIO. Non ho qui lo spazio per dettagliare ogni singola delibera, anche perché non voglio toglierVi il piacere (!!!) di leggervele da soli, ma un piccolo riassunto posso tentarlo. Quattro delibere (131, 134, 135, 136) si riferiscono ad Istanze di permesso di ricerca idrocarburi: in pratica sono casi gemelli di quello della famosa lettera “smarrita”. In questo caso la Regione non ha smarrito nulla e ha dato il proprio assenso ai campi petroliferi (in terraferma) denominati “Manduria”, “Massafra”, “Fiume Bradano” e “Monte Carbone”. Quest’ultimo (delibera n.134) si riferisce ad una zona a cavallo tra le province di Bari, Taranto e Matera ed interessa i comuni pugliesi di Altamura, Santeramo, Laterza e Ginosa; prevede entro tre anni lo scavo di un pozzo esplorativo della profondità di 4.000 metri, Sotto il coperchio “Manduria” (delibera 135), che interessa una zona di 959,40 Kmq, ci sono 30 comuni, quasi tutti ricompresi nel versante orientale della Provincia di Taranto, capoluogo compreso (Manduria, Maruggio, Avetrana, Crispiano, Statte, San Giorgio, Monteiasi, San Marzano, Sava, Grottaglie, Carosino, Monteparano, Torricella, Lizzano, Faggiano, Rocca Forzata, Fragagnano, Montemesola. Tra i Comuni di Brindisi e Lecce vi sono San Pancrazio Salentino, Francavilla Fontana, Oria, Villa Castelli, Erchie, Torre S. Susanna, Porto Cesareo, Salice Salentino e Nardò). Sotto il titolo “Massafra” (956,20 Kmq da esplorare) per un investimento di oltre 6 milioni di euro, i comuni interessati sono 14 distribuiti tra le province di Bari, Taranto e Matera ed includono Ginosa, Laterza, Altamura, Santeramo, Acquaviva, Gioia, Castellaneta, Mottola, Palagianello e Palagiano. La delibera 133 si riferisce ad un’area che è a soli 6 chilometri a sud di Foggia. Per finire volevo pregare il vice presidente del Consiglio regionale, Luciano Mineo (Democratici di Sinistra) e il consigliere regionale Paolo Costantino (Democratici di Sinistra), che sono entrambi tarantini di dare una mano a Vendola perché gli torni la memoria. All’epoca dei fatti tennero anche una conferenza stampa, nella quale garruli e queruli dichiararono testualmente: «L´annuncio di questi investimenti corposi è un dato positivo in sé, la Puglia potrebbe addirittura configurarsi a nuovo Texas d´Europa anche se questi sono solo dati futuribili, peraltro relativi a fonti fossili di incerta entità ed esistenza. L´eventuale scoperta di giacimenti fossili può aprire nuovi scenari».

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Ben 6 provvedimenti a favore dello “stupro ambientale”da perforamento per la ricerca di idrocarburi, senza contare 9 milioni di metri cubi di discariche per rifiuti speciali nella sola provincia di TA. Ma nel frattempo il partito di Nicola Vendola, da Terlizzi, ha aggiunto al nome la parola ECOLOGIA!

Anonimo ha detto...

In merito alla questione delle indagini sottomarine effettuate sui fondali pugliesi dalla Northern Petroleum, e' necessario fare un po’ di chiarezza.
Chiariamo subito che la presenza del Presidente Vendola alla manifestazione indetta a Monopoli contro le piattaforme petrolifere dovrebbe costituire un importante caposaldo della discussione, così come il ricorso presentato dal Presidente Vendola al TAR del Lazio contro il Ministero dell’Ambiente e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dovrebbe sgombrare definitivamente il campo da ombre e sospetti riguardo le intenzioni della giunta pugliese e la sua ferma volontà di difendere il territorio e il mare di Puglia dagli stupri ambientali.

Procediamo con una ricostruzione dei fatti, basandoci proprio sulle motivazioni del ricorso presentato al TAR del Lazio.

Il ricorso presentato si basa su tre motivazioni: la mancanza di chiarezza del progetto presentato dalla Northern Petroleum, al fine di aggirare i controlli della valutazione di impatto ambientale (VIA); l’estromissione della Regione Puglia dalla valutazione di impatto ambientale; la valutazione lacunosa dei rischi ambientali connessi al progetto.

Punto per punto: gli elaborati della Northern Petroleum si fondano su dati approssimativi, in quanto offrono un quadro solo parziale, evitando accuratamente di inquadrare l’intervento in una prospettiva più ampia, che è quella di sottoporre a sfruttamento il litorale pugliese su vasta scala e a pochi chilometri dalla costa. Lo scopo finale dell’azienda consiste nella installazione lungo tutto il litorale adriatico pugliese di infrastrutture petrolifere. La società interessata ha omesso di presentare uno studio di impatto ambientale esteso a tutti gli interventi che essa stessa ha in programma di eseguire nella stessa zona (quattro oggetto di indagine e tre già assentiti con permesso di ricerca), ma ha arbitrariamente frazionato il progetto complessivo in sette distinti lotti, in assenza di qualsiasi giustificazione tecnica; né si è preoccupata di evidenziare e analizzare il cumulo di impatti ed implicazioni connesso alla coesistenza di più progetti contigui tra loro e adiacenti all’area già in corso di sfruttamento da parte di AGIP.

Anche per tali ragioni, l’intero iter procedurale, in ogni sua parte, risulta viziato.

Continua....

Anonimo ha detto...

CONTINUA....

C’è anche un altro vizio di forma nella presentazione dei documenti da parte della Northern Petroleum: le integrazioni apportate al progetto originario con nota del 10.12.2008 non sono state pubblicate, come impone la legge che disciplina le istanze di VIA, e sono state prodotte e depositate quando era già passato il termine di sessanta giorni dalla prima istanza. Il modus operandi della Northern Petroleum ha di fatto violato la Convenzione di Aarhus che impone il coinvolgimento della società civile nelle questioni di rilievo ambientale; il tutto, sotto il silenzio dei Ministeri coinvolti.

Veniamo al secondo punto: la Regione Puglia non è stata coinvolta nella valutazione del progetto, nonostante la legge che disciplina l’istituzione della Commissione VIA (verifica di impatto ambientale) preveda che “Per le valutazioni di impatto ambientale di infrastrutture e di insediamenti, per i quali sia riconosciuto, in sede di intesa, un concorrente interesse regionale, la Commissione è integrata da un componente designato dalle regioni interessate” entro 15 giorni dalla formazione della Commissione. La Regione Puglia ha provveduto tempestivamente alla designazione del proprio rappresentante, prima in data 28.1.2008, e in seguito con nota prot. n. 138 del 9.1.2009, indicando l’ing. Gennaro Russo, Dirigente dell’Assessorato all’Ecologia.



La designazione della Regione è rimasta priva di riscontro ed è stata del tutto disattesa, dato che il Ministero non ha provveduto ad integrare la composizione della Commissione Tecnica come si può evincere dalla documentazione prodotta dal Ministero (decreti prot. n. GAB/DEC/194/2008 del 23.6.2008 e GAB/DEC/217/2008 del 28.7.2008). Solo il 25 maggio 2009, quando il parere di VIA in esame era già stato formulato, il Ministero, con inspiegabile ritardo, ha proceduto all’inserimento del componente di designazione regionale (cfr. decreto GAB-DEC-2009-0000041); peraltro, il decreto in questione è stato comunicato alla Regione con ulteriore abnorme ritardo, ovvero solo in data 21.12.2009 e solo su specifica richiesta dell’Amministrazione regionale.

Per concludere, la valutazione del progetto della Northern Petroleum da parte della Commissione e dei Ministeri interessati, non è stata effettuato correttamente e con la piena cognizione degli effetti che questo avrebbe sull’ambiente e sul mare pugliese, anche perché, come già accennato, la Northern Petroleum ha suddiviso il proprio progetto. E’ evidente che la Northern Petroleum aveva l’obbligo di presentare un’unica istanza di compatibilità ambientale, mentre lo scorporo in più lotti ha impedito una valutazione complessiva delle criticità ambientali derivanti dall’attività proposta.

Tuttavia, il Ministero dell’Ambiente e la Commissione Tecnica erano perfettamente in grado di valutare la necessità di una VIA estesa a tutti i progetti della Northern Petroleum, considerato che hanno valutato le diverse istanze con decreti prodotti tutti in data 14.11.2009.

Inoltre, il progetto presentato per l’indagine sottomarina con metodi geosismici, richiedeva una maggiore cura dei rischi associati a questa metodologia, riconosciuti da tutti gli Istituti internazionali e completamente omessi, o sottovalutati dal Ministero e dalla Commissione tecnica. Nello Studio di Impatto Ambientale per una delle autorizzazioni richieste, infatti, non c’è traccia di specifici studi sull’area di indagine.




Va sottolineato inoltre come purtroppo il parere della Regione Puglia nella valutazione di impatto ambientale nazionale non sia vincolante. Ricordiamo infatti il precedente del rigassificatore di Brindisi che sarà realizzato per volere della Commissione Tecnica nazionale, nonostante il parere negativo espresso dalla Regione Puglia.

Saluti

Anonimo ha detto...

ammazza e chi è l'avvocato di vendola!

Anonimo ha detto...

L'anonimo qui sopra così informato sui fatti, potrebbe darci delucidazioni anche sulle dinamiche che hanno portato all'apertura della discarica di Grottaglie pur in presenza di vincoli insormontabili? Cos'è, Vendola era in vacanza in quei giorni?

Anonimo ha detto...

voterò Vendola per le sue politiche contro il lavoro nero e contro chi lo anima e sfrutta.
Perchè è gay, perchè ha cancellato la tendenza criminale a limitare la presenza dei rappresentanti dei lavoratori e dei precari dalle istituzioni.
Continuate a sostenere Michele Santoro da Grottaglie, voi altri e le sue mazzette in cambio dei diritti sacrosanti dei braccianti.

Anonimo ha detto...

ci andate giu' duro ragazzi....
PROPONETE anche perchè ogni volta che arrivano le elezioni nessuno e dico nessuno mostra un programma serio, dove significa andare a scontrarsi con poteri forti, ove vi è il vil danaro che compromette il sistema...

A chi voteremo???