lunedì 15 febbraio 2010

La Carfagna contestata dai comitati anti discarica

"Addo' sta a munnezza corrono 'e zoccole", recitava lo striscione retto da alcuni cittadini durante una manifestazione di protesta contro il ministro Mara Carfagna ieri sera a Boscoreale, località in provincia di Napoli. Alcune centinaia di persone si sono radunate davanti al Comune della cittadina, in cui la ministra Carfagna, che il Pdl ha candidato proprio in Campania come capolista per le prossime regionali di fine marzo, partecipava a un'iniziativa elettorale. Chiedevano le dimissioni del governo, hanno urlato a squarciagola tutto il loro disappunto per l’apertura della seconda discarica all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, ma quando alcuni loro rappresentanti si sono trovati faccia a faccia con il Ministro Mara Carfagna non hanno potuto avere un serio scambio di idee data la chiusura totale da parte della rappresentante dell’esecutivo. La domanda da porre alla Carfagna era chiara e semplice: “perché aprite una seconda discarica all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio se l’emergenza rifiuti secondo un decreto legge è dichiarata conclusa?”, invece alla fine polemiche politiche ed appartenenze ad opposti schieramenti hanno vanificato l’incontro, tanto che Mara Carfagna ha risposto ai suoi interlocutori in maniera sprezzante: “Se pensate che la questione rifiuti non è politica, allora io non posso essere il vostro interlocutore”. Chi se se l’ex soubrette conosce l’assurdo iter della vicenda...

Il 30 dicembre scorso la maggioranza degli enti che parteciparono a un’apposita conferenza di servizi, convocata da Bertolaso (sempre lui!), affermò che la seconda discarica nel Parco Vesuvio non si doveva fare, esprimendo parere negativo alla valutazione di impatto ambientale. Ma poi il Consiglio dei ministri ha ribaltato il parere, spiegando che la discarica nella cava Vitello può essere realizzata. Un parere pronunciato «tenuto conto della sostenibilità ambientale dell’opera e valutato prevalente l’interesse pubblico ad avviare l’esecuzione dei lavori in un sito considerato di valenza strategia per il superamento del contesto di emergenza rifiuti nella Regione Campania», sentenzia il documento inviato dalla Presidenza del consiglio dei ministri al Comune di Terzigno e all’ente Parco Nazionale del Vesuvio. L’incubo del sito dei rifiuti nell'area protetta torna prepotentemente e se il 30 dicembre in sette (i comuni di Boscotrecase, Boscoreale e Torre Annunziata, il Parco Nazionale del Vesuvio, l'assessorato all’ambiente della Provincia, la Soprintendenza archeologica di Napoli e anche il Comune di Terzigno) erano riusciti a respingere l’impianto, stavolta la strada scelta dal Governo appare piuttosto blindata. La notizia ha mandato su tutte le furie il presidente del Parco Vesuvio, Ugo Leone: «Un altro atto di prepotenza viene perpetrato nei confronti del Parco nazionale del Vesuvio, dei suoi cittadini, dei suoi produttori. Malgrado il parere negativo espresso il 30 dicembre dalla conferenza dei servizi, il Consiglio dei ministri ha dato il via all’apertura di una nuova discarica di rifiuti a Terzigno, in piena area naturale protetta. È paradossale una decisione del genere, se si considera che il Parco nazionale del Vesuvio è stato istituito 15 anni fa col compito istituzionale di tutelare la natura e la sua biodiversità. Per svolgere questo compito il ministero dell’ambiente ogni anno manda al Parco un finanziamento, sempre scarso e sempre più esiguo. Ebbene questa stessa fonte oggi autorizza l’apertura di una ulteriore discarica con costi ambientali, economici e sociali di inestimabile portata».

Ieri i cittadini premevano alle porte del Comune, urlando slogan e assediando di fatto un municipio blindato per l’occasione da un consistente numero di poliziotti in assetto antisommossa. Una situazione paradossale, con la candidata alle regionali del Pdl che parlava ai suoi scarsi sostenitori all’interno dell’aula consiliare del comune vesuviano, mentre fuori centinaia di cittadini aderenti ai comitati civici urlavano i loro slogan – soprattutto ‘vergogna’ e ‘a casa’ – mentre un po’ di ignari bambini festeggiavano il carnevale in piazza Pace tra balli e musica. Molti cittadini avevano portato con loro sacchetti della spazzatura pieni di rifiuti, nell’attesa che la Ministra e la sua scorta abbandonassero il palazzo del Municipio. Ma ad un certo punto la manifestazione è stata duramente caricata dai reparti antisommossa allo scopo di permettere all'auto del Ministro di lasciare il Municipio senza subire l’onta del lancio della ‘munnezza’. I comitati e le associazioni denunciano in un comunicato che “gli agenti si sono accaniti contro donne e bambini indifesi scesi in piazza per difendere il loro territorio dall'avvelenamento cominciato trent'anni fa e sancito dal DL 90/2008. Oggi, come da 15 anni a questa parte, il potere governativo rifiuta il dialogo con le popolazioni che chiedono di partecipare ed autogestire le scelte chiave a tutela della propria salute. Il fallimento di centro sinistra e centro destra in tema di rifiuti nasconde un progetto politico tutto interno al business di rifiuti-connection. Non saranno, né oggi né mai, queste azioni ad arrestare le popolazioni in lotta contro questo disastro ambientale.”

Per i prossimi giorni i comitati e le associazioni contro la discarica hanno annunciato nuove mobilitazioni.

da radio città aperta.it



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