venerdì 12 febbraio 2010

E' sempre la solita storia!

LA CRONACA


DAL "CENTRO"

CHIETI. Smaltivano rifiuti speciali, senza averli prima trattati, in due discariche: l’Ecologica Sangro, in contrada Cerratina, a Lanciano, e la Vergine di Taranto, con la compiacenza di chi amministrava gli impianti, così evitavano di pagare l’ecotassa alla Regione (500 mila euro). Il giro di affari è di 3 milioni di eruo. All’alba di ieri i carabinieri del Noe, (Nucleo tutela ambientale) di Pescara e i colleghi della compagnia di Lanciano hanno arrestato otto persone. Le accuse: associazione per delinquere, truffa, frode fiscale e falso. Ventidue in tutto gli indagati. Le indagini che hanno portato all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, due in carcere e sei ai domiciliari, partono nel 2008 e si svolgono durante tutto il 2009 e si riferiscono a reati commessi nel 2004 e tra il 2007 e il 2009. A coordinarle è la sostituto procuratore di Lanciano Rosaria Vecchi che ha chiesto gli arresti (non ottenuti) per altre 6 persone. Ordinanze. Le ordinanze portano la firma della gip Francesca Del Villano Aceto.

In carcere sono finiti: Giorgio Nicola Di Florio, 63 anni, residente a Lanciano e domiciliato a Ortona, legale rappresentante della ditta Di Florio, e Andrea Fassone, 39 anni, procacciatore d’affari della ditta Sistema 2000 srl, società di intermediazione di Santa Maria Imbaro. Agli arresti domiciliari: Anna Linda Di Paolo, 54 anni, nata a a Pescara, residente a Lanciano e domiciliata a Ortona, compagna di Di Florio e legale rappresentante della Sistema 2000 che all’interno della ditta svolge un autentico ruolo gestionale; Vincenzo Cocca, 60 anni, nato ad Apricena (Foggia), di professione chimico, residente a Spoltore dove possiede un laboratorio dove gli investigatori non hanno trovato nessun apparecchio per fare analisi chimiche; Riccardo Di Mascio, 61 anni, nato a Vacri e residente a Francavilla, vicecomdante della polizia provinciale; Andrea Francesco Di Liberato, 42 anni, nato e residente a Chieti, dipendente della Ecologica Sangro; Fiorentino Giangiordano, 58 anni, nato e residente a Roccascalegna, dipendente della Ecologica Sangro, addetto alla ricezione dei carichi e Antonio Anglano, 49 anni, nato a Nardò e residente a Taranto, responsabile della discarica Vergine di Taranto.

Tra gli indagati, denunciato a piede libero, Enrico Iasieri, di Macerata, legale rappresentante della discarica Macero Maceratese. L’organizzazione. Ieri dopo gli arresti si è svolta la conferenza stampa nella quale era presente anche il comandante del Noe di Roma Antonio Menga che, insieme al comandante del Nucleo tutela ambientale di Pescara, capitano Fiorindo Basilico, ha parlato di una organizzazione criminale tutta abruzzese che gestiva un traffico illecito di rifiuti e aveva diramazioni a livello nazionale. L’associazione era così composta: amministratori di centri di trattamento di rifiuti, mediatori, laboratori e gestori di discariche che si avvalevano della collaborazione di dipendenti, autotrasportatori e chimici. Di Florio, della omonima ditta di smaltimento dei rifiuti, regolarmente autorizzata, Di Paolo e Fassone sono stati individuati dagli investigatori come promotori e organizzatori della organizzazione.

Attraverso una articolata e complessa rete di falsificazione di formulari e di analisi, resa possibile con la collaborazione di dipendenti, chimici, autotrasportatori e responsabili delle discariche, i tre ricevevano una notevole quantità di rifiuti speciali, di varia tipologia, (fanghi, vernici, stracci imbevuti di sostanze chimiche, resti di lavorazione industriale). I rifiuti, che arrivavano prevalentemente dalle fabbriche della Val di Sangro, venivano così portati negli impianti di smaltimento o di trattamento, Ecologica Sangro, Vergine e Macero Maceratese, senza che questi fossero stati mai trattati, mentre i certificati falsi comprovano il contrario. Ai rifiuti veniva così attribuito un codice Cer (classificazione europea dei rifiuti) diversa da quella reale che consentiva di smaltirli in quelle discariche inadeguate. In questo modo si evitava di pagare la ecotassa alla Regione, e soprattutto si saltava il costoso meccanismo del trattamento. Tutto questo con la complicità degli operatori della polizia provinciale Di Mascio, e Claudio Leccese denunciato a piede libero.


A seguito dei fatti sopra esposti, come nel caso della Discarica Ecolevante di Grottaglie nel corso del processo Eldorado, la linea difensiva del direttore della Discarica Vergine e del suo legale rappresentante è sempre la stessa: non sapevo.
In realtà le intercettazioni telefoniche ed altri tipi di riscontri raccolti dalle autorità inquirenti sembrano testimoniare la piena consapevolezza di Antonio Anglano circa la errata codifica dei rifiuti conferiti dalla Ditta Di Florio di Lanciano.
Aggiornamenti nei prossimi giorni a seguito dell'interrogatorio di garanzia e delle decisioni del giudice sulle indagini preliminari.


Vergine, la verità di Anglano
Attesa per l’interrogatorio di garanzia del direttore della discarica
Antonio Anglano, come detto, è il responsabile dlela discarica Vergine. Il legale rappresentante è Paolo Ciervo, indagato ma non destinatario della richiesta di arresto. Secondo l’accusa, la ditta Di Florio di Lanciano ha conferito nell’impianto ubicato vicino Fragagnano dal marzo 2008 circa 6mila tonnellate di rifiuti con il codice Cer 191212 con riduzione della ecotassa del 20%, riduzione secondo i magistrati operata illecitamente. Nell’ordinanza di custodia cautelare si legge che «la discarica Vergine ha consentito negli anni alla Di Florio lo smaltimento illecito di quantitativi considerevoli di rifiuti falsamente catalogati Ceri 191212. Di tale irregolarità, Antonio Anglano è del tutto consapevole: ciò si desume dal contenuto di due conversazioni telefoniche tra lo stesso Anglano e Andrea Fa s s o n e, titolare di una società di intermediazione, nell’ambito delle quali Fassone si pone come interlocutore in nome e per conto della Di Florio e cerca di giustificare all’Anglano la miscelazione di rifiuti non pericolosi che Di Florio smaltisce con il Cer 191212. Anglano contesta espressamente a Fassone questa pratica ma afferma anche di aver comunque sbloccato i carichi destinati alla discarica, nonostante la consapevolezza della non conformità del codice attribuito».

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Pprocesso Eldorado, I° TRONCONE sentenza n. 28600/2002 R.G.N.R., http://www.lexambiente.com/modules.php?name=AvantGo&file=print&sid=3412 e Corriere della Sera 19 dicembre 2003
II TRONCONE, articolo di Ferrarella del 16 nov.2008, prima pagina del Corriere della Sera

Anonimo ha detto...

il codice CER è sempre lo stesso dell'inchiesta Eldorado: 191212
Ma come vengono effettuati i controlli nelle discariche?