domenica 28 febbraio 2010

Bando Notte dei Briganti 2010

associazione politico - culturale Sud in Movimento
Notte dei Briganti 2010
5a Edizione

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Bando di partecipazione Gruppi Musicali

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L’associazione politico-culturale Sud in Movimento di Grottaglie (TA) organizza, in data 8 agosto 2010, la 5a Edizione della Notte dei Briganti. Tema dell’anno e bandiera dell’evento “L’acqua pubblica”.
L’invito è rivolto a tutti i gruppi musicali affermati ed emergenti che volessero partecipare. Tutti i generi musicali sono ammessi.

I gruppi pretendenti dovranno tener conto delle seguenti credenziali richieste dall’associazione organizzatrice:

1) Il repertorio musicale deve essere totalmente inedito, quindi non sono ammesse cover di gruppi musicali già esistenti e quindi pezzi editi;
2) L’esibizione non deve superare il tempo massimo di 60 minuti (compreso montaggio e smontaggio necessaria amplificazione);
3) Non è previsto alcun compenso dopo l’esibizione. L’evento è infatti organizzato solo a scopo divulgativo/informativo (con tematica specifica), artistico e culturale;
4) Nel momento della richiesta di partecipazione è necessario inviare presso l’associazione: nome del gruppo musicale, scheda tecnica per amplificazione, materiale informativo sul repertorio (video, file audio ecc.) e descrizione generale della band.

Il materiale pervenuto, verrà successivamente esaminato dall’assemblea dell’associazione organizzatrice. Il gruppo, o i gruppi, che dovranno esibirsi alla Notte dei Briganti verranno informati di conseguenza. Non verrà data precedenza in base alle adesioni inviate.

Il materiale informativo riguardante il gruppo musicale deve essere inviato entro e non oltre il 30 giugno 2010 all’indirizzo e-mail sudinmovimento@alice.it - oppure al responsabile dei gruppi e palco Valerio Manisi: vamart85@libero.it.

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Bando di concorso per Artisti

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L’associazione politico-culturale Sud in Movimento di Grottaglie (TA) organizza, in data 8 agosto 2010, la 5a Edizione della Notte dei Briganti. Tema dell’anno e bandiera dell’evento “L’acqua pubblica”.
L’invito è rivolto a tutti gli artisti che vogliono esporre le proprie opere all’interno dell’evento. Non sono richieste tecniche specifiche (pittura, scultura o fotografia), qualsiasi arte è ammessa. Nello stesso tempo, gli artisti che lo desiderano, avranno possibilità di partecipare ad una estemporanea che si terrà durante la Notte dei Briganti. Dovranno quindi, su materiali offerti dall’associazione, realizzare opere con qualsiasi tecnica, tenendo sempre come tematica la medesima dell’evento.
Tutto ciò che artisticamente verrà prodotto durante la Notte dei Briganti, su tema “L’acqua pubblica”, sarà successivamente visionato da una giuria composta da esperti del settore, che sceglieranno una sola opera per le differenti categorie. Le opere scelte saranno inserite dal Sud in Movimento in un progetto volto a pruomovere le stesse ed i rispettivi autori.

Gli artisti pretendenti dovranno tener conto delle seguenti disposizioni richieste dall’associazione organizzatrice:

1) La tematica è uguale e unica per tutti “L’acqua pubblica”;
2) Le opere realizzate durante l’estemporanea, su materiale fornito dall’associazione, dovranno permanere all’associazione stessa (tranne naturalmente le opere realizzate su materiale di proprietà dell’esecutore). Si premette inoltre che le opere che resteranno presso l’associazione Sud in Movimento saranno protagoniste di una mostra a tema generale sul “Sud in Movimento e la sua attività” e “La Notte dei Briganti”, preposta a pubblicizzare e divulgare anche il nome, l’arte e la tecnica dell’artista partecipante;
3) Durante la mostra l’artista potrà esporre un numero massimo di 3 opere;
4) Gli artisti che produrranno opere con proprio materiale potranno partecipare al concorso solo se ufficialmente aderenti all’evento. Tutti gli artisti quindi dovranno comunicare la loro partecipazione entro e non oltre il termine stabilito.
5) Tutti gli artisti che si presenteranno all’evento in modo non ufficiale, non avranno possibilità di esporre nella mostra della Notte dei Briganti le proprie opere e non potranno concorrere al progetto di promozione.
Gli artisti partecipanti dovranno comunicare la loro presenza e ufficializzarla entro e non oltre il 25 luglio 2010 all’indirizzo e-mail sudinmovimento@alice.it - oppure alla responsabile della mostra ed estemporanea Roberta Bria: echelon1989@hotmail.it


Associazione Politico – Culturale
Sud in Movimento
Vico San Nicola, 6 - Grottaglie (TA)
www.sudinmovimento.com

sabato 27 febbraio 2010

Di proroga in proroga...cresce il maiale

Di proroga in proroga e di vacatio in vacatio, le discariche pugliesi di rifiuti speciali non pericolosi continuano a gettare nei catini del nostro territorio rifiuti con percentuali di carbonio organico disciolto superiore alle percentuali previste dal DM del lontano 3 Agosto 2005! ed in vigore dal 1° Luglio 2009!
E la regione che fa, continua ad autorizzare deroghe sventolando la minaccia dell'emergenza rifiuti.
Sono ormai cinque anni quindi che pur essendoci una normativa nazionale in tal senso, che le discariche pugliesi, in assenza di un Piano Regionale di gestione dei rifiuti speciali presentato ma non adottato (misterioso rimane il motivo per cui non è ancora definitivamente adottato il piano) possono richiedere, ed ottenere, dalla Regione Puglia una autorizzazione a smaltire rifiuti con una percentuale di carbonio organico disciolto più elevato dal limite fissato dal decreto di cui sopra.
La difesa dell' Assessore Introna, è pretestuosa oltre che ridicola...l'autorizzazione la diamo, previa valutazione della tenuta degli impianti, ma non possiamo non darla perchè altrimenti si creerebbe l'emergenza rifiuti. Roba da matti.
E poi, quasi a giustificare l'ennesimo schiaffo al nostro territorio, il decreto del governo non ha fissato i criteri per determinare il calcolo delle percentuali di CARBONIO ORGANICO DISCIOLTO ammissibili.
Nel frattempo le società di gestione continuano a sversare tonnellate e tonnellate di rifiuti nelle nostre discariche, spesso senza neanche chiedersi cosa sia (vedi caso Vergine), in deroga a qualunque limite.
Ogni commento è superfluo, e visto che è cominciata la campagna elettorale sarebbe opportuno chiedere ai candidati del territorio cosa ne pensano in merito, giusto perchè è ora che si smetta di dare a questi personaggi deleghe in bianco che puntualmente cagioneranno brutte sorprese.

Apre La Fabbrica di Nichi a Grottaglie

Domenica 28 Febbraio 2010
Ore 18.00
c/o Associazione Camini Via Battista 24 Centro Storico Grottaglie

mercoledì 24 febbraio 2010

Democrazia è partecipazione

"Pretendere che le Istituzioni facciano innanzitutto il loro dovere, lo dobbiamo esigere senza rassegnarci. I comuni devono fare il loro dovere. La legge - che non ho fatto io e forse non avete fatto neanche voi - chiede ai comuni di informare i cittadini che possono partecipare a sottoscrivere le liste di coloro che vogliono candidarsi.La legge dice che in Italia ci sono 300 mila autenticatori a cui è stata attribuito il servizio pubblico di autenticare le firme. La legge dice che il servizio cosiddetto pubblico Rai deve informare i cittadini un mese prima del deposito delle liste, modalità, tempi, modi e dove: chi vuole andare a firmare per la lista che vuole sostenere.
Cari amici, di tutto questo, io non ho visto proprio niente negli 30 giorni, e non l'ho visto in 30 anni. Perché ormai è un'abitudine di molti, le firme si raccolgono illegali, si raccolgono sottobanco, si fanno anche degli scambi e dei piaceri ai soliti amici, e solo se sono amici, non se sono scomodi e leali. Solo se sono amici e un po' succubi. Non sta a me, non sono io, non mi riconosco in questa pratica e in questo modo di preparare e vivere e far vivere ai nostri cittadini il momento più alto dell'espressione e del confronto democratico".

Sostieni la battaglia per la Democrazia di Emma Bonino e Marco Pannella cliccando su:
www.boninopannella.it




giovedì 18 febbraio 2010

INCONTRO - DIBATTITO - NUCLEARE: VERITA' E FALSITA'



COORDINAMENTO PROVINCIALE ANTI-NUCLEARE TARANTO

NO AL NUCLEARE! MOBILITAZIONE GENERALE!
INCONTRO-DIBATITO

INTERVERRANNO: GIORGIO FERRARI ED ERASMO VENOSI

DOMENICA 21 FEBBRAIO 2010 ORE 18:30
CASTELLO EPISCOPIO GROTTAGLIE TARANTO


La minaccia nucleare diventa sempre più concreta. Anche chi si era illuso della ventata di nuovo che il presidente Usa Obama avrebbe portato nel mondo intero deve ricredersi dopo la decisione presa negli ultimi giorni di avviare la costruzione di nuove centrali nucleari nel suo paese.

Con il c.d. Decreto Sviluppo del 09/07/09 il governo italiano ha deciso di tornare al nucleare,con la costruzione di quattro nuove centrali, dopo che le lotte degli anni '80 e il referendum del 1987 (successivo al disastro di Chernobyl) avevano dimostrato l'opposizione delle popolazioni a questo tipo di impianti.

La Puglia, anche se i siti non sono stati resi noti ( ci sono le elezioni regionali!), potrebbe ospitarne una. Il governo che non fa passare giorno senza sventolare la bandiera del federalismo,sulla questione del nucleare accentra ogni decisione, esautora gli enti locali(impugnando davanti alla Corte Costituzionale la decisione di Puglia, Basilicata e Campania di non ospitare centrali), si appresta a reprimere i movimenti popolari attraverso la definizione delle centrali a siti di interesse nazionale e con la loro militarizzazione.

Per questo è necessaria la costruzione di mobilitazioni sempre più ampie e radicali che basate sull'autorganizzazione delle popolazioni sappiano respingere questo nuovo attacco alla salute nostra e delle future generazioni. In particolare dai nostri territori, da anni avvelenati dall'Ilva,Eni, Cementir,inceneritori, discariche, centrali a carbone e oggi minacciati dalle trivellazioni petrolifere e dai rigassificatori deve venire un moto di ribellione, contro scelte che rispondono agli interessi speculativi privati di chi anche attraverso imprese come l'ENEL fanno profitto sulla pelle dei cittadini e con soldi pubblici.

Per discutere di questo il coordinamento provinciale anti-nucleare di Taranto organizza per Domenica 21 Febbraio 2010 alle ore 18.30 presso la sala convegni del Castello Episcopio un'assemblea pubblica in cui interverranno Giorgio Ferrari (tecnico nucleare) ed Erasmo Venosi (fisico nucleare e ricercatore universitario).


Coordinamento prov.antinucleare Taranto
copranta2010@email.it

mercoledì 17 febbraio 2010

Ultim'ora - Sequestrate tre discariche nel brindisino Contenevano rifiuti speciali e pericolosi

BRINDISI - Contenevano rifiuti speciali e pericolosi. Tre aree adibite abusivamente a discarica, per un’estensione complessiva di 240.000 metri quadrati, sono state sequestrate nel brindisino dalla guardia di finanza. Una delle discariche si trova a San Pietro Vernotico, le altre due a Francavilla Fontana. I militari hanno accertato che all’interno delle tre aree in questione, caratterizzate anche dalla presenza di macchia mediterranea, erano stoccate diverse tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, tra cui materiale di risulta edile, lastre di eternit frantumate, apparecchiature elettriche fuori uso, pneumatici e materiale plastico. Due persone sono state denunciate

da Corriere.it

Firmiamo la petizione on-line contro il doppio stipendio per i consiglieri-sindaci della Provincia di Taranto

L'ennesimo abuso o colpo di mano intrapreso, nel silenzio generale, da parte dei componenti dell' Assemblea Provinciale di Taranto (vedi articolo della Gazzetta sotto riportato), che zitto zitto si sono votati una delibera che consente di percepire il doppio stipendio a tutti quei consiglieri che siedono anche negli esecutivi dei Comuni della Provincia oltre a testimoniare ancora una volta, a chi ancora nutre dubbi, che quella dei politici è una vera e propria "casta" che quando si tratta di tutelare i propri interessi ritrova improvvisamente unità, compattezza ed unanimità trasversale a tutti gli schieramenti, evidenzia anche il comportamento furbesco di alcuni componenti della stessa Assemblea, che per "manifestare" il proprio malfigurato o presunto dissenso pensano bene di allontanarsi dall'aula e non di votare contro codesta scandalosa delibera.
E' il caso del Presidente della Provincia Gianni Florido che in quel momento era casualmente fuori dall'aula per un incontro con il Sindaco di Taranto.

Il popolo della rete ha deciso di reagire immediatamente a questo ennesimo sopruso ed ha avviato una petizione on line su facebook che vi invitiamo a sottoscrivere in massa.

Carissimi,
in seguito alla delibera della Provincia di Venerdì 12/02 che riconosce la doppia indennità a quei consiglieri provinciali che siedono sia tra i banchi di Palazzo del Governo che negli esecutivi di altri comuni della provincia (sindaco o assessore), i sottoscritti hanno ritenuto opportuno e doveroso attivarsi e fare qualcosa di concreto per cercare di far sentire il proprio dissenso nei riguardi di tale provvedimento che riteniamo assolutamente inopportuno per tanti motivi. Tali motivazioni, le abbiamo racchiuse in una lettera che spediremo al Presidente della Provincia e al Presidente del Consiglio Provinciale non prima però di aver raccolto un buon numero di adesioni da parte di cittadini che la pensano esattamente come noi. Vi chiediamo, pertanto, di aderire se lo riterrete opportuno tramite la sottoscrizione alla petizione on line a cui verrete indirizzati cliccando sul link sotto. Vi chiediamo, inoltre, di far girare questa petizione tra i vostri contatti email e facebook affinchè possa raggiungere il maggior numero di persone possibile. E' imporante che tutti sappiano.

Il testo della lettera

Sig. Presidente della Provincia di Taranto,


Sig. Presidente del Consiglio Provinciale di Taranto



questa lettera raccoglie il dissenso e lo sconcerto di migliaia di cittadini della Provincia che Lei ha l'onore di amministrare. Il dissenso deriva dalla recente decisione del Consiglio Provinciale di adottare un provvedimento che prevede il ripristino della doppia indennità per chi ha un incarico istituzionale sia nel proprio Comune che nella Provincia di Taranto. Lo sconcerto, dal silenzio pressoché totale che ha accompagnato tale decisione.



A causa di provvedimenti come questi, si ha davvero la percezione di essere governati da una classe politica autoreferenziale e completamente alienata dalla realtà che invece vede (spesso) tante famiglie e tante persone lottare quotidianamente con fatica per far fronte a condizioni economiche a dir poco disagiate. Sorprende ed inquieta, inoltre, che tale decisione venga adottata in maniera incredibilmente trasversale ed unanime, per di più in un periodo che vede l'intero Paese impegnato a risolvere le evidenti difficoltà economiche conseguenza della crisi e lavoratori ormai non più necessari alle aziende costretti a ricorrere a gesti estremi e plateali.



Questa lettera è stata firmata da tanta gente indignata, ma evidentemente ancora fiduciosa di poter vedere i propri diritti ed i propri interessi garantiti e rispettati dagli uomini politici che essi hanno scelto e dai quali si aspettano di conseguenza azioni a favore della collettività. Alla luce di quanto riportato precedentemente, il provvedimento in questione sembra inopportuno ed immotivato, totalmente in contrasto con l'interesse della collettività.



Pertanto chiediamo a Lei ed ai suoi Consiglieri l'annullamento di tale delibera e che la somma di 192mila euro, stanziata per la misura in questione, venga utilizzata per alleviare i bisogni delle fasce più disagiate della popolazione della nostra Provincia. Certi di un suo immediato ed esaustivo riscontro, Le porgiamo cordiali saluti.


I firmatari


Per sottoscrivere questa petizione

http://www.ipetitions.com/petition/ta_lettera_no_indennita/





L'articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno

Provincia di Taranto:
doppio stipendio per
i consiglieri-sindaci

TARANTO - Doppia indennità o, se si preferisce, doppio stipendio alla Provincia di Taranto. Il benefit riguarderà quei consiglieri provinciali che siedono sia tra i banchi di Palazzo del governo che negli esecutivi di altri comuni della provincia (sindaco o assessore).

Venerdì scorso, con un blitz in consiglio provinciale, è stata approvata una delibera che, all’unanimità, annulla il divieto di cumulo delle indennità per quei consiglieri che hanno dei mandati anche in altri enti locali. Sinora, in virtù della Finanziaria 2008 (governo Prodi), i consiglieri eletti negli enti locali e che fanno parte anche degli esecutivi di altri comuni potevano percepire una sola indennità. O da un ente o dall’altro, non da entrambi. E, invece, con una votazione bipartisan (col sostegno di centrosinistra e centrodestra) il Consiglio provinciale di Taranto ha annullato questo divieto.

Il tutto, dovrebbe costare circa 192mila euro considerando che un po’ diabolicamente la delibera è pure retroattiva. L’Amministrazione provinciale dovrà riconoscere le somme non versate ai consiglieri - sindaci anche per gli anni 2008 e per il 2009.

Il presidente della Provincia, Gianni Florido, contattato dalla «Gazzetta», si limita a dire: «Avevo chiesto alla mia maggioranza - ammette - di sospendere questa decisione e di rinviare l’approvazione della delibera dopo ulteriori approfondimenti tecnici. Ed ero sicuro che accadesse questo. Poi, mi sono assentato un attimo dall’aula perchè dovevo incontrare il sindaco di Taranto per discutere sui temi dello sviluppo e il consiglio, invece, ha votato ugualmente a favore».

In effetti, quando il presidente del consiglio provinciale, Angelo Venneri, ha chiesto se qualcuno tra i consiglieri volesse intervenire è calato il silenzio. La delibera non è stata ritirata e si è votato come se nulla fosse.

Ma su cosa si regge, dal punto di vista giuridico, la delibera della Provincia? Tutto deriva da una sentenza del Tar di Lecce. Il tribunale amministrativo regionale, il 17 dicembre 2008, aveva annullato il divieto di cumulo delle indennità accogliendo così il ricorso di un consigliere provinciale salentino contro la Provincia di Lecce. Eppure, la sensazione è che in Provincia abbia prevalso un’inter pretazione piuttosto estensiva della legge e della sentenza del Tar tant’è che ben due dirigenti hanno espresso le proprie obiezioni.

«Semaforo verde», invece, dall’Avvocatura di Palazzo del governo. Intanto il consigliere - sindaco (di Torricella), Giuseppe Turco, assicura: «Sinora ho percepito e continuerò a percepire solo la indennità della Provincia. Io, il sindaco, lo faccio gratis».
di FABIO VENERE

martedì 16 febbraio 2010

La mano dell'uomo

UNA CAVA DI OLTRE 8 MILIONI DI METRI CUBI E’ IL PROGETTO PRESENTATO DA ECOLEVANTE SPA

COMUNICATO STAMPA VIGILIAMO PER LA DISCARICA 16.2.2010


Una cava di circa ottomilionicinquecentomila metri cubi su un'area di circa trecentotrentottomila mq, in località Amici in agro di Grottaglie, è il progetto presentato alla Regione nel 2006 da Ecolevante spa. Ma l'Ufficio Regionale VIA, con determina dirigenziale n. 2 del 13.1.2010 a firma dell'ing. Gennaro Russo, ha emesso un parere sfavorevole di compatibilità ambientale.

Il progetto è stato bloccato anche grazie alle puntuali, argomentate e pertinenti osservazioni di “Vigiliamo per la discarica”, di cui è stato tenuto conto nella determina regionale. Mentre l’Amministrazione comunale di Grottaglie, su un progetto di un impatto così enorme, è stata tanto ignava da non esprimere alcun parere. Non ha sentito il dovere di intervenire!

Per il momento il pericolo è sventato, ma l’attenzione deve continuare a restare altissima.

Tutte le istituzioni di vigilanza e controllo devono con assoluta solerzia e con la massima attenzione fare il proprio dovere. A cominciare dall’autorità prefettizia e dal Governo che devono porre sotto tutela un'amministrazione comunale che non sembra avere quelle garanzie di imparzialità nel suo operato quando entrano in gioco le iniziative della Ecolevante s.p.a.

Infatti l'amministrazione comunale di Grottaglie, su un progetto di un impatto così enorme non ha espresso alcun parere nel procedimento di VIA! Non è accettabile che un Comune non esprima un suo parere sul progetto di una cava delle impressionanti dimensioni di ottomilionicinquecentomila metri cubi!!

Pertanto risulta oltremodo evidente la gravissima situazione di paralisi amministrativa del Comune di Grottaglie dinanzi alle iniziative della Ecolevante s.p.a., dalla quale riceve somme di denaro, le cosiddette royalties, per l'esercizio di una enorme discarica, senza che tali royalties siano previste da alcuna norma giuridica.

La stessa paralisi amministrativa che il Comune di Grottaglie ha mostrato non costituendosi parte civile nel processo penale relativamente al cosiddetto III lotto della discarica gestita da Ecolevante s.p.a., così che numerosi cittadini elettori hanno proposto un'azione popolare sostituendosi al medesimo Comune nel difendere gli interessi della città.

La misura è davvero colma. Un immobilismo amministrativo così apertamente manifesto rischia di aggiungere un altro mostro ecologico a quello già esistente della discarica per rifiuti industriali gestita dalla Ecolevante spa. All’immobilismo amministrativo deve rispondere la solerzia delle Istituzioni di vigilanza e controllo. Deve rispondere la solerzia dei cittadini di Grottaglie. Non si può e non si deve accettare supinamente un altro scempio ambientale!

VIGILIAMO PER LA DISCARICA

comitato di cittadini e associazioni

via S. Francesco De G. n.3 GROTTAGLIE (TA)

www.vigiliamoperladiscarica.it vigiliamoperladiscarica@email.it

lunedì 15 febbraio 2010

Nulla da ridere



mentre Si allarga sempre piu' l'nchiesta della procura di firenze, estendendosi a personaggi politici sempre piu' influenti, i cittadini de L' Aquila feriti nell'orgoglio leggittimamente protestano.

Eugenio Scalfari nel frattempo risponde con un bell'articolo che alleghiamo a Guido Bertolaso.



NELLE INTERCETTAZIONI ANCHE ALTERO MATTEOLI, MARIO PEPE, GUIDO VICECONTE

L'inchiesta di Firenze: gli appalti,
gli imprenditori e i contatti con i politici

Le telefonate di Verdini (Pdl) e Fusi della Bpt

ROMA — «Nel corso dell’attività d’indagine sono stati raccolti numerosi elementi riferiti all’operatività di una struttura facente capo a due alti funzionari del ministro delle Infrastrutture, Angelo Balducci e Fabio De Santis, finalizzata all’illecita ripartizione dei lavori appaltati nell’ambito dei Grandi eventi». Comincia così l’informativa del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri, sezione Anticrimine di Firenze, che il 15 ottobre scorso riferiva ai magistrati il presunto intreccio di corruzione e altri legami tra gli uomini che circolavano intorno alla Protezione civile e un gruppo di imprenditori. I quali, a loro volta erano in collegamento con uomini politici utilizzati per facilitare affari, incontri e contatti.

Dalle intercettazioni racchiuse nel rapporto emergono i nomi dei parlamentari del Pdl Denis Verdini, Altero Matteoli, Mario Pepe e Guido Viceconte. Ascoltati mentre s’intrattengono al telefono con alcuni dei principali inquisiti dell’inchiesta, che a loro volta hanno rapporti privilegiati con chi gestisce gli appalti fuori controllo per la realizzazione dei Grandi eventi, a partire da Balducci e De Santis. «È stata documentata la corresponsione ai predetti funzionari di utilità di varia natura da parte di un cartello di imprenditori in cui sono inseriti, tra gli altri, Francesco De Vito Piscicelli e Diego Anemone», scrivono i carabinieri. Piscicelli è l’uomo sorpreso a dire che la notte del terremoto in Abruzzo rideva pensando a quanto ci si poteva guadagnare (anche se lui ha negato, chiedendo scusa); Anemone è l’imprenditore (ora in carcere) ascoltato e pedinato mentre parlava e s’incontrava con Guido Bertolaso.

«È stato documentato — si legge ancora nel rapporto del Ros—che prima Vincenzo De Nardo e successivamente Riccardo Fusi, rispettivamente amministratore delegato e presidente del Consiglio di amministrazione della Baldassini Tognozzi Pontello (Bpt) spa, tramite l’imprenditore De Vito Piscicelli, hanno allacciato rapporti con Balducci, De Santis e un’altra funzionaria ministeriale, entrando gradualmente a far parte di questo ristretto gruppo di imprenditori favorito nelle aggiudicazioni dall’ing. Balducci e dai suoi collaboratori»; quelli che, solo per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia avevano assegnato, già nel dicembre 2007, «undici opere da realizzarsi in varie città del territorio nazionale, per un importo complessivo di circa 339 milioni di euro».

Il trio De Vito Piscicelli-Di Nardo-Fusi, secondo il rapporto dei carabinieri, «ha avuto la preventiva assicurazione che alcuni lavori (del 150˚ anniversario e del G8 alla Maddalena, ndr) sarebbero stati aggiudicati in favore delle loro imprese unite in associazione temporanea». Ma non solo: «De Vito Piscicelli, avvalendosi dei suoi consolidati ottimi rapporti con Balducci e De Santis, ha richiesto a questi di intervenire presso il ministero delle Infrastrutture al fine di far assegnare alla Bpt spa di Riccardo Fusi il cantiere per la realizzazione della Scuola marescialli dei carabinieri di Firenze».

Per questa «mediazione» De Vito Piscicelli ha chiesto a Fusi un compenso di un milione e mezzo di euro giustificato con la sua antica e consolidata rete di conoscenze, riassunta così in una telefonata del febbraio 2008: «Io ti ho messo a disposizione, a te e ai tuoi uomini, il mio background di dieci anni di buttamento di sangue... Perché sono convinto che insieme possiamo fare delle cose... Io ne avrò benefici e tu altrettanto... Io mi sono giocato dieci anni di rotture di c... di investimenti di tutti i tipi, capisci?».

Fusi in quella conversazione diceva di capire, ma nel frattempo si rivolgeva anche ad altri amici. Uno sembra essere l’onorevole Denis Verdini, già esponente di spicco di Forza Italia e ora coordinatore del Popolo della libertà. Le telefonate tra lui e Fusi sono decine. In un’occasione — riferiscono gli investigatori — il deputato si vanta con l’imprenditore fiorentino di aver contribuito a far nominare Provveditore alle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis, uno dei quattro finiti in carcere nei giorni scorsi.

«Ti volevo dire—racconta a Fusi il 21 gennaio 2009 — quella cosa lì romana è andata a buon fine, ma è stata dura eh... diglielo ai nostri... Poi lui... devo dire... è stato molto corretto con me... il piacere me l’ha fatto... tra l’altro ho parlato con il suo capo il quale ha detto "Va bè, se è per Denis... allora si fa". È stata una cosa dura... comunque... una cosa tosta... falla pesà, insomma». Dieci mesi prima, il 3 marzo 2008, Fusi e Verdini parlavano del «coinvolgimento in una comune operazione dell’imprenditore parmense Pizzarotti».

Verdini: «Senti me... ma te con Pizzarotti come stai?».

Fusi: «Io lo conosco, ho un buon rapporto... però c’è stata quella storia degli ospedali della Toscana... Lui si sta facendo l’interporto di Santa Croce.... le ferrovie a Bologna... roba grossa insomma, capito (...). Io non so perché serve, ma insomma...».

Verdini: «Serve per quello che tu sai... perché sembrerebbe che lì ci fossero delle possibilità... ma da andare a stuzzicare... bisogna sapere che rapporto c’hai, insomma...».

Il 28 marzo 2008, invece, discutevano di un’operazione bancaria condotta sul Credito cooperativo fiorentino.

Fusi: «Ti volevo dire, ho parlato ora con Biagini, volevo...».

Verdini: «Sì, si è fatto tutto... un po’ di fatica... ma insomma si è fatto tutto». Un mese più tardi, il 24 aprile del 2008, parlando della composizione del nuovo governo Berlusconi, a Fusi che chiedeva se poteva stare tranquillo Verdini rispondeva: «Tu devi stare tranquillo, perché io ho preso una decisione... A me mi era toccato l’Ambiente (cioè il ministero, ndr)... Però esco fuori, perché se accetto mi tocca rinunciare a tutto, lasciare la banca, capito? Quindi non posso... (...) diventerò capo del partito, prenderò il posto di Bondi (ex coordinatore di Forza Italia, ndr), anche di quello nuovo... ».

Fusi: «Te l’hai capito? Che c’è tutto il mondo... ».

Verdini: «Non ti preoccupare, siamo messi bene...».

Nell’estate di quell’anno Fusi sollecita a Verdini (che in un’occasione chiede all’imprenditore l’elicottero: «Mi sa che mi serve», e quello risponde pronto: «È a tua disposizione, quando dove e perché») un incontro con Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture, per discutere la vicenda della Scuola dei marescialli. Il 5 agosto l’imprenditore parla direttamente col ministro.

Fusi: «Come funzioni, sei già in vacanza? Ci si può vedere un minuto?».

Matteoli: «No, io me ne vado stanotte e torno il 27 a Roma».

Fusi: «Ah, il 27, ho capito, niente allora... So che ci dovrebbe essere stato un po’ di sviluppi per quanto riguarda la Scuola di Firenze... Dovrebbe arrivare al ministero una situazione abbastanza importante perché... l’Autorità di vigilanza ha riscontrato varie irregolarità...».

Matteoli: «Però io... fino al 27 non torno a Roma ».

Fusi: «Ho capito, va bene».

Matteoli: «Ok, buone vacanze». L’8 ottobre Fusi e Verdini parlano ancora della stessa cosa.

Fusi: «Poi ti volevo dire... con il ministro Matteoli... per quella storia della Scuola dei marescialli, che è nell’interesse dello Stato questa cosa, se si potesse anticipare... Se ci fosse verso che ci mettesse le mani lui...».

Verdini: «Con lui ho fissato che ci si sente a fine settimana... ora fammi fare... faccio lui e poi faccio quest’altro...».

Un capitolo dell’informativa dei carabinieri è intitolato «I rapporti dell’ing. Fabio De Santis e dell’ing. Angelo Balducci con l’imprenditore Guido Ballari, a sua volta in rapporti con il senatore Guido Viceconte e con l’onorevole Mario Pepe», nel quale si spiega: «Lo sviluppo investigativo consentirà di rilevare che l’on. Mario Pepe, a cui si aggiungerà anche il senatore Guido Viceconte, sono interessati nel far aggiudicare lavori pubblici all’imprenditore Guido Ballari». Gli investigatori riferiscono che fino al dicembre 2003 Ballari e Pepe comparivano (il primo amministratore unico e il secondo socio) nella Eurogruppo servizi.

In un’occasione, il 26 marzo 2008, i carabinieri ascoltano l’onorevole Pepe che parla con Fabio De Santis di un concorso interno al ministero a cui l’ingegnere ha partecipato. E gli dà brutte notizie: «Ho parlato con Costanza... lei era molto... turbata... perché dice che sei stato vittima di una faida interna al ministero... Ti hanno teso una trappola, però lei si batterà perché tu possa occupare la parte alta della classifica... (...) Noi, quello che dovremmo fare... è cercare di fare scorrere quella graduatoria... Vabbè, ma quello ce lo vediamo noi, non ti preoccupare... ».

L’intreccio di relazioni e telefonate porta i carabinieri a sostenere, in base a una conversazione del 9 giugno 2008, che «vi è qualche problema nei rapporti fra alcuni imprenditori e l’ing. Balducci; infatti Ballari riferisce a De Santis, alludendo a Balducci, che questi è stato brutalmente rimproverato da un soggetto di nome Guido, e probabilmente il riferimento è al parlamentare sen. Guido Viceconte». Diceva l’imprenditore Ballari a De Santis: «È storto perché l’ha cazziato brutalmente... (...) Bisogna trovare un sistema pe’ coprì tutto senza avere guai...». L’indomani De Santis chiamava l’onorevole Pepe e spiegava: «Allora io dovevo dire a Guido Ballari di dire a Guido Viceconte che l’appuntamento è momentaneamente sospeso perché il capo (Balducci, secondo gli investigatori, ndr) vuole fare il punto della situazione in ufficio».

Giovanni Bianconi da Corriere.it




È difficile correre con le scarpe nel fango

EUGENIO SCALFARI

Egregio sottosegretario, la ringrazio per la pronta risposta alle mie domande. Osservo, tanto per cominciare questo mio commento alla sua lettera, che la sua rapidità le fa onore. Il presidente del Consiglio aspettò sei mesi prima di riscontrare le domande che il nostro giornale gli aveva posto e, dopo sei mesi, usò un libro di Bruno Vespa come strumento intermediario. Lei si presenta invece per quello che è, o almeno per quello che crede di essere o addirittura per quello che noi dovremmo credere che lei sia. Proverò dunque a districare l'essenza che sta dentro alle sue parole e cercherò di farlo con equanimità. Quello che a lei soprattutto importa è il tempo. Lo dice varie volte nel corso della sua lettera. Scrive: "Quella della Protezione civile è l'unica normativa che considera la variabile "tempo" come reale e cogente". E più oltre: "Avrei dovuto forse chiedere al presidente del Consiglio che rinunciasse alle uniche norme che consentono di operare con efficacia? Per quale ragione? Per restare fermo a tempo indeterminato, in attesa che il Parlamento affrontasse il problema della capacità di decidere e di fare delle Pubbliche Amministrazioni?". Lei mescola insieme due cose, egregio sottosegretario, che vanno invece tenute rigorosamente distinte, come infatti erano state distinte nella legge sulla Protezione civile del 1992 poi innovata dal governo Berlusconi. Una cosa è l'intervento della P. C. nel caso di catastrofe naturale (terremoti, inondazioni, frane, incendi, calamità meteorologiche eccetera) dove il fattore tempo è assolutamente cogente. Nel mio articolo di domenica scorsa le ho dato atto dei suoi pronti ed efficaci interventi ed ho scritto che in quei casi lei era autorizzato a "passare col semaforo rosso". Ma è cosa completamente diversa quella dei Grandi eventi diversi da quelli suddetti. Qui non c'è alcuna cogenza del fattore tempo. Si tratta di iniziative programmate a mesi o anni di distanza. A lei non piace star fermo. Leggendo la sua lettera e confrontandola con il suo modo di operare mi viene da pensare ad una sua natura ciclomotoria. Ma vorrà darmi atto che non può pretendere che le istituzioni debbano sovvertire i loro ordinamenti per soddisfare il suo desiderio di mobilità anche quando non ce n'è alcun bisogno.
Quanto all'ammodernamento della Pubblica amministrazione, il problema esiste ma non è un suo problema, oppure lo è come per qualunque cittadino. Istituzionalmente è un problema del Parlamento e del governo, non sta a lei motivare con esso la politica della Protezione civile. Apprendo dalla sua lettera che lei non è sottosegretario alla Protezione civile. Singolare notizia, anzi sorprendente. A che cosa è dunque delegato, signor sottosegretario? Qual è la sua funzione nel governo? Sarebbe molto interessante saperlo. Poiché di sottosegretari ce ne sono fin troppi e costano, lei potrebbe dimettersi visto che a Palazzo Chigi è uno sfaccendato. Perché non lo fa? La Protezione Spa non è soltanto uno strumento tecnico posto al di fuori della Pubblica Amministrazione. Tra l'altro il decreto in discussione contiene una norma che vi sottrae da qualunque intervento della magistratura, con valenza addirittura retroattiva. Nessun controllo preventivo della Corte dei Conti e della giustizia amministrativa. Quanto è venuto a galla sulla gestione dei suoi appalti in Sardegna e in altri luoghi dovrebbe allarmare lei prima di ogni altro. Un verminaio, dove i vermi sono coloro che hanno beneficiato degli appalti destinati ad una ristretta e ben nota cricca. Lei scarica Balducci e De Santis (non in questa lettera ma in altre interviste rilasciate nelle ultime quarantott'ore a vari giornali). Ma il responsabile politico di tutta l'operazione è lei e insieme a lei il presidente del Consiglio che è - come lei dice - il suo unico referente. Non si possono rivendicare i successi e lavarsi le mani dal verminaio. Lei se ne rende conto, spero. Lei è lusingato (lo scrive) per il fatto che molti anzi moltissimi chiedono di entrare a far parte dei Grandi eventi e si dice stupito di questa corsa verso la Protezione civile di chiunque debba portare avanti un suo progetto. Mi stupisco del suo stupore. La normativa che regola la P. C. dice infatti che la copertura delle vostre spese viene effettuata prendendo i denari dove ci sono, da qualunque capitolo di spesa, da qualunque fondo di riserva. Sempre in ottemperanza al criterio della velocità. Ma poiché ormai il ventaglio dei vostri interventi è diventato amplissimo e le spese sono altrettanto cresciute, questo stravolgimento delle poste di bilancio spiega il perché di tante attese riposte in lei. Ed è anche la spiegazione del vincolo a doppio filo che lega lei al premier e questi a lei: governate senza il Parlamento, senza i ministri competenti per materia, a cominciare da quello dell'Economia. Del resto è lei a scriverlo nella sua lettera: "Mi sono battuto perché la competenza della Protezione civile fosse propria del presidente del Consiglio risolvendo in questo modo il problema di evitare di affidarsi a forme di coordinamento senza potere esercitate da un ministro di pari grado ad altri ministri". Dico la verità: lei, egregio sottosegretario senza deleghe, è formidabile. Le sfuggono dalla penna delle verità e degli obiettivi che dimostrano dove può portare l'ideologia del fare quando è affidata a forme preoccupanti di egolatria e megalomania. Lei è riuscito a dare al premier quel potere di fatto che l'ordinamento ancora non gli ha conferito. Avete insieme bypassato l'ordinamento vigente, potete modificare tra voi due le poste di bilancio, l'avete fatto e lo farete sempre di più, non solo per le catastrofi ma per tutto ciò che vi passerà per la mente o passerà per la mente dei vostri amici. Lei pensa che questo sia il modo di servire lo Stato? Lascio ai lettori e alla pubblica opinione di giudicare. Non entro nelle questioni che riguardano le inchieste giudiziarie ma voglio assicurarla: a noi non piace affatto rimestare nel fango. Ma se il fango c'è è nostro dovere professionale raccontare chi c'è in mezzo a quel fango e che cosa ha fatto per esserne lordato. Spero vivamente che lei non sia di quelli ma si tratta purtroppo di suoi intimi amici.