venerdì 8 gennaio 2010

La buona politica

Quando ci si muove per tempo e quando le istituzioni ti seguono i risultati si ottengono. Il felice epilogo della "tentata" Discarica per rifiuti speciali di Palo del Colle evidenzia come la mobilitazione popolare ed il senso civico possono e devono prevalere alle logiche dell'affarismo. Nessuna opposizione politica ed ideologica di mezzo, solo passione civica ed unità di intenti. I cittadini di ben tre comuni hanno visto riconosciuti il loro diritto ad avere un ambiente sano pulito e rispettato. Abbiamo qualcosa da imparare da questa vicenda? Non lo sapremo mai, di sicuro quello di Palo del Colle deve essere un segnale di speranza.


Segnalato dal Comitato Vigiliamo per la Discarica e pubblicato su Terra Nostra

CONCLUSA LA VICENDA “DISCARICA LOMBARDI-DI MASO” (PALO DEL COLLE)
Grazie alla tenacia dei Comitati di Palo del Colle, Bitetto e Modugno, si è dissolto l’incubo ambientale della discarica per rifiuti speciali non pericolosi, che da aprile 2009 ha agitato le popolazioni dei tre paesi. La Regione Puglia infatti, ha archiviato la pratica. Ricapitoliamo la vicenda.
Ad aprile 2009 il Comune di Palo del Colle viene convocato dalla Regione Puglia perché dia finalmente il parere di localizzazione sulla discarica per rifiuti speciali non pericolosi, che la Lombardi Ecologia vorrebbe realizzare nella porzione dismessa della cava Di Maso- Inerti sud, lungo la s.s. 96, , al confluente territoriale di Palo del Colle, Bitetto, Modugno e Bitonto.
E’ dal 2007 che l’azienda ha presentato la documentazione al Comune di Palo del Colle, ma in paese nessuno ne ha mai saputo niente, né gli atti sono mai stati pubblicati all’Albo pretorio, con buona pace delle norme comunitarie, nazionali e regionali che regolano la partecipazione dei cittadini in tema ambientale.
Uno sparuto manipolo di privati cittadini si mette a leggere la documentazione progettuale ed emergono una serie di scorrettezze procedurali e fatti allarmanti che li inducono alla mobilitazione. Tanto per cominciare se si realizzasse la discarica, la parte dismessa della cava Di Maso non sarebbe mai più recuperata a suolo agricolo né tanto meno convertita ad impianto polisportivo, come invece dichiarato negli atti depositati dagli anni ’80. In quel fosso profondo mediamente 40 metri e largo almeno 6 ettari, a 150 metri dall’area produttiva di Palo del Colle, verrebbe sversata una quantità imprecisata di migliaia di
tonnellate di rifiuti che, in quanto speciali, proverranno da tutta Italia. Questi rifiuti speciali, di non pericoloso hanno solo il nome, sostengono Maria Teresa Capozza, Vito Antonacci e Tino Ferrulli, coordinatori rispettivamente dei comitati di Palo, Bitetto e Modugno, che negli atti depositati dalla Lombardi rilevano una lunghissima serie di pericolose sviste, omissioni e falsità, come quelle relative alle distanze dai centri abitati, di gran lunga inferiori a quanto invece scritto. E che dire dell’aumento del traffico pesante sulla s.s. 96, già molto pericolosa per il restringersi della carreggiata e per la movimentazione dei camion connessi alla cava Di Maso? E cosa ne sarebbe del tanto declamato sviluppo lavorativo? A fronte delle circa 500 unità attualmente impiegate in opifici di vario tipo nella prospiciente area produttiva di Palo del Colle, la discarica impiegherebbe solo 9 (nove) persone! E anche la Regione ha le sue responsabilità, proseguono i Comitati: come mai risultano esclusi dalla conferenza di servizi i Comuni di Modugno e Bitonto, che pure sono “soggetti interessati” ai sensi delle vigenti normative? Come mai quelle popolazioni non sono state mai informate?
Nell’arco di poche settimane i Comitati cittadini raccolgono migliaia di firme di cittadini contrari all’impianto; i consigli comunali di Palo e Bitetto poi, sostengono questa linea con delibere unanimi, preoccupati da una discarica che da un lato comprometterebbe l’economia e le prospettive di vero sviluppo dei due paesi, dall’altro regalerebbe a questi centri le scorie dello sviluppo altrui, dato che i rifiuti speciali non pericolosi sono rifiuti industriali (ma non solo). Del tutto tiepida rimane invece, la posizione dei rappresentanti del Comune di Modugno, che dopo un timido tentativo di partecipare alla conferenza dei
servizi indetta dalla Regione, si rassegnano a rimanerne fuori senza replicare al “no” della Regione!. Il Comune di Bitonto, poi, su tutta la vicenda rimane assolutamente latitante.
Sulla scorta della palese violazione dei diritti di partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo, i Comitati affidano la difesa dei loro diritti all’avv. Attilio Converso, già impegnato con successo in battaglie di partecipazione, legalità e ambientalismo. Il 23 giugno 2009 viene depositato un esposto alla Regione, alla Procura della Repubblica ed alla Commissione Europea, in cui si contestano le irregolarità delle procedure eseguite nell’ambito dell’informazione e della partecipazione dei soggetti interessati.
Il 1 settembre 2009 la Regione Puglia riconosce la legittimità delle richieste dei Comitati e impone alla Lombardi Ecologia di riavviare tutto l’iter, depositando gli atti anche presso i Comuni di Modugno e Bitonto, effettuando nuove pubblicazioni, che dovranno avvenire questa volta “su quotidiani letti dalla cittadinanza nel territorio interessato”, ed integrando la documentazione. Una volta che la Lombardi avrà soddisfatto tali richieste e avrà depositati gli atti, i cittadini potranno finalmente – con due anni di ritardo, e non certo
addebitabili a loro - far pervenire alla Regione entro 30 giorni le proprie osservazioni di merito sull’impianto.
Il 28 ottobre – mentre i Comitati ultimano la stesura del documentato e ponderoso fascicolo di osservazioni che intendono depositare appena si riapriranno i termini della partecipazione- la Regione si trova costretta a sollecitare la Lombardi Ecologia, visto che essa non ha espletato le procedure richieste, e le concede ancora 15 giorni di tempo. Si arriva così al 17 dicembre 2009, quando, vista l’assenza di qualunque riscontro
da parte della ditta, la Regione dichiara archiviata la procedura.
Quella che dopo 8 mesi mette fine all’incubo, va ascritta tra le vittorie della società civile e dedicata ai cittadini consapevoli dei propri diritti, oltre che dei propri doveri, e pertanto non rassegnati né fatalisti, in difesa di un ambiente, di una salute e di una economia che non hanno bisogno di ulteriori minacce, poiché già abbondantemente compromessi.
COMITATI CITTADINI:
NO ALLA DISCARICA PALO DEL COLLE
“NO ALLA DISCARICA” BITETTO
COMITATO PRO AMBIENTE MODUGNO



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