sabato 9 gennaio 2010

Demoni sindacali

Che la situazione difficile della città di Taranto e della sua Provincia dipenda dalla scarsa unità di intenti della sua classe dirigente è ormai più di un sospetto, come giustamente denuncia il Prefetto uscente Pironti, ma che la sua classe dirigente non solo agisca "singolarmente" ma addirittura denunci la drammatica situazione ambientale di Taranto come frutto di una evanescente forma di "chiccheria" è un paradosso oltre che, scusatemi il termine, una gigantesca stronzata.
Ebbene è questa la visione che pare appartenere alla segreteria provinciale della CISL di Taranto, che per bocca della sua neo segretaria Daniela Fumarola, come riportato oggi su tutti i giornali locali, arriva a definire l'ambientalismo tarantino come un fenomeno chic pieno di qualunquismo e pressapochismo, oltre che difettoso di competenze tecnico scentifiche. Sento già gli applausi, ironici ovviamente, alle raggelanti parole del rappresentante della seconda organizzazione sindacale italiana. Forse dimentica o ignora la sig.ra Fumarola nella sua "accecante" analisi, di come le diverse associazioni ambientaliste tarantine nel corso di questi ultimi anni si siano invece distinte per la professionalità delle analisi e delle proposte, ben lungi dal sembrare evanescenti o fenomeno radical chic, di come si siano anche divise sulle proposte più radicali che propongono la chiusura dell'area a caldo dello stabilimento dell'Ilva, ma che sopratutto sono state lontane dalle sirene accecanti della politica, delle forze di potere, delle lobby, sirene alle quali invece onestamente i sindacati da sempre sono stati più che sensibili. Vogliamo dimenticare infatti la provenienza dell'attuale Presidente della Provincia di Taranto, oppure di uno dei suoi massimi esponenti al Parlamento dell'opposizione? Che l'Ing. Riva e le sue truppe cammellate liquidono la questione ambientale tarantina come una assoluta invenzione, nella irragionevolezza del merito sta comunque nell'ordine delle cose, ma che questo giudizio provenga dal massimo rappresentante di una organizzazione che dovrebbe agire a tutela dei lavoratori e dello sviluppo di tutto il territorio resta a mio avviso oltre che incomprensibile sintomatico di come a Taranto il blocco di potere a difesa di questo sistema sia unico e monolitico e comprende proprietà, sindacati e forze politiche. Taranto e la sua Provincia, devono invece proseguire nell'azione eroica e disinteressata portata avanti dalle sue Associazioni ambientaliste, che stanno smascherando lentamente tutti i meccanismi ed i giochi che hanno portato questa Provincia nel corso degli ultimi trent'anni a scendere così in basso. Sia inoltre onesta la sig.ra Fumarola, quando candidamente ammette la inadeguatezza della classe dirigente della Città e della Provincia ad includere all'interno della stessa la sua organizzazione ed i rappresentanti che prima di Lei sono stati seduti su quella poltrona, più interessati probabilmente a costruire carriere politiche o clientele piuttosto che ad agire nell'interesse del territorio.
Taranto svegliati e rialzati e sopratutto liberati da questi demoni!

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