domenica 20 dicembre 2009

Il riconoscimento del legittimo diritto di critica per la crescita "culturale" dei nostri politici.

La sentenza di assoluzione emessa dal GIP del Tribunale di Taranto verso la querela sporta dall' Assessore all' Ambiente del Comune di Grottaglie, di cui è data ampia cronaca nell'allegato articolo della Gazzetta, recepisce dei contenuti che vanno oltre quello strettamente penale relativo alla piena assoluzione dei soggetti imputati ed a loro conseguente diritto di chiedere il legittimo risarcimento della calunnia subita dall'indebita querela.

Sono dei contenuti di ordine prettamente politico e sociale rivolti a tutta la nostra classe politica di cui l'Assessore Alabrese ne è solo campione rappresentativo e che riguardano l'articolazione del rapporto esistente fra delegati politici, organi istituzionali ed elettorato passivo. Le parole del PM Luca Buccheri parlano chiaro, i nostri politici debbono scendere dallo botte di ferro in cui si sono sentiti fino ad oggi inopportunamente seduti, sulla base di una interpretazione illeggittima ed errata del mandato popolare (Berlusconi docet) e debbono intraprendere un corso nuovo della loro azione amministrativa che è fatta di dialogo, trasparenza, confronto e anche di momenti di aspra e dura critica. Deve finire il momento della demonizzazzione dell'altro, dell'arroccamento delle posizioni, delle facili ed infondate querele e deve iniziare un nuovo corso basato sul confronto diretto con la cittadinanza.

Speriamo che l'Assessore Alabrese sempre in quanto campione rappresentativo abbia capito la lezione e cominci il nuovo corso ammettendo le proprie colpe, e comunicando alla cittadinanza Grottagliese che quelle querele sporte nei confronti di suoi concittadini che formulavano un leggittimo, seppur forte diritto di critica del suo operato è stato un grave errore politico oltre che morale, e che nella vita, spesso conta di più il confronto delle idee che le carte bollate.





GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO/GAZZETTA DI TARANTO
pag.II - giovedì 17 dicembre 2009

Grottaglie MIMMO MAZZA
Il gip archivia l'inchiesta su 5 manifestanti contro la discarica Ecolevante


Urlarono «venduto» e «bugiardo» all'assessore all'ambiente del Comune di Grottaglie Ciro Alabrese ma le loro parole, secondo il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Disabato, non andarono oltre alla normale, anche se aspra, critica politica. Il presidente di Sud in Movimento, l'avvocato Ciro D'Alò, e altri quattro rappresentanti del presidio permanente no discariche, finiti sotto inchiesta per diffamazione nei confronti dell'esponente della Giunta che presentò querela nei loro confronti, non saranno processati per l'episodio avvenuto alla fine del 2007, all'esterno del castello Episcopio, du-
rante la manifestazione «Agri». Il gìp ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore Luca Buccheri, non tenendo conto dell'atto di opposizione all'archiviazione formulato dalla parte offesa. Se il dottor Disabato motiva il decreto di archiviazione sottolineando che «le parole pronunciate dai manifestanti ben possono rientrare nella scriminante della critica politica, non risultando pretestuose, denigratorie e sovrabbondanti rispetto al fine perseguito dai manifestanti e del diritto di critica che agli stessi va riconosciuto», è leggendo la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore Luca Buccheri che emergono elementi di indubbio interesse. Il magistrato ricorda in premessa che le affermazioni «attribuite agli indagati sulla base di indicazione della polizia e
censurate da Alabrese, vanno ricondotte nel contesto politico ed amministrativo della comunità interessata alla vicenda». Era la fine del 2007, si discuteva, animatamente dell'ampliamento della discarica «Ecolevante» e dunque c'era un forte movimento popolare e politico a Grottaglie che espri-
meva la propria netta contrarietà al progetto. Il dottor Buccheri cita la sindrome nimby (non nel mio cortile) e ricorda, però, che «le vicende della gestione-ampliamento dell'impianto di smaltimento gestito dalla Ecolevante abbiano avuto anche diversi risvolti penali, con l'emersione di illeceità ed irregolarità, e conseguente apertura di procedimenti, ragion per cui l'esasperazione del contesto dialettico e di contrasto nella comunità interessata è stato sicuramente accentuato dal notorio svolgersi di quelle indagini». Secondo il sostituto procuratore, il clima di forte conflittualità sulla discarica Ecolevante «investe gli amministratori con rivendicazioni e giudizi che, se neutri, sono sempre legittimi (in quanto non solo giustificate ma necessarie in una società democratica doverosamente attenta alle vicende dei propri rappresentanti, affermando alcuni che i luoghi della politica vanno considerati una "casa di vetro"), nel presente caso vanno scriminate perché frutto dell'ambiente in cui si producono».

Nessun commento: