giovedì 31 dicembre 2009

CAOS ASSOLUTO

Puglia, Emiliano ci ripensa
«Ritiro la disponibilità alle primarie»

Il sindaco di Bari annuncia la sua decisione
con una lettera al segretario regionale del Pd

da Corriere.it

BARI - Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, non è più disponibile a fare le primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia per le regionali del 2010. Lo ha comunicato con una lettera inviata al segretario regionale del Pd, Sergio Blasi.

I MOTIVI - Emiliano traccia un resoconto della situazione e di come è stato «costretto» a dare la sua disponibilità a fare le primarie, ponendo la condizione che fosse approvata dal consiglio regionale che si riunirà il prossimo 19 gennaio la modifica alla legge regionale elettorale che abroga l'ineleggibilità dei sindaci e dei presidenti di province. Un emendamento che lo stesso Emiliano ha definito «salva-Bari» e non una legge «ad personam». Nella lettera Emiliano definisce «inopportuno» il rischio di ulteriori fibrillazioni nella giunta comunale. Sono infatti numerosi i componenti della maggioranza di centrosinistra che hanno espresso netta contrarietà alla candidatura di Emiliano, perché verrebbe ad interrompersi l'esperienza in corso. Emiliano aveva dato solo tre giorni fa la sua disponibilità a fare le primarie, scendendo in campo nella competizione pre-elettorale con il presidente uscente della Regione Puglia, Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia e libertà, che si è autocandidato già dal mese di novembre e sul cui nome sono contrari Udc e Idv. I due partiti sono invece favorevoli al nome di Emiliano.

LA DATA - A determinare la decisione di Emiliano, la propensione emersa nella riunione del comitato tecnico-organizzatore di fare le primarie il 17 gennaio, cioè due giorni prima della riunione del Consiglio regionale. Lo stesso Blasi aveva sottolineato la necessità di tenere le primarie il 17 per non influenzare il consiglio regionale: i gazebo, cioè, separati dalla legge elettorale. Emiliano invece aveva invece proposto la data del 14 gennaio.

LETTA - Intanto, Enrico Letta, vicesegretario del Pd, ribadisce la chiusura del suo partito al governatore uscente Nichi Vendola: «Per vincere bisogna allargare all'Udc e all'Idv - spiega - ebbene entrambi i partiti dicono no a Vendola». Quanto al sindaco di Bari Michele Emiliano, finora l'uomo indicato dai democratici in alternativa a Vendola, per Letta è un «candidato più forte e aggregante di Nichi», tuttavia «deve essere chiaro: il Pd non è il centrodestra e di leggi "ad personam", di cambiamenti di norme elettorali a due mesi dal voto non ne facciamo. Dopodiché, si vada al più presto alle primarie».

martedì 29 dicembre 2009

"Ccè nì sé tu?" in diretta!!!

Per vedere la diretta streaming dello spettacolo "Ccè nì sé tu?" cliccare qui

"Ccè nì sé tu?" in diretta Mondiale!!!

Il Teatro di Valerio Manisi

Questa sera la commedia “Ccè nì sé tu?” di Valerio Manisi, grazie al genio del tecnico video Giovanni Siliberto, andrà in diretta mondiale dal Teatro Monticello di Grottaglie (TA) in streaming sul web!!!

La diretta sarà trasmessa dalle 20:00 in poi di giorno 29 dicembre 2009, il link della diretta sarà disponibile sull’homepage del sito www.teatrosalentino.it.

Grazie a tutti, buon divertimento e non mancate!!!

mercoledì 23 dicembre 2009

Fuori dal Centro II: si inizia il 26

La prima serata della II Edizione di "FUORI DAL CENTRO",

la manifestazione storico - musicale dedicata al rock, vedrà come protagonisti

i BEATLES.

Nel 2010 si festeggia il cinquantenario della formazione che, pur essendo stata “soltanto” dieci anni insieme, ha influenzato la musica di oltre trent’anni. Ma non solo la musica, anche i costumi e la cultura sono stati segnati dai “Favolosi 4”. I “Baronetti” con la propria musica, di rottura degli schemi, quasi rivoluzionaria, sono stati i primi a rivolgere finalmente il loro sound ad un nuovo soggetto sociale: “I GIOVANI”.



"THE MOONDOGS“ Tribute band:

- Daniele TRAETTA(chitarra e voce)

- Alessandro LOPRIENO(basso e voce)

- Gianfranco TRAETTA(chitarra e voce)

- Marco LORUSSO(batteria e voce)



Definiti da RDS (Radio Dimensione Suono) come la band più fortemente ispirata ai Beatles , i Moondogs, unica tribute band ad aver avuto l'onore di suonare nel più importante jazz club d'Italia (BLUE NOTE) nascono con l’obiettivo di riproporre in maniera più fedele possibile il sound dei mitici Fab Four, avvalendosi di una strumentazione che comprende una batteria ludwig del '64, basso hofner del '67, chitarre Epiphone e Rickenbacker ed amplificatori vox.

Il repertorio varia Da Love me do ,She loves you , I want to hold your Hand , Ticket to Ride , Rain fino ad abbracciare canzoni dell'ultimo periodo quali Don't Let me Down, Come Together, Something, il tutto eseguito in tonalità originale, senza l'ausilio di campionatori o pre registrazioni e ricreando le stesse atmosfere beatlesiane con il loro sound ed abiti stile Beatles!!!


Sembrerà di essere catapultati negli anni della Beatlemania...bacheche storiche, esposizione delle tele dedicate ai Beatles di ANNALISA INTERMITE...Estemporanea d’arte di PESPI STEFANI e CIRO MOTOLESE …e tanto tanto altro...



I TRE SANTI

Via XXV Luglio, 128 - Grottaglie (TA)

ingresso con tessera associativa + contributo serata.

START: 22.30



Info: Associazione Intersezioni

intersezioni08@gmail.com

www.assintersezioni.blogspot.com

328/4273428 - 340/4736791

lunedì 21 dicembre 2009

La politica con la P maiuscola



domenica 20 dicembre 2009

Il riconoscimento del legittimo diritto di critica per la crescita "culturale" dei nostri politici.

La sentenza di assoluzione emessa dal GIP del Tribunale di Taranto verso la querela sporta dall' Assessore all' Ambiente del Comune di Grottaglie, di cui è data ampia cronaca nell'allegato articolo della Gazzetta, recepisce dei contenuti che vanno oltre quello strettamente penale relativo alla piena assoluzione dei soggetti imputati ed a loro conseguente diritto di chiedere il legittimo risarcimento della calunnia subita dall'indebita querela.

Sono dei contenuti di ordine prettamente politico e sociale rivolti a tutta la nostra classe politica di cui l'Assessore Alabrese ne è solo campione rappresentativo e che riguardano l'articolazione del rapporto esistente fra delegati politici, organi istituzionali ed elettorato passivo. Le parole del PM Luca Buccheri parlano chiaro, i nostri politici debbono scendere dallo botte di ferro in cui si sono sentiti fino ad oggi inopportunamente seduti, sulla base di una interpretazione illeggittima ed errata del mandato popolare (Berlusconi docet) e debbono intraprendere un corso nuovo della loro azione amministrativa che è fatta di dialogo, trasparenza, confronto e anche di momenti di aspra e dura critica. Deve finire il momento della demonizzazzione dell'altro, dell'arroccamento delle posizioni, delle facili ed infondate querele e deve iniziare un nuovo corso basato sul confronto diretto con la cittadinanza.

Speriamo che l'Assessore Alabrese sempre in quanto campione rappresentativo abbia capito la lezione e cominci il nuovo corso ammettendo le proprie colpe, e comunicando alla cittadinanza Grottagliese che quelle querele sporte nei confronti di suoi concittadini che formulavano un leggittimo, seppur forte diritto di critica del suo operato è stato un grave errore politico oltre che morale, e che nella vita, spesso conta di più il confronto delle idee che le carte bollate.





GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO/GAZZETTA DI TARANTO
pag.II - giovedì 17 dicembre 2009

Grottaglie MIMMO MAZZA
Il gip archivia l'inchiesta su 5 manifestanti contro la discarica Ecolevante


Urlarono «venduto» e «bugiardo» all'assessore all'ambiente del Comune di Grottaglie Ciro Alabrese ma le loro parole, secondo il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Disabato, non andarono oltre alla normale, anche se aspra, critica politica. Il presidente di Sud in Movimento, l'avvocato Ciro D'Alò, e altri quattro rappresentanti del presidio permanente no discariche, finiti sotto inchiesta per diffamazione nei confronti dell'esponente della Giunta che presentò querela nei loro confronti, non saranno processati per l'episodio avvenuto alla fine del 2007, all'esterno del castello Episcopio, du-
rante la manifestazione «Agri». Il gìp ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore Luca Buccheri, non tenendo conto dell'atto di opposizione all'archiviazione formulato dalla parte offesa. Se il dottor Disabato motiva il decreto di archiviazione sottolineando che «le parole pronunciate dai manifestanti ben possono rientrare nella scriminante della critica politica, non risultando pretestuose, denigratorie e sovrabbondanti rispetto al fine perseguito dai manifestanti e del diritto di critica che agli stessi va riconosciuto», è leggendo la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore Luca Buccheri che emergono elementi di indubbio interesse. Il magistrato ricorda in premessa che le affermazioni «attribuite agli indagati sulla base di indicazione della polizia e
censurate da Alabrese, vanno ricondotte nel contesto politico ed amministrativo della comunità interessata alla vicenda». Era la fine del 2007, si discuteva, animatamente dell'ampliamento della discarica «Ecolevante» e dunque c'era un forte movimento popolare e politico a Grottaglie che espri-
meva la propria netta contrarietà al progetto. Il dottor Buccheri cita la sindrome nimby (non nel mio cortile) e ricorda, però, che «le vicende della gestione-ampliamento dell'impianto di smaltimento gestito dalla Ecolevante abbiano avuto anche diversi risvolti penali, con l'emersione di illeceità ed irregolarità, e conseguente apertura di procedimenti, ragion per cui l'esasperazione del contesto dialettico e di contrasto nella comunità interessata è stato sicuramente accentuato dal notorio svolgersi di quelle indagini». Secondo il sostituto procuratore, il clima di forte conflittualità sulla discarica Ecolevante «investe gli amministratori con rivendicazioni e giudizi che, se neutri, sono sempre legittimi (in quanto non solo giustificate ma necessarie in una società democratica doverosamente attenta alle vicende dei propri rappresentanti, affermando alcuni che i luoghi della politica vanno considerati una "casa di vetro"), nel presente caso vanno scriminate perché frutto dell'ambiente in cui si producono».

venerdì 18 dicembre 2009

Diffamazione ad Alabrese: Prosciolti

C.S. - Sud in movimento: appello alla maggioranza, abbassate i costi di costruzione

Ancora una volta l’amministrazione comunale dimostra di essere distante dalle esigenze dei cittadini e dei settori produttivi.
Infatti, è notizia di questi giorni che a molti cittadini ed imprese di Grottaglie stanno arrivando “richieste di integrazione quota parte del costo di costruzione”. In poche parole l’amministrazione comunale, dopo aver rilasciato i permessi a costruire chiedendo il pagamento degli oneri di costruzione per il valore di 129,11 €/mq, a distanza di due anni ha chiesto l’adeguamento applicando l’aliquota massima vale a dire 594,00€/mq.

Da una prima lettura si potrebbe dire che l’amministrazione si è adeguata alla legge Regionale n°1/2007 in realtà però a ben guardare le norme, la regione Puglia mediante una nota prot. n°9389/c del proprio assessore ha fatto sapere che è compito dei comuni adeguare gli oneri a seconda della reale incidenza che le costruzioni hanno avuto e soprattutto ha rimandato alla norme contenute nel titolo III della legge Regionale 12. febbraio 1979 n°6 a ss.mm ed ii., dove si fa riferimento alle esigenze del bilancio del comune e alle esigenze del territorio.

Come è evidente l’amministrazione non ha inteso applicare una aliquota inferiore o graduale, ma ha applicato il massimo previsto, dimenticando che a costruire hanno provveduto non solo le imprese che pure meritano una maggiore considerazione visti tempi di crisi, ma anche i poveri cristi che si sono visti quadruplicare i costi per la realizzazione della loro casa, che già stavano costruendo con tanti sacrifici e che con questa mazzata non riusciranno a completare.

Ciò che appare strano, è il fatto che la legge è entrata in vigore già nel 2007 e fino a pochi giorni fa i costi di costruzione sono stati calcolati con la vecchia tariffa, salvo oggi applicare un ricalcolo. Dunque quale è lo scopo di tale manovra? Per quale ragione oggi stanno provvedendo al ricalcolo quando per legge avrebbero già dovuto stabilire ed applicare la nuova tariffa?

Tutto questo è quantomeno strano, ma quello che ci preme sollecitare è che l’amministrazione riveda al più presto la sua posizione in merito a tale vicenda, al fine di evitare di mandare sul lastrico imprese e famiglie che oggi più che mai, a causa della crisi, stanno vivendo un momento di grande difficoltà .

Per tale ragione il Sud in movimento, chiede alla parte migliore della maggioranza, quella che guarda ai bisogni della cittadinanza e non solo ai freddi numeri del bilancio, di deliberare una riduzione dei costi di costruzione appena elevati fino al quintuplo.

mercoledì 16 dicembre 2009

Finalmente in volo!




lunedì 14 dicembre 2009

La libertà di informazione


Video documentario realizzato dal video maker Grottagliese Pietro Anniccharico







NUOVO CS ALTAMAREA

COMUNICATO STAMPA DI ALTAMAREA

Perché i dati della campagna mediatica dell’Ilva non sono attendibili
Con il denaro della campagna potevano acquistare il campionatore in continuo


L’Ilva ha acquistato recentemente quattro pagine sui quotidiani locali per magnificare il proprio impegno per l’ambiente e la sicurezza. E in più ha stampato 14 mila libri rilegati con carta patinata e foto a colori. Colpisce subito, in questa vasta campagna mediatica, la quantità di denaro profusa. Calcoliamo che se ogni volume costasse 10 euro, il totale dell’operazione si aggirerebbe sui 140 mila euro. A ciò si deve aggiungere il costo delle pubblicazione delle pagine a pagamento sui quotidiani. Arriviamo ad una cifra considerevole che supera i 150 mila euro.
Considerando che il “campionamento continuo” dei fumi contenenti diossina costerebbe tra i 130 mila e i 140 mila euro, ci chiediamo perché l’Ilva avrebbe speso una somma superiore in pubbliche relazioni invece di fare il campionamento della diossina 24 ore su 24? Perché non pubblicare sul sito Internet dell’Ilva le informazioni a costo
zero?
Dati privi di validità statistica
Ma veniamo al merito della comunicazione. L’Ilva dice di aver ridotto l’inquinamento. Questi sono i dati percentuali sulle “riduzioni stimate” delle emissioni diffuse della cokeria: polveri - 62%; benzene - 27%; IPA - 45%. Chiunque abbia studiato statistica sa che i dati percentuali, presentati in questo modo e privi di verificabilità, sono scientificamente non validi Infatti un dato percentuale di una serie storica ha senso se si riferisce ad un preciso anno e a un preciso quantitativo. Il rapporto dell’Ilva non dice rispetto a che anno sarebbe avvenuta questa riduzione. Rispetto al 1995? Rispetto al 2000?
Rispetto al 2005? Ma soprattutto non è chiaro quali siano i quantitativi attuali e quelli di riferimento storico ai fini del calcolo percentuale. Facciamo un esempio semplicissimo. Se una persona dice di essere dimagrita del 27% ma non dice rispetto a che anno e rispetto a quale peso, quel dato è privo di validità statistica.
Occorrerebbe pertanto conoscere il quantitativo in chilogrammi degli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) che attualmente fuoriesce e il corrispondente quantitativo di IPA rispetto a cui si effettua il confronto. Senza questi dati in chilogrammi le percentuali sono prive di senso in quanto sono numeri mancanti di un riscontro concreto.
Dati non validati da ente terzo
E soprattutto sono dati non validati da alcun ente terzo, come ha giustamente osservato il Direttore Generale dell’Arpa Giorgio Assennato. Le tabelle dei dati riportano la dicitura “fonte Ilva”, il che la dice lunga. In altre parole l’Ilva “se la canta e se la suona” senza alcuna validazione di un ente di controllo per cui non possiamo considerare validi scientificamente i dati diffusi su polveri, benzene
e IPA.
Incremento del benzene, degli Ipa e delle polveri
Ma un criterio di raffronto per verificare i miglioramenti e i peggioramenti esiste: sono le dichiarazioni INES dell’Ilva. Pertanto noi ci atterremo unicamente ai dati ufficiali comunicati da Ilva al Ministero dell’Ambiente e validati nell’ambito del registro INES (Inventario Nazionale Emissioni e loro Sorgenti). Attualmente i più recenti dati disponibili sono le dichiarazioni INES 2007 contenenti i dati stimati di emissione 2006. La realtà che emerge è la seguente. Il benzene (cancerogeno) è passato dai 188236 chili del 2002 ai 231387 chili del 2006, con un incremento dell’inquinamento stimato del 22,9%. Gli IPA (cancerogeni) sono passati dai 25913 chili del 2002 ai 35480 chili del 2006, con un incremento dell’inquinamento stimato del 36,9%. Neppure per le polveri la situazione migliora: esse passano da 9707
tonnellate del 2002 alle 11462 tonnellate del 2006, con un incremento del 18,1%.
Contraddizione fra dati INES e dati del Rapporto Ilva
Emerge con assoluta evidenza che l’Ilva ha dichiarato al Ministero dell’Ambiente un aumento delle proprie emissioni inquinanti proprio nel periodo in cui trattava con Comune, Provincia e Regione la cosiddetta “ambientalizzazione” dello stabilimento. In quel periodo l’Ilva ha presentato un cronoprogramma di investimenti che avrebbero dovuto alleggerire le emissioni inquinanti. Alla luce di tutto questi peggioramenti ci stupisce che l’Ilva poi dichiari nel suo Rapporto Ambiente e Sicurezza dei “miglioramenti” che non trovano conferma negli stessi dati comunicati da Ilva al Ministero dell’Ambiente e al registro INES.
Diossina: non verrebbe rispettata la tempistica della legge regionale
Ma ci sono altre stranezze nel Rapporto Ilva. L’adeguamento al valore obiettivo previsto dal Protocollo di Aarhus per la diossina ha, secondo l’Ilva, un “orizzonte temporale” di 2 anni. In tal modo verrebbe violata la legge regionale sulla diossina che fissa tale adeguamento entro il 31 dicembre 2010. Questo punto ci preoccupa fortemente e chiediamo un intervento deciso del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.
I dati “gonfiati” del programma di ambientalizzazione
In conclusione alla “glorificazione” di Santa Ilva, officiata dal Sommo Sacerdote Emilio Riva, contrapponiamo una domanda finale: nel “miliardo di euro impiegato per l’ecologia e per la tutela dell’ambiente” ci sono i settecento milioni di euro del piano di “panna montata” inserito nella documentazione presentata per l’Autorizzazione Integrata Ambientale? Sono passati più di due anni da quando gli ambientalisti e le associazioni cittadine hanno dimostrato che quella cifra si riferiva a 64 proposte di “nuova tecnica” più 2 modifiche di attività, la gran parte delle quali hanno ben poco a che fare con la riduzione delle emissioni inquinanti degli impianti. Ma il patron dell’Ilva continua a dare quei numeri. E’ così che dimostra la sua dimostra la sua disponibilità nei confronti di tutti gli stakeholders fra cui i 193.736 cittadini di Taranto?

venerdì 11 dicembre 2009

CS ALTAMAREA





Altamarea pretende che nel procedimento AIA chiesto da ILVA s.p.a., si valutino puntualmente, dandone effettiva e concreta contezza nella motivazione del provvedimento finale, tutte le ragioni esposte nei 19 documenti presentati dalle associazioni ambientaliste tarantine, nonché da quello firmato anche dai Sindaci dei Comuni di Taranto e Statte. Qualora anche solo una osservazione o un singolo aspetto delle osservazioni e/o delle prescrizioni dei Sindaci di Taranto e Statte , non fosse adeguatamente valutato e/o considerato, ciò non solo sarebbe illegittimo, ma offenderebbe la sensibilità dei cittadini di Taranto e Provincia, costretti a subire i potenti inquinamenti di industrie pesanti come quelle dell’ILVA s.p.a. e non solo.

In questa prospettiva, pertanto, Altamarea, nei limiti in cui il parere reso dalla Commissione IPPC presso il Ministero dell’Ambiente e il piano di monitoraggio e controllo proposti, disattendono, non considerino, non valutino o non motivino sulle ragioni per cui ci si è discostati dalle osservazioni, dai documenti e dalle prescrizioni delle associazioni ambientaliste e dai Sindaci dei Comuni di Taranto e Statte, respinge con sdegno tale azione e diffida il responsabile del procedimento AIA per l’ILVA e il dirigente che emetterà il provvedimento finale, a correggere l’orientamento che si profila.

Altamarea, inoltre, ribadisce che il procedimento per il rilascio dell’AIA all’ILVA è tutt’altro che concluso, non essendo stata ancora convocata la conferenza dei servizi a seguito della emissione del parere reso dalla Commissione IPPC presso il Ministero. Pertanto, non si raccolgono le polemiche, del tutto pretestuose, seguite alla falsa notizia divulgata circa il presunto rilascio dell’AIA all’ILVA.

Altamarea sottolinea, ancora una volta, la necessità di creare un fronte comune nella lotta contro l’inquinamento.

Pertanto Altamarea rilancia uno dei punti della propria piattaforma, che prevede, nel rilascio dell’AIA all’Ilva s.p.a. e alle altre industrie site nel territorio, l’adozione delle prescrizioni più severe e tetti di emissioni notevolmente inferiori a quelli ordinariamente stabiliti dalla legge, attesa la peculiarità, le dimensioni dell’inquinamento e la necessità di rispettare comunque e innanzitutto la salute dei cittadini.

mercoledì 9 dicembre 2009

Ennesimo rinvio per il processo Ecolevante

da Vigiliamo per la Discarica

Quanto è difficile trovare un giudice per il processo Ecolevante!
Ancora una volta tutto è rimandato all'11 gennaio 2010, esattamente a due anni meno un mese dalla prima udienza del 4 febbraio 2008.
Oggi 7 dicembre 2009, ennesima udienza presso la sezione penale del Tribunale di Taranto. Dopo l'astensione del gup Carriere e del giudice Fiore, ecco l'astensione di uno dei giudici a latere. Ogni astensione con una diversa motivazione, ma il risultato è lo stesso: rinvio, rinvio e ancora rinvio.

Corsi e ricorsi storici nella Bari da Bere

Che nesso c'è fra la recente operazione della DDA di Bari nei confronti di noti professionisti, imprenditori e politici e Pino Settanni?

Questi due articoli della Gazzetta ci dicono qualcosa.


E spunta il ruolo dell'on. Elvira Savino «prestanome per i boss»


di GIOVANNI LONGO

l Tre avvocati (di cui due anche politici), un notaio e persino un parlamentare, Elvira Savino, deputata del Pdl. Scorrendo la lista delle 129 persone indagate dalla Dda di Bari che ieri ha portato agli arresti, tra gli altri, il boss del quartiere Japigia, Savino Parisi, si scorgono nomi eccellenti. Persino quello dell’«ape regina», l’attrice Sabina Beganovic, il cui nome compare nell’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Bari Giulia Romanazzi.

ELVIRA SAVINO - Nell’ordinanza vengono riportate alcune conversazioni telefoniche tra lei e Michele Labellarte. «Elvira Savino - si legge nell’ordinanza - nel momento in cui si era prestata a farsi intestare fittiziamente la titolarità di un conto corrente, era a conoscenza dei pregiudizi penali patiti dal Labellarte, del fatto che era impossibilitato ad operare in prima persona . La deputata, 32 anni, nata a Castellana Grotte, è accusata di aver agevolato l’attività illecita consentendo la fittizia intestazione di un conto corrente bancario. In cambio avrebbe ottenuto – secondo l’accusa - la concessione di una carta di credito collegata alla promozione di un vettore aereo con addebito sul conto di Michele Labellarte, personaggio «chiave» dell’inchiesta; tre aiuti finanziari per complessivi 3.500 euro e due ricariche telefoniche. In «combinata» accanto al suo, spunta, poi, ancora una volta, quello di una donna di «spettacolo». Un conto corrente bancario presso Antonveneta, infatti, è intestato anche a Sabina Beganovic, «attività: artista desunta da permesso di soggiorno», come si legge nell’ordinanza. La deputata e Labellarte si sarebbero conosciuti due anni fa a Rosa Marina nella villa dell’assistente parlamentare della Savino dove Tarantini, pare, fosse di casa.

SABINA BEGANOVIC - Sabina Beganovic, 35 anni, origini slave, in arte Sabina Began. In un’altra inchiesta della Procura di Bari, quella sulle feste esclusive organizzate anche in residenze private dal premier cui avrebbero partecipato escort che sarebbero state messe a disposizione dall’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, la Began, detta l’«ape regina», sarebbe stato proprio il punto d’incontro tra Berlusconi e Tarantini. Il suo successo di attrice sarebbe legato proprio all’amicizia con il premier. Secondo gli inquirenti sarebbe proprio lei l'organizzatrice della celebre festa a base di giovani fanciulle e fiumi di champagne, datato capodanno 2008. L’attrice non risulta indagata. E’ la seconda inchiesta «barese» in cui la donna compare. La Began, infatti, conosce Gianpaolo Tarantini da diversi anni. A farli incontrare ci avrebbe pensato proprio la Savino, amica ed ex coinquilina della Began.

GIANNI DI CAGNO - Avvocato, 58 anni, di Bari, è stato componente laico del Csm dal luglio 1998 al luglio 2002, designato da Democratici di sinistra (Ds). Il Tribunale di Bari lo ha interdetto per 2 mesi dall’attività forense perché accusato del reimpiego di danaro sporco per non aver rispettato gli obblighi di segnalare le attività sospette alle autorità competenti. Il reato sarebbe stato commesso avendo avuto fra i suoi clienti Labellarte.

ONOFRIO SISTO - Avvocato barese, 51 anni, è stato vicepresidente Ds-Pd alla Provincia di Bari dal 2004 al giugno scorso ed è vicepresidente della Fondazione Petruzzelli in quota Pd. Per lui stessa misura interdittiva di 2 mesi con le stesse accuse mosse a Di Cagno. Sisto è anche accusato di peculato per aver utilizzato il telefonino che aveva quand’era vice presidente della Provincia di Bari per effettuare conversazioni private con il suo assistito Michele Labellarte. Sisto si è detto «vittima di un incredibile errore».

FRANCESCO MAZZA - Notaio di Bari. Il Tribunale lo ha interdetto dall’attività professionale per 2 mesi con l’accusa di aver attestato un falso nel corso di un’asta giudiziaria. Il professionista avrebbe dichiarato il falso, quando, il 12 novembre 2008, nel corso di una procedura d’incanto, ha scritto in atti che Labellarte «Ha presentato regolare e tempestiva istanza di partecipazione nei modi e termini di cui all’indicato avviso d’incanto», laddove l’stanza sarebbe stata compilata e depositata poche ore prima della gara.

GIACOMO PORCELLI - Avvocato barese, 51 anni, docente universitario. Anche lui indagato per presunto riciclaggio. Avrebbe omesso di effettuare la segnalazione per operazioni sospette.


di ONOFRIO PAGONE

«Mi inchino alla Procura e all’ottimo lavoro svolto, ma non voglio essere una vittima sacrificale perché mi sembra tutto così assurdo...». Elvira Savino, 32 anni, deputata del Pdl, è la più in vista tra i politici coinvolti dall’inchiesta antimafia di Bari. Secondo la Dda, avrebbe agevolato il riciclaggio di fondi provenienti dalla bancarotta di una società con la fittizia intestazione di un conto corrente, ottenendo in cambio favori e regalie. «Accuse prive di fondamento», tuona la Savino in una dichiarazione scritta diffusa dalla sua segreteria.

Poi per telefono, dal «Gaslini» di Genova dove assiste il suo bambino di appena otto mesi ricoverato da settembre scorso, si lascia andare a spiegazioni e valutazioni. «Non so se ridere o piangere, sono allucinata, cado dalle nuvole».

Onorevole, ma lei conosceva Michele Labellarte, giusto? «Sì, lo conoscevo, ci frequentavamo. Era amico di vecchia data del mio fidanzato storico, Pino Settanni, con cui sono stata cinque anni. Non avevo la più pallida idea di certe sue frequentazioni; io sapevo che era assistito da due avvocati che conosco, due professionisti che stimo, persone limpide: non avevo certo percezione che avesse a che fare con qualcosa di illecito».

Ci spiega quel conto corrente fittiziamente a lei intestato? «Perché fittiziamente? Era veramente un mio conto: non l’ho mai utilizzato davvero, questo sì. Lo accesi all’Antonveneta quando questa banca aprì uno sportello all’interno dell’aeroporto a Bari-Palese. Il direttore dell’agenzia era uno giovane, un amico di Labellarte, che mi disse: “Facciamo gli una cortesia, apriamo lì un conto, anche con pochi soldi, l’importante è far figurare il conto. Lo feci, e lì feci transitare 3000 euro miei: ho versato un assegno di mio fratello. Dunque, ho riciclato soldi miei? Se poi mi si vuole tirare in mezzo per forza... E’ abnorme l’accusa: conoscere una persona non significa far parte della mafia. Il fatto è che vengo sempre tirata in ballo, è già successo...».

Dagli atti risulta coinvolta anche la sua amica Sabina Began, la cosiddetta «Ape Regina» delle feste di Palazzo Grazioli... «Mi risulta che anche lei conoscesse Labellarte. Ma, vede, secondo me c’è un enorme equivoco su questa storia: io sono serena, ma io non ho mai saputo nulla di questa indagine, non sono mai stata sentita, non ho mai potuto spiegar nulla. Ho dato mandato al mio avvocato, Grazia Volo di Roma, di chiedere al pm di ascoltarmi quanto prima per chiarire: non ho difficoltà a spiegare».

Può spiegare il suo intervento a proposito del progetto per gli alloggi studenteschi a Valenzano? «Labellarte aveva questo progetto innovativo, un bel progetto. Me lo mostrò e mi chiese di aiutarlo a capire eventuali forme di finanziamento o collaborazione istituzionale come convenzioni o accordi di gestione con l’Uni - versità. Ero stata eletta da poco: presentai il progetto al sottosegretario Pizza; poi ne parlai a collaboratori del ministro Gelmini. Mi spiegarono che non esistono finanziamenti possibili e finì lì. Ora scopro di risultare come prestanome, ma credo che quello che ho fatto rientri nel lavoro di un parlamentare: capire, informarsi per fare cose buone sul territorio».

Lei avrebbe ottenuto anche ricariche telefoniche in premio, secondo l’accusa. «Sì, è ridicolo. E’ tutto così fumoso, è strano. Le ricariche? Se si è fuori casa, magari succede che un amico ti favorisca con una ricarica. Ma all’epoca non ero neppure parlamentare: quanto poteva rilevare la mia posizione?».

da La Gazzetta del Mezzogiorno

venerdì 4 dicembre 2009

Differenti punti di vista per la questione ambientale tarantina

Alleghiamo il comunicato stampa inviato dal Prof. Fabio Mattacchiera, "storico" ambientalista tarantino che sul palco della manifestazione di Altamarea Sabato scorso è stato protagonista di un intervento dai forti accenti polemici.
Le questioni aperte, oggetto di differenti punti di vista sono molto chiare:
1) Referendum si o no?
2) Area a caldo si o no?
3) La legge anti diossina è pienamente applicabile si o no?

COMUNICATO STAMPA

LA RABBIA NASCE DALLA CONSAPEVOLEZZA CHE IL BENE DELLA COLLETTIVITA’ E DELL’AMBIENTE DEBBA SOTTOSTARE AGLI INTERESSI DEI POLITICI

LA LEGGE ANTIDIOSSINA NON E’ STATA APPLICATA E NON E’ APPLICABILE
GLI ESPERTI DELL’ARPA SVELANO TUTTO!


A gran voce i referendari mi hanno indotto a salire sul palco lo scorso sabato, nel corso della manifestazione contro l’inquinamento, organizzata da AltaMarea. Nessuno spirito di capopopolo, né manie di protagonismo. I referendari si sono resi conto che AltaMarea non ha abbracciato la tesi della chiusura anche parziale (area a caldo, quella più inquinante) dell’Ilva, sebbene tra le tante anime che la compongono ci sono coloro che appoggiano questa soluzione. Essendo una manifestazione popolare contro il nemico unico, l’INQUINAMENTO, tantissime persone mi hanno indotto ad affermare pubblicamente l’urgenza, il diritto e la necessità di fare esprimere la propria opinione ai cittadini di Taranto, tramite il referendum, da una posizione privilegiata e nel momento più congruo, come quello della protesta ambientale, sebbene il mio intervento non era stato inserito nella scaletta di AltaMarea, sempre palesemente contraria ad un’espressione popolare altamente democratica come il referendum.AltaMarea, infatti, ritiene possibile l’eco-compatibilità dell’industria con la città. Una posizione che rispetto, ma che non condivido, poiché la ritengo una cosa irrealizzabile.

I toni forti che hanno scandito il mio intervento erano dettati anche dalle ‘novità’ (che per me non erano altro che conferme) che avevo appreso solo il giorno prima. Infatti, venerdì scorso ho voluto incontrare, nella sede dell’ARPA, due dirigenti addetti al controllo della diossina e degli altri inquinanti provenienti dall’area industriale. Sono emersi risultati agghiaccianti che minano la fiducia che i tarantini stanno ponendo nella Legge Antidiossina.

LA LEGGE ANTIDIOSSINA DEL 16 DICEMBRE 2008 NON HA AVUTO LA BENCHE’ MINIMA APPLICAZIONE E PROBABILMENTE MAI L’AVRA’!

Ecco cosa mi è stato riferito dai tecnici addetti al controllo:

  1. il monitoraggio viene fatto ancora ogni quindici giorni (SOLO DI MATTINA) con sonda isocinetica portata dai tecnici dell’ARPA in cima al camino E312, PREVIO AVVISO del loro ingresso nello stabilimento, ANTICIPATO, QUINDI, DA UNA TELEFONATA, così come previsto dal protocollo;
  2. nel protocollo non è ancora previsto che il monitoraggio sia continuo, c’è infatti una discrepanza tra la legge regionale e quella del Ministero che non prevede una verifica ventiquattr’ore al giorno. “AL MOMENTO NON E’ STATO MAI FATTO IL MONITORAGGIO IN CONTINUO E NON ESISTONO SEGNALI CHE INDUCANO A PENSARE CHE POSSA ESSERE PRESTO EFFETTUATO”.
  3. Circa l’impianto Urea, bisogna precisare che avrebbe il compito di ridurre il livello di diossina che fuoriesce dal camino E312, ma al momento non è dato di sapere se è in grado di adempiere alla sua funzione costantemente, proprio perché manca un monitoraggio adeguato, effettuato senza preavviso ed in continuo, così come previsto dalla legge regionale antidiossina del dicembre 2008 (art.3). Inoltre, il sistema ad urea non sarebbe in grado di far scendere i valori della diossina a livelli accettabili che rimangono, invece, molto lontani (c.a 6-7 volte di più) dallo 0,4 ng/m3 (limite stabilito dalla UE).
  4. Qualora per “grazie divina” si riuscisse nell’intento di far adottare un sistema per il monitoraggio in continuo sulle diossine, mi è stato riferito che non potrebbe mai fornire dati in tempo reale, ma solo una media dei valori registrati nell’arco di 20-30 gg. Ciò dovrebbe avvenire tramite l’utilizzo di una cartuccia che i tecnici ARPA inserirebbero nel camino E312, lasciandovela anche per un mese. Questa verrebbe poi ritirata ed analizzata. Verrebbe, pertanto, verificata la quantità totale delle diossina assorbita dalla cartuccia e non quella relativa alle singole giornate. Ciò impedirebbe di evidenziare eventuali picchi di emissioni, particolarmente nocivi.

FAR CREDERE, QUINDI, CHE IL MONITORAGGIO DELLA DIOSSINA VIENE FATTO IN MANIERA ADEGUATA ED ATTENDIBILE E’ PURA ILLUSIONE E LA LEGGE ANTIDIOSSINA NON TROVA ANCORA APPLICAZIONE a distanza di un anno dalla sua costituzione.

Insomma, rimarremo sempre all’oscuro di quanto succede all’interno dell’ILVA e continueremo a pagare il prezzo della salute per via di questa scellerata pratica del profitto e degli interessi privati che vanno oltre quelli di Riva, ma nei quali sono implicati i Sindacati ed i Politici che non vogliono perdere i loro privilegi insiti proprio nella logica dell’industria.

La rabbia non mi sembra scaturita da un atteggiamento meramente provocatorio o egocentrico, ma da una conoscenza che non può lasciare indifferenti e che va diffusa.

Con preghiera di pubblicazione

Prof. Fabio Matacchiera
099.7380700
320.0780197

giovedì 3 dicembre 2009

CS SUD IN MOVIMENTO

Oggetto: C.S. Grande partecipazione all'assemblea sull'agricoltura - Grottaglie

Domenica 29 novembre si è tenuto presso il Castello Episcopio di Grottaglie, l’incontro pubblico organizzato dall’associazione “Sud in Movimento”, il tema del dibattito è stato: “PSR e GAL quale opportunità per il nostro territorio”. Lo scopo della manifestazione era quello di incontrare gli agricoltori al fine di aprire un dibattito sulle opportunità di sviluppo che i “programmi di sviluppo rurale” e i “gruppi di azioni locale”, possono portare sul territorio.

Relatori della serata sono stati gli agronomi dott. Saverio Internò e dott. Vito Piergianni i quali hanno spiegato nel dettaglio le opportunità finanziarie e non solo, di cui si può avvalere l’agricoltura grottagliese, insieme ad altri settori produttivi.

Contrariamente a quanto i luoghi comuni lasciano immaginare, vi è stata una grande partecipazione da parte degli agricoltori, molti dei quali hanno lamentato la scarsa informazione da parte degli enti preposti.

Infatti erano in molti a non sapere del PSR e della possibilità di finanziamento che esso offre per la riconversione delle produzioni, per i giovani imprenditori agricoli, per l’impiego di nuovi e moderne impiantistiche. Così come in molti non sapevano dei 9 milioni di € circa che saranno messi a disposizione del GAL di cui Grottaglie è capofila e delle possibilità degli agricoltori di poter accedervi.

Va dunque evidenziata con grande piacere la partecipazione degli agricoltori i quali hanno formulato domande e dimostrato grande interesse all’argomento, sottolineando la grande delusione per l’assenza dell’amministrazione comunale.

In merito a tale assenza, l’associazione sottolinea, anche se non ve ne sarebbe bisogno, che la stessa ha formalmente invitato il Sindaco di GROTTALGIE e dei comuni interessati dal GAL.

L’assenza del sindaco Bagnardi ovviamente è una consuetudine agli eventi pubblici organizzati dal “Sud in Movimento”, il quale non ha inteso nemmeno inviare il suo assessore all’agricoltura.

A tal proposito si evidenzia che l’assordante assenza dell’ amministrazione comunale, che in un momento di crisi come questo dovrebbe far sentire la sua vicinanza agli agricoltori, ha riecheggiato per tutta la serata, sollecitando lo stupore dei presenti.

Il Sud in Movimento intende ringraziare i due tecnici intervenuti per il grande contributo tecnico offerto e tutti gli agricoltori presenti, i quali, con la loro partecipazione hanno dimostrato di volere reagire in prima persona alla crisi, partendo proprio dall’acquisizioni delle conoscenze e delle informazioni che riguardano il loro settore.

A tal riguardo va evidenziato proprio il fatto che ieri primo dicembre si era stato convocato un incontro per la costituzione formale del GAL, che non ha portato a nulla perché gli agricoltori non sapevano che ieri stesso avrebbero dovuto eleggere i membri del consiglio di amministrazione.

Tale circostanza gli ha presi alla sprovvista e ovviamente ha generato malumore, non avendo avuto la possibilità di discutere le modalità di elezione e i soggetti. La cosa strana è che ad un certo punto, per la rappresentanza dei privati, è uscita dal cilindro la proposta di 5 nomi, senza che si sia svolta alcuna consultazione a tale proposta ovviamente è conseguito un rinvio al 4 dicembre, termine che non potrà subire proroghe atteso che il 14 dicembre decorrono i termini per la costituzione.

A questo punto l’amministrazione dovrà spiegare come potranno i 149 soggetti privati che hanno aderito, appartenenti a 11 diversi comuni, incontrarsi e mettersi d’accordo sui nomi e il metodo? Appare chiaro che la lista proposta il primo dicembre diverrà definitiva, in barba ad ogni regola, come è già avvenuto per gli improvvisi aumenti di quote di partecipazione posti in essere da qualcuno.

Dunque, appare chiaro che questa amministrazione è ben lontana dal mettere in atto tutti quei processi di informazione, trasparenza, confronto e partecipazione democratica, di cui ha provato a vantarsi sino ad oggi e che mai ha posto in essere.

La grande sfida di Copenaghen

PATTO PER IL CLIMA - GLOBAL CLIMATE PACT


A Copenaghen si deciderà sui Cambiamenti Climatici


COPENAGHEN 7 DICEMBRE LA 15^ CONFERENZA DELLE PARTI

A Copenaghen inizia il 7 dicembre la 15 Conferenza delle Parti , organo di decisione e gestione della Convenzione ONU , sui Cambiamenti Climatici. Si deciderà , se e come accelerare la lotta ai cambiamenti climatici.O una grande sconfitta , in caso di fallimento o un grande premio per tutto il Pianeta.Gli impegni dell’ultimo triennio , non sono confortanti.

Il Summit 2005 di Gleneagles tra i paesi del G8 più Brasile, Cina , India, Messico e Sud Africa fu centrato sulla lotta ai cambiamenti climatici. La decisione finale portò al Plan of Action ,mai realizzato.Uguale esito al Summit di San Pietroburgo 2006, Heiligendamm 2007, Siracusa 2009.Conclusioni di quasi stasi nelle ultime Cop ,di Bali e Poznam.I dati del problema sono noti , anche se la guerra di lobbisti del petrolio e del carbone, è totale verso gli organismi tecnici responsabili delle simulazioni su come sarà il clima domani e quali effetti produrrà sul pianeta. L’IPCC , organismo Onu nel IV Rapporto ha evidenziato alcuni elementi : il riscaldamento climatico è causato almeno al 90% dalle attività umane e un aumento max di 2 gradi ( rispetto 1800) consente di limitare gli effetti negativi. Questo risultato è ottenibile con tagli delle emissioni , in particolare CO 2 del 50/60 % entro il 2050.A Copenaghen si dovrà decidere : quanto devono essere ridotte le emissioni complessive ed entro quanto e rispetto a quale anno.

Infine quale è l’onere che spetta a ciascun Paese. Decisioni da prendere sapendo che le emissioni medie mondiali per abitante ammontano a circa una tonnellata di carbonio(equivalente) all’anno: variabile tra le 5,5 ton di un americano ai circa 350 Kg di un africano e alle 2 ton di un italiano. Il taglio quindi richiesto dovrà portare ad un valore di 500 Kg! Attenzione : giuridicamente non esiste alcun appiglio in trattati internazionali che disciplinano una eguaglianza di emissioni pro capite.

I criteri possibili da concordare sono tre: il principio egualitario (tanto gas a testa.) , il principio delle emissioni legate alla ricchezza prodotta da ogni Stato ( CO2/PIL) , un criterio intermedio.Copenaghen dovrà anche tenere conto dell’ultimo rapporto della Agenzia Internazionale per l’Energia: entro il 2030 la domanda mondiale di energia crescerà del 50% cioè pari alla domanda mondiale che si ebbe nei primi 70 anni del secolo scorso.La crescita riguarderà per il 90% le economie fuori dall’Ocse , con Cina e India che assorbiranno oltre il 50%.Gli SU di Obama hanno approvato alla Camera dei Rappresentanti l’American Clean Energy Security Actt , con tagli ai gas serra del 17% al 2020 e del 42% al 2030.. Al dibattito in corso , il nostro Governo sembra totalmente escluso.Governo tutto proteso ad abbracciare , la incertezza scientifica e le tesi dei negazionisti nostrani.

Negazionisti con articoli mai sottoposti a una peer review ovvero la verifica della fondatezza delle argomentazioni fatta da specialisti della stessa disciplina.Un Governo con un Ministero dell’Ambiente che nel 2005 organizzò un Convegno dove fu tranquillamente assolto l’uomo , tra le cause del cambiamento climatico. Un Ministro della Economia che con la Fondazione Aspen , titola un intero numero sui cambiamenti climatici con Ecocatastrofismo. A Copenaghen l’Italia ci sarà con il " governo dei pirroniani"!Pirrone lo scettico a prescindere come diceva Totò.

Erasmo Venosi

martedì 1 dicembre 2009

Sono Finalmente Disponibili gli inviti!!!

Gli inviti per assistere alla rappresentazione teatrale "Ccè nì sé tu?" sono finalmente disponibili e si possono ritirare presso:
Edicola "il Pennacchiotto" di Maurizio Vestita in v.le Sen. G. Pignatelli, 35 (vicino l'ospedale)
oppure alla Cartolibreria Arcadio Mauro in via Marconi, 85
a Grottaglie TA

in ogni caso e per ogni evenienza è a vostra disposizione il numero 392/75.25.653

GRAZIE E VI ASPETTIAMO NUMEROSI
www.teatrosalentino.it