sabato 14 novembre 2009

Legittimi interrogativi e rivendicata coerenza

Lettera aperta al Dott. Vinci

Si avvicina il tempo delle elezioni e si ricomincia a parlare di liste civiche e movimenti che potrebbero partecipare alla prossima competizione elettorale.
La novità di questi giorni è la creazione di un movimento civico da parte dell'ex sindaco nonchè assessore provinciale alla pubblica istruzione Giuseppe Vinci.
In una lunga intervista pubblicata sul Corriere del Giorno di ieri, Vinci invoca come base di partenza della sua nuova esperienza politica il civismo ed i movimenti civici, dopo che la sua precedente esperienza politica si era chiusa con le dimissioni da Assessore Provinciale e da componente autorevole del Partito Democratico.
E' stato un Sindaco amato ed apprezzato Giuseppe Vinci a Grottaglie nel corso delle due legislature, non bisogna nasconderlo, ma è anche vero che è stato un sindaco prima ed un personaggio politico poi che di errori, anche gravi, ne ha commessi, e che come le persone dotate di una spiccata personalità e di una ottima dialettica difficilmente riconosce o abilmente non mette in luce.
Se infatti la sua analisi dell'attuale situazione politica grottagliese è personalmente largamente condivisibile e sottoscrivibile, lo sono meno omissioni o mancanze che purtroppo fanno pensare ad una redenzione, se di redenzione si tratta, che non mette sufficientemente in luce anche e sopratutto i suoi errori politici, dei quali, essendo noi tutti essere umani, sarebbe stato forse più opportuno e credibile, farne cenno ed analisi.
In mancanza di ciò lo facciamo noi, e lo facciamo con uno spirito, correggetemi se sbaglio, positivo e disilluso, non sterilmente demolitorio.
  • La questione civica: Vinci fa un'analisi tutto sommato positiva ed incentivante dei movimenti civici grottagliesi, anche qui però non senza lanciare alcuni moniti come quello della scarsa inclusività degli stessi (considerazione beffarda ma che evidenzia comunque una verità di fondo, l'unione non è mai stata la forza di questi movimenti, e ne rappresentano l'effettivo vulnus nel quale i partiti ed i loro monoblocchi di potere ci hanno sguazzatto e ci sguazzano), ma purtroppo dimentica la sua opinione iniziale ed il suo atteggiamento da uomo politico e partitico schierato. Ebbene sarebbe bene ricordare che il Dott. Vinci, avendolo ascoltato con le mie orecchie, nel corso del comizio post elettorale successivo alle elezioni provinciali che lo videro poi diventare assessore, ebbe il coraggio e l'ardore di rispondere con una beffarda e non tanto metaforica pernacchia a quelle legittime istanze portate avanti ancora oggi da quei movimenti e comitati che lui cita ora come modello ed esempio. Potere della politica e del tempo, il buon Dott. Vinci nel giro di cinque anni ormai è passato dalla pernacchia alla gloria.
  • Secondo punto non meno spinoso e fondamentale nella valutazione del "nuovo" uomo politico Vinci, la discarica. Il Dott. Vinci evidenzia correttamente l'atteggiamento sbagliato della classe politica locale davanti alle fortissime istanze di protesta nate in concomitanza della approvazione del terzo lotto, ma omette, colpevolmente, di evidenziare che l'errore alla fonte è stato commesso proprio sotto la sua reggenza, ovvero la realizzazione del primo e secondo lotto della stessa, approvati in fretta e furia anche essi, senza che la cittadinanza ne fosse opportunamente ed esaustivamente informata. E non mi venga a dire Dott. Vinci che quell'incontro al Cinema Vittoria fatto per un convegno più generico sulla raccolta differenziata voleva essere il momento di confronto con la cittadinanza, e se doveva esserci manifestazione di dissenso sarebbe dovuto essere solo ed esclusivamente quello il momento opportuno per farlo. La verità è che l'approvazione della discarica è stata una decisione presa troppo a cuor leggero, quando poi ti riempiono il portafoglio, il cuore quasi si dimentica. Anche qui quindi, sarebbe stato più opportuno fare esplicito e diretto mea culpa, senza tanti se o ma, e senza nascondersi dietro decisioni prese da altri, poichè tali decisioni non sarebbero mai state prese senza il vizio del primo e secondo lotto.
L'analisi fatta in poche parole lascia trasparire una serie di legittimi interrogativi e dubbi ai quali sarebbe opportuno che magari dia risposta, anche in conseguenza del fatto che se c'è una cosa di cui Grottaglie ha bisogno è proprio di non avere cariche e personaggi politici che sono solo bravi a dire male dell'altro senza magari guardare a sufficienza dentro se stessi.
La coerenza politica non va solo rivendicata Dott. Vinci, ma va anche applicata e conquistata fino in fondo.
E' suo merito avere avuto la forza di uscire dal sistema e dire stop, ma il suo percorso catarchico è colpevolmente incompiuto.
I movimenti e le associazioni civiche che lei cita, anche se continuano a commettere il madornale errore della autoreferenzialità e a non capire il valore dell'unione e della condivisione dei valori, risultano essere, a sua differenza, da questi punti di vista immacolati e coerentemente vicini alle loro idee ed alle loro battaglie.
Ne avesse avuto Grottaglie fra la sua classe politica persone con questi valori e con questa coerenza, sicuramente non ci saremmo trovati al punto di cui oggi discutiamo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

l'esperienza del presidio a poco è servita..... in quanto a vinci si arrampica sugli specchi.....