martedì 17 novembre 2009

Amara pagella

l'abilita' politica tendente all'inciucio del personaggio politico italiano e' un fatto ormai noto al popolo dello stivale, ma che tale fama abbia varcato i confini del nostro paese per arrivare nelle ovattate stanze della city londinese, e' un giudizio che fa sorridere ma anche parecchio riflettere sulla figura dello statista.



I GIUDIZI ESPRESSI DAL QUOTIDIANO LONDINESE FINANCIAL TIMES

D’Alema «ferrato negli intrighi»
Tremonti promosso a pieni voti

«Baffo di ferro ha cospirato per far cadere Romano Prodi, suo collega di schieramento, nel 1998»

MILANO - Giulio Tremonti promosso a pieni voti. Massimo D'Alema «ferrato negli intrighi della politica italiana». Il Financial Times dà i voti ai ministri finanziari europei, tra cui il nostro Tremonti che si classifica al quinto posto e formula giudizi al fulmicotone sui candidati per la presidenza e la diplomazia europea, tra cui Massimo D'Alema. Con un titolo che suona come un avvertimento, sul quotidiano economico londinese Financial Times di martedì si legge: basta dispute e spaccature su Mister Europa e Mister Pesc, i due incarichi chiave dell’Europa post-Lisbona che saranno assegnati fra due giorni, in un vertice straordinario a Bruxelles. Il quotidiano finanziario non prende posizione, ma dedica due riquadri a Hermann van Rompuy e Massimo D’Alema, indicandoli come i due candidati più probabili, al momento, rispettivamente per la presidenza e la diplomazia europea. Le caratteristiche tracciate dei due politici non sono però lusinghiere. Di Massimo D’Alema il Ft dice: «Un uomo di sinistra, ferrato negli intrighi della politica italiana», che «ha cospirato per far cadere Romano Prodi, suo collega di schieramento, nel 1998». Gli si riconosce grande esperienza ma gli si rimprovera anche una scarsa padronanza della lingua inglese. «Noto come l'uomo dal "baffo di ferro"», D'Alema ha abbandonato il comunismo venti anni fa, «ma resta comunque il premier più di sinistra che l'Italia abbia mai avuto dal 1945». Alcuni lo criticano per le sue posizioni anti-americane e anti-israeliane, accuse da lui definite naif. Anche con il premier belga Hermann van Rompuy il Ft non è tenero: vanta «poca esperienza di questioni globali» e sembra essere in testa alla corsa «solo perché è quello che ha meno nemici». Corrisponde insomma al profilo di coloro in Europa che vogliono, almeno per questo primo mandato, un personaggio non troppo ingombrante.

TREMONTI - Al contrario di D'Alema il Ft promuove a pieni voti Giulio Tremonti. Il quotidiano economico londinese colloca il ministro dell’Economia al quinto posto della sua consueta graduatoria annuale dei ministri finanziari europei, vinta dalla francese Christine Lagarde, davanti al tedesco Peer Steinbrueck, al belga Didier Reynders e allo svedese Anders Borg. A giudizio del Ft, Tremonti «ha mostrato una gestione relativamente salda della finanza pubblica italiana, notoriamente bizzosa. La buona figura di Tremonti segnala come le fortune siano spesso state trasformate dalla crisi finanziaria: negli anni precedenti l’Italia era scesa vicino al fondo della classifica e solo due anni fa la signora Lagarde era in coda».

SOLANA - A prendere le difesa di D'Alema arriva però Javier Solana in persona. Secondo l'attuale Alto rappresentante per la politica estera europea, l'ex premier italiano potrebbe essere «un eccellente» ministro degli Esteri della Ue.

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