mercoledì 7 ottobre 2009

Fiori e crisantemi

Dodici dipendenti Enel indagati per il carbone

La Procura di Brindisi ha notificato 12 avvisi di garanzia ad altrettanti dipendenti Enel tra manager, responsabili di settore e di impianto
Tra gli indagati vi sarebbero Antonino Ascione, direttore dell’unità produttiva di Cerano, Antonino Craparotta, ex capo produzione di Enel, Calogero Sanfilippo e Luciano Pistillo, ex responsabili dell'unità di produzione della centrale Federico II e Vincenzo Putignano, ex capo centrale dell'impianto.
Le ipotesi di reato riguardano gli articoli 674 del codice penale (getto pericoloso di cose) e 635 (danneggiamento a piante e viti).
L'inchiesta avviata da tempo dal pool di magistrati composto da Silvia Nastasia, Giuseppe De Nozza e Cristina Fasano si è avvalsa dell'operato degli agenti della Digos diretti dal Dott. Vincenzo Zingaro.
Circa un anno fa, gli stessi agenti, assieme agli uomini della polizia scientifica, erano stati sui terreni attigui alla centrale di Cerano per procedere ad alcuni prelievi allo scopo di avviare le analisi sull'eventuale presenza di sostanze atte a danneggiare la produzione.

Paese che vai sensibilità che trovi sarebbe il caso di dire, almeno per le Procure che hanno sede nei capoluoghi di Provincia della nostra amata Regione. E' di ieri la notizia che la Procura di Brindisi ha notificato ben 12 avvisi di garanzia ad altrettanti dirigenti e responsabili della Centrale a Carbone Enel di Cerano. Le ipotesi di reato contestate ai sensi degli articoli 674 del codice penale (getto pericoloso di cose) e 635 (danneggiamento a piante e viti) sono nate a seguito di un sopralluogo della polizia scientifica e delle relative analisi sui terreni attigui alla centrale, dalle quali è emersa la presenza di sostanze atte a danneggiare la produzione agricola degli stessi ( ricordiamo il provvedimento del Sindaco di Brindisi che vieta la coltivazione di derrate alimentari nella zona ed il recente accordo con il gruppo Ciccolella per la realizzazione di serre atte alla coltivazione dei fiori sugli stessi terreni.)
A Taranto la musica è ben diversa. Nonostante nei terreni circostanti siano state trovate tracce di diossina nel latte prodotto dagli allevamenti presenti nel circondario del siderurgico e si sia proceduto addirittura all'abbattimento indiscriminato di quelle stesse povere bestie, ad oggi dalla Procura di Via Marche non risultano essere partiti avvisi di garanzia indirizzati ai responsabili delle industrie responsabili di quelle indiscriminate (prima della legge sulla diossina) emissioni. I nostri magistrati stanno ancora dibattendo sull'origine di quelle emissioni, nel frattempo centinaia di capi bestiame vengono abbattuti, coltivazioni secolari vengono di fatto inibite, antiche famiglie di allevatori sono letteralmente ridotte sul lastrico.
L'unica varietà floreale che sembra attecchire dalle parti di Taranto sembra essere quella dei crisantemi imbruniti dalle polveri del vicino parco minerali (scoperto!!) del vicino Cimitero di San Brunone, testimonianza dell'affetto dei cari verso i defunti, molti dei quali ammalatisi e deceduti a causa di quelle nefande polveri.
Brindisi si sveglia, Taranto dorme!


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