martedì 6 ottobre 2009

Discussione del Lodo Alfano alla Corte Costituzionale. Possibile rinvio

Parte oggi l'esame del Lodo Alfano
Consulta divisa come non mai, possibile rinvio.

Sulla norma prevista una decisione a maggioranza

ROMA — Dopo oltre un anno di attesa, l'udienza pubblica che si celebra oggi nell'aula gialla della Corte Costituzionale è considerata una sorta di esame di riparazione per il Lodo Alfano — la legge ordinaria che blocca i processi per le 4 alte cariche dello Stato — dal cui esito dipende la riapertura dei dibattimenti milanesi bloccati nel 2008 a carico del presidente del Consiglio: corruzione dell'avvocato londinese David Mills e diritti tv Mediaset.

Bocciato nel 2004 il Lodo Schifani (scudo per le 5 alte cariche dello Stato), oggi i 15 giudici della Corte sono chiamati a svolgere l'esame di costituzionalità al Lodo Alfano che da un anno stende lo scudo sul capo dello Stato, sul premier e sui presidenti di Camera e Senato, cercando di correggere (temporaneità dell'immunità, possibilità di rinuncia, salvaguardia dei diritti della parte lesa) i punti censurati dalla Consulta nel 2004. I boatos dicono che il plenum presieduto dal giudice Francesco Amirante sia diviso al punto che la decisione verrebbe presa a maggioranza, 8 contro 7, mentre si fa avanti insistente l'ipotesi di un rinvio della camera di consiglio prevista per oggi alle 16: è possibile se un giudice chiederà tempo per la lettura degli atti. Tra oggi e domani, tuttavia, i ritmi dei giudici sono serrati perché giovedì 5 di loro, compresi il presidente e il relatore, sono in partenza per Lisbona dove parteciperanno a un incontro internazionale.

La decisione, dunque, potrebbe arrivare anche la prossima settimana. Alle 9.30, in udienza pubblica — prima ancora che il relatore Franco Gallo illustri la questione di illegittimità sollevata dal tribunale di Milano e dal gip di Roma — la Corte dovrà stabilire se sia ammissibile la costituzione in giudizio della procura di Milano rappresentata dal professor Alessandro Pace. Poi toccherà agli avvocati di Silvio Berlusconi che sono quattro: tre — Niccolò Ghedini, Piero Longo e Gaetano Pecorella — che lo rappresentano come parte privata e Glauco Nori dell'Avvocatura che lo difende come presidente del Consiglio. La soluzione più favorevole al premier è ovviamente il rigetto dei ricorsi. Quella intermedia prevede l'incostituzionalità parziale del lodo, magari nella parte in cui non estende lo scudo ai ministri e ai parlamentari, rimediabile con un nuovo ddl. C'è infine l'ipotesi della bocciatura sonora ai sensi dell'articolo 138: in questo caso la Corte direbbe che lo scudo avrebbe dovuto imboccare la strada del ddl costituzionale invece che quello ordinario.

Dino Martirano da Corriere.it
06 ottobre 2009

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Invece di fare questi copia ed incolla perchè non parli della voragine in via ferraris? Siamo quasi alla viglilia di un anno e non si vedono soluzioni di sorta, la pavimentazione si piega sempre di più con l'arrivo delle piogge. Prima che succeda qualche disgrazia perchè non si interviene?

Anonimo ha detto...

la libertà di informare è una delle nostre libertà fondamentali.
Se tu hai da dire qualcosa, dilla pure sarà prontamente riportata.
In merito ai copia ed incolla, pareri illustri come quelli del Prof. Sartori, o aggiornamenti come quelli della corte sulla legge Alfano sono più che opportuni vista la importanza dell'argomento.

NDP