venerdì 30 ottobre 2009

CS ALTAMAREA SUL CAMPIONAMENTO IN CONTINUO DELL' ENI




Altamarea ha vinto il braccio di ferro con l'Eni sul campionamento in continuo, ossia il controllo 24 ore su 24 di alcune pericolose sostanze inquinanti. L'azienda aveva infatti tentato di “allentare i controlli” chiedendo al Ministero dell'Ambiente una semplice “analisi semestrale” sulle sostanze organiche volatili, fra cui alcuni cancerogeni. Ma Altamarea aveva “intercettato” l'email rendendo nota ai mezzi di comunicazione di massa, su Internet e su Facebook questa inaccettabile richiesta. Ne è nata un'ondata di indignazione dell'opinione pubblica, accresciuta dal fatto che l'Eni diceva di avere ottenuto anche il consenso dell'Arpa nell'accantonare il campionamento continuo, cosa smentita categoricamente dal Direttore Generale dell'Arpa, Giorgio Assennato.

E' stata la sinergia fra opinione pubblica e Arpa ad ottenere il campionamento continuativo nella riunione tecnica del 29 ottobre al Ministero dell'Ambiente. E' un successo. E' la dimostrazione che sono vincenti le lotte ambientali ben condotte, ossia basate su un'informazione ampiamente pubblicizzata, documentata scientificamente e fondata sulla stragrande maggioranza della volontà popolare.

Altamarea intende proseguire su questa strada, unitaria ed efficace. Nessuna scelta può passare sulla testa di un'intera città se i cittadini sono uniti, attivi e bene informati.

Il controllo continuativo della centrale termoelettrica Enipower si estenderà anche ai camini di Edison ed Eni a Taranto.

Altamarea ritiene che adesso occorre rilanciare la lotta sul campionamento continuo chiedendo che i dati vengano resi pubblici con il minor ritardo possibile (massimo 1 giorno) su un sito web, come si fa a Bolzano:

Non solo: occorre estendere il campionamento in continuo all'Ilva. La popolazione ha diritto di avere un sistema di controllo 24 ore su 24 sulla diossina, così come previsto dall'articolo 3 della legge regionale antidiossina. Su questo le resistenze della dirigenza Ilva sono fortissime. Occorrerà scendere in piazza a migliaia il 28 novembre prossimo nel corteo contro l'inquinamento. Ci sono tecnologie ed esempi di controllo continuativo delle diossina in tutta l'Europa. Anche a Taranto deve arrivare questa tecnologia di “vigilanza permanente” sulla diossina.

mercoledì 28 ottobre 2009

Prossimo incontro del Movimento per la RINASCITA CIVICA

Prossima riunione di rinascita civica

mercoledì 4 novembre 2009 ore 19

presso Casa per la pace

via S.Francesco De Geronimo 3

La crisi che non passa

Ennesima tegola sul fragile sistema produttivo tarantino.
Anche Evergreen, in concomitanza con il calo del traffico delle merci nel Porto di Taranto, annuncia a sorpresa la messa in mobilità di 220 dipendenti su 500, senza passare dalla cassa integrazione.
Anche il porto quindi risente in maniera massiccia della crisi mondiale, sopratutto in virtù del mancato decollo dell'aera retroportuale e della sua endemica dipendenza dall'attività dello stabilimento siderurgico dell' ILVA.


La crisi dell’acciaio rallenta il porto
di Taranto: primi sei mesi in calo

I dati: diminuite le navi (-36,4%), calate le merci movimentate (- 44,1%), specie le siderurgiche (-61,2%)

TARANTO — Il porto di Ta ranto è in crisi. Nel primo se mestre 2009 sono diminuite le navi in partenza e in arrivo (meno 36,4%), calate le merci movimentate (meno 44,1%), in particolare quelle legate al la siderurgia (meno 61,2%), mentrehanno tenuto i prodot ti petroliferi (più 19,2%). Il da to più preoccupante, però, ar riva dai container: dopo un primo semestre chiuso con il segno positivo, il traffico è crollato nel mese di settem bre con un allarmante meno 32% e le previsioni per il ter zo trimestre evidenziano un meno 12%.

Le statistiche confermano ancora una volta che lo scalo jonico lavora quasi solo con Il va e per l’acciaio e riesce a in serirsi con molta difficoltà ne gli altri tipi di traffici. La di versificazione delle merci mo vimentate è un obiettivo di cui si parla da tempo ma ap pare ancora lontano da rag giungere. D’altra parte manca completamente la cosìddetta retroportualità e, di conse guenza, Taranto viene visto solo come terminale dei pro dotti siderurgici e come pun to di riferimento di Evergre en. Nei primi sei mesi dell’an no Tct, il terminalista taranti no dell’azienda di Taiwan, ha goduto della razionalizzazio ne delle linee decisa dalla ca sa- madre. L’esclusione tem poranea di Trieste dalle rotte ha concentrato su Taranto i traffici. Ma da luglio Evergre en ha ripristinato le consuete linee di commercializzazione e il riverbero su Taranto è sta to immediato. Le statistiche del primo semestre sono da allarme rosso. Le navi in arri vo e in partenza nel porto di Taranto sono diminuite del 36,4 per cento. In unità signi fica che, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, lo scalo ne ha perse 901, un calo di attività costante e progres sivo aumentato ancora a lu glio, mese in cui il passo al l’indietro è stato del 39,2%. Il tonnellaggio delle merci com plessivamente movimentate nel semestre è crollato del 44,1%, perdendo oltre 10 mi lioni di tonnellate, passando dalle 22.705.914 dei primi sei mesi del 2008 alle 12.690.815 di quest’anno.

Gli sbarchi hanno evidenziato un calo del 48,6%, gli imbarchi del 43%. I prodotti legati alla side rurgia sono scesi del 61,2%, cioè meno materie prime per la produzione ridotta in que sto periodo al 30%; le lamiere e gli altri prodotti siderurgici hanno registrato un calo del 62,3 per cento dal momento che bisogna ancora smaltire il materiale accumulato nei piazzali. Un leggero aumento ha segnato, al contrario, lo scalo petrolifero. Gli arrivi di greggio alla raffineria sono cresciuti del 43%, le partenze di prodotti finiti del 2%. L’apparente contraddizio ne tra l’aumento del traffico container (più 9,2%), cresciu ti dai 361.333 del 2008 ai 394.461 di oggi, e la diminui zione delle merci transitate a Taranto ha una spiegazione: i container spesso viaggiano vuoti. Con questi volumi il porto tarantino è il quarto in Italia, preceduto da Gioia Tau ro, oltre un milione e mezzo di container; Genova (764mila), La Spezia (503).

Cesare Bechis da corriere.it




Primarie afghane

PASTICCIO PRIMARIE, VERIFICA VOTI

Partito democratico, i risultati ufficiali
non prima di domani pomeriggio

Esplode la grana delle alleanze Tarantino, presidente della commissione: «Nessuna ombra resterà»

BARI — Bisognerà attendere fi no a domani pomeriggio per co­noscere l’ufficialità dei dati venu ti fuori dalle primarie del Pd. La Commissione regionale per il con gresso è riunita permanentemen te da ieri, dopo la contestazione da parte del sindaco di Bari, Mi chele Emiliano e dell’assessore re gionale, Guglielmo Minervini sul numero dei delegati attribuiti al maggior suffragato fra i candidati alla corsa per la segreteria regiona le: il sindaco di Melpignano, Ser gio Blasi. I componenti la commis sione hanno potuto verificare che ancora, ieri, nessun verbale uffi ciale era giunto nella sede del par tito. Il presidente, Corrado Taran tino, ha spiegato che «nessuna ombra deve gravare sul risultato nel rispetto del popolo delle pri marie ». Intanto, sul numero dei delegati diffusi informalmente dalla stessa commissione emerge rebbe che quelli da attribuire alla mo zione Blasi non do vrebbero superare i 63. Circostanza, questa, che porte rebbe al ballottag gio il candidato della mozione Ber sani (per avere le certezza della vitto ria avrebbe dovuto averne almeno 64) forse il prossimo 4 o 7 novembre, data in cui dovreb be tenersi l’assemblea regionale. In questo caso, Blasi dovrà cerca re un accordo con una o tutte e due le altre mozioni.

«Primarie al la Karzai», scherzavano ieri dal partito, facendo il parallelo con il controverso scrutinio del presi dente uscente afghano che nella stessa data dell’assemblea regio­nale pugliese - il 7 novembre - tor nerà a confrontarsi con il suo prin cipale sfidante. Ieri, intanto, Ser gio Blasi è partito alla volta di Ro ma. Ufficialmente «per incontri istituzionali da sindaco», ufficio samente giurano le gole profonde per incontrare il segretario nazio nale, Pierluigi Bersani e fare il punto sulle alleanze. Interpellato il senatore Nicola Latorre in pro posito, ha commentato: «Saluterò Blasi, ma io ormai mi occupo solo della Kamciatka». Proprio in te ma di alleanze è scoppiata, intan to, la prima grana. Come rilevato da diversi quotidiani, il gruppo le gato al parlamentare Beppe Fioro ni (che in Puglia fa riferimento al deputato Gero Grassi e all’assesso re regionale Fabiano Amati) avrebbe già dato il suo avallo ad appoggiare nei ballottaggi i candi dati di Bersani, mettendo a dispo sizione i propri delegati nelle as semblee. La proposta, però, ha tro vato il no deciso sia del candidato Minervini che dello stesso Amati che, ieri, ha avuto un confronto duro con il parlamentare pugliese spiegando che non intende sven dere il patrimonio per logiche na­zionali. Il messaggio propalato da Grassi: «Dalla leadership alla coge stione » è stato rispedito al mitten te. In Puglia, l’area Franceschini vuole capire prima quale sia il pro gramma di Blasi e come intenda governare il partito. E questo, no nostante alcuni delegati di France schini alla spicciolata nel Salento sembrino già pronti a correre in soccorso del vincitore. L’accordo nazionale con Franceschini non tiene conto ovviamente della posi zione di Emiliano. In Puglia, que sta però è una svista di non poco conto: il sindaco di Bari ha un ter zo dei voti del popolo delle prima rie e a Bari conta il 70%. Circostan ze da non sottovalutare in vista delle prossime regionali.

da corriere.it


martedì 27 ottobre 2009

SALVIAMO RADIO RADICALE ED IL SUO SERVIZIO PUBBLICO




Non si tratta della vita di Radio Radicale, ma del continuare ad assicurare una funzione pubblica da decenni fornita ai cittadini e alle istituzioni, in una situazione in cui nessun altro svolge lo stesso servizio alle stesse condizioni, come dimostrano gli attestati provenienti dal mondo accademico, giornalistico e anche politico di cui abbiamo raccolto un piccolo campione.

Non si tratta quindi di salvare Radio Radicale, ma una convenzione per garantire un servizio di pubblica utilità. Ecco quale.

Un modello di informazione, non una radio di partito

Radio Radicale ha introdotto in Italia un modello di informazione politica totalmente innovativo: quella della trasmissione integrale di tutti gli eventi di attualità istituzionale e politica. Nessun taglio né selezione, nessuna mediazione giornalistica, al fine di permettere agli ascoltatori di “Conoscere per deliberare” direttamente gli eventi politici nella loro integralità originale.

Invece di pretendere di fornire un’informazione giornalistica migliore di quella confezionata dalle altre emittenti, o di fungere da radio di partito, di un solo partito, Radio Radicale ha affermato in Italia un modello di informazione di interesse pubblico del tutto inedito, basato sulla registrazione, la messa in onda, l’archiviazione e la pubblicazione su web dei maggiori eventi istituzionali, politici e giudiziari nella loro integralità.

Bisogna andare negli Stati Uniti per trovare, nell’emittente via cavo C-Span, qualcosa di simile a quello che Radio Radicale per oltre trent’anni ha assicurato ai cittadini italiani.

Perché i soldi a Radio Radicale finanziano un servizio pubblico, non un’emittente

  • Radio Radicale è l’unica emittente radiofonica ad essere stata riconosciuta, con la legge 230 del 1990, “impresa radiofonica che svolge attività di informazione di interesse generale”. La legge prevede che per essere riconosciti tali, bisogna destinare la propria rete di trasmissione, che deve raggiungere almeno l’85% delle regioni, alla messa in onda quotidiana di «programmi informativi su avvenimenti politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o letterari per non meno di nove ore comprese tra le ore sette e le ore venti»

  • Radio Radicale è stata la prima e finora l’unica a vincere, tramite gara, una convenzione per la trasmissione delle sedute del Parlamento, nel 1994

  • Da allora tale convenzione è stata sempre rinnovata, e Radio Radicale ha assicurato con continuità questo servizio allo Stato e ai cittadini

  • Il servizio di trasmissione delle sedute del Parlamento è stato svolto, a spese del solo Partito radicale, per oltre vent’anni da Radio Radicale, prima di qualsiasi convenzione. Dal 1976 al 1998, quindi, Radio Radicale ha avuto l’esclusiva non voluta di questo servizio essenziale per la democrazia, la pubblicità del processo deliberativo del Parlamento. Tutt’oggi Radio Radicale è l’unico archivio ad avere conservate, archiviate e ricercabili su internet, le registrazioni delle sedute della Camera dei deputati dal ‘76 all’89 e del Senato dal ’76 al ’97

  • Il Partito radicale, per anni, in totale solitudine, ha chiesto che la Rai svolgesse questo servizio pubblico, ottenendo nel 1990 che venisse introdotto quest’obbligo nella legge Mammì di riordino del sistema radiotelevisivo

  • Nel 1997, con l’approssimarsi della scadenza della convenzione, Radio Radicale aveva avanzato alla RAI un’offerta di collaborazione triennale per la realizzazione della quarta rete radiofonica parlamentare, offerta rifiutata

  • La Rai non ha ottemperato a quanto previsto dalla legge per oltre 7 anni

  • Il 17 dicembre 1997 tutti i capigruppo della Camera dei deputati sottoscrivevano un ordine del giorno che giudicava “un incomprensibile passo indietro” la realizzazione, a sette anni di distanza dall’approvazione della legge che la prevedeva, della quarta rete radiofonica della Rai dedicata alle sedute parlamentari. L’ordine del giorno, accolto dal Governo, impegnava l’esecutivo “ad individuare le vie economicamente meno onerose per la realizzazione di tali obiettivi, prima fra tutte quella del ricorso ad una convenzione con un concessionario” scelto attraverso una gara. Il 14 gennaio i senatori a vita Francesco Cossiga, Giovanni Agnelli, Giulio Andreotti, Carlo Bo, Norberto Bobbio e Giovanni Leone presentavano al Senato una mozione in cui si chiedeva di “considerare superato e decaduto” l’obbligo previsto dalla legge Mammì in capo alla Rai di dar vita alla rete radiofonica parlamentare e di rinnovare la convenzione con Radio Radicale fino alla data di decorrenza della nuova convenzione, che sarebbe dovuta essere stipulata a seguito di una gara

  • L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella segnalazione a Governo e Parlamento del 9 marzo 1998 riguardo al disegno di legge su Radio Parlamento scrive: «Nel corso della sua attività istituzionale, l’Autorità ha più volte sottolineato come un servizio pubblico o una parte di esso possano essere efficacemente svolti da soggetti diversi dal concessionario pubblico, garantendo comunque il pieno raggiungimento degli obiettivi di interesse generale. (…) L’Autorità perciò rileva con soddisfazione come tale principio sia stato recepito nel disegno di legge AS 3053 per la porzione di servizio pubblico radiofonico costituita dalla trasmissione dei lavori parlamentari. Il disegno di legge sospende inoltre, fino al 31 dicembre 1998, l’efficacia dell’art. 14 del contratto di servizio tra la Rai e il Ministero delle Comunicazioni, che prevede l’avvio della rete parlamentare da parte della stessa Rai. L’Autorità ritiene che debba essere non sospeso ma abrogato quest’obbligo della Rai, perché nel caso la Rai risultasse vincitrice della gara, sarà la successiva convenzione con lo Stato a disporre i relativi obblighi, e nel caso di vittoria da parte di un’altra emittente si avrebbe un’inutile duplicazione del servizio finanziata dal canone di abbonamento».

  • La gara non si è mai svolta per non mettere a repentaglio l’esistenza della rete RAI Gr Parlamento

  • Essendo una delle poche emittenti radiofoniche che coprono tutto il territorio nazionale, se Radio Radicale avesse deciso di introdurre spazi pubblicitari e modificare la propria politica editoriale, avrebbe potuto inserirsi a pieno titolo nel grande business della vendita degli spazi pubblicitari in cui tutte le radio, da ben prima del 1994, erano impegnate con guadagni molto più elevati di quelli ottenuti con la convenzione stabilita con il Ministero delle Comunicazioni.

Confronto tra Radio Radicale e la rete RAI GR Parlamento. Dov’è lo spreco?

  • Rispetto a Radio Radicale, che trasmette 8760 ore l’anno (24 ore al giorno), Gr Parlamento trasmette 5124 ore (14 al giorno) di cui solo 3000 dedicate alle dirette del Parlamento.

  • Radio Radicale costa allo Stato 8 milioni 333 mila euro l’anno e non può trasmettere pubblicità a causa della convenzione. Di Gr Parlamento non esiste un bilancio pubblico. E’ parte dei servizi richiesti dal contratto di servizio che fa intascare alla RAI 1 miliardo 602 milioni di euro l’anno (a cui vanno aggiunti 110 milioni di euro l’anno da altre convenzioni e 1 miliardo 165 milioni ricavati dalla pubblicità - dati del bilancio 2008).

  • Secondo l’indagine ufficiale di Audiradio gli ascolti di Radio Radicale variano dai 470.000 a 530.000 utenti al giorno e da 1.500.000 a 2.000.000 a settimana. Gr parlamento non risulta essersi mai iscritta ad indagini di ascolto

  • ll servizio svolto da Radio Radicale è regolamentato da un contratto con il Ministero delle Comunicazioni che prevede una percentuale minima di sedute da trasmettere, le modalità di separazione rispetto alle altre trasmissioni, l’invio mensile dei resoconti delle ore di trasmissione e la collocazione rispetto agli altri programmi. Il controllo avviene da parte del Ministero che verifica puntualmente il rispetto degli obblighi contrattuali. Il servizio svolto da Grparlamento è regolato da tre righe del contratto di servizio (articolo 12 comma 3) e nessuna forma di controllo né di rendicontazione risulta essere prevista.

  • Radio Radicale rende disponibili tutte le sedute parlamentari su internet, in audiovideo, fin dal 1998, agli albori di internet in Italia. Le sedute, dopo la diretta, vengono presentate in schede che rispettano la scansione delle varie fasi dei lavori parlamentari. L’aggiornamento avviene ora per ora, in tempo reale. Il motore di ricerca consente inoltre di effettuare ricerche organizzate nell’ambito di tutte le sedute disponibili. L’avvio della sperimentazione di questi servizi multimediali è prevista della legge n. 350/2003 (Finanziaria 2004). Sul sito di Grparlamento sono ascoltabili solo alcune rubriche dell’emittente, non compare nessuna traccia della programmazione effettuata, non solo in forma multimediale ma neanche come semplice elenco di programmi trasmessi.

  • Nel tempo in cui non trasmette il Parlamento, Radio Radicale, al di fuori di qualsiasi finanziamento pubblico, documenta l’attività anche delle altre istituzioni (Tribunali, Consigli comunali, Corte dei Conti, Consiglio Superiore della Magistratura, Parlamento europeo), così come i congressi, i festival e le maggiori assemblee di tutti i partiti politici, i convegni organizzati dalle maggiori associazioni del mondo del lavoro e dell’impresa, manifestazioni o conferenze stampa di particolare interesse, dibattiti e presentazioni di libri. Ancora più rilevante è che gli eventi registrati, che solo in minima parte trovano spazio nel palinsesto, sono fruibili via internet anche in video da qualsiasi utente senza alcuna limitazione e senza alcuna forma di registrazione dei dati personali. Il costo della sola produzione esterna, della archiviazione e della pubblicazione integrale in Internet degli eventi esterni supera i 3 milioni di euro l’anno. Nessuna attività del genere è effettuata da GR Parlamento.

L’archivio di Radio Radicale

Ad oggi l’archivio multimediale di Radio Radicale contiene 283.000 registrazioni.

  • 67.364 interviste

  • 15.599 udienze di processi

  • 32.056 convegni e dibattiti

  • 7.716 assemblee

  • 6.745 comizi e manifestazioni

  • 16.030 conferenze stampa

  • 161.100 oratori

  • 5.579 organizzazioni

Più della metà di questo archivio è disponibile e liberamente accessibile in formato multimediale online sul sito www.RadioRadicale.it.

In un articolo apparso nel 2000 sulla rivista scientifica de il MulinoContemporanea, “Ascoltare la storia, l’archivio sonoro di Radio Radicale”, l’archivio viene definito «una fonte di documentazione storica molto rilevante e ampia per l’intera storia politica contemporanea italiana (…). La caratteristica che rende particolarmente interessante questa raccolta, oltre alla specificità del contenuto (…) e alla grande quantità di materiale raccolto, è l’integralità della registrazione dell’avvenimento, di cui si conservano non solo degli spezzoni destinati alle trasmissioni, come spesso accade in altri archivi radiotelevisivi, ma l’evento nella sua completezza».

http://www.radioradicale.it/perche-viva-radio-radicale

Questa sera nuova Riunione AltaMarea



alle h. 18,00 c/o sede AIL in via de cesare 3 , TARANTO riunione Altamarea.

ENNESIMO RINVIO - CS VIGILIAMO PER LA DISCARICA

PROCESSO ECOLEVANTE

esito dell’udienza del 26 ottobre 2009

Avrebbe dovuto iniziare oggi 26 ottobre 2009 il processo nei confronti del rappresentante legale della Ecolevante spa dott. Boccini e del funzionario della Provincia ing. Ruggieri, a seguito dell’azione legale avviata nel luglio 2006 dal comitato Vigiliamo per la discarica.

Ma ancora una volta, dopo il primo rinvio deciso il 5 ottobre scorso dal presidente della seconda sezione penale dott. Ciro Fiore, l’udienza è stata rinviata per il mancato riscontro della notifica del decreto di citazione a giudizio al rappresentante legale della Ecolevante spa.

Nel procedimento, oltre a Vigiliamo, si sono costituiti alcuni cittadini grottagliesi, nella loro qualità di elettori, che hanno proposto una “azione popolare” in sostituzione del Comune di Grottaglie e della Provincia e, nel 2007, le associazioni Sud in movimento, Anpana e Lida, oltre al Comune e alla Pro loco Marciana di S. Marzano.

La prossima udienza, a due anni e mezzo dall’esposto presentato da Vigiliamo dopo che il Tribunale amministrativo di Lecce ne aveva accolto il ricorso per le illegittimità nelle autorizzazioni per il cosiddetto III lotto, è stata fissata al prossimo 7 dicembre 2009; intanto il Tribunale eseguirà una nuova notifica al rappresentante legale della Ecolevante spa.

sabato 24 ottobre 2009

Il voto per Ignazio Marino




In una democrazia di stampo anglossassone lo chiamerebbero endorsment, in Italia possiamo definire il seguente post una personale dichiarazione di sostegno al candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico Senatore Ignazio Marino.
Il volto nuovo di queste primarie del PD, ma anche, a parere di chi scrive, la sintesi e la rappresentazione migliore di quello che dovrebbe dire, fare ed essere il Partito Democratico.
Un Partito moderno, pratico, concreto che ascolta la gente ed agisce per il bene collettivo.
Un partito snello che sa ascoltare, sa capire, opera per favorire la costruzione di un paese diverso, ove prevalga la cultura del merito e della capacità delle persone.
Un partito che combatte gli schieramenti, le lobby, gli apparati, i signori del potere, un partito che agisce effettivamente ed efficacemente per il bene collettivo.

Domenica 25 Ottobre alle Elezioni primarie del Partito Democratico, vota Ignazio Marino














Per la raccolta di questi moduli firmati oggi dalle 19 alle 21 e domani Domenica dalle 10 alle 13 in Piazza Principe di Piemonte

Referendum + Link Statuto Comunale height="500" width="450" > value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf?document_id=21164070&access_key=key-hu22x73ximeqh8yt1s6&page=1&version=1&viewMode=list">

Movimento per la Rinascita civica di Grottaglie - Questo fine settimana inizio della raccolta delle firme

MOVIMENTO PER LA RINASCITA CIVICA DI GROTTAGLIE

Iniziativa per regolamentare
l’istituto del referendum consultivo nella città di Grottaglie
Sabato 24 (h.19-21) e domenica 25 (h.10-13), presso il gazebo che sarà allestito in Piazza Principe di Piemonte, si raccoglieranno le firme dei cittadini dai sedici anni in su che vorranno aderire alla petizione con la quale si chiede al Comune di Grottaglie l’approvazione del regolamento attuativo per indire referendum consultivi, e si ritireranno i moduli già firmati.

venerdì 23 ottobre 2009

Oscurare per non risolvere

Il bell'articolo di Giulio Farella, segnalato dal blog del Comitato per Taranto evidenzia quanto abbiamo detto in occasione della approvazione dell' AIA da parte del Ministero dell' Ambiente per l'ampliamento della centrale e della raffineria ENI.
Tutto viene fatto affinchè nulla si risolva e tutto si distolga da una risoluzione efficace e definitiva del problema.
Devo monitorare? Lo faccio a modo mio dice l'Industria, anche a costo di mettere in bocca ad altri soggetti (vedi ARPA) quello che in realtà non dicono
Lo devo fare per legge? Fatta la legge trovato l'inganno, monitoro ma non stabilisco a priori in che dose devo ossigenare. E' come chi ha bevuto tre litri di vino e tre litri di vino con l'acqua...alla fine sempre tre litri di vino ha bevuto!
E le istituzioni cosa fanno? Vigilano o avvallano?
ALTAMAREA pensaci tu perchè degli altri non c'è da fidarsi più!

Appuntamenti - Marco Paolini su La7 dal porto di Taranto

Il papà del teatro civile italiano in diretta televisiva

dalla città dei due mari.

Appuntamento per il 9 novembre

TARANTO — Marco Paolini in diretta su La 7 dal porto di Taranto. Accadrà lunedì 9 novembre, in prima serata (alle 21.30), quando il papà del teatro civile in Italia sarà protagonista di un evento televisivo dalla città che rappresenta la porta d’Oriente per lo scambio di merci tra l’Europa e il mercato asiatico.

Il monologo che l’attore dell’orazione del Vajont presenterà per il ritorno su La7 del teatro d’autore, è Miserabili. Io e Margaret Thatcher, un racconto in cui si parla di economia, identità e mercato. Tra l’altro qualche mese fa Paolini aveva già presentato lo spettacolo a Taranto, al Tatà, il teatro gestito dalla compagnia tarantina Crest all’ombra delle ciminiere dell’Ilva, nel quartiere Tamburi.

Per accompagnare questa serata-evento, nella giornata del 9 novembre La7 ha programmato un palinsesto ad hoc con la messa in onda del film Grazie Signora Thatcher di Mark Herman (alle 14), del documentario Atlantide sul 20esimo anniversario della caduta del Muro di Berlino (dalle 16 alle 19) e di una puntata speciale di 8 e mezzo , la trasmissione condotta da Lilli Gruber (alle 20.30).

F. Maz.

mercoledì 21 ottobre 2009

Tutti uniti per Taranto


COMUNICATO STAMPA ALTAMAREA

Altamarea ritiene opportuno fare alcune precisazioni in merito alla questione ambientale di cui, fortunatamente, tanto si sente parlare da un po’ di tempo a questa parte. Il risveglio della società civile ha alimentato una serie di iniziative diverse ma convergenti in un unico obiettivo: liberare Taranto e la sua provincia dalla morsa di inquinanti che già tanto hanno deturpato il territorio e soprattutto la salute dei suoi abitanti. Siamo convinti che le tante voci che la città esprime hanno tutte una giusta valenza e solo l’unità di intenti e di collaborazione fra tutte le componenti associazionistiche ma soprattutto dei liberi cittadini porterà i risultati che auspichiamo.
Altamarea ritiene fondamentale la battaglia ambientale sul terreno della democrazia e della partecipazione dei cittadini. Taranto è ad uno snodo importante della sua storia recente. E’ sembrata svegliarsi lo scorso anno, il 29 di novembre, da un torpore civico durato alcuni decenni, oggi vuole contare e decidere. Riteniamo che tutte le iniziative che vengano dalla società civile siano utili e di pari dignità per risolvere una questione che sembra imboccare una via di non ritorno con gli ultimi investimenti proposti e che ha bisogno della partecipazione di tutti. La manifestazione del 28 novembre apparterrà alla città, essa sarà aperta ai cittadini ed associazioni che vorranno partecipare nel segno della tolleranza e della fermezza nella ricerca delle soluzioni necessarie. Cosi come il referendum consultivo indetto per il prossimo anno rappresenterà certamente un formidabile strumento per dibattere la grande questione che ci accomuna e di scelta per i cittadini che vorranno liberamente partecipare. In quella occasione sarà molto interessante sentire il parere di chi ci rappresenta, spiegando prima del referendum stesso la propria posizione. Altamarea conduce una lotta sul terreno della legalità, dei diritti costituzionali e nel rispetto delle leggi europee a cui l’Italia deve attenersi. Taranto città dell’Europa! Non può essere ancora consentito che si produca ancora risparmiando sui costi delle tutele ambientali per lavoratori e cittadini. Oggi può essere possibile il cambiamento ma tutto dipende dai cittadini, a loro noi ci rivolgiamo con tanta sincera passione certi che anche questa volta ci sarà la loro risposta.

Ma non dovevamo vederci più?

A volte ritornano, citava il titolo di un racconto dello scrittore dell'horror Spephen King.
Stamane nella lettura della cronaca dei quotidiani locali leggo con interesse della premiazione del Premio Letterario La Luna e il Drago, premio bandito dall'omonimo Caffè Letterario on Line.

Per saperne meglio leggo il comunicato stampa on line (allegato sotto) e rimango basito nello scorrere degli ospiti il mitico Josè Van Roy Dalì - pittore, scultore (Castelli Romani)!

COMUNICATO STAMPA

Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa
“La Luna e il Drago” - 1° Edizione 2009

Oggetto: cerimonia di premiazione
data: mercoledì 21 ottobre ore 19.30
Luogo: Quartiere delle Ceramiche, antica fabbrica ceramica Papocchia, via Caravaggio – Grottaglie (TA)
Organizzazione: CAFFE’ LETTERARIO LA LUNA E IL DRAGO,a cura di Anna Montella
Per informazioni:

Mercoledì 21 ottobre 2009 a Grottaglie (Ta), presso l'antica fabbrica di Ceramica della famiglia Papocchia, nel Quartiere delle Ceramiche, messa gentilmente a disposizione dai F.lli Ragusa, a partire dalle 19.30, si svolgerà la cerimonia di premiazione del Concorso Nazionale Di Poesia e Narrativa “La Luna e il Drago” - 1° Edizione 2009.
La serata sarà allietata da un intermezzo musicale curato dal musicista e cantautore grottagliese Carmine Fanigliulo (viola) , con Francesco Avellis alla chitarra.

Il concorso, bandito dal Caffè Letterario LALUNAEILDRAGO, ha visto una grande partecipazione con 87 lavori provenienti da tutta Italia e un Comitato di Critica e Lettura (Giuria), composto da otto qualificati operatori del settore, provenienti anch’essi da diverse zone d’Italia.

Un evento che ha visto unite le energie per il raggiungimento di un obiettivo puramente ideale senza scopi di lucro. Un momento di grande aggregazione.
Una esperienza felicissima che si vuole concretizzare, in un prossimo futuro, con la pubblicazione di un’antologia che vada a raccogliere le opere partecipanti, tutte di notevole spessore.

Il Comitato di Critica e Lettura, presieduto dalla N.D. Elisa Silvatici, Critico convegnista e Accademico dell’Ordine dei Cavalieri di S.Stefano P & M. è così composto:
>Margherita Campaniolo - scrittrice, ricercatrice (Trapani)
>Josè Van Roy Dalì - pittore, scultore (Castelli Romani)
>Marcello De Giorgio - Esperto di comunicazione (Bologna)
>Angela Ferilli - scrittrice (Taranto)
>Anna Marinelli - poetessa (San Giorgio Jonico –Ta)
>Luigi Pignatelli - attore, scrittore (Taranto)
>Alfredo Traversa - attore,regista (Grottaglie –Ta)

Tre i primi classificati per ogni sezione (con un ex aequo per il primo classificato della sezione racconti), sei le segnalazioni della Giuria e una Menzione del Caffè Letterario.

Ad ogni autore, così selezionato, verrà consegnato, oltre all’attestato del Caffè Letterario, anche un manufatto in ceramica offerto dai maestri ceramisti di Grottaglie, in un felice "abbinamento" orientato verso la sperimentazione e la ricerca di nuove formule per la promozione del Territorio, attraverso un processo innovativo che mantenga inalterate le antiche tradizioni.
Sette i maestri ceramisti che hanno aderito alla iniziativa:
>Luca D’Abramo
>Enza Fasano
>Stefano Monteforte
>Oronzo Patronelli
>Giuseppe Fasano
>Scaglioso
>Antonio Fasano

A questo punto qualcosa non mi torna.
Dopo una battaglia durata non so quanto tempo sulla storia dei dipinti ospitati nel corso della Mostra della Ceramica che hanno fatto gridare addirittura "all'affaire Dalì!" adesso ci ritroviamo il "maestro" ospite di un premio letterario?
Che il " maestro" sia stato più vittima che artefice dello strano "affaire" estivo è cosa ancora tutta da dimostrare e da chiarire, così come restano da capire le affinità artistiche, qualora ce ne fossero, con il padre naturale. Una certezza però vi è in questa vicenda che il comune detto per cui Grottaglie è amante dei forestieri trova l'ennesima conferma, chiacchierato o discusso che sia l'importante è che sia forestiero!
Nemo profeta in patria!



lunedì 19 ottobre 2009

parte (2) -la libertà di pensiero secondo i nostri politici




“Critica vietata”: parola di assessore

Il politicante di San Marzano, Giancarlo Mancarelli (Pd), assessore provinciale al bilancio, spremuto a dovere vuota il sacco: “La scuola è iniziata, ahimé, e i ragazzi stanno subendo il doppio turno. Già a marzo con la precedente amministrazione e con l’assessore Vinci (ex sindaco di Grottaglie, ndr) avevamo predisposto un bando pubblico per cercare nuovi locali da prendere in affitto. Non li abbiamo trovati perché il bando è andato deserto. Nell’estate noi abbiamo trovato una serie di circostanze che ci hanno dato la possibilità di avere dei locali liberi. In primo luogo un locale in piazza Verdi che consentiva 10 aule. Non ci è stato attribuito dall’Asl per ché non aveva i tre metri d’altezza. Quindi non c’è stata la possibilità di dare una deroga. Abbiamo dovuto trovare un altro locale in via Brodolini per 4 aule al costo di 30 mila euro per la sistemazione più un fitto di 2.200 euro al mese. Solo per il Moscati la Provincia spende di affitto più di 340 mila euro l’anno. Dopodichè noi abbiamo una questione più a corto raggio che è quella della disponibilità importante dell’amministrazione comunale di darci dei locali dell’ex Archimede che verranno acquistati da noi. Noi abbiamo fatto un sopralluogo con isola Verde che è la nostra azienda strumentale. Noi all’Archita abbiamo fatto un lavoro in brevissimo tempo. Avere per il prossimo anno altre due aule per l’aumento di iscrizioni di stare senza alcun problema. Al Ponticello abbiamo trovato 4 aule disponibili in tre giorni: i padri gesuiti si sono già resi disponibili. Investiamo 250 mila euro per ristrutturare alcune aule dell’ex Archimede. A gennaio potremmo riuscire a consegnare. Nella scorsa legislatura l’amministrazione provinciale ha messo ingenti risorse per l’edilizia scolastica: si tratta di quasi 60 milioni di euro. A Grottaglie c’è stato un problema relativo ai suoli. Noi appena ci siamo insediati abbiamo deciso di aumentare le aule a 30, perché oggi ci sono 58 aule. E abbiamo probabilmente perso un anno. Aspettiamo l’acquisizione dell’area. C’era un problema sull’area e l’abbiamo bypassato adesso in via Capri. Però i proprietari sull’avvio del procedimento hanno contestato la mancata discussione delle osservazioni che dovevano passare in consiglio. Il comune ha già ripreso l’iter. Noi avremo il progetto definitivo entro l’anno: questo comporterà la possibilità immediata di fare il bando. Noi il bando vogliamo farlo utilizzando una normativa che prevede il leasing in costruendo. Al di là del fatto che noi i soldi li abbiamo: io sono assessore al bilancio. Dico però che noi avremo i soldi per il primo lotto. Rimarrebbero fuori alcune strutture. Noi stiamo quindi valutando e abbiamo già preso contatti con responsabile ingegnere Anastasia della provincia di Bari. Io posso anche dare dei numeri. Il problema è se il ricorso non dipende soltanto da noi. Tutto l’iter amministrativo burocratico okay. Problemi di soldi non ci sono. Problemi dell’iter se si bypassa questo problema potremo risolverlo. Penso che a inizio del prossimo anno che arriva avremo il bando e col bando i tempi tecnici sono di 60 giorni per partecipare. A fine 2010 mi impe…, dovremmo avere l’individuazione dell’azienda e quindi la possibilità di arrivare, penso. Non sono oggi in condizione di quantificare tutto il denaro pubblico speso l’affitto, comunque ingente. Io penso che garage nel vero senso della parola non ci sono. Il locale commerciale si adegua più facilmente ad essere scuola. La provincia di Taranto sta spendendo per Grottaglie ingenti somme. La critica non aiuta a risolvere il problema”.


40 anni di politica indegna

Il liceo assassino di Gianni Lannes

Benvenuti nel terzo mondo europeo, dove la scuola pubblica è un ricovero di fortuna da 4 decenni e i politicanti quando non speculano direttamente si gingillano con inaugurazioni di strutture fantasma. L’amianto cancerogeno, in barba alle normative di protezione sanitaria e ambientale, fa bella mostra addirittura a scuola, al liceo classico-scientifico “Giuseppe Moscati” (istituito nel 1968-69) di Grottaglie in provincia di Taranto che vanta il record europeo di 8 sedi, alcune fuorilegge: una centrale e sette succursali per 1260 studenti distribuiti in 58 classi, al modico canone di locazione annuo di 340 mila euro (denaro del contribuente versato dalla Provincia). Insomma dove proprio non deve esserci – per legge e buon senso – la plumbea lana delle salamandre danza in quantità industriali sotto forma di grondaie, canne fumarie, tubi termici, condutture idriche e intercapedini. Particolarmente a rischio l’edificio di via Sant’Elia, ex opera nazionale maternità e infanzia, di proprietà comunale. La struttura è imbrigliata da una cappa di eternit in condizioni di evidente friabilità. Quando si sfibra questo minerale non perdona, dando origine a piccolissime scaglie invisibili. I frammenti polverulenti e volatili possono una volta respirati, provocare forme tumorali alle vie respiratorie anche a distanza di molti anni. La letteratura scientifica parla chiaro: una volta inalate le fibre di amianto, poiché sono indistruttibili si depositano nella pleura anche per 20 anni prima che il tumore si scateni in tutta la sua virulenza. Non a caso l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che “l’amianto a qualsiasi concentrazione nell’aria è pericoloso”. Per ammalarsi gravemente basta anche una singola particella di silicati fibrosi a contatto con i polmoni. In sostanza l’asbesto è fonte di pericolo se penetra nei tessuti corporei e questa evenienza si verifica, appunto, quando è sospeso nell’aria sotto forma di polvere inalabile. Conseguenze epidemiologiche sulla popolazione studentesca e sui cittadini? Mai valutate dall’autorità sanitaria, né dal Comune e nemmeno dalla Provincia. Il 30 settembre dopo aver accertato l’evidente pericolo si chiama in causa il responsabile della sicurezza. L’ingegnere Domenico Masella cade dalle nuvole: “Amianto che? Vuole scherzare: in quella scuola non c’è amianto, sono sicuro” spergiura il tecnico. A tutt’oggi nonostante la mirata segnalazione non è stato ancora adottato alcun provvedimento cautelativo. E come al solito il presidente dell’amministrazione provinciale Giovanni Florido non si degna neanche di rispondere al telefono nonostante il preciso avvertimento. “Non credo proprio che ci sia amianto – sbotta infastidito il sindaco Raffaele Bagnardi (centro-sinistra) – se c’è questa situazione è colpevole chi immediatamente non lo segnala. Se c’è qualcuno che ha la consapevolezza di questa cosa e non la sta segnalando dovrebbe essere lui immediatamente incriminato perché su queste cose non si scherza. E’ grave che il responsabile della sicurezza neghi l’evidenza”. A parte il disdicevole scaricabarile, il primo cittadino dimentica i suoi obblighi legislativi: è la massima autorità sanitaria del paese. Spetta a lui adottare ordinanze urgenti in caso di pericolo. Bagnardi telefona dopo qualche minuto e aggiunge: “Intanto la ringrazio. La competenza è totale della Provincia perché il Comune ha solo la nuda proprietà. Mi aspetto una denuncia della situazione da parte della provincia o comunque da parte della scuola”. Il dirigente scolastico Guglielmo Matichecchia, in carica dall’1 settembre 2004 – preceduto da Pietro Lucchese (1996-2004) e prima ancora da Francesco Lupo (1983-1996) – tuttavia non ha dubbi: “la sede di via Sant’Elia è idonea, l’abbiamo sistemata. E’ una scuola: lì abbiamo strutture, attrezzature, aule che sono avanzatissime”. Bontà sua. Le sorprese non si esauriscono in un amen. “Dall’ispezione del provveditorato delle opere pubbliche è emerso che per quanto riguarda le condizioni di stabilità delle sedi non ci sono problemi per nessuna sede” ripete in un mantra Matichecchia. Messo all’angolo l’autoritario capo d’istituto, amico di Florido (Pd) noto alle cronache nazionali per la misoginia politica, ammette: “I problemi derivano dalla varietà e dalla molteplicità delle sedi. I disagi ci sono anche per gli insegnanti che devono spostarsi. Abbiamo qualche sede che insomma anche se idonea per quanto riguarda le strutture è una sede più disagiata per quanto riguarda altre condizioni che attengano il fatto che affacciano sul piano terra, sulla strada e quindi con i disagi. Comunque è impropria la definizione di garage perché il garage ha un significato nella lingua italiana e sono locali commerciali. Non sono né scantinati né sottoscala”. Cosimo Annichiarico, presidente dell’associazione “Amici del Moscati”, un sodalizio al quale aderiscono un considerevole numero di alunni, docenti , genitori e personale non docente, ha scritto nero su bianco in un comunicato pubblico: “Il Consiglio d’Istituto è stato costretto a deliberare, a partire dal 21 settembre, lo svolgimento delle attività didattiche con turni antimeridiani e pomeridiani, data la mancanza di otto aule e continuando ad accettare come normali sei inagibili aule-garage e una disseminazione sul territorio comunale di otto sedi, rassegnandosi a vederle estese a dieci, se e quando saranno approntate le altre due necessarie per ospitare le otto aule eccedenti la disponibilità attuale”. Walter conferma sulla propria pelle: “Abbiamo otto sedi tutte formate però da 2 a 4 classi. Si tratta di garage più che altro. Molti sanno che due o tre sedi non sono agibili: via Umbria, via Amalfi, piazza Verdi”. Allora, diamo un’occhiata a via Umbria. In loco effettivamente si fa lezione in box adibiti a scuola con tanto di saracinesca. Uscite di sicurezza e finestre? Neanche a parlarne. La professoressa Angela Sansonetti, confidente del dirigente Matichecchia tenta addirittura di impedire fisicamente al cronista di osservare la struttura dall’esterno, ossia dalla strada pubblica ingombra di auto in sosta. “E’ vietato fotografare”: gracchia visibilmente inacidita dalla curiosità giornalistica. In questo polo d’eccellenza a base di fondi sociali europei (Pon), ad uso e consumo del Matichecchia e della sua cricca affamata, dove in passato si sono sprecati i seminari di luminari come Mentana, Galimberti e Garofano, manca perfino luce e aria. “Il problema di quest’anno è il turno pomeridiano – rivela Maria – E’ un nostro diritto avere la scuola al mattino quando la mente è più aperta e riposata. Nel pomeriggio si fa più fatica ad apprendere”. Impossibile dargli torto. “Il problema si acuisce per i pendolari – chiosa Nicola – che tornano a casa dopo le 21 se gli autobus arrivano in orario. Il preside aveva promesso che tutto si sarebbe risolto entro la metà di ottobre. Invece”. Il Moscati non ha una palestra né cortili. “Siamo nella villa comunale a fare educazione fisica. Manca tutto – accusa Michele – Non è dignitoso. Non sono rispettate le norme di sicurezza, di vivibilità. Manca proprio la concezione della scuola che dovrebbe essere fonte di sapere. Che esempio pretendono di inculcarci così gli adulti?”. Non mancano gli insegnanti obiettivi: “I ragazzi hanno ragione. Sono un docente di educazione fisica e siamo ridotti a fare lezione all’aperto” denuncia Giuseppe Castellana”. “In questo degrado inascoltato come si fa a insegnare il senso civico?” gli fa eco la collega Pina Colitta. L’analisi di Loredana Russo coglie nel segno. “Mi dica se questo è un docente, uno che svolge le sue lezioni in un garage; uno che ha ore di buco solo per passare da una sede all’altra, ogni giorno, con ogni situazione metereologica; uno che deve urlare più forte del fruttivendolo del mercato per farsi ascoltare dagli studenti seduti nei banchi delle ultime file; uno che, per usufruire di un laboratorio di informatica deve portare i ragazzi in un altro plesso. Questa è la situazione in cui lavorano i docenti del liceo Moscati, con un peggioramento graduale di anno in anno”. Questa professoressa, rea di aver messo il dito nella piaga, è stata intimidita pesantemente dall’assessore provinciale al bilancio, Giancarlo Mancarelli che non tollera le critiche costruttive. La professoressa Russo aggiunge: “Si cercano appartamenti da trasformare in aule, per evitare il doppio turno; si propone di chiudere qualche sede periferica, per trasferire le aule in altri locali provvisori. Insomma, come da circa 40 anni a questa parte, si cambia tutto per non cambiare niente. Come può un corpo docenti di qualità fare scuola di qualità al Moscati in garages e locali? Quante scuole si sarebbero potute costruire con i centinaia di migliaia di euro spesi ogni anno dalla provincia per il fitto dei locali? Io, nei garages, nei locali privati, non ci voglio andare più. E non voglio che stiano i miei studenti”. I politicanti locali non sfornano che costose soluzioni di ripiego, invece di realizzare una sede davvero unica, dotata di aule sufficienti, laboratori, palestre. “L’attuale progetto nasce già vecchio in quanto prevede solo 40 aule, insufficienti ad ospitare l’attuale popolazione studentesca” denuncia il consigliere comunale d’opposizione Michele Santoro (Pdl). L’aria che si respira è quella classica di “mani sulla città” del regista Rosi. Il 23 maggio 2009 il Tar di Lecce ha annullato tutti gli atti emanati dalla Provincia e dal Comune relativi alla realizzazione del nuovo liceo Moscati, su ricorso dei proprietari dei terreni, oggetto di esproprio. La sentenza è così motivata: “Per un verso il Consiglio Comunale non seguiva l’iter consueto (…) e, per altro verso e soprattutto, neppure procedeva in via diretta all’esame delle osservazioni formulate dai soggetti interessati, demandando lo stesso ai tecnici incaricati della progettazione e ai dirigenti degli uffici comunali coinvolti (…) l’iter percorso dal Comunque era dunque viziato e deve essere invalidato, appunto, in quanto illegittimamente lesivo delle posizioni dei soggetti interessati (…)”. Ma il Tribunale amministrativo regionale si è pronunciato anche nei confronti della Inedil srl, di proprietà dei fratelli Stefano e Felice Intini con sede a Noci (Bari), che “in quanto proprietaria di terreni prossimi a quelli interessati dal progetto e sui quali, secondo i ricorrenti, potrebbe in ipotesi ubicarsi la scuola, ha un interesse a conservare gli atti oggetto di gravame, al fine di evitare l’espropriazione delle proprie aree”. Il gruppo Intini è coinvolto in alcune inchieste giudiziarie (Procure di Napoli e Bari) relative a commesse per la costruzione di edifici statali. Magari Franco Sebastio, capo della procura di Taranto – o addirittura la Direzione distrettuale antimafia – potrebbe far luce su questo affare dietro le quinte. Il sindaco Bagnardi interpellato il 16 ottobre dichiara: “Ho già trasmesso al presidente del consiglio comunale la delibera per la riapprovazione urbanistica per la costruzione del nuovo liceo. Certo non sarà la sede unica. Per quanto riguarda Intini l’amministrazione comunale non sa assolutamente nulla e non ha alcun rapporto col gruppo Intini”. Possibile? La società degli Intini nelle aree limitrofe al luogo destinato ad ospitare una delle sedi liceali ha proposto al Comune la realizzazione di un programma ex articolo 18 del decreto legislativo 152/1991. Secondo l’avvocato Antonio Lupo, “questa sentenza mette in evidenza due fattori. Il primo è che il Consiglio Comunale è venuto meno al suo compito politico per il quale i suoi membri sono stati eletti. Il secondo è quello di aver affermato che la ditta Inedil srl è controinteressata al mantenimento degli atti oggetto del ricorso che riguardano la costruzione del liceo. In altri termini – spiega l’amministrativista – l’Inedil secondo la sentenza appare un soggetto che un interesse a mantenere la procedura espropriativa a carico di altri soggetti proprietari di aree più sfortunate, oggetto di procedura espropriativi per la realizzazione del Liceo, mentre l’Inedil stessa realizzerebbe su aree confinanti edifici destinati a edilizia residenziale. Infatti il 15 luglio scorso, gli stessi proprietari autori del primo, hanno presentato un nuovo ricorso al Tar di Lecce e sempre nei confronti del Comune, provincia e Inedil srl, perché il comune di Grottaglie ha di nuovo avviato procedimento di esproprio nei loro confronti. Come mai. Conclude l’esperto – il Comune dopo la prima batosta intende pervicacemente continuare a coltivare la stessa procedura espropriativi?”. Una sede possibile: l’ex ospizio. “La città più volte ed anche pubblicamente ha chiesto di recuperare e trasformare l’ex convento dei cappuccini nella sede definitiva del Liceo Moscati” rivela la saggia professoressa Etta Ragusa. I 9 milioni di euro disponibili per la nuova struttura sono oltremodo sufficienti per riattare l’ex ospizio. Perché non utilizzare almeno una parte degli 8.050.108,85 euro di royalties incassati – nel periodo 1999-2008 – dall’amministrazione comunale per la pericolosa discarica Ecolevante Spa, al fine di bonificare l’intero territorio? Di amianto ci si ammala e spesso si muore: silicosi, asbestosi, mesotelioma pleurico e dell’intestino, carcinoma del polmone, della laringe, dello stomaco e del colon. Si può sempre correre ai ripari ,ma probabilmente il danno sugli ignari esseri umani è gia fatto. Un’indagine epidemiologica potrebbe fotografare almeno la situazione. Un dettaglio: nel 1992 la legge 257 ha messo al bando in Italia il minerale che uccide e ha dettato le linee guida per lo smaltimento e per la sicurezza dei luoghi. Se 301.433 cittadine e cittadini della provincia di Taranto, ovvero la maggioranza, nella recente tornata elettorale non si sono recati alle urne un motivo fondato ci sarà. Non vi pare?