martedì 22 settembre 2009

Il ciuccio e il resto del mondo

Obama: «Clima, rischiamo la catastrofe»

Il presidente cinese: «Ridurremo notevolmente le nostre emissioni». Ban Ki-moon: lentezza glaciale dei negoziati

MILANO - «La minaccia è grave, urgente e crescente: se non agiremo rischiamo di consegnare alle future generazioni una catastrofe irreversibile». Il presidente americano Barack Obama lancia l'allarme sul futuro del pianeta da New York, dove è in corso il summit dell'Onu sul clima: «Il tempo rimasto per correre ai ripari sta per scadere. La sicurezza e la stabilità di tutte le nazioni e di tutti i popoli sono a rischio». Obama non nasconde che un nuovo accordo sul clima, anche se possibile, «non sarà facile». «Non ci facciamo illusioni, la parte più dura del lavoro resta ancora da fare in vista di Copenaghen - ha detto il presidente americano -. Anche gli Stati Uniti hanno fatto poco, ma questo è un nuovo giorno, questa è una nuova era e posso dire con orgoglio che gli Stati Uniti hanno fatto di più per l’energia pulita e per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera negli ultimi otto mesi che in qualsiasi altro periodo della storia». Quindi ha invitato anche i Paesi emergenti coma la Cina e l'India «a fare la loro parte, adottando misure vigorose».

HU: «RIDUZIONE CO2» - E proprio la Cina, come atteso, ha lanciato un segnale positivo. Il presidente Hu Jintao ha detto che il Paese intende ridurre le emissioni di anidride carbonica per ogni unità di prodotto nazionale lordo di un «margine notevole» entro il 2020. Davanti a una platea di oltre cento leader mondiali, Hu ha precisato che il suo governo sta portando avanti enormi sforzi e che continuerà ad agire «con determinazione»: ha parlato di un importante aumento della superficie boschiva, di tecnologie eco-sostenibili e di un aumento del 15% della quota di energia non fossile nel totale del consumo grazie a uno «sviluppo vigoroso» delle energie rinnovabili e nucleare. Ad oggi la Cina è considerata il Paese maggiormente responsabile dell'inquinamento globale dell'atmosfera assieme agli Usa: ai due Paesi è riconducibile il 40% delle emissioni di Co2. Il primo ministro giapponese Yukio Hatoyama, dicendosi in totale accordo con il «Green New Deal» di Obama, ha ricordato che il suo Paese intende ridurre del 25% le emissioni di gas serra entro il 2020.

BAN KI-MOON - L'incontro al Palazzo di Vetro è stato aperto dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che ha rimproverato la comunità internazionale per la «lentezza glaciale» dei negoziati verso un nuovo trattato che sostituisca il protocollo di Kyoto nel 2013. «Abbiamo meno di dieci anni per evitare gli scenari peggiori - ha detto Ban di ritorno da una missione al Polo Nord -. Sull'Artico i ghiacci potrebbero sparire entro il 2030 e le conseguenze sarebbero sentite dai popoli di ogni continente». Il cambiamento climatico colpisce soprattutto i Paesi meno sviluppati e in particolare l'Africa, dove «il cambiamento climatico minaccia di cancellare anni di sviluppo, destabilizzando Stati e rovesciando governi». Ban ha lanciato un appello ai Paesi industrializzati, invitandoli «a fare il primo passo», perché così «altri adotteranno misure audaci». Il nuovo trattato deve includere «obiettivi per la riduzione di emissioni entro il 2020 e supporto finanziario e tecnologico» ai Paesi in via di sviluppo. Un fallimento alla conferenza sul clima di Copenaghen di dicembre, ha concluso, sarebbe «moralmente ingiustificabile, economicamente miope e politicamente avventato».

PAM: «FAME IN AUMENTO» - Anche il Programma alimentare mondiale dell'Onu si è unito all'appello del segretario generale. «Il cambiamento climatico riguarda tutti noi. Ogni giorno al Pam osserviamo gli effetti dei danni che la fame, causata dagli eventi atmosferici, infligge alle persone che ricevono il nostro aiuto. Ogni giorno assistiamo persone colpite da siccità e inondazioni - dichiara il direttore esecutivo Josette Sheeran -. Sulla scia della crisi finanziaria e di quella alimentare, la fame causata dagli eventi atmosferici sta ora colpendo senza tregua le comunità povere e affamate. L'Obiettivo di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite per sconfiggere la fame è quello a maggior rischio. Esso sta perdendo terreno, con 150 milioni di nuovi affamati negli ultimi due anni».

da corriere.it

Tutto il mondo lancia il grido di allarme, RIDUCIAMO LE EMISSIONI DI CO2, si rischia una catastrofe climatica colossale!

Lo dice perfino HU Jintao Primo Ministro della Cina, fino ad oggi sorda a qualunque politica di limitazione delle emissioni di CO2 per assecondare l'impetuoso sviluppo di una delle più grandi potenze mondiali.

E mentre c'è chi denuncia a superare la lentezza glaciale dei negoziati, abbiamo i rappresentanti al governo della ns. provincia, i quali, quasi vivessero si di un'altro pianeta, o forse un'altra galassia, visto la loro lontananza di pensiero con quella di qualunque altro essere umano dotato di un seppur minimo buonsenso, allegramente dichiarano:

“L’anidride carbonica non è dannosa per la salute dei cittadini, al massimo contribuisce a danneggiare l’ambiente incidendo sul così detto buco dell’ozono ed è un fenomeno mondiale non certo tarantino".

A questo punto ci sentiamo in dovere di sottoscrivere ed approvare il concorso bandito dal blog del Comitato per Taranto, il quale:
  • stante la prova di "alta scienza e conoscenza" dimostrata da sempre dai nostri amministratori, e particolarmente nella vicenda del raddoppio ENI;
  • considerata la loro riconosciuta, decennale, abilità a trascinare con forza il peso di tutta l'area tarantina e non solo, nel baratro del disastro ambientale e sanitario;
  • approfittando della coincidenza sorta in agro di Crispiano e di sotto riportata,
ha indetto il concorso:

Tutte le proposte "onomastiche" potranno pervenire direttamente sul sito www.comitatopertaranto.blogspot.com inserendo un commento nell'apposito post.
Al nome più votato andrà la palma di "asino dell'anno" e la foto in primo piano sul blog.

Affrettatevi!

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