mercoledì 30 settembre 2009

COMUNICATO STAMPA di Vigiliamo per la discarica



PROCESSO ECOLEVANTE: L’azione popolare sostituisce nel processo il Comune di Grottaglie e la Provincia rimasti inerti

Il 5 ottobre prossimo inizierà il processo nei confronti del rappresentante legale della Ecolevante spa dott. Boccini e del funzionario della Provincia ing. Ruggieri, dopo il rinvio a giudizio deciso lo scorso giugno dal gip dott.ssa Ingenito.
Solo ripercorrendo l'iter di questo processo se ne può capire la portata.
Il 21 luglio 2006 Vigiliamo avvia l'azione legale, con la richiesta di sequestro del III lotto, dopo che il Tribunale amministrativo di Lecce aveva accolto il ricorso di Vigiliamo per le illegittimità nelle autorizzazioni.
Dopo la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’amministratore delegato di Ecolevante e del dirigente del Servizio ecologia e ambiente della Provincia, alcuni cittadini grottagliesi, nella loro qualità di elettori, propongono una “azione popolare”.
Cioè, nello stesso procedimento penale avviato da Vigiliamo, questi cittadni-elettori si sostituiscono al Comune di Grottaglie e alla Provincia, che sono rimasti inerti (cioè senza prendere posizione alcuna), costituendosi parte civile e chiedendo i danni da devolvere a favore dello stesso Comune e della Provincia.
Riguardo all’azione popolare il gup evidenzierà che “la sostituzione dell’attore popolare al Comune costituisce una grave limitazione all’autonomia dell’ente”.
Nel 2007, nel procedimento “madre” impostato da Vigiliamo si innesta un altro procedimento promosso su denuncia delle associazioni: Sud in movimento, Anpana e Lida, e del Comune e della Pro loco Marciana di S. Marzano.
Nell'aprile 2009 vengono tutti ammessi al processo dal Giudice delle udienze preliminari: cittadini elettori costituitisi nell'azione popolare, associazioni e Comune di S. Marzano.
Pertanto, nel processo che inizierà il 5 ottobre, l’azione popolare sostituisce il Comune di Grottaglie e la provincia di Taranto e, a quanto risulta al comitato Vigiliamo per la discarica, è la prima volta che nel circondario del Tribunale di Taranto viene esercitata e riconosciuta un’azione popolare da parte di cittadini elettori.

sabato 26 settembre 2009

Lo spirito giusto







Un giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli
e devi cominciare da zero

Situazioni che stancamente
si ripetono senza tempo
una musica per pochi amici
come tre anni fa

A questo punto non devi lasciare
qui la lotta è più dura, ma tu
se le prendi di santa ragione
insisti di più

Sei testardo, questo è sicuro
quindi ti puoi salvare ancora
metti tutta la forza che hai
nei tuoi fragili nervi

Quando ti alzi e ti senti distrutto
fatti forza e vai incontro al tuo giorno
non tornar sui tuoi soliti passi
basterebbe un istante

Mentre tu sei l'assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadende
raccontare a tutta la gente
del suo falso incidente

Paul Connett a Taranto

IL 30 SETTEMBRE 2009 SI SVOLGERA' L'OTTAVA GIORNATA INTERNAZIONALE PER LE ALTERNATIVE ALL'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

PER L'OCCASIONE MARTEDì 29 SETTEMBRE 2009 A TARANTO CI SARA' UN CONVEGNO

--DIO RICICLA, IL DIAVOLO BRUCIA--
ALTERNATIVE ECOSOSTENIBILI ALL'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

relatore

PAUL CONNETT

PROFESSORE EMERITO DI CHIMICA AMBIENTALE presso la St. LAWRENCE UNIVERSITY di NEW YORK fondatore della Rete Mondiale “RIFIUTI ZERO”.



REFERENTE GABRIELLA BONINO e IL MEET UP "GRILLI DELLE 100 MASSERIE" CRISPIANO-TARANTO


Verrà inoltre presentata dall'associazione DIRITTO AL FUTURO http://www.dirittoalfuturo.it/ la campagna "RIMBORSO DEL CIP6" (7% della bolletta elettrica dal 2001 al 2007)

Patrocinio Assessorato Pubblica Istruzione e Università della Provincia di Taranto


ore 17:00 MARTEDI' 29 SETTEMBRE 2009 - Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto -
Via Anfiteatro 1, Taranto

info:gabriellabonino@libero.it 320-3606590 http://www.meetup.com/cento-masserie/it/
http://www.facebook.com/group.php?gid=144018426636

venerdì 25 settembre 2009

Figur di m...

Che la nostra Giunta Provinciale e la variegata coalizione politica di maggioranza che la sostiene non fosse per così dire di prim'ordine, era un dubbio più che fondato, i fatti o meglio i misfatti che la stessa maggioranza ha prodotto in pochi mesi dall'insediamento ne sono una incontrovertibile conferma.
L' accoglimento da parte del TAR Lecce del ricorso proposto dall' Avvocato Nicola Russo a nome di Taranto Futura non è solo la cartina tornasole di quanto questa giunta ci tenga al ruolo delle donne ed alle cd. pari opportunità ( sulla quale si è aperto un dibattito di sapore prettamente ideologico e di schieramenti...Gabriella Carlucci che mi parla di dignità del ruolo della donna...) ma è sopratutto la dimostrazione, palese, che il buon Presidente Florido è letteralmente ostaggio e diretta espressione di una classe politica che pur di arraffare l'arraffabile, di avere la rappresentanza degli uomini chiave al potere, se ne fa un baffo delle buone norme di equilibrio e dei regolamenti provinciali vigenti. La logica dominate è la seguente:il potere a tutti i costi, anche se in violazione della norma e della legge.
Orbene farebbe bene il Presidente Florido, invece che figurare come vittima di questa situazione, visto che lui ha firmato e scelto queste alte personalità per la sua giunta, a considerarsi come complice e co-artefice di questa imbarazzante situazione e qualora ancora ci fossero barlumi seppur lontani di etica e moralità nel suo agire politico, di rassegnare le proprie dimissioni in maniera tale da far scegliere ai cittadini della Provincia di Taranto, persone perlomeno dotate di un senso civico e non politico più alto di quello che l'attuale maggioranza e giunta Provinciale hanno dimostrato. Speranza forse vana ma necessaria!

da Repubblica.it

Il presidente della Provincia Gianni Florido (Pd) ha trenta giorni per modificare l'esecutivo
Il ministro Carfagna: "Se manca la sensibilità dei politici, ben venga questa decisione"

Taranto, giunta senza donne
e il Tar annulla le nomine

Il Pd: "Ottima sentenza, grave che sia una giunta di centronistra"


TARANTO - La giunta provinciale di Taranto è stata annullata perché non rispetta le quote rosa così come dispone il regolamento dell'ente. Lo ha deciso il Tar di Lecce accogliendo il ricorso di un comitato cittadino che ha chiesto l'annullamento delle nomine degli assessori perché tutti maschi.

I giudici della sezione amministrativa (presidente Aldo Ravalli) hanno ordinato al presidente della Provincia, Gianni Florido, del Pd, di modificare la giunta entro trenta giorni in modo da assicurare la presenza di entrambi i sessi nell'esecutivo, composto ora da dieci assessori, tutti maschi.

"Un buon amministratore, un politico attento, dovrebbe mostrare sensibilità nei confronti delle donne e garantire una adeguata rappresentanza della componente femminile in ciascun organismo, a prescindere dalle quote rosa, alle quali sono sempre stata contraria" ha commentato il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. "Se questa sensibilità viene a mancare, come nel caso della Provincia di Taranto, ben venga un intervento del Tar a rimettere le cose a posto".

Anche il Pd è d'accordo con la sentenza. "Una buona notizia dichiara Vittoria Franco, responsabile Pari Opportunità. "Una situazione tanto più grave perché a guidare la provincia è un'amministrazione di centrosinistra. Il partito democratico ha nel suo dna il principio della pari rappresentanza, dunque non possono essere proprio i nostri amministratori a contravvenire a tale principio". "Il nostro è l'unico partito - afferma il dirigente del Pd - che fin dalla sua fondazione ha nel suo Statuto la regola delle quote minime di rappresentanza per i generi".

Il ricorso era stato presentato dall'avvocato Nicola Russo, coordinatore del Comitato cittadino "Città futura", promotore in passato di un referendum sulla chiusura totale o parziale dell'Ilva. La Provincia di Taranto è stata difesa dall'avvocato Cesare Semeraro, mentre gli assessori non si sono costituiti in giudizio. Il ricorrente lamentava il mancato rispetto di alcune specifiche norme dello Statuto della Provincia di Taranto e dalla normativa sulle pari opportunità.

da corriere.it

Taranto, giunta tutta al maschile?
Il Tar: è da rifare. Carfagna: bene così

Il tribunale accoglie il ricorso contro la composizione "sbilanciata" dell'esecutivo della Provincia di Taranto


TARANTO - Esecutivo con troppo testosterone e il Tar ne chiede di abbassare i livelli. Succede a Taranto, dove la giunta provinciale di centrosinistra è stata dichiarata illegittima a causa del mancato rispetto delle quote rosa, così come dispone lo stesso regolamento dell'ente. La decisione è del Tribunale amministrativo di Lecce, che ha accolto il ricorso del comitato «Taranto Futura» presentato dall'avvocato Nicola Russo. I giudici (presidente Ravalli) hanno così accolto l'istanza proposta con il ricorso e ordinano al presidente della Provincia «di procedere alla modificazione della giunta in modo tale - si legge nel dispositivo - da assicurare la presenza di entrambi i sessi».

IL DISPOSITIVO - Il presidente Gianni Florido, del Pd, ha 30 giorni per obbedire ai giudici. Il ricorso accolto dal Tar si rifà all'articolo 48 dello statuto della Provincia nel quale si dispone «che il presidente nomina i componenti della giunta, tra cui il vicepresidente, secondo le modalità previste per legge e nel rispetto del principio delle pari opportunità, sì da assicurare la presenza di entrambi i sessi». L'esecutivo, composto da dieci assessori, oggi è formato da soli uomini.

CARFAGNA: BENE IL TAR - Immediate le reazioni politiche. Secondo il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, «un buon amministratore, un politico attento, dovrebbe mostrare sensibilità nei confronti delle donne e garantire una adeguata rappresentanza della componente femminile in ciascun organismo - ha detto il ministro - a prescindere dalle quote rosa alle quali sono sempre stata contraria. Se questa sensibilità viene a mancare, come nel caso della Provincia di Taranto, ben venga un intervento del Tar a rimettere le cose a posto», ha concluso.

FLORIDO: SENTENZA GIUSTA - La risposta di Florido non si è fatta attendere. «Penso che quella del Tar sia una sentenza giusta», ha detto al Corriere del Mezzogiorno. «Se la composizione della giunta provinciale di Taranto è tutta al maschile, è perché dai partiti non sono arrivate proposte femminili. Io ho sempre difeso le quote rosa e, a dirla tutta, questa sentenza mi risolve un problema politico. Se correrò ai ripari? Di certo rispetterò il dispositivo del Tar», ha concluso.

Nazareno Dinoi

mercoledì 23 settembre 2009

C.S Processo Ecolevante: da che parte sta il Comune di Grottaglie?

Il 5 ottobre presso il Tribunale di Taranto, si terrà il processo a carico della discarica Ecolevante e del dirigente della provincia di Taranto, i quali risponderanno di abuso d’ufficio, realizzatosi nella fase di rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione della discarica,.

In tale processo, il sud in movimento, unitamente ad altre associazioni e cittadini, di Grottaglie e San Marzano, è costituito parte civile, appare strano però, che in tale processo non si sia costituito il Comune di Grottaglie e le Provincia di Taranto, pur essendo previsto nei loro statuti la possibilità di farlo.
Tale mancanza da parte di questi enti, che sono rappresentanti degli interessi di tutta la collettività, appare strana e preoccupante oltre che incomprensibile.
Come è noto, la possibilità di costituirsi c’è l’hanno ancora, infatti, prima dell’apertura del dibattimento tale possibilità viene riconosciuta a coloro che non si siano costituiti davanti al GUP.

Quindi, come mai non ci sono atti deliberativi in tal senso? Come mai non si sono nemmeno preoccupati di agire in difesa degli interessi della collettività?
Francamente, tutta la vicenda legata alla discarica è poco chiara, così come lo è la posizione dell’amministrazione comunale e provinciale, tale atteggiamento, ovviamente certamente non aiuta a chiarire alcunché.

Non si comprende infatti come mai, i nostri amministratori, in particolar specie l’assessore all’ambiente e il sindaco, siano immobili innanzi alle continue lamentele del sindaco di San Marzano, delle associazioni, dei cittadini che a San Marzano lamentano l’invivibilità della città a causa delle puzze., che da qualche tempo arrivano anche a GROTTAGLIE.

Il fatto è francamente strano, va ricordato che recentemente la Regione, ha rilasciato alla Ecolevante spa, l’autorizzazione alla ricezione di rifiuti contenenti amianto, a patto di trattare la discarica come un sito da bonificare. In quella circostanza l’assessore all’ambiente non espresse nessun diniego, come mai? E come mai nonostante tali cautele le puzze sono aumentate?

A tali problemi, sino ad oggi hanno risposto con l‘immobilismo, facendo spallucce, atteggiamento che da quando si parla di discarica rispecchia la linea politica del partito di appartenenza e della maggioranza, che nessuna posizione sembra esprimere in merito.

Appare chiaro, allora, che sono tutti pronti a fare quadrato intorno alla discarica, assicurando, ai cittadini, solo a parole, di essere contrari, ma allora, perchè la maggioranza non approva un documento di indirizzo con cui dichiara che non ci saranno ulteriori ampliamenti, anche alla luce dei lavori che intorno al terzo lotto si stanno realizzando, presumibilmente per il quarto lotto.

Siamo certi che quell’atto di indirizzo verrebbe sostenuto anche dalla minoranza, che però non sembra nemmeno richiederlo. Allora mentre tutti sono pronti al parapiglia, i termini decorrono, gli atti di indirizzo non si propongono, e le cose rimangono sempre allo stesso modo, evidentemente perché, per cambiare ci vuole coraggio, qualità che negli ultimi tempi sembra latitare.

Speriamo che il sindaco o l’ assessore, probabilmente impegnati per le regionali, entro il 5 ottobre si ricordino e provvedano a costituirsi parte civile, e predispongano l’atto di indirizzo, altrimenti tutti i proclami e le buone intenzioni cadranno nel vuoto.


comunicato stampa del sud in movimento

martedì 22 settembre 2009

E' POSSIBILE LA RINASCITA CIVICA DI GROTTAGLIE? 4° incontro


E' POSSIBILE LA RINASCITA CIVICA DI GROTTAGLIE?

Venerdì 25 settembre 4° incontro, ore 20

c/o CASA PER LA PACE
Via San Francesco de Geronimo 3 Grottaglie


Il ciuccio e il resto del mondo

Obama: «Clima, rischiamo la catastrofe»

Il presidente cinese: «Ridurremo notevolmente le nostre emissioni». Ban Ki-moon: lentezza glaciale dei negoziati

MILANO - «La minaccia è grave, urgente e crescente: se non agiremo rischiamo di consegnare alle future generazioni una catastrofe irreversibile». Il presidente americano Barack Obama lancia l'allarme sul futuro del pianeta da New York, dove è in corso il summit dell'Onu sul clima: «Il tempo rimasto per correre ai ripari sta per scadere. La sicurezza e la stabilità di tutte le nazioni e di tutti i popoli sono a rischio». Obama non nasconde che un nuovo accordo sul clima, anche se possibile, «non sarà facile». «Non ci facciamo illusioni, la parte più dura del lavoro resta ancora da fare in vista di Copenaghen - ha detto il presidente americano -. Anche gli Stati Uniti hanno fatto poco, ma questo è un nuovo giorno, questa è una nuova era e posso dire con orgoglio che gli Stati Uniti hanno fatto di più per l’energia pulita e per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera negli ultimi otto mesi che in qualsiasi altro periodo della storia». Quindi ha invitato anche i Paesi emergenti coma la Cina e l'India «a fare la loro parte, adottando misure vigorose».

HU: «RIDUZIONE CO2» - E proprio la Cina, come atteso, ha lanciato un segnale positivo. Il presidente Hu Jintao ha detto che il Paese intende ridurre le emissioni di anidride carbonica per ogni unità di prodotto nazionale lordo di un «margine notevole» entro il 2020. Davanti a una platea di oltre cento leader mondiali, Hu ha precisato che il suo governo sta portando avanti enormi sforzi e che continuerà ad agire «con determinazione»: ha parlato di un importante aumento della superficie boschiva, di tecnologie eco-sostenibili e di un aumento del 15% della quota di energia non fossile nel totale del consumo grazie a uno «sviluppo vigoroso» delle energie rinnovabili e nucleare. Ad oggi la Cina è considerata il Paese maggiormente responsabile dell'inquinamento globale dell'atmosfera assieme agli Usa: ai due Paesi è riconducibile il 40% delle emissioni di Co2. Il primo ministro giapponese Yukio Hatoyama, dicendosi in totale accordo con il «Green New Deal» di Obama, ha ricordato che il suo Paese intende ridurre del 25% le emissioni di gas serra entro il 2020.

BAN KI-MOON - L'incontro al Palazzo di Vetro è stato aperto dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che ha rimproverato la comunità internazionale per la «lentezza glaciale» dei negoziati verso un nuovo trattato che sostituisca il protocollo di Kyoto nel 2013. «Abbiamo meno di dieci anni per evitare gli scenari peggiori - ha detto Ban di ritorno da una missione al Polo Nord -. Sull'Artico i ghiacci potrebbero sparire entro il 2030 e le conseguenze sarebbero sentite dai popoli di ogni continente». Il cambiamento climatico colpisce soprattutto i Paesi meno sviluppati e in particolare l'Africa, dove «il cambiamento climatico minaccia di cancellare anni di sviluppo, destabilizzando Stati e rovesciando governi». Ban ha lanciato un appello ai Paesi industrializzati, invitandoli «a fare il primo passo», perché così «altri adotteranno misure audaci». Il nuovo trattato deve includere «obiettivi per la riduzione di emissioni entro il 2020 e supporto finanziario e tecnologico» ai Paesi in via di sviluppo. Un fallimento alla conferenza sul clima di Copenaghen di dicembre, ha concluso, sarebbe «moralmente ingiustificabile, economicamente miope e politicamente avventato».

PAM: «FAME IN AUMENTO» - Anche il Programma alimentare mondiale dell'Onu si è unito all'appello del segretario generale. «Il cambiamento climatico riguarda tutti noi. Ogni giorno al Pam osserviamo gli effetti dei danni che la fame, causata dagli eventi atmosferici, infligge alle persone che ricevono il nostro aiuto. Ogni giorno assistiamo persone colpite da siccità e inondazioni - dichiara il direttore esecutivo Josette Sheeran -. Sulla scia della crisi finanziaria e di quella alimentare, la fame causata dagli eventi atmosferici sta ora colpendo senza tregua le comunità povere e affamate. L'Obiettivo di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite per sconfiggere la fame è quello a maggior rischio. Esso sta perdendo terreno, con 150 milioni di nuovi affamati negli ultimi due anni».

da corriere.it

Tutto il mondo lancia il grido di allarme, RIDUCIAMO LE EMISSIONI DI CO2, si rischia una catastrofe climatica colossale!

Lo dice perfino HU Jintao Primo Ministro della Cina, fino ad oggi sorda a qualunque politica di limitazione delle emissioni di CO2 per assecondare l'impetuoso sviluppo di una delle più grandi potenze mondiali.

E mentre c'è chi denuncia a superare la lentezza glaciale dei negoziati, abbiamo i rappresentanti al governo della ns. provincia, i quali, quasi vivessero si di un'altro pianeta, o forse un'altra galassia, visto la loro lontananza di pensiero con quella di qualunque altro essere umano dotato di un seppur minimo buonsenso, allegramente dichiarano:

“L’anidride carbonica non è dannosa per la salute dei cittadini, al massimo contribuisce a danneggiare l’ambiente incidendo sul così detto buco dell’ozono ed è un fenomeno mondiale non certo tarantino".

A questo punto ci sentiamo in dovere di sottoscrivere ed approvare il concorso bandito dal blog del Comitato per Taranto, il quale:
  • stante la prova di "alta scienza e conoscenza" dimostrata da sempre dai nostri amministratori, e particolarmente nella vicenda del raddoppio ENI;
  • considerata la loro riconosciuta, decennale, abilità a trascinare con forza il peso di tutta l'area tarantina e non solo, nel baratro del disastro ambientale e sanitario;
  • approfittando della coincidenza sorta in agro di Crispiano e di sotto riportata,
ha indetto il concorso:

Tutte le proposte "onomastiche" potranno pervenire direttamente sul sito www.comitatopertaranto.blogspot.com inserendo un commento nell'apposito post.
Al nome più votato andrà la palma di "asino dell'anno" e la foto in primo piano sul blog.

Affrettatevi!

NATURA Divina dal 26 al 28 settembre



CON IL PATROCINIO DELLA REGIONE PUGLIA.


Anteprima : la Puglia, insieme alla Toscana, sarà l'unica regione italiana ad ospitare l'opera di Daniel Spoerri, il più importante artista al mondo dell'ambiental-art.

Natura divina

26 settembre 09 ore 18, Giardino di Palma, via Oberdan 17, Grottaglie (Ta)
Tre giorni dedicati all' ambiental-art contemporanea e al grande maestro Daniel Spoerri. In occasione dell'evento sarà esposta ,in anteprima internazionale, l'opera d'arte, dedicata al mito, che il grande maestro sta creando per noi appositamente per l'evento.

Presentazione ufficiale del libro della bellissima scrittrice Silvia Abbruzzese "L'Odissea del Giardino",Edizioni Mercurio, nato su ispirazione del meraviglioso Giardino d'arte del maestro, di cui la scrittrice è stata assistente per anni e direttrice di Fondazione.Il Giardino, sito a Seggiano sui colli di Grosseto, contiene circa 90 opere dei più importanti artisti contemporanei del mondo. L'Olimpo dell' arte contemporanea. Silvia Abbruzzese lega ad ogni opera un mito facendo un prezioso lavoro di ricerca mitologica , campo in cui è specializzata.Silvia Abbruzzese, ex indossatrice, docente di Greco e Latino, ha giàscritto "Sicilia Felix".

Con "L'Odissea del Giardino", nasce un percorso che il viandante può fare contemplando l'opera e scoprendone il mito; percorso catartico la cui uscita non è data di sapere, ma sarà il viandante stesso a ricercare e forse trovare."Natura Divina " partiràil 26 settembre alle ore 18 col vernissage d'apertura.Si comincerà con la presentazione ufficiale del libro per poi passeggiare o " viaggiare" nel magico Giardino della famiglia di Palma, uno dei luoghi più belli della città.



.A seguire apertura della mostra di :


Daniel Spoerri
Patrizia Molinari installatrice,
Elisabetta D'Amicis, fotografa
MariaRosaria Caramia, scultrice
Pespi Stefani, pittore-installatore
Ciro Motolese, pittore installatore
Loredana Ballo, pittrice -installatrice
Cristiano Peluso, video-maker
Valerio Tambone, installatore
Emiliano Miale, pittore-installatore
Santo Ettorre, pittore
Palma Semeraro, pittrice su pietra
Mimmo Nesca, fotografo installatore
Walter L'Assainato. video-maker

Pietro Spagnulo , edocultore
Paola Spagnulo, dea Maia.

Direttore artistico Valerio Tambone
Organizzazione Lucia Cavallo

La mostra rimarrà; aperta fino al giorno 28 dalle ore 11 alle ore 17.

Un ringraziamento speciale alle gentili signore Lucia e MariaChiara Di Palma che ci ospitano nel loro incantevole giardino;

infoline 320 744 89 98

sabato 19 settembre 2009

La politica del Ciuccio

E ci risiamo...mi chiedo ancora per quante altre volte ancora ci risaremo prima che la gente di Taranto e Provincia capiscano la vera essenza di questo nostro illuminato uomo politico ahimè rieletto Presidente della Provincia di Taranto e di tutti la classe politica e la maggioranza che gli gravita attorno ed appresso.
Paladino di uno pseudo ambientalismo di facciata prontamente e puntualmente smentito nei fatti il nostro Presidente della Provincia nel corso della sua brillante carriera politica è stato co/autore dell'approvazione di un accordo di programma con l'allora Sindaco di Taranto Rossana Di Bello, Regione Puglia (giunta Fitto) ed Ilva che prevedeva la rinuncia alla costituzione come parte civile del Comune e della Provincia di Taranto in tutti i procedimenti riguardanti l' Ilva di Taranto in cambio di 500 mila euro prontamente destinati al Taranto Calcio (propietà Pieroni)..per la serie panem et circences.
Non contento, sotto la guida del ns. Presidente della Provincia sono state approvate ampliamenti di discariche e nuove discariche per rifiuti speciali per milioni di metri cubi.
I cittadini protestavano, Comuni e Provincia approvavano e a quanto pare continuano ad approvare.... almeno la Provincia di Taranto.
Il si all' ampliamento della centrale ENI di Taranto da parte della Provincia di Taranto è infatti arrivato nonostante il forte no della Regione, del Comune di Taranto, delle Associazioni Ambientaliste, in primis Alta Marea mentre da Roma il ministero dell'Ambiente approva.
Ci sarebbe da chiedersi a questo punto con quale faccia il ns. Florido, presidente della provincia più inquinata d'Italia e "grande paladino dell'ambiente" dichiari su Tarantosera:

“Sì alla centrale Eni perchè inquina meno”
“L’anidride carbonica non è dannosa per la salute dei cittadini, al massimo contribuisce a danneggiare l’ambiente incidendo sul così detto buco dell’ozono ed è un fenomeno mondiale non certo tarantino"
.

Il blog del Comitato per Taranto commenta a questa boutade del ns. Presidente

Innanzitutto che il nostro presidente dimostra di essere un bel pò "ciuccio" in tutela ambientale dal momento che lo sanno anche i bambini che l'anidride carbonica con il buco nell'ozono non c'entra niente! L'anidride carbonica, infatti, è la principale causa dell'Effetto serra che produce il surriscaldamento del pianeta.
E non si pensi che questa "baggianata" del protocollo di kyoto a noi tarantini non interessa perchè il cambiamento del clima pesa sempre di più sulle tasche di tutti:
Invitiamo Florido a documentarsi e a leggere quanto segue:

Le famiglie rischiano di pagare 40 euro in più per il mancato raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Secondo Adiconsum dovrebbero essere le imprese a pagarne i coti, e non i consumatori
A fronte dei vari Paesi europei che hanno rispettato quanto previsto nell’accordo, l’Italia, ancora una volta, disattende gli impegni sottoscritti.
Ad avviso di Adiconsum, le responsabilità vanno ricercate in primis tra le imprese e in secondo luogo nel non controllo da parte del Governo.
L'associazione di consumatori sostiene che trattandosi di impegni noti non sono accettabili giustificazioni, né il costo può essere caricato sui consumatori. Si tratta di circa 40 euro a famiglia, fra costi diretti e indiretti.
A riguardo sarebbe poco rassicurante la dichiarazione del sottosegretario Saglia che riferisce dell’intenzione del Governo di utilizzare un anticipo della Cassa Depositi e Prestiti per l’acquisto dei certificati verdi sul mercato europeo per evitare una multa ancora più salata. Anche ricorrendo a questo strumento, infatti, il costo ricadrebbe sulle famiglie.
Siano invece i lauti profitti delle imprese elettriche – dichiara Paolo Landi, segretario generale Adiconsum - a pagare il mancato rispetto del Protocollo. Si attivino con urgenza gli strumenti necessari per evitare il ripetersi di tale situazione l’anno venturo.
Fonte: Adiconsum

Un ultimo pensiero è sicuramente riservato a tutti coloro i quali, di fretta e senza pensarci troppo, con la Pia Illusione di poter cambiare le cose "dal di dentro", hanno sostenuto e sostengono questo governo Provinciale.
Fino ad ora nessun rantolo di dissenso è arrivato da quelle parti, evidentemente le logiche della poltrona ancora prevalgono su quelle del bene pubblico, alla faccia della pseudo diversità e del dissenso, anche perchè da che mondo e mondo chi tace acconsente!



Santa delle Perseguitate

Domenica 20 Settembre Ore 21
Teatro Monticello Grottaglie

"Avevo una compagna di scuola, figlia di un agente di Polizia, cattolica fervente. Io, sempre in mezzo ai casini, lei che pregava per me. Morì ammazzata da un maniaco il 16 marzo del 1991, davanti a casa sua, dopo anni di molestie, minacce e pedinamenti.

Aveva 23 anni ma "muor giovane chi è caro agli dei", come diceva Menandro. Quelli come me forse non sono mai piaciuti a Dio. Prima o poi la chiesa la riconoscerà come Santa di nome e di fatto."

Santa Scorese nasce a Bari il 6 Febbraio 1968. Dal suo diario spirituale un'opera-oratorio: "Santa delle perseguitate", che ci fa rivivere la breve ed intensa vita della giovane pugliese. Per non dimenticare.


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Tiziana Risolo, Annamaria Caliandro, Carmela Coviello, Tano Chiari, Rino Massafra, Claudio De Vittorio e con Simona Quaranta. Regia Alfredo Traversa.

mercoledì 16 settembre 2009

il 10 ottobre 2009

sabato 12 settembre 2009

venerdì 11 settembre 2009

Il tramonto del banale

In questi sprazzi di fine estate, fra storie di escort, imbarazzanti conferenze stampa del Presidente del Consiglio e rese dei conti all'interno del mondo ecclesiastico il dato saliente sembra essere quello che forse, finalmente, la democrazia del banale, sistema di determinazione del consenso meticolosamente costruito dal ns. Presidente del Consiglio nel corso degli ultimi trenta anni, finalmente comincia a dare preoccupanti ed evidenti segnali di stanchezza e disfacimento.

Lo dimostra politicamente la posizione sempre più fuori dal coro dei Berlusconi Yes Man di Gianfranco Fini, uomo politico voglioso di ribaltare le fondamenta sulle quali Silvio Berlusconi ha costruito la sua leadership nel centrodestra e non solo,così come le sempre più frequenti critiche e bordate che arrivano dalla stampa e dalla cinematografia d'oltralpe.

L'esempio più concreto ed efficace è il documentario/film presentato al Festival di Venezia da Erik Gandini, svedese nato a Bergamo che si è finalmente deciso ad affrontare l’Italia, la sua misteriosa patria il cui presidente del consiglio Silvio Berlusconi si è procurato l’immunità giudiziaria, ha messo i rom in posti simili a campi di concentramento e sempre con il sorriso sulle labbra si è divincolato tra tutti gli scandali grandi e piccoli, all’apparenza con il tacito consenso della maggioranza degli italiani.

La malvagità del banale. di Eva af Geijerstam

Che cosa succede nell’opinione pubblica del regno di Silvio Berlusconi, dove il primo ministro controlla l’intera televisione? Erik Gandini ritrae questo incubo sorridente ed amorale che esce dallo schermo.

Di tempo ce n’è voluto ed è senz’altro stato difficile da portare a termine, ma il suo film “Videocracy” (più o meno ‘governo dello schermo’) ha meritato in pieno quest’attesa.

In Italia, più dell’80% delle persone si informano esclusivamente attraverso la televisione. La televisione è di proprietà del primo ministro Silvio Berlusconi con il suo prosperante impero mediatico Mediaset, oppure è da lui dominata attraverso il suo partito Forza Italia. Il partito di governo italiano esercita sulla radio e sulla televisione pubblica RAI un’influenza ben più grande di quanto sarebbe possibile in Svezia.

Ma Erik Gandini non si sofferma quasi mai su questi dettagli e presenta invece, attraverso un linguaggio visuale, brillante e carico di emotività, qualcosa di ben più difficile da cogliere: le conseguenze e la psicologia di ciò che definisce una “rivoluzione culturale”. Una rivoluzione in cui sono soprattutto le donne ad essere sfruttate e misteriosamente accettano di farsi sfruttare, mentre l’Italia scivola sempre più in basso nella classifica delle pari opportunità.

Gandini passa da inquietanti vie secondarie per entrare in un incubo sorridente ed amorale in cui la parola scritta, l’argomentazione fondata e le realtà sociali non hanno in pratica più alcun significato politico. La strada del successo, che qui è il senso stesso della vita, passa attraverso gli show e i quiz delle televisioni di Berlusconi. Come è stato detto persino in dibattiti svedesi sull’Italia quando si sono discusse le critiche a Berlusconi: che cosa c’è di sbagliato a divertirsi un po’?

Un giovanotto si allena nella lotta libera e nei movimenti alla Ricky Martin, partecipa a concorsi per talenti e sogna il successo spronato dalla mamma. Delle ragazzine puntano a diventare “velina”: ballerine per 30 secondi, “seni abbondanti e perizoma” per mantenere gli spettatori incollati. Una corpulenta donna di mezza età fa uno strip
davanti a cacciatori di talenti. Sono i sognatori più commoventi ed innocenti di Gandini, e si trovano in fondo alla catena alimentare in cui il potere e i media vivono in simbiosi.

L’innocenza va svanendo man mano che Erik Gandini sale in questa catena. Ritrae da vicino lo sgradevole Fabrizio Corona, paparazzo, ricattatore e nihilista da varietà che con successo ha portato l’essenza cinica dell’estetica berlusconiana un passo più avanti. Il famoso agente televisivo Lele Mora, buon amico di Berlusconi e suo vicino in Costa Smeralda, il paradiso sardo del jet-set, riceve gli ospiti nella sua “casa bianca” e sorridendo passa il suo cellulare da cui svolazza come suoneria “La giovinezza”, canzone di battaglia dei fascisti, tra immagini di simboli del partito, svastiche e Mussolini: ”Bello, eh?”

Un’altra vicina in Sardegna è diventata fotografa di corte del primo ministro e racconta volentieri quali foto sono state approvate e qual’è la sua preferita: quella famosa di Berlusconi con una giovanile bandana.

“Il Presidente”, come Berlusconi chiama sé stesso, appare solo sorridente – e che sorriso! – in contesti ufficiali: sulla tribuna d’onore ad una parata militare, in testa ad una manifestazione di Forza Italia, mentre riceve la cittadinanza onoraria di Olbia, in Sardegna.

“Videocracy” funziona in modo eccellente come misurazione di trent’anni di cambiamento della situazione mentale e politica italiana, soprattutto insieme a “Il divo” di Sorrentino. O come Gandini ha descritto il suo obiettivo: non tanto osservare la banalità del male, quanto la malvagità del banale. Forse non è nemmeno così lontano da noi come ci piace credere.




giovedì 10 settembre 2009

C.S.: Lezioni di cittadinanza costituzionale.

Domenica 13 settembre 2009 alle ore 18:30, presso il pub Santa Sofia di Grottaglie, ripartiranno le “lezioni di cittadinanza costituzionale”, organizzate dall’associazione “Sud in Movimento” di Grottaglie.
Tale appuntamento, rientra in un più ampio ciclo di incontri tenutisi in tutta la provincia jonica e organizzati da altre associazioni.

Quello di domenica sarà il secondo incontro organizzato a Grottaglie e porrà l’attenzione sugli articoli 109 e 112 della carta costituzionale, aprendo così un dibattito su: “democrazia e tecnica processualpenalistica”.
Al dibattito prenderanno parte il Dott. Maurizio Carbone, Sostituto Procuratore della Repubblica Presso la Procura di Taranto e il Dott. Armando Pichierri, esperto di diritto e storia costituzionali.

Tale iniziativa, si propone di far conoscere i valori e i principi, di libertà e democrazia, posti a fondamento della nostra Repubblica ed approfondire, mediante il dibattito, il contenuto dei 139 articoli della Costituzione.
Proprio i cittadini, alla luce delle proposte di cambiamento della Costituzione, come la carta stessa prevede, potrebbero essere chiamati a giudicare la validità di tali proposte.

L’associazione, dunque, nella convinzione che la conoscenza della Costituzione sia il fondamento imprescindibile affinché una società possa chiamarsi civile, invita tutti i cittadini a partecipare.

Sabato 12 settembre alle ore 10 presso la sede del Sud in Movimento in Vico San Nicola, 6 a Grottaglie ci sarà la conferenza stampa per preserntare l'incontro-dibattito

Massimo al Minimo

LA LETTERA AL CORRIERE

D’Alema: la cena? Un incontro elettorale Ignoravo chi l’aveva organizzata e pagata




Caro direttore, mi sembra opportuno, all'indomani della pubblicazione da parte del suo giornale di stralci dei verbali degli interrogatori dell’imprenditore Giampaolo Tarantini, chiederle un po’ di spazio per alcune precisazioni e alcune osservazioni. Io non conosco Giampaolo Tarantini. Pur essendo da oltre 20 anni parlamentare della Puglia ed avendo certamente molte conoscenze comuni con l'imprenditore di Bari non ho mai avuto occasione di incontrarlo, di frequentarlo, di ricevere da lui richieste o di chiedergli qualcosa. Non mi occupo di appalti della sanità pugliese né di altri rami di attività in cui opera in modo industrioso il poliedrico imprenditore. Nei verbali si parla di una cena elettorale per D'Alema.

Come lei sa nelle elezioni politiche non esiste più il voto di preferenza ed io non ho promosso né concordato né richiesto alcuna iniziativa «per D’Alema» che non avrebbe avuto alcun senso. Ho partecipato a centinaia di incontri, compresi pranzi e cene, per il Partito democratico. Per quanto riguarda la cena di cui si parla ho ricostruito di che cosa si sia trattato: di uno degli impegni di una serata assai densa. Arrivai tardi, feci un breve saluto, e me ne andai. Mi rivolsi ad un pubblico di professionisti ed operatori della medicina. Le assicuro che non avevo alcuna idea di chi aveva organizzato, promosso e pagato.

D'altro canto non si riesce proprio a capire quale relazione possa avere un evento del tutto normale e legittimo come la cena di un gruppo di persone che invitano un uomo politico per ascoltare le sue idee e le sue proposte sulla sanità con iniziative di ben altro carattere e di ben altra rilevanza che emergono dall'inchiesta barese. L'impressione è che questo episodio di cui abbiamo letto oramai infinite cronache su tutti i giornali venga enfatizzato solo allo scopo di accostare il mio nome a vicende rispetto alle quali sono del tutto estraneo. Per quanto riguarda Sandro Frisullo già Vicepresidente del governo regionale della Puglia e che appare coinvolto nel rapporto con alcune delle escort che collaboravano con il Tarantini vorrei dire che conoscendolo da tanti anni ed avendo apprezzato il suo impegno politico e la sua opera di governo sono umanamente dispiaciuto per la situazione in cui è venuto a trovarsi. Tuttavia egli ha sbagliato e certi comportamenti non sono compatibili con le funzioni di uomo pubblico e con le responsabilità di governo. Voglio tuttavia dire che Sandro Frisullo ha riconosciuto i suoi errori ed ha convenuto con il Presidente Vendola e con il suo stesso partito sulla opportunità di lasciare il suo incarico nella Giunta regionale pugliese di cui oggi non fa più parte. Questo comportamento dimostra in un momento difficile la capacità di assumersi le proprie responsabilità. Davvero non si capisce perché questo principio di responsabilità che vale per l'assessore Frisullo non debba a maggior ragione valere per il Presidente del Consiglio. A Bari la magistratura è al lavoro per accertare i fatti, eventuali reati, eventuali responsabilità. Io auspico che questo lavoro venga condotto con serietà, senza alcuna reticenza anche al fine di restituire certezza e serenità alle istituzioni della mia Regione.

Le assicuro che non c'è nessun sistema di potere che il partito democratico od io vogliamo proteggere né alcuno scheletro nell'armadio che vogliamo nascondere. Siamo interessati alla chiarezza e alla verità perché questa è la condizione per fare effettivamente pulizia ed anche per diradare i polveroni e restituire autorevolezza alla politica.

Massimo D’Alema da Corriere.it
10 settembre 2009

Domenica 13 al Parco Cimino di Taranto

all'interno di

martedì 8 settembre 2009

L'8 settembre di Annozero

Ecco la lettera che Michele Santoro oggi ha inviato al direttore generale della Rai Mauro Masi, al direttore di Raidue Massimo Liofredi e ai copnsiglieri di amministrazione, a proposito della nuova edizione di Annozero, che dovrebbe debuttare giovedì 24 settembre.


Gentili Direttori,

a due settimane dalla partenza di Annozero nessuno dei contratti dei miei collaboratori è stato ancora firmato. Allo stesso modo, con grave pregiudizio del lavoro preparatorio del programma, non sono stati resi operativi gli accordi con operatori e tecnici che sono essenziali per le riprese esterne e le inchieste. Inoltre non sono stati diffusi gli spot che annunciano la data di inizio di Annozero.
Devo dire che una simile situazione non si era mai verificata da quando lavoro in televisione, né era mai accaduto che obiezioni e perplessità in materia editoriale si presentassero sotto forma di impedimenti burocratici; perché questo modo di fare non può che minare l’autonomia dell’Azienda e le sue finalità produttive.

Nonostante le vostre ripetute assicurazioni di questi giorni e nonostante l’atteggiamento di grande collaborazione da me tenuto, la situazione non è sostanzialmente cambiata. Mi risulta che anche altri programmi di punta del servizio pubblico, in particolare di Raitre, abbiano gli stessi problemi e si trovino a dover superare ostacoli pretestuosi per la messa in onda. Si tratta di pezzi pregiati che offrono al pubblico importanti motivazioni per continuare a pagare il canone e contemporaneamente risultano tra i più appetibili per la pubblicità in un momento assai difficile del mercato.

Voi stessi mi avete comunicato (quasi come un ordine) la decisione di introdurre in Annozero un terzo break pubblicitario. A prescindere dalla discutibile decisione, ciò conferma che siamo una delle pochissime trasmissioni della Rai ( credo si contino su una sola mano) che con le entrate degli spot supera abbondantemente i costi del programma. La nostra media del 16,70 per cento di share supera di sei punti la media di rete per 34 prime serate; un’eventuale soppressione del programma aprirebbe un buco difficilmente colmabile nella programmazione, arrecando un danno ai bilanci della Rai valutabile in decine di milioni di euro.
Dal momento che giornali e agenzie vicini al Presidente del Consiglio continuano a diffondere notizie su vostre intenzioni che a me non risultano ma che voi non provvedete a smentire, sono costretto a ricordare, a voi prima di tutto ma anche al Presidente della Rai e ai Consiglieri di amministrazione, che io sono in onda non per le decisioni di un partito ma per una sentenza della magistratura interamente confermata in appello. Perciò pende un procedimento presso la Corte dei Conti che vorrebbe attribuire a responsabilità individuali i costi che la Rai ha dovuto accollarsi per le condanne subite.

Vi comunico quindi che io non intendo rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono; e, nell’interesse dell’Azienda, mi aspetto che si recuperi il tempo perduto siglando tutti i contratti (e tra essi quello di Marco Travaglio), da noi predisposti più di due mesi fa, prima che Annozero fosse presentato a Milano agli investitori pubblicitari come un punto di forza del palinsesto autunnale. In questo modo potremo finalmente lavorare serenamente.


Roma, 8 settembre 2009

Michele Santoro

lunedì 7 settembre 2009

Storia di un amore finito - dal 2 Ottobre nei Cinema di tutto il mondo





Il film mette sotto accusa il devastante intreccio tra finanza, politica e corporation, tutti responsabili della crisi che ha messo in ginocchio l’economia americana, creato 14 mila disoccupati al giorno e gettato sul lastrico milioni di famiglie.
«Abbiamo cominciato le riprese nella primavera del 2008, in realtà io sto girando questo film da almeno vent’anni. Non è la continuazione del mio lavoro, è semplicemente il suo culmine», spiega il regista.
«Un anno e mezzo fa lo scenario ha cominciato a cambiare, l’economia era franata e veniva gestita in modo folle ed è per questo che ho cominciato a pensare al film. Volevo chiamarlo Mike ultimo film».

La ”love story” è quella che ha sempre legato il popolo americano al capitalismo e che ora ha prodotto la catastrofe. Moore s’infervora e attacca un sistema basato sui debiti, parla del patto scellerato firmato dalle grandi compagnie per consentire esclusivamente all’uno per cento della popolazione di rimanere ricco, se la prende con la stampa. Ce n’è anche per l’Italia e Berlusconi: «Avete una situazione unica», dice, «il vostro premier non ha rispetto dei media, anche se li possiede quasi tutti è chiaro che li ha comprati per far passare solo la versione ufficiale». Obama? «Il giorno del suo insediamento ero commosso anch’io, abbiamo eletto una persona che possiede un grande codice etico ma per cambiare le cose e salvaguardare la democrazia nel mondo ha bisogno del sostegno di tutti. Per il futuro mi sento ottimista».

Gli chiedono come si qualificherebbe politicamente: forse un simpatizzante del partito democratico? Ci pensa un po’, poi risponde: «Non saprei, comunque non ho mai pensato che un partito potesse avere la forza per cambiare la società. E non voglio etichette».

E’ diventato ricchissimo. «Con i soldi mi compro delle grandi barche», scherza. «Parlando seriamente, li reinvesto nei film». Ma non la imbarazza il fatto che Capitalism: a love story (uscirà in Italia il 2 ottobre con Mikado) sia stato prodotto dai capitali degli studios? «Tutti i miei film sono stati prodotti da un sistema che non è di destra né di sinistra, ma pensa soltanto ai profitti. E io sono un regista che, in vent’anni, ha fatto guadagnare cifre favolose. Mi danno due milioni di dollari per fare film che al box office ne incassano almeno 50. Continueranno a finanziarmi, anche se dico cose scomode».


Sul film.
"Ci pensavo da tempo - rivela - ma un anno e mezzo fa, quando tanta gente ha cominciato a perdere il lavoro e la casa, ho cominciato realmente. Sentivo che era necessario mostrare come questa economia fosse costruita sulla sabbia. Un sistema in cui l'1% della popolazione possiede la ricchezza, e il 50% lotta per la sopravvivenza".

Sulla crisi. "Dicono che non era prevedibile: invece lo era, e se non l'hanno fatto vuol dire che sono stupidi. Tutto comincia da lontano, con Reagan e Milton Friedman". E sulla situazione attuale: "Uno dei giorni più felici della mia vita è stato quando Obama ha licenziato i vertici di General Motors. E' giusto salvare le fabbriche e i posti di lavoro, ma i contribuenti non vogliono che i loro soldi vadano ai manager". In generale, Moore dichiara che "il nostro sistema economico non è giusto, né etico, né democratico. Per me va rifondato". Per non parlare della Borsa: "E' costruita sul gioco d'azzardo, che nel mio Paese è illegale (tranne che in New Jersey e in Nevada). E' un sistema basato sulla voglia di profitti a breve termine, che ha rovinato tanta gente".

Sui suoi finanziatori. "Provocato" sul tema di chi paga i suoi film, Moore s'imbarazza, e rivela: "Sono le società Liberty Media e Viacom". Vale a dire, due giganti. "Me li danno perché ogni pellicola che giro porta profitti e nessuna perdita: posso girare un documentario con 2 milioni di dollari e guadagnarne 15-20. E comunque le persone di queste società con cui tratto hanno cuore, anima, coscienza". Interpellato poi su come usa i soldi che guadagna, prima scherza ("mi faccio la barca"), poi spiega che il suo sogno "è arrivare a realizzare film con le mie risorse. Prodotti che facciano pensare la gente, magari far venire loro voglia di impegnarsi nella vita civile". Ma il vero momento difficile arriva quando un cronista norvegese sostiene che gli sono stati chiesti soldi in cambio di un'intervista con lui: Moore cade dalle nuvole, non sa cosa dire, e per il resto dell'incontro prende in giro tutti chiedendo "mille euro per rispondere alla domanda, ma per stavolta è gratis...".

Su Obama. Moore continua a essere fiducioso nel presidente. Ma poi, citando Roosevelt, ricorda come i cittadini non debbano lasciarlo solo: "Ha bisogno del sostegno di tutti, per fare le cose che ha promesso". Come la riforma sanitaria, di cui come è noto il regista è un sostenitore.

Sul cinema. Interpellato su se si senta più un attivista politico o un cineasta, Moore risponde senza esitazioni: "Faccio film perché mi piacciono i film, amo far parte di questa forma d'arte. Non a caso, ho scelto proprio questa forma di impegno civile. Mi piace sorprendere la gente che il venerdì sera paga 10 dollari e più per un biglietto". E sul tema della sua prossima pellicola, resta sul vago: "Sceglierò come sempre un'idea che mi affascini, mi spaventi, mi spinga alla sfida".

venerdì 4 settembre 2009

Notte dei Briganti 2009

Conferenza stampa


Intro



Grande Successo alla Notte dei Briganti

giovedì 3 settembre 2009

QUINDICI PASSI PER RIFLETTERE SUL NOSTRO AMBIENTE


Lunedì 7 settembre alle ore 17.30 al Terrazzo dell’Arpa –
Corso Trieste, 27– Bari, Fandango libri presenta:

QUINDICI PASSI

di

GIULIANO FOSCHINI

Presenta

MARIO DESIATI, Direttore editoriale Fandango Libri
Intervengono
GIORGIO ASSENNATO, Direttore dell’Arpa Puglia
FRANCESCA PIRRELLI, Sostituto procuratore del Tribunale di Bari
Sarà presente l’autore


Lunedì 7 settembre alle ore 17.30 al Terrazzo dell’Arpa – Corso Trieste, 27– Bari, Fandango libri presenta:


QUINDICI PASSI

di

GIULIANO FOSCHINI


Il racconto del più grande disastro ambientale italiano
Foschini ci aiuta a comprendere perché il disastro ambientale dell’Ilva di Taranto sta diventando un pericolo per l’Italia e perché è soprattutto qui che si gioca la battaglia della sicurezza sul lavoro.

Dal quartiere Tamburi a ridosso del più grande impianto siderurgico d’Europa ci sono solo quindici passi, e quindici passi ugualmente dividono l’impianto dell’Ilva dal cimitero di San Brunone, il grande camposanto dove molti degli operai del complesso sono stati sepolti. Giuliano Foschini ha scritto un reportage sul più grande e silenzioso disastro ambientale italiano, un lavoro meticoloso tra carte giudiziarie e ambientali, numeri ed emissioni, dove hanno un ruolo importante le mancanze della politica e le omissioni delle classi dirigenti che in quasi cinquant’anni hanno diretto il siderurgico. Accanto all’inchiesta vi è il filo conduttore delle storie della gente: i bambini che disegnano solo cieli neri, le donne che si ritrovano le loro scope rosse di quarzite, o i pastori a cui sono stati soppressi i greggi per l’allarme diossina.

Un racconto serrato e spietato che spiega perché il disastro di Taranto sta diventando un pericolo per il nostro Belpaese. Perché la battaglia sulla sicurezza del lavoro si gioca soprattutto in questo impianto (il cui proprietario è oggi azionista di maggioranza della cordata CAI-Alitalia) e perché la politica nazionale non impone nuovi limiti alle emissioni velenose.

GIULIANO FOSCHINI è nato 27 anni fa a Barletta. Lavora a Bari nella redazione di Repubblica e collabora con L'Espresso. Si occupa principalmente di scandali e malaffare; scrive principalmente di pubblica amministrazione, università e ambiente. Questo è il suo primo libro.

mercoledì 2 settembre 2009

Lezioni di Cittadinanza Costituzionale

LA RINASCITA CIVICA DI GROTTAGLIE 3° APPUNTAMENTO

venerdi' 4 settembre 2009 ore 20.00
castello episcopio grottaglie