lunedì 20 luglio 2009

Una montagna di Eco-balle

segnalato su www.vigiliamoperladiscarica.it


Documentario sull’emergenza rifiuti «narrata» dalle immagini di Insu-tv e dalla voce di Ascanio Celestini

Una mole mastodontica di immagini girate nel periodo più infernale dell’«emergenza» rifiuti. La Campania - dal 2004 al 2008 - bruciava (e puzzava) e i videomakers indipendenti si davano da fare per immortalare il disastro, innanzitutto sanitario, e cercare di capirne le cause. Questi filmati, innumerevoli, si parla di 250 ore di girato, sono stati cuciti insieme nel montaggio da Simone Veneroso e sono diventati un documentario dal titolo che più evocativo non si può: Una montagna di balle, completamente autoprodotto da InsuTv, telestreet no-profit creata dai movimenti napoletani. Le «balle», neanche a dirlo, sono le cosiddette «ecoballe», spacciate per combustibile da rifiuti e invece rivelatesi secondo la magistratura inquirente pura spazzatura, accumulate a forma di piramidi tra Giugliano e Villa Literno per anni. Un lavoro documentaristico in cui riecheggiano i fuochi di Chiaiano, Pianura, Marigliano, Gianturco, e prima ancora Serre, Campagna, Ariano irpino, Montesarchio. La narrazione dell’emergenza monnezza fattasi allarme è affidata alla sapiente voce di Ascanio Celestini.
Il video, che arricchisce il filone dei documentari sulla crisi delle crisi (tra gli altri, «Biùtiful Cauntri», «La bambina deve prendere aria», e un quinto di «Gomorra»), è stato proiettato in anteprima nazionale martedì 14 luglio alle 20 al cinema Modernissimo di Napoli.

Alla proiezione hanno partecipato Ernesto Burgio (Società internazionale dei medici dell’Ambiente), Donato Ceglie (magistrato - Tribunale di Santa Maria Capua Vetere), Antonello Petrillo (sociologo dell’università Suor Orsola Benincasa che sta per pubblicare una audio-inchiesta sulle comunità coinvolte dallo scandalo rifiuti). Con loro gli autori del documentario, le Reti e i Comitati ambientalisti. Il film, tra l’altro, sostiene la campagna contro il finanziamento pubblico agli inceneritori.
Non solo: l’autofinanziamento di «Una montagna di balle» è stato anch’esso un esperienza innovativa, attraverso la prevendita di 600 copie grazie alla piattaforma web «produzioni dal basso».
Il lavoro viene presentato così:
«Il più grande disastro ecologico dell’Europa occidentale raccontato dalle voci delle comunità in lotta. L’assalto ai fondi pubblici, le zone d’ombra della democrazia, il fallimento della “differenziata”, le infiltrazioni delle ecomafie e le proposte di chi si interroga seriamente sulle alternative. E se “vivere in emergenza” fosse solo una strategia per accumulare profitti?».

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1 commento:

Anonimo ha detto...

Leggevo il nome di Antonello Petrillo: sociologo...
Facevo una riflessione di come una stessa Professione possa essere svolta in forme così differenti e contrastanti tra loro.
Il "primo cittadino", che detiene lo stesso titolo di laurea, dovrebbe prendere esempio dal Sig Petrillo.
Ah scusate, l'errore è il mio, dimenticavo che il caro sindaco non fà il sociolgo ma il politico