mercoledì 1 luglio 2009

BURGESI CHIUDE. I RIFIUTI ATO/LE 3 VANNO A CONVERSANO


da LeccePrima.it

Decisione del commissario regionale per l’emergenza ai rifiuti: dopo le polemiche e le richieste, mantenuti gli accordi sulla discarica ugentina. Gabellone: “Sono state accolte le nostre richieste”
E alla fine Burgesi chiude: la discarica ugentina della discordia, che tante polemiche e tante preoccupazioni aveva destato nei mesi scorsi, soprattutto nella fase più critica della gestione rifiuti lo scorso gennaio, come previsto dagli accordi raggiunti da tempo in Prefettura, in particolar modo nella riunione del 7 gennaio scorso (che aveva già dato l’indicazione di chiusura della discarica entro il 30 giugno) e come da impegno dell’ente provinciale, smette di accogliere rifiuti.

I tir dell’Ato Lecce 3, dunque, prendono la via per Conversano. Lo ha deciso il commissario delegato per l’emergenza ai rifiuti in Puglia, il Presidente della Regione, Nichi Vendola, venendo incontro alle richieste del territorio e della provincia, espresse anche nell’ultimo incontro istituzionale di fine settimana scorsa.

Esprime soddisfazione per la notizia il neo presidente della provincia di Lecce, Antonio Gabellone, che saluta questa chiusura come una “svolta per il Salento” e che ritorna sulla questione della gestione dei rifiuti: “Il primo impegno, concreto, - spiega Gabellone - è stato mantenuto: l’emergenza-rifiuti del Salento si avvia a conclusione, si chiude un lungo periodo critico per la nostra provincia che poteva condizionare soprattutto la tenuta economica delle nostre attività turistiche, oltre all’immagine complessiva del Salento”.

Questo il primo commento di Gabellone, che giudica positivamente la chiusura dell’impianto di Ugento “Burgesi”, che pone la parola fine alle rivendicazioni di un intero territorio. “Il conferimento dei rifiuti dell’Ato Lecce 3 in una discarica posta al di fuori della nostra provincia, a Conversano, - sostiene Gabellone - era la soluzione da noi proposta, quella sostenuta nelle sedi istituzionali ed in Prefettura, venerdì, durante il primo lungo vertice del mio mandato. E’ motivo di personale soddisfazione –conclude il presidente -, essere riusciti a venire incontro alle legittime richieste della popolazione di Ugento, ma anche aver alleviato la situazione di estrema difficoltà in cui versa l’impianto di Poggiardo, che adesso potrà trasferire nel barese le sue eccedenze di rifiuti non più trattabili in quell’impianto”.

Se Gabellone esulta, qualcosa da aggiungere ce l’ha però anche don Stefano Rocca, il parroco di Ugento che è salito agli altari della cronaca nell’ultimo anno perché tra i pochi che stanno cercando di fare luce sul caso dell’omicidio del consigliere provinciale Peppino Basile. E a tale proposito, pone l’accento sulla questione di Burgesi con una frase piuttosto eloquente: “Chissà come mai prima dell’omicidio di Basile non si parlava della discarica. Eppure si tratta di un problema ventennale, finalmente risolto. Anche se ora, con i comitati civici di Acquarica del Capo, Presicce e Ugento, vigileremo affinché a settembre vengano effettivamente attivati i biostabilizzatori”.

Don Stefano racconta di aver avuto un colloquio telefonico con il presidente della Regione, Nichi Vendola. “Diamo a Cesare quel che è di Cesare”, dice, usando un’espressione biblica. “Come si era incolpata la Regione per questa situazione, adesso è giusto rendere i meriti a chi effettivamente si è dato da fare per risolvere la questione, quindi il presidente della Regione, ma anche l’ex presidente della Provincia, Giovanni Pellegrino. Io c’ero in prefettura, a Lecce, quel famoso 7 gennaio: Pellegrino si fece garante, in prima persona. E quanto avvenuto oggi è il frutto di un lungo cammino, non una soluzione dell’ultim’ora. E di certo qualche merito ce l’hanno anche i comitati dei cittadini, che hanno posto l’accento sul caso Burgesi”. E per concludere, il parroco aggiunge: “Credo che presto Vendola si farà sentire, presso la comunità di Ugento”.

E in serata, dopo aver letto le dichiarazioni su LeccePrima, è giunta una replica da parte del presidente della Provincia a don Stefano Rocca. “Nessuna volontà di entrare in polemica con un prelato”, esordisce Gabellone, “ma ricordiamo che la Regione voleva portare i rifiuti a Cavallino ed il fatto, piuttosto, che verranno trasferiti in un’altra località è da considerarsi una vittoria”.


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E' il caso di dire che per i nostri amici Leccesi effettivamente di vittoria si tratta. Il territorio della Provincia di Lecce, incapace di gestire il problema rifiuti da ormai tre anni, per l'ennesima volta riesce a ricorrere all'ausilio di strutture fuori Provincia mentre all'interno del proprio territorio si chiudono, leggittimamente, vecchie discariche senza rilasciare ulteriori ampliamenti o deroghe come invece è stato fatto in Provincia di Taranto e addirittura chiudendo strutture ancora capienti come la Discarica di Nardò.
Sarà la scossa data dall'omicidio di Peppino Basile, sarà il coraggio di questo Prete Ugentino o cosa altro è stato non si sà sappiamo solo che per l'ennesima volta la gestione di un problema viene assolta nascondendo le ceneri o i rifiuti sotto il tappeto altrui, alla faccia della gestione sana ed efficiente del territorio e della raccolta differenziata. Se questa è politica virtuosa....

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