giovedì 30 luglio 2009

La politica che non cambia di fronte alla società civile.

La prossima elezione del Segretario Regionale del Partito Democratico di Puglia e l'imminente Congresso Nazionale che dovrà eleggere il futuro Segretario Nazionale del Partito Democratico fra coloro i quali sono risultati vincitori delle elezioni primarie, evidenziano come all'interno di una organizzazzione politica strutturata, nata dalla fusione di due partiti, come lo è il Partito Democratico lo spazio per scelte e persone che ragionano al di fuori delle logiche partitiche tradizionali e dei loro schieramenti sia molto limitato se non inesistente.
Il Segretario uscente Michele Emiliano, ri-eletto Sindaco di Bari con un forte consenso popolare e trasversale, può rappresentare in maniera ideale quel soggetto che proveniente dalla cd Società Civile, nel corso della sua breve ma intensa carriera politica si sta quotidianamente scontrando con le tradizionali logiche dell'apparato, e che apparato, visto che i suoi nomi più rappresentativi sono Massimo D' Alema, Nicola Latorre, Enrico Letta, Pierluigi Bersani.
Michele Emiliano, irruento e decisionista di suo, si ribella alle tradizionali logiche del partito, fatte di equilibri, misurini, spartizioni delle poltrone e sotto sotto di rapporti consolidati di potere, di patti con i poteri economici forti e di uno scarso se non del tutto assente senso dell'autocritica.
Le recentissime evoluzioni giudiziarie (si legga post precedente) evidenziano come la questione morale appartenga anche a quelli che un tempo venivano definiti i "migliori", ed i tempi in cui Enrico Berlinguer fondava la sua politica per il paese sulla presunta ed allora effettiva superiorità morale della sinistra sono lontani anni luce. I rapporti poco chiari fra assessori del governo regionale e sistemi di potere economici nel mondo della sanità, dei rifiuti e della cd grande industria dimostrano come la questione morale ed il primato della società civile sugli apparati della politica sia quanto mai attuale. Michele Emiliano con le sue parole che riportiamo in seguito sfida apertamente l'apparato, che forte di regole di accesso alle cariche costruite ad hoc per autoalimentare il loro sistema (accesso solo agli iscritti rappresentativi di determinate correnti, con il consenso di determinati elementi influenti), richiede il formale rispetto proprio di quelle regole che per tanto tempo hanno tenuto opportunamente lontani coloro i quali volevano o potevano uscire da questi schemi. Il forte consenso popolare e personale di cui gode Michele Emiliano spaventa, ma allo stesso tempo fa sì che la sua figura sia valutata come fortemente destabilizzante. E lo credo bene visto che ciò che il buon Michele, in stretto asse con Nichi Vendola, ormai da molto tempo dice è che il primato non è della politica e dei suopi apparati ma della "gente", delle loro opinioni e delle loro tendenze. E' una rivoluzione copernicana, puro fumo negli occhi per coloro i quali hanno fatto la loro bella gavetta nel partito e negli apparati, salendo lentamente tutti gli scalini, valutati più per il loro potere di portare o raccogliere tessere più che essere valutati nel loro merito. Alla faccia del partito fluido di Walter Veltroni, o del partito/aperto Movimento che ha ispirato Romano Prodi nella lunga gestazione del Partito Democratico. Chi la vincerà. ancora una volta l'apparato o la forza delle idee e dei contenuti?
Michele Emiliano spera che Massimo D'Alema faccia la cosa giusta..speranza mal riposta?

dal Corriere del Mezzogiorno

«L’invi­to ricevuto dalle mozioni Fran­ceschini e Marino e il desiderio ivi contenuto di coagulare le energie vitali della società pu­gliese e di rafforzare lo spirito fondativo del Pd, mi spingono ad accogliere questa responsa­bilità », scrive il sindaco di Bari. Ora, come dicono dall’area dalemiana, può succedere di tutto. C’è chi trova perfino ipo­tizzabile una clamorosa candi­datura direttamente di Massi­mo D’Alema. Chi vede il rischio della frantumazione, per esem­pio una candidatura anche dal­l’area Letta che ha già raccolto le firme: scontata sarebbe quel­la di Francesco Boccia.

E chi, in­fine, ipotizza che alla discesa in campo del campione della so­cietà civile, Emiliano, sia il caso di rispondere opponendogli un vero giovane: il più quotato An­gelo Petrosillo, segretario dei giovani democratici, o il già «strutturato» Fabrizio Marra, segretario cittadino a Lecce. Se si dovesse perdere, è il ragiona­mento, non si esporrebbe alla sconfitta un esponente di lun­go corso del calibro di Enzo La­varra. Anche se l’ex europarla­mentare resta sempre il nome più probabile per la sfida inter­na all’area Bersani. Ma le posizioni si chiariran­no tra oggi e domani, quando sarà direttamente Massimo D’Alema a parlare all’assemblea convocata a Bari dal coordina­mento della mozione. Ed Emi­liano, che non è stato ancora in­vitato, si aspetta che il leader non abbia parole tenere per lui. «Ma io non dispero di avere l’appoggio dell’area Bersani ­- spiega il neocandidato segreta­rio - sto cercando di favorire la pace, le elezioni regionali sono vicine, non possiamo permet­terci una fase congressuale»

«Sto pregando perchè D’Alema faccia la cosa giusta», aggiunge il sindaco. «La questione del doppio incarico non esiste, non c’è nessuna norma che lo prevede, e molti sindaci sono medici, avvocati o hanno altri impieghi. Io - ha aggiunto - avevo già detto che avrei fatto volentieri a meno di impegnarmi nella segreteria regionale del partito. Ma come tutti i pugliesi stanno vedendo, non esiste dal mio punto di vista un soluzione diversa che riunifichi e pacifichi tutto il partito. Salvo - ha rilevato - con una tecnica della prima Repubblica, ad individuare come segretario una leadership finta, che non esiste». A parere di Emiliano, occorre «fare uno sforzo per neutralizzare le asprezze del congresso nazionale, qui in sede regionale, e proseguire il lavoro brillantemente iniziato in Puglia: ricandidare Nichi Vendola alle elezioni e, di slancio, continuare a lavorare». Nel partito «non esiste - ha concluso - una contrapposizione tra il nuovo e il vecchio, ma solo la voglia dei pugliesi, e mia in particolare, di lavorare in serenità senza subire prepotenze e, soprattutto, affermando finalmente l’autonomia dei pugliesi rispetto a tutti gli altri importanti esponenti del partito».

Malaffare senza confini

L'inchiesta del PM Antimafia Barese Desireè De Geronimo va avanti ed entra nelle stanze della politica.

I carabinieri nelle sedi dei partiti del Centrosinistra

I bilanci dei partiti politici del Centrosinistra della Regione Puglia sono stati acquisiti dai carabinieri a Bari nell'ambito dell'indagine del pm Desirè Digeronimo sul presunto intreccio tra mafia, politica e affari nella gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario

Terremoto in Puglia e nel Centrosinistra. I bilanci di Pd, Socialisti, Prc, Sinistra e Libertà, e Lista Emiliano sono stati acquisiti dai carabinieri a Bari nell'ambito dell'indagine del pm Desirè Digeronimo sul presunto intreccio tra mafia, politica e affari nella gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario.

"Tutte le attività che producono controllo della legalità devono essere sempre benvenute". Il Governatore della Puglia Nichi Vendola commenta così con Affaritaliani.it il blitz dei carabinieri nelle sedi dei patiti di Centrosinistra.

Oltre ai bilanci dei partiti i carabinieri hanno acquisito anche tutta la documentazione relativa ai contratti e ai rapporti "intrattenuti dai partiti con gli istituti di credito".

Dalle indagini del pm della Dda di Bari Desirè Digeronimo sarebbe emerso il sospetto che i partiti del centrosinistra regionale dal 2005 ad oggi avrebbero favorito determinati imprenditori a cui avrebbero affidato appalti e servizi nel settore sanitario finanziati con danaro pubblico. Gli imprenditori, a loro volta, avrebbero girato parte del danaro ottenuto ai partiti del centrosinistra, finanziandoli. Anche questa ipotesi investigativa si baserebbe su intercettazioni telefoniche.

Sono una quindicina, tra cui l'ex-assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, recentemente subentrato al Senato dopo l'elezione del senatore De Castro al Parlamento Europeo, gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità pugliese. Tedesco si dimise il 6 febbraio scorso ancor prima di ricevere un avviso di garanzia e fu immediatamente sostituito nella giunta regionale da Tommaso Fiore. In particolare l'inchiesta, con una quindicina di indagati tra dirigenti regionali ed imprenditori, investe un presunto intreccio tra politica e affari - da qui anche le verifiche che sarebbero in corso sui finanziamenti in occasioni delle campagne elettorali relative alle ultime comunali di Bari e delle regionali del 2005 - nella
gestione di servizi e prodotti per la sanità.

Tra gli imprenditori da tempo coinvolti nell'inchiesta del pm Digeronimo vi sono Dante Columella, amministratore della Tradeco di Altamura (Bari) che da un ventennio opera nel campo dello smaltimento dei rifiuti (anche sanitari) e ha gestito a lungo la discarica di Altamura; Diego Rana, imprenditore di Bisceglie (Bari) che opera nel settore della riabilitazione domiciliare; e il barese Gianpaolo Tarantini, che opera nel settore delle protesi sanitarie. Tarantini è indagato a Bari anche per favoreggiamento della prostituzione per il giro di giovani donne, tra cui la escort barese Patrizia D'Addario, inviate a pagamento a feste organizzate dal premier Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli e Villa Certosa.

POLICLINICO, ATTI FALSI PER ACQUISTO PROTESI. Diagnosi forzate per prescrivere determinate terapie al fine di far acquistare un numero cospicuo di costose protesi vertebrali dalle società dell'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini: è questo il nuovo filone d'indagine che ha portato la guardia di finanza a compiere perquisizioni e sequestri nell'unità operativa di neurochirurgia del policlinico di Bari diretta dal prof.Pasqualino Ciappetta, docente ordinario di neurochirurgia.

Il decreto di perquisizione e sequestro è firmato dal pm Giuseppe Scelsi, lo stesso che da tempo indaga sul presunto giro di tangenti organizzato da Tarantini in campo sanitario e sulle giovani donne che il trentacinquenne barese ha pagato ed inviato alle feste organizzate dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a Palazzo Grazioli e Villa Certosa per conquistare l'amicizia del Cavaliere. Secondo le ipotesi al vaglio della magistratura, Ciappetta avrebbe indotto alcuni suoi giovani collaboratori, che hanno col tempo occupato i posti chiave del reparto, a forzare diagnosi e a prescrivere protesi al fine di far acquistare dalle società di Tarantini 'stabilizzatori della colonna vertebralè il cui prezzo è compreso tra i 18.000 e i 30mila euro. I medici che - stando alle denunce - non rispettavano la linea impartita da Ciappetta sarebbero stati emarginati. A quanto si è saputo, i militari hanno sequestrato numerose cartelle cliniche, computer e hanno compiuto verifiche su un microscopio apparentemente non censito nel reparto che Tarantini avrebbe ceduto (non si sa a quale titolo) alla struttura.

da affaritaliani.it


Nulla per caso

Che il nostro paese sia afflitto da una patologia di costante declino ormai lo sanno anche le pietre, ma la consapevolezza che l'origine di questa inarrestabile tendenza alberghi nei nostri stessi comportamenti o in usi e malcostumi purtroppo diffusi è ancora lontana dall'essere raggiunta.
Qualcuno dovrà rispondere prima o poi infatti alla domanda sul motivo per cui il BELPAESE nel corso degli ultimi venti anni ha perso la palma di paese più visitato al mondo a favore di altre realtà che pur offrendo molto meno di quello che il nostro patrimonio artistico, unico al mondo offre, hanno saputo costruire ed elaborare offerte turistiche più efficaci ed oneste delle nostre.
Il recente episodio della coppia di Giapponesi letteralmente spennati in una nota trattoria Romana e più che esemplificativo. Così come è esmplificativo come nell'era di Internet e dell'informazione che viaggia alla velocità della luce, l'immagine e la credibilità a lungo costruita in pochi attimi svanisce.

da Corriere.it

Benvenuti nel Paese degli «spennaturisti»




Beppe Severgnini, Una coppia giapponese, in vacanza a Roma, ha cenato dietro piazza Navona e s'è vista presentare un conto da 695 euro (compresa mancia di 115 euro, prelevata senza autorizzazione). Geniale. Vediamo in quale altro modo possiamo spennare i nostri ospiti. Chiuderli nel Colosseo e rilasciarli solo dietro pagamento di un riscatto? Portarli da Malpensa 2 a Malpensa 1 passando da Linate? Buttarli nei canali di Venezia, intimandogli di gridare "Mose!" per aprire le acque? Iscriverli alle ronde notturne di Massa? Invitarli al Palio di Siena e convincerli a fare i cavalli? A pagamento, s'intende.

Noi italiani crediamo d'essere aquile, invece spesso siamo talpe: non vediamo oltre il nostro naso. La notizia dei due giapponesi a Roma ha fatto il giro dell'Asia: il ristorante "Passetto" non se ne rende conto, ma ha compiuto un passo da gigante verso la demolizione della reputazione turistica italiana, oggi affidata ai loghi funerari (Magic Italy! in inglese!) di Michela Brambilla. Ci vuol altro. Chi viaggia lo sa: l'offerta è molta, la concorrenza feroce. Oggi nessuno vuol buttare i soldi. O farsi fregare.

Scrive Luigi Finocchiaro (ruiji@hotmail.com): "La notizia dell'«Italia spennaturisti» sta avendo ampio risalto nel Sol Levante: viviamo in un'epoca dove l'informazione corre veloce. Il Giappone non è l'Italia. Non basta mandare una delegazione a Tokyo e fare «bella figura». Non basta che le nostre rappresentanze istituzionali siano professionali. Non basta una paginetta pubblicitaria del ministero/ente preposto. Il turismo di Giappone, Corea, Taiwan e Singapore è qualificato, e gli asiatici sono per natura informatissimi (ho trovato un sito che traduce in giapponese i nostri commenti su 'Italians'!). Oggi i Paesi dove il turista viene spennato non sono quelli del gruppo cui l'Italia si pregia di far parte. In parole povere: succede solo nei Paesi del Terzo mondo".

Domanda: le associazioni di categoria o l'Enit hanno cercato di riparare il danno? Confcommercio, Confesercenti? Il Comune di Roma, al di là dell'indignazione di un assessore? Forse mi è sfuggito, ma non mi sembra. E' possibile riguadagnare terreno, ma occorre un'iniziativa generosa e clamorosa. L'interesse dell'Asia per l'Italia è noto (dobbiamo presentarci compatti, però: le differenze regionali sfuggono, a Seul e a Taipei). La tolleranza dei turisti giapponesi è proverbiale. Ma guai ad approfittare della generosità altrui. Tradire chi si fida è una colpa odiosa. Non per niente Dante - turista estremo e fantasioso - riservava a questi peccatori le punizioni più sadiche.

Forza, quindi. Mostriamo all'Asia la nostra gentilezza, e un po' di doveroso pentimento. Del resto, si sa: non siamo santi. A proposito. Non l'ho già sentita, questa?

lunedì 27 luglio 2009

2° appuntamento Venerdì 31 Luglio 2009

da www.vigiliamoperladiscarica.it

Venerdì 10 luglio c'è stato presso il castello episcopio l'incontro promosso da Vigiliamo "E' POSSIBILE LA RINASCITA CIVICA DI GROTTAGLIE?"
I partecipanti hanno deciso di continuare con altri incontri la discussione avviata a partire dal documento presentato dal comitato, che parla chiaramente dell'esistenza di una QUESTIONE MORALE A GROTTAGLIE...

venerdì 24 luglio 2009

Ennesimo attentato nei confronti di Gianni Lannes

Ieri, giovedi 23 luglio, ignoti hanno pedinato per tutta la giornata il direttore di Terra Nostra. Stamane lo stesso direttore ha comunicato alla redazione l’ennessimo ignobile attentato alla sua persona. I freni della sua auto sono stati sabotati mettendo in serio pericolo la sua vita.

Fonte: www.italiaterranostra.it




Questa sera i Giganti della Montagna


VENERDI' 24 LUGLIO 2009
CAVE DI FANTIANO ORE 18.00 INGRESSO LIBERO

Una piacevole sorpresa






Ottimo esordio per i Giovedì del Santa Sofia con la voce vellutata ed incantevole di Daniela D'Ercole con brani tratti dal suo primo promettentissimo esrodio The Peacoks.
http://www.jazzitalia.net/recensioni/peacocks.asp
Prossimo appuntamento Giovedì 30 Luglio 2009.

giovedì 23 luglio 2009

Un valido sostegno per una voce libera


VENERDI 24 LUGLIO 2009@SOSTIENI RADIOPOPOLARESALENTO
VILLANOVA-PULSANO-TA
DJ FOGGY, S.O.S.POSITIVE VIBRATIONS, FLAG SOUND, ZUINGO YOUTH, CHALICEMAN, THEW-J, BLEEDZ, FANCIULLI PIMPEGGIANTI, HACC FROM PACEFATTA E TANTI ALTRI ARTISTI A SORPRESA CHE SOSTERRANNO L’EVENTO, IN QUANTO, “L’INTERO INCASSO DELLA SERATA SARA’ DEVOLUTO ALL’EMITTENTE RADIOFONICA RADIOPOPOLARESALENTO”.
http://www.radiopopolaresalento.it/
START H:22
CONTRIBUTO A FAVORE DI RADIOPOPOLARESALENTO: 4 €
INFO: 3343654884

Radio Popolare Salento considera valori irrinunciabili, collaudati da un’esperienza ventennale, la propria indipendenza e la propria funzione di servizio. E considera un diritto essenziale della persona quello di poter comunicare ed essere informata.
Rps intende operare in controtendenza: privilegiando la lettura critica della realtà, senza emettere sentenze pregiudiziali ma con l’intento di scoprire, verificare, sollecitare, evidenziando cio’ che non appare, rifuggendo da mode e conformismi, considerando le contraddizioni come elemento fecondo da conoscere e non esorcizzare, eleggendo come valore ogni spunto di trasformazione che si ispiri ai criteri dei diritti personali e collettivi, valorizzando la creatività inespressa.
I suoi lavoratori intendono porsi in quella pattuglia di protagonisti della comunicazione che vogliono essere in sintonia con gli elementi progressivi di trasformazione, fornendo, non solo al pubblico, ma anche a tutti coloro che lavorano per l’informazione, uno strumento attivo nel quale e con il quale intervenire.
Rps fonda i presupposti della propria indipendenza oltre che nella propria storia, nella propria autonomia finanziaria, nella criticità, nella ricerca, nella scelta di guardare alla trasformazione e in quella di schierarsi comunque a fianco di coloro i cui diritti sono conculcati, consapevole che essa si realizza anche in un concorso di intenti con soggetti politici e sindacali ma da essi non dipende; con la convinzione che non vi siano modelli a cui rifarsi, ma vi sia una grande necessità di dire, comunicare, intervenire attivamente nella comunicazione collettiva, conoscere i fatti e le possibili relazioni fra di essi, come contributo ad un “cercare senso” nell’esistente e nel possibile.
I suoi ascoltatori ed alcuni enti privati sensibili sostengono economicamente la Radio abbonandosi o acquistando spazi pubblicitari annualmente affinché l’autonomia di possa essere garantita.
Questo consente alla Radio di contenere drasticamente e di selezionare gli inserti pubblicitari, considerando che per scelta editoriale e codice deontologico NON sono accettate richieste di acquisto di spazi pubblicitari da parte di ARMERIE, PELLICCERIE, HOTLINE, SCUOLE PRIVATE, AGENZIE FINANZIARIE, CHIRO-CARTOMANTI, ASTROLOGI, AGENZIE DI SCOMMESSE, AGENZIE MATRIMONIALI etc., a vantaggio della qualità dei programmi e dell’ascolto.
http://www.radiopopolaresalento.it/
p.s. Un ringraziamento particolare sia ad "ARTESIA SERVIZI PER LO SPETTACOLO"( http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.myspace.com%2Fartesiaciromerode&h=b3c3124ac94cdfd915fb998aa1c09259 ), che per la serata mettera' a disposizione l'impianto audio gratuitamente, che a tutti gli artisti i quali hanno dato la disponibilita' ad esibirsi senza alcun rimborso economico a sostegno di RADIOPOPOLARESALENTO.

Nuove norme sulle discariche. Italia verso l´ennesima infrazione Ue

Per le proroghe alla direttiva discarica non ci sono più i tempi. Il 16 Luglio è infatti scaduto e il termine fissato dall’Unione Europea per conformare le discariche presenti nei paesi membri alle norme comunitarie. Gli Stati membri hanno avuto otto anni di tempo per garantire che i siti esistenti prima dell’entrata in vigore della normativa europea sulle discariche fossero messi a norma o chiusi del tutto. Per questo adesso la Commissione ha scritto a tutti i 27 paesi dell’Unione per ricordare i loro obblighi al riguardo e raccogliere dati sulla conformità e quelli che violano la legislazione comunitaria rischiano un procedimento. Noi siamo tra quelli.

A partire dal 16 luglio 2009 tutti gli Stati membri dell’UE a cui non sono state concesse proroghe devono garantire che le discariche non a norma esistenti prima dell’adozione della relativa direttiva sulle discariche rispondano ora alle disposizioni previste.

Le proroghe di quattro anni sono state concesse ai paesi che, nel 1995, avevano un tasso di conferimento dei rifiuti urbani in discarica oltre l’80. Questi paesi avevano il compito di ridurre tale tasso del 25% entro il 2010 e dimezzarlo entro il 2013. Gli Stati membri che avevano ottenuto proroghe sono Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Regno Unito, Romania e Slovacchia. E successivamente Bulgaria, Polonia e Romania hanno beneficiato di ulteriori proroghe delle scadenze con obiettivi annuali decrescenti per il quantitativo di rifiuti da smaltire in alcune discariche non conformi. Le nuove scadenze sono le seguenti: Bulgaria (14 siti) 31 dicembre 2014; Polonia (305 siti) 31 dicembre 2011; Romania (101 siti) 16 luglio 2017.

I dati statistici più recenti, che risalgono al 2008 e riguardano i 12 nuovi Stati membri, mettono in evidenza l’esistenza di circa 1600 discariche non a norma. E la Commissione, che solo a fine anno disporrà di dati definitivi, riguardo alla situazione in tutti gli Stati membri, sta già verificando la conformità delle discariche nell’Unione e se alcuni siti nazionali continueranno a funzionare nel mancato rispetto delle norme europee, valuterà la possibilità di intraprendere un procedimento nei confronti degli Stati membri interessati.

Procedimenti sono già stati presi in passato nei confronti di diversi paesi e l’Italia era tra quelli per cui la Corte di giustizia europea ha ritenuto che non fossero stati rispettati gli obblighi in materia di smaltimento dei rifiuti e quindi siamo insieme a Spagna, Francia, Irlanda, e Grecia sotto la lente d’ingrandimento.

Tra l’altro l’Italia che ha recepito con il Dlgs 36/03, che di proroga in proroga nei fatti non è mai stato pienamente applicato e la cui applicazione anche adesso per effetto di una ennesima scappatoia è stata ulteriormente prorogata.

La disciplina doveva infatti entrare definitivamente in vigore dallo scorso 30 giugno, salvo la possibilità da parte delle regioni di chiedere una ulteriore proroga “limitatamente alle discariche per i rifiuti inerti o non pericolosi”. Possibilità che è stata ampiamente sfruttata e quindi gli adempimenti slittano al 31 dicembre 2009.

La direttiva puntava a prevenire o ridurre gli effetti negativi delle discariche di rifiuti sull’ambiente, e in particolare sulle acque di superficie e sotterranee, sul suolo, sull’aria e sulla salute umana. La direttiva definisce requisiti rigorosi per il percolato e le emissioni di gas di discarica e dà precise indicazioni sulla tipologia dei rifiuti che vi possono essere conferiti.

Tra queste un potere calorifero superiore a 13.000 kJ/kg e la quantità di rifiuti urbani biodegradabili che proprio a partire da ieri, avrebbero dovuto essere dimezzate, rispetto ai livelli del 1995.
I rifiuti biodegradabili, che dovranno essere destinati ad altre forme di gestione più compatibili con l ’ambiente come il compostaggio o l’incenerimento con recupero di energia, smaltite in discarica sono soggetti alla putrefazione per questo fonte di percolato e di gas quali il metano che è un gas serra con un potenziale di riscaldamento 25 volte più elevato rispetto all’anidride carbonica e uno dei gas che contribuisce maggiormente ai cambiamenti climatici.

La Commissione ha chiesto informazioni in merito agli Stati membri per verificare la conformità all’obiettivo di riduzione del conferimento dei rifiuti biodegradabili in discarica anche in vista della prossima scadenza al 2016, quando l’obiettivo di riduzione passerà al 65% rispetto ai livelli del 1995. E nel dicembre 2008 la Commissione ha adottato un Libro verde volto a valutare la necessità di adottare una nuova normativa che potesse trasferire un quantitativo maggiore di rifiuti biodegradabili dalla discarica al riciclaggio e al recupero di energia.

I rifiuti biodegradabili rappresentano ad oggi il 40% circa dei rifiuti urbani di tutta l’Europa e il loro conferimento in discarica rappresenta ancora il sistema più comune di smaltimento nell’Unione europea allargata. Le potenziali ripercussioni negative di questo metodo sono ben note, dato che il gas di discarica rappresenta più del 2% delle emissioni di gas serra dell’UE.

fonte: greenreport.it segnalato da vigiliamoperladiscarica.it

dal Corriere del Giorno del 22 luglio 2009

Storia di un paese opaco

Perché Lucia lascia un Paese opaco

Quei lavori finti e pagati (poco) a intervalli imprevedibili

di Beppe Severgnini

Ci siamo accorti che carovane di giovani italiani, bravi e istruiti, si spostano dal Sud al Nord (122mila nel 2008, secondo Svimez). Altrettanti, e altrettanto bravi, saltano un passaggio: dal Sud vanno direttamente all'estero. Dieci anni di viaggi e «pizze Italians» mi hanno lasciato pochi dubbi e molte storie tristi. Quei ragazzi non partono per imparare; partono per dimenticare. Non si tratta solo di intimidazioni e soprusi (ci sono anche quelli). È il sottobosco dei compromessi a dare la nausea. Ho chiesto a una ragazza siciliana, che chiameremo Lucia, di spiegare perché se ne va. Leggete con attenzione: è uno spaccato dell'Italia opaca, quella che molti giovani meridionali non sopportano più. «Vorrei raccontare, alla vigilia della partenza, ciò che ho passato e imparato in Sicilia, dove sono nata e cresciuta. Mi laureo a ventiquattro anni, col massimo dei voti. Borsa di studio all'estero: mi trovo bene, ma decido di tornare e cercare un lavoro. Dopo un po', lo trovo. Solo che non mi pagano subito. Dovrà aspettare circa due anni, mi dicono. Accetto: si tratta di un'istituzione importante, penso al curriculum. Per mantenermi collaboro con un ente culturale privato che ha relazioni con l'estero; non ho un contratto, le collaborazioni sono malpagate e irregolari. Poi, una buona notizia. Una società di formazione e progettazione mi offre un lavoro, mille euro mensili, 50 ore settimanali.

Si tratta di cercare e studiare bandi pubblici e redigere progetti perché vengano finanziati. Una cosa mi preoccupa: il mio contratto non riporta affatto le mie mansioni. Scopro di venire pagata col finanziamento pubblico di un altro progetto, che dichiara più figure professionali di quelle effettive. Di volta in volta risulto consulente per una mostra di fotografie; segretaria organizzativa di un progetto di recupero degli antichi mestieri; tutor in un corso di formazione. Lo stipendio arriva a intervalli imprevedibili: non so come pagare l'affitto e devo chiedere un prestito ai miei, pur lavorando tutto il giorno, tutti i giorni, anche il sabato. Ne parliamo tra colleghi: sono nauseati, ma temono di rimanere disoccupati. Mi licenzio, mi dedico nuovamente alla ricerca di un lavoro, vengo al Nord per colloqui. Non è facile, inoltre pare che io sia in un'età critica: e non ho ancora trent'anni. Continuo a cercare, a inviare e-mail, a studiare. Finalmente, una risposta: un'università inglese, ricevuto il mio Cv e un progetto di ricerca, mi offre una borsa di dottorato. Sto preparando le valigie e cerco casa. I miei fratelli, entrambi laureati, sono già emigrati. Uno lavora in Scandinavia, l'altro in Svizzera. Sono contenti».

www.corriere.it/italians

lunedì 20 luglio 2009

Una montagna di Eco-balle

segnalato su www.vigiliamoperladiscarica.it


Documentario sull’emergenza rifiuti «narrata» dalle immagini di Insu-tv e dalla voce di Ascanio Celestini

Una mole mastodontica di immagini girate nel periodo più infernale dell’«emergenza» rifiuti. La Campania - dal 2004 al 2008 - bruciava (e puzzava) e i videomakers indipendenti si davano da fare per immortalare il disastro, innanzitutto sanitario, e cercare di capirne le cause. Questi filmati, innumerevoli, si parla di 250 ore di girato, sono stati cuciti insieme nel montaggio da Simone Veneroso e sono diventati un documentario dal titolo che più evocativo non si può: Una montagna di balle, completamente autoprodotto da InsuTv, telestreet no-profit creata dai movimenti napoletani. Le «balle», neanche a dirlo, sono le cosiddette «ecoballe», spacciate per combustibile da rifiuti e invece rivelatesi secondo la magistratura inquirente pura spazzatura, accumulate a forma di piramidi tra Giugliano e Villa Literno per anni. Un lavoro documentaristico in cui riecheggiano i fuochi di Chiaiano, Pianura, Marigliano, Gianturco, e prima ancora Serre, Campagna, Ariano irpino, Montesarchio. La narrazione dell’emergenza monnezza fattasi allarme è affidata alla sapiente voce di Ascanio Celestini.
Il video, che arricchisce il filone dei documentari sulla crisi delle crisi (tra gli altri, «Biùtiful Cauntri», «La bambina deve prendere aria», e un quinto di «Gomorra»), è stato proiettato in anteprima nazionale martedì 14 luglio alle 20 al cinema Modernissimo di Napoli.

Alla proiezione hanno partecipato Ernesto Burgio (Società internazionale dei medici dell’Ambiente), Donato Ceglie (magistrato - Tribunale di Santa Maria Capua Vetere), Antonello Petrillo (sociologo dell’università Suor Orsola Benincasa che sta per pubblicare una audio-inchiesta sulle comunità coinvolte dallo scandalo rifiuti). Con loro gli autori del documentario, le Reti e i Comitati ambientalisti. Il film, tra l’altro, sostiene la campagna contro il finanziamento pubblico agli inceneritori.
Non solo: l’autofinanziamento di «Una montagna di balle» è stato anch’esso un esperienza innovativa, attraverso la prevendita di 600 copie grazie alla piattaforma web «produzioni dal basso».
Il lavoro viene presentato così:
«Il più grande disastro ecologico dell’Europa occidentale raccontato dalle voci delle comunità in lotta. L’assalto ai fondi pubblici, le zone d’ombra della democrazia, il fallimento della “differenziata”, le infiltrazioni delle ecomafie e le proposte di chi si interroga seriamente sulle alternative. E se “vivere in emergenza” fosse solo una strategia per accumulare profitti?».

GUARDA IL TRAILER

I Giovedì Live del Santa Sofia

I GIOVEDI’ LIVE DEL S.SOFIA

Giovedì 23 luglio

Daniela D’Ercole duo

Daniela D’Ercole – voce

Ettore Carucci - Piano

Hanno detto di lei personaggi del jazz internazionale: “Daniela D'Ercole, è la nuova stella nascente del jazz vocale. Dotata di una voce adorabile, gusto, feeling e un’ottima musicalità.”; “Personalità, potenza di voce, espressività senza alcun ricorso a certi sterili virtuosismi di tante aspiranti cloni di Ella Fitzgerald e della Vaughan.”

“The Peacocks”, il suo album, è stato presentato a New York nell’autunno del 2008 nell’ambito di programmazioni internazionali presso alcuni tra i suoi più noti jazzclubs.

Si presenta in formazione duo, voce e contrabbasso per un’elegante concerto in cui ci farà ascoltare standard jazz e i brani tratti dal suo ultimo album.


Info 3284534532



Una questione non solo morale

domenica 19 luglio 2009

RIFIUTI ZERO per IL PIANO PROVINCIALE DEI RIFIUTI della PROVINCIA di TARANTO


La posizione degli Amici di Beppe Grillo di Taranto e di tutte le altre Associazioni che hanno sottoscritto le osservazioni e le critiche al Piano Provinciale dei Rifiuti di Taranto si uniscono alle già note posizioni del Sud in Movimento e del Coordinamento delle Associazioni di Grottaglie così come del Comitato Vigiliamo per la Discarica ed Alta Marea. Questo Piano Provinciale dei Rifiuti seppure nuovo ed appena elaborato nasce già vecchio ed inefficace. E nella sua inefficacia costa anche di più alla collettività il tutto ovviamente a vantaggio di quelle lobby private alle quali gli ATO ed i conferenti addirittura dovrebbero pagare per lo smaltimento di quella che in realtà è la risorsa economica rifiuto.
Cosa ci sia dietro questo mancato recipimento di un principio economico ormai consolidato non è dato a sapersi, ma intuibile a capirsi, di certo il compito delle Associazioni tutte deve essere quello di ribadire, in tutte le sedi opportune, l'obsolescenza e la totale inadeguatezza di questo piano provinciale dei rifiuti.
Assessore Conserva, forte del suo mandato appena rinnovato, se na faccia una ragione, le cose devono cambiare, subito e radicalmente.

sabato 18 luglio 2009

Per Fortuna c'è la Musica



Lo spettacolo, presentato il 16 luglio u.s. in conferenza stampa, si terrà il 19 luglio nelle ex cantine Lazzaro a Grottaglie. Ingresso ore 21 

COMUNICATO STAMPA
 
Presentato in conferenza stampa stamane, nella sede del Teatro della Fede a Grottaglie lo spettacolo di musica e teatro “Per fortuna c’è la musica”. 
Alla conferenza hanno preso parte Carmine Fanigliulo, cantautore e ideatore della manifestazione e Valerio Manisi, regista dello spettacolo e curatore dei testi teatrali. 

Durante la conferenza, i due relatori hanno illustrato, con dovizia di particolari, lasciando comunque molta suspense, la composizione dello spettacolo che si
 aprirà con uno video comico, girato nei giorni scorsi, dal titolo “Il cavallo”. Alla conclusione della proiezione, lo spettacolo prenderà via con la parte musicale con il brano “Il viaggio”, di Carmine Fanigliulo voce, violino e pianoforte, che sarà accompagnato sul palco da Domenico Carlucci alla chitarra elettrica, Ferdinando Altieri alla chitarra acustica, Valeriano D’Amicis al basso elettrico, Vito Rossini alle tastiere, Giuseppe Aquaro alla batteria, Matteo Bonfrate alla batteria. 

I musicisti si cimenteranno quindi in 
cover di grandi cantautori italiani (tra cui Battisti, Baglioni e Venditti) e in cover di artisti di fama internazionale, con medley di musiche sudamericane. La serata sarà anche l’occasione per presentare il cd musicale di Carmine Fanigliulo dal titolo appunto Per fortuna c’è la musica I parte, composto da cinque brani; l’uscita della seconda parte è prevista per l’aprile del 2010, con l’etichetta Terre Sommerse. 

La musica sarà, in momenti quasi improvvisati, interrotta ed intramezzata con altri tre video comici (come quello intitolato “La baglionite”, nel quale si racconta di un fan del cantautore Claudio Baglioni) e di altri sketch comici dal vivo orchestrati dalla prestigiosa Compagnia del teatro Jonico Salentino, composta da Francecso Motolese, Arcangelo Trani e Cira Farina. Le riprese ed il montaggio dei video sono state realizzate da Ciro D’Alò. 

“Una bella esperienza artistica – ha affermato il regista Valerio Manisi che mi ha molto coinvolto, purtroppo avremmo voluto maggiore appoggio da parte dell’amministrazione comunale grottagliese che non ha, anche questa volta, sostenuto alcuni giovani artisti locali”. 

“Per me questa – ha affermato Carmine Fanigliulo – è un’esperienza nuova, ed arriva a dieci anni esatti dopo la realizzazione del mio primo spettacolo. Si tratta, comunque, della prima volta che organizzo uno spettacolo anche teatrale, del resto però questo tipo di collegamento non è nuovo nel mondo dell’arte: unire la musica con la magia del teatro, tra l’altro un tipo di teatro, quello previsto domenica sera, sullo stile di Edoardo De Filippo, potrebbe rappresentare una piccola perla di originalità e bravura locale”. 

Filo conduttore della serata sarà comunque la musica, “
Nella serata – ha affermato Fanigliulo - saranno presentate tutte e cinque le canzoni del mini cd, “Per fortuna c’è la musica” che sta spopolando su youtube ed in molte radio locali e che sarà presentato domani, venerdì 17 luglio, a radio Ciccio Riccio in diretta alle ore 12,40. Inoltre, sempre nella serata di domenica, sarà proiettato in anteprima il video del brano “Isabeau”, una bellissima canzone che parla ancora una volta della visione femminile della musica”. Il video realizzato da Cristian Palmisano, sarà proiettato in vari festival e rassegne musicali 

Il tour radiofonico di Carmine Fanigliulo,
 prima dello spettacolo di domenica, terminerà là dove è cominciato quasi un mese fa, negli studi di Quarto Canale Radio, dove sarà intervistato in diretta alle ore 19.30 da Gino Alò; tour radiofonico che ha visto Carmine Fanigliulo ospite di Leo Spalluto a radio Cittadella, di Claudio Frascella a Publiradio e Studio 100 radio, del dj Giovanni Bau a radio Delta Uno Stereo. 

Lo spettacolo promuove e sostiene la raccolta di fondi “Un sorriso per Serena”. All’ingresso, dietro offerta libera, saranno distribuiti dei fiori di carta realizzati dagli studenti della scuola Don Pertini-Milani di Grottaglie ed un biglietto, alla fine della serata sarà estratto il biglietto fortunato, il fortunato vincitore sarà omaggiato con un cadeau ceramico. 

Lo spettacolo si terrà domenica 19 luglio nelle ex Cantine Lazzaro in via Leone XIII, a Grottaglie, con ingresso alle ore 21,00. Gli inviti possono essere prenotati presso: Hi Fi Music, Viale Matteotti, Grottaglie; Ricevitoria Tabaccheria Campitelli, Via Campitelli n. 161, Grottaglie; Cartolibreria De Marco, P.zza Vittorio Veneto n. 1, Grottaglie. Info 3460188298. 

L’addetto stampa 
Marisa L’Assainato 
Cell. 3491274492

Patologie bipartisan

Le intercettazioni della Procura della Repubblica di Bari delineano sempre più chiaramente il sistema di potere, le lobby e le connivenze politiche che gravitano intorno al mondo degli appalti della Sanità Pugliese, da sempre la mucca da mungere cui attingono copiosamente loschi personaggi che fanno i soldi facili grazie alle amicizie politiche.
Dopo che la prima vittima è stata l'ex vice presidente della Regione Sandro Frisullo, oggi emergono indiscrezioni relative a presunti rapporti di connivenza fra gli interessi della famiglia Matarrese e l'allora Presidente della Giunta Regionale oggi Ministro Raffaele Fitto.
Le indagini proseguono nel massimo riserbo dei magistrati.

da Repubblica.it


Intercettato Salvatore Greco, leader del movimento di Fitto
Al centro di uno degli affari una struttura di proprietà dei Matarrese
Nell'inchiesta Tarantini
delibere pilotate sulla sanità

di GABRIELLA DE MATTEIS GIULIANO FOSCHINI

BARI - C'è anche la storia di una delibera, approvata dalla giunta Fitto nell'ottobre 2002, su input dell'allora consigliere regionale Salvatore Greco, nel fascicolo della procura di Bari che ha travolto Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore che, nell'ottobre scorso, ha portato la escort Patrizia D'Addario a casa del presidente del Consiglio Silvio berlusconi.

Il pm Roberto Rossi, notificando ai 23 indagati (tra loro molti sono medici) l'avviso di conclusione dell'inchiesta, ha depositato gli atti. E nei faldoni, messi a disposizione degli avvocati, ci sono migliaia di intercettazioni. Tra queste anche alcune che, secondo i carabinieri della sezione di pg, dimostrerebbero come gli affari di Greco, considerato il socio occulto di Tarantini, fossero "poliedrici". Spaziavano dalla sanità all'edilizia.

E' l'ottobre del 2003. Greco (ora alla guida del movimento di Fitto "La Puglia prima di tutto") sta curando la procedura per una delibera che interessa il cugino Salvatore al quale in una telefonata, intercettata il 18, dà informazioni sullo stato dell'iter amministrativo, dicendo che il provvedimento è al vaglio della Ragioneria. I contatti tra i due cugini sono frequenti. Il 22 Salvatore dice a Tato Greco di aver una copia della delibera che prevede il trasferimento di una struttura ospedaliera a Villa Patrizia, struttura di proprietà della famiglia Matarrese. Più tardi l'allora consigliere regionale parla con lo zio Amato attribuendosi il merito di aver dato seguito alle richieste del cugino. La ricostruzione dei carabinieri si basa sulle intercettazioni.

"Tato - è scritto nell'informativa - precisa che al momento si trova in Consiglio, e non può avvicinare una persona visto che potrebbe dare all'occhio. Quindi appena finiranno parlerà con quella persona, e a seguito di ciò tra la giornata di domani o dopo domani verrà convocata la Giunta, al fine di completare la procedura relativa alla delibera a loro interessa. Infine Tato rappresenta allo zio che a seguito del suo intervento Rocco Palese (ndr, allora assessore) ha disposto la firma immediata della delibera".
L'interesse di Greco perché l'iter del provvedimento vada in porto è confermato da un'altra conversazione, registrata dai carabinieri. Questa volta l'interlocutore del giovane consigliere regionale è Fitto (non coinvolto nell'inchiesta). "Gli chiede espressamente - scrivono gli investigatori - che la giunta venga convocata per la giornata di giovedì. Quindi il consigliere formula la richiesta come cortesia personale: "... vedi un po' se la riesci a fare per giovedì, Raffaele!? Fammi sta cortesia Raffaè!"".
La delibera verrà approvata. Al cugino, Greco spiega di aver supplicato il via libera al provvedimento e suggerisce anche "in che modo comportarsi nel qual caso si scopra l'irregolarità della procedura".

giovedì 16 luglio 2009

Non tutti i tarantini sono ciechi


TARANTO, UNA CITTÀ CHE NON VEDE IL CIELO

Il rischio cancro è moltiplicato dall' inquinamento

Tiranneggiato dai 220 metri di altezza (il doppio del Duomo di Milano) del camino E-312 o «testa del drago», l' immane agglomerato dell' acciaieria Ilva - gli altri 214 camini, gli altiforni, le cokerie, la discarica detta «Mater Gratiae», le montagne di polvere ferrosa dei «parchi minerali» - sembra strangolare, quasi fagocitare l' intera città di Taranto. Sintesi di questo amplesso forzato, il vicino quartiere Tamburi, protetto in teoria dalle «collinette ecologiche» e invece sottoposto a una mostrificazione cromatica: i muri rosso-ruggine, le lenzuola nere ai balconi, il cimitero ruggine e nero insieme, coi becchini che a fine giornata devono lavarsi come gli operai dell' acciaieria. Una simile alterazione è il segno di un inquinamento chimico (benzoapirene, mercurio, soprattutto il più alto tasso europeo di diossina) di cui l' Ilva è l' attore principale, «comprimari» il cementificio Cementir, la raffineria Eni, l' inceneritore di Massafra. Un inquinamento che test genotossici hanno ricondotto a co-fattore ambientale nell' aumento del 30 per cento di neoplasie cittadine negli ultimi anni. Indagando sulla Città delle nuvole (Edizioni Ambiente, pp. 160, Euro 14, titolo allusivo a un cielo ormai perennemente opacizzato), Carlo Vulpio ci offre un libro-inchiesta che sembra scritto da un allievo di Zola e di Gogol: di Zola per la visionarietà costante che accompagna il realismo duro della denuncia, di Gogol per gli aspetti surreali e grotteschi di tanta malapolitica e malasanità. Per un verso, vediamo così emergere i nessi causali tra un percorso molto italiano di storia industriale («quello che va bene per l' Italsider - si diceva a proposito dell' antefatto dell' Ilva - va bene per Taranto») e le sequenze dei drammi attuali, non solo al quartiere Tamburi: allevatori che devono sterminare migliaia di pecore «contaminate»; donne che non possono allattare i figli per il tasso di diossina nel sangue; bambini col carcinoma rinofaringeo come fossero fumatori adulti. Drammi biologici a cui se ne aggiungono di strettamente «psichici»: scioccante la zoomata sul capannone-lager dell' Ilva, dove un management sadico ha concentrato i dipendenti «degradati», facendone - come ha registrato una psichiatra - degli ebeti vaganti, soggetti psicotici ora aggressivi ora gravemente depressi. Per un altro - ecco i toni gogoliani - vediamo come le responsabilità imprenditoriali e quelle politiche, a livello locale e nazionale, abbiano prodotto patafisici conflitti di interessi (il dottor Nicola Virtù, capo del Presidio di prevenzione dei controlli e presidente dell' Imcor, fornitrice dell' Ilva), crudeli paradossi (l' ospedale Testa, fondato come «colonia elioterapica» per la Tbc, chiuso per le polveri silicee e ora sede dell' Asl) e repressioni strabiche (sequestri di auto senza marmitta catalitica e ispezioni omissive nelle fabbriche). Chi pensasse, però, al libro di Vulpio come a un concentrato di nostalgia anti-industrialista sbaglierebbe. Anzi: uno dei ritornelli consiste proprio nell' invocazione di standard «europei» nelle emissioni e soprattutto di tecnologie meno obsolete a tutela di mansioni suicide: vedi gli operai del «piano coperchi», che inalano - secondo un' indagine chimica disposta dalla procura - l' equivalente di 7.278 sigarette al giorno. E pensare che per «modernizzare» l' acciaieria basterebbero 100 milioni di euro, il 5 per cento degli utili di due anni. La domanda brutale del libro è allora chiara. Se gli imprenditori agitano il ricatto dello spettro-disoccupazione e i politici (ma anche i sindacati e un' inerte società civile) li assecondano passivamente, ne dobbiamo concludere che la sicurezza e la salute sul lavoro siano degli optional? O meglio, dobbiamo rassegnarci al fatto che la vita dei lavoratori sia solo una variabile della produttività? Che «i morti che camminano» siano la condizione inevitabile di un sistema senza alternative?

Modeo Sandro da Corriere.it

a tal proposito Peacelink precisa sul blog del Comitato per Taranto

Sull'eccellente elzeviro di Sandro Modeo dal titolo "Taranto, una città che non vede il cielo" (pag. 41 di Corsera di sabato 11 luglio 2009) ci sia consentita una precisazione, piccola ma molto importante per quanti a Taranto sono da sempre "in trincea" ed hanno vissuto direttamente anche le vicende narrate nel bellissimo libro di Carlo Vulpio "La città delle nuvole". Una parte importante della società civile di Taranto non è stata e non è inerte: il mondo delle associazioni e dei comitati cittadini ha fatto analisi, ha presentato denunce, ha sollecitato le autorità locali e nazionali, ha scosso l'opinione pubblica locale e regionale ed ha interessato i media nazionali sull'enorme problema dell'inquinamento di origine industriale che ha compromesso e continua a compromettere l'aria, l'acqua ed il terreno di Taranto. Carlo Vulpio l'ha incontrato questo piccolo mondo e nel suo libro ne ha ricosciuto l'impegno e la spinta decisiva. Il culmine della presenza di questa importante parte della società civile di Taranto contro l'inquinamento ambientale è stato raggiunto da "ALTA MAREA contro l'inquinamento" nella "Marcia dei 20.000 del 29 novembre 2008" nella quale i tarantini hanno reclamato il diritto di vivere in una città meno inquinata. Questa parte importante della società civile di Taranto è ancora più attiva nella difesa della salute e del futuro di tutta la città e soprattutto dei suoi bambini.
Per PeaceLink
Alessandro Marescotti - presidente nazionale
Biagio De Marzo - portavoce nodo di Taranto




Caparezza 3 agosto a Carosino - stadio comunale



A causa di problemi tecnici riguardanti le Cave di Fantiano comunichiamo che il concerto di Caparezza previsto per il 02/08/2009 a Grottaglie viene spostato al 03/08/2009 presso lo Stadio Comunale di Carosino alle ore 22.00.

I biglietti acquistati per il 02 rimangono validi per la data del 03 Agosto, chi volesse invece richiedere il rimborso potrà rivolgersi al punto di prevendita dove ha effettuato l’acquisto.



Comunicato Stampa a cura di Musica e Dintorni.

mercoledì 15 luglio 2009

Once again Mr Putin!


MOSCA - L'attivista russa per i diritti umani Natalia Estimirova, rapita questa mattina a Grozny, in Cecenia, è stata trovata morta in Inguscezia. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Itar-Tass. La Estimirova era stata catturata mentre usciva dalla sua abitazione nella capitale cecena alle 8,30 di questa mattina.

L'attivista lavorava per l'Ong russa per la difesa dei diritti umani Memorial e aveva in programma per oggi diversi appuntamenti. Il corpo della donna è stato trovato in un bosco nei pressi della città di Nazran. "E' stata uccisa da colpi d'arma da fuoco", ha detto un portavoce del ministero degli Interni a Itar-Tass.

Secondo testimoni oculari, la donna è stata spinta con la forza in un'auto questa mattina mentre usciva di casa. Era una delle esponenti più conosciute del Memorial nel Caucaso russo. Recentemente aveva denunciato un'esecuzione arbitraria in Cecenia, atto che aveva messo in allarme le locali autorità filo-russe. Era molto vicina alla giornalista Anna Politkovskaia, assassinata nel 2006 a Mosca e una delle poche ad aver denunciato apertamente nei suoi reportage le violazioni dei diritti umani commesse in Cecenia a partire dal conflitto tra indipendentisti ed esercito russo all'indomani della caduta dell'Unione Sovietica.

Nel 2007 il Front Line Club di Londra le aveva assegnato la prima edizione del premio Anna Politkovskaia, istituito per insignire donne che si distinguono nella difesa dei diritti umani nelle zone di guerra, con il patrocinio di molti premio Nobel per la pace.

da Repubblica.it

Se non è zuppa è pan bagnato!


Il presidente Florido trattiene per sé le deleghe in materia di Polizia Provinciale, Appalti e Contratti, Contenzioso, Beni ed attività culturali, Biblioteca e Pinacoteca Provinciale e Trasporti.

Ecco nel dettaglio la composizione del nuovo esecutivo:
- Fisicaro Emanuele (vicepresidente) con deleghe alla Scuola, Università e al Patrimonio;
- Albisinni Luigi con deleghe alle Attività produttive, Agricoltura, Caccia e Pesca;
- Carrieri Costanzo con deleghe ai Lavori pubblici, Pianificazione e Assetto del Territorio, Urbanistica;
- Conserva Michele con deleghe all’Ambiente, Aree Protette, Protezione civile;
- Giacovelli Pietro con deleghe alle Politiche giovanili e della Innovazione,
Cooperazione sociale, Responsabilità e bilancio sociale, Trasparenza e Istituti di Partecipazione;
- Gentile Franco con deleghe alle Politiche sociali, Parità, Terza Età;
- Lanzo Umberto con deleghe allo Sport, Spettacolo, Affari Generali e Politiche comunitarie;
- Longo Giovanni con deleghe al Turismo, Promozione del territorio, U.R.P.;
- Mancarelli Giampiero con deleghe al Bilancio, Economato e Finanza, Personale;
- Miccolis Vito Antonio con deleghe alle Politiche del Lavoro, Formazione professionale.

L'elefantiaco processo di composizione della Giunta Florido II ha partorito ufficialmente il topolino stamane.
Il faticoso puzzle messo insieme dal rieletto Presidente della Provincia, forte di una maggioranza a dir poco eterogenea e policroma, ha assunto le sue fattive sembianze che sembrano essere nate sotto l'ombra del compromesso, delle più fedeli logiche di potere con relativi bilancini alla mano.
La riconferma nei posti chiave dei fedelissimi Carrieri e Conserva ne è una conferma, "ministri" dotati di deleghe pesanti e sopratutto con portafoglio come possono essere quelle dei Lavori Pubblici e dell' Ambiente.
Per non parlare della delega attributa all'astro nascente del PD Giampiero Mancarelli,al Bilancio ed al Personale.
Il Presidente inoltre ha ritenuto opportuno trattenere a sè la delega agli appalti e ai contratti e al contenzioso.
Gli alleati dell'ultim'ora sono stati accontentati con la vicepresidenza del pallido ed ambiguo Fisicaro, con la Presidenza del Consiglio del sempreverde Tarantino e con altri assessorati sparsi quà e là.
Se il Buongiorno si vede dal mattino dunque, i primi sintomi di gestazione di questa giunta dicono che siamo ancora in notte fonda, con buona pace di chi dopo essersi prodigato o aver fatto finta di presentarsi come alternativa al Presidente Florido, nel tavolo di centrosinistra, adesso siede supino al suo fianco con l'aspirazione ahimè destinata a rivelarsi incompiuta di condizionarne scelte ed indirizzi.
E la piena sterilità di questa azione ha visto la sua prima conferma nella scelta della conferma agli stessi assessorati ed alle stesse posizioni proprio di quei soggetti che erano stato oggetto, di forti e legittime polemiche da parte della società civile e di chi ci tiene ad una sana e corretta gestione del territorio.
La conferma infatti dell'Assessore Conserva, oggetto di forti polemiche e di grandi perplessità anche sul piano relazionale nel recente convegno organizzato da Sud in Movimento e da altre Associazioni sul Piano Provinciale dei Rifiuti, è il segnale che non ci si dovrebbe attendere un'inversione di tendenza delle politiche e delle scelte portate avanti dall' Assessore con grande caparbietà e con grande disinteresse delle critiche mosse.
Non dimentichiamo che sotto la sue gestione assessorile,la struttura tecnica della Giunta Provinciale ha approvato e portato a termine richieste di ampliamento di nuove discariche per ulteriori milioni di nuovi metri cubi, si è dato vita ad un piano provinciale dei rifiuti che intravvede come la via più breve alla chiusura dello stesso ciclo quello dell'incenerimento delle cd ecoballe addirittura all'interno di un cementificio con l'incredibile avallo della sezione locale di Legambiente.
Se questo è quindi il cambiamento che queste forze politiche che si presentavano come alternative alle politiche portate avanti da Florido sono state capaci di generare, adesso che siedono anche loro indisturbate all'interno della stanza dei bottoni, l'analisi impietosa non può essere quella che la loro opinione è stata ignorata o quantomeno ininfluente. Con buona pace di chi ha dato loro sostegno nel corso dell'ultima tornata amministrativa illudendosi che fossero capaci di generare un'effettivo cambiamento, rimasto solo nelle parole.
I fatti parlano chiaro, se non è zuppa è pan bagnato all'alba di un nuovo giorno che tarda ad arrivare.


NOTTE MOVIMENTATA IN PAESE - 5 AUTO IN FIAMME


E' stata una nottata movimentata quella appena trascorsa nella citta delle Ceramiche.
Ben cinque a quanto risulta le macchine incendiate in diversi punti del paese tutte nei pressi della Scuola Elementare Vincenzo Calò.


Taranto, 15 lug. - (Adnkronos) - Il proprietario di un'automobile che ha preso fuoco, unitamente ad un'altra, stanotte in via D'Aquino a Grottaglie, in provincia di Taranto, e' rimasto seriamente ustionato nel tentativo di spegnere il rogo. L'incendio e' quasi certamente doloso. L'uomo, M.D., 55 anni, e' stato trasportato dall'ospedale di Grottaglie al centro grandi ustionati del 'Perrino' di Brindisi e poi a Napoli. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. Coinvolte una Daewoo e una Renault Twingo.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Polizia. Poco dopo e' stato segnalato un altro principio di incendio in via Duca di Genova su una Mercedes che ha riportato solo lievi danni. Quasi contemporaneamente i poliziotti sono dovuti intervenire in via Pascoli per due cassonetti in fiamme. Intorno alla mezzanotte in via Catalani, una Renault Clio e' stata avvolta dalle fiamme. Infine, all'una in via Rossini ignoti, sicuramente gli stessi che avevano dato fuoco alle precedenti autovetture e cassonetti, hanno appiccato il fuoco a una Renault 19.

Le fiamme hanno danneggiato altre due auto parcheggiate nelle vicinanze. Dalle prime indagini avviate dagli agenti del Commissariato non vi sono dubbi che gli autori delle azioni criminose siano sempre gli stessi e al momento gli episodi sono inquadrati in un gratuito teppismo di giovani balordi. In ogni caso le indagini non escludono altre possibili moventi anche se considerati improbabili al momento.

lunedì 13 luglio 2009

Comunicato stampa

14 luglio 2009


sciopero dei blog contro il DDL Alfano e per il diritto alla Rete


"Rumoroso silenzio" in Internet e sit in con bavaglio in piazza Navona a Roma (ore 19)

Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete. Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.
Domani 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.L'iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino. Hanno aderito all'iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni. Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.




Trovi altre fotografie come questa su Diritto alla Rete

Secondo appuntamento


Il secondo appuntamento degli incontri promossi dal Comitato Vigiliamo per la Discarica, così come concordato con i partecipanti al primo appuntamento è stato fissato per Venerdì 31 Luglio allle ore 20.00 presso il Castello Episcopio di Grottaglie.

Trenta anni di solitudine


Trenta anni dalla morte di un'eroe borghese ucciso per aver fatto «politica in nome dello Stato»



Sono passati trent'anni dall'11 luglio del 1979, quando l'avvocato milanese, liquidatore della Banca privata italiana, venne assassinato da un killer ingaggiato da Sindona


Sono passati trent'anni da quell'11 luglio del 1979. Quella sera Giorgio Ambrosoli aveva invitato alcuni amici a casa sua per assistere in compagnia all'incontro di boxe tra Lorenzo Zanon e Alfio Righetti per il Campionato europeo dei pesi massimi. Dopo avere cenato in un ristorante poco lontano, si piazzano davanti al televisore. Squilla il telefono, Ambrosoli risponde ma dall'altra parte c'è il silenzio. Per lui non era una novità: aveva già ricevuto minacce di morte e, in qualche modo, aveva imparato a conviverci.
L'incontro di boxe si conclude. Ambrosoli accompagna a casa con la sua auto tre dei cinque amici che avevano passato la sera con lui. Torna e parcheggia. Mentre sta chiudendo la serratura della portiera una Fiat 127 rossa si accosta. Una voce domanda: "Avvocato Ambrosoli?". La risposta non poteva essere che "sì". Un uomo sceso dall'auto gli dice: "Mi scusi avvocato Ambrosoli". E' William Aricò, il killer ingaggiato dal finanziere Michele Sindona per eliminare Ambrosoli. Che spara quattro colpi. Ambrosoli muore poco dopo sull'ambulanza, verso mezzanotte.
Era stato nominato commissario della Banca privata italiana, cuore dell'impero di Sindona, nel 1974, dal governatore della Banca d'Italia Guido Carli. Era un professionista milanese, non molto in vista, e aveva già gestito la liquidazione della Sfi, una finanziaria vicina a Giuseppe Pella, un pezzo grosso della Dc.
Cresciuto in un ambiente conservatore, aveva militato nell'Unione monarchica e nella Gioventù liberale. Chiamato a dipanare la matassa del crack Sindona, non fece sconti a nessuno. Il finanziere siciliano era protetto da Giulio Andreotti e dalla sua corrente Dc, aveva stretti legami con il Vaticano dove, all'epoca, imperversava Paul Marcinkus con il suo Ior, con la mafia, con la massoneria più torbida, quella P2 di Licio Gelli che fu scoperta solo parecchi anni dopo. Ma Ambrosoli non si fece mai intimidire e completò il suo lavoro nonostante gli avvertimenti e le minacce. Era "un eroe borghese", come lo definì Corrado Stajano in un bel libro (Einaudi) del 1991,
che il 25 febbraio del 1975, dopo aver completato la ricostruzione dello stato passivo della Banca privata, scrisse alla moglie: "A quarant'anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito". Lo racconta il figlio Umberto in un libro uscito da poco "Qualunque cosa succeda" (Sironi).
Già, perché la politica è anche coscienza civile, rispetto del diritto, difesa della libertà, lotta agli abusi. Quelli che erano i suoi valori. Ambrosoli non rinunciò a difenderli dal pericoloso intreccio di affari e politica che si era formato nel nome di Sindona e per questo pagò con la vita.

Mio padre sarebbe ancora solo

«Oggi come trent’anni fa. La società continua a non vedere nella legalità un valore»

«Mio padre oggi a Milano? Proverebbe lo stesso disagio di allora. Rappresentato da una consapevolezza: il lavoro chiamato a fare solo nell’interesse del Paese, non gli porterebbe la solidarietà della collettività». Umberto Ambrosoli è il terzo figlio di Giorgio, l’avvocato liquidatore della Banca Privata italiana, ucciso aMilano nella notte fra l’11 e il 12 luglio 1979 da un killer assoldato da Michele Sindona. Lui ha 38 anni, è avvocato penalista e sei anni fa ha deciso di scrivere un libro, «la storia di un uomo che, come tanti, conduceva una vita normale, aveva una bella famiglia che amava molto, credeva nel significato e nel valore della propria libertà e responsabilità. Quest’uomo era mio papà». Un libro (in uscita fra pochi giorni da Sironi) scritto per i suoi tre figli e che ha un titolo piano ma straziante: Qualunque cosa succeda. Straziante perché si tratta di una citazione dalla lettera che Giorgio Ambrosoli scrive per la moglie Anna e che lei trova quasi per caso una mattina del febbraio 1975. L’«eroe borghese», come l’ha definito Corrado Stajano, rivela un presagio che trasforma la pagina a quadretti in un testamento spirituale: «Qualunque cosa succeda tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali abbiamo creduto».

«Ecco — dice Umberto — credo che oggi come allora, a Milano ma anche altrove, la società non veda nella legalità e in chi la preserva un valore». Non che manchino esempi del contrario: le lezioni sulla Costituzione sono seguitissime, alla presentazione dei libri sui temi legati alla legalità e alla democrazia c’è spesso la fila. «L’ex magistrato Gherardo Colombo per i suoi incontri e conferenze ha un’agenda con i primi "buchi liberi" nel 2011. Ma se si va all’Università di giurisprudenza pochi sanno chi è stato mio padre. Per molti un giudice ucciso dalle Brigate Rosse». Nonostante il libro di Stajano, uscito nel ’91 poco prima che esplodesse Tangentopoli, e il successivo film abbiano in teoria «cancellato la dimenticanza». E in fondo la storia dell’eroe borghese, pur appartenendo agli anni Settanta, al «decennio lungo del secolo breve» («anni confusi che hanno visto lo Stato mostrare due volti: nelle sue personalità migliori quello del "bersaglio"»), resta un’«anomalia» anche in questi momenti della riconciliazione con il saluto fra le vedove di Luigi Calabresi e Giuseppe Pinelli.

Un’«anomalia» perché, dice Umberto Ambrosoli, «se non è certo una storia di solidarietà, non lo è nemmeno di divisione politica. Mio papà non ha consentito che il suo lavoro diventasse politica. Se non, come scrive a mia mamma, "in nome dello Stato e per nessun partito"». E «nessuno ha mai potuto dire: Ambrosoli era uno dei nostri». Il libro è, come scrive nella prefazione Carlo Azeglio Ciampi, «un atto d’amore per il padre». E nasce sei anni fa, in sala parto. «L’infermiera entra e dice: fuori c’è il nonno. Era il padre di mia moglie. Ma in quel momento ho capito che a Giorgio, il primogenito, e ai figli successivi, dovevo raccontare la storia di mio papà». E la scrive rivolgendosi a loro: «Una storia bella, emozionante e un po’ complicata che forse potrà sembrarvi, nella sua conclusione, triste e ingiustamente dolorosa. Eppure credo che quando l’avrete conosciuta sarete orgogliosi, in qualche modo, di farne parte».

Una storia personale, vista dagli occhi e dal cuore di un bambino che perde il padre tragicamente quando è piccolo ma che acquista progressiva consapevolezza della sua morte e della sua figura. Dal funerale in una Milano calda, irreale, innaturale («ancora oggi non voglio che i miei figli passino anche un solo giorno di luglio in questa città», alle sere trascorse origliando fuori dalla sala, quando zii, amici e la madre discutono della lunga cronaca successiva: delle indagini, dell’estradizione di Sindona, dell’arresto del killer Arico. Serate alle quali è «ammesso» quando ha dodici anni. E a quattordici chiede di assistere al dibattimento in Corte d’assise: non si può, ai minorenni è proibito. Ma la madre Annalori promette di chiedere un permesso speciale. Anni di ricerche e riflessioni che lo portano al libro e lo aiutano a capire una cosa: «Sarebbe bastato un piccolo sì, qualche piccola omissione, non prendere posizione; avrebbe avuta salva la vita». Come ha scritto Ugo La Malfa «mezza Italia» («che poi — spiega l’autore — significa mezza Dc») si è mossa «in difesa» di Sindona. E progressivamente in Umberto matura l’amarezza che raccoglie in queste parole: «Sento un’omissione generalizzata intorno alla vita di papà. Chi è chiamato a responsabilità pubbliche non ha forze né motivazioni per confrontarsi con la sua storia. La mia sensazione è che nella sua interezza e complessità non sia stata raccolta dalla collettività». E forse anche oggi avrebbe lo stesso destino.

Una scena tratta dal bel film di Michele Placido con protagonista Fabrizio Bentivoglio


domenica 12 luglio 2009

C.S. del coordinamento delle associazioni e movimenti

Ancora una volta, in occasione della riunione dell’ufficio del Piano, indetta, su richiesta del rappresentante del movimento pro centro storico, il 7 luglio u.s., l’assessore al Centro Storico non ha saputo dare alcune risposta esaustiva alla ormai ennesima richiesta di regolamentare il traffico in detta zona.

Le capacità di iniziativa dei nostri amministratori non riescono ad andare oltre la chiusura di Piazza Regina Margherita dalle ore 19,00 alle 24,00, in tal modo ignorando del tutto i problemi che tale provvedimento può comportare, nel resto delle strade del paese antico, se non si provvede anche a limitare l’accesso alle auto dei soli residenti.

Si continua, così, inopinatamente a non tenere conto della pericolosità che un transito indisciplinato di auto, all’interno di strade piuttosto anguste, può comportare per i pedoni, nonché della nocività dei gas di scarico che si riversano all’interno delle abitazioni.

Peraltro, all’infuori di quella fascia oraria, il traffico e la sosta delle auto avvengono al di fuori di qualsiasi controllo, poiché è raro vedere un vigile che circoli per le strade del centro storico, ma soprattutto vedergli applicare le dovute sanzioni.

Ed è per questo che il coordinamento delle associazioni e dei comitati di Grottaglie, su iniziativa del “Movimento pro centro storico” e di “Sud in movimento”, ha deciso di creare la sagoma di un vigile, da posizionare nei luoghi strategici del centro storico in diverse occasioni e di distribuire finte multe, con la speranza di sensibilizzare anche i cittadini e di renderli partecipi al loro progetto di: vivere bene il centro storico.

L’esperimento è avvenuto per la prima volta nella serata di sabato 11 luglio, a partire dalla mezzanotte, riscuotendo grande interesse da parte dei numerosi frequentatori della Piazza Regina Margherita, incuriositi dalla sagoma, a grandezza naturale, collocata al centro della piazza e allertati dalle finte multe posizionate per tutta l’area del centro storico.

Coordinamento delle Associazioni e
dei Movimenti di Grottaglie