venerdì 5 giugno 2009

«Terzo lotto illegittimo» in due finiscono alla sbarra


Sarà il clima elettorale o chissà quale altro fenomeno a far sì che l'articolo del sanmarzanese Mazza sia inaspettatamente dettagliato sul rinvio a giudizio decretato dal GUP Ingenito del legale rappresentante della Ecolevante SpA e del funzionario della Provincia che ha approvato il progetto di 3° lotto della Discarica.
Finanche un'editoriale che chiede opportunamente chiarezza, una richiesta alla quale sentiamo tutti quanti di unirci egregio Dott. Mazza.

Per cui si faccia chiarezza una volta per tutte sulle responsabilità del Consigliere Mancarelli e di tutto il Partito Democratico Jonico su questa brutta e triste vicenda, a prescindere da facili atteggiamenti pre elettorali che vogliono dipingere Tarantino ed il Sindaco Borsci quali personaggi politici favorevoli alla discarica e l'Avv Mancarelli paladino del movimento anti discarica.
Si faccia chiarezza una volta per tutte sui finanziamenti elettorali di cui i personaggi politici sopra menzionati hanno fatto e stanno facendo uso da parte di Ecolevante Spa o di mani a lei vicine.
Tutto questo, si intende, egregio Dott. Mazza, ovviamente parentele a parte!



Pensierolibero

Discarica Ecolevante di Grottaglie, ieri l’ordinanza del gup Ingenito

L’ampliamento della discarica di Grottaglie è da anni al centro di manifestazioni di protesta L’iter autorizzativo sarebbe stato viziato da numerose violazioni per favorire i proprietari dell’impianto

MIMMO MAZZA

Sarà un processo a sancire se davvero sono state consumate una lunga serie di irregolarità nella realizzazione del terzo lotto della discarica per rifiuti speciali gestiti dalla ditta Ecolevante a Grottaglie.
A sancire il rinvio a giudizio del rappresentante legale dell’azienda Paolo Boccini, difeso dagli avvocati Egidio Albanese e Michele Laforgia, e dell’ex dirigente del settore ambiente della Provincia Antonio Ruggieri, assistito dall’avvocato Nicola Marseglia, è stato ieri il giudice per le udienze preliminari Valeria Ingenito. Il processo inizierà il prossimo 5 ottobre dinanzi al tribunale collegiale.
Il gup nell’udienza aveva già accolto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dal Comune di San Marzano e dalle associazioni Vigiliamo per la discarica, Sud in movimento, Pro loco Marciana, Anpana e Lida.
È stata proprio l’azione di alcuni cittadini di San Marzano, e della Pro Loco Marciana in particolare, come d’altronde si evince dalla richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pubblico ministero Luca Buccheri, a far scaturire il procedimento penale che a questo punto apre pesanti interrogativi sulla legittimità dell’impianto in funzione da quasi un anno malgrado si stato al centro di numerose manifestazione di protesta e di una vera e propria sollevazione popolare.
A Ruggeri e Boccini viene contestato l’abuso d’ufficio perché il primo, nella veste di dirigente del settore ecologia della Provincia, il 3 novembre del 2005 ha autorizzato la costruzione e la gestione di una discarica di rifiuti non pericolosi, per oltre 2milioni di tonnellate, in località «La torre caprarica-Amici», in violazione di norme tecniche di attuazione (in particolare il Putt che individuava la zona come ambito territoriale distinto «macchie»). «Successivamente, pur sollecitato il Ruggieri dal direttore generale della Provincia di Taranto - secondo l’accusa e ora anche secondo il gup - di rivedere la determinazione di autorizzazione, confermava il suo provvedimento». Sarà un processo, dunque, ad accertare perché «sia stato autorizzato ed approvato l’ampliamento della pre-esistente discarica gestita da Ecolevante quando in realtà, per materiale distanza e separazione del sito pre-esistente da quello autorizzando, trattasi di nuovo impianto di smaltimento sulla cui autorizzazione vi era competenza della Regione Puglia»; perché «è stato violato il regolamento di igiene e sanità del Comune di Grottaglie in quanto l’impianto autorizzato risulta a distanza inferiore di 2 chilometri dal centro abitato nonché in prossimità di abitazioni civili, di una masseria condotta da una cooperativa che si occupa del recupero di disabili»; perché «è stato autorizzato l’impianto in estrema prossimità di condutture dell’acqua potabile mai rilevate e considerate»; perché «l’in - sediamento non garantisce la sicurezza e la salvaguaria di un limitrofo tratto originario dell’Appia antica del santuario rupestre della Madonna delle Grazie, dell’insediamento archeologico della vicina masseria del Vicentino». L’autoriz - zazione alla Ecolevante sarebbe stata emanata in assenza di autorizzazione paesaggistica. Secondo l’accusa, Ruggieri avrebbe intenzionalmente procurato alla Ecolevante un «ingiusto vantaggio patrimoniale di rilevante entità e gravità». Ai due indagati, è stata contestata anche la continuazione in quanto Ruggieri non ha impedito l’avvio dei lavori per il terzo lotto e dunque «la realizzazione di una discarica da ritenersi non autorizzata».
In una nota diffusa ieri sera la società Ecolevante, in merito al rinvio a giudizio, «continua a confidare nella consueta serenità degli organi giudicanti e ritiene di poter dimostrare, anche in questo procedimento, l’assoluta insussistenza delle ipotesi di reato contestate».

Il commento Ma adesso è giusto pretendere chiarezza

[M.Maz.]



Un rinvio a giudizio non equivale ad una sentenza di colpevolezza ma il fatto che il gup Valeria Ingenito abbia ritenuto sussistere gli elementi necessari per mandare sotto processo i presunti responsabili dell’aper - tura del terzo lotto della Ecolevante non può essere liquidato con un’alzata di spalle o con il garantismo a vicende alterne, il peggiore. Se quella discarica non doveva essere aperta, e invece funziona da quasi un anno, è questione, dubbio, di tutti quanti hanno davvero a cuore la tutela del territorio di Grottaglie e San Marzano e non possono subire la beffa di smaltire i rifiuti di tutta Italia e avere tra una manciata di anni ragione in un’aula giudiziaria. Chi può, fac
cia qualcosa. Subito.

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