martedì 16 giugno 2009

Le riflessioni del Governatore della Banca d' Italia per uscire dalla crisi dopo che la si è fermata

Ormai che il peggio sembra essere passato, almeno per le istituzioni finanziarie e i mercati, meno invece per l'uomo della strada per il quale l'ISTAT teme l'ondata di riflusso tardiva del drammatico tracollo del PIL di fine anno che potrà comportare la perdita di ulteriori posti di lavoro, i nostri policy makers cominciano a riflettere sugli strumenti per cominciare ad uscire dalla crisi.

Il primo a prendere la parola in tal senso è il più autorevole dei nostri policy makers ovvero il Governatore della Banca d' Italia Mario Draghi,presidente di quell' organismo che cade sotto il nome di Financial Stability Board al quale i grandi dell' Economia hanno sostanzialmente delegato la guida per l'uscita dalle secche di questa drammatica crisi economica.

E' tempo di iniziare a progettare le strategie "di uscita" dalle politiche adottate per fronteggiare la crisi globale. Lo ha affermato il Governatore della Banca d'Italia e presidente del Financial Stability Board, Mario Draghi, in occasione del 'Wirtschaftstag 2009'. Nel suo intervento Draghi ha fatto riferimento all'uscita da "politiche di bilancio eccessivamente espansionistiche per gestire la riduzione del debito pubblico" nonché "all'uscita dall'attuale orientamento delle politiche monetarie per mantenere l'ancoraggio delle aspettative di inflazione". L'abbandono di queste due politiche è essenziale "sia per la stabilità dei prezzi, sia per la stabilità finanziaria". Da progettare anche la strategia per abbandonare le politiche a sostegno delle banche. "Anche se i tempi non sono ancora maturi per l'immediata attuazione di tali strategie di uscita - afferma Draghi - lo sono per cominciare a progettarle e per riflettere sulle condizioni necessarie alla loro attuazione".

Intervenendo al convegno, Mario Draghi ha anche chiesto che i nuovi principi internazionali sulla remunerazione dei manager vengano attuati entro la fine dell'anno. "Ci attendiamo - ha detto Draghi - che le autorità nazionali e le società attuino le parti più significative di tali principi per la fine del 2009".
"Un'area a cui i politici, l'opinione pubblica e le autorità di vigilanza rivolgeranno un'attenzione particolare - ha spiegato il governatore della Banca d'Italia - riguarda i cambiamenti nei sistemi di remunerazione nelle istituzioni finanziarie. I principi che abbiamo sviluppato coprono 'l'efficace governance dei sistemi di remunerazione', 'l'efficace correlazione tra remunerazione e prudente assunzione del rischio', 'l'efficace sorveglianza' e la 'trasparenza nei confronti degli azionisti'".
"Questi principi - ha aggiunto Draghi - saranno rafforzati attraverso un'azione di vigilanza condotta a livello nazionale, così pure tramite requisiti di trasparenza".

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