sabato 16 maggio 2009

Un piano provinciale dei rifiuti da rifare!

Le considerazioni espresse dal Cooordinamento delle Associazioni e dei Movimenti di Grottaglie e San Marzano, insieme a quelle altrettanto preziose del Comitato Vigiliamo per la discarica che riportiamo entrambe nuovamente inducono ad un ripensamento generale e radicale della proposta di piano provinciale dei rifiuti redatto dall' ARPA ed approvato dalla Provincia di Taranto.
Un piano che prima di diventare operativo nasce già vecchio, incompleto e soprattutto inadeguato con le gravissime emergenze ambientali che contradistinguono la Provincia di Taranto che mentre viene soffocata dalle Diossine non può sopportare il peso di nuovi inceneritori o addirittura della combustione del CDR in un cementificio!
Le associazioni ambientaliste della Provincia occorre che tutte insieme all'unisono facciano sentire la loro voce di profondo dissenso si di un piano che prima di nascere è già morto!

COMUNICATO STAMPA

14 maggio 2009

Osservazioni del comitato Vigiliamo per la discarica

circa il Documento di Piano provinciale di gestione dei rifiuti (DDP 3/2009)

Il Comitato Vigiliamo per la discarica rende pubbliche, dopo averle inviate al Presidente della provincia G.Florido, le proprie osservazioni circa quello che sembra destinato a diventare il nuovo piano provinciale di gestione dei rifiuti, il cui documento è stato pubblicato sul sito della Provincia di Taranto.

In premessa, il Comitato Vigiliamo per la discarica puntualizza che, nell’affrontare le questioni correlate all’ambiente e soprattutto in ragione della grave situazione di crisi ambientale di Taranto e provincia, è sua costante attenzione rifuggire da ogni ambientalismo di maniera, meramente protestatario e completamente privo di proposte e di progettualità concrete.

E proprio in questa prospettiva sottolinea di essere in totale e critico disaccordo con il cosiddetto “documento” di piano, che sembra destinato a diventare la “proposta” di piano provinciale di gestione dei rifiuti della Provincia di Taranto.

Innanzitutto, dalla lettura di questo documento, consultabile sul sito della Provincia di Taranto, non emerge alcuna seria programmazione e/o pianificazione finalizzate al recupero, riciclo, reimpiego e riutilizzo dei rifiuti. Cioè circa quelle che devono essere, secondo le tendenze sempre più accentuate del legislatore comunitario e nazionale, le principali e imprescindibili finalità delle attività che devono caratterizzare la gestione non solo dei rifiuti urbani ma anche dei rifiuti speciali.

Sia nel documento di piano, sia nel rapporto ambientale ad esso allegato, pur essendo citati il recupero, riciclo, reimpiego e riutilizzo, non c’è alcuna concreta pianificazione e/o programmazione delle piattaforme e degli impianti preposti a questo uso e che devono avere come loro principale, se non proprio esclusiva finalità, quella di selezionare i rifiuti in vista del loro recupero, riciclo, reimpiego e riutilizzo.

Inoltre il documento, pur accennando al consorzio nazionale imballaggi (CONAI) e agli altri consorzi ad esso facenti capo, non presenta alcuna concreta programmazione volta a favorire lo sviluppo di rapporti con questi soggetti, piuttosto che con i soggetti che promuovono la termovalorizzazione, l’incenerimento e/o il deposito in discarica dei rifiuti.

E’ chiaro a tutti, infatti, che il problema fondamentale nella gestione dei rifiuti urbani e speciali, è non solo e non tanto fare la raccolta differenziata, dal momento che, senza dare alcuna prospettiva di sviluppo concreto alle possibilità di collocare sul mercato il “materiale” ottenuto dal trattamento del rifiuto e dal suo riciclo e/o reimpiego, si ricollocherebbero in discarica o si incenerirebbero rifiuti che sarebbero stati così inutilmente differenziati, con ovvio grandissimo dispendio di risorse economiche.

Ebbene, nel documento di piano provinciale di gestione dei rifiuti: non c’è una programmazione effettiva delle piattaforme e degli impianti di selezione e recupero dei rifiuti; non c’è un capitolato speciale di “appalto tipo” che possa vincolare l’attività di gestione dei rifiuti alle imprese che operano nel bacino provinciale secondo criteri volti ad accentuare la selezione dei rifiuti e il loro recupero, riutilizzo e riciclaggio; non c’è alcun serio studio dei mercati esistenti e di quelli che possono aprirsi per favorire queste attività di gestione dei rifiuti del tutto alternative alla collocazione in discarica e alla “termovalorizzazione” e/o “incenerimento”.

Inoltre, nel documento di piano, non viene valorizzata la circostanza che già oggi le pubbliche amministrazioni sono obbligate, per legge, ad acquistare beni realizzati attraverso il recupero, il riciclo e il riutilizzo dei rifiuti, e si dimentica del tutto che sempre più, a livello mondiale e comunitario, si parla di economia “verde” e di investimenti per stimolare l’economia e l’industria “verde”.

La programmazione e/o pianificazione proposta sembra pertanto nata già vecchia, apparendo ispirata e piegata a finalità meramente conservative, a sicuro beneficio di chi vuole che i rifiuti siano sempre più “termovalorizzati” o “inceneriti” o depositati in discarica.

Appare poi veramente sconcertante la disciplina relativa alla localizzazione degli impianti di trattamento e/o smaltimento dei rifiuti, e la lettura che viene proposta delle norme che regolano l’ubicazione degli impianti di smaltimento è assurda.

Ad esempio viene proposta una lettura del tutto erronea della disciplina relativa alla distanza minima che deve essere rispettata tra l’ubicazione degli impianti di smaltimento e la pista di un aeroporto. Si omette infatti a questo proposito di considerare che non possono essere collocati impianti di smaltimento, di recupero e/o di trattamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi che smaltiscano e/o recuperino e/o trattino rifiuti organici (sia urbani che speciali) ad una distanza inferiore a 13 chilometri rispetto alla pista di un aeroporto.

Chi ha redatto il piano si è infatti sforzato non solo di omettere di considerare le norme tecniche internazionali richiamate dal codice della navigazione, ma si è altresì sforzato di interpretare in maniera del tutto erronea le linee guida dettate in proposito dall’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile (ENAC), il quale ha espressamente previsto il divieto di ubicare impianti di trattamento, recupero e/o smaltimento di rifiuti organici (sia urbani che speciali) a una distanza inferiore a 13 chilometri dalla pista di un aeroporto. Il redattore del piano ha infatti ritenuto che bisogna valutare caso per caso, limitandosi ad evidenziare che è necessario solo ridurre quanto più è possibile, attraverso l’utilizzazione di appositi impianti di trattamento, la frazione organica dei rifiuti da depositare in discarica, salvo poi puntualizzare che gli impianti di selezione e trattamento dei medesimi rifiuti (anche organici, quindi!) debbano essere collocati vicino agli impianti di smaltimento! E sono proprio gli impianti di smaltimento di Grottaglie e Fragagnano a sorgere in violazione degli standards di sicurezza internazionale di navigazione aerea stabiliti per prevenire fenomeni di “bird strike”!

Altrettanto assurda è, poi, la possibilità di costruire gassificatori senza rispettare la distanza minima, fissata sempre dalle linee guida dell’ENAC, di 13 chilometri dalla pista di un aeroporto.

Così come assurda è la possibilità di consentire di realizzare “ampliamenti” di discariche già esistenti in quelle aree considerate “annesse” ad alcune speciali tipologie di vincoli stabiliti dal piano paesaggistico regionale; e ciò in aperto contrasto con il piano paesaggistico regionale e, al contempo, in dichiarato, aperto ed evidentissimo favore per chi già gestisce discariche in aree così tutelate.

Dunque, non solo non c’è nulla di nuovo nel cosiddetto “documento” di piano provinciale di gestione dei rifiuti, ma c’è addirittura di molto peggio rispetto alla situazione attuale. Questo documento, secondo il comitato Vigiliamo per la discarica, è meglio non sia approvato perché, in definitiva, così come è ora, appare strumentale a favorire la chiusura del ciclo dei rifiuti secondo la vecchia maniera, cioè ricorrendo a discariche, inceneritori e termovalorizzatori.

Il Coordinamento delle Associazioni e dei Movimenti di Grottaglie e di San Marzano

ll coordinamento delle Associazioni e dei Movimenti di Grottaglie e di San Marzano desidera ringraziare tutti coloro che hanno contribuito fattivamente e con la loro presenza alla buona riuscita del confronto pubblico avvenuto Lunedì 11 u.s. sul tema del Piano Provinciale dei Rifiuti e nello specifico alla discussione di merito sulla raccolta differenziata come da progetto ATO/TA 3.
Nel contempo ci corre l’obbligo di dover rimarcare la deprecabile assenza dei responsabili dell’ARPA, consulenti tecnici ideatori del citato Piano, e si lamenta anche la mancata presenza dei rappresentanti dell’ATO/TA 1, sede dell’inceneritore-smaltito

re dei nostri rifiuti, sul cui utilizzo esprimiamo fondate riserve come ampiamente relazionato nel corso della serata. Si è trattato di assenze importanti che hanno sicuramente sottratto perizia al confronto.

In merito alla partecipazione ed al contributo dato alla discussione dall’Assessore Prov.le all’Ambiente, Sig. Michele Conserva, pur apprezzandone la strenua ma scontata difesa del Piano dei Rifiuti ci sembra doveroso dover stigmatizzare alcuni atteggiamenti di sufficienza dimostrata nel corso delle altrui relazioni come nel caso della Dott.ssa Poli del Centro di Vedelago (TV) che evidenziava l’economicità della sua tecnologia peraltro non invasiva o peggio ancora d’insofferenza nei riguardi dei Medici, Dott. Laghi e Dott.ssa Moschetti, i cui interventi mettevano scientificamente a nudo la stretta correlazione tra la presenza di inceneritori e l’insorgere di gravi patologie negli adulti e persino tra neonati!

Il Coordinamento nel confermare che il Piano dei Rifiuti approvato in Provincia non tiene affatto conto delle osservazioni effettuate, come invece riferito pubblicamente dall’Assessore Conserva, attribuisce a questo strumento di pianificazione del territorio un’importanza capitale per il suo corretto sviluppo prossimo in fatto di eco-sostenibilità e ribadisce pertanto l’assoluta necessità per ulteriori spazi di approfondimento, di confronto e di scelte condivise onde approdare ad un consenso allargato della gestione del ciclo dei rifiuti in tutte le sue fasi. Si tratta di un concetto peraltro già espresso in quella stessa serata dall’Assessore Grottagliese al ramo nonché Vice-Presidente dell’ATO/3, Avv.to Ciro Alabrese.
Cogliamo quindi l’occasione per renderci disponibili da subito nel lanciare una proposta per un prossimo incontro pubblico, con modalità da concordare insieme, avente per tema:

‘Una Gestione Sostenibile del Ciclo dei Rifiuti‘
Informarsi sulla Raccolta Differenziata attraverso le esperienze consolidate a confronto

Siamo certi che chiunque abbia a cuore le sorti del nostro territorio, dagli Amministratori ai Cittadini tutti, non vorrà tirarsi indietro, esponendosi a colpevoli silenzi, per il raggiungimento della più importante tra le ‘R’ virtuose ovvero quella del Rispetto per l’Ambiente.

Infine il Coordinamento delle Associazioni e dei Movimenti di Grottaglie e di San Marzano informa tutti gli interessati che presso la sua sede sita a Grottaglie in via San Nicola n. 6 (centro storico) si svolgono regolari incontri ogni Lunedi e Giovedi dalle ore 21,00 aperti a tutti coloro che vorranno confrontarsi sulle tematiche inerenti al territorio.

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