mercoledì 6 maggio 2009

Domani si discute il rinvio a giudizio di Etta Ragusa


La richiesta di rinvio a giudizio di Etta Ragusa così come quella di tanti altri, troppi cittadini impone una riflessione in merito all'operato della magistratura tarantina ed alle diverse sensibilità manifestate dalla stessa nel confronto fra semplici cittadini che si battono per la salvaguardia e la tutela dell'ambiente e del proprio territorio denunciando l'operato di istituzioni che hanno incautamente autorizzato enormi insediamenti per lo stoccaggio di rifiuti speciali a beneficio di pochi soggetti economici, e le azioni intraprese da questi ultimi che si ritengono danneggiati dall'azione di quei cittadini e denunciano alle autorità competenti la commissione di presunti reati penali durante questa azione di denuncia a tutela del territorio e dell'ambiente.

Domani 7 maggio 2009 alle 9 presso il Tribunale di Taranto in via Marche, nell’aula D al piano terra, si consumerà la prima parte di una delle più tristi storie della giustizia in Italia, di quella giustizia che invece di essere dalla parte dei cittadini, vere sentinelle civiche del territorio, risponde, prontamente alla voce del padrone espressa attraverso missive intimidatorie.
Se per alcuni è solo il naturale esito del principio dell'obbligatorietà dell'azione penale per molti altri è invece la cartina tornasole di quanto questa terra e questa cittadinanza sia stata calpestata nei suoi diritti anche da quelle istituzioni che dovrebbeto agire a sua tutela.
Probabilmente quel sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, che ha ritenuto di emettere il decreto di citazione a giudizio nei confronti della prof.ssa Ragusa, cito testualmente:" per “il reato di cui agli artt.110-684 C.P. per avere, in unione e concorso con ignoti, congiuntamente all’esposto depositato in data 22.02.2007 presso la Procura della Repubblica di Taranto, nella sua qualità di coordinatrice del comitato Vigiliamo per la discarica, pubblicato atti e documenti, movimentazioni bancarie su c/c intestati a Ecolevante spa, ricevute di pagamento, copie delle matrici di assegni emessi … - di un procedimento penale … pendente presso la sopracitata Procura della Repubblica, di cui era vietata a quel momento, per legge, la pubblicazione.” non conosce chi è Etta Ragusa, la sua storia, le sue "battaglie" se così possiamo chiamarle, per la non violenza,per la pace, contro il nucleare per l'ambiente, quello che è certo invece che lo stesso magistrato dovrebbe rappresentare l'stituzione che agisce a tutela della legge, quella stessa istituzione che a fronte di 17 denunce ed esposti non è ancora stata in grado di discutere il rinvio a giudizio dei responsabili delle autorizzazzioni di una discarica realizzata probabilmente contro le leggi e contro le più elementari normative urbanistiche esistenti. Quella Procura di Taranto, che in più di cinque anni di manifestazioni e proteste cittadine solo oggi ha provveduto ad affidare ad un unico magistrato inquirente tutto il materiale relativo alle vicende di cui sopra. Nasce allora spontanea la domanda all'uomo della strada,come il sottoscritto si ritiene,del come mai tanta celerità e solerzia da parte della Procura della Repubblica di Taranto nella richiesta di rinvio a giudizio verso Etta Ragusa, addirittura inizialmente ed erroneamente per il reato di ricettazione! (ma ve la immaginate voi Etta Ragusa nota ricettatrice della Provincia Jonica!) mentre i fatti di cui sopra procedono di rinvio in rinvio con le classiche calende greche?
Domani alle ore 9 si celebrerà il primo atto di questa farsa.


Per leggere il comunicato stampa del Comitato Vigiliamo per la discarica in merito e le petizioni di sostgno ad Etta Ragusa su questa triste vicenda andate su:

www.vigiliamoperladiscarica.it



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