martedì 3 marzo 2009

Meglio tardi che mai

Finalmente sembra che le battaglie sull'uso indiscriminato delle discariche sul nostro territorio, sulo pseudo valore ambientale attribuito ai termovalorizzatori, alla combustione dei rifiuti ed in generale alla politica rifiuti zero, sembrano aver fatto breccia nel rapporto nazionale sull'ambiente (AMBIENTE ITALIA) elaborato dal quella associazione ambientalista che troppe volte, a livello territoriale, ha tentennato in tema di lotta all'autorizzazzione indiscriminata di discariche.

Verrebbe da dire...meglio tardi che mai!

Legambiente: ancora troppi rifiuti al sud e smog al Nord, ma calano i gas serra

Il rapporto: situazione critica per lo smaltimento della spazzatura nel Meridione e per il Pm10 nel Setttetrione

Il treno verde di Legambiente (Eidon)
Il treno verde di Legambiente (Eidon)
MILANO - Ancora emergenza per l'Italia dell'ambiente: la situazione è critica per i rifiuti al sud, per la mobilità nei trasporti su strada, per l'inquinamento da Pm10 al nord. Le buone pratiche riguardano la riduzione dei gas serra, calati dell'1,7%, la crescita dell'agricoltura biologica, il successo dei marchi ecolabel e del turismo sostenibile. Questo, va aggiunto alla crisi economica e ai problemi strutturali dell'Italia: il divario tra nord e sud, il dilagare del potere mafioso, il debito pubblico. La fotografia sullo stato dell'arte la scatta il rapporto di Legambiente «Ambiente Italia 2009 - Rifiuti made in Italy».

RIFIUTI - I rifiuti sono ancora un'emergenza, presi come «metafora delle politiche ambientali», per «il clamoroso ritardo impiantistico» del sud (ci sono il 47% delle discariche di tutto il Paese, ma soltanto il 14% di impianti per compostaggio e il 28% per il trattamento meccanico biologico). E il 54% dei rifiuti viene ancora smaltito in discarica, con il record del 94% in Sicilia. Aumenta la produzione di rifiuti urbani (più 12% dal 2000 al 2006) e lo smaltimento illecito di quelli speciali per un giro d'affari di 4,5 miliardi all'anno. Tra le buone pratiche, i 1.081 comuni (nel 2007) oltre l'obiettivo del 40% di raccolta differenziata, la Sardegna che raggiunge il 38% al 2008, e i 118 comuni campani oltre il 40% di differenziata (Salerno arriva all'80% nei quartieri con il porta a porta).

SMOG - La mobilità è «un punto dolente»: il sistema dei trasporti paga gli spostamenti personali e delle merci (per il 74% del totale su strada), un parco veicolare «spropositatamente elevato», l'emergenza smog delle città del nord, e un trasporto pubblico che segna «una ripresa insignificante». Tra le buone notizie, la conferma del nostro Paese con il parco auto a minor emissione di CO2 (146 g/km contro una media europea di 158). Il 65% di tutte le stazioni di monitoraggio ha registrato il superamento del valore limite giornaliero di PM10 (50 microgrammi/metro cubo per non oltre 35 giorni all'anno), con una situazione eccezionalmente critica nelle regioni padane e a Roma (oltre l'80% dei casi in Emilia, Lombardia, Piemonte e Lazio).

CLIMA - Per il capitolo clima, calano, per la prima volta, le emissioni di gas climalteranti dell'1,7%, per la combinazione tra bassa crescita economica e alte temperature invernali con minori consumi energetici. Con 570 milioni di tonnellate di C02 equivalente, l'Italia è comunque il terzo paese europeo per emissioni (del 17,5% sopra l'obiettivo al 2012). C'è una «contrazione del gettito da tassazione ambientale»: nel 2007 la fiscalità ambientale ha raggiunto «il minimo storico degli ultimi 30 anni in rapporto alle entrate tributarie (8,9% sul totale di tasse dirette, indirette e in conto capitale)».

PUNTI DI FORZA - L'Italia è diventata leader europeo per numero di licenze di prodotti con marchio ecolabel, il 31% sul totale europeo, con un grande successo dei sistemi di gestione ambientale (13.132 siti certificati Iso 14001 nel 2008). È cresciuta l'agricoltura biologica (1.150.253 ettari nel 2007) e ha segnato un forte sviluppo il settore degli allevamenti biologici. Registra buoni risultati la ricettività diffusa (al 23% nel 2007) dei bed & breakfast e degli agriturismi, legata alle risorse naturali e agli insediamenti esistenti. Secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza il rapporto è «il giusto strumento per capire in quali settori intervenire» anche alla luce di «un new deal» ecologico attraverso incentivi, una politica fiscale incentrata sul consumo delle risorse ambientali, innovazione e ricerca, e valorizzazione delle piccole e medie imprese.

da www.corriere.it

Per maggiori informazioni

www.legambiente.eu/archivi.php?idArchivio=2&id=5062




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