venerdì 6 febbraio 2009

L'esortazione di Spogli

«Italia, potenza a rischio declino».
L'addio con polemiche di Ronald Spogli Ambasciatore USA in Italia
Maurizio Caprara da http://www.corriere.it/
— L'espressione che rende meglio l'idea di ciò che ha assestato ieri al nostro Paese Ronald Spogli, l'ex compagno di studi di George W. Bush, che parte oggi da Roma dopo esser stato per oltre tre anni l'ambasciatore degli Stati Uniti, è un termine romano: «'na sveglia». Letteralmente significa schiaffo, schiaffone, botta. Ma risulta efficace anche perché alla parola «sveglia» resta addosso il significato italiano, qualcosa che ha lo scopo di interrompere un sonno. Il «relativo declino» e la «lenta crescita » dell'economia italiana, ha osservato Spogli, costituiscono per il nostro Paese un problema «molto più serio della recessione in atto». Un problema di «lungo periodo», e non l'unico. «È una tragedia nazionale, direi imbarazzante, che non ci sia una sola università italiana nei primi posti delle classifiche internazionali», ha fatto presente questo finanziere, e professore universitario, che oggi chiude la propria parentesi in diplomazia.Colazione a Villa Taverna per salutare a fine mandato alcuni giornalisti. Dopo lasagne e insalata, Spogli, californiano con un nonno di Gubbio, ha risposto a domande sulla linea del presidente Barack Obama verso l'Italia e ha confermato che sarà sollecitato più impegno per l'Afghanistan: «Questa richiesta verrà, forse nei prossimi giorni, nelle prossime settimane. L'Italia è a mio avviso pronta a fare di più».Da mesi Palazzo Chigi e Farnesina cercano di evitare in materia attriti con Washington. Il governo Berlusconi si è preparato a portare il numero dei militari in Afghanistan dai 2.270 dell'autunno a 2.800, ma promette, più che nuovi soldati, l'impiego di reparti di élite e istruttori. «Se sarà in grado di offrire più unità militari è da vedere, ma io penso che l'Italia risponderà alle richieste della nuova Amministrazione», ha affermato Spogli.È nel discorso di saluto che l'ambasciatore ha assestato la sveglia. «Mi sono chiesto come mai gli italiani non reagiscono nel vedere costantemente il proprio Paese agli ultimi posti delle classifiche sulla competitività mondiale. L'Italia non può mantenere lo status di potenza economica se i suoi risultati rimangono così bassi», ha avvisato. Ai partiti, il consiglio di uno «spirito unitario »: «Tutti conosciamo i problemi: una burocrazia pesante, un mercato del lavoro rigido, la criminalità organizzata, la corruzione, la lentezza della giustizia, la mancanza di meritocrazia e un sistema di istruzione che non risponde ai bisogni del XXI secolo».C'è stato chi ha domandato se ci fossero anche suggerimenti per la crisi della finanza americana, ma nessuno ha confutato le tesi sull'Italia. «Perché non si scelgono tre università — una del Nord, una del Sud e una del Centro — e gli si concedono uno status speciale e incentivi mirati? », ha proposto Spogli per portare quelle università, in dieci anni, «ai primi posti» nel mondo.Su gas e petrolio, una probabile anticipazione di mosse dell'Amministrazione demo-cratica: «Vorrei esortare l'Italia ad adottare un piano di sicurezza energetica realistico che promuova la diversificazione attraverso un uso migliore delle risorse nazionali e un diverso mix di fornitori». Tra le righe, un fastidio per l'aria serafica di centrosinistra e centrodestra nell'individuare in Mosca uno dei fornitori preferiti di energia.
Al di là delle polemiche fatte sulla scelta del "fornitore russo" come referente privilegiato della politica energetica Italiana, le parole di addio di Ronald Spogli per quatto anni Ambasciatore USA in Italia, danno il senso di come anche per chi guarda da "fuori" il nostro paese sia ormai considerato alla soglia di un declino ormai imminente. Parole queste che dovrebbero far riflettere ogni singolo cittadino Italiano ma soprattutto il nostro Presidente del Consiglio.

Nessun commento: