venerdì 27 febbraio 2009

Comunicato stampa del coordinamento di associazioni e movimenti

Domenica 1 Marzo 2009, alle ore 18 si terrà presso il Castello Episcopio di Grottaglie un incontro nel quale il “Coordinamento delle Associazioni e Movimenti” incontrano i cittadini e l’Amministrazione per aprire un confronto circa le modalità e la necessità di realizzare il progetto di restauro del Castello Episcopio, approvato dalla Giunta e già in corso di realizzazione.


Il Coordinamento ribadisce la propria posizione critica rispetto alle scelte di carattere politico e tecnico adottato dall’Amministrazione.

martedì 24 febbraio 2009

La crisi in 11 minuti

The Short and Simple Story of the Credit Crisis.





















By Jonathan Jarvis.

Crisisofcredit.com

La spiegazione facile della attuale crisi finanziaria in solo 11 minuti.


This project was completed as part of my thesis work in the Media Design Program, a graduate studio at the Art Center College of Design in Pasadena, California.


For more on my broader thesis work exploring the use of new media to make sense of a increasingly complex world, visit jdjarvis.com

Or email me at jonathan.jarvis@gmail.com

domenica 22 febbraio 2009

in teatro il 13 e 14 Marzo 2009

sabato 21 febbraio 2009

Qualcosa che manca ai nostri politici...

Assemblea al Castello 1 marzo ore 18

giovedì 19 febbraio 2009

Per la difesa della nostra libertà di scelta

“Sì alla vita, no alla tortura di stato” - Roma, piazza Farnese, sabato 21 febbraio ore 15
Beppino Englaro: Questa legge è una barbarie, necessario scendere in piazza
"La legge sul testamento biologico che il parlamento si appresta ad approvare è una vera e propria barbarie. Una legge assurda e incostituzionale contro la quale è assolutamente necessario che i cittadini facciano sentire la propria voce e scendano in piazza a manifestare". Con queste parole Beppino Englaro, intervistato da Paolo Flores d'Arcais, aderisce alla manifestazione "Sì alla vita, no alla tortura di Stato", che si svolgerà a Roma sabato 21 febbraio in piazza Farnese.
L'audio intervista a Beppino Englaro
FIRMA L'APPELLO di Lorenza CARLASSARE, Andrea CAMILLERI, Furio COLOMBO, Umberto ECO, Paolo FLORES D'ARCAIS, Margherita HACK, Pancho PARDI, Stefano RODOTA':
FIRMA L'APPELLO di Lorenza CARLASSARE, Andrea CAMILLERI, Furio COLOMBO, Umberto ECO, Paolo FLORES D'ARCAIS, Margherita HACK, Pancho PARDI, Stefano RODOTA':"La vita di ciascuno non appartiene al governo e non appartiene alla Chiesa. La vita appartiene solo a chi la vive. Il decreto legge di Berlusconi, trasformato in disegno di legge dopo che il presidente Napolitano, da custode della Costituzione, ha rifiutato di firmarlo, vuole sottrarre al cittadino il diritto sulla propria vita e consegnarlo alla volontà totalitaria dello Stato e della Chiesa. Rendendo coatta l’alimentazione e l’idratazione anche contro la volontà del paziente, impone per legge la tortura ad ogni malato terminale.Pur di imporre questa legge khomeinista, Berlusconi ha dichiarato che intende sovvertire la Costituzione repubblicana. E’ arrivato ad oltraggiare una delle costituzioni più democratiche del mondo, la nostra, definendola “filosovietica”, mentre non perde occasioni per elogiare il suo “amico Putin”, ex-dirigente del Kgb. Al governo Berlusconi che ha ormai dichiarato guerra alla Costituzione repubblicana, è dovere democratico di ogni cittadino opporre un fermo “ora basta!”.Per dire sì alla vita e no alla tortura, per dire sì alla Costituzione e no al progetto di dittatura oscurantista, per dire sì al Presidente che sostiene la Costituzione contro chi la viola, la svilisce, la insulta, chiediamo a tutti i democratici di auto-organizzarsi per una grande e pacifica manifestazione, senza bandiere di partito, solo con la passione e l’impegno civile di liberi cittadini, a Roma, a piazza Farnese, sabato 21 febbraio alle ore 15. Passa parola, la democrazia dipende anche da te".
Per firmare l'appello
anche su facebook

mercoledì 18 febbraio 2009

Condanna Mills «imbarazzante» per Berlusconi, ma l'Italia glissa


In un paese "normale", con un capo del governo normale, la sentenza del Tribunale di Milano avrebbe creato grossi clamori, in Italia invece non merita neanche i titoli di prima pagina dei giornali.

Il bel reportage di Elysa Fazzino testimonia quanto il nostro paese sia differente da quelli "normali".



di Elysa Fazzino



Verdetto «imbarazzante» per Berlusconi, una sentenza che in molti Paesi farebbe tremare l'establishment politico, ma in Italia «non era nemmeno tra i titoli di testa del telegiornale della sera». La condanna dell'avvocato inglese David Mills è invece in evidenza sulle home page di molti siti britannici e oltreoceano attira l'attenzione del New York Times, che si stupisce: «La storia del giorno non era quella della corruzione, ma dell'espansione del potere di Berlusconi in Italia», con la vittoria in Sardegna e le dimissioni di Walter Veltroni.Mills, si legge sul New York Times, è stato condannato per avere preso una mazzetta «in cambio di avere mentito per proteggere il Primo ministro». Berlusconi era co-imputato fino all'anno scorso – spiega il quotidiano Usa - quando ha fatto approvare in Parlamento una legge che dà l'immunità alle più alte cariche, «in particolare a lui». Il miliardario, «che possiede il più grande impero italiano dei media», «è stato ripetutamente condannato per corruzione», ma le imputazioni sono state rovesciate in appello o sono scadute per decorrenza dei termini. Si è sempre dichiarato non colpevole, precisa il giornale newyorchese. «Più Berlusconi volge il sistema a suo vantaggio, più gli italiani sembrano ammirarlo». Nel servizio di Rachel Donadio viene citato Sergio Romano, che si domanda perché parte della società italiana non sia scandalizzata. E Alexander Stille, secondo cui «gli italiani si sono convinti che la politica è una cosa sporca, tutti hanno scheletri nell'armadio, i giudici hanno dato più attenzione a Berlusconi … e quindi hanno trovato più scheletri». Mills – continua il New York Times - è stato condannato a quattro anni e mezzo, ma difficilmente andrà in carcere. «In base alla legge italiana, la prigione comincia solo dopo la sentenza definitiva. Ed è improbabile che i due round di appelli possibili finiscano prima del 2010, quando decorrerà il termine di dieci anni previsto per casi del genere». Analogamente, «se Berlusconi resterà in carica fino ad allora, perirà anche il caso contro di lui». «La corte dice che Mills ha preso la mazzetta di Berlusconi», è il titolo del Financial Times, che senza fare distinguo sulla provenienza dei soldi scrive: Mills è stato condannato a quattro anni e mezzo per avere accettato «una mazzetta di 600mila dollari da Silvio Berlusconi, ora il premier italiano», in cambio di «false testimonianze» in due processi. Berlusconi, che ha spesso accusato i magistrati italiani di volersi fare «vendetta» nei suoi confronti, «sarà molto imbarazzato dal verdetto», scrive ancora il Financial Times, in un servizio firmato da Vincent Boland e Guy Dinmore. Il quotidiano fa notare che la legge sull'immunità è al vaglio della Corte costituzionale. «Se dovesse pronunciarsi contro l'immunità, il suo processo, nel quale era co-imputato, ricomincerebbe daccapo». I suoi collaboratori hanno trattato il caso come «un fastidioso ostacolo» al compito più importante di mandare avanti il governo e come un'ulteriore giustificazione dell'immunità data dal Parlamento. La Bbc ricorda che la legge sull'immunità è «controversa». Il Guardian ha, tra i numerosi articoli sull'argomento, un titolo su Berlusconi: «L'immunità data dal Parlamento potrebbe essere annullata dalla Consulta». Appena tornato al potere, ricorda John Hooper, Berlusconi aveva fatto della legge sull'immunità una priorità del suo governo. «Il verdetto di ieri mostra quanto valore aveva quella mossa». Ma il primo ministro «non è ancora al sicuro», perché la Corte costituzionale potrebbe ancora bocciare la legge, come fece con una legge simile nel 2004. Se la legge fosse dichiarata incostituzionale, il processo potrebbe ripartire. Ma vista la lentezza della giustizia italiana», è improbabile che si arrivi rapidamente a una condanna e il reato di cui Berlusconi è accusato cade in prescrizione il prossimo febbraio. Ci sono però altre accuse che vedono i due uomini co-imputati. Qui i giudici hanno «fermato l'orologio» e se la legge fosse dichiarata incostituzionale, i pm avrebbero più tempo. Il Guardian si spinge oltre con le ipotesi: «Anche se fosse condannato, Berlusconi può star tranquillo che non andrà in prigione. Potrà sembrare più giovane, ma ha più di 70 anni. E' l'età massima alla quale si può essere incarcerati in base alla legge italiana».Sul sito del Times è pubblicato un breve commento «Le stranezze della giustizia italiana». Con tono ironico, Richard Owen osserva che con la lentezza dei processi in appello ci si domanda se ci siano italiani che scontano la pena. «Ma la cosa più bizzarra è stata forse la decisione del giudice di condannare al risarcimento dei danni in favore dell'ufficio del Primo ministro (la parte civile costituita, la Presidenza del Consiglio, ndr) perché Mills – e quindi almeno per implicazione Silvio Berlusconi, il Primo ministro – ha deviato il corso della giustizia». «Solo in Italia» può succedere, avrebbe detto scuotendo il capo un cronista giudiziario italiano.

I siti britannici – oltre a quelli citati, l'Independent, il Daily Mail, il Telegraph - si soffermano anche sui risvolti interni della vicenda: Mills è il marito, separato, di Tessa Jowell, ministro inglese per le Olimpiadi, e lo stesso Tony Blair era dovuto intervenire per chiarire che lei non sapeva nulla della provenienza dei soldi, che la coppia usò per pagare il mutuo sulla casa. La notizia ha fatto il giro anche dei siti francesi e spagnoli. Le Monde titola sulla condanna per «false testimonianze» a favore di Berlusconi. Le Figaro ricorda che Mills «non è il primo avvocato di Berlusconi a finire in prigione»: Cesare Previti è stato condannato in via definitiva a sei anni di prigione nel 2006 per corruzione di magistrato nell'affare Fininvest. «Quattro anni di prigione per l'avvocato corrotto da Berlusconi», titola El Mundo, «l'impresa di Berlusconi corruppe l'avvocato Mills», scrive El Pais, che pure osserva come «paradossalmente» l'imputato sia stato condannato anche a risarcire 250mila euro alla parte civile, la Presidenza del Consiglio, «come dire a Berlusconi».

ZERO RIFIUTI PER UN MONDO MIGLIORE



Importante evento internazionale a Napoli da oggi al 21 Febbraio

Per informazioni, link e seguire in diretta streaming la conferenza:

www.zwia09.info


Zero Waste International Dialog 2009 rappresenta un grande evento e nasce da una sfida voluta dalle realtà italiane e campane, in sintonia con la Zero Waste International Alliance e la Global Alliance for Incinerator Alternatives. Da tutto il mondo, arriveranno a Napoli delegazioni di amministratori, pubblici funzionari e consulenti, nonché attivisti e comunità in lotta impegnati a promuovere e in molti casi ad implementare la strategia rifiuti zero parlando e diffondendo le “migliori pratiche” di riduzione, di riuso, di riciclo, di “responsabilità estesa ai produttori” e di “economie di comunità’” basate sulla riparazione-riuso dei beni e sul recupero di materiali.Ma gli esperti e gli attivisti parleranno anche di come risolvere la crisi campana evitando inceneritori e discariche (e facendo anche i conti con l’eredità “tossica” di Bassolino e dell’ intera classe dirigente, di centro destra come di centro sinistra), rappresentata dalla vergogna di alcuni milioni di tonnellate di “eco-balle” ed un territorio avvelenato, sacrificato agli interessi di banche ed industrie legate al business dell’incenerimento.La “tragedia di Napoli e della Campania” - tuttora in corso nonostante le falsificazioni mediatiche, l’insopportabile militarizzazione del territorio, l’uso di leggi speciali, la criminalizzazione del dissenso, il segreto di stato sugli impianti civili per la produzione di energia - deve diventare una grande opportunità per una svolta radicale a favore dell’assunzione della strategia rifiuti zero. Grandi metropoli internazionali come San Francisco, Buenos Aires e Los Angeles lo hanno fatto, perché non farlo a Napoli?In breve, Zero Waste International Dialog 2009 sarà sicuramente un evento che lascerà un segno importante per tutti quelli che ritengono che l’adozione della strategia Rifiuti Zero sia un primo passo per una società in crisi che deve ripensare un cambiamento globale dell' attuale sistema di produzione e di consumo, di valori e stili di vita, privilegiando il benessere della collettività, le opportunità occupazionali, l' equità sociale, il rispetto dell'ecosistema che ci ospita.

LA SINISTRA E’ MORTA. VIVA LA SINISTRA.

Signor segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, Lei - domenica scorsa - è venuto a Grottaglie e, nella sede ereditata dal Suo Partito, ha fotografato un’assemblea affollatissima alla quale hanno partecipato a Suo dire “... compagni storici, compresi quelli che hanno votato la mozione 2, ma che sono rimasti nel Partito (e poi, ha precisato che)… la fuoriuscita di una piccola parte non ha intaccato la forza istituzionale di un Partito che vanta a Grottaglie due consiglieri comunali…ed un assessore…” Il tutto riassunto con il virgolettato di un titolo di giornale: “Pochi pezzi con Vendola, Rifondazione resta un grande Partito”.
Segretario, sia sincero, ammetta che è venuto a Grottaglie per fare cassa, per tesaurizzare, oltre ai “ compagni storici”, un Circolo che porta il nome di Antonio Gramsci, due consiglieri comunali e un assessore; a capitalizzare, come irrispettosamente ha definito le compagne e i compagni che ha ritrovato, quelli che sono usciti e gli altri che sono entrati, “Pezzi” - uomini e donne, partito, istituzioni – di potere, personale e di gruppo.
Signor Segretario, con la Sua venuta a Grottaglie, Lei ha contribuito a legittimare un esteso sistema di potere che sta condannando al declino ogni elemento vitale della nostra Madre Terra.
Lei, con quell’atto, ha dato una mano a chi con il proprio agire, giorno dopo giorno, combatte - da una posizione di sproporzionato potere- i germi di speranza e di cambiamento che per radicarsi, riprodursi, crescere, avrebbero bisogno, invece, di ben altre attenzioni; soprattutto da parte di un Partito che si presenta con due elementi identitari di straordinaria e dirompente valenza ideale: Rifondazione Comunista.
Signor Gentile, me lo consenta, Lei domenica scorsa riconoscendo e legittimando i Suoi “vecchi e nuovi” compagni di strada, che poco oramai hanno a che fare con la migliore tradizione culturale, morale, politica e sociale che la sinistra ha espresso nel nostro Paese e in questa parte di Mezzogiorno, ha deciso di continuare a costruire le “fortune” del Suo Partito, e le Sue, non “…su nuove basi” come indica il significato di uno dei tre importanti concetti sui quali è fondata l’Organizzazione che dirige, ma sulle discariche di ogni tipo: quelle chiuse e da controllare per altri trent’anni, quelle in esercizio e le altre che certamente, nonostante le diverse delibere “farsa” o “truffa” approvate in molti consessi, avendone la possibilità, non mancherete di autorizzare in futuro.
Lei caro Gentile, dopo aver assecondato negli anni passati – da consigliere provinciale - il Presidente della Provincia, fino e oltre le primarie, ed essere stato silente, “mansueto”, assieme al Suo Partito ed alle altre formazioni della Sinistra, davanti ad una gestione oligarchica della politica nella nostra Provincia, domenica scorsa ha anche dato una mano a chi vuole fare abortire la speranza di un percorso di cambiamento in questa terra martoriata, vittima prima di tutto di una classe dirigente tanto ossequiosa con i potenti, quanto arrogante e prepotente con i deboli.
Caro Gentile, fra qualche anno il PRC sotto la Sua capace guida potrà pure attestarsi a Grottaglie intorno al 15% ed avere quattro consiglieri comunali, nel frattempo, però, nel nostro Paese saranno perite le idealità Comuniste; quelle istanze di giustizia, di libertà, di democrazia che sempre più spesso, invece di essere praticate dalla forza che Lei rappresenta, e dalle altre organizzazioni politiche cosiddette comuniste, sono puramente declamate.
Compagno Gentile occorrerebbe colmare questo deficit, ma per fare ciò pare sia necessario "buscar el levante por el ponente", incamminarsi lungo un nuovo inizio per conquistare la dignità umana, partendo dall’ottica moderna di difesa dei più deboli.
In provincia di Taranto, per poter dare avvio ad un tale percorso la Sinistra, dopo la deriva, potrebbe contare, a condizione però che Lui voglia assumere l’ulteriore onere di candidarsi a Presidente della Provincia, su un ottimo capitano: Ippazio Stefano.
Un fraterno saluto, Giovanni Germanetto.

Un passo alla volta...uno avanti e quattro indietro

Che la nostra politica ed in particolar modo i politici del nostro territorio vivano al di fuori del mondo reale è cosa risaputa. Le loro logiche di potere, i loro meccanismi partitici, sono quanto di più lontano dalla realtà delle cose e delle vicende. Tutto deve essere ricondotto e piegato alla logica della più bieca obbedienza politica e di schieramento, anche a scapito magari del buon senso e talvolta di un sacrosanto silenzio.
Non immune da questa malattia contagiosa è il "nostro" giovane consigliere Provinciale Mancarelli,che arriva a giustificare l'assenza del legale della Provincia di Taranto nell’udienza di mercoledì 12 febbraio u.s presso il TAR Bari come diretta conseguenza dell' ordine del giorno della Provincia contro le discariche "in attesa che vengano posti in essere gli atti consequenziali all'ordine del giorno approvato dal Consiglio Provinciale".
Premesso che nell'attesa che vengano posti in essere tali atti consequenziali della Provincia il mondo continua ad andare avanti (anzi se il Consigliere Mancarelli ci vuole dare lumi di quando e come verranno posti in essere tali atti consequenziali da parte della Provincia di Taranto!), il ns. consigliere "dimentica" che la stessa Provincia in tale giudizio è parte non solidale alla posizione delle associazioni ambientaliste, in quanto mediante la sua memoria di costituzione e risposta (mai ritirata o soggetta a modifiche attenzione!) ha chiesto il rigetto del ricorso promosso dal Comune di S.Marzano contro le autorizzazioni rilasciate per il cosiddetto III lotto della discarica gestita da Ecolevante spa. E l'assenza del suo legale non fa che avvallare questa posizione, in quanto si è persa l'occasione di comunicare il diverso orientamento della Provincia rispetto alla sua stessa memoria depositata!
Cioè, contrariamente all’approvazione dell’ordine del giorno del Consiglio provinciale di Taranto, col quale era stata espressa la volontà di procedere all’annullamento in via di autotutela delle autorizzazioni rilasciate per le nuove discariche Ecolevante e Vergine, la Provincia, nella persona del suo presidente dott. Florido, ha chiesto non di appoggiare le richieste di annullamento ma di rigettare il ricorso con il quale Comune di San Marzano di San Giuseppe chiedeva l’annullamento di tutte le autorizzazioni rilasciate. Nei fatti la Provincia ha fatto il contrario di quanto deliberato in Consiglio provinciale e cosi continua a fare il "nostro" consigliere Mancarelli.
Abbiamo dunque per l'ennesima volta, dalla parole del consigliere Mancarelli, la prova che quella della Provincia di Taranto è proprio una sorta di delibera truffa elettorale!
Lasci perdere, se accetta un consiglio il ns. Mancarelli, la volontà di riportare tutto, sempre e comunque, nella logica della mera contrapposizione politica che lo vede schierato dalla parte opposta a quella del Sindaco di San Marzano e del Presidente del Consiglio comunale e colga l'occasione di comprendere che nella vita, se si sceglie una strada da intraprendere, ogni passo si compie coerentemente, nella stessa direzione, e non uno avanti e quattro indietro.

mercoledì 11 febbraio 2009

Comunicato Stampa dall'associazione ISA: Cercatori di Verità

Venerdì 13 febbraio 2009, alle ore 17.30, presso la sala conferenza del Castello Episcopio di Grottaglie (Ta), si terrà una conferenza dal titolo CERCATORI DI VERITA’, la pratica della conoscenza di sé, organizzata dall’Associazione Istituto Superiore di Apprendimento (ISA) – Puglia.

L’associazione ISA ha, tra l’altro, lo scopo di organizzare eventi culturali, seminari, conferenze e corsi finalizzati al benessere psicofisico dell’uomo, allo sviluppo dei potenziali umani attraverso l’autoconsapevolezza.

Relatore della serata, sarà l’ing. Salvatore Angelico di origine partenopea e residente attualmente in Umbria. Da tempo impegnato nella direzione di questi studi e “cercatore” anch’esso di verità nelle pratiche che portano ad una migliore conoscenza di sé, sarà presente nella cittadina jonica per condividere la propria esperienza a quanti sono interessati al tema.

L’ingresso è gratuito e, per maggiori informazioni, è possibile contattare il numero 340. 355 88 64.

martedì 10 febbraio 2009

Beppino: ora è libera.

Marco Imarisio da Corriere.it


UDINE — La tua bambina, gli ha detto il dottor De Monte. E non c'è stato bisogno di dire molto altro, perché non l'aveva mai chiamata così. Beppino Englaro ha capito cosa c'era dietro quel gesto di sensibilità, ha pensato a Saturna che sta sempre più male, a come dirglielo. E ha pianto, cos'altro poteva fare un padre che ha appena perso la sua unica figlia, che si prepara a rimanere solo per il tempo che gli rimarrà? «Ci ha lasciato, adesso voglio stare da solo» ha detto, e a noi che lo chiamavamo in continuazione riusciva di percepire non più di qualche frase in mezzo alle lacrime. Piange Beppino Englaro, che si è impedito di farlo per diciassette anni, che nelle foto di quel 1992, le ultime con sua figlia viva, appare quasi in carne, con i lineamenti rotondi. La durezza fredda che si è imposto per andare avanti si era trasmessa anche alla sua faccia, diventata quasi una maschera metallica, le occhiaie di chi non dorme e abita perennemente un incubo, il profilo sempre più aguzzo. Sua figlia cambiava, il suo corpo si rattrappiva, anche Beppino lo faceva, dentro e fuori. «Sarebbe l'arma atomica, lo so. Vedendo le foto di Eluana com'è oggi, tante persone starebbero finalmente in silenzio. Ma non lo farò mai».
Ancora ieri mattina ci ha parlato così, riferendosi all'unico tabù che conservava per se stesso. «Vede, ormai, al punto in cui sono arrivato posso avere contro anche il mondo intero, e non me ne importa nulla. C'è solo una cosa che mi renderebbe debole e bucherebbe la corazza che mi sono costruito. Io non posso avere contro Eluana Englaro». C'era, c'è stata in tutti questi anni, un'altra promessa nascosta, l'ultimo segreto tra un padre e una figlia, qualcosa da custodire in silenzio. «Quando tornò dall'ultima visita al suo amico in coma, mi disse che non avrebbe mai voluto rimanere in quello stato. E mi fece promettere che se fosse successo mai avrei dovuto mostrarla in quelle condizioni». La promessa a una figlia vale più di ogni cosa, di ogni ingiuria, insulto, di qualunque «Beppino boia» sentito gridare in diretta al telegiornale, cinque minuti dopo che De Monte ti ha detto che Eluana non c'è più. Sarebbe bastato davvero poco. Raccontare le palpebre perennemente a mezz'asta sugli occhi, le pupille vuote, il naso che sembrava sproporzionato su una faccia che si era rinsecchita come il resto del corpo.
Pesava meno di 40 chili, Eluana. Le braccia e le gambe erano rattrappite, poteva giacere solo di lato perché a pancia in su rischiava di soffocare per i liquidi che salivano da uno stomaco atrofizzato e incapace di trattenerli. Era appoggiata sul lato destro del corpo e questo le causava spesso piaghe da decubito sulla guancia, le lacerazioni di una pelle che si fa di carta velina, quelle che ai vecchi vengono sul sedere o sulla schiena, lei ce le aveva anche in faccia. Gli ispettori del ministro Sacconi, nella hall dell'albergo, prima di tornare a Roma, non riuscivano a togliersi dalla testa l'immagine del corpo di Eluana. Sarebbe bastato poco, davvero. Ma non è un boia, Beppino Englaro. È un uomo che ha smesso di vivere insieme alla figlia, tanto tempo fa, che ha scelto di morire ogni giorno, insieme a lei. Chiunque ci abbia passato cinque minuti insieme sa quali abissi di dolore nascondevano quelle occhiaie, sempre più marcate in un profilo ogni giorno più affilato. Sa com'era difficile sostenere lo sguardo di quest'uomo che non voleva si scrivesse delle sue debolezze, dei suoi momenti di sconforto.
Un padre annientato che si è fatto carico della volontà della figlia, scegliendo la strada più dura da seguire in un posto come l'Italia, combattere a mani nude, senza mai chiedere a un dottore di adottare un sotterfugio di morte, come avviene nelle corsie di tutta Italia. «Adesso — riesce a dire al telefono — so che qualcuno si scatenerà contro i dottori che hanno seguito Eluana. Voglio che si sappia che sono io l'unico responsabile, sono io che ho portato questa storia fin qui. Agli amici, e ne ho trovati tanti in questi anni, chiedo di non preoccuparsi per me. Non voglio essere cercato, ho bisogno di stare solo. Avrei liberato il corpo di Eluana, che ormai era diventato ostaggio di mani altrui». È a Lecco, Beppino Englaro, dove oggi avrebbe dovuto partecipare a un processo in cui gli volevano togliere la patria potestà. Cerca di ricomporsi, al telefono con il colonnello che lo chiama per le condoglianze e poi gli annuncia che appena entrato in Friuli gli verrà assegnata una scorta, «perché sa, la situazione è particolare».
Beppino lo ha ascoltato dicendo dei «sì» cortesi, con voce bassa. «Non so ancora a che ora parto, devo prima vedere com'è la situazione di mia moglie» ha detto. Senza farlo pesare, che c'è un'altra tragedia nella sua vita, che oggi lui muore con Eluana ma il suo calvario non finisce. Si sente il rumore di un treno che passa, la casa degli Englaro affaccia su una ferrovia. «Si figuri colonnello, non darò nell'occhio, glielo prometto. Sono un po' disorientato, ho bisogno di sedermi». La scorta, come un delinquente che ha fatto qualcosa di malvagio. L'ultima umiliazione, per un uomo che giorno dopo giorno ha scontato l'inferno peggiore, vedere una figlia che sorride solo da foto remote. Ci sarà il funerale, non finiranno le vane parole. «Devo restare solo, ho bisogno di respirare». Chi lo conosce sa che questa non è una liberazione, non per lui. «Avevo fatto una promessa» dice. L'ha mantenuta, anche se in questi anni la sua ragione di vita è rimasta appesa a sua figlia. «Mi sento spaesato. Devo rimanere solo, ho tante cose a cui pensare» è il suo congedo. Sono in tanti quelli che pensano che in fondo non voleva che sua figlia se ne andasse. «Certo che soffrirò, ma cosa c'entra?». Era tutto per lei, non per me, ripete, e la voce si fa tenue. «Ho sopportato molto, in questi anni». Ma doveva andare avanti, dice, dovevo mantenere la promessa. E infine liberarla, la sua bambina.

Marco Imarisio 10 febbraio 2009
giovedì 12 febbraio
nella sede del Sud in Movimento ci sarà un'importante riunione del
coordinamento delle associazioni e dei movimenti
alle ore 21, in Vico S. Nicola, 6


tutti i cittadini sono invitati

La ricerca del giusto

Un giorno credi di essere giusto e di essere un grande uomo in un altro ti svegli e devi cominciare da zero...
Situazioni che stancamente si ripetono senza tempo una musica per pochi amici come tre anni fa...
A questo punto non devi lasciare qui la lotta è più dura, ma tu se le prendi di santa ragione insisti di più---
Sei testardo, questo è sicuro quindi ti puoi salvare ancora metti tutta la forza che hai nei tuoi fragili nervi...
Quando ti alzi e ti senti distrutto fatti forza e vai incontro al tuo giorno non tornar sui tuoi soliti passi basterebbe un istante...
Mentre tu sei l'assurdo in persona e ti vedi già vecchio e cadende raccontare a tutta la gente del suo falso incidente...

domenica 8 febbraio 2009

lunedi 9 febbraio
nella sede del Sud in Movimento ci sarà la riunione del
coordinamento delle associazioni e dei movimenti
alle ore 21, in Vico S. Nicola, 6

venerdì 6 febbraio 2009

L'esortazione di Spogli

«Italia, potenza a rischio declino».
L'addio con polemiche di Ronald Spogli Ambasciatore USA in Italia
Maurizio Caprara da http://www.corriere.it/
— L'espressione che rende meglio l'idea di ciò che ha assestato ieri al nostro Paese Ronald Spogli, l'ex compagno di studi di George W. Bush, che parte oggi da Roma dopo esser stato per oltre tre anni l'ambasciatore degli Stati Uniti, è un termine romano: «'na sveglia». Letteralmente significa schiaffo, schiaffone, botta. Ma risulta efficace anche perché alla parola «sveglia» resta addosso il significato italiano, qualcosa che ha lo scopo di interrompere un sonno. Il «relativo declino» e la «lenta crescita » dell'economia italiana, ha osservato Spogli, costituiscono per il nostro Paese un problema «molto più serio della recessione in atto». Un problema di «lungo periodo», e non l'unico. «È una tragedia nazionale, direi imbarazzante, che non ci sia una sola università italiana nei primi posti delle classifiche internazionali», ha fatto presente questo finanziere, e professore universitario, che oggi chiude la propria parentesi in diplomazia.Colazione a Villa Taverna per salutare a fine mandato alcuni giornalisti. Dopo lasagne e insalata, Spogli, californiano con un nonno di Gubbio, ha risposto a domande sulla linea del presidente Barack Obama verso l'Italia e ha confermato che sarà sollecitato più impegno per l'Afghanistan: «Questa richiesta verrà, forse nei prossimi giorni, nelle prossime settimane. L'Italia è a mio avviso pronta a fare di più».Da mesi Palazzo Chigi e Farnesina cercano di evitare in materia attriti con Washington. Il governo Berlusconi si è preparato a portare il numero dei militari in Afghanistan dai 2.270 dell'autunno a 2.800, ma promette, più che nuovi soldati, l'impiego di reparti di élite e istruttori. «Se sarà in grado di offrire più unità militari è da vedere, ma io penso che l'Italia risponderà alle richieste della nuova Amministrazione», ha affermato Spogli.È nel discorso di saluto che l'ambasciatore ha assestato la sveglia. «Mi sono chiesto come mai gli italiani non reagiscono nel vedere costantemente il proprio Paese agli ultimi posti delle classifiche sulla competitività mondiale. L'Italia non può mantenere lo status di potenza economica se i suoi risultati rimangono così bassi», ha avvisato. Ai partiti, il consiglio di uno «spirito unitario »: «Tutti conosciamo i problemi: una burocrazia pesante, un mercato del lavoro rigido, la criminalità organizzata, la corruzione, la lentezza della giustizia, la mancanza di meritocrazia e un sistema di istruzione che non risponde ai bisogni del XXI secolo».C'è stato chi ha domandato se ci fossero anche suggerimenti per la crisi della finanza americana, ma nessuno ha confutato le tesi sull'Italia. «Perché non si scelgono tre università — una del Nord, una del Sud e una del Centro — e gli si concedono uno status speciale e incentivi mirati? », ha proposto Spogli per portare quelle università, in dieci anni, «ai primi posti» nel mondo.Su gas e petrolio, una probabile anticipazione di mosse dell'Amministrazione demo-cratica: «Vorrei esortare l'Italia ad adottare un piano di sicurezza energetica realistico che promuova la diversificazione attraverso un uso migliore delle risorse nazionali e un diverso mix di fornitori». Tra le righe, un fastidio per l'aria serafica di centrosinistra e centrodestra nell'individuare in Mosca uno dei fornitori preferiti di energia.
Al di là delle polemiche fatte sulla scelta del "fornitore russo" come referente privilegiato della politica energetica Italiana, le parole di addio di Ronald Spogli per quatto anni Ambasciatore USA in Italia, danno il senso di come anche per chi guarda da "fuori" il nostro paese sia ormai considerato alla soglia di un declino ormai imminente. Parole queste che dovrebbero far riflettere ogni singolo cittadino Italiano ma soprattutto il nostro Presidente del Consiglio.

martedì 3 febbraio 2009

da Presidio Permanente

16.30 Rimozione

Scorie della centrale di Cerano
Fanghi industriali. Provenienza: Cerano. Destinazione: (dicono) Fragagnano, discarica Vergine. Il camion si è capovolto poco fuori Francavilla Fontana, alle 13 circa, mentre imboccava la strada provinciale per Carosino. La via dei rifiuti.
Fanghi industriali della centrale di Cerano. Rifiuti speciali assai pericolosi, prodotti dal processo di trattamento delle acque reflue, uguali a quelli sequestrati a dicembre scorso dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Lecce (anche quei fanghi provenivano dalla centrale di Cerano ed erano destinati alla discarica Fragagnanese di localita' 'Palombara').
Una domanda. Cerano (Nord) Fragagnano (Sud). Perché il camion che si è ribaltato oggi proveniva dalla provincia di Brindisi (ancora più a Sud)? Un tizio, accento settentrionale ed aria strafottente, si è limitato a sorridere e a dire "di che vi lamentate voi di Grottaglie, per questi rifiuti prendete le royalties".
Quindi...
Due carabinieri, rimasti in auto, dal finestrino, appena aperto, hanno gettato fuori poche parole - "Non ne sappiamo nulla". Poi hanno azionato l'alzacristalli ché fuori c'era vento.


Pubblicato da saudì















Pubblicato da Hope