venerdì 30 gennaio 2009

Lettera aperta all' Architetto Fanigliulo


La posizione del coordinamento dei comitati in merito al progetto di restauro del Castello Episcopio.


Egregio Architetto Fanigliulo,


Si è scritto, si è detto, si è parlato e forse anche male della questione Castello e del suo restauro.


La politica, quella con la p minuscola, quella della stanza dei bottoni, del prima decidiamo, discutiamo (forse) e poi portiamo a conoscenza, quella che dice "e ci tirano sempre le pietre addosso", quella che (in privato) ironizza su tutti quei movimenti ed associazioni di cittadini bollandole come "rompiballe", fa come al solito la sue bella figura....per fortuna come dice il rapporto Eurispes 2009 pubblicato ieri, la parte sana del paese non alberga fra coloro che hanno il potere di decidere le sorti della collettività, ovvero i governi siano essi locali o nazionali!


A lei, uomo di provata esperienza e professionalità vogliamo dare il messaggio che le nostre non sono semplici sterili polemiche o banali richieste di chiarimento (sempre legittime ed amesse anche qualora lo fossero, quando si tratta di illustrare il progetto di recupero e restauro di un bene che vorrebbe, anche se non lo è, essere di beneficio pubblico e quindi al servizio della collettività) in quanto trattasi di motivate e fondate perplessità alle quali ahimè il solo fatto di non essere riusciti ad oggi ad ottenere alcuna documentazione in merito dal Comune di Grottaglie, nonostante sia stata ripetutamente e leggittimamente richiesta, non fa altro che rafforzare i nostri dubbi fino a farle quasi diventare certezze.


Il progetto di recupero e restauro che porta la sua firma, riteniamo sia opera non solo buona ma anche necessaria alla sorte di codesta struttura, riteniamo però che questa opera di recupero debba essere fatta nel pieno rispetto dello spirito della corretta e sana conservazione del bene storico quale è il castello episcopio.


Rimane quindi la nostra piena disponibilità ad ascoltare la sua di voce, qualora si volesse rompere questo muro di omertà e si voglia effettivamente dialogare in maniera franca ed aperta.


A tal proposito la sua presentazione senza poi alcun dibattitto del Consiglio Comunale del 13 u.s. non è stata di buon esempio.


Le allego gli articoli (post) più recenti scritti su due blog delle associazioni che fanno parte del coordinamento che efficacemente illustrano le nostre posizioni.


Cordiali Saluti


dal blog dell' Associazione culturale lu Lauru


http://www.sopralapancalacapracanta.blogspot.com/



Il Coordinamento contesta oggi tre punti fondamentali che poi sono gli stessi identici punti che sono stati contestati fin dal principio culminando, poi, nella INIZIATIVA POPOLARE ovvero:




a) Il Castello Episcopio non è di proprietà del Comune di Grottaglie, ma si appartiene alla Curia di Taranto cui viene corrisposto un affitto. La Città non condivide l’utilizzo e lo sperpero di soldi pubblici per interventi straordinari su di un immobile di cui non ha la proprietà e di cui la Curia, come proprietario del bene, potrebbe reclamare il possesso in qualunque momento a partire dalla scadenza del contratto di affitto a breve;

....mancano quindi gli elementi che possano giustificare anche solo giuridicamente tali interventi, o qualora ci fossero che ce ne fosse data contezza!

b) Il Castello Episcopio nasce come fortilizio medievale con una Curtis UNICA nella irregolarità del suo mantello roccioso (il ciglio della Gravina di San Giorgio) la cui specificità e peculiarità non andrebbero in alcun modo alterate se non con interventi mirati di restauro conservativo e con l’ausilio di esperti quali, per esempio, gli storici medievali che, per quanto ci è dato sapere, non sono stati mai consultati e, se non si va errati, mancherebbe anche il "conforto" degli archeologi. Da non dimenticare, altresì, che i componenti dell'Ufficio del Piano non sono stati messi in condizione di esprimere il proprio parere consultivo e preventivo, in ordine agli interventi che la Giunta ha approvato.

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c) I previsti interventi di pavimentazione, per i due terzi della superficie della Curtis, appaiono non solo troppo invasivi, ma del tutto “epidermici” e improduttivi alla luce di ben più urgenti interventi di cui il Castello necessiterebbe per tutelare la pubblica e privata incolumità. Vedasi a tal proposito le condizioni statiche della torre maestra e quelle delle sale superiori (il “piano nobile” interessato periodicamente da manifestazioni con grande affluenza di pubblico) flagellate da decenni di incuria e da infiltrazioni di acqua piovana.L'ultimo punto, alla luce della tragedia sfiorata in via Ferraris soltanto tre giorni fa, diventa di drammatica attualità e dovrebbe far riflettere non poco.


dal blog del Movimento Pro Centro Storico


http://www.salamastro.blogspot.com/


Dopo il C.C. del 13 gennaio u.s. che aveva al primo punto all’O.G. l’illustrazione del Progetto relativo ad interventi da attuare nella “curtis” del Castello Episcopio, si è palesata la necessità, da parte di Associazioni e dei Movimenti operanti sul territorio, nonché di liberi cittadini sensibili alle sorti del nostro Castello, di riunirsi per comprendere l’indifferenza della nostra Amministrazione circa le perplessità palesate in più occasioni, relativamente all’intervento che si intende attuare.Senza entrare in dettagli tecnico-amministrativi, che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti, credo sia necessario illustrare brevemente quanto fin qui accaduto.Nel mese di marzo 2008 fu convocata una seduta dell’Ufficio del Piano per informare gli intervenuti di un Progetto approvato dalla Giunta Municipale e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali avente ad oggetto, per l’appunto, la sistemazione della corte del Castello Episcopio.Per chi non lo sapesse, l’Ufficio del Piano è un organo istituzionalmente riconosciuto, creato appositamente, con lo scopo di vigilare su interventi pubblici e privati da attuare nel quartiere storico.In quella sede, i rappresentanti delle Associazioni presenti, fecero notare che non aveva senso convocare l’Ufficio del piano a giochi fatti, con il solo scopo di pubblicizzare l’intervento.In data 27 ottobre 2008 fu convocata, in fretta e furia, una seconda seduta dell’Ufficio del Piano poiché, gli amministratori facenti parte di detto Ufficio, avvertivano la necessità di “illuminare” i cittadini “sprovveduti e disinformati” che, nel frattempo, avevano avviato una petizione popolare per opporsi a detto progetto e sollevato tanto clamore su una questione che si voleva gestire in sordina.Gli sprovveduti e disinformati cittadini, mostrando un elementare buon senso, sichiedevano come mai spendere del denaro pubblico su un bene di proprietà della Curia Arcivescovile e con un contratto di locazione in scadenza nel 2012 e chiedevano, in ogni caso, se non vi fossero interventi prioritari rispetto alla pavimentazione della curtis .In quella sede, il rappresentante del Movimento pro centro Storico, sollevava una serie di perplessità che, su esplicita richiesta dello stesso, venivano messe a verbale, proprio perche vi rimanesse traccia.Queste osservazioni non hanno minimamente scalfito le certezze dei nostri Amministratori e del tecnico progettista, il quale, per l’ennesima volta si è limitato ad illustrare il progetto.Nonostante tanta indifferenza e l’assenza totale di un contraddittorio, degno di una democrazia, il Movimento pro centro storico e l’Associazione Lu Lauro , confortati da oltre 300 firme raccolte, in data 17 novembre 2008 inoltravano, ai sensi dell’art. 49 dello Statuto Comunale, una richiesta di iniziativa popolare in cui si chiedeva, come estrema ratio, l’annullamento della Delibera di Giunta numero d'ordine 648 del 21 Dicembre 2007 avente come oggetto: “Lavori di completamento restauro ala sud est del Castello Episcopio – Approvazione progetto esecutivo”.Si ribadivano, in quella sede, le perplessità in merito all’intervento di pavimentazione della corte, che tende a cancellare una peculiarità del Castello episcopio grottagliese.Ad Amministratori sensibili, sarebbe bastato tutto ciò per fermarsi a riflettere e magari a rivedere, in accordo con il tecnico progettista, gli ambiti di intervento.Ma questa sensibilità evidentemente non è di casa nel nostro Palazzo di città ed ecco che durante il C.C del 13 gennaio, anzicchè aprire un dibattito allargato e magari rivedere il progetto, ci si limita a riconfermare la bontà dell’intervento, invitando il tecnico progettista ad illustrare, per l’ennesima volta, il suo progetto.Tale carenza di democrazia, mascherata da una pseudo disponibilità all’ascolto, hanno ulteriormente scosso l’attenzione di cittadini ed associazioni sensibili al problema che, spontaneamente, hanno ritenuto opportuno riunirsi in seduta straordinaria per decidere le azioni da intraprendere per evitare quello che appare un intervento sconsiderato, inutile e destinato a cancellare definitivamente un pezzo della nostra storia e una peculiarità del nostro castello.Si continua a non condividere il modus operandi dei nostri amministratori relativamente ad interventi di tale importanza e che tanto incidono sul tessuto culturale e storico della nostra città.Non basta, a nostro avviso, mostrarsi disponibili all’ascolto e poi continuare a perseguire le proprie scelte, ignorando le osservazioni di associazioni e di liberi cittadini che hanno volontariamente sottoscritto la petizione popolare.


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