mercoledì 5 novembre 2008

CAMBIARE PER TORNARE A SPERARE

Compagno Stefano,
Lei è tarantino e, per passate ed attuali esperienze, conosce molto bene la classe dirigente del Centro Sinistra di Taranto e anche quella disseminata nella Provincia.
L’oligarchia che governa il Centrosinistra, tutta dedita nella venerazione dell’attuale Presidente della Provincia Giovanni Florido (invito i lettori a leggere la presentazione di Florido fatta da Wikipedia), è composta di persone che da un lunghissimo tempo, anche cambiando ruoli e casacca, svolgono incarichi di vertice nelle organizzazioni sociali, economiche, politiche e nelle istituzioni di questo lembo del Sud del Paese.
I membri del ceto dirigente del Centrosinistra jonico, ovunque collocati, proprio per aver ricoperto incarichi di responsabilità nei partiti, nei sindacati, nei Comuni, nella Provincia, nella Regione e nei Parlamenti, hanno contribuito a creare le condizioni di grave invalidità fisica, civile e morale della nostra “madre terra”e delle genti che la popolano.
Lor signori cumulano incarichi a iosa e sono generalmente inamovibili; salvo che per loro libera scelta non decidano di fare qualche altra cosa valutata più conveniente in termini economici e/o di status. I loro figli e le loro figlie – come per magia - risultano sistematicamente più meritevoli dei figli dei lavoratori, che i loro genitori dicono di rappresentare, e, a prescindere dai risultati che conseguono, sono sempre ottimamente collocati nel mondo del lavoro.
Compagno Stefano, come noto anche a Lei, è lunga la serie d’episodi in cui in questa provincia martoriata, come le province della Campania, della Calabria e della Sicilia, le classi dirigenti si sono rappresentate come corrotte, colluse o imbelli. La nostra terra, sia per il centro siderurgico che per le discariche, è sempre più soggetta agli abusi dei nuovi feudatari, e alle scorribande dei loro moderni mercenari, che per far soldi sono disposti a tutto, anche a tollerare la falcidia per mano della morte di tanti piccoli angeli..
Sindaco Stefano Lei ha già avviato, con la battaglia condotta per affermare una nuova pratica politica per l’Amministrazione del Comune di Taranto, una dura lotta contro la Casta tarantina e, da quanto si riesce a percepire da alcuni segnali, ha intenzione – assieme ai suoi “storici” compagni di strada - di perseguire lungo questa via anche nelle prossime elezioni provinciali.
Chi Le scrive, ingenuamente, ha creduto a lungo che la Politica sarebbe stata in grado d’auto riformarsi, facendo emergere dal proprio interno una classe dirigente giovane, competente, appassionata, moralmente inattaccabile, perché idealmente motivata, e innamorata della propria terra; pronta a lavorare, anche a costo di duri sacrifici, per disegnare un futuro migliore rispetto al passato che abbiamo alle spalle e al presente che fa declinare le nostre energie e morire l’anima e il corpo.
La stragrande maggioranza dei rappresentanti politici ed istituzionali, invece di lavorare per il bene comune, sono ambasciatori dei propri interessi personali e professionali, familiari e clientelari. Il Centrosinistra è, oramai, incapace di adottare pratiche di governo rispettose dei diritti politici e sociali dei cittadini e dei lavoratori, di assumere comportamenti moralmente irreprensibili e pretendere dall’apparato burocratico, in particolare dai vertici dello stesso, il rispetto degli obblighi contrattuali e morali.
Da molti anni i cittadini, i militanti e gli elettori delle forze progressiste, sentono dichiarazioni, leggono comunicati stampa, ascoltano prese di posizione roboanti, di personalità appartenenti all’oligarchia del Centrosinistra jonico (Mineo, Florido, Carrozzo, Vico, Voccoli, Borracino, ecc.), sulla imminenza di cambiamenti di rotta nell’agire delle organizzazioni politiche e, invece, non accade mai nulla, mentre la scena è occupata dalle solite personalità, sempre più spesso accompagnate da loschi figuri che usano e abusano del sottogoverno.
Il vice presidente del Consiglio regionale Luciano Mineo, da lungo tempo va dicendo che se il centrosinistra non andasse unito alle elezioni provinciali della primavera prossima, sarebbe un duro colpo per la speranza e l’ansia di cambiamento.
In tanti nell’elettorato progressista sono persuasi, invece, che se il Centrosinistra si dovesse intestardire nel difendere l’indifendibile e proseguire lungo la vecchia strada della conservazione ucciderebbe ogni speranza di cambiamento e, nel contempo, suiciderebbe se stesso.
Oggi più che mai, per poter alimentare un alito di speranza occorre prima cambiare: avviare un percorso che prefiguri una radicale riforma culturale e morale della politica. Solo agendo sulla leva del ricambio generazionale sarà possibile realizzare lo svellimento, la bonifica, la decontaminazione, di un modo di pensare e di agire la politica e il potere che appare oramai, da chiunque esercitato, al di fuori di qualsiasi effettivo controllo democratico.
Sindaco Stefano, la Sua attenzione sulle tematiche ambientali, sui problemi che affliggono i soggetti più deboli e i meno abbienti, sulle questioni che attengono al rinnovamento delle classi dirigenti e alla moralità pubblica, alla democratizzazione e alla crescita della trasparenza nelle associazioni politiche e sociali e nella pubblica amministrazione, incoraggia il consolidarsi di un nuovo corso.
Caro Compagno Stefano, se, unitamente ai suoi “vecchi” compagni di strada, deciderà di proseguire - come chi scrive auspica - la battaglia per il cambiamento, Le chiedo di guardare con attenzione ai tanti bei fiori che vanno sbocciando nei movimenti fioriti negli ultimi anni nella realtà jonica. Li ci sono ragazze e ragazzi indomiti, moralmente ed intellettualmente puliti, dediti al sacrificio e competenti. In quei movimenti ci sono i semi della classe dirigente che occorrerebbe per dare dignità alla nostra terra
Compagno Stefano, vada oltre in questa battaglia e faccia sbocciare, anche con i fiori dei movimenti che agiscono a Taranto, Grottaglie, San Marzano, Fragagnano, ed altri ancora, una nuova primavera.
A voi ragazzi e ragazze un sincero fraterno invito ad entrare nell’agone politico e, se sarete invitati a partecipare alle prossime tornate elettorali, a non indietreggiare di fronte a ruoli istituzionali di rappresentanza politica, buttatevi uniti, con la consueta generosità, perché per ciò che voi siete, per le battaglie che avete avviato, interpretate perfettamente la definizione di che cosa dovrebbe significare essere di sinistra.
Oggi mi permetto di scriverlo con la definizione di un compagno straordinario che qualche giorno fa ci ha lasciati: essere Sinistra vuol dire “ Pensare agli altri e al futuro. Anzi, pensare agli altri nel futuro”(Vittorio FOA).
Cari ragazzi e ragazze molti dei lor signori della oligarchia che governa il Centrosinistra jonico, per formazione, cultura, esperienza, inclinazini personali, non condividono questa definizione e, soprattutto, non sarebbero mai disposti a praticarla, altri ancora l’hanno dimenticata e, certi altri, l’hanno solo usata e abusata per rimanere in sella.
Adesso c’è l’assoluto bisogno di dare le gambe a quella definizione, ed è per questo che occorre rifondare la classe dirigente del Centrosinistra.
Al compagno Stefano, un grazie per essere nel panorama jonico, assieme a “pochi” altri, un segno di contraddizione.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Fortebraccio, vorrei vedere anche te accanto a Stefano alla prossima tornata elettorale. Abbiamo bisogno di persone in grado di pronunciare parole come queste, in grado di offrire una prospettiva di cambiamento, di speranza. Non mi ritengo un compagno anche se la penso e agisco come FOA... fraternamente ti dico YES, WE CAN

Anonimo ha detto...

Scopro con piacere che la mia " utopia " anche se con parole diverse è condivisa da altre persone. Io però non pongo paletti all'impegno e all'ingresso nella politica dei nostri giovani perchè ritengo che allo stato attuale è necessario ed è indispensabile operare tutti, per il ricambio che non può essere solo generazionale, senza etichette di sinistra o destra. Occorre scalzare una volta per tutte i mestieranti della politica e con loro gli effetti devastanti che hanno prodotto.Per fare questo, sono del parere, che occorre dare vita a liste civiche attingendo a piene mani,per i componenti, dai movimenti,da certa stampa,dai blogs,dalle associazioni ecc..Io da sempre sono di sinistra e ne ho sempre rivendicato l'appartenenza,ed è proprio per questo che oggi più che mai sento di poter realizzare i miei ideali, mai sopiti,ponendo estrema fiducia nelle persone ( giovani e meno giovani)che senza mezzi termini e al di là dell'appartenenza partitica, portano avanti battaglie i cui benefici ricadono su tutti i cittadini e che non è possibile schematizare in sinistra o destra. Solo dopo, a risultati raggiunti, ognuno potrà continuare le proprie battaglie all'interno dei partiti di riferimento che da quanto detto prima non potranno che trarne beneficio.

Anonimo ha detto...

Fortebraccio colpisce ancora. Per chi ancora non conoscesse la profondità del pensiero, anche se di opposti e diversi ideali, invito a leggere gli scritti ed i contenuti di un grande della politica con la P maiuscola che è venuto meno nei giorni scorsi: Vittorio Foa.
PENSIEROLIBERO