martedì 21 ottobre 2008

Mobilitazione in tutta Italia - A Firenze sfilano in 40mila



A Napoli, Roma, Bologna, Reggio Calabria, Genova, da Nord a Sud dell’Italia continuano le manifestazione di protesta degli studenti contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Questa volta accanto alla agli studenti si schierano anche i rettori che, attraverso l’associane Acquis, fanno sapere di non condividere la politica del governo perché, a loro giudizio, penalizza la formazione e la competitività dei nostri studenti.

NAPOLI Un corteo di studenti universitari e delle scuole superiori attraversa le strade del centro di Napoli per protestare contro la riforma Gelmini e i tagli alla ricerca scientifica. La manifestazione è stata voluta dai Collettivi studenteschi, da associazioni di dottorandi e ricercatori e dalle organizzazioni degli studenti medi. In testa al corteo uno striscione con la scritta: "Fuori Confindustria da scuole e università".

GENOVA A Genova i professori della facoltà di lettere, in segno di protesta, hanno deciso di tenere le lezioni in strada. Nel pomeriggio si terrà un'assemblea alla facoltà di lingue straniere e si prevede che anche lì, con la collaborazione degli studenti, vengano organizzate una serie di lezioni all'aperto nei prossimi giorni.

I RETTORI Il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, hanno detto i rettori, deve "puntare a rendere più competitivi i punti di forza del sistema universitario. La valorizzazione delle tante eccellenze nel paese servirà a evitare il collasso per le situazioni critiche. Ma anche i 'punti di forzà non riusciranno a reggere se i fondi vengono tagliati in modo indiscriminato come fa la manovra economica approvata. Se il governo non invierà segnali concreti all'università, saranno messe in campo dure azioni, perché l'Italia non può rinunciare alla formazione superiore del proprio capitale umano nè alla ricerca.

NO ALLA LOGICA DI CASSA No ad una logica che mira solo "a fare cassa "riteniamo di dover assumere una precisa responsabilità, cioè prendere un'iniziativa che chiede al governo di rivedere la logica sottesa alla manovra finanziaria per quanto riguarda gli atenei italiani. Crediamo che la logica dei tagli indiscriminati ai finanziamenti delle università sia sbagliata perché mira solo a fare cassa per i bilanci dello stato a spese dei bilanci delle università.

MOBILITAZIONE A OLTRANZA "Se il governo si arroccherà sulle sue posizioni la mobilitazione negli atenei continuerà". se non ci saranno segnali diversi la protesta potrebbe allargarsi anche ad altre università C'è tuttavia un forte appello al senso di responsabilità di tutti. Non siamo favorevoli ad occupazioni delle università e blocchi della didattica. Crediamo che la miglior risposta in un momento difficile come questo sia che ciascuno nelle istituzioni svolga il suo compito "I blocchi della didattica e le occupazioni non servono - hanno concluso i rettori - ma se il governo si arroccherà in una chiusura al dialogo la mobilitazione continuerà".
fonte: l'Unione Sarda

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